Facebook US30303M1027

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173,14 USD 23/10/2017 17:19 Nasdaq
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Articoli

  • Analisi
    Vincitori e vinti: la settimana delle Borse 21 giorni fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Bilancio dell’ultima settimana di settembre: New York +0,7%, Borse eurozona, in media, +1,5%. Il referendum catalano non sembra spaventare più di tanto i listini.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Falchi nel cielo: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 3 luglio 2017
    È arrivato il momento della fine del denaro facile che ha sostenuto le Borse negli ultimi anni? È quanto il mercato ha iniziato a domandarsi dopo le dichiarazioni fatte da esponenti delle Banche centrali di Usa, Europa, Regno Unito e Canada. Ecco vincitori e vinti di una settimana nervosa.

    Variazioni settimanali su prezzi al 30/06/17 


    I falchi, nelle Banche centrali, sono coloro che spingono per una politica monetaria molto attenta a contenere il carovita – coloro che oggi spingono per un rialzo dei tassi d’interesse. Le colombe, invece, sono le persone a favore di una politica monetaria più “accomodante”, a favore della crescita economica – coloro che oggi spingono per non alzare i tassi.

    Titoli finanziari sugli scudi…

    Il settore finanziario è stato il vero vincitore della settimana, archiviata con un rialzo dell’1,6%. Il risultato è rilevante se pensi che il bilancio medio delle Borse mondiali, in settimana, è stato lievemente negativo (-0,3%). Il motivo del rialzo è presto detto: la prospettiva di una progressiva “stretta monetaria”, con conseguente rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe dare fiato ai conti delle società del settore, provati da anni di tassi d’interesse bassi.

     

    … con Banche americane e italiane che svettano

    In particolare, molto bene hanno fatto i titoli bancari, saliti, mediamente del 3%. E ancora meglio sono andate le azioni delle banche americane, salite, in media, del 5%. Tutti i principali istituti di credito americani hanno, infatti, passato gli “esami del sangue” sulla loro solidità condotti dalla Banca centrale americana. Quest’ultima ha così dato il via libera ai programmi di remunerazione degli azionisti – aumenti di capitale e acquisti di azioni proprie. Non per nulla Bank of America (24,26 Usd; Isin US0605051046) ha immediatamente annunciato un aumento del proprio dividendo trimestrale, che è stato gradito dal mercato – il titolo ha guadagnato in settimana il 6,3%. Nonostante il ritocco al rialzo, il rendimento annuo da dividendo offerto dalle Bank of America non è da strapparsi i capelli – 1,6% lordo per il 2017 e 2,3% lordo per il 2018 (al netto della doppia tassazione diventano rispettivamente 1% e 1,4%). Al più, limitati a mantenere queste azioni. Molto bene si sono comportate anche le banche quotate a Piazza Affari, salendo, in media, del 4,7%. A trascinarle c’è stata Intesa Sanpaolo (2,78 euro) che ha guadagnato in settimana il 6,1% beneficiando ancora dell’operazione sulle banche del Veneto – si compra solo la polpa “buona” di Popolare Vicenza e Veneto Banca, lasciando tutti gli altri, compreso lo Stato (quindi tu), a leccarsi le ferite. Reagisci e riprenditi quello che dovrai pagare per questa operazione diventando azionista Intesa Sanpaolo: nonostante la recente salita, le azioni sono ancora convenienti.  

     

    Utility affossate

    La prospettiva di una “stretta monetaria” ha pesato negativamente sul settore utility (-1,6%)– le società che ti portano luce, acqua e gas a casa. I motivi sono due. Primo: in genere sono società molto indebitate, quindi i rialzi dei tassi d’interesse, se non compensati da un incremento delle vendite legato alla crescita economica, rischiano di pesare sui loro bilanci. Questo spiega perché, in particolare, a pagare dazio siano state le utility europee (-2,3%) e, ancor più, quelle italiane (-4,6%) – la crescita economica da noi è debole. Secondo: sono considerati un’alternativa alle obbligazioni – distribuiscono, in genere, dividendi generosi e regolari. Se i bond cominciano a rendere di più, l’attrattiva delle utility comincia a scendere. Non ci spaventiamo: la “stretta monetaria” non dovrebbe essere drastica e quindi non ci aspettiamo un tracollo di questi titoli. Anche se ha perso il 5% in settimana, confermiamo, dunque, anche il consiglio su Engie (13,22 euro; Isin FR0010208488), che ha in atto una strategia convincente – vedi pagina 4. Il titolo è conveniente e vale ancora un investimento per il lungo periodo. Se vuoi diversificare il rischio, comprandoti in un colpo solo circa 80 utility sparse per il mondo, scegli l’Etf Lyxor msci world utilities (189,61 Usd; Isin LU0533034558) a Piazza Affari.

