D'Amico International Shipping LU0290697514

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Articoli

  • Analisi
    La settimana delle Borse: Atlantia-Abertis, Sias, aumento di capitale D'Amico 7 mesi fa - venerdì 21 aprile 2017
    Giorni nervosi per le Borse, tra le incognite sulle elezioni in Europa e la stagione dei conti societari che entra nel vivo. 

    Prezzi e valutazioni al 20/04/17

     

    Tra i conti deludenti negli Usa e le elezioni in Regno Unito

    A New York hanno tenuto banco i conti trimestrali societari: da Goldman Sachs a Johnson & Johnson ed è stata una raffica di delusioni. Anche i conti di IBM (162,3 Usd; Isin US4592001014) sono stati accolti male, ma a pagina 4 ti spieghiamo perché questo titolo merita un acquisto. In Europa hanno tenuto banco la notizia delle elezioni anticipate nel Regno Unito – evento che ha fatto salire la sterlina e ha gravato sulla Borsa di Londra – e il generale buon andamento dei titoli bancari – senza nessun motivo apparente, visto che i conti dei big del settore devono ancora essere svelati. La Borsa di Londra paga il rafforzamento della sterlina perché è ricca di multinazionali: da un lato i loro prodotti sono meno competitivi, dall’altro i bilanci si afflosciano perché le vendite all’estero valgono meno. A Milano, in particolare, ci sono stati diversi colpi di scena per alcune società del listino.

     

    Atlantia e Abertis: gruppo da 10 miliardi di ricavi annui?

    Atlantia (22,6 euro) potrebbe comprare la spagnola Abertis (15,85 euro; Isin ES0111845014) – sarebbe un’operazione “amichevole” tanto che ne sta discutendo con la stessa Abertis. Per ora di concreto non c’è nulla, ma sulla carta l’operazione potrebbe andare in porto: Atlantia alleggerirebbe il peso dell’Italia sui conti – cerca di farlo da tempo – e Abertis avrebbe accesso a concessioni autostradali di durata più lunga rispetto alle sue – sono ricavi “garantiti” per un numero maggiore di anni. Bisognerà, però, vedere come l’operazione sarà strutturata: Abertis vale circa 16 miliardi di euro e Atlantia ha al più 6 miliardi di “liquidità” –3 miliardi in cassa e altri 3 che arriverebbero dalla vendita di una quota di minoranza nella controllata Autostrade per l’Italia. Per Atlantia c’è il rischio di un aumento del debito o di un aumento di capitale: limitati a mantenere queste azioni, ma non comprarne di nuove. Piuttosto compra le azioni Abertis. Anche se sono salite in Borsa dopo la notizia dei colloqui con Atlantia, secondo noi sono ancora convenienti. Da un lato potresti spuntare un rialzo del prezzo in vista dalla fusione: se resta in ballo solo Atlantia non ci aspettiamo granché, al massimo un +10% (se sei uno speculatore, non la acquistare); se invece dovessero spuntare altri pretendenti (si parla di cinesi) allora il rialzo potrebbe essere più consistente. Dall’altro, se l’operazione non va in porto, ti ritrovi comunque in mano azioni che potrebbero dare soddisfazioni nel lungo periodo. E se la fusione si fa? Dalle poche valutazioni che possiamo fare ora, le azioni della nuova società potrebbero essere comunque, alla peggio, correttamente valutate. Come caschi, non caschi male.

    Dove compro le Abertis?
    Le azioni Abertis sono quotate sulla Borsa di Madrid. Non dovrebbe essere un problema: abbiamo verificato che con le principali piattaforme di trading (Fineco e Binck) sono acquistabili. Occhio ai costi: in termini di commissioni bancarie, comprare a Madrid costa più che comprare a Milano. In media, per una compravendita da 2.000 euro, si spende in commissioni l’1,1% per acquisti via internet e il 2,5% per acquisti allo sportello. 

