Melexis BE0165385973

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Articoli

  • Analisi
    Flamenco globale: la settimana delle Borse 14 giorni fa - lunedì 9 ottobre 2017
    Le tensioni in Catalogna hanno pesato sul listino azionario di Madrid (-1,9%), ma non sembrano, per ora, turbare le altre Borse mondiali che hanno chiuso la settimana con un rialzo medio dello 0,8%. Bene New York che ha fatto +1,2%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Scappare dai titoli tecnologici? 4 mesi fa - lunedì 19 giugno 2017
    Negli scorsi giorni i titoli dei colossi del settore sono scesi bruscamente. Ci sarà un tracollo come a metà 2000, quando le azioni tecnologiche persero più del 50% in pochi mesi?

    Valutazioni ben sotto quelle della bolla del 2000

    Stando ai numeri, il settore tecnologico non è prossimo a una crisi. Prendiamo il rapporto tra prezzo in Borsa e valore contabile di 400 titoli di questo settore nel mondo – è come il prezzo al chilo delle mele, più è alto, più sono care. Oggi è, in media, 4,2, vedi grafico Lontani dai valori del passato, più basso del 10 toccato a inizio 2000, subito prima dello scoppio della “bolla”. Confrontando il loro prezzo di Borsa con gli utili otteniamo 24,5, valore molto inferiore a quello di inizio 2000 (circa 80). Idem se consideriamo solo i primi 100 titoli Usa del settore. Il rapporto prezzo/valore contabile è in media poco sotto 5 (circa 11 a inizio 2000) e quello tra prezzo e utili è intorno a 25, contro il 70 toccato nel 2000.

    Società più “robuste” rispetto a 17 anni fa…

    Il rendimento medio da dividendo dei titoli tecnologici a inizio 2000 era prossimo allo 0, oggi siamo intorno all’1,5% annuo lordo. È un segnale di come queste società siano più “robuste”. Lo dimostra anche la liquidità che hanno in cassa. I primi 5 titoli Usa del settore, nel 2000, avevano liquidità pari a solo il 2% del valore complessivo (valore di Borsa e valore dei debiti; in inglese enterprise value), oggi la liquidità è pari al 13% del loro valore complessivo. Guarda il grafico Le bolle sovrapposte. Abbiamo confrontato l’andamento dei tecnologici nei 10 anni e mezzo che hanno preceduto lo scoppio della bolla di metà 2000, con quello degli stessi titoli negli ultimi 10 anni e mezzo (128 mesi). Il loro andamento è totalmente diverso da quello “da bolla” tenuto dai titoli del settore a ridosso di metà 2000.

     

    Lontani dai valori del passato

    LONTANI DAI VALORI DEL PASSATO

    La linea in grassetto (scala sinistra) rappresenta l’andamento del rapporto tra prezzo e valore contabile medio per 400 titoli del settore tecnologico. Quella sottile (scala destra) rappresenta l’andamento storico del rapporto tra prezzo e utili per lo stesso gruppo. Entrambi i valori sono molto lontani da quelli della “bolla internet” del 2000.

    Le bolle sovrapposte

     Bolle sovrapposte

    Il punto 1 rappresenta per la linea in grassetto il valore dei titoli tecnologici al 31/01/1990, circa 10 anni e mezzo prima dello scoppio della bolla nel 2000. Per la linea sottile, rappresenta il valore dei tecnologici al 31/10/2006, circa 10 anni e mezzo da oggi. L’andamento recente non è paragonabile a quello “da bolla” degli anni ’90.

     

