Intesa Sanpaolo IT0000072618

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Articoli

  • Analisi
    Un altro record infranto: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 4 dicembre 2017
    Lo storico indice Dow Jones della Borsa Usa per la prima volta nella sua storia ha chiuso una settimana (+2,9%) sopra i 24.000 punti. Meno brillanti le Borse europee, che, in media, hanno archiviato la settimana con ribassi dell’1%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Intesa Sanpaolo: trimestrale migliore delle attese 2 mesi fa - venerdì 10 novembre 2017
    Il vantaggio accumulato dal titolo da metà 2016 nei confronti di Piazza Affari resta notevole. Leggi qui cosa ne pensiamo.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Flamenco globale: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 06/10/2017

     

    Borse europee: +0,5%

    Per il momento la questione catalana sembra non destare grandi preoccupazioni nemmeno all’interno della zona euro: la Borsa di Parigi ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,6%, quella di Amsterdam ha messo su lo 0,5% e il listino di Francoforte è salito dell’1%. Lo hanno confermato anche i vertici dell’Enel (4,98 euro), che è molto esposta in Spagna visto che controlla Endesa, la Enel spagnola: nessun grande investitore si è dimostrato preoccupato per la situazione catalana, tanto che l’emissione obbligazionaria dell’Enel, perfezionata in questi giorni, ha ricevuto richieste tre volte superiori alla quantità effettivamente offerta. Mantieni le Enel, ma non pensare di approfittare del -2,2% fatto dal titolo in settimana per acquistare ancora queste azioni. Questo stato di calma sulle Borse europee potrebbe, infatti, non durare, complici anche le decisioni che arrivano dalla Banca centrale europea (vedi subito qua sotto). Settimana molto positiva per la Borsa di Londra, salita del 2%. Questa Piazza merita ampio spazio nel tuo portafoglio.

     

    Milano zavorrata dalle banche

    Oltre a Madrid, tra le Borse europee si è distinta negativamente Milano, che ha chiuso in calo dell’1,3%. In questo caso il ribasso è stato determinato dalla scivolata dei titoli bancari: solo per citare i nomi più importanti, Intesa Sanpaolo (2,93 euro) ha perso il 2,1%, Unicredit (17,32 euro) ha ceduto il 3,9%, Ubi Banca (4,12 euro) è scesa del 6%. A determinare questo calo il nuovo orientamento espresso da parte della Banca centrale europea in relazioni ai “crediti marci”: dal 2018 le regole dovrebbero diventare più severe e questo potrebbe zavorrare i bilanci delle banche – il rischio è meno utili e meno dividendi. Per ora non c’è alcun tipo di decisione definitiva e confermiamo tutti i nostri consigli – acquista Intesa e Unicredit, vendi Ubi Banca. Teniamo, però, l’attenzione alta. A proposito di banche italiane, continua la saga del Monte Paschi: le azioni non sono ancora state riammesse alle negoziazioni sul listino milanese, ma è stata annunciata un’offerta riservata a chi ha ora in mano azioni Monte Paschi, ma in precedenza aveva le obbligazioni subordinate Upper Tier II 2008/2018 (Isin IT0004352586). 

    Tra le azioni del settore bancario, si è distinta UBS (16,75 franchi; Isin CH0244767585): i vertici hanno confermato la strategia – puntare sulla gestione dei grossi patrimoni finanziari, che mantengono delle buone prospettive di crescita – e hanno detto di non avere in programma cessioni. L’azione è salita in settimana dell’1,2% e resta conveniente. Acquista.

     Pirelli (6,7 euro) chiude la prima settimana con un +3,1% sul prezzo di collocamento. Le azioni sono correttamente valutate. Da oggi le seguiremo costantemente. Lascia, invece, la nostra selezione Intek (0,33 euro; vendi).

