Monte dei Paschi di Siena IT0005218752

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Articoli

  • Analisi
    Mps, e ora che succederà? 21 giorni fa - giovedì 8 giugno 2017
    Azioni, obbligazioni, conti correnti, mutui… Dopo l’accordo di massima tra l’Italia e le autorità europee per l’ingresso dello Stato nel capitale di Mps, ecco cosa devi aspettarti se sei titolare di uno di questi prodotti targati Mps. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Monte Paschi: titolo ancora sospeso 2 mesi fa - venerdì 14 aprile 2017

    Il titolo Monte Paschi è sospeso dagli scambi di Borsa dallo scorso dicembre, in attesa di maggiori certezze sulle sorti del gruppo. Anche prima della sospensione non c’era da dormire sonni tranquilli.

     
     
     
     

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  • Analisi
    In breve: pillole dalle società quotate 5 mesi fa - lunedì 30 gennaio 2017
    Ecco tutte le altre notizie importanti della settimana per le società della nostra selezione.
    Variazioni settimanali su prezzi al 27/01/17

    ENI  14,77 EURO, -5%
    Diversi sviluppi in Africa per il gruppo. Da un lato, ha siglato un accordo con Nigerian National Petroleum Corp. per nuove attività in Nigeria, dall’altro ha raggiunto un’intesa preliminare con Sonatrach per effettuare studi di fattibilità per la realizzazione di un complesso petrolifero in Algeria. Il giudizio non cambia: mantieni.

    INTERPUMP 17,62 EURO, +4%
    Attraverso la propria controllata britannica ha acquisito il 100% di Bristol Hose Ltd, società attiva nel settore dei tubi e raccordi per l’oleodinamica. Le dimensioni dell’operazione non sono tali da modificare il nostro giudizio, che di conseguenza resta negativo. L’azione, secondo noi, è cara. Vendi.

    MONTE PASCHI (titolo sospeso)
    Ha emesso due bond, per un totale di 7 miliardi di euro. Grazie alla garanzia dello Stato la cedola è irrisoria (0,5% per quello che scade nel 2018, 0,75% per quello che scade nel 2020). Al momento i bond non sono stati collocati - restano in portafoglio alla stessa Mps - ma in futuro potranno essere venduti o usati come garanzia per ottenere prestiti dalla Bce. Servono, in sostanza, per “galleggiare” e ottenere liquidità in attesa dell’aumento di capitale. Non modificano, pertanto, la situazione del gruppo, che resta critica. Quando (e se) le negoziazioni delle azioni in Borsa riprenderanno, vendi.  

    POSTE ITALIANE 5,98 EURO, -1,7%
    Secondo le ultime dichiarazioni, il Tesoro potrebbe vendere un ulteriore 30% della società entro il primo semestre di quest’anno. Una notizia che potrebbe “raffreddare” il titolo, in un periodo già penalizzato dalla vicenda del collocamento dei fondi di cui ti abbiamo già parlato nelle scorse settimane (vedi Altroconsumo Finanza n° 1205). Per questo, la nostra posizione resta prudenziale: nonostante i progressi nei conti, limitati a mantenere.

