Cisco Systems

US17275R1023
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44,25 USD 15/06/2018 22:00 Nasdaq
-0,44 USD (-0,98 %) Variazione dall'ultima chiusura
30,37 46,30  52 settimane min max
41,55 % Rendimento a 1 anno
2,77 % Rendimento da dividendo
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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Cisco Systems: titolo sotto pressione un mese fa - venerdì 18 maggio 2018
    Nonostante i risultati trimestrali un po’ sopra le attese, il titolo Cisco è stato “snobbato” dagli investitori, che hanno preferito incassare i loro guadagni dopo la corsa del titolo nei mesi scorsi.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Cisco Systems: cambia il consiglio 4 mesi fa - lunedì 19 febbraio 2018
    I conti trimestrali sono stati buoni e ci hanno portato a ritoccare al rialzo le stime. La corsa del titolo è, però, stata così forte rispetto a quella della Borsa Usa da portarci a cambiare il nostro consiglio.

    Prezzo al momento dell'analisi (16/02/18): 44,33 USD
    Consiglio: Mantieni

     

    Cisco Systems (Isin US17275R1023) ha chiuso il 2° trimestre dell’anno fiscale che termina il 31/7 in perdita per 1,78 Usd per azione, ma solo a causa di un onere straordinario legato alla riforma fiscale negli Usa. Senza tenerne conto, i risultati superano le attese, con una crescita del 3% per i ricavi e dell’11% per l’utile per azione. La transizione dalle attività tradizionali (infrastrutture per telecomunicazioni), in rallentamento, verso l’offerta di software e servizi è riuscita; non a caso, i vertici prevedono per il 3° trimestre una crescita del 4% per il fatturato e dell’8% per l’utile per azione, alzano del 14% il dividendo trimestrale e aumentano di 25 miliardi di dollari il piano di acquisto di azioni proprie. Alziamo le stime sull’utile per azione 2017/18 (a 2,08 Usd) e 2018/19 (2,3 Usd), ma dopo la recente impennata, il mercato sconta già le buone prospettive. Il titolo è ora correttamente valutato. 

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  • Analisi
    La Borsa scalda l'Europa: la settimana dei listini azionari 6 mesi fa - lunedì 11 dicembre 2017
    Risultati contrastanti per le varie Borse mondiali: Wall Street è salita di un modesto 0,4%, Tokio è rimasta piatta. Invece, i listini azionari dell’eurozona, in media, sono saliti dell’1,8%. Tra questi si è distinta Piazza Affari con il suo +3%. 

    Valutazioni e variazioni settimanali all'8/12/17 

     

    Tecnologia ancora in calo

    Sono state le azioni del settore tecnologico a pesare sulla Borsa americana – per esempio, i titoli dei produttori di microchip hanno chiuso, mediamente, la settimana in calo dello 0,5%. Il motivo? Il mercato ha studiato la bozza di riforma fiscale che era stata approvata nel fine settimana dal Senato americano e ha scoperto che all’ultimo secondo è stata introdotta una norma che potrebbe pesare proprio sulle società tecnologiche. Noi da tempo ti diciamo che il settore tecnologico nel complesso non merita un investimento (vedi Altroconsumo Finanza n° 1227). Confermiamo il giudizio, ma comunque non siamo troppo preoccupati dai cali di questi giorni.

     Lunedì 11 dicembre, nella mattinata Usa (primo pomeriggio da noi) è esplosa una bomba in una stazione dei bus di New York. Al momento di andare in stampa, la reazione delle Borse alla notizia è nulla (nessun particolare calo).

     

    Sì ad acquisti selezionati

    Primo, perché la suddetta norma potrà essere comunque rimossa prima del varo finale della riforma – bisogna mettere insieme le versioni approvate dal Senato e dalla Camera, dove quella norma non c’era. Secondo, e più importante, perché uno dei punti fermi della riforma resta l’abbassamento delle tasse sulle somme di denaro che potranno essere “rimpatriate” negli Usa dai conti all’estero. E tra le società che più potrebbero beneficiare di questo “rimpatrio” ci sono proprio i colossi del settore tecnologico. Tra questi ultimi c’è Cisco Systems (37,61 Usd; Isin US17275R1023), che ha quasi il 90% della sua liquidità in conti fuori dagli Usa – le azioni Cisco si sono comportate in settimana un pochino meglio del resto del settore, chiudendo invariate. Morale: non investire su tutto il settore tecnologico con Etf o fondi comuni. Punta solo su alcune selezionatissime azioni del settore. Cisco Systems è una di queste.

