ION Geophysical Corp.

US4620442073
Avvisi: ON/OFF
Aggiungi al portafoglio
29,65 USD 20/04/2018 16:17 New York
0,05 USD (0,17 %) Variazione dall'ultima chiusura
3,30 31,55  52 settimane min max
507,14 % Rendimento a 1 anno
0,00 % Rendimento da dividendo
tutti i dettagli

Contenuto premium

I consigli dei nostri esperti e le nostre valutazioni di rischio sono riservati agli abbonati. Desideri accedere?

Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Correzioni: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 12 febbraio 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha perso il 5,2%. Le Borse europee hanno per un po’ dato l’impressione di reggere meglio, ma poi hanno chiuso anche loro a -5,4%. Malissimo le asiatiche: Giappone -8,1%, Cina -10,1%. Ma Umicore...
     
     
     
     

    Il parere dei nostri esperti e le nostre valutazioni del rischio sono solo per gli abbonati. Vuoi accedere?

    Voglio accedere a questo contenuto!
  • Analisi
    Ion Geophysical: boom dopo i conti trimestrali 5 mesi fa - lunedì 6 novembre 2017
    I risultati trimestrali di Ion Geophysical sono stati fortemente apprezzati dal mercato. 
     
     
     
     

    Il parere dei nostri esperti e le nostre valutazioni del rischio sono solo per gli abbonati. Vuoi accedere?

    Voglio accedere a questo contenuto!
  • Analisi
    Stati di tensione: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Settimana nervosa, ma poi chiusa in attivo: New York ha fatto +1,4%, le Borse europee, in media, +0,5%. Basta un nulla, comunque, per far cambiare l’umore ai mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 01/09/2017

    Si naviga a vista

    L’andamento della Borsa di New York fa capire quanto il mercato, in questo periodo, stia navigano a vista. All’inizio della settimana scorsa si è concentrato sulle notizie legate al possibile conflitto con la Corea del Nord, deprimendosi. Poi, però, nonostante il permanere delle tensioni con il Paese asiatico, ha deciso di focalizzarsi su altro, ritrovando ottimismo: primo, il dato sulla ricchezza prodotta dagli Usa, rivisto al rialzo grazie a spese dei consumatori e investimenti delle imprese superiori alle attese; secondo, l’avanzare della tanto attesa riforma fiscale promessa da Trump (nonostante gli annunci, però, ancora di concreto si è visto poco). Nelle prime battute di questa settimana, le tensioni legate a una possibile esplosione del conflitto in Corea sono tornate. Se guerra sarà, le Borse soffriranno (vedi pagina 1): tieniti pronto a comprare il certificate 7x short di Société Générale (7,825 euro; Isin DE000SG2QNU4) che guadagna quando la Borsa scende (se Milano perde il 3% in un giorno, questo prodotto guadagna circa il 21%). Tieniti pronto anche a venderlo appena le tensioni dovessero stemperarsi. Tra i titoli dei colossi societari americani, si è distinto General Electric (25,14 Usd; Isin US3696041033), salito del 2,7% dopo le indiscrezioni di forti tagli ai costi (anche del personale) per rilanciare i profitti. Mantieni.

     

    Il nervosismo del greggio

    Una conferma della mancanza di lucidità del mercato arriva guardando l’andamento del prezzo del petrolio. A inizio settimana è sceso: il mercato aveva preso sottogamba l’uragano in Texas, pur sapendo che si era abbattuto su una zona ad alta densità di raffinerie. Solo sul finire della settimana il mercato si è reso conto della gravità della situazione: non per nulla il greggio è poi risalito, chiudendo la settimana a +0,9%. I titoli delle grandi compagnie petrolifere sono saliti in media, dell’1,3%. Deludente Exxon Mobil (76,57 Usd; Isin US30231G1022) che ha perso lo 0,2% dopo che una sua importante raffineria – la seconda più grande degli Usa – ha subìto più danni del previsto. Comunque le prospettive reddituali del gruppo non sono compromesse: acquista. Benissimo le Ion Geophysical (7,65 Usd; Isin US4620442073) che hanno messo su il 9,3%, proseguendo nella corsa già partita a inizio agosto (più che raddoppiate da fine luglio). A innescarla i conti del secondo trimestre che, pur chiudendosi ancora in rosso, hanno mostrato un aumento dei ricavi e un calo dei costi superiori alle attese. Inoltre, gli ordini di lavoro sono ai massimi dal 2013 e arrivano da Paesi dove è attesa una forte crescita della produzione di idrocarburi. L’entusiasmo ci sembra eccessivo: la sensazione è che stia scontando la possibilità che Ion possa essere rilevata da un concorrente o da qualche compagnia petrolifera. Vista la situazione dei conti di Ion e l’incertezza sull’andamento dei prezzi del greggio crediamo che questa prospettiva sia poco probabile. Limitati a mantenere le azioni Ion che già hai. Tra i titoli europei del settore petrolifero, debole anche Saipem (3,09 euro; +0,6%) nonostante le nuove commesse ottenute in Ghana e Angola. L’importo, del resto, non è tale da modificare le prospettive reddituali del gruppo: non modifichiamo il nostro consiglio. Mantieni.

