DowDuPont (ex DuPont De Nemours) US26078J1007

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Articoli

  • Analisi
    Chimica: un settore in riorganizzazione 3 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Quali prospettive per i titoli di questo comparto?

    I movimenti di concentrazione in atto e la ristrutturazione delle attività rappresentano due vettori di crescita per il settore chimico. In base alle nostre stime di utili (prudenti) e dopo la salita in Borsa, il settore non è, però, da acquistare. Puoi comunque mantenere alcuni titoli, che dovrebbero beneficiare della buona tenuta dell’economia e degli sforzi fatti per migliorare la redditività.

     

    I motivi che spingono alla concentrazione

    Lo scenario economico attuale (assenza di accelerazione della crescita negli Usa e in Europa e rallentamento in Cina e Americana Latina) fa sì che la domanda resti debole nella chimica, salvo per alcuni prodotti di nicchia.

    Per reagire, gli attori del settore ricercano quindi la redditività tramite la ristrutturazione delle attività o le acquisizioni (in modo da generare sinergie). Per diventare meno dipendenti dall’economia e seguire le tendenze del mercato, i gruppi chimici riorganizzano, inoltre, i loro portafogli d’attività tramite la vendita o la quotazione in Borsa delle attività non strategiche (Bayer si è separata dalle plastiche, Solvay dal PVC) o l’acquisizione di attività più promettenti. Infine, molti attori del settore cercano di aumentare le loro dimensioni per resistere meglio alle pressioni sia dei colossi del settore petrolifero (i loro fornitori di materie prime) sia dei loro grossi clienti industriali (settore auto, farmacia, beni di consumo).

     

    Un solo settore, ma tanti comparti

    Agrochimica: da due anni è in fase di concentrazione (la cinese ChemChina ha acquisito la svizzera Syngenta, gli americani DuPont e Dow Chemical si sono fusi…). Questi avvicinamenti sono stati favoriti dal calo dei prezzi dei cereali (per livelli eccessivi di produzione e di scorte), che spingono gli agricoltori a limitare l’uso di prodotti fitosanitari e di semi per ridurre i costi. In attesa che i prezzi risalgano (non prima del 2025 secondo diverse stime), i big dell’agrochimica dovranno accontentarsi delle sinergie che scaturiscono dalle fusioni/acquisizioni.

    Fertilizzanti: questo segmento (azoto, potassio, fosfati…) accusa il calo della domanda proveniente dall’agricoltura e il rallentamento dell’attività in Cina, che calmiera i prezzi delle materie prime fra cui quelli dei fertilizzanti. Resta alla larga da questo mercato.

    Gas industriali: i gruppi attivi in questo comparto vendono gas industriali come idrogeno, azoto o acetilene a industrie attive in diversi settori: metalli, chimica, raffinazione, energia, elettronica, salute… I contratti sono a lungo termine (15-20 anni), cosa che assicura loro una crescita regolare dei risultati. Dal 2016, con l’acquisizione dell’americana Air Gas da parte della francese Air Liquide, il settore è in piena effervescenza (fusione in corso tra l’americana Praxair e la tedesca Linde). Da qui al 2022 è attesa per questo mercato una crescita media annua del 6% trainata dalla domanda proveniente dall’aeronautica, dalla sanità e dall’Asia.

    Chimica delle specialità: si tratta di prodotti ad alto valore aggiunto (vernici, rivestimenti, polimeri, additivi…) che dipendono poco dalla congiuntura economica. Grazie alla loro specializzazione, i gruppi attivi in questo campo sono, secondo noi, i meglio armati per difendere le loro quote di mercato e i loro margini.

    Chimica di base: prodotti chimici “semplici” fabbricati in grandi quantità. Si tratta di un’attività molto ciclica che dipende dai prezzi delle materie prime, con margini poco elevati, con una concorrenza agguerrita soprattutto da parte dei grandi gruppi cinesi e con capacità produttive in molti casi eccedentarie. Appartiene a questo comparto anche la petrolchimica (trasformazione di composti chimici derivati dalla raffinazione del petrolio).