    Le azioni Intel (43,35 Usd; Isin US4581401001) sono scese del 3% dopo che sono stati presentati i primi pc Windows 10 senza i chip di Intel (è la prima volta che succede). Non ci spaventiamo: Intel ha già investito per non essere più così dipendente dalle vendite dei personal computer. Il titolo resta conveniente. Acquista.

     

    Una mezza finanziaria per le Apple

    Apple (169,37 Usd; Isin US0378331005) è una società che potrebbe beneficiare molto dell’abbassamento delle tasse sul “rimpatrio” di denaro dall’estero. Il titolo, però, ha comunque chiuso la settimana con un calo dell’1%, peggiore di quello del resto del settore. Il motivo va cercato nell’accordo trovato con il governo irlandese per la restituzione di tasse non pagate: Apple dovrà scucire 13 miliardi di euro. Di per sé la cifra è sicuramente elevata – è l’importo di una mezza manovra finanziaria italiana – ma è gestibilissima dal colosso californiano. Apple, infatti, ogni anno produce tramite la sua attività circa 40 miliardi di euro di liquidità (sono soldi contanti, già al netto delle spese per investimenti e pagamento dei dividendi). Inoltre, ha cassa e titoli obbligazionari pronti da vendere per un valore complessivo di circa 220 miliardi di euro. Insomma, se quelli irlandesi non sono bruscolini, poco ci manca. Puoi mantenere le azioni Apple, ma solo se il portafoglio nel quale ti ritrovi prevede azioni Usa.

     

    Bene banche e settore media

    L’avanzamento della riforma fiscale di Trump continua, invece, a far bene ai titoli del settore bancario Usa (+2%) – è intuibile: se scendono le tasse, l’economia “gira” e le banche possono concedere più prestiti. Non per nulla le azioni Bank of America (29,05 Usd; Isin US0605051046) sono salite in settimana di un altro 3,4%, portando il bilancio delle ultime due settimane a un +9,3% rispetto al +1,9% generale della Borsa americana. Secondo noi, Bank of America resta un titolo da tenere in mano, se già ce l’hai. Se, invece, non è in portafoglio, non è questo il momento di acquistarlo. Molto bene è andato anche il settore media (+2,2%): non sorprende, se l’economia “gira” i consumatori sono più disposti a spendere in prodotti legati allo “svago” e al tempo libero. E se le aziende hanno più soldi, possono investire più in pubblicità, fonte cruciale di ricavi soprattutto per giornali e televisioni. Le azioni Walt Disney (104,23 Usd; Isin US2546871060) si sono distinte in negativo, chiudendo la settimana con un calo dell’1%. Il successo al botteghino dell’ultimo film d’animazione, Coco, e le prospettive di incasso legate al lancio del nuovo film della saga di Star Wars non sono bastate a contenere i timori del mercato per la volontà del gruppo di lanciarsi alla conquista della casa di produzione 21st Century Fox: rischia di strapagarla. Limitati a mantenere le azioni Walt Disney se le hai già in mano. 

    Tra le azioni del settore media si sono distinte anche le Mediaset (3,28 euro), salite del 4,7%. Tim sembra a un passo dall’acquisto di contenuti multimediali prodotti da Mediaset. Mantieni queste azioni. 

     

    Settore farmaceutico in calo

    Settimana fiacca per il settore farmaceutico, calato dello 0,1%. Da un lato, ha pesato il -2,2% di Sanofi (73,18 euro; Isin FR0000120578), legato a problemi emersi con un vaccino del gruppo. A pagina 5 ti spieghiamo perché puoi ancora mantenere le Sanofi. Dall’altro lato, c’è stata un’operazione che ha portato un grande operatore farmaceutico americano a comprarsi una società che vende polizze sanitarie. Al mercato questa operazione non è piaciuta: una mossa della disperazione perché lo sbarco di Amazon (1.162 Usd; Isin US0231351067) nel settore farmaceutico Usa è sempre più vicino? Puoi scommettere su Amazon, che ha chiuso la settimana invariata. Trovi i termini della scommessa sulle Amazon su Altroconsumo Finanza n° 1243 e n° 1245.

