JinkoSolar US47759T1007

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23,86 USD 18/10/2017 16:41 New York
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Articoli

  • Analisi
    Male l'Europa, si salva Wall Street: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 24 luglio 2017

    Settimana poco esaltante per le Borse: i primi conti trimestrali societari stanno riservando qualche sorriso, ma anche amarezze. New York ha chiuso a +0,5%, le Borse europee, in media, a -1,6%. Debole anche Milano, -1,3%. Parliamo qui anche di JinkoSolar e di Atlantia. 

     
     
     
     

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  • Analisi
    Brividi lungo la schiena: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 12 giugno 2017
    È stata una settimana molto nervosa per i listini azionari. Alla fine, grazie ai titoli bancari, Milano è tra le migliori.

     Variazioni settimanali su prezzi al 09/06/17

     

    New York tra Trump e il calo dei titoli tecnologici

    C’era attesa, a New York, per l’avanzamento delle indagini su possibili interferenze russe nell’elezione di Trump. Alla fine non è emerso nulla di nuovo e questo ha fatto tirare un piccolo sospiro di sollievo al mercato – questo ha spinto in alto la Borsa Usa fin qui sulla prospettiva di un netto taglio delle tasse da parte di Trump. Wall Street ha, però, comunque chiuso la settimana a -0,3% complice il calo dei titoli tecnologici (-1,6%) registrato soprattutto nella giornata di venerdì 9 giugno – non c’è nessuna notizia forte, probabilmente il mercato è passato un po’ all’incasso dopo che diversi titoli del settore hanno toccato i massimi storici. Se sei un investitore “prudente” vendi comunque tutti gli investimenti fatti sulla Borsa Usa (te lo diciamo da un po’). Se, invece, sei un investitore con un po’ più di pelo sullo stomaco, puoi mantenerli, ma devono pesare al massimo il 5% del totale del tuo portafoglio (vendi, nel caso, la parte eccedente). 

    Restando in Nord America, ti segnaliamo che la Borsa di Toronto ha chiuso la settimana con un piccolo rialzo dello 0,1%. Merita ancora un investimento. 

     

    Incertezza politica a Londra

    Massima incertezza politica, invece, a Londra: l’attuale premier aveva convocato elezioni anticipate per essere più forte nella trattativa per l’uscita dall’Unione europea e, invece, ha ottenuto dalle urne un esito opposto a quello sperato. A pagare dazio è stata soprattutto la sterlina, che comunque alla fine della settimana ha chiuso a -0,4% sull’euro (salita all’inizio della settimana, scesa dopo le elezioni). Anche la Borsa di Londra ha retto (-0,3% in sterline): il listino britannico è fatto da tante grandi multinazionali che potrebbero persino beneficiare della situazione (in particolare vendere di più per effetto della sterlina debole). Puoi, dunque, continuare a investire su questo listino il 20% del tuo portafoglio. 

    Peggio di Londra è andata la Borsa di una vecchia colonia britannica: Sydney ha chiuso a -1,9% dopo che gli ultimi dati hanno mostrato un rallentamento della crescita dell’economia del Paese. La reazione è esagerata, in quanto il dato era prevedibile complice il cattivo tempo che ha condizionato le esportazioni. 

     

    La crisi in qatar non scalda il prezzo del greggio

    Brividi sono arrivati anche dal Medioriente, con diversi Paesi arabi che hanno sospeso le relazioni con il Qatar e con l’attentato terroristico a Teheran. Né il prezzo del petrolio, né il prezzo del gas (il Qatar è tra i più grandi esportatori di gas nel mondo) hanno, però, risentito di questa tensione. Anzi, il prezzo del greggio ha chiuso la settimana in calo del 3,1%. L’ulteriore aumento della produzione di greggio e delle scorte petrolifere negli Usa è all’origine di questo calo. Te lo diciamo da tempo e te lo ribadiamo: il petrolio continuerà a essere ballerino per un po’. Evita di comprare prodotti (Etf e certificate) che puntano direttamente sulle oscillazioni del greggio. Piuttosto, compra azioni di una grande compagnia petrolifera che dovrebbe essersi già organizzata per riuscire a generare liquidità anche in uno scenario di prezzi in saliscendi. Non per nulla un colosso come Exxon Mobil (82,13 Usd; Isin US30231G1022), che pure opera anche in Qatar, è riuscito a chiudere la settimana addirittura in rialzo del 3,3%, un risultato migliore non solo di quello del greggio, ma anche della media degli altri titoli del settore energetico (+0,3%). Si tratta di un titolo conveniente, secondo noi buono per un investimento di lungo periodo.