     

    Bruxelles sorride

    Tra le Piazze europee, una delle migliori è stata Bruxelles (+0,7%). A sostenere la corsa di questo listino sono stati una serie di titoli che potresti avere in mano. Il primo è Umicore (72,81 euro; Isin BE0003884047), su cui ti abbiamo consigliato una scommessa in Altroconsumo Finanza n° 1238. Le azioni sono salite del 4% sulla “chiamata alle armi” da parte dell’Unione Europea per la creazione di un consorzio tra aziende automobilistiche, chimiche e ingegneristiche per fare ricerca e sviluppo (e produzione) su batterie per veicoli elettrici. La notizia lascia sperare in un ulteriore aumento degli ordini di lavoro per Umicore: la scommessa è confermata (se sei un buon padre di famiglia, però, non comprare queste azioni). Bene anche le Atenor (49,7 euro; Isin BE0003837540) dopo che il gruppo ha deciso di investire in un nuovo progetto immobiliare nella capitale rumena, dove cresce la domanda di uffici. La zona scelta per il progetto, tra l’altro, è particolarmente interessante: questo spiega il rialzo del 2,7% fatto registrare dal titolo che, comunque, resta conveniente. Acquista. Infine, si sono distinte anche le azioni Melexis (86 euro; Isin BE0165385973) salite in settimana del 5,1% sulla scia del buon andamento del settore auto (vedi qua sotto) – Melexis fa sensori per automobili. Anche se viaggia sui massimi di sempre, secondo noi, il titolo è ancora conveniente. Acquista. Poco brillante Ahold Delhaize (15,84 euro; Isin NL0011794037), catena di supermercati presente anche il Belgio. Da indiscrezioni, il gruppo starebbe puntando ad acquisire il gruppo americano Kroger. L’operazione sarebbe valida da un punto di vista strategico, ma pesante da un punto di vista finanziario. Nel frattempo, il gruppo ultima le cessioni in Olanda. Il titolo (+0,1% in settimana) resta conveniente.

     

    Wall Street fa un passo in avanti

    Dall’altra parte dell’Atlantico, le Borse hanno chiuso l’ennesima settimana positiva – si tratta della quarta di fila. A spingere Wall Street ci sono stati, da un lato, alcuni buoni dati sull’andamento dell’economia e, dall’altro, l’avanzamento della riforma fiscale voluta da Trump, che il mercato aspetta con ansia. In questo clima si è distinto il titolo BlackRock (463,22 Usd; Isin US09247X1019). Si tratta di uno dei più grandi gestori di Etf (e patrimoni finanziari) al mondo: se la Borsa e l’economia vanno bene, le persone hanno più voglia di investire. Non per nulla le azioni del gruppo sono salite in settimana del 3,6% portandosi su nuovi massimi storici. Secondo noi non è comunque il caso di comprare ora queste azioni – la riforma di Trump deve ancora essere approvata e non è scontato. Al più, se le hai, mantienile. Le notizie sull’avanzamento del piano di riforma fiscale di Trump fanno bene anche al settore tecnologico: il listino Nasdaq ha chiuso in progresso dell’1,5%.

     

    Sgommata del settore auto

    A dare una spinta alle Borse, ci sono stati anche i titoli del settore automobilistico (+2%): le vendite negli Usa a settembre sono andate bene. Quasi tutte le case automobilistiche hanno registrando progressi consistenti rispetto a un anno fa. Tra le poche a registrare un calo di vendite c’è FCA (14,94 euro): non per nulla il titolo è stato tra i peggiori del settore, perdendo l’1,5%. Anche le vendite di BMW (89,27 euro; Isin DE0005190003) sono cresciute a settembre negli Usa. Il titolo è salito del 4,5% ma resta quello sui cui puntare nel settore.

     

    Risposte per te

    @Enzo Ti sconsigliamo di comprare le Orbotech (42,39 Usd; Isin IL0010823388) a Francoforte. Sono poco scambiate e diversi titoli esteri sono stati ritirati, di recente, dai listini tedeschi (senza preavviso). Se vuoi scommetterci su, fallo sul Nasdaq.