     

    Tecnologia: mai così in alto

    Tra i titoli migliori della settimana ci sono stati ancora una volta quelli del settore tecnologico: l’indice Nasdaq (che di titoli tecnologici ne raccoglie tanti) ha fatto segnare in settimana un progresso del 2,7%, chiudendo su nuovi massimi storici. Una spinta è arrivata da Apple (164,05 Usd, Isin US0378331005; +2,6%): la conferma che il nuovo telefonino sarà presentato il 12 settembre, in tempo per i regali di Natale, ha fatto ben sperare per i conti della fine dell’anno. Le aspettative sul nuovo telefono sono, però, davvero molto elevate: speriamo non vengano deluse, altrimenti potrebbero essere dolori. Non comprare azioni Apple. Al più mantieni quelle che già hai. Benissimo le azioni Applied Materials (45,1 Usd; Isin US0382221051), salite del 4,1%: la società, in un incontro col mercato, ha ulteriormente rialzato gli obiettivi per la fine dell’anno dopo che già pochi giorni fa aveva mostrato conti trimestrali record. Nonostante la corsa, secondo noi, il titolo continua a essere correttamente valutato. Puoi mantenere le tue azioni. Il consiglio sul singolo titolo azionario è comunque subordinato alla strategia generale di portafoglio: per esempio, se sei un risparmiatore che si identifica nel portafoglio “prudente” non devi avere nessuna azione Usa, anche se il consiglio specifico sulla singola azione è acquista o mantieni.

     

    Il supereuro e la reazione delle Borse di casa nostra

    Le Borse europee hanno seguito lo stesso andamento di Wall Street: male nella prima parte della settimana, poi il recupero. In questo caso, però, il movimento sembra essere stato piuttosto legato alle oscillazioni dell’euro. La paura di un euro troppo forte, che potesse compromettere le esportazioni, ha pesato sulla prima parte della settimana. Poi, verso la fine della settimana, l’euro si è un po’ sgonfiato, ridando fiato alle Borse – vedremo che impatti avrà sulla nostra valuta la riunione della Banca centrale europea, prevista per giovedì 7 settembre. Milano ha chiuso la settimana con un risultato allineato a quello medio delle altre Borse europee, +0,5%. Anche Londra ha chiuso con lo stesso risultato (+0,5%). Tra i singoli titoli europei, da segnalare il tracollo (-15,7%) delle azioni Carrefour (16,64 euro; Isin FR0000120172), dopo la pubblicazione di conti trimestrali sotto le attese e il taglio delle stime per la fine dell’anno. Non è la prima catena di supermercati che subisce una forte correzione dei prezzi in Borsa: in Detto tra noi trovi un approfondimento su questo tema. Barclays (192,15 pence; Isin GB0031348658) è andata peggio della Borsa di Londra, perdendo l’1,1%. I conti trimestrali non sono stati granché e hanno offuscato alcuni importanti passi avanti fatti nel piano di ristrutturazione (cessione attività in Africa). Inoltre, gli indicatori di solidità patrimoniale sono in miglioramento. Mantieni.

     

    Risposte per te

    @FabrizioSu ogni acquisto di azioni di società domiciliate nel Regno Unito, paghi sempre e comunque lo “stamp duty” – la chiamano la tassa della regina - in aggiunta alle commissioni di compravendita della tua banca. È lo 0,5% del valore del tuo investimento.

