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    Senza infamia e senza lode: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 15 maggio 2017
    New York ha chiuso la settimana a -0,3%, mentre le Borse europee, in media, sono riuscite a salire dello 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/05/17 

     

    Usa: Settimana calda per la politica, fredda per i mercati

    Trump ha rimosso il capo dell’Fbi – la famosa agenzia investigativa americana – facendo gridare in molti allo scandalo. E ora c’è addirittura chi ritiene che il Presidente sarà costretto a lasciare la Casa Bianca prima della fine naturale del mandato. Wall Street ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump, quindi, se questa non fosse portata a termine, per la Borsa Usa potrebbero essere dolori. Per ora il mercato sembra scontare come bassa la probabilità di un tale evento: non ci sono stati cali particolarmente evidenti dopo la notizia. In ogni caso, se hai un profilo d’investimento prudente, ti consigliamo di vendere tutte le azioni americane.

     

    Gli ultimi scampoli della stagione delle trimestrali

    A contribuire al risultato incolore della Borsa Usa ci hanno pensato anche i conti trimestrali societari. Per esempio, quelli di Walt Disney (109,69 Usd; Isin US2546871060) non hanno convinto il mercato – il titolo in settimana ha perso il 2,1%. L’anno fiscale 2016/17 (termina il 30 settembre) fin qui non sta andando granché – gli utili sono saliti del 2%, ma le attività legate alla rete televisiva sportiva ESPN continuano a soffrire – ma è anche vero che si sapeva che questo sarebbe stato un anno di transizione. Continuiamo a stimare un utile per azione di 5,97 Usd per l’anno fiscale in corso – in rialzo rispetto a quello dell’anno precedente solo grazie al riacquisto di azioni proprie – e di 6,6 Usd per l’anno prossimo. Secondo noi, il titolo è correttamente valutato. Se ce l’hai, mantienilo. Meglio, invece, sono stati accolti i conti di Teva Pharma (31,89 Usd; Isin US8816242098) – il titolo in settimana è salito del 2,4%. Tra il lancio di nuovi farmaci generici e l’apporto di Allargan (società acquisita a metà dell’anno scorso), nel primo trimestre le vendite del gruppo sono salite del 22% rispetto a quelle del primo trimestre 2016. Teva ha, inoltre, aumentato le stime sui risparmi di costo ottenibili dall’acquisizione (e fusione) con Allargan e ha ottenuto il via libera a un suo nuovo farmaco da parte dell’autorità sanitaria a stelle e strisce. Secondo noi il titolo è ancora conveniente, acquista.

     

    Il prezzo del petrolio si riprende un po’

    A sostenere un po’ la Borsa Usa ci hanno pensato i titoli del settore petrolifero, saliti in settimana del 2% per effetto del +2,7% del prezzo del greggio. Eni (14,89 euro) si è mossa in linea col settore, salendo in settimana del 2,1% dopo la presentazione di conti trimestrali superiori alle attese. Abbiamo deciso di portare la stima sul dividendo a valere sul bilancio 2017 da 0,6 a 0,8 euro per azione. Questo, però, non basta a farci cambiare opinione sul titolo. Anche alla luce delle indagini della magistratura sull’attuale “capitano” dell’Eni per supposta corruzione internazionale, secondo noi l’azione resta correttamente valutata: non comprare le Eni – al massimo, se le hai, limitati a mantenerle. 

     

    Londra sostenuta dai farmaceutici, milano dalle banche

    A trainare le Borse europee c’è stata quella di Londra, salita in settimana dell’1,9%. Oltre a un indebolimento della sterlina, registrato nella parte finale della settimana, a contribuire a questo risultato ci sono stati i rialzi di alcuni titoli importanti per il listino. Tra tutti segnaliamo AstraZeneca (5.176 pence; Isin GB0009895292), che ha fatto +12,4%. Il gruppo farmaceutico ha beneficiato dei buoni risultati clinici ottenuti dal Durvalumab, farmaco per il trattamento del cancro al polmone. Si tratta di una buona notizia per questa società che è comunque alle prese con la scadenza di diversi brevetti. Se per caso hai le azioni in mano, approfitta di questo rialzo per venderle. Milano ha chiuso la settimana lievemente sopra la parità (+0,4%), ma ha fatto comunque meglio del resto delle Borse della zona euro (-0,6% in media). A sostenere il listino meneghino ci hanno pensato i titoli bancari: Unicredit (17,01 euro), per esempio, ha fatto +4,9% dopo aver pubblicato conti trimestrali rassicuranti. Li commentiamo sia a pagina 6, sia in Detto tra noi. Qui ti anticipiamo che il consiglio resta invariato: acquista le azioni ordinarie dell’Unicredit.