     

    Risposte per te

    @Ivano Se hai scelto il regime amministrato (molto probabile) non devi preoccuparti dei vari calcoli fiscali sui dividendi delle azioni estere: farà la tua banca tutto per te e non dovrai inserire nulla in dichiarazione dei redditi. Sei già a posto col fisco così.

    @Giovanni Le azioni in euro che ti propone la banca sono le stesse National Grid quotate a Londra, solo, verosimilmente, quotate a Francoforte. Se le compri a Francoforte rischi problemi in caso di aumenti di capitale (in ogni caso non comprarle su Xetra).

    @Giuseppe Quello staccato a novembre (15,49 pence) è solo un acconto del dividendo di National Grid. A maggio 2017 è stato staccato un dividendo straordinario di 84,375 pence per azione (per questo il rendimento per quest’anno è così alto).

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  • Analisi
    Ancora un calo per l'Europa: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 20 novembre 2017
    Secondo bilancio settimanale in rosso per le Borse europee, che in media hanno fatto -1,3%. Debole anche Wall Street che ha chiuso la settimana con un piccolo calo dello 0,1%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 17/11/17

     

    Paura Bail-in su Carige

    Tra le Borse europee una delle peggiori è stata quella di Milano, che ha chiuso la settimana a -2,1% (il bilancio totale delle ultime due settimane è di - 4%). Il motivo va cercato nella situazione delicata di alcune banche. L’ultimo caso è stato quello di Carige (azione sospesa per eccesso di ribasso al momento di andare in stampa; prezzo teorico pari a 0,0737 euro). Per tutta la settimana sulla banca è aleggiato lo spettro del bail-in, ovvero di un intervento di salvataggio con i soldi di azionisti, obbligazionisti e correntisti (per la quota parte sopra i 100.000 euro) di Carige – queste persone, quindi, perderebbero tutto. Chi doveva sottoscrivere l’aumento di capitale chiesto dall’Europa per mettere in sicurezza Carige rafforzandone la struttura si stava, infatti, tirando indietro. Nel fine settimana la situazione si è ricucita e per ora l’aumento di capitale sembra poter andare in porto. Che fare? Il nostro giudizio sull’affidabilità di Carige è sospeso da tempo e già nel 2013 (vedi Altroconsumo Finanza n° 1055) ti avevamo detto di non avere in mano nessun prodotto Carige, conto corrente compreso. Se per caso hai ancora azioni o obbligazioni Carige, vendile. La situazione della banca resta delicata e la storia dimostra che non basta un aumento di capitale a risanare una banca. Carige aveva già fatto un aumento di capitale da 850 milioni di euro nel 2015 e da 800 milioni nel 2014 – e ci stiamo limitando agli anni recenti. Soldi andati in fumo. Se sei correntista, non lasciare più di 100.000 euro sul conto e valuta di cambiare banca, visto ce ne sono di più convenienti. Non aderire all’aumento di capitale Carige, anzi se hai in mano le azioni vendile. Stesso discorso per il Credito valtellinese.

     

    L’effetto cascata

    Quello che ha spaventato il mercato non è stata la crisi di Carige di per sé, ma il rischio che, a catena, saltino anche tante altre operazioni di rafforzamento bancario in corso, mettendo a rischio tutto il sistema. La mente è andata all’aumento di capitale del Creval: se Carige fa fatica a trovare 560 milioni, come potrà il Creval raccoglierne 700, tra l’altro solo per ripianare le perdite sui crediti marci? Non per nulla le azioni del Credito Valtellinese (0,86 euro) hanno perso in settimana un altro 46% (-71% in due settimane). Nelle prime ore di lunedì 20 novembre, complici le novità del fine settimana su Carige, il titolo rimbalzava del 22% a 1,05 euro: ciò nonostante, il consiglio resta di vendere azioni e obbligazioni Creval. Se sei correntista, lascia sul conto meno di 100.000 euro e valuta di cambiar banca.