     

    Una nuova scivolata per i titoli tecnologici

    In settimana si è registrata anche una nuova scivolata dei titoli tecnologici – il listino Nasdaq ha chiuso a -2%. Il settore ha risentito del calo del 5,7% di Alphabet (così si chiama ora Google; 929,68 Usd, Isin US02079K3059) dopo che l’Europa le ha commissionato una multa da 2,4 miliardi di euro. Sembrano tanti, ma sono bruscolini rispetto ai circa 80 miliardi di euro di liquidità che la società ha in cassa (e in ogni caso la società ricorrerà contro la decisione). È stata comunque l’occasione, per il mercato, per portare a casa un altro po’ dei guadagni fatti da questa azione nel corso del 2017 (+25% circa fino a inizio giugno; -5,8% a giugno). Secondo noi il titolo è ancora correttamente valutato. Puoi mantenerlo, a patto, però, che tu sia disposto a sopportare qualche batticuore – se sei un investitore “prudente”, ti suggeriamo di venderlo, assieme a tutte le altre azioni americane. Anche Facebook (150,98 dollari; Isin US30303M1027) ha perso terreno (-2,6%) nonostante sia sempre più vicina al lancio della sua tv, con la realizzazione di programmi originali destinati ai giovani da 17 a 30 anni. La concorrenza, però, sarà spietata e non è scontato che il progetto abbia successo. Vendi.

     

    Il sole del brasile

    Tra gli alti e bassi dei diversi titoli, New York ha chiuso la settimana con un modesto calo dello 0,6%. Peggio sono andate le Borse europee, che hanno perso in media il 2,2%. Tra queste contiene il calo Milano, carica di titoli finanziari che le hanno permesso di chiudere a -1,2%. La maglia rosa però è per la Borsa brasiliana, salita del 3%: nonostante la “tangentopoli”, il Governo sembra poter portare avanti la riforma del lavoro, tanto attesa dal mercato. Bilancio finale del primo semestre: New York +8,2% (Nasdaq +14,1%), Londra +2,4%, Borse europee, in media, +3,7%, Milano +7%.

     

    Risposte per te

    @Alberto Il 21 giugno Renault ha staccato un dividendo di 3,15 euro lordi per azione. Il pagamento è partito dal 23 giugno. L’importo netto (30% tassazione in Francia e sul restante 26% in Italia) è di 1,6317 euro per azione. Su 248 azioni fa 404,66 euro. La banca ha fatto i conti giusti.

    @Fabio Il rapporto tra il prezzo di un’azione e il suo valore contabile – quanto resta se si vendono tutte le attività e si pagano tutti i debiti ai valori di bilancio – è solo uno degli elementi che usiamo per valutare le azioni. Trovi tutti i criteri sul sito alla sezione Difendersi, metodologia.

    @Gabriele Le National Grid sono quotate anche a New York con Isin US6362744095. Anche se in questo caso i rischi dovrebbero essere limitati, meglio acquistare le azioni sul loro mercato domestico (Londra) per evitare problemi in caso di operazioni straordinarie (aumento di capitale).

