Cisco Systems US17275R1023

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17,45 % Rendimento a 1 anno
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Articoli

  • Analisi
    La Borsa scalda l'Europa: la settimana dei listini azionari 4 ore fa - lunedì 11 dicembre 2017
    Risultati contrastanti per le varie Borse mondiali: Wall Street è salita di un modesto 0,4%, Tokio è rimasta piatta. Invece, i listini azionari dell’eurozona, in media, sono saliti dell’1,8%. Tra questi si è distinta Piazza Affari con il suo +3%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Ancora un calo per l'Europa: la settimana delle Borse 21 giorni fa - lunedì 20 novembre 2017
    Secondo bilancio settimanale in rosso per le Borse europee, che in media hanno fatto -1,3%. Debole anche Wall Street che ha chiuso la settimana con un piccolo calo dello 0,1%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Cisco Systems: si profila un ritorno alla crescita 3 mesi fa - lunedì 28 agosto 2017

    Come atteso, i risultati 2016/17 hanno un po’ ristagnato. Si sta, tuttavia, profilando un ritorno della crescita: un elemento di cui potrebbe beneficiare il titolo, che resta ancora penalizzato e un po’ distante dai massimi toccati qualche mese fa.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Cisco Systems: obiettivi a medio termine 5 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017

    Le previsioni sui risultati a medio termine fatte da Cisco non sono da strapparsi i capelli.

    Prezzo al momento dell'analisi (07/07/17): 30,90 USD
    Consiglio:Acquista

     

    Qualche settimana fa Cisco (Isin US17275R1023) ha pubblicato delle previsioni trimestrali deludenti. Ora, invece, annuncia i suoi obiettivi a 3-5 anni: una crescita media annua tra l’1% e il 3% per il fatturato e del 5% per l’utile per azione. Sono dei livelli di crescita inferiori a quelli degli ultimi anni, ma in linea con le nostre attese. D’altronde Cisco non è più quella di un tempo: la sua politica di acquisizioni è diventata più prudente rispetto al passato, mentre il rafforzamento nelle attività legate ai software e ai servizi, che dovrebbero rappresentare il 50% del fatturato nel 2020 (43% nel 2017), non basta a compensare il calo delle vendite nelle attività tradizionali (router, server…). Il gruppo conserva comunque una redditività di tutto rispetto e dei clienti fedeli. Inoltre, è finanziariamente solido: tutto questo dovrebbe garantire dividendi dignitosi. Il titolo è conveniente.

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  • Analisi
    Scappare dai titoli tecnologici? 5 mesi fa - lunedì 19 giugno 2017
    Negli scorsi giorni i titoli dei colossi del settore sono scesi bruscamente. Ci sarà un tracollo come a metà 2000, quando le azioni tecnologiche persero più del 50% in pochi mesi?

    Valutazioni ben sotto quelle della bolla del 2000

    Stando ai numeri, il settore tecnologico non è prossimo a una crisi. Prendiamo il rapporto tra prezzo in Borsa e valore contabile di 400 titoli di questo settore nel mondo – è come il prezzo al chilo delle mele, più è alto, più sono care. Oggi è, in media, 4,2, vedi grafico Lontani dai valori del passato, più basso del 10 toccato a inizio 2000, subito prima dello scoppio della “bolla”. Confrontando il loro prezzo di Borsa con gli utili otteniamo 24,5, valore molto inferiore a quello di inizio 2000 (circa 80). Idem se consideriamo solo i primi 100 titoli Usa del settore. Il rapporto prezzo/valore contabile è in media poco sotto 5 (circa 11 a inizio 2000) e quello tra prezzo e utili è intorno a 25, contro il 70 toccato nel 2000.

