Enel

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Articoli

  • Analisi
    Enel: chiude il 2017 in positivo 21 giorni fa - giovedì 29 marzo 2018
    I conti del 2017, però, sono stati positivi e graditi dal mercato. Abbiamo rivisto al rialzo le nostre stime. Il nostro consiglio cambia? Scoprilo qui.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Il peggior calo dalla fine del 2016: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 5 febbraio 2018
    Dopo le corse di gennaio, tutti i listini azionari mondiali hanno vissuto una settimana pessima. New York ha perso il 3,9%, le Borse europee, in media, il 3,5% – Milano si è fermata a -2,7% – Tokio l’1,5% e le azioni cinesi il 2,5%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    4 milioni d’italiani delusi dall’Enel 4 mesi fa - lunedì 11 dicembre 2017
    “Ho azioni Enel acquistate al momento dell’emissione. Sono stazionarie e io sono in perdita: prezzo d’acquisto 8 euro, quotazione attuale 5,5. Mi consigliate altro?”. Maria ci ha scritto questo, sappiamo che molti ne condividono il punto di vista, visto che nel 1999 circa 4 milioni di italiani le hanno sottoscritte. Eppure, con le Enel ci stai guadagnando.

    Le Enel arrivano in Borsa a novembre 1999, a un prezzo di poco superiore agli 8 euro. Oggi viaggiano a 5,58 euro. In questi 18 anni Enel ha staccato dividendi generosi, che ti sei intascato e che hai potuto spendere o far fruttare in altro modo. Vediamo quanto è così aumentata la tua ricchezza.

     

    Acquisto di due lotti minimi: hai speso 4.300 euro

    Supponiamo che, nel 1999, tu abbia sottoscritto due lotti minimi di azioni Enel: hai comprato1.000 azioni a un prezzo di 8.326 lire ciascuna. Hai speso, in tutto, 8 milioni e rotti di lire, 4.300 euro (1.936,27 lire per 1 euro). Da allora hai tenuto le tue azioni. Vediamo quanto hai incassato in dividendi.

     

    I primi due dividendi e le azioni regalate

    A giugno 2000 hai incassato il primo dividendo: 232 lire (lorde) per 1.000 azioni, circa 120 euro in tutto. A fine 2000 è arrivato un “bonus”: hai tenuto le azioni Enel per un anno e ti sono state “regalate” altre 50 azioni (10 ogni 200). Enel, a giugno 2001, ha staccato un altro dividendo di 252 lire per azione e lo hai incassato per le 1.000 iniziali e per le 50 regalate: altri 136 euro circa di dividendi, che, sommati ai primi, portano l’incasso a 256 euro.

     

    Il raggruppamento non ha cambiato la tua ricchezza

    A luglio 2001, l’Enel ha raggruppato le azioni: ti sei ritrovato in mano la metà dei titoli, 525 azioni, ma il loro prezzo in Borsa è raddoppiato. Per la tua ricchezza questa operazione non ha cambiato nulla.

     

    L’aumento di capitale del 2009

    Fino a giugno 2009 mantieni le Enel e incassi altri dividendi. Dal giugno 2002 al giugno 2004, per esempio, sono 0,36 euro per azione ogni anno (vedi Tutti i dividendi dell’Enel). Sommandoli fino a giugno 2009, incassi 3,87 euro per azione, per le tue 525 azioni fa 2.030 euro di dividendi. Sommati ai primi arriviamo a 2.286 euro. A giugno 2009 Enel fa un aumento di capitale. Anche se non hai acquistato nuove azioni, qualcosa hai avuto dalla vendita dei diritti d’opzione. Supponendo che tu li abbia venduti a 0,4 euro l’uno (-25% rispetto al prezzo iniziale di negoziazione), hai incassato 210 euro.

     

    Alla fine la tua ricchezza è salita del 45%

    Da questo momento in avanti non ci sono altre operazioni e incassi tutti gli altri dividendi: sommando quanto pagato nel corso degli anni, sono 1,55 euro per azione per le tue 525, fa altri 814 euro circa totali. Sommati agli altri 2.286 euro e ai 210 euro incassati con la vendita dei diritti, arrivi a circa 3.310 euro. Già solo con questi hai coperto il 75% circa della tua spesa iniziale di 4.300 euro, ma non dimenticare che hai ancora in mano le azioni Enel. Queste valgono oggi in Borsa 2.930 euro (525 azioni moltiplicato per i 5,58 euro di quotazione attuale). La tua ricchezza totale, tra dividendi, incassi legati all’aumento di capitale e valore delle azioni in mano, è di circa 6.240 euro rispetto ai 4.300 spesi nel 1999: il 45% in più.  

