CIR IT0000080447

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Articoli

  • Analisi
    Cir: buoni conti, ma... un mese fa - lunedì 6 novembre 2017

    Il titolo Cir non ha ricevuto alcuna spinta dai conti trimestrali. Questi, infatti, sono stati appesantiti da un consistente onere fiscale straordinario, legato a un vecchio contenzioso. Abbiamo rivisto le nostre stime al ribasso.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Listini azionari in marcia: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 8 maggio 2017
    Le Borse della zona euro sono andate meglio di New York.
    Euro e dollari

    Euro e dollari

    Le Pen sconfitta

    Marine Le Pen, che aveva dichiarato più volte di voler portare la Francia fuori dall’euro in caso di vittoria alle elezioni presidenziali (scenario che i mercati temevano), ha perso il ballottaggio. La reazione dei listini nelle prime battute di lunedì 8 maggio è, però, stata freddina (-0,3% in media alle ore 10). Non c’è da sorprendersi. In primo luogo perché il risultato era ampiamente atteso: non per nulla tra fine aprile e inizio maggio – dall’esito del primo turno elettorale – le Borse della zona euro erano già salite del 6,4%. In secondo luogo perché c’è comunque una nuova tornata elettorale (elezioni politiche) in Francia a giugno – anche se al momento sembra improbabile una larga affermazione del partito della Le Pen.

     

    Il traino delle banche

    A spingere i listini europei nella prima settimana di maggio (+1,9% in media) non c’è stata, però, solo la politica. Hanno contribuito anche i rassicuranti conti trimestrali pubblicati da diverse società. In particolare, sono stati bene accolti i conti di alcuni big bancari. Proprio in Francia, per esempio, le azioni di BNP Paribas (67,88 euro; Isin FR0000131104) hanno messo su il 4,8% dopo che la banca ha mostrato utili sopra le attese di mercato. Va notato, però, che la crescita degli utili è stata determinata dai maggiori introiti sulle operazioni di “trading”, mentre le attività di “banca tradizionale” in Francia continuano a soffrire. Mantieni le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove. Anche i risultati della banca britannica Hsbc (658,6 pence; Isin GB0005405286) si sono dimostrati superiori alle attese del mercato e il titolo ha fatto in settimana +3,5%. Se per caso hai queste azioni in mano, approfitta del rialzo per venderle – i risultati sono comunque in calo (sebbene meno rispetto alle attese del mercato) e il gruppo ha diverse sfide davanti a sé, tra cui il rilancio delle attività in Asia. Un titolo europeo che ha spiccato in settimana è stato quello del produttore di birra Ab InBev (109,3 euro; Isin BE0974293251), grazie a una crescita trimestrale dei ricavi superiore alle attese. Nei due mercati principali, Usa e Brasile, però i conti non brillano. Confermiamo le stime di un utile per azione di 4,25 euro nel 2017 e di 5 euro nel 2018. A questi prezzi e con queste stime il titolo è caro. Se ce l’hai approfitta del rialzo (+5,7%) per vendere.

     

    Milano nel gruppo di testa

    A Piazza Affari sono stati molto bene accolti i conti di Intesa Sanpaolo (2,84 euro): le azioni hanno chiuso la settimana in rialzo del 6,3%. Noi abbiamo ritoccato solo lievemente al rialzo le stime sui risultati futuri della società, ma con l’utile fatto nel primo trimestre la promessa di distribuire oltre 3 miliardi di dividendi (circa 0,18 euro per azione) sembra sempre più credibile. Acquista. Di questo buon clima sui titoli bancari (+3,9% in media in Europa) ha beneficiato anche Unicredit (16,22 euro; acquista) che ha messo su l’8,6% – la pubblicazione dei suoi conti è attesa in questi giorni. Piazza Affari ha così chiuso la settimana in rialzo del 4,2% (+8,8% complessivamente nel corso delle ultime due settimane). Anche se hanno corso un po’ meno rispetto ai “colleghi” grandi, i titoli a media capitalizzazione di Milano sono saliti anche questa settimana. L’Etf Lyxor mid cap pir (130,89 euro; Isin FR0011758085) ha, infatti, fatto +1,7% e vale ancora una scommessa.

     

    New York avanti piano tra tecnologia…

    A sorpresa, la riforma sanitaria di Trump è stata approvata alla Camera. Il passaggio al Senato si prospetta, però, complesso: questo spiega perché le azioni della Healthequity (46,18 Usd; IsinUS42226A1079), che offre prodotti importanti nella riforma di Trump, sono salite “solo” dell’1,5%. Per ora non tornare a speculare su questo titolo. 

