Mediaset

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2,86 EUR 18/06/2018 17:35 Milano
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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Mediaset: alleanza con Sky 2 mesi fa - lunedì 9 aprile 2018
    Il titolo Mediaset ha festeggiato positivamente in Borsa l’accordo con Sky e continua così a mantenere un buon vantaggio nei confronti del resto di Piazza Affari.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Mediaset: lotta con Vivendi in Tribunale 3 mesi fa - lunedì 5 marzo 2018
    Mediaset e Vivendi non hanno trovato un accordo e ora si va in Tribunale. Il titolo, però, non ha patito la notizia a Piazza Affari.

    Prezzo al momento dell'analisi (02/03/18): 3,11 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Mediaset e Vivendi non hanno trovato un accordo. Di conseguenza, ora per la causa intentata da Mediaset contro i francesi si va avanti con il processo vero e proprio. Noi ti avevamo indicato una speculazione su Mediaset che puntava su un forte rialzo in tempi brevi come conseguenza di un accordo tra le due società prima dello scorso 27 febbraio. Che fare ora? Puoi comunque mantenere il titolo, sia in chiave speculativa, sia in un’ottica di lungo periodo, per due motivi. Primo. Con stime di 0,15 euro per azione nel 2018 e di 0,20 euro nel 2019, l’azione Mediaset rimane correttamente valutata. Secondo. Solo perché la mediazione è fallita non è detto che durante il processo le due società non possano trovare un accordo. Nulla lo vieta. Indiscrezioni di mercato, tra l’altro, parlano già di una possibile transazione con Vivendi che paga 500 milioni di risarcimento a Mediaset.

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  • Analisi
    Mediaset: accordo con Tim? 5 mesi fa - lunedì 22 gennaio 2018
    Piccolo ripiegamento per Mediaset in questo avvio del 2018. Il titolo, comunque, si mantiene sopra i minimi di qualche mese fa sulla scia del possibile accordo di collaborazione con Tim.

    Prezzo al momento dell'analisi (19/01/18): 3,21 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    La pace tra Mediaset e Vivendi potrebbe passare attraverso Tim. Quest’ultima, infatti, starebbe pensando di rispolverare l’idea di creare una società in comune con Vivendi per dare vita a nuova pay-tv. In questo contesto, Tim comprerebbe da Mediaset i contenuti (ad esempio film, sport e serie televisive) da trasmettere sulla pay-tv. Si parla di investimenti totali pari a 460 milioni di euro in 6 anni. Inoltre, Mediaset avrebbe il 20% del capitale di questa nuova società, al pari di Vivendi (a Tim andrebbe il 60%). Questa operazione rappresenterebbe un parziale risarcimento per Mediaset per il mancato acquisto di Premium da parte di Vivendi, che è il primo azionista di Tim. Il consiglio su Mediaset è quello di mantenere, sia in chiave speculativa, sia in un’ottica di lungo periodo – stimiamo un utile pari a 0,15 euro per azione nel 2018 e pari a 0,22 euro per azione nel 2019. 

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  • Analisi
    Mediaset: trasmetterà i mondiali di calcio 6 mesi fa - venerdì 22 dicembre 2017
    Il titolo Mediaset ha riguadagnato terreno nelle ultime settimane in scia alle indiscrezioni di un accordo con Vivendi.

    Prezzo al momento dell'analisi (22/12/17): 3,31 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Su Altroconsumo Finanza n° 1241 ti avevamo suggerito una speculazione su Mediaset. Si scommetteva su un forte rialzo del titolo in tempi brevi come conseguenza dell’accordo tra Mediaset e Vivendi prima di un'udienza in Tribunale che era prevista per il 19 dicembre. L’udienza è stata rinviata al prossimo 27 febbraio: le due società hanno dunque 2 mesi di tempo per trovare un accordo per evitare che si vada al processo vero e proprio. La sensazione è che alla fine un accordo possa trovarsi, per cui i termini della scommessa sono ancora validi. Da quando ti abbiamo indicato questa speculazione, il titolo Mediaset ha messo su circa l’8%: se avevi seguito il nostro consiglio, puoi mantenere aperta la speculazione. Anche in un’ottica di lungo periodo il titolo è da mantenere, in quanto, con stime di utile di 0,15 euro per azione nel 2018 e di 0,22 euro nel 2019, resta correttamente valutato. 

