Ferrari

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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Ferrari: bilancio 2017 2 mesi fa - lunedì 19 febbraio 2018
    Dopo il forte calo conosciuto negli ultimi mesi del 2017, il titolo Ferrari ha nuovamente ingranato la quinta e si è riportato non distante dai massimi storici. Si trova ora ad aver accumulato un grande vantaggio nei confronti del listino milanese.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Ferrari ed Fca: come lo spiegate? 6 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Come giustificate il vistoso errore di valutazione sui titoli Fca e Ferrari?
    Logo FCA

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    Sul fatto che il nostro consiglio su Ferrari e Fca non sia stato corretto alla luce di come poi sono andati i rispettivi titoli, non possiamo negarlo. I rialzi di Borsa parlano da soli. C’è però una differenza tra sbagliare un consiglio e una valutazione. Per valutare la correttezza di una valutazione di un investimento bisogna guardare a cosa, e come, è stata fatta quando è stata formulata, e non a posteriori come è andata. Partiamo da quest’ultimo punto. Se si valutasse sempre e solo a posteriori, allora oggi basterebbe aprire l’elenco dei titoli di una qualsiasi Borsa e guardare quelli che sono andati meglio (in un qualunque lasso temporale). Facendo così chiunque potrebbe dire che avrebbe guadagnato acquistando questo o quel titolo o dire che si è sbagliato a non consigliarlo.

    Quel che secondo noi conta è invece vedere cosa si è fatto ex-ante, cioè quando si è dovuto formulare il giudizio vero e proprio. Se l’analisi a priori è stata fatta considerando tutte le informazioni disponibili, e valutando tutte le possibili evoluzioni dell’attività della società, del settore e dei mercati in generale, allora l’analisi può dirsi corretta. Per esempio, per Ferrari (95,4 euro) abbiam sempre considerato tassi di crescita strabilianti. Nel 2015 l’utile per azione era di 1,52 euro, per fine 2017 stimiamo 2,90 euro per azione: una crescita del 91%, in sintesi stimiamo utili raddoppiati in soli due anni per la casa di Maranello (e la crescita continuerà anche nel 2018 e negli anni a seguire). A questo abbiam accompagnato una crescita del dividendo costante negli anni. Pur con tutto questo il titolo è caro. E non finisce qui. Oltre ai numeri sono stati fatti ragionamenti qualitativi: per esempio, confrontiamo Ferrari non con il settore auto, ma con quello del lusso, le cui società hanno di solito in Borsa multipli (vedi riquadro) più elevati. Bene, Ferrari, anche in questo caso, ha multipli (prezzo/utile 2017 pari a 33,5) addirittura superiori a molte società del settore del lusso (quello di Louis Vuitton è 26) e si avvicina a Hermes (a 38, la più cara in assoluto). Pur considerando tutti gli elementi possibili e facendo una valutazione corretta della società, bisogna però ricordare che i mercati possono muoversi in alcuni periodi in modo che appare irrazionale, premiando, o punendo, un’azione senza guardare i “numeri”. Giusto o sbagliato, noi lo facciamo. Per tutte le società che seguiamo.

     

    Con FCA però i consigli te li abbiamo dati

    Ragionamento del tutto analogo vale anche per Fca (14,94 euro). È un titolo caro, pur riconoscendo alla società la capacità di crescere e di generare sempre più utili. Il prezzo dell’azione in Borsa ha però corso molto, perché il mercato si è mosso per motivi slegati ai conti (e alle loro prospettive). A far correre il titolo sono state le speculazioni su possibili fusioni (con General Motors), acquisizioni (le sirene cinesi di poche settimane fa), oppure le indiscrezioni su possibili operazioni, come la separazione di Magneti Marelli. Su Fca e sull’effetto di queste indiscrezioni sul suo prezzo in Borsa, però, abbiamo colto diverse opportunità di guadagno e te le abbiamo anche indicate. Quando si parlava di fusione tra GM e Fca, due anni fa, ti abbiamo detto di puntare su questo evento, scommettendo però su GM, perché ai tempi più a buon mercato di Fca. In poco più di due mesi abbiamo chiuso la speculazione con un guadagno tra il 16% e il 24%. E anche adesso ti abbiamo indicato una speculazione su Fca (vedi Altroconsumo Finanza n° 1233), su cui stai guadagnando il 23,4%. 

