Melexis

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Articoli

  • Analisi
    È scattata l’ora X 8 giorni fa - lunedì 9 luglio 2018
    Alla fine la guerra a suon di dazi tra Stati Uniti e Cina è ufficialmente iniziata. Tra Europa e Usa, invece, qualche spiraglio di trattiva sembra esserci. Le Borse pensano ancora in un accomodamento, ma la tensione resta alta.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Battuta d'arresto per Milano: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 14 maggio 2018
    New York ha rialzato la testa grazie alla spinta arrivata da titoli tecnologici e petroliferi e ha chiuso la settimana con un progresso del 2,4%. Benino le Borse europee che, in media, hanno archiviato un progresso dell’1,1%. Tra queste si è distinta in negativo Milano, con una perdita dello 0,7%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Umore variabile: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 23 aprile 2018
    Le Borse sono nervose: la stagione dei risultati trimestrali societari non sta dando, per ora, risposte chiare sulla salute dell’economia globale. In ogni caso il bilancio settimanale è stato moderatamente positivo: New York ha fatto +0,5%, mentre le Borse europee sono salite, in media, dell’1,3%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Scampoli di primavera: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    Anche la seconda settimana di aprile si è chiusa con un bilancio positivo per le Borse. New York è salita del 2%, mentre il guadagno delle Piazze europee si è fermato all’1,1%. Milano ha fatto meglio delle colleghe (+1,7%). 

    Variazioni settimanali su prezzi al 13/04/18

    Tra dazi e sanzioni

    A tenere banco sui mercati c’è stata ancora la possibile guerra commerciale tra Stati Uniti e resto del mondo. In settimana c’è stata una svolta positiva nei rapporti con la Cina, con la promessa del Paese asiatico di ridurre i dazi già oggi in vigore sulle importazioni di tutta una serie di prodotti, automobili in particolare (il settore ha chiuso la settimana in rialzo dell’1,4%). Una svolta che potrebbe evitare l’introduzione di nuovi e ulteriori dazi sia da parte degli Usa, sia da parte della Cina. La situazione resta comunque delicata, tanto che il progresso dell’indice Csi300 di Shanghai si è fermato in settimana a un +0,7%. Per dei rapporti che sembrano rasserenarsi, ce ne sono, però, altri che paiono deteriorarsi. Stiamo parlando delle nuove sanzioni decise dagli Stati Uniti contro la Russia, che hanno colpito soprattutto un grande produttore di alluminio – la Borsa di Mosca ha chiuso la settimana con un calo del 3,7% a cui va sommata un deprezzamento del rublo del 7,1% nei confronti dell’euro (il bilancio a metà settimana era, però, anche peggiore). In questo clima, i prezzi delle materie prime hanno fatto diversi alti e bassi, ma le azioni delle società del settore sono riuscite comunque a chiudere la settimana in progresso dell’1,5%. In particolare, a trascinarle c’è stata Rio Tinto (3.785 pence; Isin GB0007188757) salita in settimana del 6,3%: potrebbe approfittare delle difficoltà delle aziende russe del settore in seguito all’applicazione delle sanzioni. Il titolo è ancora conveniente, acquista. Per il momento, continuiamo a consigliare al buon padre di famiglia di non investire sulla Borsa russa, vedi www.altroconsumo.it/finanza/portafogli. 

    Tra le azioni “non russe” che più hanno pagato le sanzioni alla Russia ci sono le Oriflame (400 sek; Isin CH0256424794), società di cosmetica che da sempre vende molto nel Paese. Il peso della Russia sull’utile industriale è, però, passato dal 66% del 2010 al 20% circa del 2017. Il -3,4% fatto dalle azioni in settimana è, dunque, eccessivo. Acquista.

