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Articoli

  • Analisi
    Pillole dalle società quotate 15 giorni fa - venerdì 4 agosto 2017

    Ecco un commento su diverse società della nostra selezione che hanno pubblicato i conti trimestrali in questi giorni.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Senza infamia e senza lode: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 15 maggio 2017
    New York ha chiuso la settimana a -0,3%, mentre le Borse europee, in media, sono riuscite a salire dello 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/05/17 

     

    Usa: Settimana calda per la politica, fredda per i mercati

    Trump ha rimosso il capo dell’Fbi – la famosa agenzia investigativa americana – facendo gridare in molti allo scandalo. E ora c’è addirittura chi ritiene che il Presidente sarà costretto a lasciare la Casa Bianca prima della fine naturale del mandato. Wall Street ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump, quindi, se questa non fosse portata a termine, per la Borsa Usa potrebbero essere dolori. Per ora il mercato sembra scontare come bassa la probabilità di un tale evento: non ci sono stati cali particolarmente evidenti dopo la notizia. In ogni caso, se hai un profilo d’investimento prudente, ti consigliamo di vendere tutte le azioni americane.

     

    Gli ultimi scampoli della stagione delle trimestrali

    A contribuire al risultato incolore della Borsa Usa ci hanno pensato anche i conti trimestrali societari. Per esempio, quelli di Walt Disney (109,69 Usd; Isin US2546871060) non hanno convinto il mercato – il titolo in settimana ha perso il 2,1%. L’anno fiscale 2016/17 (termina il 30 settembre) fin qui non sta andando granché – gli utili sono saliti del 2%, ma le attività legate alla rete televisiva sportiva ESPN continuano a soffrire – ma è anche vero che si sapeva che questo sarebbe stato un anno di transizione. Continuiamo a stimare un utile per azione di 5,97 Usd per l’anno fiscale in corso – in rialzo rispetto a quello dell’anno precedente solo grazie al riacquisto di azioni proprie – e di 6,6 Usd per l’anno prossimo. Secondo noi, il titolo è correttamente valutato. Se ce l’hai, mantienilo. Meglio, invece, sono stati accolti i conti di Teva Pharma (31,89 Usd; Isin US8816242098) – il titolo in settimana è salito del 2,4%. Tra il lancio di nuovi farmaci generici e l’apporto di Allargan (società acquisita a metà dell’anno scorso), nel primo trimestre le vendite del gruppo sono salite del 22% rispetto a quelle del primo trimestre 2016. Teva ha, inoltre, aumentato le stime sui risparmi di costo ottenibili dall’acquisizione (e fusione) con Allargan e ha ottenuto il via libera a un suo nuovo farmaco da parte dell’autorità sanitaria a stelle e strisce. Secondo noi il titolo è ancora conveniente, acquista.

     

    Il prezzo del petrolio si riprende un po’

    A sostenere un po’ la Borsa Usa ci hanno pensato i titoli del settore petrolifero, saliti in settimana del 2% per effetto del +2,7% del prezzo del greggio. Eni (14,89 euro) si è mossa in linea col settore, salendo in settimana del 2,1% dopo la presentazione di conti trimestrali superiori alle attese. Abbiamo deciso di portare la stima sul dividendo a valere sul bilancio 2017 da 0,6 a 0,8 euro per azione. Questo, però, non basta a farci cambiare opinione sul titolo. Anche alla luce delle indagini della magistratura sull’attuale “capitano” dell’Eni per supposta corruzione internazionale, secondo noi l’azione resta correttamente valutata: non comprare le Eni – al massimo, se le hai, limitati a mantenerle. 