    @PieroLe minusvalenze su Etf azionari sono compensabili con plusvalenze su singole azioni (non su plusvalenze di Etf e fondi). Se hai scelto il regime amministrato, la tua banca fa le compensazioni in automatico (a patto di aver ottenuto prima le minusvalenze e poi le plusvalenze).

    @ToninoL’ultimo dividendo di National Grid è stato messo in pagamento il 16 agosto, per un importo di 29,10pencelordi per azione. L’ultimo dividendo di Pearson è stato messo in pagamento il 12 maggio, per un valore di 34pencelordi per azione. La banca non ha sbagliato.

     

     

    condividi questo articolo

  • Analisi
    ION Geophysical: ancora in rosso 11 mesi fa - lunedì 15 maggio 2017
    Ion Geophysical ha chiuso un altro trimestre in perdita. 

    Prezzo al momento dell'analisi (12/05/2017): 4,40 USD

    L’azione, anche se molto rischiosa (5/5, il massimo nella nostra scala da 1 a 5), è ancora correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Nonostante l’aumento dei ricavi e i tagli ai costi, Ion Geophysical (Isin US4620442073), attiva nelle infrastrutture petrolifere, ha subìto una nuova perdita nel 1° trimestre 2017. La parte operativa dell’attività va abbastanza bene, ma l’indebitamento è a livelli preoccupanti; per questo, secondo noi, la prudenza s’impone. Solo se il rischio elevato non ti spaventa, mantieni questa azione correttamente valutata.

    condividi questo articolo

  • Analisi
    Putin salva Ion Geophysical? un anno fa - lunedì 17 ottobre 2016
    Con le sue dichiarazioni il Presidente russo ha fatto risalire il greggio ai massimi dal 2016. Basterà a ridare lustro ad aziende come Ion? Facciamo qui il punto.
    Ion Geophysical (6 Usd; Isin US4620442073) chiude da anni il bilancio in perdita e al momento ci aspettiamo che anche per il 2016 e il 2017 la tendenza non cambi. Il motivo è semplice: il calo del prezzo del petrolio ha portato le grandi compagnie petrolifere a tagliare i propri progetti di ricerca. Si stima che tra il 2015 e il 2020 potrebbero essere tagliati progetti, per un valore di circa 1.000 miliardi di dollari. È tutto lavoro che viene meno a Ion, che di quei progetti campa. Per quest’ultima, dunque, un nuovo calo del prezzo del greggio, con conseguente ulteriore taglio agli investimenti, potrebbe essere devastante – rischia di esaurire i soldi in pancia alla fine del 2017 e, quanto meno, di dover fare un aumento di capitale per poter andare avanti. Un rialzo del greggio, invece, farebbe molto bene al gruppo: non per nulla, tra il 27 settembre e il 10 ottobre, con il greggio Wti in recupero dell’11%, il titolo ha messo su quasi il 15%. È arrivato il momento della riscossa del prezzo del petrolio e di Ion?

     

    Perché il petrolio è salito…
    Gli storici Paesi produttori di greggio, con l’Arabia Saudita in testa (fanno parte di quella “Confindustria” del petrolio che è l’Opec), a fine settembre sembrano aver trovato un accordo per porre un freno alle trivelle. Ora anche la Russia, altro Paese tra i principali esportatori di greggio, sembrerebbe voler limitare la sua attività. Non sorprende, quindi, che il prezzo del greggio sia salito dopo queste notizie: un freno alle trivelle di questi Paesi potrebbe ridurre lo squilibrio tra eccesso di produzione petrolifera e domanda di petrolio prima del previsto, già alla fine del 2016. Noi, però, siamo scettici sul fatto che l’accordo possa avere gli effetti sperati. I motivi sono molteplici.
     
