Engie (ex GDF Suez) FR0010208488

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Articoli

  • Analisi
    La festa continua: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 30 ottobre 2017
    Il “doping” della Banca centrale europea va avanti: è la notizia che ha permesso alle Borse dell’eurozona di chiudere la settimana con un rialzo medio dell’1,3% nonostante le tensioni in Spagna. New York è rimasta al palo (+0,2%). 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Wall Street sale, Milano scende: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 23 ottobre 2017
    Altro passo avanti per New York che porta a sei il numero dei bilanci settimanali consecutivi chiusi in attivo. Bene anche Tokio, che ha fatto +1,4%. Piatte, in media, le Borse dell’eurozona, con Piazza Affari (-0,3%) tra le peggiori.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 08/09/17 

    Settimana no per i bancari europei…

    L’evento centrale della settimana era la riunione della Banca centrale europea. Alla fine da quest’ultima non è emerso nulla: anzi, Draghi ha rimandato, di fatto, alla prossima riunione tutte le decisioni. Un po’ il mercato se l’aspettava, un po’ qualcuno ha iniziato a sospettare che questo “attendismo” nasconda una volontà di andare avanti con una politica monetaria “morbida” – tassi d’interesse bassi e “doping” di liquidità – a dispetto di chi in Europa, invece, chiede maggiore rigore. Meglio non dichiarare subito questa volontà, però, per non “turbare” le elezioni tedesche di fine settembre. Sarà vero? Il mercato, sotto sotto, un pochino sembra crederci: ha punito, infatti, i titoli del settore bancario europeo (-1%), che sono quelli che più avrebbero da guadagnare in caso di un rialzo dei tassi d’interesse. Questo spiega il calo settimanale dell’1,1% di Intesa Sanpaolo (2,81 euro) e del 3,3% dell’Unicredit (16,73 euro). Sono ribassi che non riteniamo preoccupanti, perciò il consiglio resta invariato: acquista.

     

    … e per tutti gli assicuratori

    Non solo i bancari europei, però, hanno sofferto in settimana. Le tragiche notizie sugli uragani negli Stati Uniti e sul terremoto in Messico hanno pesato in generale sull’andamento dei titoli degli assicuratori. In media, le azioni di chi opera soprattutto nel ramo danni hanno perso l’1,4%. Generali (14,96 euro) non poteva non risentire del generale andamento negativo del suo settore, ma si è comunque difesa lasciando sul terreno l’1%, meno dei “colleghi”: del resto, ha una presenza molto più forte in Asia, rispetto all’America, dove tra l’altro sta anche cedendo alcune delle attività. Per questo non c’è motivo di spaventarsi. Confermiamo il consiglio: acquista.

     

    Nonostante il calo di Wall Street, Procter & Gamble (92,84 Usd; Isin US7427181091) è riuscita a chiudere con un rialzo dello 0,3%. Un importante investitore contesta l’attuale management e spinge per una ristrutturazione della società. Sono parole al vento, ma tengono accesa l’attenzione del mercato sul titolo. Mantieni.

     

    Bene i petrolieri…

    Buona settimana, invece, per i titoli del settore petrolifero (+1,2%) che hanno beneficiato del rialzo del prezzo del greggio (+2,6% quello di qualità brent). Le raffinerie che erano state colpite dall’uragano Harvey in Texas – Irma colpisce la Florida, dove raffinerie non ce ne sono – stanno tornando a lavorare prima del previsto. Una notizia a favore della domanda di greggio.

    Non per nulla Exxon Mobil (78,82 Usd; Isin US30231G1022), che aveva pagato per il timore di uno stop prolungato a una delle sue raffinerie più importanti, in settimana ha ripreso fiato, facendo meglio del settore (+2,9%). Confermiamo il giudizio positivo sul titolo: acquista.

     

    … e i produttori di auto

    Buona settimana anche per i titoli del settore auto (+1,6%) dopo i dati che hanno mostrato in agosto una crescita di quasi il 5% delle vendite nell’Europa occidentale. La spinta è arrivata soprattutto da Francia, Italia e Spagna. Il progresso delle vendite in Germania si è fermato a un +3,5%, ma BMW (82,70 euro; Isin DE0005190003) è stato comunque uno dei titoli migliori del settore (+4,7%). Il motivo? A livello europeo i dati mostrano una forte crescita delle auto elettriche e BMW è pronta ad approfittarne: ha confermato che lancerà 12 modelli di auto elettriche da qui al 2025. Una concorrenza temibile e credibile per Tesla (343,40 Usd; Isin US88160R1014) che in settimana, infatti, ha perso il 3,4%. Acquista le BMW, vendi le Tesla. Nel settore auto si è distinta in negativo Ferrari (91,1 euro), calata del 6,3% dopo la bocciatura espressa dalla banca Morgan Stanley. Da tempo ti diciamo di vendere queste azioni.

