General Electric US3696041033

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17,82 USD 15/12/2017 22:00 New York
0,18 USD (1,02 %) Variazione dall'ultima chiusura
17,64 32,25  52 settimane min max
-47,60 % Rendimento a 1 anno
4,76 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi
    General Electric taglia il dividendo un mese fa - venerdì 17 novembre 2017
    Dopo i deludenti risultati trimestrali, l’annuncio sul taglio del dividendo ha fatto sprofondare il titolo ai minimi degli ultimi anni. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    General Electric: conti sotto le attese un mese fa - lunedì 30 ottobre 2017

    Giorni drammatici per le azioni General Electric. Il recente calo è stato determinato da risultati trimestrali inferiori alle attese. Abbassiamo le stime sull’utile per azione 2017 (da 1,35 a 0,8 Usd) e 2018 (da 1,7 a 1,25 Usd). Per ora il dividendo 2017 è confermato.

    Prezzo al momento dell'analisi (27/10/17): 20,79 USD
    Consiglio: Mantieni

     

    Nel 3° trimestre il fatturato di General Electric (Isin US3696041033) è sceso dell’1% (cessioni/acquisizioni escluse) e l’utile per azione è sceso del 5%, penalizzato dal -16% degli utili industriali nelle attività industriali (turbine, petrolio, gas…). Per il momento il dividendo è confermato, ma non possiamo escluderne un taglio visto il calo della liquidità in cassa – per il 2018 lo tagliamo da 1 a 0,8 Usd. A metà novembre i nuovi vertici dovrebbero illuminarci sulle prospettive delle varie attività e sulle azioni da intraprendere. Affinché le cose migliorino, oltre ai tagli ai costi, il gruppo dovrà necessariamente alleggerirsi attraverso vendite di attività in cui non è più sufficientemente competitivo. Anche dopo la cessione della divisione finanziaria, General Electric resta, infatti, ancora troppo complicata da gestire. Abbiamo fiducia nei nuovi vertici. Il titolo resta correttamente valutato.

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  • Analisi
    Vincitori e vinti: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Bilancio dell’ultima settimana di settembre: New York +0,7%, Borse eurozona, in media, +1,5%. Il referendum catalano non sembra spaventare più di tanto i listini.
     
     
     
     

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  • Analisi
    I dividendi staccati a settembre 2 mesi fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Diverse società della nostra selezione hanno staccato dei dividendi a settembre. Qui trovi l'elenco.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Stati di tensione: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Settimana nervosa, ma poi chiusa in attivo: New York ha fatto +1,4%, le Borse europee, in media, +0,5%. Basta un nulla, comunque, per far cambiare l’umore ai mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 01/09/2017

    Si naviga a vista

    L’andamento della Borsa di New York fa capire quanto il mercato, in questo periodo, stia navigano a vista. All’inizio della settimana scorsa si è concentrato sulle notizie legate al possibile conflitto con la Corea del Nord, deprimendosi. Poi, però, nonostante il permanere delle tensioni con il Paese asiatico, ha deciso di focalizzarsi su altro, ritrovando ottimismo: primo, il dato sulla ricchezza prodotta dagli Usa, rivisto al rialzo grazie a spese dei consumatori e investimenti delle imprese superiori alle attese; secondo, l’avanzare della tanto attesa riforma fiscale promessa da Trump (nonostante gli annunci, però, ancora di concreto si è visto poco). Nelle prime battute di questa settimana, le tensioni legate a una possibile esplosione del conflitto in Corea sono tornate. Se guerra sarà, le Borse soffriranno (vedi pagina 1): tieniti pronto a comprare il certificate 7x short di Société Générale (7,825 euro; Isin DE000SG2QNU4) che guadagna quando la Borsa scende (se Milano perde il 3% in un giorno, questo prodotto guadagna circa il 21%). Tieniti pronto anche a venderlo appena le tensioni dovessero stemperarsi. Tra i titoli dei colossi societari americani, si è distinto General Electric (25,14 Usd; Isin US3696041033), salito del 2,7% dopo le indiscrezioni di forti tagli ai costi (anche del personale) per rilanciare i profitti. Mantieni.

