Cisco Systems US17275R1023

Avvisi: ON/OFF
Aggiungi al portafoglio
34,20 USD 20/10/2017 18:04 Nasdaq
0,45 USD (1,33 %) Variazione dall'ultima chiusura
29,25 34,44  52 settimane min max
6,57 % Rendimento a 1 anno
3,56 % Rendimento da dividendo
tutti i dettagli

Contenuto premium

I consigli dei nostri esperti e le nostre valutazioni di rischio sono riservati agli abbonati. Desideri accedere?

Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Cisco Systems: si profila un ritorno alla crescita un mese fa - lunedì 28 agosto 2017

    Come atteso, i risultati 2016/17 hanno un po’ ristagnato. Si sta, tuttavia, profilando un ritorno della crescita: un elemento di cui potrebbe beneficiare il titolo, che resta ancora penalizzato e un po’ distante dai massimi toccati qualche mese fa.

     
     
     
     

    Il parere dei nostri esperti e le nostre valutazioni del rischio sono solo per gli abbonati. Vuoi accedere?

    Voglio accedere a questo contenuto!
  • Analisi
    Cisco Systems: obiettivi a medio termine 3 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017

    Le previsioni sui risultati a medio termine fatte da Cisco non sono da strapparsi i capelli.

    Prezzo al momento dell'analisi (07/07/17): 30,90 USD
    Consiglio:Acquista

     

    Qualche settimana fa Cisco (Isin US17275R1023) ha pubblicato delle previsioni trimestrali deludenti. Ora, invece, annuncia i suoi obiettivi a 3-5 anni: una crescita media annua tra l’1% e il 3% per il fatturato e del 5% per l’utile per azione. Sono dei livelli di crescita inferiori a quelli degli ultimi anni, ma in linea con le nostre attese. D’altronde Cisco non è più quella di un tempo: la sua politica di acquisizioni è diventata più prudente rispetto al passato, mentre il rafforzamento nelle attività legate ai software e ai servizi, che dovrebbero rappresentare il 50% del fatturato nel 2020 (43% nel 2017), non basta a compensare il calo delle vendite nelle attività tradizionali (router, server…). Il gruppo conserva comunque una redditività di tutto rispetto e dei clienti fedeli. Inoltre, è finanziariamente solido: tutto questo dovrebbe garantire dividendi dignitosi. Il titolo è conveniente.

    condividi questo articolo

  • Analisi
    Scappare dai titoli tecnologici? 4 mesi fa - lunedì 19 giugno 2017
    Negli scorsi giorni i titoli dei colossi del settore sono scesi bruscamente. Ci sarà un tracollo come a metà 2000, quando le azioni tecnologiche persero più del 50% in pochi mesi?

    Valutazioni ben sotto quelle della bolla del 2000

    Stando ai numeri, il settore tecnologico non è prossimo a una crisi. Prendiamo il rapporto tra prezzo in Borsa e valore contabile di 400 titoli di questo settore nel mondo – è come il prezzo al chilo delle mele, più è alto, più sono care. Oggi è, in media, 4,2, vedi grafico Lontani dai valori del passato, più basso del 10 toccato a inizio 2000, subito prima dello scoppio della “bolla”. Confrontando il loro prezzo di Borsa con gli utili otteniamo 24,5, valore molto inferiore a quello di inizio 2000 (circa 80). Idem se consideriamo solo i primi 100 titoli Usa del settore. Il rapporto prezzo/valore contabile è in media poco sotto 5 (circa 11 a inizio 2000) e quello tra prezzo e utili è intorno a 25, contro il 70 toccato nel 2000.

    Società più “robuste” rispetto a 17 anni fa…

    Il rendimento medio da dividendo dei titoli tecnologici a inizio 2000 era prossimo allo 0, oggi siamo intorno all’1,5% annuo lordo. È un segnale di come queste società siano più “robuste”. Lo dimostra anche la liquidità che hanno in cassa. I primi 5 titoli Usa del settore, nel 2000, avevano liquidità pari a solo il 2% del valore complessivo (valore di Borsa e valore dei debiti; in inglese enterprise value), oggi la liquidità è pari al 13% del loro valore complessivo. Guarda il grafico Le bolle sovrapposte. Abbiamo confrontato l’andamento dei tecnologici nei 10 anni e mezzo che hanno preceduto lo scoppio della bolla di metà 2000, con quello degli stessi titoli negli ultimi 10 anni e mezzo (128 mesi). Il loro andamento è totalmente diverso da quello “da bolla” tenuto dai titoli del settore a ridosso di metà 2000.

     

    Lontani dai valori del passato

    LONTANI DAI VALORI DEL PASSATO

    La linea in grassetto (scala sinistra) rappresenta l’andamento del rapporto tra prezzo e valore contabile medio per 400 titoli del settore tecnologico. Quella sottile (scala destra) rappresenta l’andamento storico del rapporto tra prezzo e utili per lo stesso gruppo. Entrambi i valori sono molto lontani da quelli della “bolla internet” del 2000.