    Che fare con le Sias?

    La notizia di un “avvicinamento” tra Atlantia e Abertis ha conseguenze anche per Sias (8,88 euro), l’altro grande gestore autostradale italiano. Se ti ricordi, a fine febbraio, su Altroconsumo Finanza n° 1211, ti avevamo parlato della possibilità che proprio Abertis potesse tentare di crescere in Italia – dove è già presente – attraverso il lancio di un’offerta d’acquisto (Opa) su Sias. Questa prospettiva ci sembra al momento sfumare. Se avevi acquistato queste azioni in chiave speculativa, hai due opzioni. Prima: chiudi la speculazione e usi i soldi per fare un’altra scommessa. Dal consiglio speculativo Sias è salita di circa il 6%: dovresti uscirne senza perdite. Seconda: trasformi la scommessa in un investimento di lungo periodo. Anche ai prezzi attuali, infatti, le Sias sono convenienti. Inoltre, una nuova società nata dalla fusione tra Abertis e Atlantia potrebbe dover cedere, per le regole europee sulla concorrenza, qualche attività: Sias in quel caso potrebbe approfittarne per crescere ulteriormente. Acquista.

     

    D’amico: non aderire all’aumento di capitale

    La società di trasporto marittimo D’Amico (0,3 euro) ha definito le caratteristiche dell’aumento di capitale: parte lunedì 24 aprile per concludersi il 18 maggio. Potrai sottoscrivere 1 nuova azione per ogni 3 azioni D’Amico che hai già in mano. Il prezzo di sottoscrizione, per ciascuna delle nuove azioni, è fissato a 0,249 euro per azione. Già notiamo la prima cosa che non ci piace: lo sconto è piccolo, -13% sul prezzo teorico del titolo dopo l’aumento – di solito per gli aumenti di capitale lo sconto va anche oltre il 30%. Ma c’è di più: la società chiede ora altri 35 milioni di euro dopo che ha “bruciato” i 65 milioni che aveva raccolto con l’aumento di capitale di fine 2012. Inoltre, il 2016 si è chiuso nuovamente in perdita e per il 2017 ci aspettiamo, al meglio, un pareggio di bilancio. Morale: non ce la sentiamo di farti aderire a questo aumento di capitale. Non vediamo, inoltre, uno spunto speculativo: se è vero che l’azionista di maggioranza potrebbe salire al 75% del gruppo (sottoscriverà anche le azioni che gli altri azionisti non vorranno), è verosimile che non lanci un’offerta d’acquisto (Opa) sul gruppo – lo stesso era accaduto durante l’aumento di capitale del 2012. Fai così: tieni le azioni D’Amico che già hai e vendi i diritti d’opzione che ti saranno assegnati. Occhio: il singolo diritto d’opzione varrà in Borsa circa 0,01 euro: in pratica, se hai 5.000 azioni D’Amico, ti ritroverai con 5.000 diritti d’opzione che valgono, tutti, 50 euro. Verifica, quindi, che le commissioni bancarie non si mangino tutto l’introito legato alla loro vendita. Ricorda che il periodo di negoziazione dei diritti va dal 24 aprile al 12 maggio: di solito il prezzo dei diritti tende a scendere col tempo, quindi prima li vendi, meglio è – comunque la tua banca, se non ha ricevuto disposizioni diverse da te, l’ultimo giorno di negoziazione dovrebbe venderti in automatico i diritti. Per ingolosirti la D’Amico, con la sottoscrizione delle nuove azioni, ti “regala” anche dei warrant. Peccato che anche il loro valore, all’inizio, sarà vicino allo 0.

     

     

    Risposte per te

    @Giancarlo Ai prezzi attuali il rendimento da dividendo atteso per British American Tobacco (5.218 pence) è del 3,5% annuo lordo (circa 2,5% annuo netto). Il dividendo viene pagato in due “fette” ogni anno.