     

    Fermento tra i farmaceutici

    Diverse novità hanno vivacizzato il settore farmaceutico (+1,8%). Merck (64,27 Usd; Isin US58933Y1055) ha acquistato una piccola società tedesca che si occupa di biotecnologie. L’operazione, però, darà frutti solo nel tempo: la molecola principale della società acquisita è, infatti, ancora a uno stadio di sperimentazione poco avanzato. Non per nulla la reazione del mercato è stata contenuta: le azioni Merck sono salite dello 0,7% e secondo noi restano correttamente valutate. Mantieni. Migliore il progresso di Eli Lilly (82,92 Usd; Isin US5324571083): il +3,5% è arrivato dopo che la società ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione. Quest’ultimo ha come obiettivo quello di realizzare dal 2018 risparmi annui di costo di circa 0,48 dollari per azione (ante imposte; utile per azione stimato per il 2018 pari a 3,9 Usd) anche attraverso la riduzione di circa l’8% dei dipendenti. L’operazione genererà degli impatti negativi sul bilancio 2017, ma dovrebbe dare i suoi frutti nel lungo termine. Mantieni queste azioni. Novartis (81 franchi svizzeri), dopo 8 anni, vedrà un avvicendamento al “ponte di comando” aziendale. La notizia non ha scosso più di tanto le azioni del colosso farmaceutico, che hanno chiuso la settimana a +0,2%. Il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Sospiro di sollievo su Engie

    Molto buono il risultato delle utility europee (+2,4%), grazie al +4,6% di Engie (14,75 euro; Isin FR0010208488). Lo Stato francese ha venduto il 4,5% delle azioni del gruppo, con un’operazione lampo rivolta agli investitori istituzionali (banche, assicurazioni…) e che è stata effettuata a un prezzo di poco inferiore a quello di Borsa. Lo Stato avrebbe potuto vendere più azioni e a un prezzo più basso. Pericolo scampato, buona notizia. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Adriano È normale che per i dividendi delle azioni estere passino diversi giorni tra la data di stacco e quella di pagamento. Per esempio, l’ultimo dividendo di BP è stato staccato il 10 agosto, ma sarà messo in pagamento solo a partire dal 22 settembre.

    @Cesare Quella lanciata da Baker Mills su IBM è stata un mini-Opa come spesso se ne vedono negli Usa: il prezzo offerto era inferiore a quello di mercato del titolo. In questi casi basta non abboccare e non fare nulla: le azioni restano quotate sul mercato.

    @Giulio Il dividendo di 0,2 euro che indichiamo per PostNL è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2017. Quello appena staccato dal titolo è solo l’acconto. Il saldo dovrebbe arrivare nel 2018, ma sulle tempistiche e sull’importo non ci sono certezze.

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  • Analisi
    Engie: va avanti con la riorganizzazione 5 mesi fa - lunedì 3 luglio 2017

    Engie moltiplica gli sforzi per rendere i suoi risultati meno dipendenti dalle attività di produzione e vendita di elettricità e gas. A nostro parere, nonostante la recente risalita, ai prezzi attuali il titolo non riflette ancora questi sforzi. 

    Prezzo al momento dell'analisi (30/06/17): 13,22 EUR
    Consigli: Acquista

     

    Engie (Isin FR0010208488) va avanti con la riorganizzazione. L’obiettivo è rendere più internazionali le attività di fornitura di servizi energetici alle imprese e aumentarne la redditività. Per questo, Engie guarda ora agli Usa e al Brasile. Recentemente, inoltre, il gruppo ha annunciato la vendita della sua quota del 10% nell’indiana Petronet (legata al gas) e di essere in trattativa con Neptune Energy per venderle le attività di esplorazione e produzione di petrolio. L’operazione è importante: consentirebbe a Engie di ridurre ancora il debito e di rendere i suoi risultati meno dipendenti dagli alti e bassi dell’economia. I vertici hanno, invece, smentito la possibilità di uno scambio di attività per acquisire una partecipazione in Innogy, la controllata della tedesca RWE attiva nelle energie rinnovabili. La smentita è, forse, dovuta alla fragilità finanziaria di Innogy, ma non è detto che il capitolo sia chiuso.

