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13,25 EUR 18/06/2018 00:00 Parigi
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Articoli

  • Analisi
    La settimana al cardiopalmo delle Borse 15 giorni fa - lunedì 4 giugno 2018
    Dopo un avvio drammatico, Piazza Affari ha un po’ recuperato, chiudendo la settimana con un calo dell’1,3%. Il risultato è migliore di quello delle altre Borse della zona euro che, mediamente, hanno perso l’1,8%. Wall Street, grazie ai buoni dati sull’occupazione, ha chiuso a +0,5%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Engie: continua a raccogliere i frutti della ristrutturazione 22 giorni fa - lunedì 28 maggio 2018
    I risultati del 1° trimestre pubblicati da Engie rassicurano sul lavoro fatto negli scorsi anni e lasciano ben sperare per il resto dell’anno. Nelle scorse settimane il titolo ha recuperato il terreno perso all’inizio del 2018.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Engie: preannuncia utili in crescita un mese fa - lunedì 23 aprile 2018
    È stato un piano lungo e faticoso, che il titolo Engie ha pagato anche in Borsa. Ora, però, che è ormai quasi completato, Engie ha tutto da guadagnarci, tanto che il management ha anticipato una netta crescita dei risultati 2018.

    Prezzo al momento dell'analisi (20/04/18): 14,14 EUR
    Consiglio: Acquista

     

    Dopo aver chiuso il 2017 con conti migliori delle attese, i risultati di Engie (Isin FR0010208488), dopo tre anni di ristrutturazione, vedranno nuovamente un ritorno alla crescita. Il management ha preannunciato per il 2018 un utile netto compreso tra 2,45 e 2,65 miliardi di euro, in crescita di circa l’8% rispetto al risultato del 2017. È un netto progresso, che premia la nuova strategia del gruppo di focalizzarsi sul gas naturale e sulle energie rinnovabili riducendo la sua dipendenza dalle energie di origine fossile, molto inquinanti e molto sensibili agli alti e bassi dell’econo­mia. L’altro elemento che lascia ben sperare è che il gruppo aumenterà, per la prima volta dal 2008, il dividendo: salirà a 0,75 euro per il 2018 (+7% annuo). Ora che la trasformazione è riuscita, il management dovrà cercare di accelerare sulla crescita. Stimiamo un utile per azione di 1 euro nel 2018 e di 1,05 euro nel 2019.

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  • Analisi
    Scampoli di primavera: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    Anche la seconda settimana di aprile si è chiusa con un bilancio positivo per le Borse. New York è salita del 2%, mentre il guadagno delle Piazze europee si è fermato all’1,1%. Milano ha fatto meglio delle colleghe (+1,7%). 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Sospiri di sollievo: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 12 marzo 2018
    Settimana positiva per i listini azionari: New York ha chiuso in rialzo del 3,5%. Bene anche le azioni dell’eurozona, salite, in media, del 2,9%. Su tutte svetta Milano con il suo +3,8%. Discreta, ma si ferma a un +1,4%, la Borsa giapponese.

    SPIRAGLI DI SOLE

    Tre i motivi dell’umore positivo dei mercati. Da un lato Trump è sì andato avanti con l’introduzione dei dazi sulle importazioni negli Usa di acciaio e alluminio, ma la formula scelta è stata più morbida del previsto – diversi Paesi, come il Canada, sono stati “graziati”. Questo ha un po’ dissipato le paure sullo scatenarsi di una “guerra commerciale” a livello globale. Si sono, inoltre, stemperati i timori di una guerra “reale”, e ben più tragica, in Asia: la Corea del Nord, a sorpresa, ha aperto alla possibilità di un incontro con gli Usa per valutare le operazioni di disarmo – l’indice Csi300 della Borsa cinese ha chiuso la settimana in rialzo del 2,3%. Infine, si sono allentate le paure di una rapida stretta al “doping” di liquidità: sia la Banca centrale europea, sia quella giapponese, hanno garantito tassi d’interesse bassi ancora a lungo – se i rendimenti dei bond sono bassi, il mercato tende a investire sulle Borse per sperare di spuntare qualche rendimento in più.

    Ad aiutare la Borsa di Milano ci sono state le Telecom Italia (0,832 euro), salite in settimana del 14,8% dopo la notizia dell’ingresso di un fondo d’investimento americano nel capitale della società. Potrebbero esserci accelerazioni sui progetti di separazione della rete. Se hai le azioni, mantienile.