    @Giancarlo Chevron stacca il dividendo annuo in 4 “fette” trimestrali. L’ultima è di 1,08 dollari lordi, pari a circa 0,64 euro netti per azione. Sulle tue 50 azioni fa circa 32 euro: la banca ha fatto i conti giusti.

    @Gianfranco Le Unicredit risparmio (54,6 euro) sono poco scambiate: il 13 aprile hanno fatto solo 12 scambi ed è bastato un ordine di acquisto di circa 9.000 euro per farle scattare in alto del 4%. Non acquistarle.

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  • Analisi
    D'Amico: aumento di capitale 9 mesi fa - lunedì 6 febbraio 2017
    L’aver ventilato la possibilità di procedere con un aumento di capitale importante nel breve/medio periodo ha fatto crollare il titolo D’Amico ai minimi degli ultimi anni.
     
     
     
     

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  • Analisi
    D'Amico: trimestre pessimo un anno fa - lunedì 14 novembre 2016
    Dopo conti del terzo trimestre davvero deludenti, il titolo D’Amico sprofonda ai minimi degli ultimi anni.
    Prezzo al momento dell'analisi (11/11/16): 0,27 EUR
    Consiglio: Mantieni


    Il terzo trimestre si è dimostrato difficilissimo. Complice l’aumento di navi cisterna sul mercato, le tariffe per il trasporto sono crollate: in particolare, per D’Amico si sono più che dimezzate rispetto al terzo trimestre del 2015. Non ci aspettavamo una discesa così pronunciata: la società ha chiuso il terzo trimestre con un calo complessivo dei ricavi del 31% rispetto al terzo trimestre 2015 e del 16% rispetto al secondo trimestre del 2016. Anche la redditività ha deluso: il rapporto tra utili industriali e fatturato è sceso al 13,5% rispetto al 27% del secondo trimestre 2016 e al 35% del terzo trimestre del 2015. Il terzo trimestre si è chiuso in perdita e, nonostante l’ottimismo del gruppo per i prossimi trimestri, ci aspettiamo che ora la società chiuda il 2016 in sostanziale pareggio (prima stimavamo un utile per azione pari a 0,07 euro).

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  • Analisi
    D'Amico: conti sotto le attese un anno fa - lunedì 5 settembre 2016
    Il 2016 è stato fin qui un anno di Borsa difficile per D’Amico. I conti del secondo trimestre, ben sotto le nostre previsioni, non hanno aiutato.
    Prezzo al momento dell'analisi (02/09/16): 0,33 EUR
    Consiglio: Mantieni


    Il rialzo del prezzo del petrolio nel secondo trimestre ha compresso i guadagni di chi trasforma il petrolio in benzina, gasolio e affini. Le raffinerie hanno dunque lavorato meno, determinando una minore richiesta di trasporto di prodotti petroliferi. Chi ne aveva bisogno ha attinto alle scorte, ma ciò nonostante in alcuni Paesi, come gli Usa, le scorte sono rimaste abbondanti. Se a questo aggiungiamo che sono arrivate “sul mercato” tante nuove navi, si capisce perché le tariffe legate all’uso delle navi siano calate di circa il 20% rispetto al secondo trimestre 2015. D’Amico ha, così, registrato un utile pari a un terzo di quello del secondo trimestre 2015. Non siamo ottimisti per i prossimi trimestri: tagliamo le nostre stime sull’utile per azione a 0,07 euro per il 2016 e a 0,08 euro per il 2018. Il titolo è ancora correttamente valutato, ma nulla di più.

