Carrefour

FR0000120172
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16,49 EUR 19/04/2018 13:17 Parigi
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Articoli

  • Analisi
    Mare in burrasca: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 5 marzo 2018
    Per ora non c’è una reazione drammatica, ma l’incertezza emersa dalle urne potrebbe pesare sulla Borsa di Milano a lungo. Al di là della questione italiana, infatti, tutte le Borse non si stanno comportando per niente bene. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Carrefour: il nuovo piano 2 mesi fa - lunedì 5 febbraio 2018
    Anche se le precedenti ristrutturazioni non sono riuscite a far riemergere Carrefour dalla crisi, il nuovo piano sembra aver convinto il mercato. Il titolo ha, così, ripreso un po’ di fiato.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Carrefour: terzo trimestre senza grandi spunti 6 mesi fa - venerdì 20 ottobre 2017

    Come previsto, il 3° trimestre è stato difficile per Carrefour. Il management mantiene, comunque, gli obiettivi sul fatturato annuale. 

    Prezzo al momento dell’analisi (19/10/17): 17,71 euro

    Consiglio: mantieni

     

    Nel 3° trimestre le vendite del distributore francese Carrefour (Isin FR0000120172) sono aumentate solo dello 0,4% (+1,9% senza effetti di cambio), penalizzate dal crollo del mercato francese (45% del fatturato del gruppo) e dal cattivo andamento degli altri principali mercati del gruppo in Europa (Belgio, Spagna e Italia). Per tutto il 2017 il management continua, comunque, a stimare una crescita del fatturato compresa tra il +2% e il +4% (senza effetti di cambio). In attesa della presentazione del piano strategico, promesso dai nuovi vertici entro fine anno, limitati a mantenere il titolo.

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  • Analisi
    La crisi di Ahold Delhaize falcia anche il prezzo di Esselunga 7 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Le azioni Ahold Delhaize hanno perso in agosto circa il 13%. Questo fa piangere anche gli eredi Caprotti, quelli di Esselunga: il valore del noto supermercato lombardo si è ridotto del 30% nel giro di 2 mesi. Che sta succedendo? C’è da scappare dalle azioni dei supermercati? 
     AHOLD NON RISCHIA IL FALLIMENTO…

     

    Ahold Delhaize (15,8 euro; Isin NL0011794037) è una società solida. Ha 6.500 supermercati sparsi in 11 Paesi del mondo, fa oltre 60 miliardi di euro di ricavi ogni anno e dovrebbe chiudere quest’anno con oltre 1 miliardo di euro di utili. Ha circa 7 miliardi di debiti, ma sono poca cosa: ha, infatti, oltre 3 miliardi di euro di liquidità già in cassa e, con la sua sola attività, dovrebbe produrne da quest’anno oltre 1,5 miliardi ogni anno – il dato è già al netto degli investimenti per la crescita e del pagamento degli interessi su quel debito. Non per nulla il rapporto tra debito netto e utile industriale atteso è pari a circa 0,6, inferiore all’1,4 medio dei concorrenti.

     

    … MA IL MERCATO TEME MENO UTILI IN FUTURO

    Cos’ha fatto calare il titolo? La mossa a sorpresa di Amazon, che il 16 giugno acquisisce Whole Foods, catena di supermercati Usa. Il gruppo non perde tempo e, nei giorni scorsi, taglia drasticamente i prezzi di alcuni prodotti di Whole Foods. Perché questo fa paura? Perché Amazon negli Usa ha storicamente messo in difficoltà tutte le società dei settori in cui si è mossa – dai tradizionali negozianti, alle case di produzione di serie tv (offre anche questo tipo di contenuto) – e ora, il mercato, teme che lo stesso possa accadere con i supermercati. La paura è che si inneschi una guerra al ribasso sui prezzi di vendita che possa erodere ulteriormente i già piccoli margini di guadagno che caratterizzano questo settore – un rapporto tra utili industriali e fatturato nell’ordine del 5% è già ottimo per i supermercati.

     

    5 MOTIVI PER CUI SIAMO OTTIMISTI SU AHOLD

    Noi crediamo che Ahold abbia i mezzi per resistere alla concorrenza. Primo: Whole Foods non solo è una catena piccola – 470 negozi contro gli oltre 2.000 di Ahold negli Usa – ma vende soprattutto prodotti biologici, una nicchia di mercato che poco si sovrappone con quella in cui opera Ahold – supermercato generalista. Secondo: i dati del secondo trimestre, che già scontano l’arrivo di un concorrente temibile come Lidl sul mercato Usa, hanno comunque mostrato una piccola crescita dei ricavi sul suolo americano sia rispetto al secondo trimestre 2016 (+3%), sia rispetto al primo trimestre 2017 (+0,5%). Terzo: i risparmi di costo stanno superando le previsioni – 250 milioni di euro inattesi. Quarto: il gruppo ha già detto che reinvestirà questi soldi derivanti dai risparmi di costo proprio negli Usa, per fidelizzare la clientela. Quinto: l’attività in Olanda, che pesa per il 20% dei ricavi, sta andando bene, soprattutto grazie alle vendite online. Se è vero che la concorrenza negli Usa sarà forte – un altro grande concorrente come Wal Mart (78,37 Usd; Isin US9311421039) sta investendo molto sulle vendite online grazie a un accordo con Google – è anche vero che Ahold sembra avere l’esperienza e i mezzi per affrontarla. Il titolo è stato eccessivamente sanzionato: a breve potrebbero esserci alti e bassi, ma siamo fiduciosi per una ripresa nel lungo periodo. L’azione è conveniente. Acquista. 