     

    Docce scozzesi a new york: tra la riforma di Trump…

    Settimana nervosa per la Borsa Usa sotto due fronti. Primo: il varo della riforma fiscale di Trump. È stato tutto un alternarsi tra momenti in cui il traguardo sembrava vicino e altri in cui la riforma sembrava destinata a non vedere la luce. In particolare, la settimana si è chiusa con quest’ultimo timore, complice l’intensificarsi dell’indagine sulle presunte interferenze russe nell’elezione di Trump – l’indagine potrebbe mettere a rischio il presidente e la riforma fiscale sui cui il mercato ha tanto scommesso.

     

    … e gli ultimi botti della stagione dei conti trimestrali

    Secondo: i conti trimestrali societari. La settimana si è aperta con la delusione di General Electric (18,21 Usd; Isin US3696041033): il dividendo a valere sul bilancio 2018 sarà dimezzato rispetto a quello previsto per il 2017. Il rischio era nell’aria, vedi Altroconsumo Finanza n° 1242, ma il mercato l’ha presa male: il titolo ha chiuso la settimana con un calo dell’11,1%. Nonostante la discesa crediamo che non sia ancora arrivato il momento di acquistare: c’è un nuovo “capitano” d’azienda e qualche altro “scheletro nell’armadio” potrebbe saltare fuori. Limitati, al più, a mantenere le azioni che già hai. A fine settimana sono, però, arrivate buone notizie da altri colossi. In particolare da Cisco Systems (35,90 Usd; Isin US17275R1023): i conti del primo trimestre dell’anno fiscale 2017/2018 (termina il 31 luglio) sono stati in linea con le attese, ma per quelli del trimestre in corso il gruppo ha dato indicazioni che hanno sorpreso piacevolmente – è attesa una crescita dei ricavi tra l’1% e il 3%, dopo 8 trimestri di calo, e un progresso dell’utile per azione compreso tra il 2% e il 5%. Gli investimenti per essere presente in settori all’avanguardia, come quello dell’“internet delle cose” (il frigorifero connesso a internet che ti dice che spesa fare, per esempio), stanno cominciando a dare frutti. Alziamo le nostre stime sugli utili per azione futuri e restiamo ottimisti. Anche se il titolo in settimana ha messo su il 5,6%, resta conveniente. Acquista. Ad aiutare il settore tecnologico ci sono stati anche i conti Applied Materials (56,49 Usd; Isin US0382221051): la società ha annunciato sia conti trimestrali, sia previsioni per il trimestre in corso superiori alle attese di mercato. Le azioni hanno fatto +0,2%: secondo noi sono correttamente valutate. Mantieni.

     

    Londra -0,7%

    Anche Londra ha chiuso con una perdita, ma più contenuta delle altre Borse europee. Ad aiutarla c’è stato il +5,1% delle Vodafone (228,70 pence; Isin GB00BH4HKS39): i conti del primo semestre dell’anno fiscale 2017/2018 (termina il 31 marzo) sono stati ottimi e il gruppo ha alzato le previsioni per il resto dell’anno. Il titolo resta conveniente: acquista. A penalizzarla, invece, c’è stato il -4% delle Rio Tinto (3.546 pence; Isin GB0007188757): sono scese per il generale calo dei prezzi delle materie prime (petrolio compreso, -2,6%) determinato anche dai grigi dati macroeconomici arrivati dalla Cina (è il Paese che più sostiene la domanda). Non ci spaventiamo: le prospettive di Rio Tinto non sono compromesse. Acquista. Il greggio è stato condizionato anche dall’aumento delle stime sulle estrazioni di petrolio negli Usa. Se hai già comprato il certificate 7x brent (44,65 euro; Isin LU1540726830) e stai perdendo più del 20% vendilo. Al limite potrai ricomprarlo tra un po’ se vuoi riprovare la scommessa su una veloce risalita del greggio complice la tensione in Medioriente. Noi comunque sconsigliamo la scommessa.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Oriflame ha staccato il 14 novembre una fettina di dividendo. L’importo è pari a 0,25 euro per azione. Al momento di andare in stampa non è ancora stato messo in pagamento – è previsto per il 23 novembre.

