Ericsson B

SE0000108656
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68,00 SEK 18/06/2018 18:00 Stoccolma
-0,06 SEK (-0,09 %) Variazione dall'ultima chiusura
44,49 70,40  52 settimane min max
8,43 % Rendimento a 1 anno
1,47 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi
    Col fiato sospeso: la settimana delle Borse un mese fa - venerdì 18 maggio 2018
    L’incertezza sul nuovo governo tiene sotto scacco la Borsa di Milano, ma i motivi di tensione anche per gli altri listini non mancano: dal rischio di una guerra commerciale globale ai dati che hanno rivelato un andamento poco brillante dell’economia in Cina, Germania e Giappone.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Ericsson B: conti migliori delle attese un mese fa - venerdì 27 aprile 2018
    Dopo anni di delusioni, i risultati del 1° trimestre della svedese Ericsson hanno rassicurato il mercato, tanto che nel solo giorno del loro annuncio il titolo ha guadagnato ben il 17%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Ericsson: notizie incoraggianti 2 mesi fa - venerdì 30 marzo 2018
    Nel corso dell’assemblea annuale i vertici di Ericsson hanno annunciato che la ristrutturazione procede bene. 

    Prezzo al momento dell'analisi (29/03/2018): 52,92 SEK

    Ai prezzi attuali, il titolo resta correttamente valutato.

    Consiglio: mantieni

    La svedese Ericsson (Isin SE0000108656) ha indicato che, come previsto, centrerà l’obiettivo di riduzione dei costi di 10 miliardi di corone (circa 970 milioni di euro) da qui a metà 2018. Il management ha, inoltre, sottolineato che lo sviluppo dell’internet mobile di nuova generazione (5G) è più rapido delle attese in Nord America e in Asia. Mantieni questa azione correttamente valutata.

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  • Analisi
    Ericsson B: perdita peggiore del previsto 4 mesi fa - lunedì 12 febbraio 2018
    L’annuncio di una perdita più grave del previsto nel 4° trimestre 2017 ha contribuito alla scivolata del titolo nei giorni scorsi. Da un punto di vista aziendale il 2018 sarà ancora un anno difficile, ma le prospettive a più lungo termine sono migliori.

    Prezzo al momento dell'analisi (09/02/18): 51,78 SEK
    Consiglio: Mantieni

     

    Nel 4° trimestre 2017 Ericsson (Isin SE0000108656) ha registrato una perdita di 5,75 sek per azione. Da un lato, hanno pesato i costi legati alla ristrutturazione aziendale. Dall’altro, la domanda stagnante per le attrezzature di telecomunicazione e la concorrenza asiatica gli hanno fatto perdere quote di mercato. Il fatturato nel 2017 è sceso del 10% e il margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) è arretrato allo 0,9% (6,2% nel 2016). Il management mantiene, però, gli obiettivi per il 2020, tra cui quello di un margine industriale superiore al 10%. Per riuscirci, continuerà a disfarsi di contratti poco redditizi e a tagliare i costi (ma non quelli per la ricerca). Dal 2019 dovrebbe anche beneficiare dell’attesa ripresa della domanda di attrezzature telecom (sviluppo 5G su larga scala). Stimiamo una perdita per azione di 0,49 sek nel 2018 e un utile per azione di 1 sek nel 2019.

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  • Analisi
    Il regalo di Natale: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 18 dicembre 2017
    È quello che il mercato sta aspettando da Trump con il varo definitivo della riforma fiscale – dovrebbe arrivare mentre stai leggendo queste righe. Nell’attesa New York ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,9%. Meno brillanti le Borse europee, che hanno chiuso, in media, a +0,2%.  

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/12/17

     

    Al massimo il 5% sulla borsa Usa

    Per tutta la settimana si sono rincorse le indiscrezioni sul contenuto effettivo della riforma fiscale di Trump. Solo sul finire della settimana è stato presentato il testo definitivo, che mette insieme le versioni approvate da Camera e Senato. Nel momento in cui ci leggi questo ultimo testo dovrebbe essere al voto finale. Il mercato sembra dare per scontato che la riforma passerà – alcuni membri del partito di Trump che fin qui sono stati “scettici” si sono detti convinti dal testo finale. Non vale la pena, però, aumentare ulteriormente la quota di azioni americane in portafoglio: proprio sull’attesa della riforma fiscale, New York nel 2017 è già salita del 20% circa, molto più del resto delle altre Borse (+6% circa per le Borse europee). Se sei un investitore “difensivo” non devi avere azioni americane. Negli altri casi New York merita al massimo il 5% del tuo portafoglio. Per più informazioni vedi www.altroconsumo.it/finanza/portafogli.