    @Luigi Oriflame ha già dichiarato l’importo del dividendo straordinario: è di 0,5 euro per azione, in aggiunta a 1 euro ordinario. 1 euro è già stato pagato, il resto sarà staccato in fettine da 0,25 euro ciascuna il 14 novembre 2017 e il 14 febbraio 2018.

    @Vincenzo L’inglese IMI pubblica i conti societari solo due volte l’anno (semestre e fine anno). Alla chiusura del primo e del terzo trimestre dà solo aggiornamenti generici sull’andamento dei conti – i prossimi sono comunque previsti per il 9 novembre 2017.

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  • Analisi
    Un altro piccolo record per Wall Street: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Grazie al +1,6% fatto segnare in settimana, la Borsa Usa si è portata su nuovi massimi storici. Bene anche le Borse europee che, in media, sono salite dell’1,4%. L’ottimismo, però, è fragile e le tensioni legate a un conflitto in Corea del Nord potrebbero far tornare il brutto tempo sui mercati.

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/09/17 

     

    Il rimbalzo degli assicuratori

    A sostenere la salita delle Borse c’è stato il rimbalzo dei titoli degli assicuratori – le azioni di quelli specializzati nel ramo danni sono salite, in media, dell’1,7%. L’uragano Irma che ha colpito la Florida si è dimostrato, infatti, meno devastante del previsto: ora i danni stimati dal settore assicurativo sono tra i 20 e i 40 miliardi di dollari contro i 100 che si temevano all’inizio. Sui danni effettivi, però, c’è ancora incertezza: meglio evitare di investire sul settore assicurativo americano. Gli assicuratori europei sembrano essere molto poco esposti ai disastri naturali avvenuti dall’altra parte dell’Oceano, ma questo comunque non vuol dire che lo scenario in cui si muovono sia tutto rose e fiori: il permanere di bassi tassi d’interesse (e il rischio che questa situazione in Europa possa proseguire a lungo) pesa ancora sui loro bilanci. Nel settore consigliamo di acquistare solo due titoli: Generali (15,32 euro; +2,4% in settimana) e Axa (24,55 euro, Isin FR0000120628; +2,5%) – la prima era già presente sul promettente mercato asiatico, la seconda vi ci sta investendo con decisione. La settimana è stata positiva per tutto il settore finanziario (+1,8%). In particolare, sono andati beni i titoli bancari europei, saliti dell’1,9%. Compra Unicredit (17,64 euro; +5,4%) e Intesa Sanpaolo (2,91 euro; +3,6%).

     

    La corsa dei petrolieri

    Un’ottima spinta è arrivata anche dai titoli del settore energetico (+2,2% in media), che hanno beneficiato dell’ulteriore rialzo dei prezzi del greggio – quello di qualità brent si è ormai riportato sui 55 dollari al barile (+3% in settimana), valori che non vedeva dallo scorso aprile. A infiammare l’oro nero sono stati i dati che hanno mostrato nel secondo trimestre dell’anno un aumento della domanda di greggio, a livello mondiale, come mai si era visto negli ultimi due anni. Ma non solo: a questo si è aggiunta una riduzione dell’attività delle trivelle che potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Maggiore domanda e minore offerta sono le classiche condizioni che portano a un aumento dei prezzi. Vedremo, però, quanto i Paesi del Medioriente andranno davvero avanti con il “freno tirato”: non investire direttamente sul prezzo del greggio, c’è il rischio di ulteriori su e giù nei prossimi mesi. Meglio scegliere azioni di una compagnia petrolifera: Chevron (114,63 Usd; Isin US1667641005), per esempio, ha già riorganizzato le attività per riuscire a reggere anche a fronte di una nuova discesa del greggio. Il titolo ha messo su il 3,5% in settimana, ma resta convenienteEni (13,81 euro; +2,6%) ha staccato il 18 settembre l’acconto sul dividendo 2017. L’importo è di 0,4 euro, un valore in linea con le nostre attese. Confermiamo il consiglio: mantieni. 