     

    Mai in perdita

    Se hai aderito all’aumento di capitale del 2009 come avevamo consigliato in Soldi Sette n° 839 il guadagno sale a poco meno del 60%, vedi riquadro.

     

    E se hai aderito all’aumento di capitale?

    Fino al giugno 2009 non cambia niente: 2.286 euro di dividendi incassati e 525 azioni in mano. Sei ha aderito all’aumento di capitale hai poi comprato 273 nuove azioni (13 ogni 25 che ha in mano) al prezzo di 2,48 euro ciascuna, spendendo 677 euro. Da allora hai in mano 798 azioni e incassi 1,55 euro di dividendi per ciascuna, per un totale di 1.237 euro. Hai speso in tutto poco meno di 5.000 euro (4.300 per il primo pacchetto di azioni e poi circa 677 euro con l’aumento di capitale). Ha incassato circa 3.520 euro di dividendi e hai 798 azioni che valgono 4.453 euro (5,58 euro X 798): un valore, in attivo, di 7.973 euro contro i 4.977 spesi. È circa il 60% in più.

     

    È vero, i guadagni sono al lordo delle tasse (le aliquote sono cambiate nel corso degli anni) e delle commissioni d’acquisto. Però non tengono conto del fatto che puoi aver investito quei dividendi, generando ulteriore ricchezza. Nel grafico facciamo l’ipotesi che siano stati reinvestiti in azioni Enel. Il grafico ti dice due cose. Prima: l’investimento in Enel fatto a fine 1999 ha reso (al lordo di tasse e commissioni) più rispetto a un investimento generico fatto sulla Borsa di Milano – circa il 120% quello sulle Enel, circa l’80% quello su Milano. Seconda: in qualunque momento tu abbia comprato le Enel, tenendo conto dei dividendi, oggi comunque non sei in perdita. 

    Non c’è motivo di dolersi per aver acquistato le Enel tanti anni fa. Al momento ti consigliamo di mantenerle, ma non acquistarne più. Il titolo offre ancora un buon rendimento da dividendo, secondo le nostre stime circa il 4% annuo lordo, ma ai prezzi attuali è solo correttamente valutato. Il mercato sconta già le buone prospettive in America Latina e non mancano alcuni elementi di preoccupazione, come l’indebitamento elevato.

     

    Le Enel battono Milano

     

     LE ENEL BATTONO MILANO

     

    Il grafico tiene conto dei dividendi staccati sia da Enel (grassetto; base 100), sia, mediamente, dalle azioni di Piazza Affari (linea sottile) e suppone che questi dividendi siano stati reinvestiti, rispettivamente, nelle Enel e nelle azioni di Piazza Affari. L’andamento di Enel considera, inoltre, l’adesione all’aumento di capitale del 2009.

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  • Analisi
    Enel viaggia sui massimi 4 mesi fa - venerdì 24 novembre 2017
    Il bilancio complessivo delle azioni è migliore di quello di Piazza Affari. Il nuovo piano strategico è particolarmente ambizioso, ma le nostre stime restano prudenti.

    Prezzo al momento dell'analisi (23/11/2017): 5,39 euro

    Consiglio: mantieni

    Secondo il nuovo piano gli utili industriali dovrebbero crescere, da qui al 2020, del 6% medio annuo. Gli utili netti dovrebbero fare ancora meglio, salendo del 15% medio annuo e consentendo una crescita proporzionale del dividendo – il gruppo vuole girare il 70% degli utili agli azionisti sotto forma di dividendi. Per il dividendo valido sui conti 2017, Enel ha deciso di distribuire un acconto di 0,105 euro per azione, in rialzo del 17% circa rispetto all’acconto di un anno fa (stacco e pagamento sono previsti a fine gennaio). Il dividendo totale a valere per il 2017 dovrebbe essere, secondo Enel, di 0,23 euro per azione. Noi siamo più prudenti, anche perché i conti del terzo trimestre non ci hanno entusiasmato, tanto che abbiamo limato le stime sull’utile per azione da 0,33 a 0,32 euro per il 2017 (stimiamo un dividendo di 0,22 euro) e da 0,37 a 0,36 euro per il 2018.

