Generali IT0000062072

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Articoli

  • Analisi
    Un altro piccolo record per Wall Street: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Grazie al +1,6% fatto segnare in settimana, la Borsa Usa si è portata su nuovi massimi storici. Bene anche le Borse europee che, in media, sono salite dell’1,4%. L’ottimismo, però, è fragile e le tensioni legate a un conflitto in Corea del Nord potrebbero far tornare il brutto tempo sui mercati.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 08/09/17 

    Settimana no per i bancari europei…

    L’evento centrale della settimana era la riunione della Banca centrale europea. Alla fine da quest’ultima non è emerso nulla: anzi, Draghi ha rimandato, di fatto, alla prossima riunione tutte le decisioni. Un po’ il mercato se l’aspettava, un po’ qualcuno ha iniziato a sospettare che questo “attendismo” nasconda una volontà di andare avanti con una politica monetaria “morbida” – tassi d’interesse bassi e “doping” di liquidità – a dispetto di chi in Europa, invece, chiede maggiore rigore. Meglio non dichiarare subito questa volontà, però, per non “turbare” le elezioni tedesche di fine settembre. Sarà vero? Il mercato, sotto sotto, un pochino sembra crederci: ha punito, infatti, i titoli del settore bancario europeo (-1%), che sono quelli che più avrebbero da guadagnare in caso di un rialzo dei tassi d’interesse. Questo spiega il calo settimanale dell’1,1% di Intesa Sanpaolo (2,81 euro) e del 3,3% dell’Unicredit (16,73 euro). Sono ribassi che non riteniamo preoccupanti, perciò il consiglio resta invariato: acquista.

     

    … e per tutti gli assicuratori

    Non solo i bancari europei, però, hanno sofferto in settimana. Le tragiche notizie sugli uragani negli Stati Uniti e sul terremoto in Messico hanno pesato in generale sull’andamento dei titoli degli assicuratori. In media, le azioni di chi opera soprattutto nel ramo danni hanno perso l’1,4%. Generali (14,96 euro) non poteva non risentire del generale andamento negativo del suo settore, ma si è comunque difesa lasciando sul terreno l’1%, meno dei “colleghi”: del resto, ha una presenza molto più forte in Asia, rispetto all’America, dove tra l’altro sta anche cedendo alcune delle attività. Per questo non c’è motivo di spaventarsi. Confermiamo il consiglio: acquista.

     

    Nonostante il calo di Wall Street, Procter & Gamble (92,84 Usd; Isin US7427181091) è riuscita a chiudere con un rialzo dello 0,3%. Un importante investitore contesta l’attuale management e spinge per una ristrutturazione della società. Sono parole al vento, ma tengono accesa l’attenzione del mercato sul titolo. Mantieni.

     

    Bene i petrolieri…

    Buona settimana, invece, per i titoli del settore petrolifero (+1,2%) che hanno beneficiato del rialzo del prezzo del greggio (+2,6% quello di qualità brent). Le raffinerie che erano state colpite dall’uragano Harvey in Texas – Irma colpisce la Florida, dove raffinerie non ce ne sono – stanno tornando a lavorare prima del previsto. Una notizia a favore della domanda di greggio.

    Non per nulla Exxon Mobil (78,82 Usd; Isin US30231G1022), che aveva pagato per il timore di uno stop prolungato a una delle sue raffinerie più importanti, in settimana ha ripreso fiato, facendo meglio del settore (+2,9%). Confermiamo il giudizio positivo sul titolo: acquista.

     

    … e i produttori di auto

    Buona settimana anche per i titoli del settore auto (+1,6%) dopo i dati che hanno mostrato in agosto una crescita di quasi il 5% delle vendite nell’Europa occidentale. La spinta è arrivata soprattutto da Francia, Italia e Spagna. Il progresso delle vendite in Germania si è fermato a un +3,5%, ma BMW (82,70 euro; Isin DE0005190003) è stato comunque uno dei titoli migliori del settore (+4,7%). Il motivo? A livello europeo i dati mostrano una forte crescita delle auto elettriche e BMW è pronta ad approfittarne: ha confermato che lancerà 12 modelli di auto elettriche da qui al 2025. Una concorrenza temibile e credibile per Tesla (343,40 Usd; Isin US88160R1014) che in settimana, infatti, ha perso il 3,4%. Acquista le BMW, vendi le Tesla. Nel settore auto si è distinta in negativo Ferrari (91,1 euro), calata del 6,3% dopo la bocciatura espressa dalla banca Morgan Stanley. Da tempo ti diciamo di vendere queste azioni.