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  • Analisi
    L'umore inquieto: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 26 giugno 2017
    Wall Street e le Borse europee hanno chiuso la settimana, di fatto, invariate. Il risultato nasconde, però, nervosismo – per tutta la settimana si sono alternati notevoli alti e bassi. Ti parliamo anche di Ca e dei movimenti strani di Waste Connections.
    Scommesse

    Scommesse

    Variazioni settimanali su prezzi al 23/06/17 

     

    La tecnologia torna appetibile

    Tra gli elementi che hanno dato ottimismo al mercato, c’è stato il recupero del settore tecnologico: il listino americano del Nasdaq ha fatto +1,8%, cancellando i cali della settimana precedente e riportandosi su valori non lontani dai massimi di inizio giugno. Non c’è una vera motivazione dietro questi rialzi: verosimilmente, chi doveva portare a casa un po’ di guadagni lo ha fatto a metà giugno e, ora, complici i ribassi, altri attori del mercato (o gli stessi) sono tornati ad acquistare. È una dinamica che conferma quanto ti abbiamo detto su queste pagine settimana scorsa: il settore tecnologico non è conveniente, ma non è nemmeno sull’orlo del tracollo. Tra i titoli del settore che maggiormente si sono distinti c’è CA (34,98 Usd; Isin US12673P1057), schizzato nella sola giornata del 21 giugno di circa il 13%: secondo indiscrezioni la società potrebbe essere oggetto di un’offerta d’acquisto da parte della concorrente BMC Software. Di concreto, però, non c’è nulla (il titolo ha, infatti, poi un po’ ripiegato, chiudendo la settimana con un +10,5%). In questa situazione non acquistare le azioni CA, nemmeno in chiave speculativa. Se le hai già in mano, limitati a mantenerle. Tre le note stonate del settore tecnologico, in settimana c’è stata Accenture (122,74 Usd; Isin IE00B4BNMY34) – una società che offre servizi di consulenza proprio in tema di tecnologia. Il titolo ha perso il 3,8% dopo che i vertici hanno ridotto le attese sui ricavi alla fine dell’anno fiscale che termina il 31 di agosto. Le previsioni sugli utili, però, non sono state modificate. Mantieni.

     

    Farmacia e biotech: meno regole, più utili

    A dare sostegno al mercato c’è stata anche la corsa dei titoli del settore farmaceutico e della biotecnologia, che hanno archiviato la settimana con un rimarchevole +3,8%. Qui un chiaro motivo dietro questa corsa c’è: Trump avrebbe pronta una nuova legge per favorire lo sviluppo di nuovi farmaci, rendendo più snella la procedura di autorizzazione. Gli attori del settore, invece, temevano una forte stretta da parte del presidente Usa, soprattutto sui prezzi di vendita. Se le voci fossero confermate sarebbe una buona notizia non solo per le società americane del settore, ma in generale per tutte le grandi multinazionali del farmaco. Non per nulla, tra i titoli del settore che maggiormente si sono distinti in settimana c’è la svizzera Novartis (83,7 franchi svizzeri; Isin CH0012005267), salita di circa il 7%. A favorirne la corsa c’è stato anche l’esito di uno studio clinico che, a sorpresa, ha dimostrato che una molecola del gruppo è efficace per ridurre il rischio di recidive nei pazienti che hanno già subito una crisi cardiaca e che soffrono di arteriosclerosi infiammatoria. In pratica, ci si aspetta ora maggiori vendite di questa molecola – è già in commercio con il nome di Ilaris. Se hai le azioni Novartis in portafoglio, puoi continuare a mantenerle. Se, però, non le hai, a questi prezzi non è il caso di comprarle.

     

    Il prezzo del petrolio è sceso a 45 dollari al barile

    A pesare sull’umore del mercato ci ha pensato, invece, il prezzo del greggio. Quello di qualità brent (insieme a quello di qualità Wti è quello più rilevante per i mercati) è sceso in settimana del 3,4%, portando il calo complessivo in poco più di un mese a circa il 13%. Di questo andamento non possono non risentire le società che col petrolio ci campano: il settore energetico ha chiuso la settimana con un calo medio del 2 %. Vale, però, la pena di puntare su alcuni selezionati titoli del settore: scegliamo tra le grandi compagnie che si sono attrezzate per continuare a fare denaro anche in uno scenario di prezzi del greggio “ballerini”. Chevron (105 Usd; Isin US1667641005) è una di queste – da fine 2014, l’anno in cui è iniziata la crisi del greggio, questo titolo ha comunque messo su (contando i dividendi) il 4% (in euro è +13% circa), contro un calo del 18% per il prezzo del petrolio e dell’1% medio per gli altri titoli del settore (dividendi inclusi).