    Società più “robuste” rispetto a 17 anni fa…

    Il rendimento medio da dividendo dei titoli tecnologici a inizio 2000 era prossimo allo 0, oggi siamo intorno all’1,5% annuo lordo. È un segnale di come queste società siano più “robuste”. Lo dimostra anche la liquidità che hanno in cassa. I primi 5 titoli Usa del settore, nel 2000, avevano liquidità pari a solo il 2% del valore complessivo (valore di Borsa e valore dei debiti; in inglese enterprise value), oggi la liquidità è pari al 13% del loro valore complessivo. Guarda il grafico Le bolle sovrapposte. Abbiamo confrontato l’andamento dei tecnologici nei 10 anni e mezzo che hanno preceduto lo scoppio della bolla di metà 2000, con quello degli stessi titoli negli ultimi 10 anni e mezzo (128 mesi). Il loro andamento è totalmente diverso da quello “da bolla” tenuto dai titoli del settore a ridosso di metà 2000.

     

    Lontani dai valori del passato

    LONTANI DAI VALORI DEL PASSATO

    La linea in grassetto (scala sinistra) rappresenta l’andamento del rapporto tra prezzo e valore contabile medio per 400 titoli del settore tecnologico. Quella sottile (scala destra) rappresenta l’andamento storico del rapporto tra prezzo e utili per lo stesso gruppo. Entrambi i valori sono molto lontani da quelli della “bolla internet” del 2000.

    Le bolle sovrapposte

     Bolle sovrapposte

    Il punto 1 rappresenta per la linea in grassetto il valore dei titoli tecnologici al 31/01/1990, circa 10 anni e mezzo prima dello scoppio della bolla nel 2000. Per la linea sottile, rappresenta il valore dei tecnologici al 31/10/2006, circa 10 anni e mezzo da oggi. L’andamento recente non è paragonabile a quello “da bolla” degli anni ’90.

     

    … ma comunque non convenienti

    Anche se i rapporti di convenienza non sono ai livelli del 2000, sono comunque più elevati rispetto a quelli medi storici e sono superiori a quelli degli altri titoli mondiali. Per questi ultimi il rapporto tra prezzo di Borsa e valore contabile è pari a 2,1: la metà dei titoli tecnologici. Il settore, in generale, è tutto fuorché a buon mercato. C’è un altro elemento di rischio: l’andamento di Borsa al momento è dipendente da soli cinque titoli, i cosiddetti FAAMGFacebook (150,64 Usd; Isin US30303M1027), Amazon (987,71 Usd; Isin US0231351067), Apple (142,27 Usd; Isin US0378331005), Microsoft (70 Usd; Isin US5949181045) e Alphabet (così si chiama ora Google; 958,62 Usd, Isin US02079K3059). Questi non solo pesano per oltre il 40% del listino Nasdaq, quello dei titoli tecnologici americani, ma sono stati da soli responsabili di oltre la metà dei rialzi di questo stesso listino dall’inizio dell’anno – in pratica sono andati molto meglio di altri titoli. Se la promessa riforma fiscale di Trump non dovesse andare in porto – i FAAMG sono saliti in prospettiva del rimpatrio di liquidità dall’estero che potrebbe portarli a distribuire dividendi consistenti – o se ci dovesse essere qualche intoppo nei conti - il mercato, per esempio, ha scommesso tanto sul successo del prossimo iPhone 8 Apple – per questi titoli potrebbero essere dolori, con conseguenze per tutto il settore. I rischi ci sono: per noi nessuno di questi titoli è conveniente. Amazon e Facebook sono cari e da vendere, Apple, Alphabet e Microsoft sono correttamente valutati. Puoi mantenerli, ma solo se hai pelo sullo stomaco. E comunque nel limite del 5% previsto per le azioni Usa.

     

    La tua strategia

    Tu fai così: da buon padre di famiglia evita di investire su tutto il settore tecnologico – non acquistare, quindi, Etf e fondi che puntano in generale su questi titoli e sul Nasdaq. Puoi, però, comunque mettere in portafoglio qualche titolo “scelto” del settore. Quelli che consigliamo li trovi indicati a pagina 10, nella sezione “alta tecnologia”. Tra questi, per esempio, c’è IBM (155,38 Usd; Isin US4592001014), che ha risentito meno di altri titoli del settore dei cali degli ultimi giorni – tra il 9 e il 12 giugno non solo non è scesa (-3,2% il settore), ma è addirittura salita del 2%. È un fenomeno comune ad altri titoli che non sono andati benissimo nel corso degli scorsi 12 mesi – alcuni di questi sono tra quelli da noi consigliati: non hanno corso tanto, ma non hanno nemmeno prospettive fallimentari e per questo sono convenienti e buoni per un investimento di lungo periodo. 