     

    Londra sostenuta dai farmaceutici, milano dalle banche

    A trainare le Borse europee c’è stata quella di Londra, salita in settimana dell’1,9%. Oltre a un indebolimento della sterlina, registrato nella parte finale della settimana, a contribuire a questo risultato ci sono stati i rialzi di alcuni titoli importanti per il listino. Tra tutti segnaliamo AstraZeneca (5.176 pence; Isin GB0009895292), che ha fatto +12,4%. Il gruppo farmaceutico ha beneficiato dei buoni risultati clinici ottenuti dal Durvalumab, farmaco per il trattamento del cancro al polmone. Si tratta di una buona notizia per questa società che è comunque alle prese con la scadenza di diversi brevetti. Se per caso hai le azioni in mano, approfitta di questo rialzo per venderle. Milano ha chiuso la settimana lievemente sopra la parità (+0,4%), ma ha fatto comunque meglio del resto delle Borse della zona euro (-0,6% in media). A sostenere il listino meneghino ci hanno pensato i titoli bancari: Unicredit (17,01 euro), per esempio, ha fatto +4,9% dopo aver pubblicato conti trimestrali rassicuranti. Li commentiamo sia a pagina 6, sia in Detto tra noi. Qui ti anticipiamo che il consiglio resta invariato: acquista le azioni ordinarie dell’Unicredit.

     

    Poste e telegrafi: gioie e dolori per Amsterdam e Madrid

    Sulla Borsa di Amsterdam (settimana chiusa a +0,3%) va segnalato il -6,8% di PostNL (4,31 euro; Isin NL0009739416). Anche se il gruppo ha chiuso il trimestre con un rialzo dell’utile per azione di quasi il 6%, il mercato è rimasto deluso dal calo della consegna delle lettere (-10%). La consegna dei pacchi continua, però, ad andar bene (+8%) e il piano di risparmio sui costi avanza in linea con le attese. La reazione del mercato ci sembra eccessiva: approfitta del calo per acquistare. Sul risultato di Madrid (-2,2%) ha pesato il -4,2% di Telefónica (10,06 euro; Isin ES0178430E18): nel primo trimestre, in Spagna (vale il 30% degli utili industriali del gruppo) il risultato industriale è sceso del 2,4%. La reazione del mercato è eccessiva: in America Latina, che vale più della Spagna (50% degli utili industriali), i risultati sono in crescita e le cessioni di attività dovrebbero aiutare il gruppo a ridurre l’indebitamento. Approfitta del calo per acquistare. Settimana positiva anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano, L’Etf Lyxor mid cap pir (131,62 euro; Isin FR0011758085) ha messo su lo 0,6% e resta valido per una speculazione sul successo dei fondi pir.

     

    L’attacco informatico di venerdì 12 ha permesso alle Check Point (107,6 Usd; Isin IL0010824113) di fare +1,5%. Le azioni di questa società israeliana che si occupa di sicurezza informatica meritano ancora una scommessa. -18% per Snapchat (19,14 Usd; Isin US83304A1060), dopo aver mostrato un profondo rosso nei conti trimestrali e un calo degli utenti. Restane alla larga. 

     

    Atlantia: offerta su Abertis

    Atlantia (24,21 euro) ha formalizzato l’offerta per l’acquisto di Abertis (16,45 euro). Le azioni della nuova società ai prezzi attuali di Borsa sarebbero convenienti. Ci sono però dei rischi, su tutti l’indebitamento. La nuova società avrà un rapporto tra debiti e utile industriale di 5,5: per le altre società del settore siamo intorno a 4. Per questo consigliamo prudenza. Limitati a mantenere le azioni Atlantia (tra l’altro, ci sono le incognite legate all’Alitalia). Limitati anche a mantenere le Abertis: potrai scegliere tra contanti (16,50 euro per azione Abertis) o azioni (0,697 per ogni Abertis). Queste azioni non saranno, però, negoziabili fino al febbraio 2019. Non è il massimo. Potrebbe essere il caso di accettare l’offerta in contanti. Torneremo a parlarne quando l’operazione verrà ufficialmente approvata e lanciata. Per ora mantieni le Abertis.

     

    Headwaters addio

    A seguito del successo dell’Opa di Boral, Headwaters è stata ritirata dagli scambi di Borsa. Dovresti aver già ricevuto sul tuo conto corrente il corrispettivo di 24,25 Usd per azione Headwaters, prezzo che valuta correttamente le prospettive del gruppo.

