Interpump Group

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27,36 EUR 22/06/2018 17:35 Milano
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Articoli

  • Analisi
    Interpump, il settore olio è in crescita 12 giorni fa - lunedì 11 giugno 2018

    Interpump si espande in tutto il mondo: +15,4% le vendite del 1° trimestre in Italia, +24% in Europa, +19,7% in Estremo Oriente e Oceania, +11,3% nel resto del mondo, salvo che in Nord America dove abbiamo un +1,3%.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Interpump: ottimi risultati per il 2017 4 mesi fa - lunedì 19 febbraio 2018
    Interpump ha battuto Milano grazie al posizionamento internazionale: meno del 18% del fatturato viene dall’Italia, mentre è forte la presenza in Europa (35%) e Nord America (27%).

    Prezzo al momento dell'analisi (16/02/18): 29,42 EUR
    Consiglio: Vendi

     

    Interpump ha annunciato ottimi risultati per il 2017: l’utile industriale (prima di spesare la quota parte dei costi pluriennali) è cresciuto del 25,3% rispetto al 2016 e l’utile netto è salito del 43,5% – questo dato è stato aiutato da un vantaggio fiscale straordinario negli Usa, che, tuttavia, non sminuisce la capacità della società di generare buoni risultati nel lungo periodo. Da notare, in particolare, che la crescita delle vendite è stata di “solo” il 17,7%, quindi i risultati mostrano una migliorata capacità di estrarre utili da quello che la società riesce a vendere. Con 1,26 euro di utile per azione i dati sono superiori alle nostre attese e ci spingono a rialzare le nostre previsioni sugli utili futuri da 1,30 a 1,38 euro per azione per il 2018 e da 1,50 a 1,52 euro per azione per il 2019. Nonostante questo ritocco, il mercato continua a scontare più del dovuto le prospettive del gruppo. Titolo caro.

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  • Analisi
    Interpump: acquisizioni all'estero 5 mesi fa - lunedì 15 gennaio 2018
    Interpump è andata molto bene in Borsa. A livello di conti nel terzo trimestre ha visto le vendite crescere del 17,9% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Ora fa una nuova acquisizione in Finlandia che porterà altri 60 milioni di ricavi.

    Prezzo al momento dell'analisi (12/01/18): 29,78 EUR
    Consiglio: Vendi

     

    Intepump sta acquistando le attività internazionali del gruppo finlandese GS-Hydro, che progetta e realizza sistemi di tubazioni in diversi settori senza fare uso di saldature. Saranno, quindi, acquistate le società controllate in Regno Unito, Spagna, Austria, Germania, Danimarca, Benelux, Polonia, Svezia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud, Singapore, Brasile e le attività manifatturiere della capogruppo finlandese, inclusi brevetti e certificazioni internazionali. Pagando 9 milioni di euro Interpump conta di aumentare l’utile industriale di almeno 4 milioni di euro (quanto fatto nel 2017), che sui conti di Interpump sono 0,04 euro per azione. Ricordiamo che i primi 9 mesi di Interpump si sono chiusi con una crescita delle vendite del 18,1% e dell’utile del 34,8%. Per il 2017 confermiamo le stime di utili per azione di 1,15 euro (1,3 euro nel 2018, 1,5 nel 2019). Ai prezzi attuali, il titolo è caro.

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  • Analisi
    Chi ben comincia... la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 15 gennaio 2018
    I primi giorni del 2018 sono stati positivi per le Borse. Questo buon momento ora affronta la prova dei conti trimestrali che piano piano le società cominciano a svelare.

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/01/18 

    Una sola scivolata per Wall Street

    Come spesso accade, la Borsa di New York ha fatto un po’ da faro per tutte le altre. E se pensiamo che dall’inizio del 2018 fino al 12 gennaio incluso Wall Street ha chiuso una sola giornata in calo (+1,6% il bilancio complessivo della scorsa settimana; +4,2% dalla fine del 2017), capiamo il perché della buona intonazione che ha caratterizzato tutte le Borse in questo primo scampolo di anno. In particolare, sono stati i titoli del settore finanziario a trascinare al rialzo la Borsa Usa. Per esempio, le azioni BlackRock (555,53 Usd; Isin US09247X1019) hanno messo su, solo settimana scorsa, il 5,7% (+8,1% da fine 2017) dopo che il gruppo ha annunciato che in tutto il 2017 i suoi Etf (sono quelli targati Ishares) hanno raccolto capitali per una cifra mai vista prima. Il titolo viaggia sui massimi di sempre, ma resta correttamente valutato. Se hai le BlackRock, mantienile.