     

    AMAZON: IMPROPONIBILE

    Non conviene comprare Amazon (978,25 Usd; Isin US0231351067)? È innegabile che in questi anni la società abbia dimostrato di avere il “tocco magico”: da fine 2013 i ricavi sono raddoppiati, gli utili si sono quasi decuplicati. Oggi è una società a tutto tondo. Con successo vende oggetti, consegna cibo, produce contenuti televisivi e potrebbe ancora crescere – le manca quasi solo di mettersi a produrre medicinali, ma magari potrebbe investire anche in questo senso (acquistando Teva Pharma, 15,86 Usd?).

    UN 2017 DIFFICILE PER I SUPERMERCATI USA

    1.            Dma_spk.svg

    Ahold (grassetto, base 100; dividendi inclusi) ha pagato lo sbarco di Amazon (linea sottile) nel settore dei supermercati. La paura è che negli Usa si inneschi una guerra di prezzi che possa portare a una riduzione dei margini di guadagno per gli operatori del settore – non per nulla altre catene presenti solo negli Usa, come Kroger (linea di peso intermedio), hanno pagato in Borsa più di Ahold. Compra Ahold, non acquistare Amazon e Kroger.

     

    Va anche detto che le azioni della società sono scambiate a prezzi improponibili: paghi gli utili e il valore contabile della società circa 10 volte di più rispetto a quanto paghi, in media, gli utili e il valore contabile di qualsiasi altra società quotata – per esempio, il rapporto tra prezzo di Borsa e valore contabile di Amazon è pari a 24 contro il 2,1 medio del resto dei titoli mondiali. Inoltre la società non paga dividendi. A un minimo intoppo, il titolo, quasi decuplicato in 7 anni, rischia di prendere una batosta clamorosa. Non ci sentiamo di consigliarlo.

    Supermercati allo scanner: spunti di valutazione

    Nome

    Rendimento da dividendo

    Rapporto prezzo e utile

    Rapporto prezzo e valore contabile

    Rapporto tra debito netto e utile industriale

    Ahold Delhaize

    3,8%

    13

    1,3

    0,6

    Carrefour

    4,4%

    13,7

    1,2

    1,1

    Casey's General

    1%

    22,5

    3,1

    1,8

    Kroger

    2,4%

    10,5

    2,6

    2,3

    Loblaw

    3,6%

    14,6

    2

    2,1

    Morrison

    2,6%

    19,5

    1,4

    1

    Sainsbury

    4,5%

    11,5

    0,8

    0,8

    Sprouts markets

    0%

    20

    3,6

    1,4

    Target

    4,7%

    12,5

    2,6

    1,6

    Tesco

    2,3%

    16,5

    1,9

    0,9

    Wal-Mart

    2,6%

    18,7

    3

    1,2

    Woolworths

    3,6%

    20

    3,2

    0,5

    UNO SGUARDO AGLI ALTRI SUPERMERCATI

    Non vale la pena di investire in qualche altro supermercato? La risposta è no. Innanzitutto perché la guerra dei prezzi innescata dalle catene discount (Aldi e Lidl su tutte, che non sono quotate) c’è anche al di fuori degli Stati Uniti (soprattutto nel Regno Unito). E in secondo luogo, perché tra i principali attori del settore, Ahold è quella che nel complesso sembra avere i migliori indicatori di convenienza e di solidità – vedi la tabella Supermercati allo scanner: spunti di valutazione. Per esempio, il rapporto tra prezzo e valore contabile atteso per Ahold è di 1,3 contro il 2,1 medio del settore – più è basso, più l’azione è conveniente. L’unica società con indicatori significativamente migliori di quelli di Ahold è l’inglese Sainsbury (235,6 pence; Isin GB00B019KW72). Al momento non la consigliamo. Come Ahold ha problemi con la concorrenza – molto forte da parte dei discount – ma in più ha lo spettro di una possibile contrazione dei consumi da parte delle famiglie inglesi, anche per effetto dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea – non per nulla sul listino londinese tendiamo a consigliare solo grandi multinazionali che possono beneficiare del calo della sterlina. Al più, mantieni le azioni Sainsbury che già hai.

