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Articoli

  • Analisi
    La settimana delle Borse: la festa, appena cominciata, è già finita? 29 giorni fa - venerdì 22 dicembre 2017
    La riforma delle tasse voluta da Trump è stata approvata, ma la reazione di Wall Street non è stata granché positiva. Deboli anche le Piazze europee, dopo l’esito elettorale in Catalogna che ha premiato gli indipendentisti.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Eni: vende parte di attività in Mozambico un mese fa - lunedì 18 dicembre 2017
    Le azioni Eni sono rimaste indietro rispetto al resto del settore petrolifero. Il rendimento da dividendo delle Eni (5,8% lordo) è superiore a quello medio delle azioni di altre compagnie petrolifere (3,5% lordo).
     
     
     
     

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  • Analisi
    Caos in Arabia Saudita, il petrolio vola 2 mesi fa - venerdì 10 novembre 2017
    Arresti di principi e ministri, incidenti aerei in cui muoiono esponenti della monarchia, missili lanciati su Riad dal vicino Yemen: l’Arabia Saudita attraversa un momento difficile e questo riguarda tutti noi, visto che il 10% del petrolio mondiale arriva da lì. Non per nulla solo a novembre il greggio è salito di un altro 5% circa. La corsa continuerà?
     
     
     
     

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  • Analisi
    I dividendi staccati a settembre 3 mesi fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Diverse società della nostra selezione hanno staccato dei dividendi a settembre. Qui trovi l'elenco.
    Nome Viene staccato il… La società lo paga il… Importo lordo Importo netto
    BME 06/09/2017 08/09/2017 0,40 0,24 EUR
    Coca - Cola 14/09/2017 02/10/2017 0,37 0,23 USD
    ENI 18/09/2017 20/09/2017 0,40 0,30 EUR
    Gas Natural 25/09/2017 27/09/2017 0,33 0,20 EUR
    General Electric 15/09/2017 25/10/2017 0,24 0,15 USD
    Kimberly-Clark 07/09/2017 03/10/2017 0,97 0,61 USD
    Merck 14/09/2017 06/10/2017 0,47 0,30 USD
    Mondelez Int. 28/09/2017 12/10/2017 0,22 0,14 USD
    Nasdaq 14/09/2017 29/09/2017 0,38 0,24 USD
    Spirit Aerosystems 15/09/2017 10/10/2017 0,10 0,06 USD
    Total 25/09/2017 12/10/2017 0,62 0,32 EUR
    Western Union 14/09/2017 29/09/2017 0,175 0,11 USD
    Xerox 28/09/2017 31/10/2017 0,25 0,16 USD

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  • Analisi
    Un altro piccolo record per Wall Street: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Grazie al +1,6% fatto segnare in settimana, la Borsa Usa si è portata su nuovi massimi storici. Bene anche le Borse europee che, in media, sono salite dell’1,4%. L’ottimismo, però, è fragile e le tensioni legate a un conflitto in Corea del Nord potrebbero far tornare il brutto tempo sui mercati.

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/09/17 

     

    Il rimbalzo degli assicuratori

    A sostenere la salita delle Borse c’è stato il rimbalzo dei titoli degli assicuratori – le azioni di quelli specializzati nel ramo danni sono salite, in media, dell’1,7%. L’uragano Irma che ha colpito la Florida si è dimostrato, infatti, meno devastante del previsto: ora i danni stimati dal settore assicurativo sono tra i 20 e i 40 miliardi di dollari contro i 100 che si temevano all’inizio. Sui danni effettivi, però, c’è ancora incertezza: meglio evitare di investire sul settore assicurativo americano. Gli assicuratori europei sembrano essere molto poco esposti ai disastri naturali avvenuti dall’altra parte dell’Oceano, ma questo comunque non vuol dire che lo scenario in cui si muovono sia tutto rose e fiori: il permanere di bassi tassi d’interesse (e il rischio che questa situazione in Europa possa proseguire a lungo) pesa ancora sui loro bilanci. Nel settore consigliamo di acquistare solo due titoli: Generali (15,32 euro; +2,4% in settimana) e Axa (24,55 euro, Isin FR0000120628; +2,5%) – la prima era già presente sul promettente mercato asiatico, la seconda vi ci sta investendo con decisione. La settimana è stata positiva per tutto il settore finanziario (+1,8%). In particolare, sono andati beni i titoli bancari europei, saliti dell’1,9%. Compra Unicredit (17,64 euro; +5,4%) e Intesa Sanpaolo (2,91 euro; +3,6%).

