Enel

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4,75 EUR 22/06/2018 17:35 Milano
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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Il tempo delle trimestrali: la settimana delle Borse un mese fa - venerdì 27 aprile 2018
    In questi giorni l’andamento dei titoli azionari è condizionato dalla rivelazione dei bilanci relativi al primo trimestre dell’anno. I risultati continuano a essere in chiaroscuro e questo fa sì che le Borse finiscano con l’alternare alti e bassi senza prendere una direzione precisa.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Enel: battaglia in Brasile 2 mesi fa - lunedì 23 aprile 2018
    Dopo la scivolata di inizio anno, comune a tutte le Borse e ai titoli del settore utility, il titolo Enel ha rialzato la testa puntando a riportarsi sui massimi degli ultimi 5 anni.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Enel: chiude il 2017 in positivo 2 mesi fa - giovedì 29 marzo 2018
    I conti del 2017, però, sono stati positivi e graditi dal mercato. Abbiamo rivisto al rialzo le nostre stime. Il nostro consiglio cambia? Scoprilo qui.
    Enel

    Enel

     Prezzo al momento dell'analisi (28/03/2018): 4,975 euro

    Consiglio: mantieni

    Enel ha chiuso lo scorso anno con ricavi in crescita del 6% rispetto al 2016; una forte spinta (+22%) è arrivata dal Sud America, complici anche alcune acquisizioni in Brasile. L’utile industriale, al lordo della quota parte dei costi pluriennali, è salito un po’ meno dei ricavi (+2,5%), ma il risultato è comunque migliore rispetto alle previsioni che avevamo fatto qualche mese fa. Anche il risultato finale di bilancio è migliore delle attese: l’utile netto si è, infatti, attestato a 0,37 euro per azione, contro gli 0,35 delle nostre attese (il dato è comunque stato aiutato dalla riforma fiscale negli Usa). Il dividendo è stato fissato a 0,237 euro per azione, in linea con le attese – 0,105 euro per azione sono stati già pagati a gennaio, gli altri 0,132 euro lordi saranno pagati a fine luglio. Abbiamo ritoccato al rialzo le stime sull’utile per azione 2018 (da 0,37 a 0,40 euro) e 2019 (da 0,41 a 0,45 euro).

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  • Analisi
    Il peggior calo dalla fine del 2016: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 5 febbraio 2018
    Dopo le corse di gennaio, tutti i listini azionari mondiali hanno vissuto una settimana pessima. New York ha perso il 3,9%, le Borse europee, in media, il 3,5% – Milano si è fermata a -2,7% – Tokio l’1,5% e le azioni cinesi il 2,5%.

    Variaizoni settimanali su prezzi al 02/02/18

     

    La concorrenza delle obbligazioni

    Il pretesto per il calo è arrivato dalla risalita dei rendimenti dei titoli di Stato – per qualcuno, le parole della Banca centrale Usa hanno aperto alla possibilità di un quarto rialzo dei tassi nel 2018 (se ne aspettavano tre). Sul mercato, però, il rialzo dei rendimenti delle obbligazioni va avanti da qualche settimana ed è quello che ha penalizzato, soprattutto, i titoli delle utility: -10% circa da fine novembre 2016 e -2,5% nell’ultima settimana. Le utility distribuiscono dividendi generosi e questi sono tanto più interessanti quanto più i rendimenti dei bond sono bassi. Se questi ultimi salgono, il mercato li preferisce, perché più “sicuri” di un titolo azionario. C’è da scappare dalle utility? No. Primo: i rendimenti dei titoli di Stato si stanno alzando perché l’economia sta andando bene. Se c’è crescita, aumentano i consumi di energia e, quindi, aumentano gli utili e i dividendi di queste società. Secondo: i rendimenti da dividendo offerti da queste società sono in media del 3,8%, ben più alti dei rendimenti medi oggi offerti dai titoli di Stato (pensa che un titolo di Stato tedesco a cinque anni rende poco sopra lo 0%). Le utility sono anche società molto indebitate (più di altre), quindi se i tassi d’interesse salgono, il costo, in termini di interessi da pagare sul loro debito, potrebbe salire. Molte, però, si sono indebitate nei mesi scorsi a tassi bassi e fissi, quindi l’impatto sugli utili di un rialzo dei tassi dovrebbe essere in qualche modo contenuto. Confermiamo il consiglio sul settore e su National Grid (791,4 pence; Isin GB00BDR05C01) che ha perso l’-1,9% la scorsa settimana, -10,6% da fine novembre risentendo del generale calo delle utility. Acquista. Ti consigliamo di comprare le National Grid sulla Borsa di Londra. Se non hai accesso a questo listino, puoi comprarle a New York, dove sono quotate in dollari (56,05 Usd) e hanno codice Isin US6362744095.

