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    Flamenco globale: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 06/10/2017

     

    Borse europee: +0,5%

    Per il momento la questione catalana sembra non destare grandi preoccupazioni nemmeno all’interno della zona euro: la Borsa di Parigi ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,6%, quella di Amsterdam ha messo su lo 0,5% e il listino di Francoforte è salito dell’1%. Lo hanno confermato anche i vertici dell’Enel (4,98 euro), che è molto esposta in Spagna visto che controlla Endesa, la Enel spagnola: nessun grande investitore si è dimostrato preoccupato per la situazione catalana, tanto che l’emissione obbligazionaria dell’Enel, perfezionata in questi giorni, ha ricevuto richieste tre volte superiori alla quantità effettivamente offerta. Mantieni le Enel, ma non pensare di approfittare del -2,2% fatto dal titolo in settimana per acquistare ancora queste azioni. Questo stato di calma sulle Borse europee potrebbe, infatti, non durare, complici anche le decisioni che arrivano dalla Banca centrale europea (vedi subito qua sotto). Settimana molto positiva per la Borsa di Londra, salita del 2%. Questa Piazza merita ampio spazio nel tuo portafoglio.

     

    Milano zavorrata dalle banche

    Oltre a Madrid, tra le Borse europee si è distinta negativamente Milano, che ha chiuso in calo dell’1,3%. In questo caso il ribasso è stato determinato dalla scivolata dei titoli bancari: solo per citare i nomi più importanti, Intesa Sanpaolo (2,93 euro) ha perso il 2,1%, Unicredit (17,32 euro) ha ceduto il 3,9%, Ubi Banca (4,12 euro) è scesa del 6%. A determinare questo calo il nuovo orientamento espresso da parte della Banca centrale europea in relazioni ai “crediti marci”: dal 2018 le regole dovrebbero diventare più severe e questo potrebbe zavorrare i bilanci delle banche – il rischio è meno utili e meno dividendi. Per ora non c’è alcun tipo di decisione definitiva e confermiamo tutti i nostri consigli – acquista Intesa e Unicredit, vendi Ubi Banca. Teniamo, però, l’attenzione alta. A proposito di banche italiane, continua la saga del Monte Paschi: le azioni non sono ancora state riammesse alle negoziazioni sul listino milanese, ma è stata annunciata un’offerta riservata a chi ha ora in mano azioni Monte Paschi, ma in precedenza aveva le obbligazioni subordinate Upper Tier II 2008/2018 (Isin IT0004352586). 

    Tra le azioni del settore bancario, si è distinta UBS (16,75 franchi; Isin CH0244767585): i vertici hanno confermato la strategia – puntare sulla gestione dei grossi patrimoni finanziari, che mantengono delle buone prospettive di crescita – e hanno detto di non avere in programma cessioni. L’azione è salita in settimana dell’1,2% e resta conveniente. Acquista.

     Pirelli (6,7 euro) chiude la prima settimana con un +3,1% sul prezzo di collocamento. Le azioni sono correttamente valutate. Da oggi le seguiremo costantemente. Lascia, invece, la nostra selezione Intek (0,33 euro; vendi).

     

