Mondadori

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Articoli

  • Analisi
    Mondadori: utili in crescita un mese fa - lunedì 19 marzo 2018
    Questa prima parte del 2018 è stata contrassegnata da forti cali per il titolo Mondadori. L’azione, comunque, conserva buona parte del vantaggio accumulato in passato nei confronti di Piazza Affari.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Mondadori: si espande nel digitale 2 mesi fa - lunedì 26 febbraio 2018
    Il titolo Mondadori è scivolato in modo pesante nel corso delle ultime settimane, ma mantiene ancora buona parte del vantaggio accumulato in passato nei confronti di Piazza Affari.

    Prezzo al momento dell'analisi (23/02/18): 1,93 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Mondadori ha acquistato il portale di astrologia Oroscopo.it, proseguendo così nella strategia, iniziata con l’acquisizione di Banzai, di espandere le attività legate ai magazine e al digitale. Mondadori vuole, inoltre, mettere mano al suo assetto organizzativo, decidendo di creare un’unica divisione in cui far confluire tutte le attività relative ai libri – dall’area della narrativa alla scolastica, dagli illustrati alle pubblicazioni internazionali fino ad arte e mostre. Tiene poi banco la questione legata ai periodici: le riviste sono una voce molto importante sul fatturato di Mondadori (tante vendite), ma la loro redditività è molto bassa e il mercato di questi prodotti, oggi in sofferenza, non sembra volersi riprendere. Stimiamo un utile per azione di 0,155 euro nel 2018 e di 0,16 euro nel 2019. Sulla base di queste stime il titolo è correttamente valutato. Il consiglio non cambia.

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  • Analisi
    Mondadori: fusioni in vista? 3 mesi fa - lunedì 15 gennaio 2018
    Il titolo Mondadori da fine 2016 ha cambiato passo: non solo ha recuperato lo svantaggio accumulato in passato nei confronti di Piazza Affari, ma ha anche registrato guadagni consistenti.

    Prezzo al momento dell'analisi (12/01/18): 2,31 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Nei primissimi giorni del 2018 le azioni Mondadori hanno brillato in Borsa. La ragione va cercata nelle indiscrezioni che vorrebbero Mondadori pronta a fondere i suoi periodici francesi con quelli di Lagardère e Marie Claire. La società che ne nascerebbe avrebbe un giro d’affari di circa un miliardo di euro e potrebbe anche essere quotata sulla Borsa di Parigi. L’operazione potrebbe essere lunga da realizzare – nella migliore delle ipotesi si potrebbe perfezionare entro fine 2018 – ma la tempistica non è l’unica incertezza. Mancano una serie di dettagli importanti, per esempio su come sarebbe effettivamente realizzata (scambio di azioni?). A questo stadio, dunque, non è semplice definire con precisione l’impatto sugli azionisti. Per il momento, stimiamo un utile per azione di 0,155 euro a fine 2018 e di 0,16 euro a fine 2019. Il titolo, a nostro parere, è correttamente valutato.

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  • Analisi
    Chi ben comincia... la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 15 gennaio 2018
    I primi giorni del 2018 sono stati positivi per le Borse. Questo buon momento ora affronta la prova dei conti trimestrali che piano piano le società cominciano a svelare.

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/01/18 

    Una sola scivolata per Wall Street

    Come spesso accade, la Borsa di New York ha fatto un po’ da faro per tutte le altre. E se pensiamo che dall’inizio del 2018 fino al 12 gennaio incluso Wall Street ha chiuso una sola giornata in calo (+1,6% il bilancio complessivo della scorsa settimana; +4,2% dalla fine del 2017), capiamo il perché della buona intonazione che ha caratterizzato tutte le Borse in questo primo scampolo di anno. In particolare, sono stati i titoli del settore finanziario a trascinare al rialzo la Borsa Usa. Per esempio, le azioni BlackRock (555,53 Usd; Isin US09247X1019) hanno messo su, solo settimana scorsa, il 5,7% (+8,1% da fine 2017) dopo che il gruppo ha annunciato che in tutto il 2017 i suoi Etf (sono quelli targati Ishares) hanno raccolto capitali per una cifra mai vista prima. Il titolo viaggia sui massimi di sempre, ma resta correttamente valutato. Se hai le BlackRock, mantienile.