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  • Analisi
    Flamenco globale: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 06/10/2017

     

    Borse europee: +0,5%

    Per il momento la questione catalana sembra non destare grandi preoccupazioni nemmeno all’interno della zona euro: la Borsa di Parigi ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,6%, quella di Amsterdam ha messo su lo 0,5% e il listino di Francoforte è salito dell’1%. Lo hanno confermato anche i vertici dell’Enel (4,98 euro), che è molto esposta in Spagna visto che controlla Endesa, la Enel spagnola: nessun grande investitore si è dimostrato preoccupato per la situazione catalana, tanto che l’emissione obbligazionaria dell’Enel, perfezionata in questi giorni, ha ricevuto richieste tre volte superiori alla quantità effettivamente offerta. Mantieni le Enel, ma non pensare di approfittare del -2,2% fatto dal titolo in settimana per acquistare ancora queste azioni. Questo stato di calma sulle Borse europee potrebbe, infatti, non durare, complici anche le decisioni che arrivano dalla Banca centrale europea (vedi subito qua sotto). Settimana molto positiva per la Borsa di Londra, salita del 2%. Questa Piazza merita ampio spazio nel tuo portafoglio.

     

    Milano zavorrata dalle banche

    Oltre a Madrid, tra le Borse europee si è distinta negativamente Milano, che ha chiuso in calo dell’1,3%. In questo caso il ribasso è stato determinato dalla scivolata dei titoli bancari: solo per citare i nomi più importanti, Intesa Sanpaolo (2,93 euro) ha perso il 2,1%, Unicredit (17,32 euro) ha ceduto il 3,9%, Ubi Banca (4,12 euro) è scesa del 6%. A determinare questo calo il nuovo orientamento espresso da parte della Banca centrale europea in relazioni ai “crediti marci”: dal 2018 le regole dovrebbero diventare più severe e questo potrebbe zavorrare i bilanci delle banche – il rischio è meno utili e meno dividendi. Per ora non c’è alcun tipo di decisione definitiva e confermiamo tutti i nostri consigli – acquista Intesa e Unicredit, vendi Ubi Banca. Teniamo, però, l’attenzione alta. A proposito di banche italiane, continua la saga del Monte Paschi: le azioni non sono ancora state riammesse alle negoziazioni sul listino milanese, ma è stata annunciata un’offerta riservata a chi ha ora in mano azioni Monte Paschi, ma in precedenza aveva le obbligazioni subordinate Upper Tier II 2008/2018 (Isin IT0004352586). 

    Tra le azioni del settore bancario, si è distinta UBS (16,75 franchi; Isin CH0244767585): i vertici hanno confermato la strategia – puntare sulla gestione dei grossi patrimoni finanziari, che mantengono delle buone prospettive di crescita – e hanno detto di non avere in programma cessioni. L’azione è salita in settimana dell’1,2% e resta conveniente. Acquista.

     Pirelli (6,7 euro) chiude la prima settimana con un +3,1% sul prezzo di collocamento. Le azioni sono correttamente valutate. Da oggi le seguiremo costantemente. Lascia, invece, la nostra selezione Intek (0,33 euro; vendi).

     

    Bruxelles sorride

    Tra le Piazze europee, una delle migliori è stata Bruxelles (+0,7%). A sostenere la corsa di questo listino sono stati una serie di titoli che potresti avere in mano. Il primo è Umicore (72,81 euro; Isin BE0003884047), su cui ti abbiamo consigliato una scommessa in Altroconsumo Finanza n° 1238. Le azioni sono salite del 4% sulla “chiamata alle armi” da parte dell’Unione Europea per la creazione di un consorzio tra aziende automobilistiche, chimiche e ingegneristiche per fare ricerca e sviluppo (e produzione) su batterie per veicoli elettrici. La notizia lascia sperare in un ulteriore aumento degli ordini di lavoro per Umicore: la scommessa è confermata (se sei un buon padre di famiglia, però, non comprare queste azioni). Bene anche le Atenor (49,7 euro; Isin BE0003837540) dopo che il gruppo ha deciso di investire in un nuovo progetto immobiliare nella capitale rumena, dove cresce la domanda di uffici. La zona scelta per il progetto, tra l’altro, è particolarmente interessante: questo spiega il rialzo del 2,7% fatto registrare dal titolo che, comunque, resta conveniente. Acquista. Infine, si sono distinte anche le azioni Melexis (86 euro; Isin BE0165385973) salite in settimana del 5,1% sulla scia del buon andamento del settore auto (vedi qua sotto) – Melexis fa sensori per automobili. Anche se viaggia sui massimi di sempre, secondo noi, il titolo è ancora conveniente. Acquista. Poco brillante Ahold Delhaize (15,84 euro; Isin NL0011794037), catena di supermercati presente anche il Belgio. Da indiscrezioni, il gruppo starebbe puntando ad acquisire il gruppo americano Kroger. L’operazione sarebbe valida da un punto di vista strategico, ma pesante da un punto di vista finanziario. Nel frattempo, il gruppo ultima le cessioni in Olanda. Il titolo (+0,1% in settimana) resta conveniente.