    La Borsa di Londra ha chiuso la settimana con un progresso del 2,2%. A darle un po’ di fiato ci sono state le National Grid (783,7 pence; Isin GB00BDR05C01) risalite del 6% sulla scia del freddo record che ha colpito il Regno Unito e che dovrebbe sostenere i consumi di energia. Azione conveniente. Acquista.

    AXA: CAMBIA IL CONSIGLIO

    Nel generale clima positivo dei mercati, ci sono stati comunque alcuni titoli che non si sono comportati bene. Tra questi c’è Axa (22,49 euro; Isin FR0000120628) che ha chiuso la settimana in calo del 10,2%, dopo la notizia, a sorpresa, dell’acquisizione del gruppo assicurativo americano XL Group. L’operazione spiazza per vari motivi. Primo: mai Axa aveva acquisito una società di queste dimensioni. Questo potrebbe rendere il processo di integrazione tra i gruppi meno efficiente e veloce del previsto, limitando i possibili risparmi di costo e i ricavi aggiuntivi ottenibili. Secondo: Axa diventa prevalentemente una compagnia di assicurazione danni (50% degli utili, prima era più equilibrata anche su ramo vita e salute). Sta facendo una scommessa sulla risalita dei prezzi delle assicurazioni danni nei prossimi anni: un rischio. Terzo: per completare l’acquisizione Axa userà i proventi derivanti dalla quotazione in Borsa di una parte delle attività americane nel ramo vita – la speranza era, invece, che questi soldi andassero a irrobustire il dividendo. Alla luce di tutti questi elementi non ti consigliamo più di acquistare le Axa. Puoi, però, mantenere le azioni che hai già in mano. 

    ABERTIS: SFUMA LA GUERRA PER L'ACQUISIZIONE DEL GRUPPO

    Tra le altre azioni che potresti avere in mano e che non si sono comportate bene, ci sono le Abertis (18,64 euro; Isin ES0111845014). A sorpresa, i due pretendenti – da una parte gli italiani da Atlantia (27,85 euro), dall’altra gli spagnoli di Acs (tramite i tedeschi di Hochtief) – che sembravano pronti a battagliare a colpi di controfferte per la conquista di Abertis, sembrano aver trovato un accordo. Si potrebbe andare verso uno spezzatino di Abertis: Atlantia si prenderebbe le attività in America Latina, gli altri pretendenti quelle spagnole. Abertis verrà ritirata dal listino? E se no, che cosa avrà effettivamente in pancia? Si apre una fase di incertezza per il gruppo che potrebbe durare diversi mesi. Meglio passare all’incasso. Nonostante i cali di settimana scorsa, il titolo resta su valori superiori a quelli del nostro consiglio d’acquisto di quasi un anno fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1219 e 1220). Vendendo ora incassi tra il 17% e il 20% (tenendo conto del dividendo pagato a novembre). Non granché, ma è un buon risultato considerando che sullo stesso periodo la Borsa di Madrid è scesa e che le azioni mondiali hanno messo su tra il 4 e il 5% (in euro e dividendi inclusi).

    Lo “spezzatino” di Abertis farebbe molto bene ad Atlantia che otterrebbe il massimo possibile – le attività in Sud America – senza spendere un patrimonio. Per questo le Atlantia sono salite in settimana del 13,7%. Non è, però, per nulla scontato che lo “spezzatino” ci sia. Non acquistare e al più mantieni le azioni Atlantia che hai in mano.