     

    Il nervosismo del greggio

    Una conferma della mancanza di lucidità del mercato arriva guardando l’andamento del prezzo del petrolio. A inizio settimana è sceso: il mercato aveva preso sottogamba l’uragano in Texas, pur sapendo che si era abbattuto su una zona ad alta densità di raffinerie. Solo sul finire della settimana il mercato si è reso conto della gravità della situazione: non per nulla il greggio è poi risalito, chiudendo la settimana a +0,9%. I titoli delle grandi compagnie petrolifere sono saliti in media, dell’1,3%. Deludente Exxon Mobil (76,57 Usd; Isin US30231G1022) che ha perso lo 0,2% dopo che una sua importante raffineria – la seconda più grande degli Usa – ha subìto più danni del previsto. Comunque le prospettive reddituali del gruppo non sono compromesse: acquista. Benissimo le Ion Geophysical (7,65 Usd; Isin US4620442073) che hanno messo su il 9,3%, proseguendo nella corsa già partita a inizio agosto (più che raddoppiate da fine luglio). A innescarla i conti del secondo trimestre che, pur chiudendosi ancora in rosso, hanno mostrato un aumento dei ricavi e un calo dei costi superiori alle attese. Inoltre, gli ordini di lavoro sono ai massimi dal 2013 e arrivano da Paesi dove è attesa una forte crescita della produzione di idrocarburi. L’entusiasmo ci sembra eccessivo: la sensazione è che stia scontando la possibilità che Ion possa essere rilevata da un concorrente o da qualche compagnia petrolifera. Vista la situazione dei conti di Ion e l’incertezza sull’andamento dei prezzi del greggio crediamo che questa prospettiva sia poco probabile. Limitati a mantenere le azioni Ion che già hai. Tra i titoli europei del settore petrolifero, debole anche Saipem (3,09 euro; +0,6%) nonostante le nuove commesse ottenute in Ghana e Angola. L’importo, del resto, non è tale da modificare le prospettive reddituali del gruppo: non modifichiamo il nostro consiglio. Mantieni.

     

    Tecnologia: mai così in alto

    Tra i titoli migliori della settimana ci sono stati ancora una volta quelli del settore tecnologico: l’indice Nasdaq (che di titoli tecnologici ne raccoglie tanti) ha fatto segnare in settimana un progresso del 2,7%, chiudendo su nuovi massimi storici. Una spinta è arrivata da Apple (164,05 Usd, Isin US0378331005; +2,6%): la conferma che il nuovo telefonino sarà presentato il 12 settembre, in tempo per i regali di Natale, ha fatto ben sperare per i conti della fine dell’anno. Le aspettative sul nuovo telefono sono, però, davvero molto elevate: speriamo non vengano deluse, altrimenti potrebbero essere dolori. Non comprare azioni Apple. Al più mantieni quelle che già hai. Benissimo le azioni Applied Materials (45,1 Usd; Isin US0382221051), salite del 4,1%: la società, in un incontro col mercato, ha ulteriormente rialzato gli obiettivi per la fine dell’anno dopo che già pochi giorni fa aveva mostrato conti trimestrali record. Nonostante la corsa, secondo noi, il titolo continua a essere correttamente valutato. Puoi mantenere le tue azioni. Il consiglio sul singolo titolo azionario è comunque subordinato alla strategia generale di portafoglio: per esempio, se sei un risparmiatore che si identifica nel portafoglio “prudente” non devi avere nessuna azione Usa, anche se il consiglio specifico sulla singola azione è acquista o mantieni.