     

    Conti delle banche usa in contrazione, ma…

    Il settore finanziario e la Borsa Usa non sono stati per nulla scossi dai primi conti, in forte calo, annunciati da un colosso come Jp Morgan (titolo +4% alla fine della scorsa settimana) – utili in discesa di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. È previsto che altre banche facciano annunci simili. Perché la cosa non spaventa? Perché le perdite sono legate a movimenti contabili dovuti all’abbassamento delle tasse voluto da Trump. Devi sapere, infatti, che non sempre le aziende pagano le tasse su quello che effettivamente hanno incassato nel corso dell’anno. A volte accade che paghino prima più tasse di quelle dovute: nella legge fiscale americana questo dà origine a un “bonus” che viene messo a bilancio come se fosse un bene aziendale. Si può usare, infatti, negli anni seguenti per ridurre il carico fiscale. Ora, con le tasse che da quest’anno scendono, questo bene vale molto di meno – le aziende hanno già pagato tasse più alte – e quindi le società sono obbligate a svalutarlo. Tutto questo è un fenomeno non ricorrente che sarà compensato dalle minori tasse di cui le aziende cominceranno a godere già da quest’anno. Siccome i mercati guardano più al futuro che al passato, le svalutazioni che stanno pesando sui conti del 2017 non generano alcun elemento di preoccupazione.

    Nota stonata è stata Intel (43,24 Usd; Isin US4581401001) che ha perso in Borsa il 6,4% da fine 2017. Alcuni suoi microchip presentano livelli di sicurezza bassi (rendono semplice il furto di password e dati sensibili). La società ha detto che per risolvere il problema basta un aggiornamento di sistema, ma pare che quest’ultimo rallenti un po’ i pc. In ogni caso il timore che questo caso comprometta le prospettive di Intel ci sembra esagerato: il titolo è conveniente. Acquista.  


    Prezzo del greggio sui 70 dollari al barile

    Il fenomeno delle svalutazioni non riguarda solo le banche, ma sarà comune a tante società Usa o estere che operano negli Usa. Per esempio, un colosso petrolifero come BP (534,8 pence; Isin GB0007980591) ha già annunciato che i conti del quarto trimestre 2017 saranno gravati da svalutazioni per 1,5 miliardi di dollari circa. Il mercato, però, ha di fatto snobbato la notizia, tanto che il titolo nel corso del 2018 è salito in Borsa del 2,3% (+1% circa nel corso della settimana scorsa). I mercati hanno più badato alla corsa del prezzo del greggio: quello di qualità brent ha ormai sfiorato i 70 dollari al barile, facendo registrare un rialzo del 2,5% da fine 2017. Tra i titoli del settore, meglio ancora di BP, ha fatto Chevron (133,6 Usd; Isin US1667641005), salita del 4,5% nella scorsa settimana e del 6,7% da fine 2017. Il titolo si è ormai riportato sui massimi di luglio 2014, quando il prezzo del greggio viaggiava oltre i 100 dollari al barile, ma secondo noi resta una delle migliori scelte nel settore. Acquista Chevron, mantieni BP. Il rialzo del greggio fa bene soprattutto alle società che forniscono servizi all’industria petrolifera come Saipem (4,054 euro), salita dal 6,5% in Borsa dalla fine del 2017. Mantieni.

     

    Volano le banche italiane

    Piazza Affari è andata benissimo in questo avvio di 2018 – dalla chiusura del 2 gennaio a quella del 12 gennaio ha registrato tutte singole sedute in rialzo. Il bilancio dell’ultima settimana è di +2,9% (+7,2% da fine 2017). E anche a Milano la spinta è arrivata dai titoli bancari. In particolare, bene Intesa Sanpaolo (3,026 euro): tra le voci di una possibile fusione con una banca europea – si parla del Crédit Agricole, ma siamo proprio nell’ambito delle indiscrezioni – e di un’importante cessione di crediti “marci”, le azioni sono salite del 7,5% nella sola settimana scorsa e del 9,2% dalla fine del 2017. Secondo noi sono comunque ancora convenienti. Acquista. Molto bene anche le Unicredit (17,47 euro), salite del 7,5% settimana scorsa e del 12,1% dalla fine del 2017. Il successo riscontrato dalla banca nel lancio di una nuova forma di obbligazione, chiamata lower tier senior, ha fatto piacere al mercato. Questi bond, in termini di rischiosità, si pongono tra le obbligazioni subordinate (più rischiose) e quelle ordinarie (meno rischi in caso di bail-in), ma alla stregua delle prime sono considerate “quasi capitale”: insomma, più le banche riescono a emetterne, meno avranno bisogno di aumenti di capitale. Tu comprati le azioni Unicredit. Lascia stare questi bond lower tier senior, anche perché hanno un taglio minimo da 250.000 euro e sono destinati esclusivamente a investitori istituzionali. 