     

    Ancora tensioni sul settore bancario

    Luci e ombre nel settore bancario. I titoli italiani sono andati bene, aiutati dalla soluzione alla crisi di Veneto Banca e Popolare Vicenza – ne fanno, però, le spese lo Stato (quindi tutti noi), gli azionisti di quelle banche e i detentori di obbligazioni subordinate di quelle banche. In particolare, la vincitrice è Intesa Sanpaolo (2,62 euro) che si prenderà solo la polpa buona delle banche venete, pagandola 1 euro. E infatti le azioni Intesa Sanpaolo, in settimana, sono salite del 2,4% contro un calo generale di Piazza Affari dello 0,5%. Peggio sono andati i titoli bancari nel resto d’Europa (in media -1,2%). Su questo andamento ha pesato anche Barclays (197,55 pence; Isin GB0031348658): la banca britannica dovrà difendersi dalle accuse di aver commesso frode durante l’aumento di capitale realizzato durante la crisi finanziaria del 2008. Il titolo ha chiuso la settimana in calo del 2,8%, facendo peggio del listino londinese (-1,4%). Le difficoltà di Barclays sono, però, note e già scontate nelle nostre stime (prudenti proprio per tener conto di possibili sorprese). Puoi mantenere queste azioni. 

     

    Waste connections in crisi?
    Non ti spaventare se settimana scorsa hai visto calare di oltre il 30% le azioni Waste Connections (64,85 Cad; Isin CA94106B1013). Quel calo è stato compensato dal fatto che ti sono state date più azioni – verifica con la tua banca, dovresti avere il 50% di azioni in più. Insomma, il prezzo è più basso, ma tu hai più azioni. Tenendo conto di questa operazione sul capitale, il calo delle azioni Waste Connections alla fine della settimana è “contenuto” al 2,9%. Puoi mantenere queste azioni.

     

    Risposte per te

    @Franco La W.W. Grainger stacca il dividendo quattro volte l’anno. Quella che hai ricevuto è solo una fetta del dividendo annuale. Quest’ultima fetta è di 1,28 Usd lordi per azione, pari a 0,805 Usd per azione al netto della doppia tassazione.

    @Graziano Anche se compri le Engie a Piazza Affari, sarai comunque sottoposto alla doppia tassazione sul dividendo. Sui guadagni di prezzo in Borsa, invece, la tassazione è sempre e solo il 26%, sia se acquisti le Engie a Milano, sia se le compri a Parigi.

    @Mario I guadagni che ottieni su un Etf azionario, sia in termini di rialzo di prezzo in Borsa, sia in termini di dividendo, non sono mai compensabili fiscalmente con eventuali minusvalenze pregresse, anche se queste sono state ottenute su altri Etf azionari.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 14,93 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 10,89 EUR
ISIN FR0010208488
Borsa Parigi
Beta 0,86
Volatilità 20,27 %
Numero di azioni 2.435.284.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 36,19 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 79.703 EUR
Punteggio corporate governance 8

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 0,70 1,00 1,00 1,00
Utile corrente 0,95 1,03 1,08 1,29
Utile netto 0,95 -0,17 -1,93 1,03
Cash Flow corrente 2,55 2,80 2,93 2,91
Cash Flow netto 2,55 3,35 3,58 3,08
EBIT 2,22 1,93 2,21 3,03
EBITDA 4,05 3,96 4,31 5,06
Patrimonio netto 16,75 16,51 17,98 20,72
Patrimonio netto tangibile 9,29 9,26 10,04 11,84

Rendimento in euro

Engie (ex GDF Suez) Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 2,63 % 2,68 % 8,75 %
Rendimento ultimi 6 mesi 11,43 % 1,30 % 4,72 %
Rendimento ultimo anno 31,68 % 10,71 % 6,76 %
Rendimento ultimi 5 anni 6,34 % 6,89 % 15,70 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out - - 97,50 % -
Current ratio 1,03 1,12 2,14 1,07
ROE 6,26 % 6,01 % 6,17 % 8,37 %
ROE netto -1,05 % -10,72 % 4,93 % -19,37 %
Margine lordo - - - -
Margine netto 0,25 % -7,32 % 4,16 % -9,98 %
EBIT margin 6,94 % 7,58 % 9,60 % 9,24 %
EBITDA margin 14,25 % 14,74 % 16,02 % 16,63 %
Tax rate 84,72 % - 33,80 % -
Gearing 54,58 56,88 49,16 55,71
Patrimonio netto / totale attivo 28,67 % 30,34 % 33,85 % 33,51 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 4,71 % 6,73 %
Prezzo/utile corrente 15,64 14,37
Prezzo/cash flow corrente 5,83 5,30
Prezzo/patrimonio netto 0,89 0,90
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,60 1,60
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,77 % -

(e) : stima

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