L'Oréal

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212,30 EUR 15/06/2018 00:00 Parigi
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14,32 % Rendimento a 1 anno
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Articoli

  • Analisi
    L'Oréal: conti 2017 in crescita 4 mesi fa - lunedì 19 febbraio 2018
    Anche se i conti 2017 sono in crescita, restano diverse zone d’ombra sul futuro. Manteniamo invariate le stime sull’utile per azione 2018 (a 7 euro) e 2019 (7,5 euro).
     
     
     
     

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  • Analisi
    Vincitori e vinti: la settimana delle Borse 8 mesi fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Bilancio dell’ultima settimana di settembre: New York +0,7%, Borse eurozona, in media, +1,5%. Il referendum catalano non sembra spaventare più di tanto i listini.

    Variazioni settimanali su prezzi al 29/09/17

     

    Wall Street tra Trump e Yellen

    Due gli eventi che hanno caratterizzato l’andamento della Borsa americana. Primo: la tanto attesa riforma fiscale di Trump sembra prendere forma. Il mercato ha gradito, anche se per ora, considerati i fallimenti sulla riforma sanitaria, preferisce non lasciarsi andare in facili entusiasmi. Secondo: le nuove dichiarazioni da parte della Banca centrale americana hanno rafforzato la sensazione che il prossimo rialzo dei tassi d’interesse possa arrivare a dicembre. Questo ha fatto bene ai titoli bancari Usa (+1,8%). New York ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un progresso del 4%. Dall’inizio dell’anno il rialzo è del 12,5%.

     

    La spinta del petrolio

    Altra spinta, e non solo per la Borsa a stelle e strisce, è arrivata dai titoli del settore petrolifero, saliti, in media, dello 0,8%. Complice il rischio di uno stop alle esportazioni di greggio dal Kurdistan, il prezzo dell’oro nero ha fatto un altro balzo dell’1,3%. In particolare, si è distinta Exxon Mobil (81,98 Usd; Isin US30231G1022), salita in settimana del 2,6%. Il titolo ha ormai recuperato del tutto i pesanti cali registrati in agosto, ma resta comunque eccessivamente penalizzato: acquista per il lungo periodo. Gli altri titoli petroliferi che consigliamo sono Chevron (117,5 Usd; Isin US1667641005) e Repsol (15,59 euro; Isin ES0173516115).

     

    Tecnologia al palo

    Settimana di alti e bassi per il settore tecnologico (+0,2%). Vista la volontà dei principali Paesi europei di andare avanti con lo studio della web tax (in pratica, fare in modo che i colossi del settore paghino tutte le tasse che ora riescono a “svicolare”), alcuni giganti di internet, come Facebook (+0,2%; 170,87 Usd, Isin US30303M1027), sono rimasti al palo. Non che il rischio di una web tax sia concreto – se mai passerà, ci vorrà del tempo perché venga applicata – ma comunque le azioni Facebook sono a nostro parere care. Vendi. Inoltre, tutto il settore della tecnologia non è oggi a buon mercato in Borsa – le società che fanno microchip, per esempio, hanno messo su il 13% nel solo terzo trimestre e il 29% da inizio anno. Ti sconsigliamo di comprare fondi e Etf che puntano in generale sul settore tecnologico. Piuttosto, punta su alcuni singoli titoli che abbiamo scelto per te. Tra questi c’è Intel (38,08 Usd; Isin US4581401001) che in una settimana non brillante per il settore ha messo su il 2,4% dopo che si sono diffuse indiscrezioni sul fatto che Tesla (341,10 Usd, Isin US88160R1014; vendi) abbia intenzione di scegliere i microchip di Intel per i “pannelli di controllo” all’interno delle sue auto. Secondo noi le azioni Intel sono convenientiApple (154,12 Usd; Isin US0378331005) si è salvata (+1,5%) nonostante le indiscrezioni sul fatto che le vendite dell’iPhone8 siano le più basse dal 2013. Anche gli ordini dell’iPhone X potrebbero non essere alti come previsto. Al più, mantieni le azioni Apple.

     

    Una luce nel buio

    Settimana negativa per i titoli farmaceutici, scesi, in media, dello 0,4%. Si è distinta, però, Abbott (53,36 euro; Isin US0028241000), salita dell’1,6% dopo la notizia che il suo prodotto FreeStyle Libre – permette ai pazienti con il diabete di restare sotto controllo senza doversi pungere –potrà essere a breve venduto anche negli Usa. Anche se ai massimi degli ultimi 5 anni, il titolo resta, secondo noi, correttamente valutato. Mantieni. Sanofi (84,01 euro; Isin FR0000120578) potrà vendere un suo farmaco importante anche in Europa. Mantieni.

