Leonardo IT0003856405

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Articoli

  • Analisi
    Leonardo: oltre gli obiettivi? 20 giorni fa - lunedì 2 ottobre 2017

    I nuovi vertici hanno ventilato la possibilità di poter rivedere al rialzo le stime di crescita e il titolo Leonardo si è riportato sui massimi degli ultimi cinque anni. Il titolo ha corso molto rispetto a Piazza Affari.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Vincitori e vinti: la settimana delle Borse 20 giorni fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Bilancio dell’ultima settimana di settembre: New York +0,7%, Borse eurozona, in media, +1,5%. Il referendum catalano non sembra spaventare più di tanto i listini.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Leonardo: conferma obiettivi per il 2017 5 mesi fa - lunedì 8 maggio 2017

    Leonardo (la ex Finmeccanica) ha pubblicato contri trimestrali buoni: questo ha aiutato il titolo a rimanere sui massimi degli ultimi anni.  

    Prezzo al momento dell'analisi (05/05/17): 15,34 EUR

    Consiglio: Mantieni

     

    Leonardo ha chiuso il primo trimestre del 2017 con un calo dei ricavi di circa il 2% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. La migliore redditività ha, però, permesso all’utile industriale di salire di circa l’1% rispetto al valore di un anno fa: si tratta di un risultato in linea con le nostre attese. Scontando la quota parte degli oneri pluriennali e le svalutazioni, la crescita dell’utile industriale sale addirittura al 15%; è un risultato lievemente superiore alle nostre attese. La società ha confermato gli obiettivi reddituali per tutto il 2017. Anche noi confermiamo la stima di un utile 2017 (al netto di eventuali componenti straordinarie) di 0,96 euro per azione (1,05 euro per azione nel 2018). Restiamo, però, prudenti col consiglio: c’è incertezza sul destino di quello che dovrebbe essere il nuovo “capitano”, alle prese con problemi giudiziari per il precedente ruolo svolto in Monte Paschi.

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  • Analisi
    Un sospiro di sollievo: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 20 marzo 2017
    Bilancio settimanale positivo per le Borse. Gli eventi che hanno determinato questo risultato sono stati due: la riunione della Banca centrale Usa e le elezioni in Olanda. 

    Wall Street: avanti a passi piccoli

    Cominciamo dalla Borsa Usa, visto che è quella che spesso influenza i movimenti di tutti gli altri mercati. Wall Street ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,2%. A dare un po’ di ottimismo alla Borsa sono state le parole dei vertici della Banca centrale Usa: hanno confermato che il rialzo dei tassi d’interesse sarà lento e graduale, quindi sostenibile dall’economia a stelle e strisce. Un pochino meglio sono andate le azioni del colosso della telefonia AT&T (42,61 Usd; Isin US00206R1023), salite in settimana dello 0,6%: è stato superato un altro ostacolo che avrebbe potuto compromettere l’acquisizione di Time Warner (98,56 Usd, Isin US8873173038; invariata in settimana). Mantieni sia le AT&T, sia le Time Warner. Settimana negativa, invece, per Intel (35,27 Usd; Isin US4581401001). Le sue azioni hanno perso l’1,8% nonostante il generale buon andamento del settore tecnologico (+1,5% a livello mondiale). Il mercato non ha apprezzato l’acquisto della società Mobileye. È vero, il prezzo pagato da Intel non è stracciato, ma l’operazione ha una rilevanza strategica notevole. Secondo noi le Intel valgono un acquisto – trovi più dettagli sull’acquisizione a pagina 6.

     

    Bene le borse europee…

    Meglio di New York sono andate le Borse europee, salite, in media, dell’1,3%. Il mercato ha accolto bene il risultato delle elezioni politiche in Olanda, con le forze “anti-euro” che non hanno ottenuto il risultato schiacciante che si temeva. Per alcune Borse l’euforia è stata comunque mitigata da altre notizie “locali”. In particolare su Parigi – che ha chiuso la settimana a +0,7% – ha pesato il caso Renault (78,65 euro; Isin FR0000131906). Secondo un rapporto ufficiale redatto dal Ministero dell’industria francese, il gruppo automobilistico negli ultimi 25 anni avrebbe “taroccato” i dati sulle emissioni inquinanti per passare i testi di omologazione di alcuni dei suoi motori diesel e benzina. Il gruppo dice che tutto si è svolto in modo regolare, ma ora la palla passa al Tribunale. Le ombre di questo caso rischiano di proiettarsi sull’andamento delle azioni a lungo: il -7,1% registrato in settimana rischia essere solo l’inizio del momento negativo. Cambiamo il nostro consiglio: vendi le Renault.

