Iren IT0003027817

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Articoli

  • Analisi
    Iren: Parma e Reggio vendono un po' di azioni 5 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    Negli scorsi anni Iren ha fatto mangiare la polvere al resto della Borsa italiana. Non sorprende, quindi, che i Comuni di Parma e Reggio Emilia abbiano approfittato per vendere un po’ delle loro azioni qualche giorno fa.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Sinistri scricchiolii a New York: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 27 marzo 2017
    La Borsa di New York ha chiuso la settimana a -1,4%. Non è un calo drammatico, ma è comunque il peggior risultato settimanale dall’elezione di Trump. Hanno contenuto i danni le Borse della zona euro che, in media, hanno perso lo 0,1%. 

    New York: La paura che la riforma fiscale slitti

    A mettere di malumore la Borsa Usa sono stati i tira e molla, durati tutta la settimana, sull’approvazione della nuova riforma sanitaria – saltata poi definitivamente nella serata di venerdì 24. I dissidi che sono emersi all’interno del partito di Trump hanno fatto crescere la paura che l’attesa riforma fiscale possa non essere varata in tempi brevi. È il nuovo fisco che davvero interessa al mercato, perché considerato la leva fondamentale per la crescita economica degli Usa. Non per nulla, con la prospettiva di una riforma fiscale in tempi brevi offuscata, i tassi d’interesse sul mercato si sono raffreddati. Un fenomeno che ha pesato sull’andamento delle azioni delle grandi banche americane –guadagnano di più con i tassi elevati. Bank of America (23,12 Usd; Isin US0605051046), per esempio, ha perso il 7%. Per ora non ci spaventiamo: il titolo era salito di quasi il 50% dall’elezione di Trump e quindi un ripiegamento temporaneo è naturale. Inoltre, i conti annuali non avevano mostrato particolari elementi di tensione. Teniamo, però, la guardia alta. Limitati per ora a tenere le azioni che già hai in mano, ma non acquistarne altre. Al di fuori del settore bancario, qualche titolo Usa è comunque riuscito a salvarsi. Walt Disney (112,14 Usd; Isin US2546871060), per esempio, ha messo su lo 0,3% sulla scia degli ottimi risultati al botteghino del film La bella e la bestia. Mantieni.

     

    HealthEquity: chiudi la scommessa

    Uno dei titoli che maggiormente ha risentito del tira e molla sulla riforma sanitaria è stato HealthEquity (40,44 Usd; Isin US42226A1079). È il titolo che ti abbiamo consigliato speculativamente su Altroconsumo Finanza n° 1213: offre gli HSA, una sorta di conto di deposito che avevano un ruolo centrale nella riforma sanitaria di Trump. Non per nulla fino a quando la riforma sembrava poter procedere spedita il titolo è salito +10% dal momento del nostro primo consiglio al 17 marzo – poi, settimana scorsa, col rischio di una bocciatura della riforma, poi concretizzatasi, ha perso il 12,5%. Pur se i conti della società fin qui sono andati bene anche senza la riforma di Trump – per l’anno fiscale terminato il 31 gennaio hanno mostrato una crescita dei capitali in custodia e degli utili del 60% rispetto all’anno prima – l’elemento centrale della scommessa è venuto meno. Esci dal titolo e chiudi la scommessa anche se in perdita. Se sei un buon padre di famiglia restane alla larga – il titolo è caro (paghi 75 volte gli utili attesi per l’anno fiscale che termina il 31 gennaio 2018, uno sproposito).

     

    Risposte per te

    @Alessandro la Trc sta facendo una mini-Opa su Exxon a un prezzo più basso (78 Usd) di quello del titolo in Borsa (81,23 Usd). Rifiuta l’offerta, il titolo resterà regolarmente quotato.

    @Angelo Deutsche Telekom dovrebbe pagare il dividendo a giugno (stacco a maggio). Le date precise non si sanno ancora. Sarà tosato del 26,38% in Germania e poi del 26% in Italia.

    @Domenico Con Fineco, non hai accesso a tutta la Borsa svizzera, ma solo a una selezione di azioni elvetiche. La Borsa belga non è raggiungibile: online non puoi acquistare le Atenor.