    … e perchè potrebbe scendere
    Primo: in inverno, molti impianti russi non possono essere strutturalmente fermati. Secondo: gli accordi tra i membri dell’Opec sono vaghi e non sono ancora ufficialmente approvati. La ratifica dovrà avvenire entro fine novembre a Vienna, con l’assegnazione definitiva delle quote di produzione ai diversi Paesi – ci dovrebbe essere un tavolo “tecnico” per cominciare a definire le quote già a fine ottobre. Con Iran, Iraq, Libia e Nigeria che, dopo una serie di problemi interni (vedi sanzioni internazionali per l’Iran), potrebbero comunque voler tornare ai livelli di produzione di un tempo, l’Arabia Saudita rischia di doversi sobbarcare buona parte dei tagli. Difficile che lo faccia. Terzo: anche se l’accordo dovesse comunque andare in porto, il taglio previsto è troppo piccolo – parliamo di meno di 1 milione di barili al giorno sui circa 33 oggi forniti dall’Opec e i circa 90 offerti complessivamente a livello mondiale. All’attuale prezzo del petrolio (circa 51 dollari al barile), infatti, diverse compagnie americane ritengono conveniente tornare a investire – in 4 mesi le trivelle in funzione negli Usa sono aumentate del 30%. Quindi, l’aumento della produzione americana rischia di vanificare il taglio da parte dell’Opec.
     
    Come la vediamo noi sul prezzo del greggio
    L’entusiasmo del mercato è eccessivo e sono alti i rischi che l’accordo fallisca, con conseguente tracollo del greggio. Quello che noi ci aspettiamo è questo: nel breve periodo (qualche mese), alti e bassi per il prezzo del greggio anche notevoli. Nel lungo periodo (tra qualche anno), però, ci aspettiamo che il prezzo del petrolio possa stabilizzarsi sui 65 dollari al barile (in media nel 2016 è stato sui 40 dollari). Il motivo è che prima o poi gli effetti dei tagli agli investimenti delle grandi compagnie petrolifere private si faranno sentire (meno barili di greggio sul mercato), mentre, seppur lentamente, la domanda di petrolio a livello mondiale dovrebbe continuare a salire.
     
    Perché no a Etf e certificate sul petrolio
    Sulla base di queste attese, se vuoi avere un prodotto da tenere nel cassetto per qualche tempo ti sconsigliamo di investire direttamente sul prezzo del greggio con un Etf o, con un certificate a leva, short o long che sia.
    Gli alti e bassi del prezzo della materia prima sono deleteri per questi prodotti. Vedi, per esempio, quello che è successo nel 2016, col petrolio che prima è sceso e poi è risalito tanto. A oggi il petrolio Wti guadagna il 34% in euro da inizio anno, ma l’Etfs wti crude oil (7,32 euro; Isin GB00B15KXV33), che dovrebbe seguirne il prezzo, guadagna solo il 3,1%! Peggio ancora il certificate 5x oil long (0,147 euro; Isin XS1118927927) di Société Générale, che dovrebbe moltiplicare i rialzi del greggio per 5 volte e che, invece, da inizio anno perde il 49%! E se pensi di fare scommesse veloci di qualche ora? Ti sconsigliamo di farlo: i movimenti potrebbero essere repentini e imprevisti e rischi di entrare a rialzo o ribasso già partito.
     
    Investi solo nelle azioni di una grande compagnia petrolifera
    Scegli, piuttosto, le azioni di una grande compagnia petrolifera. Dall’inizio dell’anno, in media, il settore ha guadagnato, in euro e dividendi inclusi, il 20% lordo. La motivazione è semplice: tra il taglio degli investimenti o la chiusura/vendita di alcune attività, queste società sono in grado di adattarsi meglio a un contesto di mercato difficile come l’attuale o come quello che ci aspetta. Non per nulla da fine dicembre 2014, quando ti abbiamo detto con decisione di puntare sul settore petrolifero (vedi Altroconsumo Finanza n° 1103), il greggio è sceso (-15% in euro), mentre le grandi compagnie petrolifere, in media, hanno messo su in euro e dividendi inclusi il 7,4%. Meglio ancora, da allora, hanno fatto Chevron (101,08 Usd; Isin US1667641005) e Exxon Mobil (86,54 Usd; Isin US30231G1022) che hanno messo su circa il 10% in euro e dividendi inclusi. Restano i nostri due titoli preferiti nel settore – se ne devi scegliere uno, scegli Exxon, che è più “equilibrata” su tutte le attività petrolifere, dall’estrazione alla raffinazione. Un titolo conveniente e buono per il lungo periodo è anche Repsol (12,69 euro; Isin ES0173516115). Acquista, ma visto il debito elevato sappi che è un investimento un po’ più rischioso. Limitati, invece, a mantenere ConocoPhillips (41,67 Usd; Isin US20825C1045) e Encana (11,09 Usd; Isin CA2925051047): sono società più esposte ai possibili ribassi del greggio nel breve periodo, in quanto hanno diversi progetti che non sono profittevoli con i prezzi del petrolio bassi (shale oil e shale gas negli Usa e in Canada). Limitati anche a mantenere Eni (13,25 euro), i cui conti non ci fanno dormire sonni molto tranquilli e per cui non ci sentiamo di escludere un altro taglio al dividendo.
     
