Exxon Mobil US30231G1022

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-6,69 % Rendimento a 1 anno
3,73 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi
    Exxon Mobil: aumenterà gli investimenti 3 mesi fa - giovedì 9 febbraio 2017
    Contrariamente alla maggior parte dei big del settore, Exxon Mobil aumenterà gli investimenti nel 2017. Noi ci aspettiamo che il gruppo sia in grado di realizzare i suoi progetti di crescita.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Exxon Mobil: prospettive positive 3 mesi fa - venerdì 3 febbraio 2017
    Anche se i risultati del 4° trimestre hanno subìto un netto calo, le prospettive del gigante petrolifero americano restato intatte.

    Prezzo al momento dell'analisi (02/02/2017): 83,45 USD

    Approfitta del calo di prezzo per acquistare questa azione.

    Nel 4° trimestre gli utili dell’americana Exxon Mobil (Isin US30231G1022) sono diminuiti del 40% rispetto allo stesso trimestre del 2015, ma è solo perché è stato messo a bilancio una pesante svalutazione delle attività negli Usa (2 miliardi di dollari). Senza tenerne conto, il risultato supera sia quello del trimestre precedente, sia quello del 4° trimestre 2015. In ogni caso, l’aumento delle liquidità, grazie ai risparmi di costi e alle cessioni di attivi, consente al gruppo di coprire il pagamento del dividendo e delle acquisizioni. La buona tenuta dei prezzi del greggio e la partenza di nuovi progetti di Exxon Mobil lasciano ben sperare per il futuro.

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  • Analisi
    Exxon Mobil: maxi acquisizione 4 mesi fa - venerdì 20 gennaio 2017
    L’americana Exxon Mobil ha annunciato la sua maggiore acquisizione dal 2009; un’operazione che le consentirà di rafforzarsi nel settore del petrolio non convenzionale.

    Prezzo al momento dell'analisi (19/01/2017): 84,73 USD

    Ai prezzi attuali, l’azione resta conveniente.

    Consiglio: acquista

    Il gigante petrolifero Exxon Mobil (Isin US30231G1022) acquisirà terreni e permessi che gli consentiranno di raddoppiare la sua presenza in una zona molto ricca di petrolio da scisti, che va dal Texas occidentale fino al Nuovo Messico; un’area dove l’estrazione di petrolio da scisti si fa a prezzi relativamente competitivi (40 dollari al barile). Il prezzo di quest’acquisizione è di 5,6 miliardi di dollari (in azioni), a cui si aggiungerà, a partire dal 2020, un pagamento in contanti che potrà arrivare fino a 1 miliardo di dollari (commisurato allo sviluppo dei giacimenti). Quest’operazione quadra con la strategia del gruppo di aumentare le proprie riserve per assicurarsi la produzione futura e, indubbiamente, la risalita dei prezzi del greggio ha rilanciato l’interesse per il settore del petrolio non convenzionale, redditizio solo quando i prezzi del greggio superano certi livelli. Continua ad acquistare questa azione conveniente.

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  • Analisi
    Il petrolio vola dopo gli accordi di Vienna 5 mesi fa - giovedì 1 dicembre 2016
    È arrivato il momento della riscossa? Non ancora. Ecco su cosa investire.
    Prezzi e valutazioni alla chiusura del 30/11/16
     
    Si è chiusa ieri 30 novembre la tanto attesa riunione dell’Opec (una sorta di Confindustria dei Paesi produttori di petrolio, soprattutto mediorientali). I vari Paesi membri hanno accettato di ridurre la produzione di petrolio di circa il 4,5% ciascuno, per un taglio complessivo pari a poco meno di 1,2 milioni di barili al giorno. Si tratta del primo taglio dopo 8 anni.
     
    Aspetti Positivi dell’accordo
    Il taglio è lievemente superiore alle attese di un mese fa (allora di ci si aspettava un taglio di poco inferiore a 1 milione di barili al giorno). Inoltre, Iran, Libia e Nigeria hanno ottenuto di non tagliare al momento la propria produzione – anzi la possono aumentare. Un buon segnale di distensione all’interno del gruppo, che lascia ben sperare sul fatto che l’accordo possa essere rispettato.
     
    Aspetti negativi dell’accordo
    L’accordo sembra essere condizionato al fatto che anche altri Paesi al di fuori dell’Opec taglino la produzione. Non per nulla è previsto un incontro per il 9 dicembre tra l’Opec e queste altre controparti. A parte la Russia, non si sa però chi parteciperà. Per ora la Russia ha detto di volersi sobbarcare un taglio di 0,3 milioni di barili al giorno, ma ha già messo le mani avanti dicendo che “per ragioni tecniche” il taglio sarà lento. Dubitiamo, inoltre, che le compagnie private americane partecipino a questo incontro: il numero di trivelle attive negli Usa continua a crescere e crediamo che possa continuare a crescere. Da notare, infine, che l’accordo è valido a partire dal 1° gennaio 2017 e dura 6 mesi. Poi si vedrà.

    La questione Iran
    C’è poi un piccolo giallo sulle quote di produzione dell’Iran. Come detto, nell’accordo l’Iran può aumentare i livelli di produzione di quasi 100 mila barili al giorno, arrivando a 3,8 milioni di barili al giorno nel 2017. Sul documento finale dell’Opec, però, la produzione attuale per l’Iran è indicata a circa 4 milioni di barili al giorno. Ma allora? L’Iran taglia o aumenta? L’arcano è presto svelato: l’attuale produzione dell’Iran è effettivamente di 3,7 milioni di barili al giorno. Quindi l’incremento per arrivare a 3,8 c’è. Ma allora? Perché hanno indicato 4? Perché quello era il livello normale di produzione del Paese prima delle sanzioni internazionali. Il fatto che l’abbiamo voluto mettere bene in evidenza lascia pensare che l’Iran abbia comunque tutta l’intenzione di continuare a aumentare le proprie quote di produzione – non sarebbe una sorpresa, anche in passato gli accordi sui livelli di produzione non sono mai stati rispettati alla lettera. Se così fosse, il taglio complessivo di produzione da parte dell’Opec rischia di essere ancora meno incisivo.  
     
