Exxon Mobil US30231G1022

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79,92 USD 22/09/2017 22:00 New York
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Articoli

  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 13 giorni fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Stati di tensione: la settimana delle Borse 20 giorni fa - lunedì 4 settembre 2017
    Settimana nervosa, ma poi chiusa in attivo: New York ha fatto +1,4%, le Borse europee, in media, +0,5%. Basta un nulla, comunque, per far cambiare l’umore ai mercati. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Senza una direzione precisa: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 19 giugno 2017
    Altra settimana nervosa per le Borse. Il bilancio, in media, è sostanzialmente piatto: New York archivia un piccolo progresso (+0,1%), le Borse europee un piccolo calo (-0,5%).

    Variazioni settimanali su prezzi al 16/06/17

     

    Gli elementi di tensione di Wall Street…

    A New York c’è stata la riunione della Fed, la Banca centrale americana. L’evento era molto atteso, ma l’esito, alla fine, non ha spaventato più di tanto il mercato: è vero che la Fed sarà in futuro meno generosa che in passato, ma tutto sommato la strada indicata è stata quella che il mercato si aspettava. Più rilevanti, e inaspettate, sono state le nuove accuse a Trump di aver ostacolato le indagini sulle interferenze russe nelle ultime elezioni americane. Come ti diciamo da tempo, su Trump e sulla sua riforma fiscale il mercato ha scommesso molto: non sorprende, quindi, che queste notizie non siano state gradite dalle Borse. In particolare, l’indebolimento della posizione di Trump ha pesato sui grandi titoli del settore della tecnologia: la speranza era che le varie Apple (-4,5% alla fine della settimana; 142,27 Usd, Isin US0378331005) e Google – che ora si chiama Alphabet (-1,2% alla fine della settimana; 958,62 Usd; Isin US02079K3059) – potessero, grazie alla riforma fiscale, rimpatriare un po’ di denaro liquido che ora è all’estero, in modo da distribuirlo agli azionisti come dividendi o acquisti di azioni proprie. Ora, come minimo, i tempi sembrano allungarsi. Il mercato, quindi, è passato un po’ all’incasso su questi titoli che erano saliti molto da inizio anno anche sulla base di quelle speranze. Al più, mantieni Apple e Alphabet: se, però, sei un investitore “prudente”, che non ama i batticuore in Borsa, vendili. L’operatore telefonico Verizon (-0,2%; 46,63 Usd, Isin US92343V1044) si sposta ancor più verso le attività internet, perfezionando l’acquisto di alcune attività (posta elettronica, notizie, motore di ricerca…) di Yahoo!. Secondo noi l’azione resta correttamente valutata. Mantieni.

     

    … sono stati per ora digeriti

    Nonostante questi elementi di tensione, New York ha comunque retto. L’indice principale della Borsa Usa, lo S&P500, è riuscito persino a chiudere la settimana con un piccolo progresso dello 0,1%. A sostenerlo c’è stata anche la corsa di un altro “peso massimo” del listino, come General Electric (29 Usd; Isin US3696041033). Il titolo ha messo su il 3,8% (+4,7% se teniamo conto del dividendo di 0,24 dollari lordi per azione staccato in settimana) dopo che è stato annunciato un cambiamento al vertice dopo 16 anni. La persona scelta, comunque, fa già parte dell’azienda e non ci aspettiamo grandi stravolgimenti nella gestione: mantieni le azioni che hai già, ma non acquistarne di nuove. Persino il Nasdaq, il listino dei titoli tecnologici, ha tutto sommato retto, chiudendo la settimana con un calo contenuto allo 0,9%. Un segnale di come, probabilmente, il settore non sia all’inizio di un tracollo come quello visto nel 2000 – vedi Detto tra noi. Puoi, quindi, comunque puntare su qualche buon titolo del settore: IBM (155,38 Usd; Isin US4592001014), per esempio, è conveniente e ha retto bene ai cali di questi giorni – da inizio giugno ha messo su l’1,8% contro il -0,8% fatto dal Nasdaq. Acquistalo con un’ottica d’investimento di lungo periodo. Se Wall Street si è salvata, l’altra Borsa del Nord America, quella di Toronto, ha sofferto per il calo dei titoli legati alle materie prime (-4,4%), chiudendo la settimana a -1,8%. Per ora merita ancora il 5% dei tuoi investimenti.