     

    Tutte le strade portano a parigi

    A dare pepe alle azioni europee sono state diverse operazioni di fusione e acquisizione. Una delle più rilevanti riguarda la fusione tra le attività ferroviarie di Siemens (tedesca) e Alstom (francese). Non sono titoli che seguiamo, ma l’operazione riguarda da vicino anche un titolo della nostra selezione: Bouygues (40,15 euro; Isin FR0000120503). Questa società, qualche anno fa, aveva comprato circa il 30% di Alstom – era stata attirata dalle buone prospettive delle attività nucleari di quest’ultima. È da tempo, però, che le prospettive del nucleare si sono offuscate e che Bouygues tenta di vendere la fetta di Alstom che ha in mano: la mega-fusione nelle ferrovie potrebbe riaprire la partita e permettere a Bouygues di vendere a buon prezzo. Le azioni Bouygues in settimana sono andate bene, guadagnando il 2,8%, ma, a nostro parere, non è ancora il momento di venderle. Mantieni. Parigi è stata protagonista di un’altra importante operazione, che ci riguarda più da vicino: è finalmente stato trovato l’accordo tra la nostra Fincantieri e Stx – operano in ambito navale. Anche in questo caso l’operazione coinvolge un titolo che noi seguiamo: Leonardo (15,85 euro), la ex-Finmeccanica. Le azioni Leonardo sono salite del 3,3%: l’accordo allontana, infatti, il rischio di una perdita potenziale di commesse dal settore militare navale. Il titolo è correttamente valutato. Mantieni. Il 4 ottobre Pirelli riprende le contrattazioni a Piazza Affari. Il prezzo di collocamento è stato fissato verso il minimo inizialmente previsto: 6,5 euro.

     

    Asse tra svizzera e stati Uniti

    Un’altra operazione “straordinaria” – così vengono chiamate in finanza le cessioni di attività o le acquisizioni di aziende– si è svolta sull’asse Svizzera – Stati Uniti. General Electric (24,18 Usd; Isin US3696041033) ha venduto la divisione soluzioni industriali alla svizzera ABB a un prezzo che ci sembra soddisfacente per un’attività così poco redditizia. Il mercato, però, non ha premiato più di tanto questa operazione, tanto che il titolo General Electric ha chiuso la settimana in calo del 2,8%. L’attesa è per soluzioni ancora più drastiche di questa: vedremo se il nuovo management, che dovrebbe delineare la strategia del gruppo tra qualche settimana, deluderà queste attese o no. Intanto limitati a mantenere le General Electric. Parlando di Svizzera, Nestlé (81,1 franchi; Isin CH0038863350) ha smentito le voci di una vendita del suo pacchetto di azioni L’Oréal (179,9 euro; Isin FR0000120321). Mantieni Nestlé, vendi L’Oréal.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Per ora, nel corso del 2017, Oriflame ha staccato due volte il dividendo: 0,75 euro lordi per azione a metà maggio e poi 0,25 euro lordi per azione a metà agosto.

    @Angelo Non importa che il tuo Etf sia azionario o meno. Le sue plusvalenze non saranno mai compensabili con minusvalenze pregresse, siano esse ottenute su azioni o su altri Etf.

    @Fabrizio Un prezzo di Rio Tinto pari a 3.473 pence equivale a un prezzo di 34,73 sterline. Se il cambio è di 1,1341 euro per ogni sterlina, allora il prezzo di Rio Tinto è di 39,387 euro.

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  • Analisi
    L'Oréal, cambiamenti in vista nel capitale? 9 mesi fa - venerdì 22 settembre 2017
    Ora che è mancata la sua principale azionista, sono ripartite le speculazioni su possibili cambiamenti nel capitale di L’Oréal. 

    Prezzo al momento dell'analisi (21/09/2017): 176,60 euro

    Secondo noi, lo scenario dello statu quo resta il più probabile. Non speculare, quindi, sul titolo. Se l’hai ancora in portafoglio, vendilo.

    Secondo alcune voci, nei prossimi mesi il gigante svizzero Nestlé, che detiene una partecipazione del 23,1% nel suo capitale di L’Oréal (Isin FR0000120321), potrebbe liberarsi di un accordo che prevedeva lo statu quo tra i due gruppi e cambiare la sua strategia nei confronti di L’Oréal. L’ipotesi di un’acquisizione del resto del gruppo da parte di Nestlé ci sembra poco credibile, ma l’acquisizione da parte del gruppo francese della quota del suo capitale oggi in mano a Nestlé sembra più plausibile. L’Oréal, molto solida finanziariamente, potrebbe, infatti, riacquistare le azioni detenute da Nestlé e far così aumentare automaticamente il suo utile per azione (meno azioni in circolazione). Anche questo scenario ci sembra, tuttavia, poco probabile: ultimamente Nestlé ha respinto la proposta di uno dei suoi azionisti, il fondo Third Point, che andava in questo senso. Secondo noi, tutti e due i gruppi hanno interesse a mantenere lo statu quo. Nestlé conta, in effetti, sulla sua partecipazione in L’Oréal per concludere accordi, caso per caso, con il gigante francese (come nel campo della dermatologia nel 2014). Quanto a L’Oréal, considerando che oggi le sue azioni sono care, pagherebbe un prezzo eccessivo per acquistare la partecipazione di Nestlé. Il nostro consiglio, quindi, non cambia: vendi l’Oréal.