     

    Apple non scalda più di tanto i tecnologici

    Poca spinta, invece, è arrivata da Apple (159,88 Usd; Isin US0378331005): nonostante la tanto attesa presentazione del nuovo iPhone, il titolo ha chiuso la settimana con modesto rialzo dello 0,8%. Non ci sorprende: le azioni erano salite tanto nelle settimane scorse sulla scia delle indiscrezioni sul nuovo telefonino e queste si sono rivelate tutte confermate – in finanza vale il solito adagio, compra sulla base delle indiscrezioni, vendi sulla base delle notizie. Inoltre le prime consegne avverranno un po’ più tardi del previsto. Le azioni Apple sono salite del 38% da inizio anno contro il +12% circa della Borsa Usa. Secondo noi Apple è al più da mantenere – se sei un investitore “prudente”, però, vendi le azioni Apple e tutte quelle americane. La finlandese Rovio - quella di Angry birds - di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1235, ha avviato l’operazione di quotazione in Borsa. Rispetto a quanto inizialmente ventilato, ha “ridimensionato” la richiesta: chiede tra 10,25 e 11,5 euro per azione, fatto che valorizza la società tra 950 e 1,1 miliardi di dollari (si parlava di 2 miliardi di dollari). È comunque tanto: non sottoscrivere queste azioni. 

     

    Teva infiamma il settore farmaceutico

    Progresso dello 0,7% per il settore farmaceutico, dove, però spicca il +16,8% di Teva Pharma (18,10 Usd; Isin US8816242098). Due i motivi alla base di questo risultato. Primo: la società ha finalmente trovato un nuovo “capitano d’azienda”. Si tratta di una persona che lavora da trent’anni nel settore e che ha guidato i laboratori danesi Novo Nordisq e Lundbeck. Secondo: la società sta andando avanti con il piano di dismissioni – ha annunciato la chiusura dell’accordo per la vendita della controllata Paragard. Le notizie sono sicuramente positive, ma preferiamo mantenere un consiglio prudente, visto che il piano di cessioni è ambizioso e che i nuovi vertici non hanno ancora dato dettagli sull’orientamento strategico. Limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove.

     

    Londra maglia nera

    Tra le Borse europee si è distinta negativamente quella di Londra, calata del 2,2%. La ragione principale del calo va cercata nei dati sull’inflazione (la corsa dei prezzi), salita più del previsto. Questo rende più probabile un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale britannica e ha, quindi, spinto la sterlina a recuperare terreno nei confronti dell’euro (+3,6%). Non è il massimo per le tante società del listino che vivono di esportazioni. A questo si è aggiunta la bomba fatta esplodere nella metro di Londra che, nella giornata di venerdì 15, ha acuito la tensione già presente sul mercato. Per ora non ci spaventiamo: confermiamo il peso della Borsa inglese in portafoglio (20%) e i consigli d’acquisto su Vodafone (206,45 pence; Isin GB00BH4HKS39), scesa in settimana del 3,4%, e Rio Tinto (3.452,5 pence; Isin GB0007188757), scesa del 4,1%. 

    La Borsa brasiliana ha guadagnato il 3,7% nonostante le nuove accuse contro il presidente Temer nell’inchiesta sulla corruzione. Evidentemente il mercato non crede, per ora, che questo possa portare a un cambio nella guida del Paese (il real ha ceduto solo lo 0,3% nei confronti dell’euro). Se sei un investitore prudente, non investire sulla Borsa brasiliana. Altrimenti, dedicaci il 5% del tuo portafoglio.

    Risposte per te

    @Gianfranco La normativa sulla fiscalità degli Etf è cambiata da aprile 2014. Da allora non c’è alcun modo di compensare le plusvalenze ottenute su Etf con minusvalenze pregresse, nemmeno parzialmente.

    @Nicola Le variazioni dell’Etfs gold bullion sono corrette: seguono l’andamento dell’oro, ma risentono anche al tasso di cambio euro/dollaro. Se l’oro sale dell’1% e il dollaro perde l’1%, l’Etf resta fermo in Borsa.

    @Rosanna Il certificate 7x short che usavi con codice Isin DE000SG409N9 è ancora quotato. A seguito del raggruppamento di luglio, però, il suo codice Isin è diventato DE000SG2QNU4.