     

    Solo discreto l’avvio d’anno per Londra: +0,7% nell’ultima settimana, +1,2% da fine 2017. La Borsa della vicina Svizzera non ha brillato: -0,1% nell’ultima settimana, +1,8% da fine 2017. Ha pesato un po’ l’andamento delle Roche (245,80 Usd; Isin CH0012032048) calate del 2,5% nell’ultima settimana (-0,3% da fine 2017). Il via libera da parte delle autorità sanitarie europee a un trattamento contro la sclerosi a placche non ha scaldato più di tanto il mercato. E, in effetti, le prospettive del gruppo non cambiano: confermiamo stime e consiglio. Mantieni. 

     

    Risposte per te

    @Adriano Sia Axa, sia Ahold Delhaize, sia BMW staccano i dividendi solo una volta l’anno. Per questo, da luglio, non hai ricevuto nulla: i dividendi a valere sul 2017 saranno pagati nella primavera di quest’anno.

    @Franco I titoli esteri azionari quotati alla Borsa di Milano subiscono comunque la doppia tassazione sui dividendi (Paese estero e, sul restante, fisco italiano). Sulle plusvalenze (guadagni di prezzo) paghi solo il fisco italiano.

    @Giancarlo Le azioni Encana (13,98 Usd; Isin CA2925051047) sono risalite grazie al rialzo del greggio. Il gruppo dovrebbe essere tornato in utile alla fine del 2017 ma il titolo è solo correttamente valutato. Al più mantieni le azioni.

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  • Analisi
    Mondadori: redditività in crescita 5 mesi fa - lunedì 27 novembre 2017
    Il titolo Mondadori da fine 2016 ha iniziato un recupero in Borsa che l’ha portato non solo a rimontare lo svantaggio accumulato in passato nei confronti di Piazza Affari, ma anche a registrare guadagni consistenti.

    Prezzo al momento dell'analisi (24/11/17): 2,30 EUR
    Consiglio: Mantieni 

     

    I primi 9 mesi del 2017 si sono chiusi per Mondadori all’insegna della crescita della redditività. A fronte di ricavi in calo dell’1,1%, l’utile industriale è infatti aumentato del 14,9%, mentre l’utile netto è addirittura balzato del 74,8%. A pesare sull’andamento dei ricavi del gruppo sono state le vendite della divisione periodici, che sono scese del 7,9% in Italia e dell’8% in Francia. Positivo, invece, l’apporto dell’area libri i cui ricavi, in questi primi nove mesi del 2017, hanno fatto segnare un +8,4%. Bene anche i dati sull’indebitamento, che è calato da 1,26 euro a 0,98 euro per azione. Alla luce di questi risultati abbiamo rivisto al rialzo le nostre stime sull’utile netto: per il 2017 dovrebbe attestarsi a 0,14 euro per azione. Per il 2018 stimiamo una sua ulteriore crescita – l’utile per azione dovrebbe essere di 0,155 euro per azione. Il titolo, alle attuali quotazioni, resta correttamente valutato.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 2,58 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 1,53 EUR
ISIN IT0001469383
Borsa Milano
Beta 1,24
Volatilità 35,69 %
Numero di azioni 261.458.200
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,43 EUR
Settore Media e tempo libero
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 1.263 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 0,05 0,00 0,00 0,00
Utile corrente 0,10 0,12 0,09 0,08
Utile netto 0,10 0,12 0,09 0,02
Cash Flow corrente 0,26 0,27 0,22 0,14
Cash Flow netto 0,26 0,27 0,22 0,08
EBIT 0,27 0,24 0,23 0,21
EBITDA 0,39 0,39 0,36 0,31
Patrimonio netto 1,31 1,21 1,10 1,01
Patrimonio netto tangibile 1,31 1,21 1,10 1,01

Rendimento in euro

Mondadori Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -28,91 % -4,62 % -4,51 %
Rendimento ultimi 6 mesi -23,57 % -1,80 % 0,15 %
Rendimento ultimo anno -10,90 % -1,74 % -0,81 %
Rendimento ultimi 5 anni 11,28 % 5,07 % 12,21 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2011
Pay out - - 0,00 % 0,00 %
Current ratio - - 0,99 1,06
ROE - - 8,40 % 8,62 %
ROE netto - - 2,41 % 8,65 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - 0,80 % 3,24 %
EBIT margin - - 4,79 % 6,79 %
EBITDA margin - - 7,17 % 8,53 %
Tax rate - - 69,23 % 40,15 %
Gearing - - 0,00 32,39
Patrimonio netto / totale attivo - - 24,76 % 31,83 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,01 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 16,60 14,31
Prezzo/cash flow corrente 6,43 6,19
Prezzo/patrimonio netto 1,27 1,38
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,27 1,38
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,75 % -

(e) : stima

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