bpost

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15,33 EUR 20/06/2018 00:00 Bruxelles
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14,41 28,28  52 settimane min max
-30,38 % Rendimento a 1 anno
6,26 % Rendimento da dividendo
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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Bpost: accordo con DHL 17 giorni fa - lunedì 4 giugno 2018
    L’accordo tra bpost e la società di logistica DHL avrà, secondo noi, solo un impatto marginale sui risultati del gruppo belga. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    bpost: costi in crescita più dei ricavi un mese fa - lunedì 14 maggio 2018
    Le azioni bpost han registrato un’altra scivolata, complici i risultati trimestrali in chiaroscuro e il ribasso delle previsioni per il risultato di tutto il 2018 da parte dei vertici del gruppo. Questi, però, hanno ribadito anche l’obiettivo di un dividendo per il 2018 almeno stabile rispetto a quello 2017.

    Prezzo al momento dell'analisi (11/05/18): 16,58 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    I risultati del 1° trimestre di bpost (Isin BE0974268972) sono stati influenzati dall’integrazione delle attività americane di Radial. Per ora non è andata bene: se i ricavi sono aumentati del 27%, i costi sono saliti del 43%. Il margine industriale (il rapporto tra utili industriali e fatturato) è sceso, dunque, dal 20% al 12%. Su questi risultati ha pesato anche la contrazione del 7% dei volumi di consegna della posta – un calo solo parzialmente compensato dall’aumento dei prezzi dei francobolli a partire dal 1° marzo 2018. Per l’intero 2018 i vertici si aspettano ora un risultato industriale nella parte più bassa della sua forchetta, che va da 560 a 600 milioni di euro. Noi manteniamo, però, invariate le nostre stime, che erano già prudenti, sull’utile per azione 2018 (1,40 euro) e 2019 (1,45 euro). In base a queste stime, ai prezzi attuali l’azione è ancora correttamente valutata.

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  • Analisi
    Bpost, titolo ancora in difficoltà 2 mesi fa - lunedì 9 aprile 2018
    Nonostante i pareri positivi di diverse case d’investimento, il titolo bpost continua a perdere terreno. 

    Prezzo al momento dell'analisi (06/04/2018): 17,87 euro

    Ai prezzi attuali l’azione resta, comunque, correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Il titolo bpost (Isin BE0974268972) ha continuato a soffrire in Borsa, penalizzato dalle prospettive poco rosee dell’attività tradizionale (calo del traffico postale) e dai problemi legati all’integrazione dell’americana Radial, acquisita lo scorso novembre. Altro elemento di preoccupazione, il gruppo postale belga non soddisfa gli standard di qualità fissati nel contratto di gestione (consegna le lettere in ritardo) e dovrà quindi investire per migliorare l’efficienza. Limitati a mantenere il titolo.

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  • Analisi
    Bpost: -25% in una settimana. Ecco perché. 3 mesi fa - lunedì 19 marzo 2018
    Il brusco calo del titolo registrato negli scorsi giorni è legato all’annuncio di prospettive poco rassicuranti per il 2018. Noi abbassiamo le stime sull’utile per azione 2018 (1,40 euro) e 2019 (1,45 euro).

    Prezzo al momento dell'analisi (16/03/18): 20,76 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Anche se i conti 2017 sono stati positivi, bpost (Isin BE0974268972) si è mostrata poco ottimista per il 2018. Quest’anno i volumi di consegna della posta dovrebbero scendere del 7% (-5,8% nel 2017), un calo solo in parte compensato dal rincaro dei francobolli. Inoltre, i costi per integrare l’americana Radial (oltre il 20% dei ricavi del gruppo), acquisita lo scorso novembre, pesano più delle attese (costi elevati per le polizze sanitarie dei dipendenti). Se questo ancora ci può stare, la cosa che più preoccupa è che l’acquisizione non sembra essere capace di rilanciare la crescita del gruppo: quest’anno i ricavi di Radial dovrebbero ristagnare nonostante la sua presenza in settori in pieno boom (vedi i servizi di logistica per il commercio elettronico). Diamo ancora un po’ di tempo, visto che la società è stata appena acquisita. In ogni caso, nonostante il calo, non è il caso di acquistare il titolo.

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  • Analisi
    Investire in Posta, prima puntata 4 mesi fa - lunedì 29 gennaio 2018
    Questa settimana iniziamo un ”viaggio” negli investimenti postali. Partiamo con le azioni delle Poste.

    SENZA INFAMIA E SENZA LODE IN BORSA...

    Da quando è stato quotato, a ottobre 2015, il titolo Poste italiane (6,69 euro) non ha brillato: per chi l’ha sottoscritto al momento dell’offerta iniziale il risultato è, a grandi linee, lo stesso di Piazza Affari (vedi riquadro in fondo a questa analisi). Nello stesso periodo i “concorrenti” europei hanno fatto meglio: Deutsche Post, per esempio, ha messo a segno un ben più brillante +51,4%, e anche le poste belghe e olandesi hanno superato le poste nostrane – vedi tabella qui sotto. 