    Che fare con Ion e Saipem
    Non investire sulle azioni delle società che fanno servizi all’industria petrolifera, come appunto Ion o Saipem (0,4145 euro): potrebbero continuare a soffrire per il taglio agli investimenti. Se le hai già in mano, limitati a mantenerle e porta pazienza. E se hai comprato le Saipem solo a fine febbraio 2016 in ottica speculativa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1163)? Alcuni elementi della scommessa sono andati bene – il petrolio è risalito – altri male – le agenzie di rating hanno tagliato il giudizio di affidabilità. Da allora guadagni circa il 15%: non è granché come vincita, ma per consolarti pensa che sullo stesso periodo Piazza Affari ha perso circa il 5%. A questo punto, con il rischio di un ribasso del greggio, crediamo che la scommessa sia da chiudere. Prima di correre a vendere, però, ti segnaliamo che il 25 ottobre la società si riunisce per presentare conti e previsioni. Siamo ottimisti e ci aspettiamo conti buoni: se così fosse potresti vendere incassando un po’ di più. Occhio però. Primo, al 25 ottobre bisogna arrivarci – sono pochi giorni ma sul mercato può succedere di tutto. Secondo, come accaduto con i conti del secondo trimestre (vedi qui l'articolo del 28 luglio) bastano poche parole nel comunicato per spostare l’umore e il prezzo – allora i conti non erano poi così negativi, ma il mercato ne fu deluso e il titolo perse quasi il 10% in giornata. Per noi non vale la pena aspettare, ma valuta tu se correre questo rischio.

    condividi questo articolo

Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 31,55 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 3,30 USD
ISIN US4620442073
Borsa New York
Beta 1,85
Volatilità 76,73 %
Numero di azioni 11.883.690
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,35 USD
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 2.603 USD
Punteggio corporate governance 3

Indici chiave per azione (USD)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,00 0,00 0,00 0,00
Utile corrente -1,00 -2,55 -5,33 -10,86
Utile netto -1,00 -2,55 -5,71 -2,29
Cash Flow corrente 4,00 2,70 -0,55 -5,17
Cash Flow netto 4,00 2,70 -0,94 -5,54
EBIT 0,10 -0,70 -3,79 -9,15
EBITDA 4,40 4,00 1,04 -3,46
Patrimonio netto 1,45 2,45 4,62 10,46
Patrimonio netto tangibile -0,50 0,50 2,68 8,01

Rendimento in euro

ION Geophysical Corp. Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 52,12 % -4,23 % -4,27 %
Rendimento ultimi 6 mesi 213,39 % -2,48 % 0,62 %
Rendimento ultimo anno 507,14 % 1,46 % -0,04 %
Rendimento ultimi 5 anni -19,43 % 6,12 % 13,18 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - - - -
Current ratio - 1,17 1,90 2,45
ROE - -114,82 % -106,25 % -47,30 %
ROE netto - -123,18 % -22,44 % -94,57 %
Margine lordo - 20,85 % 3,79 % 31,86 %
Margine netto - -37,46 % -11,36 % -25,03 %
EBIT margin - -24,98 % -45,25 % 1,07 %
EBITDA margin - 6,85 % -17,12 % 19,13 %
Tax rate - - - -
Gearing - 209,90 90,49 12,38
Patrimonio netto / totale attivo - 17,05 % 25,56 % 22,24 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente - -
Prezzo/cash flow corrente 7,40 10,96
Prezzo/patrimonio netto 20,41 12,08
Prezzo/patrimonio netto tangibile - 59,20
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,60 % -

(e) : stima

×
Partecipa al sondaggio:
ion-geophysical-corp
Raccomanderesti l'utilizzo di questa pagina alla tua famiglia e ai tuoi amici? Puoi indicare un giudizio compreso tra 1 (assolutamente no) e 10 (assolutamente sì) *
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Lasciaci un commento (opzionale)
Invia