     

    Che fare

    Viste le prospettive non proprio brillanti del settore agrochimica, limitati a mantenere il titolo Bayer (116,90 euro; Isin DE000BAY0017). Vendi, invece, DowDuPont (71,22 USD; Isin US26078J1007).

    Mantieni anche Air Liquide (104,25 euro; Isin FR0000120073): il settore ha prospettive un po’ più vivaci, ma il titolo ne tiene già conto ed è correttamente valutato.

    Solvay (125,70 euro; BE0003470755) opera prevalentemente nel settore della chimica delle specialità: come ti abbiamo detto qui sopra è uno dei comparti meglio “armati”, ma il titolo è già correttamente valutato e per questo è solo da mantenere.

    Mantieni, infine, BASF (89,80 euro; Isin DE000BASF111): titolo diversificato nei vari comparti della chimica, ma correttamente valutato ai prezzi attuali.

     

    NB I prezzi indicati nell'analisi si riferiscono alla chiusura di venerdì 6 ottobre 2017

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  • Analisi
    DowDupont: nuova ripartizione delle attività 4 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Dopo le pressioni di alcuni azionisti, Dow Dupont ha rivisto la ripartizione delle attività tra le tre entità che verranno scisse.
     
     
     
     

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  • Analisi
    DowDupont sbarca in Borsa 4 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Nato dalla fusione tra Dupont e Dow Chemical, il nuovo leader della chimica, ribattezzato DowDupont, prende il posto di Dupont nella nostra selezione di azioni. 

    Prezzo al momento dell'analisi (01/09/2017): 67,18 USD

    Se hai ricevuto azioni DowDupont, ti consigliamo di venderle.

    La fusione tra i due giganti americani della chimica è stata perfezionata e ha dato vita a DowDupont (Isin US26078J1007). Gli azionisti di Dupont hanno ricevuto 1,282 azioni del nuovo gruppo per ogni azione detenuta; per gli azionisti di Dow Chemical lo scambio è stato, invece, alla pari (una nuova azione per ogni azione detenuta). Nei prossimi 18 mesi, il nuovo gruppo sarà scisso in 3 nuove entità. Tenendo conto del prezzo di Borsa e delle numerose incertezze finanziarie legate a questa complessa operazione di fusione e successiva scissione, ti consigliamo di non acquistare il titolo. Se ha ricevuto azioni DowDupont, vendile.

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  • Analisi
    DuPont: cambia il consiglio 9 mesi fa - lunedì 10 aprile 2017

    Nessuna nuova notizia, ma...

    Prezzo al momento dell'analisi (07/04/17): 80,05 Usd

    Consiglio: Vendi

     

    In una settimana poco brillante per Wall Street, DuPont ha perso lo 0,3% dopo vari alti e bassi. La spinta del titolo (Isin US2635341090) pare esaurita: vendi e incassa i guadagni.

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  • Analisi
    New York rialza la testa: la settimana delle Borse 9 mesi fa - lunedì 3 aprile 2017
    E le altre Borse con lei. Alla fine della settimana il listino americano fa segnare un guadagno dello 0,8%. Le Borse europee, in media, hanno chiuso con un +1,1%. In lieve calo Londra, col suo -0,2%, nella settimana dell’avvio ufficiale delle procedure per uscire dall’Unione Europea.