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  • Analisi
    La Borsa scalda l'Europa: la settimana dei listini azionari 6 mesi fa - lunedì 11 dicembre 2017
    Risultati contrastanti per le varie Borse mondiali: Wall Street è salita di un modesto 0,4%, Tokio è rimasta piatta. Invece, i listini azionari dell’eurozona, in media, sono saliti dell’1,8%. Tra questi si è distinta Piazza Affari con il suo +3%. 

    Valutazioni e variazioni settimanali all'8/12/17 

     

    Tecnologia ancora in calo

    Sono state le azioni del settore tecnologico a pesare sulla Borsa americana – per esempio, i titoli dei produttori di microchip hanno chiuso, mediamente, la settimana in calo dello 0,5%. Il motivo? Il mercato ha studiato la bozza di riforma fiscale che era stata approvata nel fine settimana dal Senato americano e ha scoperto che all’ultimo secondo è stata introdotta una norma che potrebbe pesare proprio sulle società tecnologiche. Noi da tempo ti diciamo che il settore tecnologico nel complesso non merita un investimento (vedi Altroconsumo Finanza n° 1227). Confermiamo il giudizio, ma comunque non siamo troppo preoccupati dai cali di questi giorni.

     Lunedì 11 dicembre, nella mattinata Usa (primo pomeriggio da noi) è esplosa una bomba in una stazione dei bus di New York. Al momento di andare in stampa, la reazione delle Borse alla notizia è nulla (nessun particolare calo).

     

    Sì ad acquisti selezionati

    Primo, perché la suddetta norma potrà essere comunque rimossa prima del varo finale della riforma – bisogna mettere insieme le versioni approvate dal Senato e dalla Camera, dove quella norma non c’era. Secondo, e più importante, perché uno dei punti fermi della riforma resta l’abbassamento delle tasse sulle somme di denaro che potranno essere “rimpatriate” negli Usa dai conti all’estero. E tra le società che più potrebbero beneficiare di questo “rimpatrio” ci sono proprio i colossi del settore tecnologico. Tra questi ultimi c’è Cisco Systems (37,61 Usd; Isin US17275R1023), che ha quasi il 90% della sua liquidità in conti fuori dagli Usa – le azioni Cisco si sono comportate in settimana un pochino meglio del resto del settore, chiudendo invariate. Morale: non investire su tutto il settore tecnologico con Etf o fondi comuni. Punta solo su alcune selezionatissime azioni del settore. Cisco Systems è una di queste.

    Le azioni Intel (43,35 Usd; Isin US4581401001) sono scese del 3% dopo che sono stati presentati i primi pc Windows 10 senza i chip di Intel (è la prima volta che succede). Non ci spaventiamo: Intel ha già investito per non essere più così dipendente dalle vendite dei personal computer. Il titolo resta conveniente. Acquista.

     

    Una mezza finanziaria per le Apple

    Apple (169,37 Usd; Isin US0378331005) è una società che potrebbe beneficiare molto dell’abbassamento delle tasse sul “rimpatrio” di denaro dall’estero. Il titolo, però, ha comunque chiuso la settimana con un calo dell’1%, peggiore di quello del resto del settore. Il motivo va cercato nell’accordo trovato con il governo irlandese per la restituzione di tasse non pagate: Apple dovrà scucire 13 miliardi di euro. Di per sé la cifra è sicuramente elevata – è l’importo di una mezza manovra finanziaria italiana – ma è gestibilissima dal colosso californiano. Apple, infatti, ogni anno produce tramite la sua attività circa 40 miliardi di euro di liquidità (sono soldi contanti, già al netto delle spese per investimenti e pagamento dei dividendi). Inoltre, ha cassa e titoli obbligazionari pronti da vendere per un valore complessivo di circa 220 miliardi di euro. Insomma, se quelli irlandesi non sono bruscolini, poco ci manca. Puoi mantenere le azioni Apple, ma solo se il portafoglio nel quale ti ritrovi prevede azioni Usa.