     

    La rivoluzione nella farmacia

    La settimana è stata condizionata anche dal calo dei titoli del settore farmaceutico, scesi mediamente del 4,7%. A determinare questo calo due ragioni. La prima: Trump è tornato a promettere di intervenire sul prezzo dei farmaci negli Usa, in modo da abbassarli. Questo ha fatto male a diversi colossi del settore: nonostante la presentazione di conti trimestrali superiori alle attese di mercato, le azioni Pfizer (36,61 Usd; Isin US7170811035) hanno perso in settimana il 6,2%. Nonostante il calo, a nostro parere restano ancora delle azioni care. Se ne hai, vendile. La seconda: Amazon (1.429,95 Usd; Isin US0231351067) ha annunciato di aver creato una propria azienda sanitaria per offrire servizi di qualità e a basso costo ai propri dipendenti. È un altro passo che il colosso della distribuzione sta facendo nel settore della salute pubblica dopo aver acquistato, a fine 2017, le licenze per vendere medicinali su prescrizione in diversi Stati americani. Una concorrenza temibile, visto che Amazon ha storicamente messo in difficoltà le società dei settori in cui è sbarcata.

     

    Amazon…

    Non per nulla, a dispetto del clima pessimo sulle Borse, le azioni di Amazon hanno chiuso la settimana in rialzo del 2%. Più che il progetto legato alla sanità – per ora molto piccolo e le cui prospettive sono di lungo periodo (anni prima che possa partire, se partirà, su grande scala) – a spingere le azioni sono stati i conti trimestrali, che hanno mostrato ricavi in crescita di quasi il 40% e utili, per la prima volta nella sua storia, superiori al miliardo di dollari. La valutazione delle azioni Amazon in Borsa è fuori di testa – per esempio, paghi circa 160 volte gli utili attesi per la società contro le 16 volte che paghi, in media, per gli utili delle altre società quotate in giro per il mondo – e il buon padre di famiglia ne deve stare alla larga. Per chi ha pelo sullo stomaco, però, si può azzardare una scommessa sul fatto che la società continuerà a rivoluzionare il mondo per come lo conosciamo e continuerà a registrare i tassi di crescita stellari conosciuti fin qui.

     

    … e gli altri conti dei colossi della tecnologia

    Oltre ad Amazon, diversi colossi del settore tecnologico hanno presentato i loro conti del 2017. Mediamente, le azioni del settore sono scese del 3,8%. Le zone d’ombra non sono mancare. Per esempio, Facebook (190,28 Usd; Isin US30303M1027), pur presentando buoni risultati per il 2017, ha dovuto ammettere che la gente sta iniziando a passare meno tempo sul suo social network (approfondimenti a pagina 4). Non ci piace: le azioni in settimana si sono salvate (+0,1%) ma, secondo noi, sono da vendere. Settimana no per le azioni Apple (160,5 Usd; Isin US0378331005), che hanno perso il 6,4%. Il calo dei volumi di vendita dei telefonini, mostrato nell’ultimo bilancio, sembra confermare le voci che danno il gruppo in difficoltà a vendere il nuovo iPhone X. Va, però, detto che, nonostante il calo delle vendite, ricavi e utili sono saliti, segno che le azioni possono dare ancora qualche soddisfazione. Se le hai in mano, puoi ancora mantenerle (sempre che il tuo portafoglio preveda azioni Usa, vedi qui sul sito la sezione www.altroconsumo.it/finanza/portafoglio). 

     

    Nonostante la settimana difficile, le azioni della telefonia hanno retto il colpo, aiutate dal +0,7% fatto dalle AT&T (38,07 Usd; Isin US00206R1023) dopo la presentazione di conti trimestrali rassicuranti. Mantieni.

     

    Altra settimana negativa per le azioni Sage (738,2 pence; Isin GB00B8C3BL03) che continuano a risentire del dato sui ricavi, giudicato dal mercato deludente, mostrato per il primo trimestre dell’anno fiscale 2017/18 (le azioni hanno perso il 10% circa dalla pubblicazione del risultato). Noi giudichiamo il dato meno negativamente: probabilmente il mercato ha approfittato per portare a casa un po’ di guadagni dopo la corsa delle azioni dell’ultimo anno. Mantieni. 

     

    Risposte per te

    @Gianfranco Il titolo Umicore non fa parte della selezione d’azioni, quindi non trovi nel portafoglio il consiglio aggiornato ogni giorno. In ogni caso, non è abbandonato e torniamo a fare il punto con regolarità (vedi Altroconsumo Finanza n° 1254).