     

    Le bolle speculative

    In Borsa c’è una bolla speculativa quando i prezzi delle azioni raggiungono livelli fantasmagorici che non riflettono più il valore dell’azienda calcolato sulla base dei bilanci di oggi e di domani delle società, ma riflettono solo i bilanci di dopodomani e dopo ancora in forte e perenne crescita. L’ultima bolla nota in Borsa è quella iniziata nel 1999 e scoppiata nel 2000: bastava che una società annunciasse l’apertura di un sito internet e le sue quotazioni in Borsa facevano faville. Tiscali (oggi 0,042 euro) è il caso più clamoroso: in pochi mesi fece +2.500% salvo poi perdere praticamente tutto nei mesi seguenti.

     

    Tra il 9 e il 12 giugno, periodo di brusco calo per i titoli tecnologici americani, quelli che consigliamo si sono difesi: oltre al +2% di IBM, c’è stato il +0,5% di CA (31,67 Usd; Isin US12673P1057). Cisco Systems (31,63 Usd; Isin US17275R1023) e Intel (35,21 Usd; Isin US4581401001) sono sì scesi, rispettivamente dell’1,1% e del 2,1%, ma meno del 3,2% del resto del settore. Il titolo belga che consigliamo nel settore, Melexis (73,63 euro; Isin BE0165385973), ha invece perso il 4,2% – era però salito del 137% negli ultimi tre anni contro il +41,6% del settore.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 37,73 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 29,98 USD
ISIN US17275R1023
Borsa Nasdaq
Beta 1,14
Volatilità 20,22 %
Numero di azioni 4.951.958.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 186,24 USD
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 663.736 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017-18 (e) 2016-17 (e) 2015-16 2014-15
Dividendo 1,20 1,10 0,94 0,80
Utile corrente 2,04 1,92 2,13 1,76
Utile netto 2,04 1,92 2,13 1,76
Cash Flow corrente 2,51 2,37 2,55 2,24
Cash Flow netto 2,51 2,37 2,55 2,24
EBIT 2,52 2,39 2,51 2,11
EBITDA 2,98 2,85 2,93 2,59
Patrimonio netto 13,45 13,24 12,64 11,74
Patrimonio netto tangibile 7,32 7,28 7,35 6,93

Rendimento in euro

Cisco Systems Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 23,27 % 3,66 % 10,19 %
Rendimento ultimi 6 mesi 15,67 % 0,03 % 4,04 %
Rendimento ultimo anno 17,45 % 10,60 % 6,59 %
Rendimento ultimi 5 anni 20,05 % 6,87 % 15,52 %

Indici finanziari della società

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out - 44,23 % 45,50 % 47,85 %
Current ratio - 3,16 3,23 3,39
ROE - 16,89 % 15,04 % 13,86 %
ROE netto - 16,89 % 15,04 % 13,86 %
Margine lordo - 62,87 % 60,38 % 58,91 %
Margine netto - 21,81 % 18,27 % 16,66 %
EBIT margin - 25,71 % 21,91 % 19,82 %
EBITDA margin - 30,07 % 26,87 % 24,98 %
Tax rate - 16,88 % 19,82 % 19,17 %
Gearing - 33,05 30,95 25,03
Patrimonio netto / totale attivo - 52,27 % 52,61 % 53,89 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17 (e)
Rendimento da dividendo 3,19 % 2,92 %
Prezzo/utile corrente 18,44 19,59
Prezzo/cash flow corrente 14,98 15,87
Prezzo/patrimonio netto 2,80 2,84
Prezzo/patrimonio netto tangibile 5,14 5,17
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,44 % -

(e) : stima

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