     

    La corsa dei petrolieri

    Un’ottima spinta è arrivata anche dai titoli del settore energetico (+2,2% in media), che hanno beneficiato dell’ulteriore rialzo dei prezzi del greggio – quello di qualità brent si è ormai riportato sui 55 dollari al barile (+3% in settimana), valori che non vedeva dallo scorso aprile. A infiammare l’oro nero sono stati i dati che hanno mostrato nel secondo trimestre dell’anno un aumento della domanda di greggio, a livello mondiale, come mai si era visto negli ultimi due anni. Ma non solo: a questo si è aggiunta una riduzione dell’attività delle trivelle che potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Maggiore domanda e minore offerta sono le classiche condizioni che portano a un aumento dei prezzi. Vedremo, però, quanto i Paesi del Medioriente andranno davvero avanti con il “freno tirato”: non investire direttamente sul prezzo del greggio, c’è il rischio di ulteriori su e giù nei prossimi mesi. Meglio scegliere azioni di una compagnia petrolifera: Chevron (114,63 Usd; Isin US1667641005), per esempio, ha già riorganizzato le attività per riuscire a reggere anche a fronte di una nuova discesa del greggio. Il titolo ha messo su il 3,5% in settimana, ma resta convenienteEni (13,81 euro; +2,6%) ha staccato il 18 settembre l’acconto sul dividendo 2017. L’importo è di 0,4 euro, un valore in linea con le nostre attese. Confermiamo il consiglio: mantieni. 

     

    Apple non scalda più di tanto i tecnologici

    Poca spinta, invece, è arrivata da Apple (159,88 Usd; Isin US0378331005): nonostante la tanto attesa presentazione del nuovo iPhone, il titolo ha chiuso la settimana con modesto rialzo dello 0,8%. Non ci sorprende: le azioni erano salite tanto nelle settimane scorse sulla scia delle indiscrezioni sul nuovo telefonino e queste si sono rivelate tutte confermate – in finanza vale il solito adagio, compra sulla base delle indiscrezioni, vendi sulla base delle notizie. Inoltre le prime consegne avverranno un po’ più tardi del previsto. Le azioni Apple sono salite del 38% da inizio anno contro il +12% circa della Borsa Usa. Secondo noi Apple è al più da mantenere – se sei un investitore “prudente”, però, vendi le azioni Apple e tutte quelle americane. La finlandese Rovio - quella di Angry birds - di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1235, ha avviato l’operazione di quotazione in Borsa. Rispetto a quanto inizialmente ventilato, ha “ridimensionato” la richiesta: chiede tra 10,25 e 11,5 euro per azione, fatto che valorizza la società tra 950 e 1,1 miliardi di dollari (si parlava di 2 miliardi di dollari). È comunque tanto: non sottoscrivere queste azioni. 

     

    Teva infiamma il settore farmaceutico

    Progresso dello 0,7% per il settore farmaceutico, dove, però spicca il +16,8% di Teva Pharma (18,10 Usd; Isin US8816242098). Due i motivi alla base di questo risultato. Primo: la società ha finalmente trovato un nuovo “capitano d’azienda”. Si tratta di una persona che lavora da trent’anni nel settore e che ha guidato i laboratori danesi Novo Nordisq e Lundbeck. Secondo: la società sta andando avanti con il piano di dismissioni – ha annunciato la chiusura dell’accordo per la vendita della controllata Paragard. Le notizie sono sicuramente positive, ma preferiamo mantenere un consiglio prudente, visto che il piano di cessioni è ambizioso e che i nuovi vertici non hanno ancora dato dettagli sull’orientamento strategico. Limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove.