     

    Venti di guerra

    Al di là di quella commerciale, una ben più tragica guerra sembra delinearsi: quella in Siria, che vedrebbe americani e russi fisicamente gli uni contro gli altri. Una situazione, vista la criticità della zona, che ha fatto salire i prezzi del greggio del 7,7% (quello di qualità brent ha chiuso la settimana a 72,72 dollari al barile) e che ha permesso ai titoli delle grandi compagnie petrolifere di archiviare un rialzo medio del 3%. Le azioni Eni (15,43 euro) sono salite del 3,7% dopo che la società ha annunciato una crescita del 4% della produzione di idrocarburi nel corso del primo trimestre del 2018. È un dato che rende più credibili gli obiettivi del nuovo piano strategico, compreso il rialzo del dividendo. Visti, però, i rischi di un nuovo processo per presunte tangenti in Africa, restiamo prudenti col consiglio. Mantieni. Chevron (119,92 Usd; Isin US1667641005), Exxon (77,84 Usd; Isin US30231G1022) e Repsol (15,54 euro; Isin ES0173516115), i tre titoli del settore petrolifero che ti consigliamo, hanno chiuso la settimana facendo tutti meglio del resto del settore: rispettivamente + 4,5%, +4% e +3,5%.

     

    La riscossa di internet

    L’attenzione dei mercati si è concentrata anche sull’audizione dei vertici di Facebook (164,52 Usd; Isin US30303M1027) al Congresso Usa. La sensazione è che per arrivare a una stretta sulle regole del settore ci vorrà molto tempo. Ossigeno per Facebook, tanto che le azioni in settimana hanno recuperato il 4,7%. Restano care. Approfitta per venderle. La risalita di Facebook ha fatto bene a tutto il settore tecnologico: il listino Nasdaq ha fatto +2,8%. La nota stonata è arrivata dalle Sage (617 pence; Isin GB00B8C3BL03), scese in settimana del 5,9% dopo che i vertici della società hanno ridotto gli obiettivi per l’anno fiscale in corso. A inizio maggio Sage presenterà i risultati completi dell’ultimo trimestre e avremo ulteriori elementi per analizzare la salute della società. Per ora riduciamo prudenzialmente le stime sull’utile per azione, ma non modifichiamo il consiglio. Mantieni. Tra gli altri titoli del settore tecnologico che si sono comportati bene in settimana, c’è Melexis (89,05 euro; Isin BE0165385973): le azioni solo salite del 9,1% dopo che un broker londinese ha espresso un giudizio favorevole sul titolo. Noi le Melexis te le abbiamo consigliate tempo fa e, nonostante la corsa, restiamo ottimisti. Acquista.

     

    La stagione dei conti trimestrali

    Altro elemento a catalizzare l’attenzione dei mercati è stato l’avvio della stagione dei conti trimestrali societari. Come spesso accade, ad aprire le danze sono state le società del settore finanziario negli Usa. I dati sono davvero pochi per farsi un’idea sulla salute generale dell’economia, ma per ora, tutto sommato, le indicazioni non hanno particolarmente convinto. Il gestore di Etf BlackRock (524,77 Usd; Isin US09247X1019) ha chiuso il primo trimestre con conti lievemente superiori alle attese del mercato. Le azioni hanno fatto +0,9% e non modifichiamo il consiglio: se le hai, mantienile.

     

    Un po’ di pepe a condire il tutto

    A dare un po’ di sostegno alle Borse ci hanno pensato, infine, le operazioni di fusione e acquisizione, reali o presunte. Tra le prime, c’è quella di Novartis (78,18 franchi svizzeri; Isin CH0012005267) che ha comprato una società americana che sta lavorando allo sviluppo di un trattamento dell’atrofia muscolare spinale. Ci vorrà del tempo, però, per vedere i ritorni dell’investimento: le Novartis hanno chiuso la settimana in rialzo dello 0,6% e sono solo, al più, da mantenere. Tra le seconde, c’è l’acquisto di Edp (3,18 euro; Isin PTEDP0AM0009) da parte della francese Engie (13,98 euro; Isin FR0010208488). Le società hanno smentito, ma le indiscrezioni hanno comunque fatto sì che le Edp chiudessero la settimana a +2,9% e le Engie a -0,5%. Restano entrambe azioni convenienti e da acquistare.  