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  • Analisi
    Facebook: trimestre positivo 5 mesi fa - lunedì 8 maggio 2017
    Nel 1° trimestre Facebook ha messo a segno una forte crescita dei risultati. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Facebook: risultati superiori alle attese 8 mesi fa - giovedì 9 febbraio 2017
    La pubblicazione di risultati trimestrali superiori alle attese ha spinto il titolo ai massimi storici.
    Prezzo al momento dell'analisi (08/02/2017): 134,20 USD
    Alziamo le nostre stime sugli utili 2017 (a 4 dollari) e 2018 (4,80 dollari), ma ai prezzi attuali l’azione continua a sopravvalutare il miglioramento delle prospettive.
    Consiglio: vendi
    Nel 4° trimestre il fatturato di Facebook (Isin US30303M1027) è cresciuto del 51%, mentre l’utile netto è lievitato del 128%. Anche se quest’ultimo dato è stato gonfiato da un tasso d’imposizione fiscale più vantaggioso rispetto al 4° trimestre 2015, senza dubbio il primo social network al mondo ha ritrovato un certo dinamismo. Una crescita che quest’anno intende rafforzare sviluppandosi di più nei video, nei messaggi e nella realtà virtuale (tramite la controllata Oculus). In particolare, il gruppo conta di “dopare” i ricavi con la vendita di pubblicità tramite video, un segmento con margini di guadagno superiori a quelli degli annunci pubblicitari sotto forma di testo o immagini. Con ormai 1,9 miliardi di utenti, Facebook ci sembra ben posizionata per beneficiare del boom di questo mercato redditizio. Ai prezzi attuali il titolo resta, però, caro.

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  • Analisi
    Facebook: primo trimestre meglio delle attese un anno fa - lunedì 2 maggio 2016
    Nel primo trimestre l’utile per azione di Facebook è addirittura triplicato. Non ci piace, però, la sua intenzione di creare una nuova categoria di azioni senza diritti di voto.

    Prezzo al momento dell'analisi (29/04/2016): 117,58 USD

    Nel 1° trimestre l’utile per azione dell’americana Facebook (Isin US30303M1027) è lievitato a 0,53 dollari, dagli 0,18 dollari dello stesso trimestre del 2015, beneficiando, tra l’altro, di un tasso d’imposizione fiscale più vantaggioso che in passato, ma anche del suo rafforzamento sul mercato della pubblicità su smartphone e tablet. Il leader mondiale dei social network ha, inoltre, annunciato l’intenzione di creare una nuova categoria di azioni (Classe C) senza diritti di voto; un’operazione che, consentendo al fondatore di rafforzare il suo controllo sul gruppo, riteniamo contraria alle pratiche di buon governo societario. Se ancora l’hai in portafoglio, vendi questa azione cara.

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 176,11 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 115,05 USD
ISIN US30303M1027
Borsa Nasdaq
Beta 1,70
Volatilità 27,12 %
Numero di azioni 2.370.332.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 413,77 USD
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 2.604.463 USD
Punteggio corporate governance 3

Indici chiave per azione (USD)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 0,00 0,00 0,00 0,00
Utile corrente 5,20 3,56 1,31 1,12
Utile netto 5,20 3,56 1,31 1,12
Cash Flow corrente 6,20 4,38 2,00 1,59
Cash Flow netto 6,20 4,38 2,00 1,59
EBIT 5,92 4,34 2,22 1,91
EBITDA 6,92 5,16 2,91 2,39
Patrimonio netto 25,61 20,47 15,54 12,91
Patrimonio netto tangibile 19,36 14,20 9,21 6,48

Rendimento in euro

Facebook Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 3,34 % 0,93 % 0,64 %
Rendimento ultimi 6 mesi 10,90 % 3,15 % -0,95 %
Rendimento ultimo anno 24,13 % 13,23 % 10,55 %
Rendimento ultimi 5 anni 58,80 % 7,26 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 0,00 % 0,00 % 0,00 % 0,00 %
Current ratio 11,97 11,25 9,60 11,88
ROE 17,21 % 8,30 % 8,10 % 9,64 %
ROE netto 17,21 % 8,30 % 8,10 % 9,64 %
Margine lordo 86,29 % 84,01 % 82,73 % 76,18 %
Margine netto 36,86 % 20,47 % 23,46 % 18,94 %
EBIT margin 44,96 % 34,72 % 40,06 % 35,62 %
EBITDA margin 53,44 % 45,57 % 50,03 % 48,46 %
Tax rate 18,42 % 40,58 % 40,25 % 45,68 %
Gearing -49,75 -41,45 -30,70 -70,93
Patrimonio netto / totale attivo 91,12 % 89,50 % 89,83 % 86,45 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 33,65 49,17
Prezzo/cash flow corrente 28,22 39,98
Prezzo/patrimonio netto 6,83 8,55
Prezzo/patrimonio netto tangibile 9,04 12,32
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,88 % -

(e) : stima

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