    Come la vediamo sul futuro del greggio
    Nonostante la corsa in seguito all’accordo, il petrolio viaggia ancora ora sui 50 dollari al barile, circa un 2% in meno rispetto alla nostra analisi di metà ottobre – vedi https://www.altroconsumo.it/finanza/putin-salva-ion-geophysical-s5363154.htm allora il petrolio di qualità brent valeva 51,64 dollari al barile, alla chiusura di ieri eravamo a 50,1 dollari al barile. Alla luce di quanto detto, ci aspettiamo che nel breve periodo il prezzo del greggio continui a fare diversi su e giù. C’è il rischio, infatti, che i tagli non vengano rispettati o che comunque non siano sufficienti a compensare la maggiore produzione americana. Per il lungo periodo, invece, siamo moderatamente ottimisti – i tagli agli investimenti da parte delle compagnie petrolifere si faranno sentire in termini di minore offerta di greggio e i magazzini, ancora carichi di petrolio, sono destinati lentamente a svuotarsi.
     
    SU COSA INVESTIRE
    In una situazione del genere resta alla larga dagli Etf e certificate che puntano direttamente sulla materia prima, soprattutto quelli a leva. La soluzione migliore è comprare le azioni di una grande compagnia petrolifera – dalla nostra analisi di metà ottobre pur con il petrolio in calo sono salite di 1,6%. Inoltre ci sono eccezioni significative, come Chevron (111,56 Usd; Isin US1667641005), titolo che da sempre ti consigliamo come uno dei migliori del settore, che dalla nostra analisi di metà ottobre ha messo su circa il 10% (e non teniamo conto del rialzo del dollaro…). Resta il titolo su cui puntare assieme a Exxon (87,3 Usd; Isin US30231G1022) e Repsol (12,6 euro; Isin ES0173516115).

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  • Analisi
    Exxon Mobil: rischio svalutazioni 6 mesi fa - lunedì 7 novembre 2016
    La pubblicazione dei risultati trimestrali e l’indagine delle autorità Usa sul valore a cui sono iscritte a bilancio alcune riserve petrolifere hanno pesato recentemente sul titolo. Riduciamo le stime sull’utile per azione del 2017 a 2,79 dollari.
    Prezzo al momento dell'analisi (04/11/16): 83,57 USD
    Consiglio: Acquista


    Nel 3° trimestre l’utile per azione dell’americana Exxon Mobil (Isin US30231G1022) è sceso del 38%, a causa di prezzi del petrolio ancora deboli, del calo dei margini di guadagno sulle attività di raffinazione e del calo della produzione di idrocarburi. Le cessioni di attività e la riduzione degli investimenti hanno, però, consentito di generare liquidità per 6,3 miliardi di dollari: il gruppo potrà così pagare i dividendi senza aumentare l’indebitamento. Attualmente le autorità americane stanno indagando sul fatto che Exxon sia l’unico gruppo del settore a non aver messo a bilancio svalutazioni di attività petrolifere in seguito al calo dei prezzi del greggio. Tuttavia, anche ammesso che sia costretto a farle, queste svalutazione saranno, secondo noi, limitate e non minacceranno né la produzione futura, né le liquidità generate dall’attività (dividendi salvi).

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 95,12 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 80,49 USD
ISIN US30231G1022
Borsa New York
Beta 0,85
Volatilità 14,53 %
Numero di azioni 4.146.649.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 338,99 USD
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 967.004 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Dividendo 3,05 2,98 2,88 2,70
Utile corrente 2,65 2,36 3,85 7,59
Utile netto 2,65 1,88 3,85 7,59
Cash Flow corrente 6,72 7,40 7,96 11,42
Cash Flow netto 6,72 6,92 7,96 11,42
EBIT 3,65 1,94 3,49 9,01
EBITDA 7,94 7,33 7,79 13,05
Patrimonio netto 39,60 40,00 41,10 41,51
Patrimonio netto tangibile 39,60 40,00 41,10 41,51

Rendimento in euro

Exxon Mobil Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -4,07 % 5,98 % -3,84 %
Rendimento ultimi 6 mesi -9,60 % 14,51 % 3,19 %
Rendimento ultimo anno -6,69 % 12,50 % 14,82 %
Rendimento ultimi 5 anni 5,36 % 10,09 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 2014 2013
Pay out - 74,86 % 35,55 % 33,46 %
Current ratio - 0,79 0,82 0,83
ROE - 9,45 % 18,65 % 18,72 %
ROE netto - 9,45 % 18,65 % 18,72 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 6,34 % 8,43 % 7,88 %
EBIT margin - 5,60 % 9,68 % 10,32 %
EBITDA margin - 12,51 % 14,02 % 14,37 %
Tax rate - 24,65 % 34,89 % 42,04 %
Gearing - 0,00 13,53 6,43
Patrimonio netto / totale attivo - 52,50 % 51,81 % 52,04 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 3,73 % 3,65 %
Prezzo/utile corrente 30,85 34,64
Prezzo/cash flow corrente 12,17 11,05
Prezzo/patrimonio netto 2,06 2,04
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,06 2,04
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,80 % -

(e) : stima

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