Leonardo

IT0003856405
11,38 EUR 17/02/2020 17:35 Milano
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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Nuovi ordini per Leonardo 2 mesi fa - lunedì 25 novembre 2019
    Il titolo Leonardo è stato particolarmente ballerino nel corso delle scorse settimane. Ciò nonostante, conserva un discreto vantaggio nei confronti del resto di Piazza Affari. 

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  • Analisi
    La guerra è vicina? 7 mesi fa - lunedì 1 luglio 2019
    L’Iran ha “chiuso per sempre” le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti che, a loro volta, sembrano pronti a lanciare un attacco militare sul Paese mediorientale. Anche se moralmente deprecabile, qualcuno si sta fregando le mani pensando agli affari che potrebbe fare con la guerra.
    Settore difesa  - immagine Shutterstock.com

    Settore difesa - immagine Shutterstock.com

    Il business della guerra

    Sono le società che realizzano missili, munizioni, aerei militari, navi da combattimento… insomma tutto quello che non solo serve a fare una guerra, ma, più in generale, a gestire le attività militari di difesa di un Paese. E questi signori già arrivano da anni di vacche grasse: negli ultimi 20 anni le spese mondiali per la Difesa sono aumentate complessivamente del 75%. La spinta è arrivata dai Paesi mediorientali che in venti anni hanno quasi quadruplicato le negoziazioni di armi (il riferimento, in particolare, è a Arabia Saudita, Emirati Arabi, Iran e Qatar).

    I dati sull’andamento del mercato delle armi sono forniti da Sipri, un istituto di ricerca, indipendente e riconosciuto a livello internazionale, che pubblica analisi, studi e approfondimenti sul settore dal 1966.

    Anche gli Stati Uniti, il Paese che spende di più al mondo per la difesa, ha visto gli investimenti militari crescere tanto: +57% in venti anni. Non sorprende che, mediamente, le azioni dei “signori della guerra” negli ultimi venti anni abbiano fatto mangiare la polvere a tutte le altre: come vedi nel grafico Gli affari della guerra, in euro e dividendi inclusi hanno reso il 615% (sì, seicentoquindici percento), circa due volte e mezzo quanto offerto dalle altre azioni mondiali (+250%). Nonostante la corsa, queste azioni potrebbero continuare a salire se effettivamente si arriverà a uno scontro militare in Medioriente con conseguente aumento delle spese militari per chissà quanti anni.  

    Farla in barba a chi fa la guerra

    Chi riceverà il maggior numero di ordini – e quindi farà affari d’oro – se questo tragico scenario si realizzerà? Probabilmente gli iraniani tenderanno a rifornirsi da società russe, che però non risultano quotate in Borsa.

    Gli altri, americani ed eventuali alleati nella zona (Arabia Saudita su tutti), si rivolgeranno prevalentemente a società americane: negli ultimi anni le vendite di armi americane sono aumentate anche dell’8% annuo e quasi il 60% delle vendite di armi nel mondo è fatto da società americane. E tra queste quella che vende più di tutte, e che dovrebbe continuare a vendere più di tutte, è la Lockheed Martin (363,54 Usd; Isin US5398301094). La società non solo ha chiuso il primo trimestre del 2019 mostrando la crescita trimestrale maggiore degli ultimi dieci anni (+23%), ma ha rivisto al rialzo le prospettive per i prossimi due anni, contando anche sull’aumento degli ordini da parte del Giappone. Lockheed Martin è la società che realizza e vende i caccia F-35, i droni Desert Hawk e i lanciamissili terresti Falcon.

    E tali previsioni sono state fatte quando la prospettiva di una guerra in Medioriente non c’era ancora. Inoltre, come vedi nel grafico Gli affari della guerra, sono azioni che tendono a moltiplicare le oscillazioni delle altre azioni del settore della difesa. Per questo sono quelle giuste per una scommessa, se credi che le spese militari siano destinate a crescere nel mondo, complice anche un conflitto in Medioriente. Le Lockheed Martin si comprano sulla Borsa di New York.

    Gli affari della guerra

    GLI AFFARI DELLA GUERRA

    Negli ultimi anni le azioni delle società che fanno missili, munizioni, caccia militari e quanto altro legato alla difesa (grassetto; base 100) hanno fatto mangiare la polvere al resto delle azioni mondiali (linea sottile). Tra le azioni della difesa, si è distinta Lockheed Martin (linea di peso intermedio): soprattutto negli ultimi tempi, tende a moltiplicare le oscillazioni del settore. Se vuoi scommettere che le spese militari in giro per il mondo continuino ad aumentare nei prossimi anni, è l’azione da acquistare. Attenzione, non è adatta al buon padre di famiglia. I dati nel grafico sono in euro e tengono conto dei dividendi pagati dalle varie azioni.