     

    Londra maglia nera

    Tra le Borse europee si è distinta negativamente quella di Londra, calata del 2,2%. La ragione principale del calo va cercata nei dati sull’inflazione (la corsa dei prezzi), salita più del previsto. Questo rende più probabile un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale britannica e ha, quindi, spinto la sterlina a recuperare terreno nei confronti dell’euro (+3,6%). Non è il massimo per le tante società del listino che vivono di esportazioni. A questo si è aggiunta la bomba fatta esplodere nella metro di Londra che, nella giornata di venerdì 15, ha acuito la tensione già presente sul mercato. Per ora non ci spaventiamo: confermiamo il peso della Borsa inglese in portafoglio (20%) e i consigli d’acquisto su Vodafone (206,45 pence; Isin GB00BH4HKS39), scesa in settimana del 3,4%, e Rio Tinto (3.452,5 pence; Isin GB0007188757), scesa del 4,1%. 

    La Borsa brasiliana ha guadagnato il 3,7% nonostante le nuove accuse contro il presidente Temer nell’inchiesta sulla corruzione. Evidentemente il mercato non crede, per ora, che questo possa portare a un cambio nella guida del Paese (il real ha ceduto solo lo 0,3% nei confronti dell’euro). Se sei un investitore prudente, non investire sulla Borsa brasiliana. Altrimenti, dedicaci il 5% del tuo portafoglio.

    Risposte per te

    @Gianfranco La normativa sulla fiscalità degli Etf è cambiata da aprile 2014. Da allora non c’è alcun modo di compensare le plusvalenze ottenute su Etf con minusvalenze pregresse, nemmeno parzialmente.

    @Nicola Le variazioni dell’Etfs gold bullion sono corrette: seguono l’andamento dell’oro, ma risentono anche al tasso di cambio euro/dollaro. Se l’oro sale dell’1% e il dollaro perde l’1%, l’Etf resta fermo in Borsa.

    @Rosanna Il certificate 7x short che usavi con codice Isin DE000SG409N9 è ancora quotato. A seguito del raggruppamento di luglio, però, il suo codice Isin è diventato DE000SG2QNU4.

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 15,55 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 12,96 EUR
ISIN IT0003132476
Borsa Milano
Beta 0,78
Volatilità 22,52 %
Numero di azioni 3.634.183.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 54,33 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 197.142 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,80 0,80 0,80 0,80
Utile corrente 0,56 0,50 -0,09 0,09
Utile netto 0,56 0,47 -0,41 -2,44
Cash Flow corrente 2,82 2,71 1,87 3,97
Cash Flow netto 2,82 2,68 1,67 2,07
EBIT 1,46 1,36 0,60 -0,77
EBITDA 3,71 3,57 2,57 3,25
Patrimonio netto 13,76 14,00 14,33 13,97
Patrimonio netto tangibile 13,39 13,63 13,96 13,61

Rendimento in euro

ENI Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 7,71 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi 17,16 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno 1,59 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 0,88 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2011
Pay out - - - 27,46 %
Current ratio - 1,37 1,57 1,08
ROE - -0,66 % 0,66 % 12,80 %
ROE netto - -2,84 % -17,46 % 12,80 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - -2,57 % -13,60 % 7,06 %
EBIT margin - 3,80 % -4,03 % 15,78 %
EBITDA margin - 16,30 % 16,97 % 24,21 %
Tax rate - 404,18 % - 57,77 %
Gearing - 28,61 32,29 47,91
Patrimonio netto / totale attivo - 41,47 % 38,75 % 40,93 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 5,35 % 5,35 %
Prezzo/utile corrente 26,70 29,90
Prezzo/cash flow corrente 5,30 5,52
Prezzo/patrimonio netto 1,09 1,07
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,12 1,10
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,90 % -

(e) : stima

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