     

    L’europa di Draghi, Macron e del bail-in

    In Europa si aspettava l’esito della riunione della Banca centrale europea: non c’è stato nulla di sorprendente tanto che le Borse della zona euro non si mosse più di tanto (-0,2% in media). Molto più rilevanti sono state le notizie arrivate dal settore bancario spagnolo con tutta la vicenda del “salvataggio” di Banco Popular – chi aveva azioni e obbligazioni subordinate di questa banca ha comunque perso tutto – da parte del Banco di Santander (6,12 euro; Isin ES0113900J37). I titoli bancari europei hanno ballato per tutta la settimana, per poi chiudere con un progresso, medio, dello 0,8%. Tra questi spicca proprio il Banco Santander, che ha chiuso la settimana a +5,2% nonostante l’annuncio di un aumento di capitale da 7 miliardi per digerire meglio l’acquisto del Banco Popular. Ti confermiamo il consiglio sulle azioni Santander: mantieni. Del buon clima sui titoli bancari hanno beneficiato anche i titoli finanziari italiani, che hanno trascinato Milano al rialzo (ha chiuso a +0,9%). Su Piazza Affari ha inciso anche il fallimento del varo della nuova legge elettorale (il mercato temeva che potesse generare instabilità politica). In generale, complice anche il risultato elettorale in Francia, la prospettiva di un fallimento del progetto europeo sembra allontanarsi: c’è spazio per aumentare gli investimenti su Milano (vedi pagina 15).

    Tra le Borse europee si è distinta in negativo quella di Zurigo, calata del 2,2%. A trascinarla al ribasso ci sono state le azioni Roche (247,8 franchi; Isin CH0012032048), che hanno perso il 6,5% dopo che alcuni studi clinici hanno dimostrato l’inefficacia di un farmaco su cui puntava molto. Al più mantieni queste azioni.

     

    La Cina e Jinkosolar

    Tra le Borse migliori della settimana c’è stata quella cinese – l’indice Csi300 ha chiuso il rialzo del 2,6%. I dati macroeconomici hanno un po’ stemperato i timori sulla debolezza economica del gigante asiatico. JinkoSolar (17,37 Usd; Isin US47759T1007) ha, però, ceduto il 7,5%, complice la pubblicazione dei conti del primo trimestre 2017 che hanno mostrato un brusco calo della redditività del gruppo. Due i motivi: da un lato un calo del prezzo di vendita dei pannelli solari e dall’altro il prezzo più elevato del silicio (materia prima per la realizzazione degli stessi). Sotto questo secondo aspetto, le prospettive sono migliori per la fine dell’anno. Mantieni queste azioni.

    Tra le altre Borse dei Paesi emergenti segnaliamo la relativa “calma” di quella di San Paolo (-0,5% in real brasiliani) e il “nervosismo” di quella di Johannesburg (-4,6% in zar). Il Sud Africa è entrato ufficialmente in recessione e questo potrebbe rendere più probabile un cambio alla guida del Paese: un evento che merita una scommessa (per i prodotti vedi Altroconsumo Finanza n° 1218 a pagina 15). 

     

     

    Risposte per te

    @Massimo Veolia ha staccato il dividendo il 24 aprile – in pagamento dal 26 aprile. L’importo è di 0,8 euro lordi per azione, 0,4144 euro netti della doppia tassazione. Ti spetta se avevi già le Veolia la mattina del 24 aprile (prima che la Borsa aprisse).

    @Paolo C. Le perdite sulle singole azioni possono compensare solo i guadagni su singole azioni, ma non i guadagni su Etf azionari. Anche le minusvalenze sugli Etf azionari non possono compensare le plusvalenze ottenute su altri Etf azionari.

    @Paolo R. Le società del settore utility sono quelle che ti portano luce, gas e acqua. Sono, per esempio, A2A o Enel. Quelle del settore energetico sono, invece, quelle che trovano il petrolio e il gas necessario alla produzione di energia. Tra queste, l’Eni.

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  • Analisi
    Jinko Solar: titolo in recupero 7 mesi fa - venerdì 3 marzo 2017
    Il miglioramento dei risultati e la riduzione dell’indebitamento hanno favorito la risalita del titolo.
     