     

    Il supereuro e la reazione delle Borse di casa nostra

    Le Borse europee hanno seguito lo stesso andamento di Wall Street: male nella prima parte della settimana, poi il recupero. In questo caso, però, il movimento sembra essere stato piuttosto legato alle oscillazioni dell’euro. La paura di un euro troppo forte, che potesse compromettere le esportazioni, ha pesato sulla prima parte della settimana. Poi, verso la fine della settimana, l’euro si è un po’ sgonfiato, ridando fiato alle Borse – vedremo che impatti avrà sulla nostra valuta la riunione della Banca centrale europea, prevista per giovedì 7 settembre. Milano ha chiuso la settimana con un risultato allineato a quello medio delle altre Borse europee, +0,5%. Anche Londra ha chiuso con lo stesso risultato (+0,5%). Tra i singoli titoli europei, da segnalare il tracollo (-15,7%) delle azioni Carrefour (16,64 euro; Isin FR0000120172), dopo la pubblicazione di conti trimestrali sotto le attese e il taglio delle stime per la fine dell’anno. Non è la prima catena di supermercati che subisce una forte correzione dei prezzi in Borsa: in Detto tra noi trovi un approfondimento su questo tema. Barclays (192,15 pence; Isin GB0031348658) è andata peggio della Borsa di Londra, perdendo l’1,1%. I conti trimestrali non sono stati granché e hanno offuscato alcuni importanti passi avanti fatti nel piano di ristrutturazione (cessione attività in Africa). Inoltre, gli indicatori di solidità patrimoniale sono in miglioramento. Mantieni.

     

    Risposte per te

    @FabrizioSu ogni acquisto di azioni di società domiciliate nel Regno Unito, paghi sempre e comunque lo “stamp duty” – la chiamano la tassa della regina - in aggiunta alle commissioni di compravendita della tua banca. È lo 0,5% del valore del tuo investimento.

    @PieroLe minusvalenze su Etf azionari sono compensabili con plusvalenze su singole azioni (non su plusvalenze di Etf e fondi). Se hai scelto il regime amministrato, la tua banca fa le compensazioni in automatico (a patto di aver ottenuto prima le minusvalenze e poi le plusvalenze).

    @ToninoL’ultimo dividendo di National Grid è stato messo in pagamento il 16 agosto, per un importo di 29,10pencelordi per azione. L’ultimo dividendo di Pearson è stato messo in pagamento il 12 maggio, per un valore di 34pencelordi per azione. La banca non ha sbagliato.

     

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 32,25 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 17,64 USD
ISIN US3696041033
Borsa New York
Beta 1,16
Volatilità 17,42 %
Numero di azioni 8.657.945.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 152,73 USD
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 1.119.233 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 0,84 0,93 0,92 0,89
Utile corrente 0,90 0,91 -0,62 1,10
Utile netto 0,90 0,91 -0,62 1,52
Cash Flow corrente 1,70 1,43 0,48 2,02
Cash Flow netto 1,70 1,43 0,48 2,43
EBIT 1,20 1,46 0,86 3,31
EBITDA 1,90 2,01 2,01 4,23
Patrimonio netto 7,75 8,67 10,48 15,22
Patrimonio netto tangibile 0,45 0,62 3,49 6,13

Rendimento in euro

General Electric Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -25,95 % 1,86 % 7,14 %
Rendimento ultimi 6 mesi -40,03 % 0,34 % 4,19 %
Rendimento ultimo anno -47,60 % 9,33 % 6,47 %
Rendimento ultimi 5 anni 1,41 % 6,84 % 15,87 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 103,64 % - 58,76 % 61,73 %
Current ratio 1,92 1,58 1,98 3,43
ROE 10,78 % -6,25 % 8,65 % 7,81 %
ROE netto 10,78 % -6,25 % 11,89 % 10,00 %
Margine lordo 27,87 % 41,10 % 45,28 % 47,18 %
Margine netto 6,23 % -4,14 % 10,33 % 9,14 %
EBIT margin 10,38 % 6,08 % 22,38 % 17,99 %
EBITDA margin 14,32 % 14,24 % 28,63 % 24,67 %
Tax rate -5,68 % 338,04 % 10,35 % 4,82 %
Gearing 108,88 120,95 81,01 47,05
Patrimonio netto / totale attivo 22,05 % 20,93 % 21,10 % 20,83 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 4,76 % 5,27 %
Prezzo/utile corrente 19,60 19,47
Prezzo/cash flow corrente 10,38 12,36
Prezzo/patrimonio netto 2,28 2,03
Prezzo/patrimonio netto tangibile 39,20 28,61
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,14 % -

(e) : stima

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