     Variazioni settimanali su prezzi al 31/03/17

     

    New York sale con la fiducia dei consumatori

    Due sono stati gli elementi che hanno spinto al rialzo Wall Street. Primo: la fiducia dei consumatori americani è arrivata ai massimi degli ultimi 16 anni – le loro spese sono fondamentali per la crescita del Paese. Secondo: nell’ultimo trimestre del 2016 la ricchezza del Paese è cresciuta del 2,1%, più delle attese, trainata proprio dai consumi dei cittadini. Insomma, la sensazione è che il Paese abbia la possibilità di reggere bene i futuri, graduali, rialzi dei tassi d’interesse. E questo lascia ben sperare per gli utili delle società. Vedremo se la fiducia è ben riposta con i conti relativi al primo trimestre del 2017, che le società americane cominceranno a svelare a metà aprile. Nel frattempo New York, grazie al +0,8% dell’ultima settimana, ha archiviato il primo trimestre con un rialzo complessivo del 5,5%. A contribuire al rialzo c’è stata DuPont (80,33 Usd; Isin US2635341090), le cui azioni sono salite in settimana di un altro 0,9% dopo che la Commissione europea ha dato il via libera alla fusione con Dow Chemicals – le due società dovranno fare delle cessioni di attività, ma questo era previsto. Con il progressivo venir meno degli ostacoli alla fusione, il titolo da inizio anno ha guadagnato il 9,4%, ma secondo noi resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Tutti pazzi per la tecnologia

    La vera spinta è, però, arrivata dai titoli tecnologici: non per nulla il listino Usa del Nasdaq, che ne racchiude molti, ha chiuso la settimana in rialzo dell’1,4% e il trimestre con un guadagno di circa il 10%. Tra questi titoli spicca Apple (143,66 Usd; Isin US0378331005) che ha chiuso il trimestre con un rialzo del 24%. Solo nell’ultima settimana le azioni hanno messo su un altro 2,2%: un Tribunale cinese ha dato ragione alla società americana in una delle innumerevoli cause intentate per la difesa dei brevetti legati al suo telefonino iPhone. Il titolo viaggia sui massimi di sempre: noi te lo abbiamo consigliato tempo fa, quando valeva meno della metà di quello che vale oggi. Oggi non è più il caso di acquistarlo. Al più mantienilo.

     

    Settimana calda per i petrolieri

    A sostenere New York in settimana ci hanno pensato anche i titoli del settore petrolifero, che hanno fatto +1,7% sulla scia del rialzo del 3,8% del prezzo del petrolio – da inizio anno il bilancio del settore è, mediamente, negativo per il 3,6%, a fronte di un calo del prezzo del greggio del 7,2%. In particolare, in settimana ha spiccato ConocoPhillips (49,87 Usd; Isin US20825C1045): il titolo ha fatto +13,1% dopo che il gruppo ha dichiarato di aver trovato dei compratori per alcune sue attività in Canada. La notizia è buona perché i progetti canadesi sono sempre stati tra quelli più costosi per il gruppo. Dopo un 2015 e un 2016 archiviato con un bilancio in rosso, ci aspettiamo che il gruppo possa ritrovare l’utile nel 2017 (0,38 Usd per azione). Il titolo oscilla tra il conveniente e il correttamente valutato e resta abbastanza rischioso. Se per caso hai in mano queste azioni, puoi mantenerle. Se non le hai, preferisci i titoli petroliferi consigliati a pagina 8. Anche Eni (15,35 euro) è salita, facendo meglio rispetto al resto del settore (+2,4%). Il gruppo ha dichiarato che deciderà entro fine anno se cedere tutte le attività legate alla vendita di gas a famiglie e piccole imprese (quelle in Belgio le ha appena vendute). È da un po’ che Eni cerca di concentrarsi sulle sole attività di estrazione petrolifera – vedi il tentativo, fallito, di cessione delle attività legate alla chimica. Noi abbiamo dei dubbi sul fatto che questa possa essere la strategia vincente: al più mantieni le Eni che già hai.