     

    Wall Street fa un passo in avanti

    Dall’altra parte dell’Atlantico, le Borse hanno chiuso l’ennesima settimana positiva – si tratta della quarta di fila. A spingere Wall Street ci sono stati, da un lato, alcuni buoni dati sull’andamento dell’economia e, dall’altro, l’avanzamento della riforma fiscale voluta da Trump, che il mercato aspetta con ansia. In questo clima si è distinto il titolo BlackRock (463,22 Usd; Isin US09247X1019). Si tratta di uno dei più grandi gestori di Etf (e patrimoni finanziari) al mondo: se la Borsa e l’economia vanno bene, le persone hanno più voglia di investire. Non per nulla le azioni del gruppo sono salite in settimana del 3,6% portandosi su nuovi massimi storici. Secondo noi non è comunque il caso di comprare ora queste azioni – la riforma di Trump deve ancora essere approvata e non è scontato. Al più, se le hai, mantienile. Le notizie sull’avanzamento del piano di riforma fiscale di Trump fanno bene anche al settore tecnologico: il listino Nasdaq ha chiuso in progresso dell’1,5%.

     

    Sgommata del settore auto

    A dare una spinta alle Borse, ci sono stati anche i titoli del settore automobilistico (+2%): le vendite negli Usa a settembre sono andate bene. Quasi tutte le case automobilistiche hanno registrando progressi consistenti rispetto a un anno fa. Tra le poche a registrare un calo di vendite c’è FCA (14,94 euro): non per nulla il titolo è stato tra i peggiori del settore, perdendo l’1,5%. Anche le vendite di BMW (89,27 euro; Isin DE0005190003) sono cresciute a settembre negli Usa. Il titolo è salito del 4,5% ma resta quello sui cui puntare nel settore.

     

    Risposte per te

    @Enzo Ti sconsigliamo di comprare le Orbotech (42,39 Usd; Isin IL0010823388) a Francoforte. Sono poco scambiate e diversi titoli esteri sono stati ritirati, di recente, dai listini tedeschi (senza preavviso). Se vuoi scommetterci su, fallo sul Nasdaq.

    @Luigi Oriflame ha già dichiarato l’importo del dividendo straordinario: è di 0,5 euro per azione, in aggiunta a 1 euro ordinario. 1 euro è già stato pagato, il resto sarà staccato in fettine da 0,25 euro ciascuna il 14 novembre 2017 e il 14 febbraio 2018.

    @Vincenzo L’inglese IMI pubblica i conti societari solo due volte l’anno (semestre e fine anno). Alla chiusura del primo e del terzo trimestre dà solo aggiornamenti generici sull’andamento dei conti – i prossimi sono comunque previsti per il 9 novembre 2017.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 5,58 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 4,19 EUR
ISIN IT0003128367
Borsa Milano
Beta 1,09
Volatilità 22,77 %
Numero di azioni 10.166.680.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 52,46 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 145.615 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,28 0,24 0,18 0,16
Utile corrente 0,40 0,36 0,33 0,31
Utile netto 0,40 0,37 0,26 0,23
Cash Flow corrente 0,98 0,94 0,77 0,83
Cash Flow netto 0,98 0,95 0,70 0,76
EBIT 1,01 0,96 0,89 0,82
EBITDA 1,59 1,54 1,53 1,63
Patrimonio netto 3,30 3,19 3,24 3,27
Patrimonio netto tangibile 1,92 1,81 1,91 1,80

Rendimento in euro

Enel Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -2,27 % -4,32 % -4,23 %
Rendimento ultimi 6 mesi 1,50 % -2,48 % 0,67 %
Rendimento ultimo anno 23,85 % 0,05 % -0,47 %
Rendimento ultimi 5 anni 19,93 % 6,06 % 13,00 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2011
Pay out - 71,21 % 74,04 % 36,28 %
Current ratio - 0,86 0,98 0,88
ROE - 9,84 % 9,40 % 10,70 %
ROE netto - 7,79 % 7,14 % 11,13 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 5,36 % 4,46 % 6,74 %
EBIT margin - 12,64 % 10,16 % 14,29 %
EBITDA margin - 21,64 % 20,22 % 22,28 %
Tax rate - 34,48 % 36,15 % 36,50 %
Gearing - 27,27 74,90 84,31
Patrimonio netto / totale attivo - 32,61 % 31,10 % 31,17 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 5,38 % 4,56 %
Prezzo/utile corrente 13,00 14,44
Prezzo/cash flow corrente 5,31 5,53
Prezzo/patrimonio netto 1,58 1,63
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,71 2,87
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 8,22 % -

(e) : stima

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