    Indicatori di convenienza fuori controllo

    Attenzione, non a caso abbiamo parlato di scommessa: le azioni Lockheed Martin non hanno indicatori di convenienza buoni. Per esempio, il rapporto tra prezzo e valore contabile è pari a 20, si tratta di un’enormità rispetto allo stesso valore per la media delle azioni del settore della difesa (5,2). Ragionamenti analoghi possono essere fatti per altri indicatori di convenienza – vedi tabella. Per questa ragione sconsigliamo le Lockheed Martin al buon padre di famiglia. La società del settore con i migliori indicatori di convenienza resta, secondo noi, la Bae Systems (495,4 pence; Isin GB0002634946): il rendimento da dividendo atteso, per esempio, è praticamente doppio sia rispetto alle altre azioni del settore della difesa, sia rispetto alle altre azioni mondiali. Inoltre, stiamo parlando comunque di una delle principali aziende al mondo nella vendita di armi e sistemi di difesa (la 4° al mondo dopo Lockheed Martin, Boeing e Raytheon), che ha importanti rapporti anche con la Difesa americana. Più che per una scommessa sull’esplosione delle tensioni in Medioriente, è però valida per un investimento di lungo periodo, da poter tenere nel cassetto per un po’. 

    I 13 signori della guerra: spunti di valutazione
    Nome Prezzo Prezzo/ Prezzo/valore contabile Prezzo/flusso di cassa Rendimento da dividendo EV/utili industriali
    utile
    Bae Systems 495,4 pence 10,7 2,3 12 4,8% 7
    Curtiss Wright 127,13 Usd 16,7 3 14 0,5% 11,3
    Elbit Systems 149,51 Usd 20,5 3,4 19 1,5% 12,9
    Flir Systems 54,1 Usd 21,5 3,2 19 1,3% 14,5
    General Dynamics 181,82 Usd 14,4 3,7 13,7 2,3% 11,7
    Hntgtn.Ingalls 224,74 Usd 14,2 5,1 9,1 1,6% 10
    L3 Technologies 245,17 Usd 20 2,8 14,9 1,5% 13,3
    Leonardo 11,15 euro 10,4 1,3 5,3 1,4% 5,5
    Lockheed Martin 363,54 Usd 15,8 20 14,7 2,6% 11,3
    Northrop Grumman 323,11 Usd 15,3 5,1 11,3 1,7% 13,9
    Raytheon 173,88 Usd 14,4 3,8 13,8 2,2% 9,3
    Rheinmetall 107,3 euro 14,7 2 7,9 2,2% 6
    Thales 108,65 euro 15,5 3,4 14,4 2,4% 7,9
    Per confronto: media settore Difesa 15 5,2 12,8 2,2% 11,5
    Per confronto: media azioni mondiali 14,9 2,1 9,4 2,5% 10,6

    I dati in tabella sono nostre elaborazioni su dati forniti da Thomson Reuters. Boeing non è in tabella visto il peso dell’aviazione civile. Raytheon sarà acquisita da United Technology (130,2 Usd, Isin US9130171096; non acquistare, vedi Altroconsumo Finanza n° 1323). L3 dal 1° luglio è stata acquisita da Harris (189,13 Usd; Isin US4138751056): gli indicatori di convenienza del nuovo gruppo resteranno peggiori della media. Non acquistare. Ev sta per Enterprise Value: somma tra i debiti e il valore della società in Borsa.

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  • Analisi
    Le Borse temono un rallentamento economico globale 8 mesi fa - lunedì 3 giugno 2019
    I timori di una guerra commerciale globale, non solo tra Stati Uniti e Cina, tengono sotto scacco i listini azionari.

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  • Analisi
    Risultati sopra le attese per Leonardo 11 mesi fa - lunedì 25 marzo 2019
    Il mercato ha molto apprezzato sia i conti del 2018, sia le prospettive per il 2019. Il titolo (grassetto, base 100; la linea sottile è Piazza Affari) si è impennato ma resta ancora lontanissimo dai picchi del 2017. 