    A proposito di operazioni di fusione e acquisizione, Atlantia (26,94 euro; +2,6%) ha ufficialmente ritirato la propria offerta d’acquisto su Abertis (18,30 euro, Isin ES0111845014; +0,6%). Nulla di nuovo: l’italiana è già d’accordo per rilevare Abertis tramite l’offerta (Opa) che è stata lanciata dalla tedesca Hochtief. Il prezzo in Borsa di Abertis è allineato al prezzo di Opa (18,36 euro). Non dovresti averle più in mano, ma se le hai devi liberarti delle Abertis: aderisci all’Opa. La banca dovrebbe darti indicazioni in merito (l’Opa finisce l’8 maggio). Se la banca non si fa viva, vendi le Abertis in Borsa qualche giorno prima dell’8 maggio: poi saranno ritirate dal listino.



    Risposte per te

    @Anna Non conviene comprare un’azione poco prima dello stacco di un dividendo e poi rivederla una volta incassato il dividendo. La mattina del giorno dello stacco, il prezzo in Borsa scende dell’importo lordo del dividendo. Tu, invece, incassi il netto: lo stesso importo, meno il 26%.

    @Bruno Diverse società della nostra selezione, soprattutto estere, offrono la possibilità di scegliere tra il dividendo in contanti o in altre azioni della società. Se il consiglio, come nel caso di Pearson (763,40 pence; Isin GB0006776081) è mantieni, conviene incassare in contanti.

    @Gianni L’andamento delle Vodafone a New York, una volta convertito in euro, è lo stesso di quelle quotate a Londra. Anche l’importo del dividendo che riceverai, al netto delle tasse, sarà lo stesso. In genere meglio comprare sul listino domestico (vedi Altroconsumo Finanza n° 1250).

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  • Analisi
    Melexis: bilancio solido 5 mesi fa - lunedì 19 febbraio 2018
    Nonostante la debolezza del dollaro Usa abbia pesato sui risultati finali del 2017 (il 55% dei contratti della società è in dollari), il bilancio si è sorprendentemente rivelato solido.
     
     
     
     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 92,20 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 72,68 EUR
ISIN BE0165385973
Borsa Bruxelles
Beta 0,83
Volatilità 25,69 %
Numero di azioni 40.400.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 3,11 EUR
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 3.136 EUR
Punteggio corporate governance 7

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 1,54 1,47 1,44 1,41
Utile corrente 3,08 2,77 2,40 2,47
Utile netto 3,08 2,77 2,40 2,47
Cash Flow corrente 3,89 3,58 3,05 3,04
Cash Flow netto 3,89 3,58 3,05 3,04
EBIT 3,62 3,31 2,86 2,69
EBITDA 4,43 4,12 3,50 3,26
Patrimonio netto 7,43 6,55 5,84 5,44
Patrimonio netto tangibile 7,43 6,55 5,84 5,44

Rendimento in euro

Melexis Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -13,04 % 1,54 % 11,42 %
Rendimento ultimi 6 mesi -13,86 % -3,38 % 4,66 %
Rendimento ultimo anno 5,02 % -0,29 % 11,86 %
Rendimento ultimi 5 anni 37,70 % 5,39 % 13,28 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 83,94 % 77,48 % 47,13 %
Current ratio - 3,42 4,63 4,21
ROE - 41,18 % 45,48 % 42,21 %
ROE netto - 41,18 % 45,48 % 42,21 %
Margine lordo - 45,74 % 48,01 % 48,53 %
Margine netto - 21,08 % 24,76 % 25,57 %
EBIT margin - 25,05 % 26,89 % 26,83 %
EBITDA margin - 30,71 % 32,59 % 33,48 %
Tax rate - 14,87 % 9,50 % 7,70 %
Gearing - -0,03 -26,95 -20,57
Patrimonio netto / totale attivo - 56,98 % 60,70 % 78,42 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 2,00 % 1,91 %
Prezzo/utile corrente 24,97 27,76
Prezzo/cash flow corrente 19,77 21,48
Prezzo/patrimonio netto 10,35 11,74
Prezzo/patrimonio netto tangibile 10,35 11,74
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,82 % -

(e) : stima

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