Chevron US1667641005

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106,73 USD 25/04/2017 22:01 New York
0,80 USD (0,76 %) Variazione dall'ultima chiusura
97,70 118,77  52 settimane min max
11,90 % Rendimento a 1 anno
4,08 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi

    La settimana delle Borse: Atlantia-Abertis, Sias, aumento di capitale D'Amico

    5 giorni fa - venerdì 21 aprile 2017
    Giorni nervosi per le Borse, tra le incognite sulle elezioni in Europa e la stagione dei conti societari che entra nel vivo. 
     
     
     
     

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  • Analisi

    Chevron: conti in calo, ma...

    2 mesi fa - lunedì 6 febbraio 2017
    Nel corso del 2016 il titolo aveva messo a segno una bella ripresa. Il giorno dell’annuncio dei risultati 2016, molto inferiori alle attese, ha però perso terreno in Borsa.
     
     
     
     

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  • Analisi

    Parole parole parole: la settimana delle Borse

    3 mesi fa - lunedì 23 gennaio 2017
    New York ha chiuso la settimana a -0,1%, Londra a -1,9%, le Borse dell’eurozona, in media, a -0,7%.
    Variazioni settimanali su prezzi al 20/01/17

    Draghi ha lasciato intendere che la Banca centrale europea non vuole sospendere il suo programma di sostegno alla zona euro. Buona notizia, ma che non ha entusiasmato il mercato. Le Piazze europee hanno, infatti, chiuso in calo la settimana – Milano ha fatto -0,2%. Anche le parole del Primo ministro britannico sulle modalità d’uscita del Regno Unito dall’Unione europea non hanno scalfito l’umore delle Borse – qualche piccolo impatto si è avuto solo sulla sterlina. Piuttosto, a pesare sulla Borsa di Londra c’è stato il -28% settimanale di Pearson (589 pence; Isin GB0006776081): a sorpresa la società ha ammesso la difficoltà a centrare gli obiettivi fissati per i prossimi anni e ha annunciato tagli al dividendo. Non c’è da approfittare del calo di prezzo: non acquistare, ma al più mantieni le azioni che già hai. Anche le parole di Trump, entrato ufficialmente in carica venerdì 20, non hanno smosso più di tanto il mercato – giusto quanto basta per permettere aWall Street di recuperare i piccoli cali di inizio settimana e chiudere quasi in pareggio. E nemmeno la stagione dei conti trimestrali ha dato brividi fin qui – vedi, per esempio, BlackRock (381,40 Usd; Isin US09247X1019) che ha sì lavorato tanto alla fine del 2016, ma in modo non troppo redditizio. Mantieni.

    Risposte per te
    @Luigi L. Intesa Sanpaolo ha previsto lo stacco del prossimo dividendo per il 22 maggio 2017. Sull’importo non c’è certezza. Prudenzialmente stimiamo 0,14 euro per azione.
    @Luigi O. MDC Holding da fine dicembre ha messo in pagamento un dividendo straordinario in azioni: hai diritto a 1 azione MDC Holding ogni 20 possedute al 6 dicembre.
    @Vittorio Codice Isin di Vodafone è GB00BH4HKS39, di Chevron è US1667641005

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  • Analisi

    Il petrolio vola dopo gli accordi di Vienna

    4 mesi fa - giovedì 1 dicembre 2016
    È arrivato il momento della riscossa? Non ancora. Ecco su cosa investire.
    Prezzi e valutazioni alla chiusura del 30/11/16
     
    Si è chiusa ieri 30 novembre la tanto attesa riunione dell’Opec (una sorta di Confindustria dei Paesi produttori di petrolio, soprattutto mediorientali). I vari Paesi membri hanno accettato di ridurre la produzione di petrolio di circa il 4,5% ciascuno, per un taglio complessivo pari a poco meno di 1,2 milioni di barili al giorno. Si tratta del primo taglio dopo 8 anni.
     
    Aspetti Positivi dell’accordo
    Il taglio è lievemente superiore alle attese di un mese fa (allora di ci si aspettava un taglio di poco inferiore a 1 milione di barili al giorno). Inoltre, Iran, Libia e Nigeria hanno ottenuto di non tagliare al momento la propria produzione – anzi la possono aumentare. Un buon segnale di distensione all’interno del gruppo, che lascia ben sperare sul fatto che l’accordo possa essere rispettato.
     
    Aspetti negativi dell’accordo
    L’accordo sembra essere condizionato al fatto che anche altri Paesi al di fuori dell’Opec taglino la produzione. Non per nulla è previsto un incontro per il 9 dicembre tra l’Opec e queste altre controparti. A parte la Russia, non si sa però chi parteciperà. Per ora la Russia ha detto di volersi sobbarcare un taglio di 0,3 milioni di barili al giorno, ma ha già messo le mani avanti dicendo che “per ragioni tecniche” il taglio sarà lento. Dubitiamo, inoltre, che le compagnie private americane partecipino a questo incontro: il numero di trivelle attive negli Usa continua a crescere e crediamo che possa continuare a crescere. Da notare, infine, che l’accordo è valido a partire dal 1° gennaio 2017 e dura 6 mesi. Poi si vedrà.