     

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  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 08/09/17 

    Settimana no per i bancari europei…

    L’evento centrale della settimana era la riunione della Banca centrale europea. Alla fine da quest’ultima non è emerso nulla: anzi, Draghi ha rimandato, di fatto, alla prossima riunione tutte le decisioni. Un po’ il mercato se l’aspettava, un po’ qualcuno ha iniziato a sospettare che questo “attendismo” nasconda una volontà di andare avanti con una politica monetaria “morbida” – tassi d’interesse bassi e “doping” di liquidità – a dispetto di chi in Europa, invece, chiede maggiore rigore. Meglio non dichiarare subito questa volontà, però, per non “turbare” le elezioni tedesche di fine settembre. Sarà vero? Il mercato, sotto sotto, un pochino sembra crederci: ha punito, infatti, i titoli del settore bancario europeo (-1%), che sono quelli che più avrebbero da guadagnare in caso di un rialzo dei tassi d’interesse. Questo spiega il calo settimanale dell’1,1% di Intesa Sanpaolo (2,81 euro) e del 3,3% dell’Unicredit (16,73 euro). Sono ribassi che non riteniamo preoccupanti, perciò il consiglio resta invariato: acquista.

     

    … e per tutti gli assicuratori

    Non solo i bancari europei, però, hanno sofferto in settimana. Le tragiche notizie sugli uragani negli Stati Uniti e sul terremoto in Messico hanno pesato in generale sull’andamento dei titoli degli assicuratori. In media, le azioni di chi opera soprattutto nel ramo danni hanno perso l’1,4%. Generali (14,96 euro) non poteva non risentire del generale andamento negativo del suo settore, ma si è comunque difesa lasciando sul terreno l’1%, meno dei “colleghi”: del resto, ha una presenza molto più forte in Asia, rispetto all’America, dove tra l’altro sta anche cedendo alcune delle attività. Per questo non c’è motivo di spaventarsi. Confermiamo il consiglio: acquista.

     

    Nonostante il calo di Wall Street, Procter & Gamble (92,84 Usd; Isin US7427181091) è riuscita a chiudere con un rialzo dello 0,3%. Un importante investitore contesta l’attuale management e spinge per una ristrutturazione della società. Sono parole al vento, ma tengono accesa l’attenzione del mercato sul titolo. Mantieni.

     

    Bene i petrolieri…

    Buona settimana, invece, per i titoli del settore petrolifero (+1,2%) che hanno beneficiato del rialzo del prezzo del greggio (+2,6% quello di qualità brent). Le raffinerie che erano state colpite dall’uragano Harvey in Texas – Irma colpisce la Florida, dove raffinerie non ce ne sono – stanno tornando a lavorare prima del previsto. Una notizia a favore della domanda di greggio.

    Non per nulla Exxon Mobil (78,82 Usd; Isin US30231G1022), che aveva pagato per il timore di uno stop prolungato a una delle sue raffinerie più importanti, in settimana ha ripreso fiato, facendo meglio del settore (+2,9%). Confermiamo il giudizio positivo sul titolo: acquista.

     

    … e i produttori di auto

    Buona settimana anche per i titoli del settore auto (+1,6%) dopo i dati che hanno mostrato in agosto una crescita di quasi il 5% delle vendite nell’Europa occidentale. La spinta è arrivata soprattutto da Francia, Italia e Spagna. Il progresso delle vendite in Germania si è fermato a un +3,5%, ma BMW (82,70 euro; Isin DE0005190003) è stato comunque uno dei titoli migliori del settore (+4,7%). Il motivo? A livello europeo i dati mostrano una forte crescita delle auto elettriche e BMW è pronta ad approfittarne: ha confermato che lancerà 12 modelli di auto elettriche da qui al 2025. Una concorrenza temibile e credibile per Tesla (343,40 Usd; Isin US88160R1014) che in settimana, infatti, ha perso il 3,4%. Acquista le BMW, vendi le Tesla. Nel settore auto si è distinta in negativo Ferrari (91,1 euro), calata del 6,3% dopo la bocciatura espressa dalla banca Morgan Stanley. Da tempo ti diciamo di vendere queste azioni.