     

    Conti delle banche usa in contrazione, ma…

    Il settore finanziario e la Borsa Usa non sono stati per nulla scossi dai primi conti, in forte calo, annunciati da un colosso come Jp Morgan (titolo +4% alla fine della scorsa settimana) – utili in discesa di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. È previsto che altre banche facciano annunci simili. Perché la cosa non spaventa? Perché le perdite sono legate a movimenti contabili dovuti all’abbassamento delle tasse voluto da Trump. Devi sapere, infatti, che non sempre le aziende pagano le tasse su quello che effettivamente hanno incassato nel corso dell’anno. A volte accade che paghino prima più tasse di quelle dovute: nella legge fiscale americana questo dà origine a un “bonus” che viene messo a bilancio come se fosse un bene aziendale. Si può usare, infatti, negli anni seguenti per ridurre il carico fiscale. Ora, con le tasse che da quest’anno scendono, questo bene vale molto di meno – le aziende hanno già pagato tasse più alte – e quindi le società sono obbligate a svalutarlo. Tutto questo è un fenomeno non ricorrente che sarà compensato dalle minori tasse di cui le aziende cominceranno a godere già da quest’anno. Siccome i mercati guardano più al futuro che al passato, le svalutazioni che stanno pesando sui conti del 2017 non generano alcun elemento di preoccupazione.

    Nota stonata è stata Intel (43,24 Usd; Isin US4581401001) che ha perso in Borsa il 6,4% da fine 2017. Alcuni suoi microchip presentano livelli di sicurezza bassi (rendono semplice il furto di password e dati sensibili). La società ha detto che per risolvere il problema basta un aggiornamento di sistema, ma pare che quest’ultimo rallenti un po’ i pc. In ogni caso il timore che questo caso comprometta le prospettive di Intel ci sembra esagerato: il titolo è conveniente. Acquista.  


    Prezzo del greggio sui 70 dollari al barile

    Il fenomeno delle svalutazioni non riguarda solo le banche, ma sarà comune a tante società Usa o estere che operano negli Usa. Per esempio, un colosso petrolifero come BP (534,8 pence; Isin GB0007980591) ha già annunciato che i conti del quarto trimestre 2017 saranno gravati da svalutazioni per 1,5 miliardi di dollari circa. Il mercato, però, ha di fatto snobbato la notizia, tanto che il titolo nel corso del 2018 è salito in Borsa del 2,3% (+1% circa nel corso della settimana scorsa). I mercati hanno più badato alla corsa del prezzo del greggio: quello di qualità brent ha ormai sfiorato i 70 dollari al barile, facendo registrare un rialzo del 2,5% da fine 2017. Tra i titoli del settore, meglio ancora di BP, ha fatto Chevron (133,6 Usd; Isin US1667641005), salita del 4,5% nella scorsa settimana e del 6,7% da fine 2017. Il titolo si è ormai riportato sui massimi di luglio 2014, quando il prezzo del greggio viaggiava oltre i 100 dollari al barile, ma secondo noi resta una delle migliori scelte nel settore. Acquista Chevron, mantieni BP. Il rialzo del greggio fa bene soprattutto alle società che forniscono servizi all’industria petrolifera come Saipem (4,054 euro), salita dal 6,5% in Borsa dalla fine del 2017. Mantieni.

     

    Volano le banche italiane

    Piazza Affari è andata benissimo in questo avvio di 2018 – dalla chiusura del 2 gennaio a quella del 12 gennaio ha registrato tutte singole sedute in rialzo. Il bilancio dell’ultima settimana è di +2,9% (+7,2% da fine 2017). E anche a Milano la spinta è arrivata dai titoli bancari. In particolare, bene Intesa Sanpaolo (3,026 euro): tra le voci di una possibile fusione con una banca europea – si parla del Crédit Agricole, ma siamo proprio nell’ambito delle indiscrezioni – e di un’importante cessione di crediti “marci”, le azioni sono salite del 7,5% nella sola settimana scorsa e del 9,2% dalla fine del 2017. Secondo noi sono comunque ancora convenienti. Acquista. Molto bene anche le Unicredit (17,47 euro), salite del 7,5% settimana scorsa e del 12,1% dalla fine del 2017. Il successo riscontrato dalla banca nel lancio di una nuova forma di obbligazione, chiamata lower tier senior, ha fatto piacere al mercato. Questi bond, in termini di rischiosità, si pongono tra le obbligazioni subordinate (più rischiose) e quelle ordinarie (meno rischi in caso di bail-in), ma alla stregua delle prime sono considerate “quasi capitale”: insomma, più le banche riescono a emetterne, meno avranno bisogno di aumenti di capitale. Tu comprati le azioni Unicredit. Lascia stare questi bond lower tier senior, anche perché hanno un taglio minimo da 250.000 euro e sono destinati esclusivamente a investitori istituzionali. 