     

    Banche in ritirata

    Le notizie sulla riforma fiscale hanno messo in secondo piano l’esito della riunione della Banca centrale Usa. Quest’ultimo, comunque, è stato in linea con le attese – per approfondimenti vedi pagine 11-12 – e il mercato è rimasto nel complesso indifferente. L’unico settore che è rimasto un po’ colpito è stato quello bancario: i titoli americani del settore sono scesi, mediamente, dello 0,2%. Come mai? I toni usati dalla Banca centrale Usa in merito alle prospettive future di inflazione sembrano eliminare ogni possibilità di accelerazione sul piano di rialzo dei tassi d’interesse: le banche, invece, un po’ ci speravano, visto che anni di tassi d’interesse bassi hanno ridotto i loro margini di guadagno al lumicino. Anche in Europa, comunque, i titoli bancari non sono andati benissimo. Un po’ perché la Banca centrale europea ha confermato, da attese, di voler andare avanti con la politica di tassi d’interesse bassi ancora a lungo, un po’ per problemi specifici di alcune banche. In particolare, qui da noi le azioni Ubi Banca (3,70 euro) hanno perso il 9,2%. Il mercato si è spaventato quando, in un prospetto informativo legato al collocamento di alcune obbligazioni, ha letto che Ubi dovrà aggiornare entro marzo 2018 il piano di smaltimento dei suoi crediti “marci”. Non è una novità, ma ha comunque riacceso l’attenzione del mercato sul tema. Nonostante il calo in Borsa confermiamo il nostro consiglio: se le hai in mano, vendi le azioni Ubi banca. Un po’ per il calo dei titoli bancari, che sul nostro listino pesano più che su altre Borse, un po’ per le tensioni per le prossime elezioni, Piazza Affari, col suo -3%, è stata tra le peggiori della settimana. Salvatore Ferragamo (21,15 euro) ha perso in Borsa il 9,3% dopo aver lanciato un allarme sul fatto che il 2018 sarà un anno difficile come il 2017. Abbiamo abbassato le stime ma il consiglio non cambia. Al più, mantieni.

     

    Bene la farmacia con Teva

    Tra i settori che meglio si sono comportati c’è, invece, il settore farmaceutico (+1,6%). A trainarlo ci sono state le azioni Teva Pharma (18,61 Usd; Isin US8816242098), salite in settimana del 15,9% dopo la presentazione del nuovo piano strategico. Le misure sono lacrime e sangue – licenziamento del 25% della forza lavoro e sospensione del pagamento del dividendo (non si sa fino a quando, forse a febbraio avremo aggiornamenti in merito) – ma dovrebbero permettere a Teva di risparmiare circa 3 dollari per azione di soli costi da qui al 2019 e di evitare un aumento di capitale. Quest’ultima prospettiva è quella che è piaciuta al mercato, ma noi siamo meno entusiasti. Primo: la ristrutturazione avrà comunque, a breve, un impatto negativo sui conti – stimiamo ora una perdita di 4,5 dollari per azione nel 2017 e di 0,5 dollari nel 2018. Secondo: la ristrutturazione potrebbe rallentare le attività di ricerca e sviluppo e il lancio di nuovi farmaci. Il consiglio non cambia: al più mantieni le azioni che hai già. Nel settore farmaceutico le Eli Lilly (86,54 Usd; Isin US5324571083) hanno chiuso la settimana solo a +0,1% sebbene la società abbia preannunciato per il 2018 un rialzo degli utili superiore a quanto attualmente previsto dal mercato. Il consiglio resta mantieni.

     

    Settore media +1,3% con Walt Disney

    Anche il settore media si è comportato bene grazie al +6,8% fatto segnare dalle azioni Walt Disney (111,27 Usd; Isin US2546871060). Il gruppo acquisirà le attività di intrattenimento di 21st Century Fox: il prezzo è lievemente superiore a quello da noi ritenuto come corretto, ma, visto il ritiro dell’altro pretendente, almeno non si è scatenata una guerra di prezzi come si temeva fino a qualche giorno fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1248). Insomma, alla fine è andata meglio del previsto. L’operazione è importante per rafforzare l’offerta, soprattutto in streaming, ma non avrà impatti sui conti di Disney per almeno due anni. Mantieni le azioni che hai.