    Bruxelles sorride

    Tra le Piazze europee, una delle migliori è stata Bruxelles (+0,7%). A sostenere la corsa di questo listino sono stati una serie di titoli che potresti avere in mano. Il primo è Umicore (72,81 euro; Isin BE0003884047), su cui ti abbiamo consigliato una scommessa in Altroconsumo Finanza n° 1238. Le azioni sono salite del 4% sulla “chiamata alle armi” da parte dell’Unione Europea per la creazione di un consorzio tra aziende automobilistiche, chimiche e ingegneristiche per fare ricerca e sviluppo (e produzione) su batterie per veicoli elettrici. La notizia lascia sperare in un ulteriore aumento degli ordini di lavoro per Umicore: la scommessa è confermata (se sei un buon padre di famiglia, però, non comprare queste azioni). Bene anche le Atenor (49,7 euro; Isin BE0003837540) dopo che il gruppo ha deciso di investire in un nuovo progetto immobiliare nella capitale rumena, dove cresce la domanda di uffici. La zona scelta per il progetto, tra l’altro, è particolarmente interessante: questo spiega il rialzo del 2,7% fatto registrare dal titolo che, comunque, resta conveniente. Acquista. Infine, si sono distinte anche le azioni Melexis (86 euro; Isin BE0165385973) salite in settimana del 5,1% sulla scia del buon andamento del settore auto (vedi qua sotto) – Melexis fa sensori per automobili. Anche se viaggia sui massimi di sempre, secondo noi, il titolo è ancora conveniente. Acquista. Poco brillante Ahold Delhaize (15,84 euro; Isin NL0011794037), catena di supermercati presente anche il Belgio. Da indiscrezioni, il gruppo starebbe puntando ad acquisire il gruppo americano Kroger. L’operazione sarebbe valida da un punto di vista strategico, ma pesante da un punto di vista finanziario. Nel frattempo, il gruppo ultima le cessioni in Olanda. Il titolo (+0,1% in settimana) resta conveniente.

     

    Wall Street fa un passo in avanti

    Dall’altra parte dell’Atlantico, le Borse hanno chiuso l’ennesima settimana positiva – si tratta della quarta di fila. A spingere Wall Street ci sono stati, da un lato, alcuni buoni dati sull’andamento dell’economia e, dall’altro, l’avanzamento della riforma fiscale voluta da Trump, che il mercato aspetta con ansia. In questo clima si è distinto il titolo BlackRock (463,22 Usd; Isin US09247X1019). Si tratta di uno dei più grandi gestori di Etf (e patrimoni finanziari) al mondo: se la Borsa e l’economia vanno bene, le persone hanno più voglia di investire. Non per nulla le azioni del gruppo sono salite in settimana del 3,6% portandosi su nuovi massimi storici. Secondo noi non è comunque il caso di comprare ora queste azioni – la riforma di Trump deve ancora essere approvata e non è scontato. Al più, se le hai, mantienile. Le notizie sull’avanzamento del piano di riforma fiscale di Trump fanno bene anche al settore tecnologico: il listino Nasdaq ha chiuso in progresso dell’1,5%.

     

    Sgommata del settore auto

    A dare una spinta alle Borse, ci sono stati anche i titoli del settore automobilistico (+2%): le vendite negli Usa a settembre sono andate bene. Quasi tutte le case automobilistiche hanno registrando progressi consistenti rispetto a un anno fa. Tra le poche a registrare un calo di vendite c’è FCA (14,94 euro): non per nulla il titolo è stato tra i peggiori del settore, perdendo l’1,5%. Anche le vendite di BMW (89,27 euro; Isin DE0005190003) sono cresciute a settembre negli Usa. Il titolo è salito del 4,5% ma resta quello sui cui puntare nel settore.

     

    Risposte per te

    @Enzo Ti sconsigliamo di comprare le Orbotech (42,39 Usd; Isin IL0010823388) a Francoforte. Sono poco scambiate e diversi titoli esteri sono stati ritirati, di recente, dai listini tedeschi (senza preavviso). Se vuoi scommetterci su, fallo sul Nasdaq.

    @Luigi Oriflame ha già dichiarato l’importo del dividendo straordinario: è di 0,5 euro per azione, in aggiunta a 1 euro ordinario. 1 euro è già stato pagato, il resto sarà staccato in fettine da 0,25 euro ciascuna il 14 novembre 2017 e il 14 febbraio 2018.

    @Vincenzo L’inglese IMI pubblica i conti societari solo due volte l’anno (semestre e fine anno). Alla chiusura del primo e del terzo trimestre dà solo aggiornamenti generici sull’andamento dei conti – i prossimi sono comunque previsti per il 9 novembre 2017.

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  • Analisi
    Intek: operazioni sul capitale 9 mesi fa - lunedì 24 luglio 2017

    Negli scorsi mesi l’azione Intek era schizzata in Borsa. Ora, però, non solo la corsa si è arrestata, ma è iniziata una forte discesa. 