    Sempre rimanendo in tema settore auto, segnaliamo il -1,7% delle azioni Volkswagen (141,23 euro; Isin DE0007664005), che ha contribuito a frenare un po’ Francoforte (+1,1% alla fine della settimana). Il gruppo è tornato in utile dopo un 2015 gravato da accantonamenti per far fronte allo scandalo delle emissioni truccate, ma le cause in giro per il mondo restano tante. Al più, se hai le azioni, mantienile – il livello di rischio dell’investimento è comunque abbastanza elevato, 4 su una scala che arriva al massimo a 5.

     

    … con Milano superstar

    Il listino meneghino, col suo +2,1%, è tra quelli che ha beneficiato maggiormente dell’esito elettorale in Olanda – il mercato teme un collasso del nostro Paese in caso di disgregazione dell’Unione monetaria. A favorire la salita di Milano ci sono stati anche alcuni buoni risultati giunti dalle società quotate. Generali (14,6 euro), per esempio, ha pubblicato per il 2016 i risultati migliori degli ultimi 9 anni. Abbiamo alzato le stime sugli utili futuri: nonostante il + 3% registrato in settimana, queste azioni continuano a essere convenienti. Acquista. Ottimi sono stati anche i conti di Iren (1,78 euro), le cui azioni in settimana sono salite del 9,3%. Il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile per azione di 0,14 euro, in netto rialzo rispetto alle nostre stime di 0,11 euro. Inoltre, la società ha spiazzato, positivamente, il mercato annunciando un rialzo del dividendo di circa il 14% - da 55 a 62,5 centesimi. Crediamo che il dividendo possa salire anche nei prossimi anni: mantieni queste azioni. Se non le hai, però, non è il caso di acquistarle. Settimana sull’ottovolante per Leonardo, l’ex Finmeccanica (13,6 euro). Prima le azioni sono volate del 7,8% sulla notizia che la società tornerà a pagare un dividendo dopo 6 anni. Poi sono scese sulle voci – confermate nel fine settimana – di un cambio al vertice: arriverà il vecchio “capitano” di Unicredit e presidente di Mps. Il titolo ha chiuso in rialzo la scorsa settimana (+4,9%), ma ha aperto malissimo questa settimana. Al più, mantieni.

     

    E il canale?

    L’indice Ftsemib ha chiuso la settimana a 20.074 punti, superando per più sedute quella soglia di 19.600 che nelle scorse settimane si era dimostrata ostica. Quella figura dell’analisi tecnica, il “canale”, di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1213, sembra ormai superata – di già? Sì, in analisi tecnica le cose possono cambiare velocemente. Se avevi comprato il certificate short 7x (0,0237 euro; Isin DE000SG409N9) è in caso di venderlo: la scommessa di una rapida discesa della Borsa verso i 18.600 punti non sembra poter andare a buon fine. Tenendolo ancora rischi di incrementare le perdite – al momento, alla peggio, perdi intorno al 18%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Lo stacco del dividendo di Generali è previsto per il 22 maggio. Il pagamento partirà due giorni dopo.

    @Gianni Il dividendo, di azioni estere e italiane, non può mai essere compensato con minusvalenze pregresse.

    @Simone Sull’acquisto di azioni francesi paghi la tobin tax: dal 1° gennaio 2017 è lo 0,3% dell’investimento.

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  • Analisi
    Analisi sul settore difesa: questo articolo potrebbe urtare la tua sensibilità 7 mesi fa - lunedì 6 marzo 2017
    Tra le varie società americane del settore, quella su cui puntare è la L3 Technologies (167,55 Usd; Isin US5024131071). Primo: quasi il 70% del suo giro d’affari deriva da ordini della Difesa Usa – altre società del settore sono meno legate al Pentagono. Se quest’ultimo ha più soldi, è verosimile che anche la L3 abbia più commesse. Secondo: la società di per sé non costruisce navi o aerei o elicotteri militari, ma fornisce una serie di attrezzature, dai sensori ai sistemi di comunicazione, che sono installati su tali mezzi, droni compresi. È quindi trasversale a tutto il settore della Difesa, fatto che la rende meno dipendente dal maggior o minor successo di alcuni particolari prodotti – Trump, per esempio, si è scagliato contro i costi troppo alti degli F-35 della Lockheed Martin. Terzo: fornisce prodotti anche per la sicurezza in ambito civile – suoi sono diversi degli scanner presenti negli aeroporti americani. Ha dunque tutte le carte in regola per beneficiare della maggiore attenzione al tema della sicurezza da parte dell’attuale amministrazione Usa. Occhio, in assoluto l’azione non è proprio a buon mercato: paghi, per esempio, circa 3 volte il suo valore contabile (quanto resta in pancia alla società se vende tutte le attività e paga tutti i debiti ai valori con cui sono iscritti a bilanci) rispetto alle 2 volte che paghi per il valore contabile delle altre azioni mondiali. Rispetto alle altre azioni della Difesa Usa, però, la situazione migliora – come vedi nella tabella Difesa: spunti di valutazione per comprare le altre azioni della Difesa Usa devi spendere circa 6,8 volte il loro valore contabile! Vale una scommessa. Falla sapendo che se per caso qualcosa si inceppa nel piano di spesa dell’amministrazione Trump, rischi perdite e di ritrovarti in mano azioni non proprio convenienti.
     