    Meno significativo il rialzo di New York, che si è fermato a +0,6%. Non tutti i conti trimestrali societari hanno convinto. Per esempio, quelli di Apple (148,96 euro; Isin US0378331005) hanno mostrato un calo delle vendite in Cina (mercato importante) e una contrazione delle vendite di iPhone (prodotto di punta). Anche se il titolo ha chiuso la settimana in rialzo del 3,7%, dopo uno sbandamento in seguito alla pubblicazione dei conti, meglio essere prudenti col consiglio: al più, mantieni. Sempre nel settore tecnologico segnaliamo il -9,2% di BTL (4,04 Cad; Isin CA0557661091), società canadese legata alla blockchain, consigliata su Altroconsumo Finanza n° 1218. In settimana il gruppo ha annunciato le tappe per lo sviluppo dei suoi progetti: forse il mercato si aspettava tempi più stretti. O semplicemente sulla base della notizia è passato un po’ all’incasso – il titolo ha quadruplicato il suo valore tra gennaio e aprile. Non ci spaventiamo: il titolo resta valido per una scommessa sul progressivo successo della blockchain. Attenzione, però: non è un titolo per il buon padre di famiglia. Non solo la società non fa utili, ma ha cominciato a fatturare solo pochi mesi fa. Inoltre, è un titolo molto piccolo (vale, per esempio, circa la metà della Beghelli): bastano pochi ordini per farlo muovere molto. Variazioni del 5%, anche su base giornaliera, sono da mettere in conto. Se ci scommetti su, non dedicarci più del 5% del valore complessivo del tuo portafoglio.

     

    … e petrolio

    A contenere il progresso di Wall Street c’è stato anche il calo dei titoli del settore petrolifero (in media, -1,2% in settimana), che hanno pagato una nuova discesa dei prezzi del greggio (-4,4%). Il petrolio di qualità brent viaggia poco sotto i 50 dollari al barile: la produzione in crescita negli Usa e in Libia e il generale cattivo andamento dei prezzi delle materie prime – in Cina i prezzi del minerale di ferro sono scesi di circa il 30% in due mesi – sono all’origine di questo calo. L’accordo tra i Paesi mediorientali e la Russia sul freno alle trivelle scade tra poco: si vocifera di un possibile prolungamento dello stesso. Vedremo se così sarà e se questo basterà a far rialzare la testa al greggio. Noi continuiamo ad aspettarci, almeno a breve termine, diversi alti e bassi per il suo prezzo. Come ti diciamo da tempo, in questa situazione, non investire su Etf e certificate che puntano direttamente sul petrolio (evita soprattutto quelli a leva). Meglio un buon titolo di una grande compagnia petrolifera: Chevron (105,79 Usd, Isin US1667641005; -0,9% in settimana) è uno di questi. In una settimana difficile per il settore petrolifero, spiccano i rialzi di Total (48 euro; Isin FR0000120271), +1,8%, e Royal Dutch Shell (24,48 euro; Isin GB00B03MLX29), +3,2%. I titoli sono stati aiutati da conti in buona crescita e dal generale buon momento per le azioni europee. Non è, però, il caso di acquistarli. Al più, se li hai mantienili

     

    Risposte per te

    @Ezio Tutti i prezzi delle azioni inglesi sono espressi, sulla Borsa di Londra (e sul nostro sito), in pence. Alcuni sistemi di trading li mostrano, però, in sterline: niente paura, sono gli stessi prezzi divisi per 100.

    @Franco Il “capital gain” ottenuto sulle azioni estere viene tassato una sola volta e solo per la parte fiscale italiana (aliquota 26%). Non c’è nessuna doppia tassazione, come, invece, avviene per i dividendi.

    @Nicola Cir stacca il dividendo il 22 maggio. L’importo è di 0,038 euro per azione (0,028 euro netti). Non devi far nulla: se hai le azioni alla data di stacco, in automatico riceverai il dividendo dopo pochi giorni.

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  • Analisi
    Cir: cambia il consiglio 9 mesi fa - lunedì 20 marzo 2017
    Il 2016 è stato un anno di continua crescita per il titolo Cir in Borsa. Dopo l’annuncio dei dati annuali di bilancio proprio per il 2016, il titolo ha, però, ripiegato in Borsa, influenzato anche dalla proposta di un dividendo inferiore a quello 2015 (0,038 euro, contro 0,044 euro dell’anno precedente).

    Prezzo al momento dell'analisi (17/03/17): 1,32 EUR
    Consiglio:Mantieni

    Cir chiude il 2016 con risultati inferiori alle attese e con utili in deciso calo rispetto al 2015. A pesare in negativo sono stati i risultati, deludenti, de L’Espresso, che hanno contribuito meno del previsto ai risultati del gruppo – i suoi utili 2016 si son quasi dimezzati rispetto a quelli del 2015. Bene i risultati di Sogefi (produce componenti per autoveicoli) grazie ai ricavi in forte crescita in Nord America (+16,9%) e soprattutto in Asia (+25,6%). Bene anche i risultati di Kos (attiva nel settore residenze per anziani) i cui ricavi sono cresciuti di oltre il 18% rispetto al 2015. Abbiamo rivisto le nostre stime sul titolo: dal momento del nostro primo consiglio di acquisto, l’azione ha messo su quasi il 30%. Considerando le prospettive di crescita attuali, a questi prezzi l’azione è correttamente valutata. Ti consigliamo di mantenere i titoli Cir che hai in portafoglio, ma di non acquistarne più.