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  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 08/09/17 

    Settimana no per i bancari europei…

    L’evento centrale della settimana era la riunione della Banca centrale europea. Alla fine da quest’ultima non è emerso nulla: anzi, Draghi ha rimandato, di fatto, alla prossima riunione tutte le decisioni. Un po’ il mercato se l’aspettava, un po’ qualcuno ha iniziato a sospettare che questo “attendismo” nasconda una volontà di andare avanti con una politica monetaria “morbida” – tassi d’interesse bassi e “doping” di liquidità – a dispetto di chi in Europa, invece, chiede maggiore rigore. Meglio non dichiarare subito questa volontà, però, per non “turbare” le elezioni tedesche di fine settembre. Sarà vero? Il mercato, sotto sotto, un pochino sembra crederci: ha punito, infatti, i titoli del settore bancario europeo (-1%), che sono quelli che più avrebbero da guadagnare in caso di un rialzo dei tassi d’interesse. Questo spiega il calo settimanale dell’1,1% di Intesa Sanpaolo (2,81 euro) e del 3,3% dell’Unicredit (16,73 euro). Sono ribassi che non riteniamo preoccupanti, perciò il consiglio resta invariato: acquista.

     

    … e per tutti gli assicuratori

    Non solo i bancari europei, però, hanno sofferto in settimana. Le tragiche notizie sugli uragani negli Stati Uniti e sul terremoto in Messico hanno pesato in generale sull’andamento dei titoli degli assicuratori. In media, le azioni di chi opera soprattutto nel ramo danni hanno perso l’1,4%. Generali (14,96 euro) non poteva non risentire del generale andamento negativo del suo settore, ma si è comunque difesa lasciando sul terreno l’1%, meno dei “colleghi”: del resto, ha una presenza molto più forte in Asia, rispetto all’America, dove tra l’altro sta anche cedendo alcune delle attività. Per questo non c’è motivo di spaventarsi. Confermiamo il consiglio: acquista.

     

    Nonostante il calo di Wall Street, Procter & Gamble (92,84 Usd; Isin US7427181091) è riuscita a chiudere con un rialzo dello 0,3%. Un importante investitore contesta l’attuale management e spinge per una ristrutturazione della società. Sono parole al vento, ma tengono accesa l’attenzione del mercato sul titolo. Mantieni.

     

    Bene i petrolieri…

    Buona settimana, invece, per i titoli del settore petrolifero (+1,2%) che hanno beneficiato del rialzo del prezzo del greggio (+2,6% quello di qualità brent). Le raffinerie che erano state colpite dall’uragano Harvey in Texas – Irma colpisce la Florida, dove raffinerie non ce ne sono – stanno tornando a lavorare prima del previsto. Una notizia a favore della domanda di greggio.

    Non per nulla Exxon Mobil (78,82 Usd; Isin US30231G1022), che aveva pagato per il timore di uno stop prolungato a una delle sue raffinerie più importanti, in settimana ha ripreso fiato, facendo meglio del settore (+2,9%). Confermiamo il giudizio positivo sul titolo: acquista.