    POSTE ITALIANE, PROGRESSI A PICCOLI PASSI

    Rendimento da…

    Poste italiane

    Deutsche Post

    Bpost

    PostNL

    Borsa italiana

    Borse europee

    …dalla quotazione di Poste italiane

    15,2%

    51,4%

    36,4%

    17,7%

    15,2%

    15,6%

    …da inizio 2016

    5,4%

    60,1%

    29,5%

    25,5%

    20,1%

    17,2%

    …da inizio 2017

    13,0%

    29,4%

    24,5%

    7,3%

    28,4%

    14,5%

    Rendimenti comprensivi di dividendi e, per Poste italiane, bonus share, calcolati sui prezzi di chiusura del 26/01/18.

     ...E ANCHE NEL BILANCIO

    L’andamento di Borsa non entusiasmante rispecchia quello dei conti. Nei primi nove mesi del 2017 i ricavi della “tradizionale” attività postale sono calati del 2,5%, nonostante lo sviluppo dello shopping online che sostiene il comparto “pacchi”. La maggior parte dei ricavi arriva, ormai, dal settore finanziario: tra proventi degli investimenti e commissioni incassate da Cassa depositi e prestiti per piazzare i suoi prodotti, i ricavi complessivi sono saliti del 2%. Ciò nonostante, l’utile è sceso del 10%. 

    POSTE EUROPEE IN CERCA DI SVILUPPO

    I concorrenti europei si sono mostrati, in media, un po’ più brillanti. La belga Bpost (27 euro), per esempio, ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con utili pressoché stabili e, negli ultimi tempi, ha messo le basi per svilupparsi in nuovi settori, come la vendita di alimentari online (con l’acquisizione di Leen Menken) e la logistica per il commercio elettronico (con l’acquisizione di Radial). La tedesca Deutsche Post (39,03 euro) ha fatto di meglio, con un rialzo del 5,8% per i ricavi, del 7,6% per l’utile industriale e del 5,6% dell’utile. L’olandese PostNL (4,21 euro), infine, sta approfittando del progresso del commercio online (37% dei ricavi totali, 33% un anno fa). 

    ATTRATTIVA RENDIMENTI

    Anche i conti delle concorrenti europee, pur leggermente migliori di quelli di Poste italiane, non sono comunque stellari. Tutto il settore ha però una caratteristica interessante: il rendimento da dividendo. Ogni anno Bpost distribuisce almeno l’85% degli utili, Deusche Post tra il 40% e il 60%, Poste italiane l’80% (in realtà la “promessa” riguarda per ora solo i primi due anni di quotazione). Grazie a questa politica “generosa”, il rendimento da dividendo di questi titoli non è male e compensa così altri indicatori di convenienza (il rapporto prezzo/utili e il rapporto prezzo/valore contabile) non particolarmente interessanti (vedi tabella qui sotto).

    POSTE EUROPEE A CONFRONTO

     

    Poste italiane

    Deutsche Post

    Bpost

    PostNL

    Rapporto prezzo/utili

    11,53

    16,26

    16,46

    10,02

    Rapporto prezzo/valore contabile

    1,04

    3,35

    6,05

    11,08

    Rendimento da dividendo (lordo)

    5,83%

    2,95%

    3,50%

    5,94%

    Calcolati sui prezzi di chiusura di venerdì 26 gennaio 2018 e in base alle nostre stime su utili e dividendi 2018.


    CHE FARE?

    Continua a mantenere il titolo, grazie al rendimento da dividendo, se già lo possiedi. Il mantieni vale anche per Deutsche Post e Bpost, nonostante i forti rialzi da quando te le avevamo consigliate (vedi le note in fondo a questa analisi). Se devi comprare oggi punta su PostNL: per crescita dei conti è la società che sembra avere le migliori prospettive nel settore, e la politica di dividendi (75% degli utili l’obiettivo 2017) potrebbe, a detta del management, essere migliorata. 