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  • Analisi
    CIR: sempre più importanti i servizi agli anziani un anno fa - lunedì 7 novembre 2016
    Il titolo Cir negli ultimi tempi tende a replicare l’andamento di Piazza Affari, soffrendo nelle giornate “no” e recuperando in quelle positive. Dopo i conti del terzo trimestre abbiamo rivisto le nostre stime, ma la valutazione non cambia.

    Prezzo al momento dell'analisi (04/11/16):  0,97 EUR
    Consiglio: Acquista

    Pesa sempre meno l’editoria e contano sempre più i servizi agli anziani: così si possono sintetizzare i risultati relativi ai primi nove mesi del 2016 di Cir. I ricavi, nel loro complesso, sono cresciuti del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’utile industriale è salito del 9,2%. L’utile netto, invece, è sceso del 5%, per l’effetto di imposte sul reddito in aumento rispetto al 2015. Abbiamo rivisto le nostre stime sul gruppo Cir, ritoccandole, di poco, al ribasso. Oltre alle tasse è cresciuto, infatti, anche l’indebitamento del gruppo, fatto che farà aumentare gli oneri finanziari. Stimiamo un utile per azione di 0,1075 euro nel 2016 (0,1102 euro la stima precedente) e di 0,1129 euro nel 2017 (0,1157 euro in precedenza). Le prospettive restano buone e, ai prezzi attuali, il titolo è conveniente. Puoi quindi continuare a comprarlo.

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  • Analisi
    CIR: bene l'assistenza sanitaria un anno fa - lunedì 12 settembre 2016
    Da un po’, CIR tende a seguire l’andamento di Piazza Affari, spesso amplificandone i movimenti.
    Prezzo al momento dell'analisi (09/09/16): 0,95 EUR
    Consiglio: Acquista


    Un agosto di sofferenza si è chiuso di recente per le Compagnie industriali riunite (CIR). Il titolo ha perso circa il 6%, risentendo degli alti e bassi di Milano. Il motivo dello scivolone dell’azione in Borsa non è legato, però, a notizie negative o a dati finanziari deludenti. I dati semestrali sono stati positivi, anche se non brillanti. I ricavi sono cresciuti del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2015, mentre l’utile industriale è aumentato del 5,6%. Il settore dell’assistenza sanitaria va a gonfie vele e la recente decisione del fondo sovrano del Bahrain di investire nella controllata di CIR Kos lo conferma. Inoltre, il processo di integrazione tra il gruppo L’Espresso e Itedi va avanti. Le prospettive di crescita della società restano inalterate e il titolo, grazie al calo di prezzo dell’azione delle ultime settimane, è conveniente. Il consiglio non cambia.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 1,52 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 0,99 EUR
ISIN IT0000080447
Borsa Milano
Beta 1,00
Volatilità 29,16 %
Numero di azioni 794.292.200
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,92 EUR
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 671 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 (e) 2011
Dividendo 0,04 0,04 0,04 0,03
Utile corrente 0,03 0,05 0,05 0,01
Utile netto 0,03 0,05 0,05 0,01
Cash Flow corrente 0,33 0,35 0,35 -1,20
Cash Flow netto 0,33 0,35 0,35 -1,20
EBIT 0,02 0,17 0,11 0,34
EBITDA 0,04 0,35 0,30 0,63
Patrimonio netto 1,49 1,51 1,50 1,93
Patrimonio netto tangibile 1,49 1,56 1,50 1,93

Rendimento in euro

CIR Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -8,90 % 2,68 % 8,75 %
Rendimento ultimi 6 mesi -12,02 % 1,30 % 4,72 %
Rendimento ultimo anno 20,80 % 10,71 % 6,76 %
Rendimento ultimi 5 anni 9,08 % 6,89 % 15,70 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 (e) 2011 2010
Pay out - - 183,19 % 34,83 %
Current ratio - - 1,30 1,43
ROE - - 0,71 % 3,82 %
ROE netto - - 0,71 % 3,82 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - 1,33 % 2,49 %
EBIT margin - - 5,38 % 4,36 %
EBITDA margin - - 9,83 % 8,08 %
Tax rate - - 47,81 % 9,26 %
Gearing - - 94,17 85,88
Patrimonio netto / totale attivo - - 31,66 % 33,10 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 3,45 % 3,28 %
Prezzo/utile corrente 43,12 25,55
Prezzo/cash flow corrente 3,55 3,33
Prezzo/patrimonio netto 0,78 0,77
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,78 0,74
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,15 % -

(e) : stima

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