    Le bolle sovrapposte

     Bolle sovrapposte

    Il punto 1 rappresenta per la linea in grassetto il valore dei titoli tecnologici al 31/01/1990, circa 10 anni e mezzo prima dello scoppio della bolla nel 2000. Per la linea sottile, rappresenta il valore dei tecnologici al 31/10/2006, circa 10 anni e mezzo da oggi. L’andamento recente non è paragonabile a quello “da bolla” degli anni ’90.

     

    … ma comunque non convenienti

    Anche se i rapporti di convenienza non sono ai livelli del 2000, sono comunque più elevati rispetto a quelli medi storici e sono superiori a quelli degli altri titoli mondiali. Per questi ultimi il rapporto tra prezzo di Borsa e valore contabile è pari a 2,1: la metà dei titoli tecnologici. Il settore, in generale, è tutto fuorché a buon mercato. C’è un altro elemento di rischio: l’andamento di Borsa al momento è dipendente da soli cinque titoli, i cosiddetti FAAMGFacebook (150,64 Usd; Isin US30303M1027), Amazon (987,71 Usd; Isin US0231351067), Apple (142,27 Usd; Isin US0378331005), Microsoft (70 Usd; Isin US5949181045) e Alphabet (così si chiama ora Google; 958,62 Usd, Isin US02079K3059). Questi non solo pesano per oltre il 40% del listino Nasdaq, quello dei titoli tecnologici americani, ma sono stati da soli responsabili di oltre la metà dei rialzi di questo stesso listino dall’inizio dell’anno – in pratica sono andati molto meglio di altri titoli. Se la promessa riforma fiscale di Trump non dovesse andare in porto – i FAAMG sono saliti in prospettiva del rimpatrio di liquidità dall’estero che potrebbe portarli a distribuire dividendi consistenti – o se ci dovesse essere qualche intoppo nei conti - il mercato, per esempio, ha scommesso tanto sul successo del prossimo iPhone 8 Apple – per questi titoli potrebbero essere dolori, con conseguenze per tutto il settore. I rischi ci sono: per noi nessuno di questi titoli è conveniente. Amazon e Facebook sono cari e da vendere, Apple, Alphabet e Microsoft sono correttamente valutati. Puoi mantenerli, ma solo se hai pelo sullo stomaco. E comunque nel limite del 5% previsto per le azioni Usa.

     

    La tua strategia

    Tu fai così: da buon padre di famiglia evita di investire su tutto il settore tecnologico – non acquistare, quindi, Etf e fondi che puntano in generale su questi titoli e sul Nasdaq. Puoi, però, comunque mettere in portafoglio qualche titolo “scelto” del settore. Quelli che consigliamo li trovi indicati a pagina 10, nella sezione “alta tecnologia”. Tra questi, per esempio, c’è IBM (155,38 Usd; Isin US4592001014), che ha risentito meno di altri titoli del settore dei cali degli ultimi giorni – tra il 9 e il 12 giugno non solo non è scesa (-3,2% il settore), ma è addirittura salita del 2%. È un fenomeno comune ad altri titoli che non sono andati benissimo nel corso degli scorsi 12 mesi – alcuni di questi sono tra quelli da noi consigliati: non hanno corso tanto, ma non hanno nemmeno prospettive fallimentari e per questo sono convenienti e buoni per un investimento di lungo periodo. 

     

    Le bolle speculative

    In Borsa c’è una bolla speculativa quando i prezzi delle azioni raggiungono livelli fantasmagorici che non riflettono più il valore dell’azienda calcolato sulla base dei bilanci di oggi e di domani delle società, ma riflettono solo i bilanci di dopodomani e dopo ancora in forte e perenne crescita. L’ultima bolla nota in Borsa è quella iniziata nel 1999 e scoppiata nel 2000: bastava che una società annunciasse l’apertura di un sito internet e le sue quotazioni in Borsa facevano faville. Tiscali (oggi 0,042 euro) è il caso più clamoroso: in pochi mesi fece +2.500% salvo poi perdere praticamente tutto nei mesi seguenti.

     

    Tra il 9 e il 12 giugno, periodo di brusco calo per i titoli tecnologici americani, quelli che consigliamo si sono difesi: oltre al +2% di IBM, c’è stato il +0,5% di CA (31,67 Usd; Isin US12673P1057). Cisco Systems (31,63 Usd; Isin US17275R1023) e Intel (35,21 Usd; Isin US4581401001) sono sì scesi, rispettivamente dell’1,1% e del 2,1%, ma meno del 3,2% del resto del settore. Il titolo belga che consigliamo nel settore, Melexis (73,63 euro; Isin BE0165385973), ha invece perso il 4,2% – era però salito del 137% negli ultimi tre anni contro il +41,6% del settore.

    condividi questo articolo

  • Analisi
    Cisco Systems: previsioni per il trimestre in corso 4 mesi fa - lunedì 29 maggio 2017

    Le previsioni deludenti annunciate dal management per il 4° trimestre (l’anno fiscale termina il 31/7) hanno determinato il recente calo del titolo. Secondo noi, comunque, la situazione non è affatto allarmante.