    Prezzo al momento dell’analisi (22/3/2019): 10.14 euro

    Consiglio: mantieni

    Grazie a un buon quarto trimestre, Leonardo è riuscita a chiudere il 2018 con ricavi e raccolta ordini sopra le sue stesse aspettative. A dire il vero la raccolta ordini si è un po’ ridotta dopo il terzo trimestre (+66% nel terzo, +57% nel quarto), ma il gruppo ha comunque rialzato le stime per il 2019. È la seconda volta che accade nel giro di pochi mesi e questo ha dato ottimismo al mercato. Noi abbiamo ritoccato al rialzo le nostre stime, ma non al punto tale da modificare la valutazione del titolo. Dopo aver chiuso il 2018 con un utile per azione di 0,88 euro (inclusivo di componenti straordinarie; escludendole l’utile è di 0,73 euro per azione), ci aspettiamo che Leonardo chiuda il 2019 con 1 euro di utile per azione (precedentemente stimavamo un utile di 0,93 euro) che dovrebbe salire a 1,10 euro nel 2020 (1,02 euro la precedente stima). Il dividendo è rimasto fermo a 0,14 euro per azione.

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  • Analisi
    Leonardo: riduciamo le stime un anno fa - lunedì 19 novembre 2018
    Il titolo è tornato a scivolare nel corso delle ultime settimane, complici anche conti del terzo trimestre che non hanno convinto. 

    Prezzo al momento dell’analisi (16/11/2018): 8.46 euro

    Consiglio: mantieni

    I conti del terzo trimestre 2018 hanno riservato più ombre che luci. Gli ordini di lavoro sono sì aumentati di circa il 65% rispetto allo stesso periodo del 2017, ma solo perché finalmente è stato messo a bilancio un contratto siglato a marzo 2018 – senza questo contratto la raccolta ordini è inferiore a quella del 2017. I ricavi sono saliti di circa il 4%, ma la redditività industriale è scesa dal 7,4% al 6,1%. L’utile industriale, al netto anche della quota parte degli oneri pluriennali, si è, così, contratto di circa il 5%. La società ha confermato gli obiettivi per il 2018, che aveva già comunicato in precedenza: dopo questi conti, però, per raggiungerli ci sarà bisogno di un ultimo trimestre più che brillante. Noi siamo scettici sul fatto che la società lo realizzi: tagliamo le stime sull’utile per azione, elementi straordinari esclusi, da 0,91 a 0,85 euro per il 2018 e da 0,97 a 0,93 euro per il 2019.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 11,87 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 8,480 EUR
ISIN IT0003856405
Borsa Milano
Beta 1,30
Volatilità 36,69 %
Numero di azioni 578.150.400
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 6,73 EUR
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 26.920 EUR
Punteggio corporate governance 3
Paesi Italia

Indici chiave per azione (EUR)

2020 (e) 2019 (e) 2018 (e) 2015
Dividendo 0,16 0,16 0,14 0,00
Utile corrente 1,14 1,06 0,73 0,44
Utile netto 1,14 1,23 0,88 0,84
Cash Flow corrente 2,19 2,11 2,14 1,58
Cash Flow netto 2,19 2,27 2,30 1,99
EBIT 1,95 1,79 1,24 1,08
EBITDA 3,00 2,84 2,65 2,43
Patrimonio netto 9,69 8,71 7,64 7,41
Patrimonio netto tangibile 2,86 1,89 0,82 0,51

Rendimento in euro

Leonardo Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 2,33 % 6,21 % 10,67 %
Rendimento ultimi 6 mesi 14,29 % 15,76 % 18,91 %
Rendimento ultimo anno 33,38 % 18,11 % 27,52 %
Rendimento annualizzato degli ultimi 5 anni 3,45 % 2,71 % 11,08 %

Indici finanziari della società

2019 (e) 2018 (e) 2015 2011
Pay out - - 0,00 % -
Current ratio - - 0,99 0,98
ROE - - 5,91 % -57,92 %
ROE netto - - 11,38 % -54,52 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - 3,81 % -12,90 %
EBIT margin - - 4,51 % -13,35 %
EBITDA margin - - 10,18 % -3,39 %
Tax rate - - 26,81 % -
Gearing - - 76,20 74,78
Patrimonio netto / totale attivo - - 16,40 % 15,05 %

Dati di Borsa per azione

2020 (e) 2019 (e)
Rendimento da dividendo 1,39 % 1,39 %
Prezzo/utile corrente 10,07 10,83
Prezzo/cash flow corrente 5,24 5,44
Prezzo/patrimonio netto 1,18 1,32
Prezzo/patrimonio netto tangibile 4,01 6,07
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,62 % -

(e) : stima