     

    Poste e telegrafi: gioie e dolori per Amsterdam e Madrid

    Sulla Borsa di Amsterdam (settimana chiusa a +0,3%) va segnalato il -6,8% di PostNL (4,31 euro; Isin NL0009739416). Anche se il gruppo ha chiuso il trimestre con un rialzo dell’utile per azione di quasi il 6%, il mercato è rimasto deluso dal calo della consegna delle lettere (-10%). La consegna dei pacchi continua, però, ad andar bene (+8%) e il piano di risparmio sui costi avanza in linea con le attese. La reazione del mercato ci sembra eccessiva: approfitta del calo per acquistare. Sul risultato di Madrid (-2,2%) ha pesato il -4,2% di Telefónica (10,06 euro; Isin ES0178430E18): nel primo trimestre, in Spagna (vale il 30% degli utili industriali del gruppo) il risultato industriale è sceso del 2,4%. La reazione del mercato è eccessiva: in America Latina, che vale più della Spagna (50% degli utili industriali), i risultati sono in crescita e le cessioni di attività dovrebbero aiutare il gruppo a ridurre l’indebitamento. Approfitta del calo per acquistare. Settimana positiva anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano, L’Etf Lyxor mid cap pir (131,62 euro; Isin FR0011758085) ha messo su lo 0,6% e resta valido per una speculazione sul successo dei fondi pir.

     

    L’attacco informatico di venerdì 12 ha permesso alle Check Point (107,6 Usd; Isin IL0010824113) di fare +1,5%. Le azioni di questa società israeliana che si occupa di sicurezza informatica meritano ancora una scommessa. -18% per Snapchat (19,14 Usd; Isin US83304A1060), dopo aver mostrato un profondo rosso nei conti trimestrali e un calo degli utenti. Restane alla larga. 

     

    Atlantia: offerta su Abertis

    Atlantia (24,21 euro) ha formalizzato l’offerta per l’acquisto di Abertis (16,45 euro). Le azioni della nuova società ai prezzi attuali di Borsa sarebbero convenienti. Ci sono però dei rischi, su tutti l’indebitamento. La nuova società avrà un rapporto tra debiti e utile industriale di 5,5: per le altre società del settore siamo intorno a 4. Per questo consigliamo prudenza. Limitati a mantenere le azioni Atlantia (tra l’altro, ci sono le incognite legate all’Alitalia). Limitati anche a mantenere le Abertis: potrai scegliere tra contanti (16,50 euro per azione Abertis) o azioni (0,697 per ogni Abertis). Queste azioni non saranno, però, negoziabili fino al febbraio 2019. Non è il massimo. Potrebbe essere il caso di accettare l’offerta in contanti. Torneremo a parlarne quando l’operazione verrà ufficialmente approvata e lanciata. Per ora mantieni le Abertis.

     

    Headwaters addio

    A seguito del successo dell’Opa di Boral, Headwaters è stata ritirata dagli scambi di Borsa. Dovresti aver già ricevuto sul tuo conto corrente il corrispettivo di 24,25 Usd per azione Headwaters, prezzo che valuta correttamente le prospettive del gruppo.

     

    Risposte per te

    @Andrea Anche se compri un’azione estera sulla Borsa di Milano, sui dividendi sarai comunque soggetto alla doppia tassazione.

    @Erminio La tassazione belga sui dividendi è salita al 30% nel 2017. Il netto che ti entra in tasca è ora pari al 51,8% dell’importo lordo.

    @Mauro Le minusvalenze su Etf azionari possono compensare plusvalenze su singole azioni, ma non plusvalenze su Etf azionari.

     

     



     

     

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  • Analisi
    Headwaters: offerta d'acquisto sulla società un anno fa - lunedì 28 novembre 2016
    L’australiana Boral ha lanciato un’offerta d’acquisto su Headwaters.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Headwaters: vendite in aumento, ma titolo in calo un anno fa - lunedì 11 luglio 2016
    Nonostante un 1° semestre positivo, grazie alla buona tenuta del settore delle costruzioni negli Usa, il titolo ha subìto una netta correzione negli ultimi due mesi.