    Prezzo al momento dell'analisi (26/05/17): 31,5 USD
    Consiglio: Acquista

     

    Cisco (Isin US17275R1023) ha annunciato che nel 4° trimestre il fatturato dovrebbe diminuire tra il 4% e il 6% (-1% nel 3° trimestre) e l’utile per azione scendere del 5% (+5% nel 3° trimestre). La causa è soprattutto il mercato Usa, dove sia le spese del governo per le infrastrutture telecom, sia gli investimenti degli operatori di telefonia sono più deboli del previsto. Per reagire, il gruppo prevede nuove misure, tra cui il taglio di altri posti di lavoro (avranno a brevissimo un impatto negativo). La ristrutturazione partita qualche anno fa, comunque, procede: nel 3° trimestre il margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) è salito al 32,3%, un livello elevato rispetto a quello di molti concorrenti. Ci aspettiamo che la debolezza attesa per il 4° trimestre sia solo temporanea. Limiamo, quindi, solo leggermente le stime sull’utile per azione 2016/17 (1,89 Usd) e 2017/18 (2 Usd).

    condividi questo articolo

  • Analisi
    I dividendi staccati durante il mese di gennaio 8 mesi fa - lunedì 13 febbraio 2017
    Qui trovi l'elenco delle società che fanno parte della nostra selezione che hanno staccato dividendi nel mese di gennaio.
    NomeViene staccato il…La società lo paga il…Importo lordoImporto netto
    Abbott11/01/201715/02/20170,2650,17 USD
    AT & T06/01/201701/02/20170,490,31 USD
    BBVA10/01/201712/01/20170,080,05 EUR
    Cisco Systems04/01/201725/01/20170,260,16 USD
    Enel23/01/201725/01/20170,090,07 EUR
    Iberdrola05/01/201701/02/20170,1350,08 EUR
    Procter & Gamble18/01/201715/02/20170,66950,42 USD
    Santander30/01/201701/02/20170,0550,03 EUR
    Seaspan23/01/201730/01/20170,3750,24 USD
    Solvay16/01/201718/01/20171,320,68 EUR
    Telefônica Brasil03/01/2017-10,10970,08 USD
    Texas Instrum.27/01/201713/02/20170,500,31 USD
    US Ecology18/01/201727/01/20170,180,11 USD
    Verizon06/01/201701/02/20170,57750,36 USD
     

    (1) Le società brasiliane staccano i dividendi più volte l’anno, ma li pagano una volta l’anno dopo l’approvazione dell’assemblea.

    condividi questo articolo

Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 34,44 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 29,25 USD
ISIN US17275R1023
Borsa Nasdaq
Beta 1,14
Volatilità 20,22 %
Numero di azioni 4.951.958.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 167,13 USD
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 660.243 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017-18 (e) 2016-17 (e) 2015-16 2014-15
Dividendo 1,20 1,10 0,94 0,80
Utile corrente 2,00 1,92 2,13 1,76
Utile netto 2,00 1,92 2,13 1,76
Cash Flow corrente 2,47 2,37 2,55 2,24
Cash Flow netto 2,47 2,37 2,55 2,24
EBIT 2,51 2,39 2,51 2,11
EBITDA 2,97 2,85 2,93 2,59
Patrimonio netto 13,36 13,24 12,64 11,74
Patrimonio netto tangibile 7,35 7,28 7,35 6,93

Rendimento in euro

Cisco Systems Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 3,70 % 0,93 % 0,64 %
Rendimento ultimi 6 mesi -4,88 % 3,15 % -0,95 %
Rendimento ultimo anno 6,57 % 13,23 % 10,55 %
Rendimento ultimi 5 anni 19,28 % 7,26 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out - 44,23 % 45,50 % 47,85 %
Current ratio - 3,16 3,23 3,39
ROE - 16,89 % 15,04 % 13,86 %
ROE netto - 16,89 % 15,04 % 13,86 %
Margine lordo - 62,87 % 60,38 % 58,91 %
Margine netto - 21,81 % 18,27 % 16,66 %
EBIT margin - 25,71 % 21,91 % 19,82 %
EBITDA margin - 30,07 % 26,87 % 24,98 %
Tax rate - 16,88 % 19,82 % 19,17 %
Gearing - 33,05 30,95 25,03
Patrimonio netto / totale attivo - 52,27 % 52,61 % 53,89 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17 (e)
Rendimento da dividendo 3,56 % 3,26 %
Prezzo/utile corrente 16,88 17,58
Prezzo/cash flow corrente 13,66 14,24
Prezzo/patrimonio netto 2,53 2,55
Prezzo/patrimonio netto tangibile 4,59 4,64
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,11 % -

(e) : stima

Raccomanderesti l'utilizzo di questa pagina alla tua famiglia e ai tuoi amici? Puoi indicare un giudizio compreso tra 1 (assolutamente no) e 10 (assolutamente sì) *
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Lasciaci un commento (opzionale)
Invia