     

     

    Mercati cinici

    In settimana c’è stato l’attentato a Londra e quando ci sono pochi morti, le Borse dimostrano tutto il loro cinismo: il giorno dell’attentato il listino britannico ha perso “solo” lo 0,7% e ha chiuso la settimana a -1,2%, un calo inferiore a quello di New York. Anche i titoli legati alla Difesa, che di solito dovrebbero (tristemente) salire in questi casi, hanno perso in media il 2,1%. Si è comunque distino Bae Systems (653 pence; Isin GB0002634946), colosso della Difesa britannica, salito dell’1%. Secondo noi resta un titolo conveniente e lo puoi acquistare. Valuta tu, se per la tua sensibilità, è un investimento da fare.

     

    Luci e ombre dal Vecchio continente

    I titoli del settore bancario in Europa si sono comportati, in media, meglio di quelli americani, chiudendo la settimana a -0,2%. Segnaliamo, però, il -4,3% di ING (13,77 euro; Isin NL0011821202): la banca è sotto indagine per sospetto riciclaggio di denaro e corruzione. Per ora non ci sono altri dettagli e la vicenda si preannuncia lunga. Seguiamo da vicino la situazione: per ora mantieni il titolo, ma ricorda che si tratta di un titolo dal rischio abbastanza elevato – 4 nella nostra scala che va da un minimo di 1 a un massimo di 5. A sostenere le Borse europee ci sono state le utility, che sono salite in media del 2,3% beneficiando del calo dei rendimenti dei bond che c’è stato anche in Europa – le utility sono considerate un po’ un’alternativa ai bond, quindi se i bond rendono meno, le utility tendono a salire. In particolare, a Piazza Affari (+0,6% in settimana) è proseguita la corsa di Iren (1,92 euro) che ha messo su un altro 7,6%. Dalla pubblicazione dei conti trimestrali, il rialzo è di quasi il 17%. È un titolo che ti abbiamo consigliato in passato, anche quando quotava intorno a 0,30 euro: ora limitati a mantenerlo. È continuata anche la corsa di Zignago Vetro (7,39 euro): +15,8% settimana scorsa e +23,3% dalla pubblicazione dei conti trimestrali. Il titolo resta buono, ma è ormai correttamente valutato: mantieni le azioni che hai, ma non acquistarne di nuove (se non le hai non le acquistare). n

     

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  • Analisi
    Un sospiro di sollievo: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 20 marzo 2017
    Bilancio settimanale positivo per le Borse. Gli eventi che hanno determinato questo risultato sono stati due: la riunione della Banca centrale Usa e le elezioni in Olanda. 

    Wall Street: avanti a passi piccoli

    Cominciamo dalla Borsa Usa, visto che è quella che spesso influenza i movimenti di tutti gli altri mercati. Wall Street ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,2%. A dare un po’ di ottimismo alla Borsa sono state le parole dei vertici della Banca centrale Usa: hanno confermato che il rialzo dei tassi d’interesse sarà lento e graduale, quindi sostenibile dall’economia a stelle e strisce. Un pochino meglio sono andate le azioni del colosso della telefonia AT&T (42,61 Usd; Isin US00206R1023), salite in settimana dello 0,6%: è stato superato un altro ostacolo che avrebbe potuto compromettere l’acquisizione di Time Warner (98,56 Usd, Isin US8873173038; invariata in settimana). Mantieni sia le AT&T, sia le Time Warner. Settimana negativa, invece, per Intel (35,27 Usd; Isin US4581401001). Le sue azioni hanno perso l’1,8% nonostante il generale buon andamento del settore tecnologico (+1,5% a livello mondiale). Il mercato non ha apprezzato l’acquisto della società Mobileye. È vero, il prezzo pagato da Intel non è stracciato, ma l’operazione ha una rilevanza strategica notevole. Secondo noi le Intel valgono un acquisto – trovi più dettagli sull’acquisizione a pagina 6.

