Michelin

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109,10 EUR 20/06/2018 00:00 Parigi
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Articoli

  • Analisi
    Michelin: guarda al futuro con ottimismo 3 mesi fa - lunedì 26 febbraio 2018
    I conti del 2017 si sono dimostrati nel complesso in linea con le attese e questo consente alla società di guardare al futuro con ottimismo. Confermiamo le stime sull’utile per azione del 2018 (10 euro) e del 2019 (11 euro).
     
     
     
     

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  • Analisi
    Michelin: accordi in Nord America 5 mesi fa - lunedì 15 gennaio 2018
    L’alleanza con la giapponese Sumitomo per l’attività di vendita di pneumatici in Nord America è stata apprezzata dal mercato, che ha spinto il titolo sui massimi degli ultimi anni.

    Prezzo al momento dell'analisi (12/01/18): 128,85 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Michelin (Isin FR0000121261) ha annunciato l’avvicinamento delle attività di vendita di pneumatici in Nord America con quelle della giapponese Sumitomo, per dar vita a una nuova entità che sarà il 2° grossista di pneumatici negli Usa (Michelin è oggi al 4° posto). La sola vendita è un’attività meno redditizia rispetto alla produzione di pneumatici; tuttavia, vista la forte concorrenza dei produttori cinesi pronti a stracciare i prezzi pur di conquistare quote di mercato, è essenziale rafforzare la rete di distribuzione. L’operazione avrà un impatto limitato a breve termine, ma a più lungo termine dovrebbe essere positiva. Grazie alle sinergie derivate dall’avvicinamento con Sumitomo, Michelin potrà migliorare i margini di un’attività finora poco redditizia e potrà centrare più facilmente i suoi obiettivi. Stimiamo un utile per azione di 10 euro nel 2018 e 11 euro nel 2019.

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  • Analisi
    Chi ben comincia... la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 15 gennaio 2018
    I primi giorni del 2018 sono stati positivi per le Borse. Questo buon momento ora affronta la prova dei conti trimestrali che piano piano le società cominciano a svelare.

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/01/18 

    Una sola scivolata per Wall Street

    Come spesso accade, la Borsa di New York ha fatto un po’ da faro per tutte le altre. E se pensiamo che dall’inizio del 2018 fino al 12 gennaio incluso Wall Street ha chiuso una sola giornata in calo (+1,6% il bilancio complessivo della scorsa settimana; +4,2% dalla fine del 2017), capiamo il perché della buona intonazione che ha caratterizzato tutte le Borse in questo primo scampolo di anno. In particolare, sono stati i titoli del settore finanziario a trascinare al rialzo la Borsa Usa. Per esempio, le azioni BlackRock (555,53 Usd; Isin US09247X1019) hanno messo su, solo settimana scorsa, il 5,7% (+8,1% da fine 2017) dopo che il gruppo ha annunciato che in tutto il 2017 i suoi Etf (sono quelli targati Ishares) hanno raccolto capitali per una cifra mai vista prima. Il titolo viaggia sui massimi di sempre, ma resta correttamente valutato. Se hai le BlackRock, mantienile.

     

    Conti delle banche usa in contrazione, ma…

    Il settore finanziario e la Borsa Usa non sono stati per nulla scossi dai primi conti, in forte calo, annunciati da un colosso come Jp Morgan (titolo +4% alla fine della scorsa settimana) – utili in discesa di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. È previsto che altre banche facciano annunci simili. Perché la cosa non spaventa? Perché le perdite sono legate a movimenti contabili dovuti all’abbassamento delle tasse voluto da Trump. Devi sapere, infatti, che non sempre le aziende pagano le tasse su quello che effettivamente hanno incassato nel corso dell’anno. A volte accade che paghino prima più tasse di quelle dovute: nella legge fiscale americana questo dà origine a un “bonus” che viene messo a bilancio come se fosse un bene aziendale. Si può usare, infatti, negli anni seguenti per ridurre il carico fiscale. Ora, con le tasse che da quest’anno scendono, questo bene vale molto di meno – le aziende hanno già pagato tasse più alte – e quindi le società sono obbligate a svalutarlo. Tutto questo è un fenomeno non ricorrente che sarà compensato dalle minori tasse di cui le aziende cominceranno a godere già da quest’anno. Siccome i mercati guardano più al futuro che al passato, le svalutazioni che stanno pesando sui conti del 2017 non generano alcun elemento di preoccupazione.