    La questione Iran
    C’è poi un piccolo giallo sulle quote di produzione dell’Iran. Come detto, nell’accordo l’Iran può aumentare i livelli di produzione di quasi 100 mila barili al giorno, arrivando a 3,8 milioni di barili al giorno nel 2017. Sul documento finale dell’Opec, però, la produzione attuale per l’Iran è indicata a circa 4 milioni di barili al giorno. Ma allora? L’Iran taglia o aumenta? L’arcano è presto svelato: l’attuale produzione dell’Iran è effettivamente di 3,7 milioni di barili al giorno. Quindi l’incremento per arrivare a 3,8 c’è. Ma allora? Perché hanno indicato 4? Perché quello era il livello normale di produzione del Paese prima delle sanzioni internazionali. Il fatto che l’abbiamo voluto mettere bene in evidenza lascia pensare che l’Iran abbia comunque tutta l’intenzione di continuare a aumentare le proprie quote di produzione – non sarebbe una sorpresa, anche in passato gli accordi sui livelli di produzione non sono mai stati rispettati alla lettera. Se così fosse, il taglio complessivo di produzione da parte dell’Opec rischia di essere ancora meno incisivo.  
     
    Come la vediamo sul futuro del greggio
    Nonostante la corsa in seguito all’accordo, il petrolio viaggia ancora ora sui 50 dollari al barile, circa un 2% in meno rispetto alla nostra analisi di metà ottobre – vedi https://www.altroconsumo.it/finanza/putin-salva-ion-geophysical-s5363154.htm allora il petrolio di qualità brent valeva 51,64 dollari al barile, alla chiusura di ieri eravamo a 50,1 dollari al barile. Alla luce di quanto detto, ci aspettiamo che nel breve periodo il prezzo del greggio continui a fare diversi su e giù. C’è il rischio, infatti, che i tagli non vengano rispettati o che comunque non siano sufficienti a compensare la maggiore produzione americana. Per il lungo periodo, invece, siamo moderatamente ottimisti – i tagli agli investimenti da parte delle compagnie petrolifere si faranno sentire in termini di minore offerta di greggio e i magazzini, ancora carichi di petrolio, sono destinati lentamente a svuotarsi.
     
    SU COSA INVESTIRE
    In una situazione del genere resta alla larga dagli Etf e certificate che puntano direttamente sulla materia prima, soprattutto quelli a leva. La soluzione migliore è comprare le azioni di una grande compagnia petrolifera – dalla nostra analisi di metà ottobre pur con il petrolio in calo sono salite di 1,6%. Inoltre ci sono eccezioni significative, come Chevron (111,56 Usd; Isin US1667641005), titolo che da sempre ti consigliamo come uno dei migliori del settore, che dalla nostra analisi di metà ottobre ha messo su circa il 10% (e non teniamo conto del rialzo del dollaro…). Resta il titolo su cui puntare assieme a Exxon (87,3 Usd; Isin US30231G1022) e Repsol (12,6 euro; Isin ES0173516115).

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  • Analisi

    Chevron: trimestre migliore delle attese

    5 mesi fa - lunedì 7 novembre 2016
    Dopo due trimestri in rosso, Chevron ha chiuso il 3° trimestre in utile.

    Prezzo al momento dell'analisi (04/11/2016): 104,78 USD

    Nonostante la salita di prezzo, in seguito all’annuncio di risultati superiori alle attese, l’azione è ancora conveniente.

    Consiglio: acquista

    Chevron (Isin US1667641005), che si adatta sempre meglio al contesto attuale di bassi prezzi del petrolio, ha realizzato nel 3° trimestre un utile per azione di 0,68 dollari; un dato superiore alle attese. Il rigoroso controllo dei costi gli consente, inoltre, di generare liquidità sufficienti non solo a pagare gli interessi sul debito, ma anche a ricompensare con più generosità gli azionisti. Ha, infatti, leggermente aumentato il dividendo trimestrale da 1,07 a 1,08 dollari per azione. Anche noi, quindi, alziamo le nostre previsioni. Puoi continuare ad acquistare questa azione conveniente.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 118,77 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 97,70 USD
ISIN US1667641005
Borsa New York
Beta 0,97
Volatilità 19,20 %
Numero di azioni 1.887.768.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 199,97 USD
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 705.261 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017 (e) 2016 (e) 2016 2015
Dividendo 4,32 4,29 - 4,28
Utile corrente 3,23 -0,26 - 2,46
Utile netto 3,23 -0,26 - 2,46
Cash Flow corrente 11,73 11,67 - 13,42
Cash Flow netto 11,73 11,67 - 13,42
EBIT 4,25 -1,04 - 2,59
EBITDA 13,19 9,31 - 13,85
Patrimonio netto 75,46 76,55 - 81,11
Patrimonio netto tangibile 73,02 74,11 - 78,67

Rendimento in euro

Chevron Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -9,00 % 6,68 % 3,10 %
Rendimento ultimi 6 mesi 7,50 % 12,15 % 10,59 %
Rendimento ultimo anno 11,90 % 10,80 % 17,47 %
Rendimento ultimi 5 anni 8,60 % 8,70 % 16,03 %

Indici finanziari della società

2016 2015
Pay out - - 0,00 % 174,30 %
Current ratio - - - 1,34
ROE - - - 3,00 %
ROE netto - - - 3,00 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - 3,40 %
EBIT margin - - - 3,50 %
EBITDA margin - - - 18,69 %
Tax rate - - - 2,73 %
Gearing - - - 14,63
Patrimonio netto / totale attivo - - - 57,83 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e) 2016
Rendimento da dividendo 4,08 % 4,05 % -
Prezzo/utile corrente 32,80 - -
Prezzo/cash flow corrente 9,03 9,08 -
Prezzo/patrimonio netto 1,40 1,38 -
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,45 1,43 -
Prezzo per valore patrimoniale netto - - -
Rendimento a lungo termine 8,05 % - -

(e) : stima

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