    @Nicola EToro non ci piace. Non compri azioni, ma prodotti “derivati” e rischiosi chiamati cfd. Inoltre, devi curare tu tutta la fiscalità (metti in conto il costo del commercialista). Per fare trading ti basta aprire un deposito titoli presso la tua stessa banca.

    @Paolo Dall’anno scorso il titolo Enel è tornato a distribuire un acconto sul dividendo. L’ultimo è stato staccato il 22 gennaio 2018 (0,105 euro per azione) e messo in pagamento due giorni dopo. Lo stacco del saldo è previsto per il 23 luglio 2018.

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  • Analisi
    4 milioni d’italiani delusi dall’Enel 6 mesi fa - lunedì 11 dicembre 2017
    “Ho azioni Enel acquistate al momento dell’emissione. Sono stazionarie e io sono in perdita: prezzo d’acquisto 8 euro, quotazione attuale 5,5. Mi consigliate altro?”. Maria ci ha scritto questo, sappiamo che molti ne condividono il punto di vista, visto che nel 1999 circa 4 milioni di italiani le hanno sottoscritte. Eppure, con le Enel ci stai guadagnando.

    Le Enel arrivano in Borsa a novembre 1999, a un prezzo di poco superiore agli 8 euro. Oggi viaggiano a 5,58 euro. In questi 18 anni Enel ha staccato dividendi generosi, che ti sei intascato e che hai potuto spendere o far fruttare in altro modo. Vediamo quanto è così aumentata la tua ricchezza.

     

    Acquisto di due lotti minimi: hai speso 4.300 euro

    Supponiamo che, nel 1999, tu abbia sottoscritto due lotti minimi di azioni Enel: hai comprato1.000 azioni a un prezzo di 8.326 lire ciascuna. Hai speso, in tutto, 8 milioni e rotti di lire, 4.300 euro (1.936,27 lire per 1 euro). Da allora hai tenuto le tue azioni. Vediamo quanto hai incassato in dividendi.

     

    I primi due dividendi e le azioni regalate

    A giugno 2000 hai incassato il primo dividendo: 232 lire (lorde) per 1.000 azioni, circa 120 euro in tutto. A fine 2000 è arrivato un “bonus”: hai tenuto le azioni Enel per un anno e ti sono state “regalate” altre 50 azioni (10 ogni 200). Enel, a giugno 2001, ha staccato un altro dividendo di 252 lire per azione e lo hai incassato per le 1.000 iniziali e per le 50 regalate: altri 136 euro circa di dividendi, che, sommati ai primi, portano l’incasso a 256 euro.

     

    Il raggruppamento non ha cambiato la tua ricchezza

    A luglio 2001, l’Enel ha raggruppato le azioni: ti sei ritrovato in mano la metà dei titoli, 525 azioni, ma il loro prezzo in Borsa è raddoppiato. Per la tua ricchezza questa operazione non ha cambiato nulla.

     

    L’aumento di capitale del 2009

    Fino a giugno 2009 mantieni le Enel e incassi altri dividendi. Dal giugno 2002 al giugno 2004, per esempio, sono 0,36 euro per azione ogni anno (vedi Tutti i dividendi dell’Enel). Sommandoli fino a giugno 2009, incassi 3,87 euro per azione, per le tue 525 azioni fa 2.030 euro di dividendi. Sommati ai primi arriviamo a 2.286 euro. A giugno 2009 Enel fa un aumento di capitale. Anche se non hai acquistato nuove azioni, qualcosa hai avuto dalla vendita dei diritti d’opzione. Supponendo che tu li abbia venduti a 0,4 euro l’uno (-25% rispetto al prezzo iniziale di negoziazione), hai incassato 210 euro.

     

    Alla fine la tua ricchezza è salita del 45%

    Da questo momento in avanti non ci sono altre operazioni e incassi tutti gli altri dividendi: sommando quanto pagato nel corso degli anni, sono 1,55 euro per azione per le tue 525, fa altri 814 euro circa totali. Sommati agli altri 2.286 euro e ai 210 euro incassati con la vendita dei diritti, arrivi a circa 3.310 euro. Già solo con questi hai coperto il 75% circa della tua spesa iniziale di 4.300 euro, ma non dimenticare che hai ancora in mano le azioni Enel. Queste valgono oggi in Borsa 2.930 euro (525 azioni moltiplicato per i 5,58 euro di quotazione attuale). La tua ricchezza totale, tra dividendi, incassi legati all’aumento di capitale e valore delle azioni in mano, è di circa 6.240 euro rispetto ai 4.300 spesi nel 1999: il 45% in più.  