     
     
     

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  • Analisi
    JinkoSolar: paga dazio sul settore 11 mesi fa - lunedì 28 novembre 2016
    Tra il rialzo del greggio e le promesse del nuovo presidente Usa di un sostegno alle energie fossili, a novembre le azioni delle energie alternative hanno pagato dazio, JinkoSolar compresa. I suoi risultati trimestrali, però, sono buoni.
    Prezzo al momento dell'analisi (25/11/16): 14,10 USD
    Consiglio: Mantieni


    Nei giorni successivi all’elezione di Trump, l’azione JinkoSolar (Isin US47759T1007) ha sofferto. Poi, però, ha tentato un recupero. Del resto Trump sembra già ammorbidire alcune posizioni sostenute in campagna elettorale e dubitiamo che voglia davvero iniziare una guerra commerciale con la Cina, il principale partner commerciale degli Usa. Inoltre, i risultati elettorali hanno fatto passare in secondo piano i risultati incoraggianti del 3° trimestre: la redditività della società è migliorata grazie ai minori costi e all’aumento dei volumi di vendita. La vendita di Jinko Power – attività in sviluppo che si “mangiava” tanta liquidità del gruppo – consentirà, inoltre, a JinkoSolar di tagliare di oltre il 50% il debito e avere più denaro per eventuali acquisizioni o per ricompensare gli azionisti (il gruppo ha parlato di acquisti di azioni proprie).

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  • Analisi
    JinkoSolar: cambio di consiglio un anno fa - lunedì 19 settembre 2016
    La domanda mondiale che si rivela meno forte del previsto e il conseguente calo dei prezzi dei pannelli solari dovrebbero continuare a mantenere sotto pressione il titolo nei prossimi mesi.
    Prezzo al momento dell'analisi (16/09/2016): 15,75 USD
    Consiglio: Mantieni


    I risultati del 2° trimestre di JinkoSolar (Isin US47759T1007) sono inferiori alle nostre attese: le vendite di pannelli solari sono cresciute dell’84%, ma le barriere doganali all’importazione di pannelli solari cinesi negli Usa (43% delle vendite del gruppo) hanno pesato sulla redditività. A questo si aggiunge il fatto che nel 2° semestre anche in Cina le cose potrebbero peggiorare un po’: dal 30/6 è stato deciso un taglio dei sussidi accordati al settore. È quindi difficile che i prezzi di vendita si stabilizzino, come pensavamo, a 0,56 dollari per watt: il loro calo peserà inevitabilmente sulla redditività del gruppo. I vertici contano su un aumento della domanda in nuovi mercati (India e America Latina), ma questo non basterà a compensare il rallentamento di quella cinese e americana. Abbassiamo drasticamente le stime sugli utili della società.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 29,89 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 12,87 USD
ISIN US47759T1007
Borsa New York
Beta 2,00
Volatilità 77,10 %
Numero di azioni 31.587.790
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,74 USD
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 15.668 USD
Punteggio corporate governance 2

Indici chiave per azione (USD)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 0,00 0,00 0,00 0,00
Utile corrente 2,46 6,07 3,32 3,36
Utile netto 2,46 8,74 3,49 3,55
Cash Flow corrente 4,84 12,20 5,50 6,25
Cash Flow netto 4,84 16,13 5,47 6,10
EBIT 3,38 7,05 6,73 4,95
EBITDA 5,78 13,22 8,93 7,84
Patrimonio netto 31,95 29,75 21,51 18,45
Patrimonio netto tangibile 31,95 29,75 21,51 18,45

Rendimento in euro

JinkoSolar Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -1,54 % 1,18 % 0,92 %
Rendimento ultimi 6 mesi 22,44 % 2,85 % -1,08 %
Rendimento ultimo anno 33,37 % 15,14 % 11,84 %
Rendimento ultimi 5 anni 45,72 % 7,36 % 14,18 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 0,00 % 0,00 % 0,00 % 0,00 %
Current ratio 1,07 0,96 0,99 0,74
ROE 19,66 % 15,02 % 18,14 % 15,54 %
ROE netto 28,27 % 15,82 % 19,19 % 9,36 %
Margine lordo 18,08 % 20,34 % 22,45 % 20,30 %
Margine netto 8,56 % 4,28 % 6,75 % 2,68 %
EBIT margin 6,89 % 8,20 % 9,40 % 9,17 %
EBITDA margin 12,92 % 12,54 % 14,89 % 14,23 %
Tax rate 14,55 % 13,99 % -24,90 % 8,91 %
Gearing 77,79 134,92 96,26 118,04
Patrimonio netto / totale attivo 24,76 % 16,03 % 18,51 % 19,04 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 9,63 3,90
Prezzo/cash flow corrente 4,89 1,94
Prezzo/patrimonio netto 0,74 0,80
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,74 0,80
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 8,46 % -

(e) : stima

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