     

    Lisbona in maglia rosa grazie alle utility

    Tra le Borse europee, la migliore in assoluto è stata quella di Lisbona, che ha messo su in settimana il 6,8%, raddrizzando così un trimestre poco brillante (bilancio trimestrale finale: +7%). Il merito è stato del rialzo dell’8,7% di EDP (3,18 euro; Isin PTEDP0AM0009) e del +11,8% di EDP Renováeis (6,93 euro; Isin ES0127797019). La prima ha dichiarato che vuole lanciare un’offerta d’acquisto (Opa) sulla seconda. La tempistica dell’operazione non è nota, ma è molto probabile che l’acquisto vada in porto, anche se il prezzo offerto da EDP non è proprio da stracciarsi le vesti. Buon per gli azionisti di EDP: acquista queste azioni. Se, invece, hai in mano le EDP Renováeis, mantieni in attesa che l’operazione parta ufficialmente.

     

    Le poste arrivano in ritardo

    Uno dei titoli peggiori della settimana in Europa è stato bpost (22,02 euro; Isin BE0974268972): ha perso il 4,9% dopo che le Autorità del Belgio hanno bloccato l’aumento delle tariffe per i servizi postali. Il gruppo ricorrerà in Tribunale: per ora mantieni queste azioni. Settimana poco brillante anche per Poste Italiane (6,25 euro) che continua a risentire negativamente del cambio al vertice – si rischia che la politica dei dividendi venga messa in discussione. Non per nulla il titolo in settimana ha perso lo 0,6% con una Piazza Affari in rialzo dell’1,5% – anche da inizio anno il bilancio non è granché, -0,9% per le Poste contro il +6,5% di Milano. Al più, mantieni.

     

    Risposte per te

    @Alberto Le Intel su Xetra sono le stesse quotate a New York, ma sono meno scambiate e potresti avere dei problemi in caso di operazioni straordinarie (aumento di capitale…).

    @Luigi Sul dividendo di Ahold Delhaize ci sarà la doppia tassazione: prima il 15% in Olanda e poi, sul restante, il 26% in Italia. Sulle plusvalenze, invece, ci sarà solo il 26% del fisco italiano.

    @Massimo Anche se compri le azioni Axa su Borsa italiana dovrai comunque pagare la tobin tax al fisco francese e sui dividendi sarai comunque sottoposto alla doppia tassazione.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 76,03 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 64,68 USD
ISIN US26078J1007
Borsa New York
Beta 1,32
Volatilità 25,00 %
Numero di azioni 2.343.868.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 178,20 USD
Settore Chimica
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 541.826 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 1,64 1,52 1,19 1,34
Utile corrente 2,40 2,00 2,25 2,18
Utile netto 2,40 2,00 2,25 1,70
Cash Flow corrente 4,75 4,25 3,37 3,46
Cash Flow netto 4,75 4,25 3,37 2,98
EBIT 3,60 3,05 3,25 3,28
EBITDA 6,05 5,35 4,37 4,56
Patrimonio netto 37,05 36,30 9,04 8,95
Patrimonio netto tangibile 10,65 9,85 5,26 5,14

Rendimento in euro

DowDuPont (ex DuPont De Nemours) Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 3,92 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi - 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno - 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni - 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 53,60 % 79,16 % 46,76 %
Current ratio - 1,92 1,71 1,72
ROE - 25,14 % 25,05 % 27,21 %
ROE netto - 25,14 % 19,54 % 27,21 %
Margine lordo - 41,17 % 39,86 % 39,79 %
Margine netto - 10,27 % 7,80 % 10,09 %
EBIT margin - 14,78 % 14,97 % 14,89 %
EBITDA margin - 19,90 % 20,81 % 19,38 %
Tax rate - 22,76 % 26,21 % 27,37 %
Gearing - 25,20 25,50 27,36
Patrimonio netto / totale attivo - 25,51 % 24,78 % 26,82 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 2,16 % 2,00 %
Prezzo/utile corrente 31,68 38,02
Prezzo/cash flow corrente 16,01 17,89
Prezzo/patrimonio netto 2,05 2,09
Prezzo/patrimonio netto tangibile 7,14 7,72
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,63 % -

(e) : stima

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