     

    Fermento tra i farmaceutici

    Diverse novità hanno vivacizzato il settore farmaceutico (+1,8%). Merck (64,27 Usd; Isin US58933Y1055) ha acquistato una piccola società tedesca che si occupa di biotecnologie. L’operazione, però, darà frutti solo nel tempo: la molecola principale della società acquisita è, infatti, ancora a uno stadio di sperimentazione poco avanzato. Non per nulla la reazione del mercato è stata contenuta: le azioni Merck sono salite dello 0,7% e secondo noi restano correttamente valutate. Mantieni. Migliore il progresso di Eli Lilly (82,92 Usd; Isin US5324571083): il +3,5% è arrivato dopo che la società ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione. Quest’ultimo ha come obiettivo quello di realizzare dal 2018 risparmi annui di costo di circa 0,48 dollari per azione (ante imposte; utile per azione stimato per il 2018 pari a 3,9 Usd) anche attraverso la riduzione di circa l’8% dei dipendenti. L’operazione genererà degli impatti negativi sul bilancio 2017, ma dovrebbe dare i suoi frutti nel lungo termine. Mantieni queste azioni. Novartis (81 franchi svizzeri), dopo 8 anni, vedrà un avvicendamento al “ponte di comando” aziendale. La notizia non ha scosso più di tanto le azioni del colosso farmaceutico, che hanno chiuso la settimana a +0,2%. Il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Sospiro di sollievo su Engie

    Molto buono il risultato delle utility europee (+2,4%), grazie al +4,6% di Engie (14,75 euro; Isin FR0010208488). Lo Stato francese ha venduto il 4,5% delle azioni del gruppo, con un’operazione lampo rivolta agli investitori istituzionali (banche, assicurazioni…) e che è stata effettuata a un prezzo di poco inferiore a quello di Borsa. Lo Stato avrebbe potuto vendere più azioni e a un prezzo più basso. Pericolo scampato, buona notizia. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Adriano È normale che per i dividendi delle azioni estere passino diversi giorni tra la data di stacco e quella di pagamento. Per esempio, l’ultimo dividendo di BP è stato staccato il 10 agosto, ma sarà messo in pagamento solo a partire dal 22 settembre.

    @Cesare Quella lanciata da Baker Mills su IBM è stata un mini-Opa come spesso se ne vedono negli Usa: il prezzo offerto era inferiore a quello di mercato del titolo. In questi casi basta non abboccare e non fare nulla: le azioni restano quotate sul mercato.

    @Giulio Il dividendo di 0,2 euro che indichiamo per PostNL è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2017. Quello appena staccato dal titolo è solo l’acconto. Il saldo dovrebbe arrivare nel 2018, ma sulle tempistiche e sull’importo non ci sono certezze.

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  • Analisi
    Generali: continua la cessione di attività poco rilevanti 3 mesi fa - venerdì 1 settembre 2017
    Dopo la cessione delle attività a Panama annunciata a inizio agosto, e quelle di Colombia e Guatemala in precedenza, stavolta è la presenza in Portogallo a essere sotto i riflettori
    Wall Street

    Wall Street

    Prezzo al momento dell'analisi (31/08/2017): 15,04 euro

    Consiglio: acquista

    Continua il piano di rifocalizzazione di Generali tramite la cessione di attività ritenute di minor interesse. Dopo la cessione delle attività a Panama annunciata a inizio agosto, e quelle di Colombia e Guatemala in precedenza, stavolta è la presenza in Portogallo a essere sotto i riflettori: in questi giorni il gruppo ha, infatti, confermato che le attività in questo Paese sono nella lista delle possibili cessioni. Il processo di vendita dovrebbe cominciare nel giro di poche settimane, e si vocifera che ci siano già diversi pretendenti: Generali potrebbe quindi spuntare un buon prezzo. E non sarà certo l’ultima cessione: nel mirino ci sono anche Belgio, Grecia, Filippine… Giudichiamo positivamente queste operazioni, che dovrebbero rivitalizzare i conti del gruppo. Quelli del primo semestre sono stati nel complesso positivi, ma con qualche ombra: l’utile è in crescita del 3,7% a 0,78 euro per azione, ma i volumi sono in lieve calo (-0,8% i premi complessivi, cresciuti nel ramo danni ma in calo nel ramo vita). Si tratta, comunque, di risultati in linea con le nostre attese, che perciò confermiamo: utile per azione di 1,34 euro per azione sia nel 2017 sia nel 2018. 