    … ma comunque non convenienti

    Anche se i rapporti di convenienza non sono ai livelli del 2000, sono comunque più elevati rispetto a quelli medi storici e sono superiori a quelli degli altri titoli mondiali. Per questi ultimi il rapporto tra prezzo di Borsa e valore contabile è pari a 2,1: la metà dei titoli tecnologici. Il settore, in generale, è tutto fuorché a buon mercato. C’è un altro elemento di rischio: l’andamento di Borsa al momento è dipendente da soli cinque titoli, i cosiddetti FAAMGFacebook (150,64 Usd; Isin US30303M1027), Amazon (987,71 Usd; Isin US0231351067), Apple (142,27 Usd; Isin US0378331005), Microsoft (70 Usd; Isin US5949181045) e Alphabet (così si chiama ora Google; 958,62 Usd, Isin US02079K3059). Questi non solo pesano per oltre il 40% del listino Nasdaq, quello dei titoli tecnologici americani, ma sono stati da soli responsabili di oltre la metà dei rialzi di questo stesso listino dall’inizio dell’anno – in pratica sono andati molto meglio di altri titoli. Se la promessa riforma fiscale di Trump non dovesse andare in porto – i FAAMG sono saliti in prospettiva del rimpatrio di liquidità dall’estero che potrebbe portarli a distribuire dividendi consistenti – o se ci dovesse essere qualche intoppo nei conti - il mercato, per esempio, ha scommesso tanto sul successo del prossimo iPhone 8 Apple – per questi titoli potrebbero essere dolori, con conseguenze per tutto il settore. I rischi ci sono: per noi nessuno di questi titoli è conveniente. Amazon e Facebook sono cari e da vendere, Apple, Alphabet e Microsoft sono correttamente valutati. Puoi mantenerli, ma solo se hai pelo sullo stomaco. E comunque nel limite del 5% previsto per le azioni Usa.

     

    La tua strategia

    Tu fai così: da buon padre di famiglia evita di investire su tutto il settore tecnologico – non acquistare, quindi, Etf e fondi che puntano in generale su questi titoli e sul Nasdaq. Puoi, però, comunque mettere in portafoglio qualche titolo “scelto” del settore. Quelli che consigliamo li trovi indicati a pagina 10, nella sezione “alta tecnologia”. Tra questi, per esempio, c’è IBM (155,38 Usd; Isin US4592001014), che ha risentito meno di altri titoli del settore dei cali degli ultimi giorni – tra il 9 e il 12 giugno non solo non è scesa (-3,2% il settore), ma è addirittura salita del 2%. È un fenomeno comune ad altri titoli che non sono andati benissimo nel corso degli scorsi 12 mesi – alcuni di questi sono tra quelli da noi consigliati: non hanno corso tanto, ma non hanno nemmeno prospettive fallimentari e per questo sono convenienti e buoni per un investimento di lungo periodo. 

     

    Le bolle speculative

    In Borsa c’è una bolla speculativa quando i prezzi delle azioni raggiungono livelli fantasmagorici che non riflettono più il valore dell’azienda calcolato sulla base dei bilanci di oggi e di domani delle società, ma riflettono solo i bilanci di dopodomani e dopo ancora in forte e perenne crescita. L’ultima bolla nota in Borsa è quella iniziata nel 1999 e scoppiata nel 2000: bastava che una società annunciasse l’apertura di un sito internet e le sue quotazioni in Borsa facevano faville. Tiscali (oggi 0,042 euro) è il caso più clamoroso: in pochi mesi fece +2.500% salvo poi perdere praticamente tutto nei mesi seguenti.

     

    Tra il 9 e il 12 giugno, periodo di brusco calo per i titoli tecnologici americani, quelli che consigliamo si sono difesi: oltre al +2% di IBM, c’è stato il +0,5% di CA (31,67 Usd; Isin US12673P1057). Cisco Systems (31,63 Usd; Isin US17275R1023) e Intel (35,21 Usd; Isin US4581401001) sono sì scesi, rispettivamente dell’1,1% e del 2,1%, ma meno del 3,2% del resto del settore. Il titolo belga che consigliamo nel settore, Melexis (73,63 euro; Isin BE0165385973), ha invece perso il 4,2% – era però salito del 137% negli ultimi tre anni contro il +41,6% del settore.

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  • Analisi
    Melexis: buoni conti trimestrali 6 mesi fa - venerdì 21 aprile 2017

    Il 1° trimestre si è chiuso con buoni risultati e anche in futuro Melexis dovrebbe continuare a beneficiare del momento positivo per le vendite nel settore auto, sempre più orientato per soluzioni tecnologicamente avanzate (guida autonoma).

     
     
     
     

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  • Analisi
    Melexis: prospettive allettanti 8 mesi fa - venerdì 10 febbraio 2017
    I dati annuali pubblicati dalla belga Melexis sono stati apprezzati dal mercato.