    Nota stonata è stata Intel (43,24 Usd; Isin US4581401001) che ha perso in Borsa il 6,4% da fine 2017. Alcuni suoi microchip presentano livelli di sicurezza bassi (rendono semplice il furto di password e dati sensibili). La società ha detto che per risolvere il problema basta un aggiornamento di sistema, ma pare che quest’ultimo rallenti un po’ i pc. In ogni caso il timore che questo caso comprometta le prospettive di Intel ci sembra esagerato: il titolo è conveniente. Acquista.  


    Prezzo del greggio sui 70 dollari al barile

    Il fenomeno delle svalutazioni non riguarda solo le banche, ma sarà comune a tante società Usa o estere che operano negli Usa. Per esempio, un colosso petrolifero come BP (534,8 pence; Isin GB0007980591) ha già annunciato che i conti del quarto trimestre 2017 saranno gravati da svalutazioni per 1,5 miliardi di dollari circa. Il mercato, però, ha di fatto snobbato la notizia, tanto che il titolo nel corso del 2018 è salito in Borsa del 2,3% (+1% circa nel corso della settimana scorsa). I mercati hanno più badato alla corsa del prezzo del greggio: quello di qualità brent ha ormai sfiorato i 70 dollari al barile, facendo registrare un rialzo del 2,5% da fine 2017. Tra i titoli del settore, meglio ancora di BP, ha fatto Chevron (133,6 Usd; Isin US1667641005), salita del 4,5% nella scorsa settimana e del 6,7% da fine 2017. Il titolo si è ormai riportato sui massimi di luglio 2014, quando il prezzo del greggio viaggiava oltre i 100 dollari al barile, ma secondo noi resta una delle migliori scelte nel settore. Acquista Chevron, mantieni BP. Il rialzo del greggio fa bene soprattutto alle società che forniscono servizi all’industria petrolifera come Saipem (4,054 euro), salita dal 6,5% in Borsa dalla fine del 2017. Mantieni.

     

    Volano le banche italiane

    Piazza Affari è andata benissimo in questo avvio di 2018 – dalla chiusura del 2 gennaio a quella del 12 gennaio ha registrato tutte singole sedute in rialzo. Il bilancio dell’ultima settimana è di +2,9% (+7,2% da fine 2017). E anche a Milano la spinta è arrivata dai titoli bancari. In particolare, bene Intesa Sanpaolo (3,026 euro): tra le voci di una possibile fusione con una banca europea – si parla del Crédit Agricole, ma siamo proprio nell’ambito delle indiscrezioni – e di un’importante cessione di crediti “marci”, le azioni sono salite del 7,5% nella sola settimana scorsa e del 9,2% dalla fine del 2017. Secondo noi sono comunque ancora convenienti. Acquista. Molto bene anche le Unicredit (17,47 euro), salite del 7,5% settimana scorsa e del 12,1% dalla fine del 2017. Il successo riscontrato dalla banca nel lancio di una nuova forma di obbligazione, chiamata lower tier senior, ha fatto piacere al mercato. Questi bond, in termini di rischiosità, si pongono tra le obbligazioni subordinate (più rischiose) e quelle ordinarie (meno rischi in caso di bail-in), ma alla stregua delle prime sono considerate “quasi capitale”: insomma, più le banche riescono a emetterne, meno avranno bisogno di aumenti di capitale. Tu comprati le azioni Unicredit. Lascia stare questi bond lower tier senior, anche perché hanno un taglio minimo da 250.000 euro e sono destinati esclusivamente a investitori istituzionali. 

     

    Solo discreto l’avvio d’anno per Londra: +0,7% nell’ultima settimana, +1,2% da fine 2017. La Borsa della vicina Svizzera non ha brillato: -0,1% nell’ultima settimana, +1,8% da fine 2017. Ha pesato un po’ l’andamento delle Roche (245,80 Usd; Isin CH0012032048) calate del 2,5% nell’ultima settimana (-0,3% da fine 2017). Il via libera da parte delle autorità sanitarie europee a un trattamento contro la sclerosi a placche non ha scaldato più di tanto il mercato. E, in effetti, le prospettive del gruppo non cambiano: confermiamo stime e consiglio. Mantieni. 

     

    Risposte per te

    @Adriano Sia Axa, sia Ahold Delhaize, sia BMW staccano i dividendi solo una volta l’anno. Per questo, da luglio, non hai ricevuto nulla: i dividendi a valere sul 2017 saranno pagati nella primavera di quest’anno.

