Monte dei Paschi di Siena

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Articoli

  • Analisi
    Monte Paschi: redditività deludente 23 giorni fa - lunedì 27 agosto 2018

    Come per tutte le banche italiane, agosto è stato negativo in Borsa per Mps. Per chi ha il titolo da anni, i recenti cali sono un piccolo aggravio di guai ben peggiori.

     
     
     
     

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  • News
    Banche, tante conferme dalle semestrali e una promozione 26 giorni fa - venerdì 24 agosto 2018
    Banche e gruppi bancari hanno cominciato a pubblicare i dati di bilancio relativi ai primi sei mesi di quest’anno. Mps esce dalla “quarantena”: torniamo a esprimere un giudizio sulla banca. Ecco come si sono comportate le altre.
    Italia

    Italia

    Diverse novità arrivano dal fronte banche: dalla nostra ultima analisi, pubblicata in Altroconsumo Finanza n° 1279, sono arrivate le prime semestrali. Buone notizie: rispetto all’ultima indagine, non abbiamo riscontrato casi particolarmente problematici e confermiamo i giudizi precedentemente dati. In particolare, confermiamo il voto massimo, 5 stelle, a Banca Aletti, ai gruppi Banca Generali, Banca Ifis, Banca Mediolanum, a Banco di Sardegna, Bcc Alto Reno e FinecoBank. Poche, nel complesso, le banche che ottengono tre stelle, un giudizio che per noi è la sufficienza, il gruppo Banca Sella e Banco di Desio e della Brianza e Banca Sistema. Le rimanenti raggiungono 4 stelle. La vera novità, però, riguarda Monte Paschi. Dopo più di due anni in cui abbiamo, in via prudenziale, sospeso il giudizio su tutti gli istituti del gruppo bancario senese, a causa delle gravi difficoltà che stava attraversando, Monte Paschi oggi torna tra le banche sulle quali esprimiamo un giudizio e ottiene quattro stelle. Di recente il gruppo ha pubblicato la prima semestrale 2018. I risultati, sul fronte della redditività, sono stati mediocri (in calo ricavi, margine d’interesse, i proventi da partecipazioni). Rilevante, però, è stato il miglioramento della situazione patrimoniale del gruppo, che si riflette anche sugli indicatori che noi utilizziamo per valutare la solidità, anche grazie alla massiccia cessione di crediti deteriorati (24 miliardi di euro) – a pagina 8 trovi maggiori particolari. Diretta conseguenza della “riabilitazione” del gruppo Monte Paschi è la “riabilitazione” della controllata Widiba, per la quale non possiamo esprimere un giudizio su quest’ultima, dato che non pubblica un bilancio a sé stante. Al momento noi continuiamo a non consigliare i conti deposito vincolati, ma la promozione di Widiba a 6 mesi (1,5% annuo lordo per i vincoli a 6 mesi, se apri un conto corrente Widiba entro il 5 settembre prossimo) diventa la più interessante sul mercato per questa durata. . 

    Banche: le prime semestrali in arrivo

    Banche a cui abbiamo confermato il rating

    Banca o gruppo bancario

    Punteggio al (30/06/2018)

    Rating AF (2)

    Aletti & C Banca di investimento mobiliare

    532,5

    *****

    Banca Farmafactoring

    169,76

    ****

    Banca Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (Spa)

    183,10

    ****

    Banca Generali (gruppo)

    224,29

    *****

    Banca Ifis (gruppo)

    204,64

    *****

    Banca Mediolanum (gruppo)

    210

    *****

    Banca Popolare dell'Emilia Romagna

    189,1

    ****

    Banca Popolare di Sondrio (gruppo)

    161,43

    ****

    Banca Popolare Pugliese

    187,74

    ****

    Banca Profilo (gruppo)

    285,48

    *****

    Banca Sella (gruppo)

    145,88

    ***

    Banca Sistema

    145,71

    ***

    Banco BPM S.p.a.

    167,40

    ****

    Banco di Desio e della Brianza (gruppo)

    141,20

    ***

    Banco di Sardegna

    378,76

    *****

    Bcc Alto Reno

    285,71

    *****

    Credem (gruppo)

    165,24

    ****

    FinecoBank

    287

    *****

    Intesa Sanpaolo (gruppo)

    179,52

    ****

    Mediobanca (gruppo)

    187,62

    ****

    UBI Banca (gruppo)

    151,43

    ****

    Unicredit (gruppo)

    167,8

    ****

    Banche a cui abbiamo tolto la sospensione di giudizio

    MPS (gruppo)

    161,43

    ****

    Il punteggio è stato calcolato con gli ultimi CeT1 e Total capital ratio disponibili, in genere, al 30/06/2018. (2) * indica le meno affidabili, ***** le più sicure.