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  • Analisi
    In breve: pillole dalle società quotate un anno fa - lunedì 21 marzo 2016
    Ecco tutte le altre notizie importanti della settimana per le società della nostra selezione.
    Variazioni settimanali su prezzi al 18/03/16

    BANCO POPOLARE 6,85 EURO, -14%
    È stata penalizzata dalle notizie arrivate dalla Bce sulla fusione con Bpm. La Banca centrale vuole ulteriori chiarimenti sul futuro dei crediti “problematici” e sulle modalità di governo societario (la prevista Bpm Spa, controllata dalla holding capogruppo, dovrebbe cessare di esistere entro 3 anni). Tutto questo ha frenato l’entusiasmo del mercato, anche se il management dichiara di voler trovare una risposta in tempi brevi alle richieste della Bce. Ribadiamo il consiglio: vendi.

    CNH INDUSTRIAL 6,16 EURO, -0,6%
    Tramite la controllata CNH Industrial Capital ha collocato un bond da 500 milioni di dollari con scadenza 2021. Il 5% di rendimento del titolo, non poco se si considera la durata relativamente breve, dimostra che il mercato esprime una certa cautela sulle prospettive del gruppo, e noi, a nostra volta, facciamo altrettanto. Non acquistare altri titoli CNH, quelli che hai già: mantienili.

    D’AMICO  0,49 EURO, +6%
    Tramite la controllata D’Amico Tankers ha firmato un nuovo contratto di finanziamento da 250 milioni di dollari con un gruppo di 9 banche internazionali. Una boccata d’ossigeno per il gruppo, ma non basta a farci modificare il giudizio sull’azione: mantieni.

    MONTE PASCHI 0,60 EURO, +3,4%
    Valuta la possibilità di pagare in azioni, anziché in contanti, le cedole dei Monti-bond (già rimborsati, ma Mps deve ancora pagare gli ultimi interessi). Se così fosse, il Tesoro salirebbe dal 4% al 7% del capitale. A questo si aggiungono le voci di possibili interventi pubblici anche tramite la Cassa Depositi e Prestiti: d’altronde, le lungaggini sulla fusione di due realtà “sane” come Bpm e Banco Popolare (vedi qui sopra) mette ancora più in dubbio la possibilità di portare a termine fusioni per realtà ritenute più fragili come Mps. Non modifichiamo il giudizio: vendi.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 0,34 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 0,23 EUR
ISIN LU0290697514
Borsa Milano
Beta 0,94
Volatilità 42,01 %
Numero di azioni 568.760.300
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,14 EUR
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 466 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Dividendo 0,00 0,00 0,03 0,00
Utile corrente -0,04 -0,03 0,10 -0,09
Utile netto -0,04 -0,03 0,11 -0,09
Cash Flow corrente 0,03 0,07 0,17 0,07
Cash Flow netto 0,03 0,07 0,18 0,07
EBIT 0,01 0,02 0,12 -0,03
EBITDA 0,08 0,12 0,19 0,14
Patrimonio netto 0,61 0,80 0,80 1,51
Patrimonio netto tangibile 0,61 0,80 0,80 1,51

Rendimento in euro

D'Amico International Shipping Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -2,28 % 1,54 % 4,16 %
Rendimento ultimi 6 mesi -23,70 % -2,77 % 1,40 %
Rendimento ultimo anno 3,51 % 13,73 % 7,70 %
Rendimento ultimi 5 anni -0,56 % 7,93 % 15,46 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 2011 2010
Pay out - 22,48 % - -
Current ratio - 0,87 1,70 1,80
ROE - 13,10 % -6,46 % -6,32 %
ROE netto - 14,62 % -6,66 % -6,16 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 17,53 % -7,20 % -6,72 %
EBIT margin - 18,65 % -2,07 % -0,66 %
EBITDA margin - 29,38 % 10,63 % 9,96 %
Tax rate - 2,94 % - -
Gearing - 113,45 75,94 69,34
Patrimonio netto / totale attivo - 40,93 % 47,07 % 46,95 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente - -
Prezzo/cash flow corrente 8,33 3,68
Prezzo/patrimonio netto 0,41 0,31
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,41 0,31
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 3,68 % -

(e) : stima

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