     

    Risposte per te

    @Andrea Anche se compri un’azione estera sulla Borsa di Milano, sui dividendi sarai comunque soggetto alla doppia tassazione.

    @Erminio La tassazione belga sui dividendi è salita al 30% nel 2017. Il netto che ti entra in tasca è ora pari al 51,8% dell’importo lordo.

    @Mauro Le minusvalenze su Etf azionari possono compensare plusvalenze su singole azioni, ma non plusvalenze su Etf azionari.

     

     



     

     

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  • Analisi
    New York rialza la testa: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 3 aprile 2017
    E le altre Borse con lei. Alla fine della settimana il listino americano fa segnare un guadagno dello 0,8%. Le Borse europee, in media, hanno chiuso con un +1,1%. In lieve calo Londra, col suo -0,2%, nella settimana dell’avvio ufficiale delle procedure per uscire dall’Unione Europea.

     Variazioni settimanali su prezzi al 31/03/17

     

    New York sale con la fiducia dei consumatori

    Due sono stati gli elementi che hanno spinto al rialzo Wall Street. Primo: la fiducia dei consumatori americani è arrivata ai massimi degli ultimi 16 anni – le loro spese sono fondamentali per la crescita del Paese. Secondo: nell’ultimo trimestre del 2016 la ricchezza del Paese è cresciuta del 2,1%, più delle attese, trainata proprio dai consumi dei cittadini. Insomma, la sensazione è che il Paese abbia la possibilità di reggere bene i futuri, graduali, rialzi dei tassi d’interesse. E questo lascia ben sperare per gli utili delle società. Vedremo se la fiducia è ben riposta con i conti relativi al primo trimestre del 2017, che le società americane cominceranno a svelare a metà aprile. Nel frattempo New York, grazie al +0,8% dell’ultima settimana, ha archiviato il primo trimestre con un rialzo complessivo del 5,5%. A contribuire al rialzo c’è stata DuPont (80,33 Usd; Isin US2635341090), le cui azioni sono salite in settimana di un altro 0,9% dopo che la Commissione europea ha dato il via libera alla fusione con Dow Chemicals – le due società dovranno fare delle cessioni di attività, ma questo era previsto. Con il progressivo venir meno degli ostacoli alla fusione, il titolo da inizio anno ha guadagnato il 9,4%, ma secondo noi resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Tutti pazzi per la tecnologia

    La vera spinta è, però, arrivata dai titoli tecnologici: non per nulla il listino Usa del Nasdaq, che ne racchiude molti, ha chiuso la settimana in rialzo dell’1,4% e il trimestre con un guadagno di circa il 10%. Tra questi titoli spicca Apple (143,66 Usd; Isin US0378331005) che ha chiuso il trimestre con un rialzo del 24%. Solo nell’ultima settimana le azioni hanno messo su un altro 2,2%: un Tribunale cinese ha dato ragione alla società americana in una delle innumerevoli cause intentate per la difesa dei brevetti legati al suo telefonino iPhone. Il titolo viaggia sui massimi di sempre: noi te lo abbiamo consigliato tempo fa, quando valeva meno della metà di quello che vale oggi. Oggi non è più il caso di acquistarlo. Al più mantienilo.

     