    BUON RIALZO DI ENGIE E IBM 

    Torniamo alle buone notizie, in particolare per tre titoli azionari che probabilmente hai in mano. Il primo è IBM (159,31 Usd; Isin US4592001014), che ha chiuso la settimana in rialzo del 3,1% dopo aver ribadito gli obiettivi per i prossimi anni – aumento dei dividendi, continuazione del programma di acquisto di azioni proprie e utili netti in crescita a un tasso medio annuo compreso tra il 5% e il 10%. Noi confermiamo le stime prudenziali – il gruppo è tornato a registrare una crescita dei ricavi solo nell’ultimo trimestre 2017, dopo 22 trimestri di calo – ma le IBM restano comunque convenienti. Il secondo è Engie (13,18 euro; Isin FR0010208488), salito in settimana del 7,4%. I conti 2017 hanno riservato buone sorprese. Su tutte quella che il gruppo è in anticipo sul piano di risanamento: significa che i risultati del 2018 saranno migliori del previsto e che il dividendo che sarà pagato su questi conti (quindi nel 2019, salvo acconti) salirà a 0,75 euro per azione rispetto agli 0,70 previsti fino a oggi. Nonostante il recupero, l’azione resta conveniente. Il terzo è BMW (85,4 euro; Isin DE0005190003), salito in settimana dell’1,2% dopo i conti del 2017 che hanno portato la società a decidere di distribuire un dividendo di 4 euro per azione (stimavamo 3,6 euro lordi). Anche in questo caso l’azione è conveniente

    Ricorda, comunque, che il consiglio su un singolo titolo deve comunque rientrare in una generale strategia di portafoglio. Per esempio, se ti ritrovi nel portafoglio dedicato all’investitore difensivo (vedi pagina 15) non devi avere azioni IBM (e nessun’altra azione Usa) in mano, anche se sono convenienti e consigliamo di acquistarle.

    CAMBIO DI CONSIGLIO SU FERRAGAMO

    I risultati 2017 di Salvatore Ferragamo (21,35 euro) mostrano un utile industriale in calo del 28,6%. La società ha anche annunciato che nei primi mesi del 2018 persistono ancora tutte le difficoltà riscontrate a fine 2017 e per l’intero 2018 parla di “fase di transizione”. Abbiamo tagliato le attese di utile a 0,68 euro per azione nel 2018 e 0,78 euro nel 2019. Con queste prospettive, il titolo è ora caro. Vendi.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Kraft Heinz (67,23 Usd) ha staccato l’ultimo dividendo di 0,625 dollari lordi (0,393 dollari al netto della doppia tassazione) l’8 marzo. Il pagamento è previsto dal 23 marzo. Il dividendo è pagato ogni trimestre.

    @Fabio Compra o vendi “al meglio” quando l’azione è molto scambiata. Quando, invece, la liquidità scarseggia, può essere opportuno inserire l’ordine con un limite di prezzo per evitare sorprese dovute alla mancanza di controparti.

    @Lucio Il calo delle Albemarle (101,76 Usd; Isin US0126531013) è legato ai timori di un calo dei prezzi del litio. Il crescente successo delle auto elettriche dovrebbe, però, sostenere i prezzi della materia prima. Scommessa valida.

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 14,93 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 12,27 EUR
ISIN FR0010208488
Borsa Parigi
Beta 0,86
Volatilità 20,27 %
Numero di azioni 2.435.284.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 33,90 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 81.656 EUR
Punteggio corporate governance 7

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 0,75 0,70 1,00 1,00
Utile corrente 1,00 1,11 1,03 1,08
Utile netto 1,00 0,53 -0,17 -1,93
Cash Flow corrente 2,59 1,90 2,80 2,93
Cash Flow netto 2,59 1,88 3,35 3,58
EBIT 2,46 1,79 1,93 2,21
EBITDA 4,30 3,35 3,96 4,31
Patrimonio netto 15,59 15,34 16,51 17,98
Patrimonio netto tangibile 8,36 8,10 9,26 10,04

Rendimento in euro

Engie Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 6,03 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi -1,92 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno 4,86 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 4,60 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 130,73 % - - 97,50 %
Current ratio 1,06 1,03 1,12 2,14
ROE 7,27 % 6,26 % 6,01 % 6,17 %
ROE netto 3,49 % -1,05 % -10,72 % 4,93 %
Margine lordo - - - -
Margine netto 3,22 % 0,25 % -7,32 % 4,16 %
EBIT margin 6,60 % 6,94 % 7,58 % 9,60 %
EBITDA margin 12,35 % 14,25 % 14,74 % 16,02 %
Tax rate -25,46 % 84,72 % - 33,80 %
Gearing 52,96 54,58 56,88 49,16
Patrimonio netto / totale attivo 28,32 % 28,67 % 30,34 % 33,85 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 5,39 % 5,03 %
Prezzo/utile corrente 13,92 12,53
Prezzo/cash flow corrente 5,37 7,31
Prezzo/patrimonio netto 0,89 0,91
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,67 1,72
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,32 % -

(e) : stima

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