     

    Bene le borse europee…

    Meglio di New York sono andate le Borse europee, salite, in media, dell’1,3%. Il mercato ha accolto bene il risultato delle elezioni politiche in Olanda, con le forze “anti-euro” che non hanno ottenuto il risultato schiacciante che si temeva. Per alcune Borse l’euforia è stata comunque mitigata da altre notizie “locali”. In particolare su Parigi – che ha chiuso la settimana a +0,7% – ha pesato il caso Renault (78,65 euro; Isin FR0000131906). Secondo un rapporto ufficiale redatto dal Ministero dell’industria francese, il gruppo automobilistico negli ultimi 25 anni avrebbe “taroccato” i dati sulle emissioni inquinanti per passare i testi di omologazione di alcuni dei suoi motori diesel e benzina. Il gruppo dice che tutto si è svolto in modo regolare, ma ora la palla passa al Tribunale. Le ombre di questo caso rischiano di proiettarsi sull’andamento delle azioni a lungo: il -7,1% registrato in settimana rischia essere solo l’inizio del momento negativo. Cambiamo il nostro consiglio: vendi le Renault.

    Sempre rimanendo in tema settore auto, segnaliamo il -1,7% delle azioni Volkswagen (141,23 euro; Isin DE0007664005), che ha contribuito a frenare un po’ Francoforte (+1,1% alla fine della settimana). Il gruppo è tornato in utile dopo un 2015 gravato da accantonamenti per far fronte allo scandalo delle emissioni truccate, ma le cause in giro per il mondo restano tante. Al più, se hai le azioni, mantienile – il livello di rischio dell’investimento è comunque abbastanza elevato, 4 su una scala che arriva al massimo a 5.

     

    … con Milano superstar

    Il listino meneghino, col suo +2,1%, è tra quelli che ha beneficiato maggiormente dell’esito elettorale in Olanda – il mercato teme un collasso del nostro Paese in caso di disgregazione dell’Unione monetaria. A favorire la salita di Milano ci sono stati anche alcuni buoni risultati giunti dalle società quotate. Generali (14,6 euro), per esempio, ha pubblicato per il 2016 i risultati migliori degli ultimi 9 anni. Abbiamo alzato le stime sugli utili futuri: nonostante il + 3% registrato in settimana, queste azioni continuano a essere convenienti. Acquista. Ottimi sono stati anche i conti di Iren (1,78 euro), le cui azioni in settimana sono salite del 9,3%. Il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile per azione di 0,14 euro, in netto rialzo rispetto alle nostre stime di 0,11 euro. Inoltre, la società ha spiazzato, positivamente, il mercato annunciando un rialzo del dividendo di circa il 14% - da 55 a 62,5 centesimi. Crediamo che il dividendo possa salire anche nei prossimi anni: mantieni queste azioni. Se non le hai, però, non è il caso di acquistarle. Settimana sull’ottovolante per Leonardo, l’ex Finmeccanica (13,6 euro). Prima le azioni sono volate del 7,8% sulla notizia che la società tornerà a pagare un dividendo dopo 6 anni. Poi sono scese sulle voci – confermate nel fine settimana – di un cambio al vertice: arriverà il vecchio “capitano” di Unicredit e presidente di Mps. Il titolo ha chiuso in rialzo la scorsa settimana (+4,9%), ma ha aperto malissimo questa settimana. Al più, mantieni.

     

    E il canale?

    L’indice Ftsemib ha chiuso la settimana a 20.074 punti, superando per più sedute quella soglia di 19.600 che nelle scorse settimane si era dimostrata ostica. Quella figura dell’analisi tecnica, il “canale”, di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1213, sembra ormai superata – di già? Sì, in analisi tecnica le cose possono cambiare velocemente. Se avevi comprato il certificate short 7x (0,0237 euro; Isin DE000SG409N9) è in caso di venderlo: la scommessa di una rapida discesa della Borsa verso i 18.600 punti non sembra poter andare a buon fine. Tenendolo ancora rischi di incrementare le perdite – al momento, alla peggio, perdi intorno al 18%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Lo stacco del dividendo di Generali è previsto per il 22 maggio. Il pagamento partirà due giorni dopo.

    @Gianni Il dividendo, di azioni estere e italiane, non può mai essere compensato con minusvalenze pregresse.

    @Simone Sull’acquisto di azioni francesi paghi la tobin tax: dal 1° gennaio 2017 è lo 0,3% dell’investimento.