    La difesa britannica di Bae Systems
    Per trovare un titolo conveniente bisogna spostarsi da quest’altro lato dell’Oceano, comprando la britannica Bae Systems (643,5 pence; Isin GB0002634946). Non solo questa società lavora già con la Difesa americana – quest’anno si aspetta un progresso del giro d’affari tra il 5% e il 10% proprio per i maggiori ordini previsti dagli Usa – ma può beneficiare anche delle maggiori spese militari attese un po’ in tutto il mondo – Trump si è schierato contro un eccessivo “interventismo” degli Usa e contro un eccessivo sostegno degli Usa alla Nato, fatto che dovrebbe spingere gli altri Paesi a mettere mano al portafoglio. È un titolo che ti abbiamo consigliato tempo fa – la prima volta a luglio 2014 (vedi Altroconsumo Finanza n° 1.087) e l’ultima volta a ottobre 2016 (vedi Altroconsumo Finanza n° 1.191), poco prima dell’elezione di Trump – e che fin qui ti ha dato soddisfazioni, visto che oggi viaggia sui massimi storici (vedi grafico Raggio missile). Ciò nonostante, secondo noi vale ancora un acquisto.
     
    I legami di Leonardo con l’America
    Restando in Europa, anche la nostra Leonardo (13,76 euro), l’ex Finmeccanica, sulla carta potrebbe beneficiare delle maggiori spese negli Usa: Leonardo controlla, infatti, Drs, società Usa che fa sistemi elettronici per la Difesa. I vantaggi, però, potrebbero essere limitati. Primo, perché Drs pesa per poco più del 10% sul giro d’affari totale di Leonardo. Secondo, perché Leonardo vuole comunque vendere il 49% di Drs ed è difficile che il ricavato possa essere investito tutto in altri progetti negli Usa. Terzo, perché su Leonardo grava l’incognita di un cambio al vertice. L’attuale amministratore delegato – è il “capitano” dell’azienda, che il mercato ha mostrato di apprezzare – è stato condannato in primo grado: in primavera la sua testa rischia di saltare e la prima cosa che di solito fanno i nuovi vertici è la pulizia di bilancio, con conseguenti perdite per la società. Per questo, non ti consigliamo le azioni Leonardo. Al più, se già le hai in mano e hai un orizzonte d’investimento di lungo periodo, mantienile.
     
    E i droni di Aerovironment?
    Tornando negli Usa, tempo fa (la prima volta a luglio 2014, vedi Altroconsumo Finanza n° 1.086) ti avevamo fatto scommettere sull’unica società quotata che fa solo droni, la Aerovironment (26,93 Usd; Isin US0080731088). Dall’elezione di Trump ha messo su un 10% (in dollari; in euro +15%): beneficerà delle maggiori spese militari? Siamo scettici. La società è piccola e fa fatica a competere con gli altri colossi della Difesa Usa: gli ordini che riceve non sono abbastanza per far decollare i conti. Negli ultimi due anni fiscali (terminano al 30 aprile) i ricavi sono aumentati giusto del 5% in tutto e per quest’anno si rischia di non vedere nessuna crescita. Inoltre, la società fa pochi utili: i primi sei mesi dall’anno fiscale 2016/17 si sono chiusi in perdita.
    Oggi come allora è un titolo caro: se sei un buon padre di famiglia restane alla larga. La scommessa riguardava la possibilità che i piccoli droni di Aerovironment venissero usati a scopi civili/commerciali – la consegna dei pacchetti di Amazon, per esempio. Purtroppo la legislazione americana è rimasta ingessata e l’utilizzo dei droni a livello commerciale è ancora, di fatto, quasi impossibile. Purtroppo non si vedono cambi di tendenza a breve. Delle due l’una: o aspetti e speri ancora in un cambio della legislazione, e quindi allunghi ulteriormente i tempi della scommessa, o la chiudi qui e cambi cavallo, scommettendo sulle L3. Non ne esci malissimo: rispetto ai momenti in cui te lo abbiamo consigliato, il titolo alla peggio ha perso il 19% circa (da luglio 2014), mentre al meglio ha fatto +12% circa, (novembre 2015; vedi Altroconsumo Finanza n° 1.149). Questo, però, in dollari. In euro, il bilancio è sempre positivo: alla peggio +4%, al meglio +13%.
     