     

    Solo discreto l’avvio d’anno per Londra: +0,7% nell’ultima settimana, +1,2% da fine 2017. La Borsa della vicina Svizzera non ha brillato: -0,1% nell’ultima settimana, +1,8% da fine 2017. Ha pesato un po’ l’andamento delle Roche (245,80 Usd; Isin CH0012032048) calate del 2,5% nell’ultima settimana (-0,3% da fine 2017). Il via libera da parte delle autorità sanitarie europee a un trattamento contro la sclerosi a placche non ha scaldato più di tanto il mercato. E, in effetti, le prospettive del gruppo non cambiano: confermiamo stime e consiglio. Mantieni. 

     

    Risposte per te

    @Adriano Sia Axa, sia Ahold Delhaize, sia BMW staccano i dividendi solo una volta l’anno. Per questo, da luglio, non hai ricevuto nulla: i dividendi a valere sul 2017 saranno pagati nella primavera di quest’anno.

    @Franco I titoli esteri azionari quotati alla Borsa di Milano subiscono comunque la doppia tassazione sui dividendi (Paese estero e, sul restante, fisco italiano). Sulle plusvalenze (guadagni di prezzo) paghi solo il fisco italiano.

    @Giancarlo Le azioni Encana (13,98 Usd; Isin CA2925051047) sono risalite grazie al rialzo del greggio. Il gruppo dovrebbe essere tornato in utile alla fine del 2017 ma il titolo è solo correttamente valutato. Al più mantieni le azioni.

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  • Analisi
    Interpump: nuova acquisizione 8 mesi fa - lunedì 16 ottobre 2017

    Interpump è andata molto bene negli ultimi anni grazie anche allo scarso peso dell’Italia sulle sue vendite (17,3%) a fronte di un forte peso del resto dell’Europa (34,8%) e del Nord America (28,1%).

    Prezzo al momento dell'analisi (13/10/17): 26,22 EUR
    Consiglio: Vendi

     

    Interpump ha appena acquistato Fluid System 80, società che progetta e produce centrali e sistemi oleodinamici, settore in cui il gruppo è già presente col marchio Hydroven. Si tratta di una piccola acquisizione (meno di un milione di euro di esborso, circa sei milioni di euro di fatturato per la società), ma rientra pienamente nella politica di espansione a piccoli passi messa in atto dal gruppo. La società viene da un primo semestre molto positivo, in cui il fatturato è cresciuto del 18,3% rispetto allo stesso periodo del 2016. L’utile industriale (prima della quota parte dei costi pluriennali) è cresciuto in maniera più che proporzionale (+27,8%), così come l’utile netto (+34,9%). Ci attendiamo un utile per azione di 1,15 euro per il 2017 e di 1,3 euro per il 2018. La quotazione di Borsa tiene già ampiamente conto delle prospettive di crescita. Ai prezzi attuali, il titolo è ancora caro.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 30,80 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 23,41 EUR
ISIN IT0001078911
Borsa Milano
Beta 0,70
Volatilità 24,51 %
Numero di azioni 108.879.200
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 2,96 EUR
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 5.962 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 0,25 0,21 0,20 0,19
Utile corrente 1,42 1,21 0,87 1,12
Utile netto 1,54 1,26 0,87 1,12
Cash Flow corrente 1,88 1,68 1,28 1,57
Cash Flow netto 2,00 1,73 1,28 1,57
EBIT 2,11 1,87 1,41 1,30
EBITDA 2,57 2,34 1,82 1,75
Patrimonio netto 8,83 6,97 5,99 5,56
Patrimonio netto tangibile 4,82 2,94 2,74 2,34

Rendimento in euro

Interpump Group Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 0,38 % 1,57 % 7,17 %
Rendimento ultimi 6 mesi 1,01 % -2,52 % 4,66 %
Rendimento ultimo anno 7,14 % -1,97 % 8,38 %
Rendimento ultimi 5 anni 34,77 % 6,32 % 14,34 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2010
Pay out - - 17,28 % 39,25 %
Current ratio - - 2,17 1,53
ROE - - 19,63 % 9,68 %
ROE netto - - 19,63 % 9,68 %
Margine lordo - - 36,42 % -
Margine netto - - 13,03 % 6,34 %
EBIT margin - - 15,08 % 12,66 %
EBITDA margin - - 20,28 % 17,04 %
Tax rate - - 27,58 % 40,01 %
Gearing - - 41,21 42,12
Patrimonio netto / totale attivo - - 48,30 % 39,87 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 0,92 % 0,77 %
Prezzo/utile corrente 19,14 22,46
Prezzo/cash flow corrente 14,46 16,18
Prezzo/patrimonio netto 3,08 3,90
Prezzo/patrimonio netto tangibile 5,64 9,24
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,80 % -

(e) : stima

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