     

    Tensioni su titoli bancari in Spagna

    I listini europei hanno chiuso la settimana con un calo medio dello 0,5%. Oltre agli alti e bassi di Wall Street, a pesare ci sono stati i rinnovati timori sulla tenuta del settore bancario. In Spagna, infatti, si teme che Liberbank possa essere in seria difficoltà e possa fare la fine del Banco Popular (con azionisti e possessori di obbligazioni subordinate che hanno perso tutto). Non per nulla, in settimana, i titoli del settore bancario hanno perso, in media, l’1,7% e la Borsa di Madrid è stata, col suo -1,8%, tra le Borse peggiori d’Europa. Il bilancio avrebbe potuto essere più pesante se, sul finire della settimana, non fossero arrivate le notizie sulla Grecia che hanno permesso ai mercati di tirare un piccolo sospiro di sollievo – il Paese ellenico riceverà una nuova fetta d’aiuti internazionali che gli permetterà di onorare i debiti in scadenza a luglio (altrimenti sarebbe stato fallimento).

     

    A Milano sull’ottovolante

    Milano è riuscita a non fare la fine di Madrid – ha chiuso a -0,9% – grazie al rialzo del 6,1% registrato da Ubi Banca (3,56 euro): l’aumento di capitale, partito proprio questa settimana, è evidentemente stato apprezzato dal mercato. Noi siamo meno impressionati: Ubi sta raccogliendo denaro per mettere una pezza alle perdite delle tre banche – le nuove Banca Etruria, Carichieti e Banca Marche – che aveva acquistato a 1 euro e il titolo è caro. Approfitta dei rialzi, se non l’hai ancora fatto, per venderlo (come ti abbiamo detto già lunedì 12 su www.altroconsumo.it/finanza, vendi anche i diritti dell’aumento di capitale, sono negoziabili solo fino al 21 giugno). Ha deluso, invece, Saipem (3,29 euro): aveva iniziato benissimo la settimana, sulla scia della prospettiva di nuovi contratti nel settore eolico, poi, però, complice il calo del prezzo del greggio (-2,3%) legato all’aumento delle scorte di prodotti petroliferi negli Usa è scesa chiudendo a -4,4%. Al più, se hai le azioni, mantienile. A proposito di banche, la doBank dovrebbe sbarcare tra qualche settimana a Piazza Affari. È la società che gestisce i crediti problematici dell’Unicredit. Chi la porta in Borsa con quei crediti ci ha già fatto i soldi. Potrai farli ora anche tu? Per ora la sottoscrizione parrebbe riservata solo agli investitori professionali...

    Se le società milanesi con maggior valore in Borsa hanno chiuso la settimana a -0,9%, quelle di media grandezza si sono comportate un po’ meglio, limitando il calo allo 0,7%. La scommessa sull’Etf lyxor mid cap (130,69 euro; Isin FR0011758085) – punti sulla corsa dei titoli di media grandezza per effetto degli acquisti da parte dei fondi pir – resta valida.

    La maggioranza del presidente Temer in Brasile, nonostante qualche defezione, sembra poter essere in grado di reggere e di andare avanti col programma di riforme. Questo spiega la relativa “tranquillità” del listino di San Paolo che ha chiuso la settimana con un calo limitato allo 0,9%. 

     

    Risposte per te

    @Mario Le minusvalenze scadono come i punti del supermercato. Sono valide nell’anno in cui le hai realizzate e nei 4 anni solari successivi – se le realizzi oggi sono valide fino al 31/12/2021. Se hai scelto il regime amministrato la tua banca si occuperà della loro gestione.

    @Readino Exxon Mobil ha staccato l’ultima fetta di dividendo (stacca quattro volte all’anno) il 10 maggio, ma il pagamento è partito solo dal 9 giugno – dovresti quindi avere già ricevuto l’accredito sul conto (0,77 Usd lordi per azione, 0,4843 Usd netti da doppia tassazione).

    @Silvano Per effetto dell’aumento di capitale del febbraio scorso, il prezzo di carico delle tue azioni Unicredit si è praticamente dimezzato. È corretto, riflette il fatto che il prezzo del titolo si è dimezzato rispetto a prima dell’operazione – l’altra metà è andata nel diritto d’opzione.

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  • Analisi
    Brividi lungo la schiena: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 12 giugno 2017
    È stata una settimana molto nervosa per i listini azionari. Alla fine, grazie ai titoli bancari, Milano è tra le migliori.

     Variazioni settimanali su prezzi al 09/06/17

     

    New York tra Trump e il calo dei titoli tecnologici

    C’era attesa, a New York, per l’avanzamento delle indagini su possibili interferenze russe nell’elezione di Trump. Alla fine non è emerso nulla di nuovo e questo ha fatto tirare un piccolo sospiro di sollievo al mercato – questo ha spinto in alto la Borsa Usa fin qui sulla prospettiva di un netto taglio delle tasse da parte di Trump. Wall Street ha, però, comunque chiuso la settimana a -0,3% complice il calo dei titoli tecnologici (-1,6%) registrato soprattutto nella giornata di venerdì 9 giugno – non c’è nessuna notizia forte, probabilmente il mercato è passato un po’ all’incasso dopo che diversi titoli del settore hanno toccato i massimi storici. Se sei un investitore “prudente” vendi comunque tutti gli investimenti fatti sulla Borsa Usa (te lo diciamo da un po’). Se, invece, sei un investitore con un po’ più di pelo sullo stomaco, puoi mantenerli, ma devono pesare al massimo il 5% del totale del tuo portafoglio (vendi, nel caso, la parte eccedente). 