     

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  • Analisi
    Generali: conti del primo semestre tra luci e ombre 4 mesi fa - mercoledì 2 agosto 2017
    I conti del primo semestre 2017 di Generali sono stati pubblicati questa mattina: ecco un nostro primo commento.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Parole di conforto: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 17 luglio 2017
    Settimana positiva per i listini azionari. Wall Street ha archiviato un rialzo dell’1,4%. Bene anche le Piazze europee che, in media, hanno messo a segno un progresso dell’1,7%. Ancora una volta spicca Milano col suo +2,3%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 14/07/17 

     

    Banca centrale accomodante

    È stato il discorso fatto dai vertici della Banca centrale Usa a dare ottimismo al mercato. A dire la verità, il discorso non prevedeva nulla di particolarmente nuovo, ma il mercato ha comunque gradito la promessa (ribadita) di mantenere un ritmo lento e graduale nel rialzo dei tassi d’interesse. Questo, accompagnato ai dati sul progresso dell’economia Usa e sull’ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, ha fatto bene prima a New York, che ha chiuso su nuovi massimi storici, e poi, a ruota, a tutte le Borse mondiali. A frenare un po’ il bilancio finale della Borsa Usa ci sono stati i primi risultati trimestrali arrivati da alcuni colossi bancari, come Citigroup, che non hanno pienamente convinto – gli utili sono andati meglio delle attese, ma i ricavi, soprattutto nelle attività di trading, non sono stati all’altezza delle aspettative. Vedremo come andrà il resto della stagione dei conti trimestrali: per le società Usa il mercato si attende un progresso medio degli utili di circa l’8% rispetto al secondo trimestre del 2016. Speriamo che le attese non vadano deluse. Tra i titoli che più si sono distinti c’è, invece, Schnitzer Steel (25,65 Usd; Isin US8068821060), salito del 3,9% anche per effetto delle dichiarazioni di Trump sulla possibile imposizione di limiti alle importazioni di acciaio cinese – significa far lavorare di più le acciaierie americane e quindi dare più lavoro a Schnitzer Steel (vende negli Usa oltre un terzo della ferraglia necessaria a produrre l’acciaio). Nonostante questa salita, secondo noi è ancora un titolo conveniente. Puoi acquistarlo per il lungo periodo, ma non farlo se sei un investitore “prudente” – in questo caso non devi avere nessuna azione Usa.

     

    Tra gli altri listini, segnaliamo l’ulteriore recupero della Borsa brasiliana. Il listino ha guadagnato il 5% dopo che l’ex presidente Lula è stato condannato in primo grado, fatto che rende meno probabile una sua (ri)candidatura alle prossime elezioni. Il mercato ha un giudizio negativo del suo operato e, quindi, ha festeggiato. Se sei un investitore “prudente” ti consigliamo di non puntare sulla Borsa carioca, altrimenti dedicaci un 5% dei tuoi risparmi. 

     

    Il riscatto della tecnologia

    A sostenere le Borse c’è stato anche un rimbalzo dei titoli del settore tecnologico – listino Nasdaq +2,6%. In particolare sono state le società che fanno microchip a salire tanto in Borsa (+4,7% il rialzo medio) sulla scia delle attese di maggiori ordini soprattutto da parte di chi costruisce grandi “server” e strumenti per l’archiviazione dei dati. Intel (34,68 Usd; Isin US4581401001) è rimasta un po’ indietro – è salita del 2,4% in settimana – dopo che gli ultimi dati di vendita hanno confermato che la società non è più il primo produttore di semiconduttori al mondo – è stata superata da Samsung Electronics. Non ci spaventiamo: la società è già pronta a lanciare nuovi microchip per contrastare la concorrenza e sta già puntando proprio sul mercato dei server. Resta un titolo conveniente e da acquistare.

     

    Borse europee spinte ancora una volta dai bancari

    Tra i titoli che hanno sostenuto la corsa delle europee ci sono stati quelli bancari (+1,8% in media), divenuti tonici dopo che i vertici europei hanno confermato di voler cercare una soluzione per favorire il più possibile lo smaltimento dei crediti “marci” – una manna per le banche italiane e per tutta Piazza Affari, listino dove il peso dei titoli bancari è rilevante. A sostenere la Borsa di Milano c’è stato anche il “risiko” nel settore del risparmio gestito – si parla di contattati tra diversi soggetti per la creazione di un nuovo mega gruppo. Tra questi soggetti c’è Banco Bpm (3,14 euro) che cederebbe Aletti Gestielle: la prospettiva è piaciuta al mercato che ha spinto in alto il titolo del 2,6%. Sul progetto, però, ci sono ancora diverse incognite tanto che le azioni Generali (15,39 euro), società che sarebbe in qualche modo “tallonata” da questo nuovo mega gruppo, non hanno pagato dazio, anzi sono salite del 2,6%. Il nostro consiglio è di non speculare su Banco Bpm, anzi di vendere il titolo se lo hai in mano. Piuttosto, compra Generali. 