     

    … e i produttori di auto

    Buona settimana anche per i titoli del settore auto (+1,6%) dopo i dati che hanno mostrato in agosto una crescita di quasi il 5% delle vendite nell’Europa occidentale. La spinta è arrivata soprattutto da Francia, Italia e Spagna. Il progresso delle vendite in Germania si è fermato a un +3,5%, ma BMW (82,70 euro; Isin DE0005190003) è stato comunque uno dei titoli migliori del settore (+4,7%). Il motivo? A livello europeo i dati mostrano una forte crescita delle auto elettriche e BMW è pronta ad approfittarne: ha confermato che lancerà 12 modelli di auto elettriche da qui al 2025. Una concorrenza temibile e credibile per Tesla (343,40 Usd; Isin US88160R1014) che in settimana, infatti, ha perso il 3,4%. Acquista le BMW, vendi le Tesla. Nel settore auto si è distinta in negativo Ferrari (91,1 euro), calata del 6,3% dopo la bocciatura espressa dalla banca Morgan Stanley. Da tempo ti diciamo di vendere queste azioni.

     

    Fermento tra i farmaceutici

    Diverse novità hanno vivacizzato il settore farmaceutico (+1,8%). Merck (64,27 Usd; Isin US58933Y1055) ha acquistato una piccola società tedesca che si occupa di biotecnologie. L’operazione, però, darà frutti solo nel tempo: la molecola principale della società acquisita è, infatti, ancora a uno stadio di sperimentazione poco avanzato. Non per nulla la reazione del mercato è stata contenuta: le azioni Merck sono salite dello 0,7% e secondo noi restano correttamente valutate. Mantieni. Migliore il progresso di Eli Lilly (82,92 Usd; Isin US5324571083): il +3,5% è arrivato dopo che la società ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione. Quest’ultimo ha come obiettivo quello di realizzare dal 2018 risparmi annui di costo di circa 0,48 dollari per azione (ante imposte; utile per azione stimato per il 2018 pari a 3,9 Usd) anche attraverso la riduzione di circa l’8% dei dipendenti. L’operazione genererà degli impatti negativi sul bilancio 2017, ma dovrebbe dare i suoi frutti nel lungo termine. Mantieni queste azioni. Novartis (81 franchi svizzeri), dopo 8 anni, vedrà un avvicendamento al “ponte di comando” aziendale. La notizia non ha scosso più di tanto le azioni del colosso farmaceutico, che hanno chiuso la settimana a +0,2%. Il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Sospiro di sollievo su Engie

    Molto buono il risultato delle utility europee (+2,4%), grazie al +4,6% di Engie (14,75 euro; Isin FR0010208488). Lo Stato francese ha venduto il 4,5% delle azioni del gruppo, con un’operazione lampo rivolta agli investitori istituzionali (banche, assicurazioni…) e che è stata effettuata a un prezzo di poco inferiore a quello di Borsa. Lo Stato avrebbe potuto vendere più azioni e a un prezzo più basso. Pericolo scampato, buona notizia. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Adriano È normale che per i dividendi delle azioni estere passino diversi giorni tra la data di stacco e quella di pagamento. Per esempio, l’ultimo dividendo di BP è stato staccato il 10 agosto, ma sarà messo in pagamento solo a partire dal 22 settembre.

    @Cesare Quella lanciata da Baker Mills su IBM è stata un mini-Opa come spesso se ne vedono negli Usa: il prezzo offerto era inferiore a quello di mercato del titolo. In questi casi basta non abboccare e non fare nulla: le azioni restano quotate sul mercato.

    @Giulio Il dividendo di 0,2 euro che indichiamo per PostNL è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2017. Quello appena staccato dal titolo è solo l’acconto. Il saldo dovrebbe arrivare nel 2018, ma sulle tempistiche e sull’importo non ci sono certezze.

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  • Analisi
    Ferrari: risultati in forte crescita 8 mesi fa - lunedì 28 agosto 2017

    Dopo il forte calo conosciuto nel primo mese di quotazione, il titolo Ferrari ha successivamente ingranato la quinta e ha recuperato terreno. Si trova ora ad aver accumulato un grande vantaggio nei confronti del listino milanese.