    Prezzo al momento dell'analisi (08/07/2016): 18,70 euro

    Ai prezzi attuali l’azione, anche se più rischiosa della media, resta, comunque, correttamente valutata.
    Consiglio: mantieni
    Nel 1° semestre (l’anno fiscale ter­mina il 30/9), le vendite di Headwaters (Isin US42210P1021) sono salite dell’8,5% (senza cessioni/acquisizioni). Grazie alle economie di scala (maggiori volumi di vendita) e al calo dei costi di trasporto e energia, l’utile è più che raddoppiato. Perché, allora, il titolo è sceso? Senza dubbio, ha accusato il mancato rialzo delle previsioni annuali. Il mercato sembra, inoltre, temere che i problemi di approvvigionamento nelle ceneri volanti (40% del fatturato del gruppo), derivate dalla combustione del carbone e usate al posto del cemento, non siano solo congiunturali (l’inverno mite ha fatto scendere i consumi di elettricità e quindi di carbone per produrla) ma diventino strutturali se il gas dovesse sostituire il carbone per produrre energia; è un timore che ci sembra giustificato solo a lunghissimo termine.

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  • Analisi
    Vola colomba: la settimana delle Borse 2 anni fa - lunedì 26 ottobre 2015
    Settimana positiva per le Borse, in particolare per quelle della zona euro che hanno guadagnato, in media, il 4,9%. New York +2,1%, Londra +1%.
    Variazioni settimanali su prezzi al 23/10/15

    Le colombe, in finanza, sono i banchieri centrali “generosi”, quelli pronti a tagliare i tassi d’interesse o a stampare denaro per sostenere i mercati. Nella riunione della Banca centrale europea di giovedì scorso, il governatore Draghi si è dimostrato “colomba” e questo ha spinto le Borse. Il giorno dopo è stato il turno della Banca centrale cinese, col taglio dei tassi d’interesse. Tutto questo ha permesso alle Borse di raddrizzare una settimana che non era partita bene. I conti trimestrali di alcune grandi società avevano, infatti, deluso. Tra tutte, segnaliamo IBM (144,68 Usd; Isin US4592001014), che ha abbassato le previsioni sull’utile complessivo del 2015. Il titolo ha chiuso la settimana in calo del 3,8%, ma non devi spaventarti, anzi: secondo noi merita un acquisto. Un allarme sui risultati è stato lanciato anche dall’editore britannico Pearson (900,5 pence; Isin GB0006776081). Il titolo ha chiuso la settimana con un pesante -24%. È troppo: acquista. Tra le note positive, c’è il +12,2% di Texas Instruments (58,98 Usd; Isin US8825081040): abbiamo alzato le nostre stime e riteniamo che il titolo possa ancora valere un acquisto. Le azioni di Poste Italiane, invece, sono scambiate a Milano dal 27 ottobre. Il prezzo di collocamento è stato di 6,75 euro.

    Risposte per te
    @Alessandro La svizzera Bell (2.790 franchi; Isin CH0004410418) di solito non pubblica i conti del terzo trimestre. Nonostante il recente rialzo non è ancora un titolo da vendere.
    @Andrea Anche se una società chiude il bilancio in utile, non è detto che distribuisca dividendi. Headwaters (20,1 dollari; Isin US42210P1021) non ha mai distribuito dividendi.
    @Filippo Se sei in regime amministrato, non puoi usare le minusvalenze sulla banca A (a meno che tu non chiuda questo conto) per compensare le plusvalenze sulla banca B.

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  • Analisi
    Headwaters: brillanti risultati annuali 3 anni fa - venerdì 7 novembre 2014
    L’americana Headwaters ha chiuso il 2013/14 (l’anno fiscale termina il 30 settembre) con risultati in forte crescita.

    Prezzo al momento dell'analisi (06/11/2014): 13,24 USD

    Ai prezzi attuali, l’azione resta correttamente valutata.

    Nel 2013/14 gli utili di Headwaters (Isin US42210P1021) sono raddoppiati a 0,21 dollari per azione. Il gruppo ha beneficiato della ripresa del settore immobiliare nordamericano. Anche le sue prospettive restano positive, ma ai prezzi attuali il titolo ne tiene già conto. Limitati a mantenerlo.

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