    Restando in Nord America, ti segnaliamo che la Borsa di Toronto ha chiuso la settimana con un piccolo rialzo dello 0,1%. Merita ancora un investimento. 

     

    Incertezza politica a Londra

    Massima incertezza politica, invece, a Londra: l’attuale premier aveva convocato elezioni anticipate per essere più forte nella trattativa per l’uscita dall’Unione europea e, invece, ha ottenuto dalle urne un esito opposto a quello sperato. A pagare dazio è stata soprattutto la sterlina, che comunque alla fine della settimana ha chiuso a -0,4% sull’euro (salita all’inizio della settimana, scesa dopo le elezioni). Anche la Borsa di Londra ha retto (-0,3% in sterline): il listino britannico è fatto da tante grandi multinazionali che potrebbero persino beneficiare della situazione (in particolare vendere di più per effetto della sterlina debole). Puoi, dunque, continuare a investire su questo listino il 20% del tuo portafoglio. 

    Peggio di Londra è andata la Borsa di una vecchia colonia britannica: Sydney ha chiuso a -1,9% dopo che gli ultimi dati hanno mostrato un rallentamento della crescita dell’economia del Paese. La reazione è esagerata, in quanto il dato era prevedibile complice il cattivo tempo che ha condizionato le esportazioni. 

     

    La crisi in qatar non scalda il prezzo del greggio

    Brividi sono arrivati anche dal Medioriente, con diversi Paesi arabi che hanno sospeso le relazioni con il Qatar e con l’attentato terroristico a Teheran. Né il prezzo del petrolio, né il prezzo del gas (il Qatar è tra i più grandi esportatori di gas nel mondo) hanno, però, risentito di questa tensione. Anzi, il prezzo del greggio ha chiuso la settimana in calo del 3,1%. L’ulteriore aumento della produzione di greggio e delle scorte petrolifere negli Usa è all’origine di questo calo. Te lo diciamo da tempo e te lo ribadiamo: il petrolio continuerà a essere ballerino per un po’. Evita di comprare prodotti (Etf e certificate) che puntano direttamente sulle oscillazioni del greggio. Piuttosto, compra azioni di una grande compagnia petrolifera che dovrebbe essersi già organizzata per riuscire a generare liquidità anche in uno scenario di prezzi in saliscendi. Non per nulla un colosso come Exxon Mobil (82,13 Usd; Isin US30231G1022), che pure opera anche in Qatar, è riuscito a chiudere la settimana addirittura in rialzo del 3,3%, un risultato migliore non solo di quello del greggio, ma anche della media degli altri titoli del settore energetico (+0,3%). Si tratta di un titolo conveniente, secondo noi buono per un investimento di lungo periodo.

     

    L’europa di Draghi, Macron e del bail-in

    In Europa si aspettava l’esito della riunione della Banca centrale europea: non c’è stato nulla di sorprendente tanto che le Borse della zona euro non si mosse più di tanto (-0,2% in media). Molto più rilevanti sono state le notizie arrivate dal settore bancario spagnolo con tutta la vicenda del “salvataggio” di Banco Popular – chi aveva azioni e obbligazioni subordinate di questa banca ha comunque perso tutto – da parte del Banco di Santander (6,12 euro; Isin ES0113900J37). I titoli bancari europei hanno ballato per tutta la settimana, per poi chiudere con un progresso, medio, dello 0,8%. Tra questi spicca proprio il Banco Santander, che ha chiuso la settimana a +5,2% nonostante l’annuncio di un aumento di capitale da 7 miliardi per digerire meglio l’acquisto del Banco Popular. Ti confermiamo il consiglio sulle azioni Santander: mantieni. Del buon clima sui titoli bancari hanno beneficiato anche i titoli finanziari italiani, che hanno trascinato Milano al rialzo (ha chiuso a +0,9%). Su Piazza Affari ha inciso anche il fallimento del varo della nuova legge elettorale (il mercato temeva che potesse generare instabilità politica). In generale, complice anche il risultato elettorale in Francia, la prospettiva di un fallimento del progetto europeo sembra allontanarsi: c’è spazio per aumentare gli investimenti su Milano (vedi pagina 15).

