Intesa Sanpaolo

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3,14 EUR 20/04/2018 17:38 Milano
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34,11 % Rendimento a 1 anno
6,53 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi
    Entusiasmo raffreddato: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 26 febbraio 2018
    Solo grazie a uno scatto nell’ultima seduta New York è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo rialzo dello 0,6%. Le Borse europee, in media, hanno archiviato un bilancio invariato. Bilancio in rosso per Milano (-0,6%).
     
     
     
     

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  • Analisi
    Intesa Sanpaolo: i conti 2017 e il piano strategico piacciono al mercato 2 mesi fa - mercoledì 7 febbraio 2018
    Il mercato ha accolto bene le novità arrivate dal gruppo. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Intesa converte le azioni di risparmio 2 mesi fa - martedì 6 febbraio 2018
    Che fare? Ecco i nostri consigli.

    Questa mattina Intesa Sanpaolo ha annunciato che convertirà le azioni di risparmio in azioni ordinarie. I possessori delle azioni di risparmio riceveranno 1,04 azioni ordinarie in cambio di ogni azione di risparmio, senza nessun conguaglio in denaro.

    Se hai già in portafoglio le azioni di risparmio Intesa Sanpaolo, limitati a mantenerle. Dopo la notizia, oggi hanno chiuso a 3,221 euro, con un balzo del 7,98% rispetto alla chiusura di ieri, e si sono già sostanzialmente allineate al rapporto di cambio annunciato (l’azione ordinaria di Intesa oggi ha infatti chiuso a 3,11 euro, con un ,rialzo dello 0,91% nonostante il contesto di Borsa negativo). Di fatto, d’ora in avanti le azioni di risparmio e le azioni ordinarie si muoveranno all’unisono finché la conversione non sarà concretizzata (l’iter potrebbe richiedere qualche mese, l’assemblea è fissata per fine aprile).

    Se non hai già in portafoglio le azioni di risparmio Intesa Sanpaolo, non acquistarle: come ti abbiamo detto, ormai i due prezzi sono allineati e non c’è modo di speculare. Se vuoi investire in Intesa, tanto vale acquistare direttamente le azioni ordinarie senza passare attraverso il concambio. Fai attenzione, però, a non esporti troppo: il “peso” delle azioni bancarie sul tuo portafoglio non deve superare il 5% del totale, per le motivazioni che ti abbiamo spiegato su AF n° 1254.

    Oggi altre importanti notizie hanno riguardato il gruppo Intesa: la presentazione dei conti 2017, chiusi con un utile record di 7,3 miliardi, e l’annuncio di un nuovo piano strategico. Stiamo vagliando nei dettagli tutte le novità: torneremo a parlartene nei prossimi giorni. Stay tuned.

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  • Analisi
    Sorrisi a denti stretti: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 29 gennaio 2018
    New York col suo +2,2% è stata una delle Borse migliori della settimana. Considerando il calo del dollaro nei confronti dell’euro (-1,5%), il risultato è meno scintillante. Le Borse dell’eurozona sono comunque andate peggio (invariate), Milano si è difesa: +0,5%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Unicredit e Intesa Sanpaolo, che fare? 3 mesi fa - lunedì 22 gennaio 2018
    Dopo la corsa degli ultimi mesi, non esporti troppo.
    Azioni

    Azioni

    Prezzi raddoppiati in un anno e mezzo

    Il 2018 è cominciato bene per le banche italiane in Borsa. Da inizio anno, sia Intesa Sanpaolo (3,09 euro) sia Unicredit (17,40 euro) hanno guadagnato quasi il 12%, proseguendo il momento positivo che le caratterizza da un anno e mezzo: rispetto a metà 2016, entrambi i titoli hanno raddoppiato il loro valore. Nello stesso periodo le banche europee nel complesso hanno guadagnato il 74%, la Borsa italiana si è fermata a +64%. Ti consigliamo entrambe da giugno 2014 (vedi AF n° 1081). Chi ha investito in Intesa sta guadagnando qualunque sia il momento dell’acquisto (vedi tabella). Per Unicredit il bilancio è in chiaroscuro: chi ha investito nel 2014 è ancora in rosso, chi ha investito in tempi più recenti sta realizzando dei bei guadagni.

     

    Gli elementi a favore di nuovi rialzi…

    Entrambi i titoli, convenienti in base alla nostra metodologia, hanno secondo noi ancora spazio per ulteriori rialzi per due motivi. Primo: la ripresa economica sta sostenendo i conti dei due gruppi. Secondo: il mercato sta apprezzando le operazioni di “pulizia di bilancio” intraprese da entrambe.

    Unicredit e Intesa, com’è andata?