    Settimana calda per i petrolieri

    A sostenere New York in settimana ci hanno pensato anche i titoli del settore petrolifero, che hanno fatto +1,7% sulla scia del rialzo del 3,8% del prezzo del petrolio – da inizio anno il bilancio del settore è, mediamente, negativo per il 3,6%, a fronte di un calo del prezzo del greggio del 7,2%. In particolare, in settimana ha spiccato ConocoPhillips (49,87 Usd; Isin US20825C1045): il titolo ha fatto +13,1% dopo che il gruppo ha dichiarato di aver trovato dei compratori per alcune sue attività in Canada. La notizia è buona perché i progetti canadesi sono sempre stati tra quelli più costosi per il gruppo. Dopo un 2015 e un 2016 archiviato con un bilancio in rosso, ci aspettiamo che il gruppo possa ritrovare l’utile nel 2017 (0,38 Usd per azione). Il titolo oscilla tra il conveniente e il correttamente valutato e resta abbastanza rischioso. Se per caso hai in mano queste azioni, puoi mantenerle. Se non le hai, preferisci i titoli petroliferi consigliati a pagina 8. Anche Eni (15,35 euro) è salita, facendo meglio rispetto al resto del settore (+2,4%). Il gruppo ha dichiarato che deciderà entro fine anno se cedere tutte le attività legate alla vendita di gas a famiglie e piccole imprese (quelle in Belgio le ha appena vendute). È da un po’ che Eni cerca di concentrarsi sulle sole attività di estrazione petrolifera – vedi il tentativo, fallito, di cessione delle attività legate alla chimica. Noi abbiamo dei dubbi sul fatto che questa possa essere la strategia vincente: al più mantieni le Eni che già hai.

     

    Lisbona in maglia rosa grazie alle utility

    Tra le Borse europee, la migliore in assoluto è stata quella di Lisbona, che ha messo su in settimana il 6,8%, raddrizzando così un trimestre poco brillante (bilancio trimestrale finale: +7%). Il merito è stato del rialzo dell’8,7% di EDP (3,18 euro; Isin PTEDP0AM0009) e del +11,8% di EDP Renováeis (6,93 euro; Isin ES0127797019). La prima ha dichiarato che vuole lanciare un’offerta d’acquisto (Opa) sulla seconda. La tempistica dell’operazione non è nota, ma è molto probabile che l’acquisto vada in porto, anche se il prezzo offerto da EDP non è proprio da stracciarsi le vesti. Buon per gli azionisti di EDP: acquista queste azioni. Se, invece, hai in mano le EDP Renováeis, mantieni in attesa che l’operazione parta ufficialmente.

     

    Le poste arrivano in ritardo

    Uno dei titoli peggiori della settimana in Europa è stato bpost (22,02 euro; Isin BE0974268972): ha perso il 4,9% dopo che le Autorità del Belgio hanno bloccato l’aumento delle tariffe per i servizi postali. Il gruppo ricorrerà in Tribunale: per ora mantieni queste azioni. Settimana poco brillante anche per Poste Italiane (6,25 euro) che continua a risentire negativamente del cambio al vertice – si rischia che la politica dei dividendi venga messa in discussione. Non per nulla il titolo in settimana ha perso lo 0,6% con una Piazza Affari in rialzo dell’1,5% – anche da inizio anno il bilancio non è granché, -0,9% per le Poste contro il +6,5% di Milano. Al più, mantieni.

     

    Risposte per te

    @Alberto Le Intel su Xetra sono le stesse quotate a New York, ma sono meno scambiate e potresti avere dei problemi in caso di operazioni straordinarie (aumento di capitale…).

    @Luigi Sul dividendo di Ahold Delhaize ci sarà la doppia tassazione: prima il 15% in Olanda e poi, sul restante, il 26% in Italia. Sulle plusvalenze, invece, ci sarà solo il 26% del fisco italiano.

    @Massimo Anche se compri le azioni Axa su Borsa italiana dovrai comunque pagare la tobin tax al fisco francese e sui dividendi sarai comunque sottoposto alla doppia tassazione.

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  • Analisi
    In breve, pillole dalle società quotate 5 mesi fa - lunedì 13 marzo 2017
    Ecco tutte le altre notizie importanti della settimana per le società della nostra selezione.
    Variazioni settimanali su prezzi al 10/03/17

    ENI 14,63 EURO, -4,2%
    Ha firmato un accordo con ExxonMobil per la cessione della partecipazione del 25% che Eni detiene nell’Area 4 in Mozambico. È una cessione che contribuirà a ridurre il livello di indebitamento del gruppo (te ne abbiamo parlato anche su Altroconsumo Finanza n° 1211), ma non al punto tale da modificare il nostro giudizio. Titolo correttamente valutato, mantieni.