     

    Mai in perdita

    Se hai aderito all’aumento di capitale del 2009 come avevamo consigliato in Soldi Sette n° 839 il guadagno sale a poco meno del 60%, vedi riquadro.

     

    E se hai aderito all’aumento di capitale?

    Fino al giugno 2009 non cambia niente: 2.286 euro di dividendi incassati e 525 azioni in mano. Sei ha aderito all’aumento di capitale hai poi comprato 273 nuove azioni (13 ogni 25 che ha in mano) al prezzo di 2,48 euro ciascuna, spendendo 677 euro. Da allora hai in mano 798 azioni e incassi 1,55 euro di dividendi per ciascuna, per un totale di 1.237 euro. Hai speso in tutto poco meno di 5.000 euro (4.300 per il primo pacchetto di azioni e poi circa 677 euro con l’aumento di capitale). Ha incassato circa 3.520 euro di dividendi e hai 798 azioni che valgono 4.453 euro (5,58 euro X 798): un valore, in attivo, di 7.973 euro contro i 4.977 spesi. È circa il 60% in più.

     

    È vero, i guadagni sono al lordo delle tasse (le aliquote sono cambiate nel corso degli anni) e delle commissioni d’acquisto. Però non tengono conto del fatto che puoi aver investito quei dividendi, generando ulteriore ricchezza. Nel grafico facciamo l’ipotesi che siano stati reinvestiti in azioni Enel. Il grafico ti dice due cose. Prima: l’investimento in Enel fatto a fine 1999 ha reso (al lordo di tasse e commissioni) più rispetto a un investimento generico fatto sulla Borsa di Milano – circa il 120% quello sulle Enel, circa l’80% quello su Milano. Seconda: in qualunque momento tu abbia comprato le Enel, tenendo conto dei dividendi, oggi comunque non sei in perdita. 

    Non c’è motivo di dolersi per aver acquistato le Enel tanti anni fa. Al momento ti consigliamo di mantenerle, ma non acquistarne più. Il titolo offre ancora un buon rendimento da dividendo, secondo le nostre stime circa il 4% annuo lordo, ma ai prezzi attuali è solo correttamente valutato. Il mercato sconta già le buone prospettive in America Latina e non mancano alcuni elementi di preoccupazione, come l’indebitamento elevato.

     

    Le Enel battono Milano

     

     LE ENEL BATTONO MILANO

     

    Il grafico tiene conto dei dividendi staccati sia da Enel (grassetto; base 100), sia, mediamente, dalle azioni di Piazza Affari (linea sottile) e suppone che questi dividendi siano stati reinvestiti, rispettivamente, nelle Enel e nelle azioni di Piazza Affari. L’andamento di Enel considera, inoltre, l’adesione all’aumento di capitale del 2009.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 5,58 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 4,59 EUR
ISIN IT0003128367
Borsa Milano
Beta 1,09
Volatilità 22,77 %
Numero di azioni 10.166.680.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 49,00 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 146.537 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,28 0,24 0,18 0,16
Utile corrente 0,41 0,36 0,33 0,31
Utile netto 0,41 0,37 0,26 0,23
Cash Flow corrente 1,01 0,94 0,77 0,83
Cash Flow netto 1,01 0,95 0,70 0,76
EBIT 1,01 0,96 0,89 0,82
EBITDA 1,60 1,54 1,53 1,63
Patrimonio netto 3,32 3,19 3,24 3,27
Patrimonio netto tangibile 1,94 1,81 1,91 1,80

Rendimento in euro

Enel Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -1,07 % 2,32 % 7,95 %
Rendimento ultimi 6 mesi -6,73 % -1,05 % 6,00 %
Rendimento ultimo anno 2,44 % -1,26 % 9,12 %
Rendimento ultimi 5 anni 18,13 % 6,26 % 14,67 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2011
Pay out - 71,21 % 74,04 % 36,28 %
Current ratio - 0,86 0,98 0,88
ROE - 9,84 % 9,40 % 10,70 %
ROE netto - 7,79 % 7,14 % 11,13 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 5,36 % 4,46 % 6,74 %
EBIT margin - 12,64 % 10,16 % 14,29 %
EBITDA margin - 21,64 % 20,22 % 22,28 %
Tax rate - 34,48 % 36,15 % 36,50 %
Gearing - 27,27 74,90 84,31
Patrimonio netto / totale attivo - 32,61 % 31,10 % 31,17 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 5,94 % 5,03 %
Prezzo/utile corrente 11,49 13,08
Prezzo/cash flow corrente 4,66 5,01
Prezzo/patrimonio netto 1,42 1,48
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,43 2,60
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 8,58 % -

(e) : stima

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