    Tra le Borse europee si è distinta in negativo quella di Zurigo, calata del 2,2%. A trascinarla al ribasso ci sono state le azioni Roche (247,8 franchi; Isin CH0012032048), che hanno perso il 6,5% dopo che alcuni studi clinici hanno dimostrato l’inefficacia di un farmaco su cui puntava molto. Al più mantieni queste azioni.

     

    La Cina e Jinkosolar

    Tra le Borse migliori della settimana c’è stata quella cinese – l’indice Csi300 ha chiuso il rialzo del 2,6%. I dati macroeconomici hanno un po’ stemperato i timori sulla debolezza economica del gigante asiatico. JinkoSolar (17,37 Usd; Isin US47759T1007) ha, però, ceduto il 7,5%, complice la pubblicazione dei conti del primo trimestre 2017 che hanno mostrato un brusco calo della redditività del gruppo. Due i motivi: da un lato un calo del prezzo di vendita dei pannelli solari e dall’altro il prezzo più elevato del silicio (materia prima per la realizzazione degli stessi). Sotto questo secondo aspetto, le prospettive sono migliori per la fine dell’anno. Mantieni queste azioni.

    Tra le altre Borse dei Paesi emergenti segnaliamo la relativa “calma” di quella di San Paolo (-0,5% in real brasiliani) e il “nervosismo” di quella di Johannesburg (-4,6% in zar). Il Sud Africa è entrato ufficialmente in recessione e questo potrebbe rendere più probabile un cambio alla guida del Paese: un evento che merita una scommessa (per i prodotti vedi Altroconsumo Finanza n° 1218 a pagina 15). 

     

     

    Risposte per te

    @Massimo Veolia ha staccato il dividendo il 24 aprile – in pagamento dal 26 aprile. L’importo è di 0,8 euro lordi per azione, 0,4144 euro netti della doppia tassazione. Ti spetta se avevi già le Veolia la mattina del 24 aprile (prima che la Borsa aprisse).

    @Paolo C. Le perdite sulle singole azioni possono compensare solo i guadagni su singole azioni, ma non i guadagni su Etf azionari. Anche le minusvalenze sugli Etf azionari non possono compensare le plusvalenze ottenute su altri Etf azionari.

    @Paolo R. Le società del settore utility sono quelle che ti portano luce, gas e acqua. Sono, per esempio, A2A o Enel. Quelle del settore energetico sono, invece, quelle che trovano il petrolio e il gas necessario alla produzione di energia. Tra queste, l’Eni.

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  • Analisi
    Exxon Mobil: aumenterà gli investimenti 7 mesi fa - giovedì 9 febbraio 2017
    Contrariamente alla maggior parte dei big del settore, Exxon Mobil aumenterà gli investimenti nel 2017. Noi ci aspettiamo che il gruppo sia in grado di realizzare i suoi progetti di crescita.
     
     
     
     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 92,58 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 76,10 USD
ISIN US30231G1022
Borsa New York
Beta 0,85
Volatilità 14,53 %
Numero di azioni 4.237.263.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 338,52 USD
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 942.358 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 3,05 2,98 2,88 2,70
Utile corrente 2,90 1,88 3,85 7,59
Utile netto 2,90 1,88 3,85 7,59
Cash Flow corrente 7,00 6,88 7,96 11,42
Cash Flow netto 7,00 6,88 7,96 11,42
EBIT 3,90 2,02 3,49 9,01
EBITDA 7,40 7,36 7,79 13,05
Patrimonio netto 40,10 40,34 41,10 41,51
Patrimonio netto tangibile 40,10 40,34 41,10 41,51

Rendimento in euro

Exxon Mobil Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -7,42 % -1,45 % -4,05 %
Rendimento ultimi 6 mesi -9,77 % 1,92 % -3,27 %
Rendimento ultimo anno -7,01 % 11,80 % 8,01 %
Rendimento ultimi 5 anni 2,10 % 6,78 % 13,28 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 158,84 % 74,86 % 35,55 % 33,46 %
Current ratio 0,87 0,79 0,82 0,83
ROE 4,69 % 9,45 % 18,65 % 18,72 %
ROE netto 4,69 % 9,45 % 18,65 % 18,72 %
Margine lordo - - - -
Margine netto 3,70 % 6,34 % 8,43 % 7,88 %
EBIT margin 3,72 % 5,60 % 9,68 % 10,32 %
EBITDA margin 13,59 % 12,51 % 14,02 % 14,37 %
Tax rate -5,09 % 24,65 % 34,89 % 42,04 %
Gearing 14,54 0,00 13,53 6,43
Patrimonio netto / totale attivo 52,63 % 52,50 % 51,81 % 52,04 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 3,82 % 3,73 %
Prezzo/utile corrente 27,55 42,56
Prezzo/cash flow corrente 11,41 11,62
Prezzo/patrimonio netto 1,99 1,98
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,99 1,98
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,93 % -

(e) : stima

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