     

    Unicredit

    Intesa Sanpaolo

    Borsa italiana

    Banche europee

    Da inizio 2018

    +11,7%

    +11,5%

    +8,7%

    +5,6%

    Da inizio 2017

    +27,0%

    +35,7%

    +27,5%

    +18,7%

    Da inizio 2016

    -29,4%

    +13,5%

    +19,2%

    +16,2%

    Da inizio 2015

    -30,7%

    +47,8%

    +38,0%

    +16,3%

    Dal primo consiglio (giugno 2014)

    -42,8%

    +46,0%

    +22,7%

    +9,7%

    Rispetto al prezzo minimo (1)

    +98,1%

    +112,4%

    +63,5%

    +73,8%

    Rispetto al prezzo massimo (2)

    -46,2%

    -2,5%

    0,0%

    -5,6%

    (1) Il prezzo minimo è al: 7/7/16 per Unicredit e banche europee, 27/6/16 per Intesa Sanpaolo e per la Borsa italiana. (2) Il prezzo massimo è quello raggiunto al: 10/6/14 per Unicredit, 20/7/15 per Intesa Sanpaolo, 15/1/18 per la Borsa italiana, 20/7/15 per le banche europee. Le variazioni tengono conto di dividendi e operazioni straordinarie.

     

    Ne è prova sia l’andamento di Unicredit dall’aumento di capitale a oggi (vedi riquadro), sia la reazione positiva di Intesa Sanpaolo nelle prime settimane di gennaio, dopo aver annunciato trattative per cedere un consistente pacchetto di crediti “marci” – in altri periodi una notizia del genere avrebbe potuto generare parecchia preoccupazione in Borsa. Non stiamo dicendo che i prezzi dei titoli possano risalire ai livelli di una decina di anni fa – 200 euro per Unicredit, oltre 5,5 euro per Intesa - livelli ormai impossibili da raggiungere. Bisogna tener conto di una serie di incognite che possono portare a una brusca frenata della corsa dei prezzi di Borsa.

     

    …e le incognite che potrebbero rovinare la festa

    Primo: le incertezze politiche. Se a marzo non dovesse risultare un governo capace di garantire riforme e crescita economica, la Borsa di Milano (e i titoli bancari in particolare, che ne amplificano gli alti e bassi) pagherebbero sicuramente dazio. Secondo: le nuove richieste della Bce per rafforzare la solidità patrimoniale. Nonostante la pulizia effettuata, i crediti “marci” delle banche italiane sono ancora l’11,8% del totale dei crediti (per Intesa il 13,6%, per Unicredit il 10,6%): un livello più alto rispetto alla maggior parte dei Paesi europei (la media europea è del 4,2%). Non ci sono ancora indicazioni puntuali, ma secondo alcune voci la Bce potrebbe chiedere di far scendere questo rapporto al 10% entro il 2019, e intorno al 5% entro il 2022-2023 (il che può significare altre forti perdite se le banche saranno costrette a liberarsi di questi crediti vendendoli a valori più bassi di quelli di bilancio). C’è anche la possibilità che la Bce chieda di fare accantonamenti pari al 100% dei nuovi crediti “marci” dal 2019 (oggi le banche accantonano circa il 60%). Terzo: se (o meglio quando) si arriverà a un aumento dei tassi euro, il valore dei titoli di Stato che le banche hanno in portafoglio subirà un contraccolpo. Le banche stanno cercando di ridurre il rischio, ma pesano ancora molto: a novembre 2017 il totale dei titoli di Stato nelle tasche delle banche italiane è sceso a 336,6 miliardi dai 382,8 miliardi di un anno prima.

     

    Non esagerare

    Viste le incognite, il valore totale di queste due azioni non deve superare il 5% del tuo portafoglio complessivo; se lo supera, alleggerisci la tua posizione vendendone una parte. Solo se il peso dei titoli è inferiore al 5% del tuo portafoglio totale, puoi continuare a seguire il nostro consiglio di acquisto. È vero che in alcuni dei nostri portafogli “ideali” la Borsa italiana dovrebbe pesare più del 5% (vedi qui a lato), ma non è un buon motivo per puntare solo su queste azioni. Ci sono altre alternative, per esempio i fondi e gli Etf che puntano su Piazza Affari: Amundi Ftse Mib Ucits Etf (43,70 euro, Isin FR0010892208), Atlante target Italy fund A (143,81 euro, Isin IE00B1V6R242), Lyxor Ftse Mib(23,17 euro, Isin FR0010010827) o Ubi Pramerica Azioni Italia (8,33 euro, Isin IT0003242408).

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 3,21 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 2,49 EUR
ISIN IT0000072618
Borsa Milano
Beta 1,59
Volatilità 31,27 %
Numero di azioni 15.859.790.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 49,32 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 280.238 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,20 0,20 0,18 0,14
Utile corrente 0,24 0,23 0,19 0,16
Utile netto 0,24 0,44 0,19 0,16
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 3,02 3,15 2,74 2,71
Patrimonio netto tangibile 2,72 2,85 2,49 2,47

Rendimento in euro

Intesa Sanpaolo Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 0,76 % -4,72 % -5,26 %
Rendimento ultimi 6 mesi 9,18 % -1,84 % 0,77 %
Rendimento ultimo anno 34,11 % 1,25 % -0,19 %
Rendimento ultimi 5 anni 24,15 % 6,02 % 12,87 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 96,40 % 86,20 % 93,84 %
Current ratio - - - -
ROE - 6,78 % 6,03 % 2,88 %
ROE netto - 6,78 % 6,03 % 2,88 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - 23,86 % 32,63 % 55,76 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - 6,39 % 6,83 % 6,92 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 6,53 % 6,53 %
Prezzo/utile corrente 12,96 13,52
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 1,03 0,99
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,14 1,09
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 9,33 % -

(e) : stima

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