     

    A Stoccolma spicca Ericsson

    In una settimana negativa per Stoccolma (-1%) spicca il +4,2% delle Ericsson (55,10 sek; Isin SE0000108656). La società ha siglato un accordo con Deutsche Telekom (15,09 euro, Isin DE0005557508; -3 %, mantieni) per la fornitura di un’infrastruttura per la rete 5G volta a coprire metà della Germania. Il gruppo svedese ha puntato molto su questa nuova tecnologia. La notizia è buona, ma il consiglio non cambia: mantieni le Ericsson. 

    Ericsson ha siglato un accordo sulla rete 5G anche con l’americana Verizon (52,67 Usd; Isin US92343V1044). Quest’ultima, in previsione di questo internet velocissimo, sta cercando anche di arricchire l’offerta di contenuti per i suoi clienti: ha siglato un accordo per trasmettere in streaming negli Usa le partite di football americano. Un bel colpo. Il titolo ha fatto in settimana +3,1%. Mantieni le azioni.

     

    Risposte per te

    @Andrea L’acquisto di azioni proprie è una pratica diffusa, soprattutto per le società Usa. È un modo per sostenere il titolo e, quindi, indirettamente remunerare gli azionisti. In genere non prelude a nessuna particolare operazione (fusioni o acquisizioni).

    @Claudio B. Nel corso del 2017 Unicredit non ha pagato alcun dividendo in contanti. Lo 0,5 euro che leggi, riguarda le nostre attese sul dividendo che sarà pagato nel 2018 a valere sul bilancio del 2017. Per ora, dunque, non ci sono né date, né importo certo.

    @Claudio C. Se hai minusvalenze in scadenza nel 2017 o le sfrutti entro la fine dell’anno o le perdi per sempre. Sono un modo per pagare meno tasse sui titoli (fondi comuni e Etf esclusi) su cui sei in guadagno – devi vendere questi ultimi per usarle.

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 70,40 SEK
Minimo degli ultimi 12 mesi 44,49 SEK
ISIN SE0000108656
Borsa Stoccolma
Beta 0,86
Volatilità 27,37 %
Numero di azioni 3.334.149.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 226,92 SEK
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 620.529 SEK
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (SEK)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 1,00 1,00 1,00 3,70
Utile corrente -0,49 -4,81 0,53 4,17
Utile netto -0,49 -10,74 0,53 4,17
Cash Flow corrente 2,27 -2,25 2,99 7,29
Cash Flow netto 2,27 -2,25 2,99 7,29
EBIT 0,10 -5,71 1,92 6,72
EBITDA 2,78 -3,13 4,64 9,87
Patrimonio netto 27,86 29,32 41,75 41,31
Patrimonio netto tangibile 19,37 20,84 28,48 28,69

Rendimento in euro

Ericsson B Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 21,40 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi 22,98 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno 8,43 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni -3,03 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2006
Pay out - 194,11 % 88,91 % 30,73 %
Current ratio 1,59 1,85 2,18 2,16
ROE -16,38 % 1,26 % 10,08 % 23,43 %
ROE netto -36,57 % 1,26 % 10,08 % 23,43 %
Margine lordo 22,13 % 29,81 % 34,76 % 41,23 %
Margine netto -17,42 % 0,85 % 5,54 % 14,87 %
EBIT margin -9,29 % 2,82 % 8,85 % 16,81 %
EBITDA margin -5,10 % 6,81 % 12,99 % 21,04 %
Tax rate - 52,93 % 31,19 % 26,55 %
Gearing -35,76 -22,74 -13,66 -42,27
Patrimonio netto / totale attivo 37,19 % 48,41 % 47,59 % 52,49 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 1,47 % 1,47 %
Prezzo/utile corrente - -
Prezzo/cash flow corrente 29,98 -
Prezzo/patrimonio netto 2,44 2,32
Prezzo/patrimonio netto tangibile 3,51 3,27
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,45 % -

(e) : stima

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