    Per tutte le banche abbiamo utilizzato come parametro di riferimento il 7% per il CeT1 ratio e il 10,5% per il Total capital ratio. Bce e Banca d’Italia, tuttavia, possono richiedere alle singole banche livelli più alti.

    Sospensioni di giudizio

    Pe il momento restano sospesi i giudizi su Creval e Banca Carige. Nel primo caso, nonostante i miglioramenti sul fronte dei conti – la banca ha chiuso in utile il semestre e ha ceduto, poche settimane fa, una discreta fetta di “crediti marci” – attendiamo gli sviluppi sul rinnovo dell’esecutivo, che probabilmente avverrà a ottobre. Per quanto riguarda Banca Carige, proseguono le difficoltà dell’istituto. Dopo la bocciatura lo scorso 20 luglio, da parte della Bce, del piano di conservazione del patrimonio, è divenuto chiaro che a Carige serve una cura drastica per sistemare i conti, fatta di cessioni, riorganizzazioni e altri provvedimenti draconiani. La situazione, insomma, è tutt’altro che rosea.

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  • Analisi
    Monte Paschi sull’ottovolante, perché? 4 mesi fa - venerdì 18 maggio 2018
    Mps ha fatto un bel balzo in Borsa, perché continuate a dire di vendere? Non vale la pena scommetterci?

    Dopo che ci è arrivata questa mail è scoppiato il finimondo e Mps (2,92 euro) ha perso buona parte del terreno che aveva guadagnato quando ci hai scritto, confermando la sua pericolosità. Che è successo? Nella discussione per la creazione del governo Gialloverde si è parlato anche di Mps e di una revisione della strategia fin qui tenuta dal governo nei confronti della banca senese che, lo ricordiamo, dopo i disastri degli scorsi anni è ora in mano pubblica. Sono state poche righe di dichiarazione, pure vaghe, ma sono bastate a seminare il caos e a ricordare che i santi in paradiso che fin qui hanno protetto Mps sono al momento (politicamente) fuori gioco. Il ministro Padoan ha messo in guardia che non bisogna buttare all’aria gli sforzi fin qui fatti, ma il verdetto dei mercati è stato impietoso e ci conferma nella nostra idea: non devi avere in mano il titolo perché è un cerino di quelli che bruciano in fretta. Vuoi anche altri motivi “seri” tratti dai conti e slegati dalla politica per stare lontano? Abbiamo anche quelli.

     

    Un tris di speranze… che rischiano di svanire presto

    Alla base del balzo di Mps di cui parlavi ci sono tre motivi. Primo, il ritorno all’utile nel primo trimestre. Secondo, i passi avanti nella cessione dei crediti “marci”. Terzo, le voci su una possibile uscita del Tesoro dall’azionariato della banca in anticipo sui tempi previsti, che ha riportato in auge le voci di integrazioni con altre banche. Tutti e tre potrebbero presto scontrarsi con la dura realtà. Partiamo dagli utili trimestrali. I profitti per 188 milioni di euro (0,16 euro per azione) sono una buona notizia, ma buona parte di questo risultato è dovuto ai minori accantonamenti rispetto allo scorso anno. I volumi di attività segnano, invece, un calo preoccupante e superiore alle attese: -6% i ricavi, -6,4% la raccolta. Segno che le vicende del gruppo hanno impattato più del previsto sulla fiducia che i clienti sono disposti a dare alla banca: senza una “sana” crescita dell’attività, i profitti non sono destinati a durare (per l’intero 2018 stimiamo al più un bilancio in pareggio). Tanto più se il problema dei crediti “marci” è tutt’altro che risolto. Mps ha completato una cartolarizzazione di crediti problematici per oltre 24 miliardi, la più grande operazione di questo tipo a livello europeo. Il gruppo ha cioè trasformato i crediti “marci” in obbligazioni, cedendoli a una società costituita ad hoc. Ma non si è certo trattato di un’operazione indolore: a conti fatti il gruppo recupera solo il 20% del valore originario di questi crediti, molto meno di quanto è riuscita a fare, per esempio, Intesa Sanpaolo, che con un’analoga operazione realizzata di recente ha spuntato quasi il 30% del loro valore. È vero che il costo di questo “maxisconto” sui crediti è già stato incluso nel bilancio 2017, ma il problema è che Mps non ha ancora finito di fare pulizia. Nei conti trimestrali al 31 marzo aveva in portafoglio 42 miliardi e mezzo di crediti “marci”, ne restano perciò altri 18 miliardi e mezzo da smaltire: è il doppio del patrimonio del gruppo, 9,3 miliardi. Non solo: il rapporto tra crediti “marci” e crediti totali è oltre il 14%, mentre le nuove norme europee puntano a ridurlo sotto il 10%: per Mps può significare altri miliardi di perdite (vedi qui a lato) e il rischio di nuovi aumenti di capitale, che difficilmente lo Stato (oggi azionista col 68%) potrebbe nuovamente finanziare. Il terzo motivo sono le voci di uscita anticipata dello Stato dall’azionariato di Mps (per gli accordi con l’Europa, l’uscita dovrà avvenire entro il 2021). Anche qui siamo scettici: primo, perché per lo Stato vorrebbe dire concretizzare una perdita di oltre il 50% su quanto investito, secondo perché verosimilmente l’uscita dello Stato potrà avvenire solo con una concreta prospettiva di fusione di Mps con un’altra banca, ma al momento non c’è certo la fila di pretendenti. Morale: vendi.