     

    Esselunga: da 7 a 4,5 miliardi

    Due mesi fa un gruppo immobiliare cinese ha offerto oltre 7 miliardi per rilevare i supermercati Esselunga (più altre attività immobiliari legate alla società). Gli attuali proprietari della società, i figli e la moglie del fondatore Bernardo Caprotti, hanno rifiutato l’offerta, puntando a una quotazione in Borsa. Si era arrivati a sognare anche una valorizzazione di 10 miliardi di euro. Poi, però, è arrivata la mossa di Amazon e il tracollo dei titoli dei supermercati. Esselunga non può esserne immune: stando all’attuale valorizzazione media di Borsa degli altri supermercati e al bilancio del 2016 di Esselunga, archiviato con 260 milioni di utile netto e 7,5 miliardi di fatturato, secondo noi la catena di supermercati lombardi al momento vale 4,5 miliardi di euro. C’è da leccarsi le ferite. Chissà che gli eredi, spaventati da possibili altri cali, non decidano di cambiare idea e di vendere a un compratore estero: proprio Ahold, che ha più di 3 miliardi di liquidità, potrebbe essere un predatore interessato… 

    La competizione è forte anche fuori dagli Usa. Lo dimostra il caso Carrefour (16,94 euro; Isin FR0000120172), la cui azione è scesa del 16% nella scorsa settimana. Il motivo? L’allarme su un crollo dei risultati nel 2017. Si potrebbe rischiare un taglio del dividendo che ora offre un rendimento superiore a quello di Ahold. Sarebbe una sorpresa che il mercato non gradirebbe. Al più, se le hai, mantieni le azioni Carrefour.

    Kroger (22,42 Usd; Isin US5010441013) è uno dei supermarket più importanti negli Usa: ha quasi 3.000 negozi e ricavi per oltre 100 miliardi di dollari all’anno. È un titolo che ti abbiamo consigliato con successo in passato (vedi Altroconsumo Finanza n° 1056), ma che ora, nonostante il calo da inizio anno, 

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  • Analisi
    Carrefour, dati incoraggianti 9 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017
    Il distributore francese ha registrato un fatturato in netta crescita nel 2° trimestre. 

    Prezzo al momento dell'analisi (07/07/2017): 21,28 euro

    Ai prezzi attuali, l’azione resta correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Nel 2° trimestre il fatturato di Carrefour (Isin FR0000120172) è aumentato del 6,1%. In Francia, dove la crescita del volume di affari si è limitata allo 0,8%, sono da segnalare le buone performance dei negozi di quartiere e il ritorno alla crescita degli ipermercati. Nel resto d’Europa, la crescita è andata dal +2,2% del Belgio al +9,4% della Spagna. Infine, fuori dal Vecchio continente il distributore francese si è comportato anche meglio: +13,6% il fatturato per l’insieme di Asia e America Latina. 

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 23,64 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 15,92 EUR
ISIN FR0000120172
Borsa Parigi
Beta 1,25
Volatilità 22,44 %
Numero di azioni 774.677.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 12,48 EUR
Settore Distribuzione
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 67.956 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,50 0,46 0,70 0,70
Utile corrente 1,10 -0,70 1,01 1,35
Utile netto 1,10 -0,70 1,01 1,35
Cash Flow corrente 2,87 2,35 2,63 3,24
Cash Flow netto 2,87 2,35 2,63 3,24
EBIT 2,70 0,92 2,62 3,02
EBITDA 4,84 4,42 4,55 5,20
Patrimonio netto 13,32 12,72 13,25 12,53
Patrimonio netto tangibile 2,86 2,26 1,68 0,85

Rendimento in euro

Carrefour Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -8,91 % -4,32 % -4,23 %
Rendimento ultimi 6 mesi -5,98 % -2,48 % 0,67 %
Rendimento ultimo anno -21,54 % 0,05 % -0,47 %
Rendimento ultimi 5 anni -2,28 % 6,06 % 13,00 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 70,91 % 52,76 % 40,03 %
Current ratio - 0,76 0,78 0,76
ROE - 7,54 % 10,75 % 14,37 %
ROE netto - 7,54 % 10,75 % 14,37 %
Margine lordo - 22,83 % 22,85 % 22,56 %
Margine netto - 1,13 % 1,42 % 1,79 %
EBIT margin - 2,46 % 2,77 % 3,40 %
EBITDA margin - 4,27 % 4,77 % 5,30 %
Tax rate - 35,59 % 34,75 % 34,15 %
Gearing - 39,47 44,77 50,93
Patrimonio netto / totale attivo - 23,50 % 22,52 % 21,25 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,08 % 2,84 %
Prezzo/utile corrente 14,75 -
Prezzo/cash flow corrente 5,65 6,90
Prezzo/patrimonio netto 1,22 1,28
Prezzo/patrimonio netto tangibile 5,67 7,18
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,59 % -

(e) : stima

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