    Il presidente pistolero
    Chiudiamo con una riflessione sulle società legate alle armi da fuoco – non le armi militari, ma i revolver e le pistole a “uso personale”, che negli Usa sono facilmente acquistabili. Vale la pena, dopo l’elezione di Trump, investire sulle azioni di queste società? No, perché era Obama il vero amico dei signori delle armi da fuoco, non Trump. Lo dimostrano i numeri. Cominciamo da quelli di Borsa. Il produttore di pistole, revolver e fucili Sturm Ruger (48,75 Usd; Isin US8641591081), negli 8 anni di presidenza Obama, ha visto il valore delle sue azioni crescere del 1.110% – sì, hai letto bene, millecentodieci. Una roba da far impallidire il +153% fatto dalla Borsa Usa sullo stesso periodo (in dollari e a dividendi inclusi).
     
    Raggio missile
    Sia L3 Technologies (grassetto; base 100), sia Bae Systems (linea sottile) dal 2012 sono andati benissimo, facendo mangiare la polvere al resto delle Borse mondiali (linea di peso intermedio; tutti i valori sono in euro e a dividendi inclusi).
    Difesa: spunti di Valutazione
     
    Prezzo/Utile
    Prezzo/Valore contabile
    Rendimento da dividendo
    Aerovironment
    61
    1,7
    0%
    Bae Systems
    15
    4,9
    3,4%
    L3 Technologies
    19
    2,9
    1,9%
    Leonardo
    14,3
    1,5
    1,1%
    Settore difesa Usa
    20
    6,8
    2%
    Borse mondiali
    15,5
    2,1
    2,5%
     
    Da quando è stato eletto Trump, invece, lo stesso titolo ha perso circa il 24% contro un rialzo della Borsa Usa del 12% (sempre in dollari e a dividendi inclusi). Ma come è possibile? Perché Obama ha cercato più volte di porre dei limiti al libero possesso di pistole e revolver negli Usa e a ogni tentativo gli americani si sono precipitati a comprarli per il rischio di non poterlo più fare in futuro.
    Non per nulla sotto Obama il commercio di armi da fuoco negli Stati Uniti è più che raddoppiato, a tutto beneficio delle società del settore. Per esempio, Sturm Ruger nel 2008 faceva ricavi per 180 milioni di dollari. Otto anni dopo, nel 2016, ne ha fatti per 660 milioni (quasi quadruplicati). Con Trump, questa paura non c’è, e quindi, non ci si aspetta più la corsa agli acquisti – non per nulla il mercato stima per il 2017 un calo dei ricavi di circa l’8%. Non acquistare le azioni Sturm Ruger.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 16,04 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 10,45 EUR
ISIN IT0003856405
Borsa Milano
Beta 1,43
Volatilità 37,62 %
Numero di azioni 578.150.400
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 8,51 EUR
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 30.591 EUR
Punteggio corporate governance 3

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Dividendo 0,16 0,14 0,00 0,00
Utile corrente 0,94 0,94 0,44 -4,31
Utile netto 0,94 0,87 0,84 -4,06
Cash Flow corrente 2,42 2,54 1,58 -1,35
Cash Flow netto 2,42 2,47 1,99 -1,10
EBIT 1,79 1,70 1,08 -4,13
EBITDA 3,27 3,30 2,43 -1,05
Patrimonio netto 8,17 7,40 7,41 7,44
Patrimonio netto tangibile 1,35 0,57 0,51 -2,11

Rendimento in euro

Leonardo Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -4,48 % 0,93 % 0,64 %
Rendimento ultimi 6 mesi 7,06 % 3,15 % -0,95 %
Rendimento ultimo anno 36,23 % 13,23 % 10,55 %
Rendimento ultimi 5 anni 29,43 % 7,26 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 2011 2010
Pay out - 0,00 % - 48,07 %
Current ratio - 0,99 0,98 1,03
ROE - 5,91 % -57,92 % 7,50 %
ROE netto - 11,38 % -54,52 % 7,50 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 3,81 % -12,90 % 2,88 %
EBIT margin - 4,51 % -13,35 % 6,38 %
EBITDA margin - 10,18 % -3,39 % 10,44 %
Tax rate - 26,81 % - 35,68 %
Gearing - 76,20 74,78 45,66
Patrimonio netto / totale attivo - 16,40 % 15,05 % 22,07 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 1,09 % 0,95 %
Prezzo/utile corrente 15,65 15,65
Prezzo/cash flow corrente 6,08 5,79
Prezzo/patrimonio netto 1,80 1,99
Prezzo/patrimonio netto tangibile 10,90 25,81
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,70 % -

(e) : stima

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