    @Pietro Lo 0,1% che hai pagato sull’acquisto delle azioni Leonardo è la Tobin tax. Si paga sull’acquisto di azioni italiane di una certa dimensione – le più piccole sono escluse (la lista si decide una volta all’inizio di ogni anno).

    @Vito Anche se costa di più in termini di commissioni bancarie, ti consigliamo di comprare le Intel (44,63 Usd; Isin US4581401001) a New York per evitare problemi in caso di operazioni straordinarie (come gli aumenti di capitale).

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  • Analisi
    Cisco Systems: si profila un ritorno alla crescita 9 mesi fa - lunedì 28 agosto 2017

    Come atteso, i risultati 2016/17 hanno un po’ ristagnato. Si sta, tuttavia, profilando un ritorno della crescita: un elemento di cui potrebbe beneficiare il titolo, che resta ancora penalizzato e un po’ distante dai massimi toccati qualche mese fa.

    Prezzo al momento dell'analisi (25/08/17): 31,44 USD
    Consiglio:Acquista

     

    Il 4° trimestre 2016/17 di Cisco (Isin US17275R1023) non si è discostato dai trimestri precedenti. Sull’intero anno, il fatturato è in calo del 2% e l’utile per azione sale dell’1% (a perimetro aziendale costante). Il minor guadagno nelle attività storiche, che generano ancora più del 50% del giro d’affari, è compensato solo in parte dal dinamismo delle nuove attività (sicurezza, cloud computing…). Per il trimestre in corso non ci aspettiamo grandi miglioramenti a causa della debolezza della domanda (specie da parte degli operatori telecom). A più lungo termine, invece, il gruppo conta su una crescita media annua del 2% per il fatturato e del 5% per gli utili: obiettivi raggiungibili. Inoltre, lo sviluppo della rete internet 5G dovrebbe sostenere la domanda e Cisco conserva la redditività grazie a una clientela fedele. Confermiamo le stime di un utile per azione di 2 Usd nel 2017/18 e di 2,1 Usd nel 2018/19.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 46,30 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 30,37 USD
ISIN US17275R1023
Borsa Nasdaq
Beta 1,14
Volatilità 20,22 %
Numero di azioni 4.817.514.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 215,30 USD
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 871.209 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017-18 (e) 2016-17 2015-16 2014-15
Dividendo 1,24 1,10 0,94 0,80
Utile corrente 2,18 1,92 2,13 1,76
Utile netto -0,22 1,92 2,13 1,76
Cash Flow corrente 2,65 2,37 2,55 2,24
Cash Flow netto 2,65 2,37 2,55 2,24
EBIT 2,56 2,39 2,51 2,11
EBITDA 3,03 2,85 2,93 2,59
Patrimonio netto 9,48 13,27 12,64 11,74
Patrimonio netto tangibile 2,63 7,30 7,35 6,93

Rendimento in euro

Cisco Systems Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 5,54 % 4,83 % 7,36 %
Rendimento ultimi 6 mesi 21,03 % 1,06 % 6,05 %
Rendimento ultimo anno 41,55 % 1,41 % 10,50 %
Rendimento ultimi 5 anni 20,05 % 6,19 % 14,39 %

Indici finanziari della società

2016-17 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out 57,35 % 44,23 % 45,50 % 47,85 %
Current ratio 3,03 3,16 3,23 3,39
ROE 14,53 % 16,89 % 15,04 % 13,86 %
ROE netto 14,53 % 16,89 % 15,04 % 13,86 %
Margine lordo 62,96 % 62,87 % 60,38 % 58,91 %
Margine netto 20,02 % 21,81 % 18,27 % 16,66 %
EBIT margin 24,94 % 25,71 % 21,91 % 19,82 %
EBITDA margin 29,70 % 30,07 % 26,87 % 24,98 %
Tax rate 21,80 % 16,88 % 19,82 % 19,17 %
Gearing 33,28 33,05 30,95 25,03
Patrimonio netto / totale attivo 50,95 % 52,27 % 52,61 % 53,89 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17
Rendimento da dividendo 2,77 % 2,46 %
Prezzo/utile corrente 20,50 23,30
Prezzo/cash flow corrente 16,86 18,82
Prezzo/patrimonio netto 4,71 3,37
Prezzo/patrimonio netto tangibile 16,99 6,12
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,31 % -

(e) : stima

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