     

    Ennesimo fuoco di paglia

    1. Ennesimo fuoco di paglia

    L’ottovolante degli ultimi giorni conferma le perdite di chi aveva già in mano le azioni Mps (grassetto; in euro) al momento del ritorno in Borsa lo scorso ottobre. Anche per lo Stato non è certo stato un affare: la linea sottile orizzontale rappresenta il suo prezzo di acquisto nell’aumento di capitale.

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  • Analisi
    Dopo la sbornia: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 19 marzo 2018
    Se la prima settimana di marzo è stata brillante, la seconda ha visto un andamento meno buono delle Borse. Non ci spaventiamo: gli alti e bassi sono tipici dei mercati e dopo anni di vacche grasse foraggiate dal “doping” delle Banche centrali, probabilmente stiamo solo tornando alla normalità.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Monte Paschi: conti peggiori del previsto 7 mesi fa - lunedì 19 febbraio 2018
    A differenza di quanto avvenuto con le altre grandi banche italiane, i conti 2017 di Mps non sono stati accolti bene dal mercato. D’altronde non c’è troppo da stupirsi, visto che la perdita è superiore alle attese e a quella registrata nel 2016.

    Prezzo al momento dell'analisi (16/02/18): 3,46 EUR
    Consiglio: Vendi

     

    Mps archivia il 2017 peggio del previsto. La perdita è di 3,5 miliardi di euro, superiore alle attese e al rosso registrato nel 2016 (3,2 miliardi). Nel solo 4° trimestre la perdita è di mezzo miliardo, dovuta in buona parte ai costi per la cessione della piattaforma di gestione dei crediti in sofferenza (170 milioni) e a nuovi accantonamenti per far fronte ai rischi (166 milioni). Proprio i crediti “marci” restano il tallone d’Achille di Mps: 45,1 miliardi se non si tiene conto delle svalutazioni e delle cessioni già programmate, 10,4 miliardi (comunque pari all’intero patrimonio del gruppo) se si tiene conto di questi due elementi. Se a questo si aggiunge il calo dei volumi di attività (-4,5% la raccolta, -19% i prestiti alla clientela) ce n’è abbastanza per abbassare le nostre previsioni: stimiamo una perdita di 0,04 euro per azione nel 2018 e un utile di 0,21 euro per azione nel 2019. Il titolo è caro. 

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 15,08 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 2,07 EUR
ISIN IT0005218752
Borsa Milano
Beta 1,46
Volatilità 69,51 %
Numero di azioni 29.320.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,07 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 8.554 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,00 0,00 0,00 0,00
Utile corrente 0,08 -3,07 -110,54 25,30
Utile netto 0,08 -3,07 -110,54 25,30
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 7,72 9,15 219,14 327,29
Patrimonio netto tangibile 7,96 9,15 218,87 327,02

Rendimento in euro

Monte dei Paschi di Siena Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -19,75 % -2,78 % 3,28 %
Rendimento ultimi 6 mesi -22,91 % 0,16 % 10,27 %
Rendimento ultimo anno -84,56 % -0,63 % 18,26 %
Rendimento ultimi 5 anni -66,22 % 3,93 % 14,11 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2011
Pay out - - 0,00 % -
Current ratio - - - -
ROE - -50,44 % 4,04 % -43,53 %
ROE netto - -50,44 % 4,04 % -43,53 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - - -1,90 % -
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - 4,22 % 5,69 % 4,56 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 29,13 -
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,30 0,25
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,29 0,25
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 3,66 % -

(e) : stima

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