    Prezzo al momento dell'analisi (09/02/2017): 78,28 euro

    Visto l’ottimismo manifestato dal management, abbiamo alzato le nostre previsioni per i prossimi anni. In base alle nuove stime, nonostante la forte salita di prezzo, l’azione è ancora conveniente.
    Consiglio: acquista
    Melexis (Isin BE0165385973) – che produce sensori e chip utilizzati soprattutto nell’industria automobilistica –  ha chiuso il 2016 con vendite in crescita del 14% e un utile per azione di 2,38 euro; sono dati in linea con le nostre attese. Ormai ogni auto prodotta al mondo utilizza, in media, 8 prodotti del gruppo (prima erano 7). Per il 2017 il management conta su una crescita delle vendite compresa tra l’11% e il 15%.

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  • Analisi
    Melexis: positivi risultati trimestrali un anno fa - venerdì 28 ottobre 2016
    Nel terzo trimestre la belga Melexis ha accelerato la crescita.

    Prezzo al momento dell'analisi (27/10/2016): 60,31 euro

    Nonostante la ripresa degli ultimi mesi, l’azione è ancora conveniente.
    Consiglio: acquista
    Melexis (Isin BE0165385973) –  che produce sensori e chip utilizzati soprattutto nell’industria automobilistica (89% del fatturato) –  ha chiuso il 3° trimestre con una crescita annua del 12,8% per il fatturato e del 9,2% per l’utile industriale. L’aumento delle imposte ha tuttavia pesato sul risultato netto, limitandone la crescita allo 0,7%. Forte di questi buoni risultati trimestrali, il management conferma le previsioni per l’intero anno: una crescita del fatturato compresa tra il 13% e il 14% e un margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) vicino al 25%. Anche noi, quindi, manteniamo le nostre stime sull’utile per azione per il 2016 (2,37 euro) 2017 (2,61 euro) e 2018 (2,88 euro). Continua ad acquistare questa azione conveniente.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 86,57 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 55,74 EUR
ISIN BE0165385973
Borsa Bruxelles
Beta 0,83
Volatilità 25,69 %
Numero di azioni 40.400.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 3,39 EUR
Settore Alta tecnologia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 2.481 EUR
Punteggio corporate governance 7

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Dividendo 1,47 1,44 1,41 0,75
Utile corrente 2,80 2,40 2,47 2,12
Utile netto 2,80 2,40 2,47 2,12
Cash Flow corrente 3,60 3,05 3,04 2,67
Cash Flow netto 3,60 3,05 3,04 2,67
EBIT 3,22 2,86 2,69 2,23
EBITDA 4,02 3,50 3,26 2,78
Patrimonio netto 6,57 5,85 5,44 5,03
Patrimonio netto tangibile 6,57 5,85 5,44 5,03

Rendimento in euro

Melexis Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 9,23 % 0,93 % 0,64 %
Rendimento ultimi 6 mesi 7,59 % 3,15 % -0,95 %
Rendimento ultimo anno 33,19 % 13,23 % 10,55 %
Rendimento ultimi 5 anni 49,69 % 7,26 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 2014 2012
Pay out - 77,48 % 47,13 % 50,52 %
Current ratio - 4,63 4,21 1,81
ROE - 45,48 % 42,21 % 39,86 %
ROE netto - 45,48 % 42,21 % 39,86 %
Margine lordo - 48,01 % 48,53 % 46,74 %
Margine netto - 24,76 % 25,57 % 20,86 %
EBIT margin - 26,89 % 26,83 % 22,61 %
EBITDA margin - 32,59 % 33,48 % 28,77 %
Tax rate - 9,50 % 7,70 % 6,19 %
Gearing - -26,95 -20,57 12,97
Patrimonio netto / totale attivo - 60,70 % 78,42 % 66,10 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 1,74 % 1,70 %
Prezzo/utile corrente 30,14 35,17
Prezzo/cash flow corrente 23,44 27,67
Prezzo/patrimonio netto 12,85 14,43
Prezzo/patrimonio netto tangibile 12,85 14,43
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,30 % -

(e) : stima

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