     
     
     
     

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  • Analisi
    In breve: pillole dalle società quotate un anno fa - lunedì 4 luglio 2016
    Ecco, in sintesi, le novità della settimana
    CAMPARI
    8,86 EURO, +6,9%

    L’offerta pubblica di acquisto su Société des Produits Marnier Lapostolle si è chiusa con adesioni pari al 50,74% del capitale. La quota detenuta da Campari in questa società sale, così, al 69,76%. Le nostre stime tengono già conto di questa acquisizione, confermiamo il consiglio. Mantieni.
     
    ENEL
    3,98 EURO, +3,6%

    Ha annunciato un accordo con la cinese BYD per la costruzione di veicoli elettrici e batterie al litio. La notizia non impatta in maniera rilevante sui conti del gruppo. Mantieni.
     
    INTEK
    0,20 EURO, -1,9%
    La controllata KME ha concluso un accordo con i suoi creditori per allungare la scadenza del finanziamento da 505 milioni di euro da luglio 2016 a luglio 2018, con la possibilità di un’ulteriore estensione di un anno. La notizia non modifica la nostra valutazione sul titolo: caro, vendi.
     
    LEONARDO – FINMECCANICA
    9,04 EURO, +0,8%

    Insieme a un gruppo di società, si è aggiudicata una nuova gara per la fornitura di servizi di sicurezza digitale alla Pubblica amministrazione. L’importo della fornitura è di 600 milioni di euro, ma la quota di competenza di Leonardo-Finmeccanica è di 250 milioni di euro: cifra importante, ma non sufficiente a modificare le prospettive del gruppo. Mantieni.
     
    SAIPEM
    0,37 EURO, +2,2%
    Il management ha deciso il varo di nuovi prestiti obbligazionari per 1,6 miliardi di euro. L’emissione di questi nuovi titoli non modifica, tuttavia, in modo sostanziale la struttura del debito del gruppo: buona parte della cifra raccolta sarà infatti utilizzata per rimborsare altri prestiti in scadenza il 1° luglio 2017. Di conseguenza, non modifichiamo il giudizio. Mantieni.
    Prezzi e variazioni settimanali all'1/07/2016

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  • Analisi
    Intek: Kme allunga la scadenza del debito un anno fa - mercoledì 29 giugno 2016
    la controllata Kme allunga la scadenza di un prestito
    La controllata di Intek (0,20 euro) KME ha concluso un accordo con i suoi creditori per allungare la scadenza del finanziamento da 505 milioni di euro da luglio 2016 a luglio 2018, con la possibilità di un ulteriore estensione di un anno. La notizia non modifica la nostra valutazione sul titolo: caro, vendi.

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  • Analisi
    Intek: smentisce conversione delle risparmio 2 anni fa - lunedì 22 febbraio 2016
    In questo inizio 2016 il titolo Intek ha perso terreno, come d’altronde tutta Piazza Affari.
    Prezzo al momento dell'analisi (19/02/16): 0,25 EUR
    Consiglio: Vendi


    In casa Intek si continua a parlare di convertire le azioni di risparmio in ordinarie. Sono gli stessi azionisti di risparmio a proporre questa operazione, ipotizzando diverse modalità di attuazione. Tra queste, la preferita prevede la conversione di 10 azioni di risparmio a fronte di 11 azioni ordinarie più un bond di nuova emissione del valore nominale di 3 euro, con durata di 5 anni e cedola del 5%. Dal canto suo Intek fa sapere che non ha allo studio nessuna conversione delle azioni di risparmio, pur essendo disponibile a valutare le proposte che arriveranno. Quale sarà la sorte di questi titoli non dovrebbe riguardarti, perché è da tempo che ti consigliamo di vendere queste azioni (sia ordinarie sia di risparmio). Del resto il titolo Intek, con stime di un sostanziale pareggio nel 2016 e di un utile di 0,02 euro per azione nel 2017, è caro.

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