     
    INTESA SANPAOLO 2,43 EURO, +4,1%
    Ha firmato un accordo per la cessione dell’intera quota in Allfunds Bank ai fondi Hellman&Friedman e al fondo sovrano di Singapore GIC. Il valore della vendita è di 900 milioni di euro, il che significa un guadagno straordinario di 800 milioni (0,05 euro per azione, circa un quarto dell’utile che Intesa ha realizzato nel 2016). Anche in seguito a questa notizia ribadiamo il nostro giudizio positivo: acquista.

     
    PARMALAT 3,03 EURO, +3,9%
    Viste le poche adesioni, Lactalis ha alzato il prezzo d’Opa da 2,8 a 3 euro per azione e ha prolungato il periodo di adesione fino al 23 marzo. Molto curiosamente (il mercato se lo aspettava?) il prezzo di Borsa era già allineato ai 3 euro, motivo per cui il nostro consiglio resta vendere in Borsa, anziché aderire all’Opa. Offrendo 3 euro per azione, Lactalis si è allineata ai valori di mercato. Al momento dell’analisi il prezzo di Borsa è lievemente sopra quello d’Opa, il che compensa le spese bancarie. Vendi.

     
    STEFANEL 0,13 EURO, -1,2%
    Ha chiesto – e ottenuto –  dal Tribunale di Treviso una proroga di due mesi della protezione dai creditori ottenuta a novembre. Con questo allungamento dei tempi, il management spera di riuscire a chiudere l’accordo di ristrutturazione e rilancio con le banche, per evitare il peggio; ma non è affatto detto che ci riesca. Non farti trovare con il cerino in mano: vendi.

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  • Analisi
    Eni: buon quarto trimestre 5 mesi fa - lunedì 6 marzo 2017
    La scivolata registrata dai prezzi del greggio nel 2014 ha pesato tanto sul titolo Eni. Ora i prezzi del greggio si stanno stabilizzando, a tutto vantaggio della società, ma il titolo in Borsa non riesce a recuperare il divario accumulato rispetto a Piazza Affari.
     
     
     
     

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Massimo degli ultimi 12 mesi 15,72 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 12,26 EUR
ISIN IT0003132476
Borsa Milano
Beta 0,78
Volatilità 23,83 %
Numero di azioni 3.634.183.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 48,12 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 217.060 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 2015 2011
Dividendo 0,80 0,80 0,80 1,04
Utile corrente 0,36 -0,09 0,09 1,89
Utile netto 0,33 -0,41 -2,44 1,89
Cash Flow corrente 2,52 1,87 3,97 4,04
Cash Flow netto 2,49 1,67 2,07 4,04
EBIT 1,00 0,60 -0,77 4,81
EBITDA 3,16 2,57 3,25 7,38
Patrimonio netto 13,85 14,33 13,97 14,79
Patrimonio netto tangibile 13,49 13,96 13,61 13,68

Rendimento in euro

ENI Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -10,66 % -3,65 % -2,14 %
Rendimento ultimi 6 mesi -3,65 % 1,79 % -6,45 %
Rendimento ultimo anno 3,41 % 10,69 % 6,92 %
Rendimento ultimi 5 anni -0,07 % 6,67 % 12,40 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2011 2010
Pay out - - 27,46 % 28,68 %
Current ratio 1,37 1,57 1,08 1,02
ROE -0,66 % 0,66 % 12,80 % 12,79 %
ROE netto -2,84 % -17,46 % 12,80 % 12,79 %
Margine lordo - - - -
Margine netto -2,57 % -13,60 % 7,06 % 7,42 %
EBIT margin 3,80 % -4,03 % 15,78 % 16,20 %
EBITDA margin 16,30 % 16,97 % 24,21 % 25,83 %
Tax rate 404,18 % - 57,77 % 55,36 %
Gearing 28,61 32,29 47,91 48,44
Patrimonio netto / totale attivo 41,47 % 38,75 % 40,93 % 40,89 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 6,04 % 6,04 %
Prezzo/utile corrente 36,78 -
Prezzo/cash flow corrente 5,25 7,08
Prezzo/patrimonio netto 0,96 0,92
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,98 0,95
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 8,58 % -

(e) : stima

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