    Prezzo al momento dell'analisi (25/08/17): 96,10 EUR
    Consiglio:Vendi

     

    I primi sei mesi in casa Ferrari si sono chiusi ancora una volta con risultati in forte crescita. I ricavi sono, infatti, cresciuti del 6%, ma grazie al miglioramento della redditività l’utile industriale è salito del 42% e l’utile netto del 43%, da 0,96 euro a 1,37 euro per azione. La pubblicazione dei risultati semestrali è stata anche l’occasione per parlare delle future strategie commerciali. È stata, infatti, confermata l’ipotesi di realizzare una sorta di utilitaria di lusso, ma è stato anche ribadito che al momento la vettura ancora non esiste e che per adesso non è stata presa una decisione sulla sua costruzione. Una cosa è però stata chiarita: se ci sarà, non si tratterà di un Suv. Nel frattempo, per un modello che, forse, verrà, ne è stato presentato uno nuovo: la Ferrari Portofino. Alziamo le stime sull’utile per azione a 2,9 euro per il 2017 e a 3,2 euro per il 2018. Il titolo rimane, però, caro.

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  • Analisi
    Ferrari: utile 2016 in crescita un anno fa - lunedì 13 febbraio 2017
    Dopo il forte calo nel primo mese di quotazione, il titolo Ferrari ha successivamente recuperato terreno e oggi ha un forte vantaggio nei confronti del listino milanese.
    Prezzo al momento dell'analisi (10/02/17): 61 EUR
    Consiglio: Vendi


    Se in casa Ferrari, nel 2016, non sono arrivate soddisfazioni dalla Formula 1, lo stesso non si può dire per i conti. L’utile netto per azione è salito, infatti, del 39%, da 1,52 euro a 2,11 euro per azione, mentre l’utile industriale è salito a sua volta del 34%, mostrando un miglioramento anche in termini di redditività. Quanto ai piani per il futuro, Ferrari è intenzionata a lanciare sul mercato nuovi modelli, anche se è stata esclusa la possibilità di produrre un Suv. Rimane, invece, aperta la possibilità di acquistare, ora che ne è cambiata la proprietà, una quota della nuova società che controlla la Formula 1. Passando alle nostre stime, per il 2017 ci attendiamo un utile netto di 2,44 euro per azione, che dovrebbe salire ulteriormente nel 2018 a 2,77 euro per azione. Nonostante queste stime, ai prezzi attuali il titolo rimane, secondo noi, caro.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 105,30 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 66,65 EUR
ISIN NL0011585146
Borsa Milano
Beta 1,00
Volatilità 35,00 %
Numero di azioni 188.948.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 18,86 EUR
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 60.087 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e)
Dividendo 0,90 0,71 0,64
Utile corrente 3,20 2,83 2,25
Utile netto 3,20 2,83 2,11
Cash Flow corrente 4,60 4,21 3,56
Cash Flow netto 4,60 4,21 3,42
EBIT 4,42 4,10 3,15
EBITDA 5,82 5,48 4,46
Patrimonio netto 19,68 17,38 15,27
Patrimonio netto tangibile 15,55 13,32 11,21

Rendimento in euro

Ferrari Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 1,17 % -4,75 % -5,41 %
Rendimento ultimi 6 mesi 2,41 % -2,13 % -0,46 %
Rendimento ultimo anno 50,80 % 1,00 % -0,62 %
Rendimento ultimi 5 anni - 6,01 % 12,84 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e)
Pay out - -
Current ratio - -
ROE - -
ROE netto - -
Margine lordo - -
Margine netto - -
EBIT margin - -
EBITDA margin - -
Tax rate - -
Gearing - -
Patrimonio netto / totale attivo - -

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 0,90 % 0,71 %
Prezzo/utile corrente 31,16 35,24
Prezzo/cash flow corrente 21,68 23,69
Prezzo/patrimonio netto 5,07 5,74
Prezzo/patrimonio netto tangibile 6,41 7,49
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,17 % -

(e) : stima

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