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  • Analisi
    L'Oréal: cederà The Body Shop un anno fa - venerdì 16 giugno 2017
    L’Oréal venderà la divisione The Body Shop (saponi e cosmetici naturali) a un prezzo che ci sembra corretto. 

    Prezzo al momento dell'analisi (15/06/2017): 188,3 euro

    Ai prezzi attuali, il titolo resta caro.

    Consiglio: vendi

    L’Oréal (Isin FR0000120321) sta per vendere la divisione The Body Shop alla brasiliana Natura Cosméticos per 1 miliardo di euro. È un prezzo vicino a quello a cui l’aveva acquisita nel 2013 e che ci sembra corretto, considerando che quest’attività, a causa della forte concorrenza, non è riuscita a mantenere le sue promesse (crescita e redditività in declino). L’operazione avrà un impatto minimo sui conti di L’Oréal: The Body Shop rappresenta meno dell’1% del risultato industriale del gruppo. Tuttavia, questa esperienza dimostra che non sempre le acquisizioni pagate a caro prezzo sono coronate dal successo. Ai prezzi attuali l’azione è cara. Se l’hai ancora in portafoglio, vendila.

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  • Analisi
    L'Oréal: il punto sui risultati trimestrali un anno fa - venerdì 21 aprile 2017

    Nel 1° trimestre 2017 i ricavi hanno superato lievemente le attese, ma dubitiamo che L’Oréal possa essere capace di centrare gli obiettivi annuali. Negli ultimi 5 anni il prezzo del titolo è raddoppiato.

     

    Prezzo al momento dell'analisi (20/04/17): 181,75 EUR
    Consiglio: Vendi

    Nel 1° trimestre i ricavi di L’Oréal (Isin FR0000120321) sono saliti del 4,2% (escluse cessioni e acquisizioni), ma solo grazie al segmento lusso (+12,2%). I prodotti di largo consumo (+1,4%), che rappresentano quasi la metà del fatturato, e quelli professionali, come quelli per parrucchieri (-1,8%), hanno deluso. Per il resto dell’anno il management prevede una crescita del fatturato più forte e più omogenea, ma non modifichiamo le nostre stime (prudenziali) sull’utile per azione 2017 e 2018. Anche se arrivano segnali rassicuranti dal Nord America e dai Paesi emergenti, temiamo, infatti, che anche nel 2017 il gruppo non centri il suo obiettivo di una crescita delle attività di oltre il 5% (negli ultimi anni ci è riuscito solo nel 2012). Per rilanciare la crescita L’Oréal potrebbe mettere a segno un’importante acquisizione, ma non siamo certi che questo possa andare a vantaggio degli azionisti.

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 211,10 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 171,10 EUR
ISIN FR0000120321
Borsa Parigi
Beta 0,71
Volatilità 16,63 %
Numero di azioni 559.009.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 118,01 EUR
Settore Beni di consumo
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 105.748 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 3,80 3,55 3,30 3,10
Utile corrente 7,00 6,40 5,55 5,92
Utile netto 7,00 6,40 5,55 5,92
Cash Flow corrente 9,30 8,75 8,10 7,59
Cash Flow netto 9,30 8,75 8,10 7,59
EBIT 8,40 7,43 7,15 7,53
EBITDA 10,70 9,79 9,69 9,20
Patrimonio netto 43,90 40,73 40,45 39,07
Patrimonio netto tangibile 28,10 24,90 24,75 24,51

Rendimento in euro

L'Oréal Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 19,53 % 4,83 % 7,36 %
Rendimento ultimi 6 mesi 15,33 % 1,06 % 6,05 %
Rendimento ultimo anno 14,32 % 1,41 % 10,50 %
Rendimento ultimi 5 anni 13,06 % 6,19 % 14,39 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 59,51 % 52,65 % 30,47 %
Current ratio - 1,09 1,13 0,95
ROE - 13,71 % 15,07 % 14,81 %
ROE netto - 13,71 % 15,07 % 26,27 %
Margine lordo - 71,58 % 71,19 % 71,15 %
Margine netto - 12,03 % 13,06 % 21,79 %
EBIT margin - 15,47 % 16,61 % 15,90 %
EBITDA margin - 20,98 % 20,30 % 19,70 %
Tax rate - 28,09 % 27,05 % 18,46 %
Gearing - -2,12 -2,82 3,59
Patrimonio netto / totale attivo - 63,59 % 64,91 % 58,30 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 1,80 % 1,68 %
Prezzo/utile corrente 30,16 32,98
Prezzo/cash flow corrente 22,70 24,13
Prezzo/patrimonio netto 4,81 5,18
Prezzo/patrimonio netto tangibile 7,51 8,48
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,42 % -

(e) : stima

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