    Debutto col botto per doBank a Milano: le azioni sono state collocate a 9 euro ciascuna e hanno chiuso la prima seduta (debutto il 14 luglio) a 10,25 euro. Significa un rialzo di quasi il 14% che a te è stato negato (quando è entrato in contrattazione in Borsa, il titolo era già sopra i 10 euro) in quanto ai piccoli risparmiatori non è stato permesso di partecipare al collocamento.

     

    Via vai nel settore farmaceutico

    Per il settore farmaceutico è stata una settimana senza slanci (+1%). Teva (31,9 Usd; Isin US8816242098) si è però distinta, salendo tanto a inizio settimana e poi ripiegando sul finale. Voci sempre più insistenti – ma non confermate – danno Teva vicina a “scippare” l’amministratore delegato (è il “capitano” dell’azienda) alla concorrente AstraZeneca (4.998,5 pence; Isin GB0009895292). Sarebbe un bel colpo: primo, perché Teva è da febbraio senza un “capitano”, secondo perché si tratta di una persona di valore, che ha portato il titolo AstraZeneca ai massimi di sempre – non per nulla queste azioni in settimana hanno perso il 2,6%. Compra Teva, vendi AstraZeneca.

     

    Londra al rilento

    Londra è rimasta attardata rispetto alle colleghe europee, chiudendo la settimana a +0,4%. È stata frenata soprattutto dal -7,3% di Pearson (635,5 pence; Isin GB0006776081). Il mercato ha preso male la decisione di vendere la controllata Penguin Random House: in particolar modo, non è stato apprezzato il prezzo di vendita, considerato un po’ da “saldo”. La situazione del gruppo non è semplice, ma nemmeno da “si salvi chi può”: puoi continuare a mantenere queste azioni se già le hai – se non le hai, invece, nonostante il calo, non è il caso di acquistarle. Settimana debole anche per Vodafone (218,80 pence; Isin GB00BH4HKS39) che potrebbe essere rallentata nel piano di rafforzamento in India dalla Consob locale. Non ci spaventiamo. Il titolo ha chiuso la settimana invariato e resta conveniente. Da acquistare.

     

    PostNL nervosa

    Le azioni delle poste olandesi, PostNL (4,03 euro; Isin NL0009739416), hanno avuto una fiammata improvvisa a inizio settimana dopo le parole del ministro dell’economia olandese che ha ventilato la possibilità di intervenire a sostegno del settore. I tempi, però, saranno lunghi e per questo il titolo nel corso della settimana ha ripiegato, chiudendo a -1,5%. Resta un titolo conveniente. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Attilio Di solito le azioni che consigliamo sono sempre facilmente acquistabili via internet. La tua banca, però, potrebbe offrirti un servizio limitato. Puoi provare l’acquisto via telefono o allo sportello (se non vuoi cambiar banca).

    @Cristina Nel complesso la Borsa tedesca non è conveniente. Per questo non la riportiamo come investimento da fare nei nostri portafogli, ma ci limitiamo a seguire dei singoli titoli su essa quotati che potrebbero risultare interessanti.

    @Claudio Su tutte le Piazze che la banca ti propone, le azioni Chevron sono sempre le stesse. In generale è sempre preferibile acquistare le azioni sul listino “principale”, nel caso di Chevron è la Borsa di New York.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 16,08 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 13,52 EUR
ISIN IT0000062072
Borsa Milano
Beta 1,10
Volatilità 25,70 %
Numero di azioni 1.561.808.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 23,99 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 108.369 EUR
Punteggio corporate governance 7

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 0,80 0,80 0,72 0,60
Utile corrente 1,24 1,33 1,30 1,07
Utile netto 1,24 1,33 1,30 1,07
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 15,00 14,94 14,42 14,31
Patrimonio netto tangibile 11,00 10,66 10,14 10,06

Rendimento in euro

Generali Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -1,73 % 2,45 % 8,03 %
Rendimento ultimi 6 mesi 5,93 % 0,50 % 4,01 %
Rendimento ultimo anno 16,05 % 9,29 % 6,08 %
Rendimento ultimi 5 anni 6,99 % 6,92 % 15,87 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 60,02 % 55,29 % 55,93 % 36,61 %
Current ratio - - - -
ROE 8,93 % 9,05 % 7,50 % 10,04 %
ROE netto 8,93 % 9,05 % 7,50 % 10,04 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate 29,08 % 32,98 % 35,82 % 25,73 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo 4,69 % 4,71 % 4,64 % 4,60 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 5,18 % 5,18 %
Prezzo/utile corrente 12,46 11,58
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 1,03 1,03
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,40 1,45
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 8,60 % -

(e) : stima

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