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  • Analisi
    Iren: conti industriali in linea con le attese 10 mesi fa - lunedì 5 dicembre 2016
    Dopo il brusco calo registrato nel 2012, Iren ha recuperato terreno facendo mangiare la polvere alle altre utility europee. Recentemente ha pagato la debolezza generale del settore.
    Prezzo al momento dell'analisi (02/12/16): 1,37 EUR
    Consiglio: Mantieni


    Nel terzo trimestre i ricavi di Iren sono cresciuti del 5% rispetto allo stesso periodo del 2015, mentre gli utili industriali, al netto della quota parte degli oneri pluriennali, sono saliti del 20%. Sono conti buoni, ma in linea con le attese. Inoltre, il terzo trimestre è quello che conta meno sul bilancio complessivo del gruppo. In ogni caso, sulla base di questi risultati, il gruppo va avanti nella strategia di crescita, soprattutto nell’ambito del trattamento dei rifiuti. Ha acquistato una società che gestisce una discarica nel Comune di Collegno e si è aggiudicata la gara per il servizio di recupero, trattamento e smaltimento di rifiuti urbani in alcuni Comuni dell’area astigiana (affidamento di 15 anni). Nel frattempo, cerca di ridurre il peso degli oneri finanziari con riacquisti di bond. Stimiamo un utile per azione di 0,12 euro nel 2017 (0,13 euro nel 2018).

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  • Analisi
    Iren:nuovo piano industriale un anno fa - venerdì 21 ottobre 2016
    Dopo anni di crisi, sta facendo mangiare la polvere agli altri titoli del settore in Europa: leggi cosa fare con il tuo titolo.

    Prezzo al momento dell'analisi (20/10/2016): 1,599 euro

    Consiglio: mantieni

     Iren ha presentato il nuovo piano industriale. Punta soprattutto sulla gestione dei rifiuti – il peso sugli utili industriali dovrebbe all’incirca raddoppiare. Inoltre vuole aumentare il peso delle attività di rete – distribuzione di energia, gas e acqua – a scapito di quelle legate alla generazione e vendita di energia. Traducendo in numeri, il gruppo si attende nel 2019 un utile industriale (ante quota parte degli oneri pluriennali) di circa 850 milioni di euro: noi ce ne aspettiamo circa 815. Anche sull’utile netto finale siamo più prudenti: nel 2019 Iren si attende 216 milioni di euro, noi 180. Vista la politica di dividendi – in crescita di 0,5 centesimi ogni anno – che riteniamo credibile considerata la fame dei Comuni azionisti, crediamo, infatti, che gli oneri finanziari continueranno a pesare sul bilancio del gruppo. Azione correttamente valutata.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 2,39 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 1,37 EUR
ISIN IT0003027817
Borsa Milano
Beta 1,41
Volatilità 31,14 %
Numero di azioni 1.195.726.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 2,80 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 4.129 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Dividendo 0,07 0,06 0,06 0,01
Utile corrente 0,15 0,14 0,09 0,17
Utile netto 0,15 0,14 0,09 -0,08
Cash Flow corrente 0,46 0,44 0,31 0,37
Cash Flow netto 0,46 0,44 0,31 0,28
EBIT 0,33 0,33 0,27 0,24
EBITDA 0,65 0,64 0,53 0,46
Patrimonio netto 1,55 1,44 1,33 1,27
Patrimonio netto tangibile 1,45 1,34 1,23 1,16

Rendimento in euro

Iren Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 11,52 % 0,93 % 0,64 %
Rendimento ultimi 6 mesi 26,63 % 3,15 % -0,95 %
Rendimento ultimo anno 52,62 % 13,23 % 10,55 %
Rendimento ultimi 5 anni 44,58 % 7,26 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 2011 2010
Pay out - 105,34 % - 61,09 %
Current ratio - 1,34 0,80 0,86
ROE - 6,96 % 13,81 % 10,12 %
ROE netto - 6,96 % -6,68 % 10,18 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 4,53 % -2,82 % 5,50 %
EBIT margin - 11,21 % 8,76 % 10,02 %
EBITDA margin - 21,90 % 16,81 % 17,85 %
Tax rate - 43,00 % 752,84 % 36,34 %
Gearing - 111,97 145,07 114,55
Patrimonio netto / totale attivo - 28,12 % 26,03 % 29,04 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 2,78 % 2,67 %
Prezzo/utile corrente 15,60 16,71
Prezzo/cash flow corrente 5,09 5,32
Prezzo/patrimonio netto 1,51 1,63
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,61 1,75
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,82 % -

(e) : stima

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