     

    Bene banche e settore media

    L’avanzamento della riforma fiscale di Trump continua, invece, a far bene ai titoli del settore bancario Usa (+2%) – è intuibile: se scendono le tasse, l’economia “gira” e le banche possono concedere più prestiti. Non per nulla le azioni Bank of America (29,05 Usd; Isin US0605051046) sono salite in settimana di un altro 3,4%, portando il bilancio delle ultime due settimane a un +9,3% rispetto al +1,9% generale della Borsa americana. Secondo noi, Bank of America resta un titolo da tenere in mano, se già ce l’hai. Se, invece, non è in portafoglio, non è questo il momento di acquistarlo. Molto bene è andato anche il settore media (+2,2%): non sorprende, se l’economia “gira” i consumatori sono più disposti a spendere in prodotti legati allo “svago” e al tempo libero. E se le aziende hanno più soldi, possono investire più in pubblicità, fonte cruciale di ricavi soprattutto per giornali e televisioni. Le azioni Walt Disney (104,23 Usd; Isin US2546871060) si sono distinte in negativo, chiudendo la settimana con un calo dell’1%. Il successo al botteghino dell’ultimo film d’animazione, Coco, e le prospettive di incasso legate al lancio del nuovo film della saga di Star Wars non sono bastate a contenere i timori del mercato per la volontà del gruppo di lanciarsi alla conquista della casa di produzione 21st Century Fox: rischia di strapagarla. Limitati a mantenere le azioni Walt Disney se le hai già in mano. 

    Tra le azioni del settore media si sono distinte anche le Mediaset (3,28 euro), salite del 4,7%. Tim sembra a un passo dall’acquisto di contenuti multimediali prodotti da Mediaset. Mantieni queste azioni. 

     

    Settore farmaceutico in calo

    Settimana fiacca per il settore farmaceutico, calato dello 0,1%. Da un lato, ha pesato il -2,2% di Sanofi (73,18 euro; Isin FR0000120578), legato a problemi emersi con un vaccino del gruppo. A pagina 5 ti spieghiamo perché puoi ancora mantenere le Sanofi. Dall’altro lato, c’è stata un’operazione che ha portato un grande operatore farmaceutico americano a comprarsi una società che vende polizze sanitarie. Al mercato questa operazione non è piaciuta: una mossa della disperazione perché lo sbarco di Amazon (1.162 Usd; Isin US0231351067) nel settore farmaceutico Usa è sempre più vicino? Puoi scommettere su Amazon, che ha chiuso la settimana invariata. Trovi i termini della scommessa sulle Amazon su Altroconsumo Finanza n° 1243 e n° 1245.

     

    Risposte per te

    @Ivano Se hai scelto il regime amministrato (molto probabile) non devi preoccuparti dei vari calcoli fiscali sui dividendi delle azioni estere: farà la tua banca tutto per te e non dovrai inserire nulla in dichiarazione dei redditi. Sei già a posto col fisco così.

    @Giovanni Le azioni in euro che ti propone la banca sono le stesse National Grid quotate a Londra, solo, verosimilmente, quotate a Francoforte. Se le compri a Francoforte rischi problemi in caso di aumenti di capitale (in ogni caso non comprarle su Xetra).

    @Giuseppe Quello staccato a novembre (15,49 pence) è solo un acconto del dividendo di National Grid. A maggio 2017 è stato staccato un dividendo straordinario di 84,375 pence per azione (per questo il rendimento per quest’anno è così alto).

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 3,52 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 2,78 EUR
ISIN IT0001063210
Borsa Milano
Beta 1,43
Volatilità 50,39 %
Numero di azioni 1.181.226.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 3,37 EUR
Settore Media e tempo libero
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 15.424 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 0,12 0,00 0,00 0,02
Utile corrente 0,15 0,08 -0,04 0,00
Utile netto 0,15 0,08 -0,25 0,00
Cash Flow corrente 1,25 1,69 1,11 0,92
Cash Flow netto 1,25 1,69 0,90 0,92
EBIT 0,48 0,27 -0,16 0,20
EBITDA 1,58 1,88 0,99 1,20
Patrimonio netto 1,65 1,62 1,65 2,02
Patrimonio netto tangibile 1,10 1,07 1,10 1,16

Rendimento in euro

Mediaset Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -8,27 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi -13,19 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno -18,31 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 3,93 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Pay out - - 575,00 % 50,51 %
Current ratio - - 0,79 0,53
ROE - - 0,17 % 9,08 %
ROE netto - - 0,17 % 9,08 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - 3,15 % 6,80 %
EBIT margin - - 6,58 % 12,67 %
EBITDA margin - - 38,75 % 42,95 %
Tax rate - - 43,94 % 37,06 %
Gearing - - 29,14 53,87
Patrimonio netto / totale attivo - - 41,54 % 42,92 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 4,21 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 19,00 37,50
Prezzo/cash flow corrente 2,28 1,69
Prezzo/patrimonio netto 1,73 1,76
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,59 2,66
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,63 % -

(e) : stima

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