     

    IL BILANCIO DI POSTE IN UN COLPO D'OCCHIO

    Al 30 settembre 2017 (gli ultimi dati noti) Poste italiane possiede attività per circa 200 miliardi. Tolti circa 2 miliardi di immobili e 8 miliardi di liquidità, la parte del leone la fanno le attività finanziarie (180 miliardi), rappresentate per circa l’85% da titoli a reddito fisso. E non è una sorpresa che si tratti, perlopiù, di titoli di Stato italiani: l’esposizione verso BTp e affini è di circa 130 miliardi. Marginale, invece, l’esposizione verso i titoli di Stato di altri Paesi. Come sono state finanziate queste attività? Il patrimonio del gruppo è di circa 8 miliardi, poi ci sono 121 miliardi di riserve accantonate per far fronte ai pagamenti delle polizze vita. Il resto (circa 65 miliardi) sono debiti, di cui 55 miliardi per le somme versate dai clienti sui conti correnti postali. E buoni e libretti? Non compaiono tra i debiti di Poste perché sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti, le Poste si limitano a fare da collocatore (nel 2016 ha incassato circa un miliardo e mezzo di commissioni per questa attività). Contando anche i buoni (oltre 200 miliardi di euro) e i libretti (circa 110 miliardi di euro) i capitali in qualche modo gestiti o amministrati da Poste salgono a oltre 500 miliardi.

     

    PARI E PATTA, MA SOLO CON "L'AIUTINO"

    Supponiamo che a ottobre 2015, al momento della quotazione, tu abbia acquistato un lotto minimo di azioni Poste italiane: hai pagato 3.375 euro (500 azioni a 6,75 euro l’una). Se le hai mantenute, a ottobre 2016 ti è stata assegnata un’azione nuova ogni 20, perciò ora hai 525 azioni. Al prezzo attuale (6,69 euro) valgono 3.512,25 euro, a cui devi aggiungere i 170 euro di dividendi incassati a giugno 2016 (0,34 euro per 500 azioni) e i 204,75 euro di dividendi incassati a giugno 2017 (0,39 euro per 525 azioni). Totale, 3.887 euro: rispetto all’investimento iniziale, è un guadagno del 15,2%. Né più né meno di quanto ha fatto Piazza Affari nello stesso periodo (+15,2%), ma solo grazie alla “bonus share” che era stata prevista per facilitare la quotazione in Borsa. Senza questo incentivo, le tue 500 azioni varrebbero 3.710 euro, a cui aggiungere 365 euro di dividendi: il guadagno si riduce al 9,9%.

     

    Ti abbiamo consigliato il titolo Bpost da dicembre 2013, quando valeva 14,29 euro, fino a novembre 2014, quando aveva raggiunto i 20,45 euro. Oggi vale 27 euro. Rispetto al primo consiglio di acquisto, dividendi compresi, stai guadagnando il 123,4%.

     

    Ti abbiamo consigliato il titolo Deutsche Post già dal gennaio 2006, quando valeva 21,53 euro, fino a luglio 2013, quando valeva 19,12 euro. Oggi vale 39,03 euro. Rispetto al primo consiglio di acquisto, dividendi compresi, stai guadagnando il 191,1%. Se l’hai acquistata nel 2013, poco prima del cambio di consiglio a “mantieni”, il guadagno è addirittura del 228,6%.

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 28,28 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 14,41 EUR
ISIN BE0974268972
Borsa Bruxelles
Beta 0,80
Volatilità 20,21 %
Numero di azioni 200.000.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 2,93 EUR
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 9.278 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 0,92 0,92 0,95 0,96
Utile corrente 1,40 1,66 1,61 1,63
Utile netto 1,40 1,62 1,72 1,54
Cash Flow corrente 2,15 2,18 2,06 2,07
Cash Flow netto 2,15 2,14 2,17 1,98
EBIT 2,05 2,46 2,48 2,33
EBITDA 2,80 2,99 2,93 2,78
Patrimonio netto 3,96 3,87 3,88 3,47
Patrimonio netto tangibile 0,11 0,02 3,24 3,22

Rendimento in euro

bpost Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -24,54 % 2,55 % 8,58 %
Rendimento ultimi 6 mesi -43,17 % -2,00 % 5,22 %
Rendimento ultimo anno -30,38 % -2,23 % 8,74 %
Rendimento ultimi 5 anni - 5,56 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 81,11 % 75,63 % 82,74 % 84,47 %
Current ratio 0,62 1,04 1,13 1,10
ROE 42,83 % 41,43 % 46,91 % 43,09 %
ROE netto 41,76 % 44,29 % 44,19 % 43,09 %
Margine lordo - - - -
Margine netto 10,68 % 14,28 % 12,71 % 11,99 %
EBIT margin 16,30 % 20,47 % 19,15 % 19,48 %
EBITDA margin 19,78 % 24,20 % 22,81 % 23,21 %
Tax rate 33,92 % 29,25 % 34,29 % 34,93 %
Gearing -37,59 -63,22 -79,15 -71,37
Patrimonio netto / totale attivo 24,13 % 34,03 % 32,90 % 32,11 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 6,26 % 6,26 %
Prezzo/utile corrente 10,47 8,85
Prezzo/cash flow corrente 6,82 6,73
Prezzo/patrimonio netto 3,70 3,79
Prezzo/patrimonio netto tangibile 133,27 771,58
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 9,58 % -

(e) : stima

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