     

    Fermento tra i farmaceutici

    Diverse novità hanno vivacizzato il settore farmaceutico (+1,8%). Merck (64,27 Usd; Isin US58933Y1055) ha acquistato una piccola società tedesca che si occupa di biotecnologie. L’operazione, però, darà frutti solo nel tempo: la molecola principale della società acquisita è, infatti, ancora a uno stadio di sperimentazione poco avanzato. Non per nulla la reazione del mercato è stata contenuta: le azioni Merck sono salite dello 0,7% e secondo noi restano correttamente valutate. Mantieni. Migliore il progresso di Eli Lilly (82,92 Usd; Isin US5324571083): il +3,5% è arrivato dopo che la società ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione. Quest’ultimo ha come obiettivo quello di realizzare dal 2018 risparmi annui di costo di circa 0,48 dollari per azione (ante imposte; utile per azione stimato per il 2018 pari a 3,9 Usd) anche attraverso la riduzione di circa l’8% dei dipendenti. L’operazione genererà degli impatti negativi sul bilancio 2017, ma dovrebbe dare i suoi frutti nel lungo termine. Mantieni queste azioni. Novartis (81 franchi svizzeri), dopo 8 anni, vedrà un avvicendamento al “ponte di comando” aziendale. La notizia non ha scosso più di tanto le azioni del colosso farmaceutico, che hanno chiuso la settimana a +0,2%. Il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Sospiro di sollievo su Engie

    Molto buono il risultato delle utility europee (+2,4%), grazie al +4,6% di Engie (14,75 euro; Isin FR0010208488). Lo Stato francese ha venduto il 4,5% delle azioni del gruppo, con un’operazione lampo rivolta agli investitori istituzionali (banche, assicurazioni…) e che è stata effettuata a un prezzo di poco inferiore a quello di Borsa. Lo Stato avrebbe potuto vendere più azioni e a un prezzo più basso. Pericolo scampato, buona notizia. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Adriano È normale che per i dividendi delle azioni estere passino diversi giorni tra la data di stacco e quella di pagamento. Per esempio, l’ultimo dividendo di BP è stato staccato il 10 agosto, ma sarà messo in pagamento solo a partire dal 22 settembre.

    @Cesare Quella lanciata da Baker Mills su IBM è stata un mini-Opa come spesso se ne vedono negli Usa: il prezzo offerto era inferiore a quello di mercato del titolo. In questi casi basta non abboccare e non fare nulla: le azioni restano quotate sul mercato.

    @Giulio Il dividendo di 0,2 euro che indichiamo per PostNL è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2017. Quello appena staccato dal titolo è solo l’acconto. Il saldo dovrebbe arrivare nel 2018, ma sulle tempistiche e sull’importo non ci sono certezze.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 3,09 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 2,08 EUR
ISIN IT0000072618
Borsa Milano
Beta 1,59
Volatilità 31,27 %
Numero di azioni 15.859.790.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 49,01 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 282.982 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,18 0,18 0,18 0,14
Utile corrente 0,20 0,20 0,19 0,16
Utile netto 0,20 0,41 0,19 0,16
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 3,02 3,00 2,74 2,71
Patrimonio netto tangibile 2,72 2,70 2,49 2,47

Rendimento in euro

Intesa Sanpaolo Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 7,43 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi 7,80 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno 36,67 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 20,28 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 96,40 % 86,20 % 93,84 %
Current ratio - - - -
ROE - 6,78 % 6,03 % 2,88 %
ROE netto - 6,78 % 6,03 % 2,88 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - 23,86 % 32,63 % 55,76 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - 6,39 % 6,83 % 6,92 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 5,76 % 5,76 %
Prezzo/utile corrente 15,45 15,45
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 1,02 1,03
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,14 1,14
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 8,40 % -

(e) : stima

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