    @Franco I titoli esteri azionari quotati alla Borsa di Milano subiscono comunque la doppia tassazione sui dividendi (Paese estero e, sul restante, fisco italiano). Sulle plusvalenze (guadagni di prezzo) paghi solo il fisco italiano.

    @Giancarlo Le azioni Encana (13,98 Usd; Isin CA2925051047) sono risalite grazie al rialzo del greggio. Il gruppo dovrebbe essere tornato in utile alla fine del 2017 ma il titolo è solo correttamente valutato. Al più mantieni le azioni.

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  • Analisi
    Michelin: riorganizza le attività un anno fa - venerdì 30 giugno 2017
    Michelin presenta un importante piano di riorganizzazione delle attività a livello mondiale. 

    Prezzo al momento dell'analisi (29/06/2017): 117,25 euro

    Ai prezzi attuali l’azione è vicina ai massimi storici, ma resta correttamente valutata. Mantieni.

    Approfittando della sua buona situazione finanziaria, Michelin (Isin FR0000121261), il gigante francese dei pneumatici, riorganizzerà le sue attività a livello mondiale. È un’operazione di vaste proporzioni, che prevede la semplificazione del gruppo e la soppressione di molti posti di lavoro. Forte dei buoni dati sulla crescita, l’azione ha raggiunto ormai i 120 euro, ma il suo potenziale di crescita non è, secondo noi, ancora esaurito. 

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  • Analisi
    Michelin compra Nextraq un anno fa - venerdì 16 giugno 2017
    L’acquisizione dell’americana Nextraq e gli annunci rassicuranti del management sono stati apprezzati dal mercato.

    Prezzo al momento dell'analisi (15/06/2017): 119,6 euro

    Nonostante la salita di prezzo, il titolo è ancora correttamente valutato.

    Consiglio: mantieni

    Michelin (Isin FR0000121261) si diversifica acquisendo Nextraq, fornitore di servizi di telematica e di gestione di flotte aziendali (sicurezza della guida, produttività, gestione del carburante…). Questa operazione non dovrebbe, comunque, avere impatti significativi sui risultati del gruppo a breve termine. Altra notizia positiva, il management ha annunciato che la salita dei prezzi delle materie prime incide meno delle attese sui costi del gruppo: il suo impatto negativo sui risultati annuali dovrebbe, così, limitarsi a 800 milioni di euro contro i 900 previsti lo scorso febbraio. Mantieni questa azione correttamente valutata.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 130,15 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 110,00 EUR
ISIN FR0000121261
Borsa Parigi
Beta 1,22
Volatilità 19,89 %
Numero di azioni 180.292.300
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 19,90 EUR
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 60.326 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 3,70 3,55 3,25 2,85
Utile corrente 10,00 9,45 9,28 6,32
Utile netto 10,00 9,45 9,28 6,32
Cash Flow corrente 17,80 16,90 16,95 13,63
Cash Flow netto 17,80 16,90 16,95 13,63
EBIT 17,13 14,63 15,45 11,95
EBITDA 24,93 22,10 23,15 19,29
Patrimonio netto 68,99 62,53 58,86 52,17
Patrimonio netto tangibile 62,90 56,45 53,51 47,75

Rendimento in euro

Michelin Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -8,92 % 2,55 % 8,58 %
Rendimento ultimi 6 mesi -7,02 % -2,00 % 5,22 %
Rendimento ultimo anno -5,91 % -2,23 % 8,74 %
Rendimento ultimi 5 anni 12,91 % 5,56 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 37,47 % 34,90 % 44,35 % 45,00 %
Current ratio 1,83 1,69 1,91 1,82
ROE 15,14 % 15,81 % 12,31 % 10,84 %
ROE netto 15,14 % 15,81 % 12,31 % 10,84 %
Margine lordo 32,54 % 33,95 % 32,84 % 31,98 %
Margine netto 7,71 % 7,97 % 5,49 % 5,27 %
EBIT margin 11,98 % 13,35 % 10,41 % 10,18 %
EBITDA margin 18,11 % 20,01 % 16,81 % 15,89 %
Tax rate 28,08 % 32,35 % 37,77 % 37,55 %
Gearing 6,36 8,87 10,56 7,42
Patrimonio netto / totale attivo 44,57 % 42,04 % 39,94 % 42,47 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 3,35 % 3,22 %
Prezzo/utile corrente 11,04 11,68
Prezzo/cash flow corrente 6,20 6,53
Prezzo/patrimonio netto 1,60 1,77
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,76 1,96
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,35 % -

(e) : stima

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