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  • Analisi
    Decreto "salva-banche" e Mps: paghiamo tutti... ma per chi? 6 mesi fa - giovedì 29 dicembre 2016
    Anche se ufficialmente destinato a tutte le banche in difficoltà, ufficiosamente il decreto legge del governo serve soprattutto a “tamponare” la grave situazione di Mps, a cui andrà una fetta consistente dello stanziamento di 20 miliardi. Si tratta di un intervento complesso, articolato in più passaggi e con molti aspetti ancora da definire, ma che già solleva molti dubbi.
    Primo passaggio: la garanzia pubblica su passività di nuova emissione
    Cosa prevede il decreto
    Il Tesoro può concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche aventi sede legale in Italia. La garanzia sulle passività può essere concessa solo dopo il parere positivo della Commissione europea, e la banca che richiede questa garanzia deve presentare un piano di ristrutturazione.
    I nostri dubbi
    Dalle ultime notizie rese note, in uno scenario avverso Mps ha liquidità sufficiente per “campare” solo per altri quattro mesi; è quindi più che probabile che Mps attinga alla possibilità di emettere titoli garantiti dallo Stato per cifre consistenti (anche se non sono previsti dei limiti precisi, le passività garantite possono arrivare a un importo pari al patrimonio della banca – 8,7 miliardi il patrimonio di Mps al 30 settembre). È vero che questa garanzia è concessa a pagamento, ma nella situazione in cui si trova Mps sarà in grado di pagare? Già in passato, con i Monti-bond, lo Stato si è ritrovato incassare parte degli interessi sotto forma di azioni Mps (con le relative perdite in Borsa) anziché in contanti, tanto da ritrovarsi, già prima dell’attuale “salvataggio”, principale azionista con il 4% del capitale della banca. E comunque, il corrispettivo pagato da Mps a fronte della garanzia non basta a remunerare il rischio che, oltre all’attuale impegno per la ricapitalizzazione (vedi punti successivi), il Tesoro si trovi a dover pagare al posto di Mps anche questi debiti.
     
    Secondo passaggio: la ricapitalizzazione
    Cosa prevede il decreto
    Fino al 31 dicembre 2017 lo Stato può sottoscrivere aumenti di capitale delle banche che, a seguito degli stress test, abbiano evidenziato una carenza di capitale. Deve, però, coinvolgere azionisti e obbligazionisti subordinati, che devono sostenere una parte di questi costi. Per gli obbligazionisti subordinati, in particolare, è prevista la conversione delle loro obbligazioni in azioni.        
    Nel caso di Mps, la Banca centrale europea ha appena alzato l’asticella del capitale da raccogliere dai 5 miliardi di cui si è finora parlato, a 8,8 miliardi. I bond subordinati Mps in circolazione ammontano a oltre 4 miliardi (l’elenco lo avevamo pubblicato qui https://www.altroconsumo.it/finanza/monte-dei-paschi-di-siena-s168080/ArtId/5372814.htm) ma l’offerta di conversione non è per tutti al 100% del valore nominale: solo alcuni saranno convertiti in azioni prendendo in considerazione il 100%, per altri il valore nominale di partenza sarà più basso.
    a) Emissione XS0122238115: 75% del valore nominale;
    b) Emissione XSOI21342827: 75% del valore nominale;
    c) Emissione XS0131739236: 75% del valore nominale;
    d) Emissione XS0180906439: 18% del valore nominale;
    e) Emissione IT0004352586: 100% del valore nominale;
    t) Emissione XS0236480322: 100% del valore nominale;
    g) Emissione XS0238916620: 100% del valore nominale;
    h) Emissione XS0391999801: 100% del valore nominale;
    i) Emissione XS0415922730: 100% del valore nominale;
    l) Emissione XS0503326083: 100% del valore nominale;
    m) Emissione XS0540544912: 100% del valore nominale.
    I nostri dubbi
    Primo dubbio: conversione davvero al 100%? Per capire se, e quanto, gli obbligazionisti saranno penalizzati da questa conversione, non basta l’ammontare del valore nominale: manca l’altro elemento, cioè il prezzo delle azioni utilizzato per la conversione. Il decreto prevede una formula per determinare questo prezzo, che però dipende anche dal prezzo a cui il Tesoro sottoscriverà le nuove azioni. Insomma, il 100% già in questo passaggio potrebbe non rivelarsi tale, senza parlare poi del fatto che i “neo-azionisti”, nel caso volessero liberarsi delle azioni, potrebbero non fare in tempo a farlo prima di nuovi cali in Borsa.
    Secondo dubbio: quanto pagherà lo Stato? Il “sacrificio” degli obbligazionisti coprirà solo una parte degli 8,8 miliardi richiesti. Solo per la ricapitalizzazione vera e propria, lo Stato dovrà sborsare intorno ai 4,6 miliardi di euro, ma contando anche il “ristoro” agli obbligazionisti retail (vedi al punto successivo) nella peggiore delle ipotesi il conto per lo Stato potrebbe salire a 6,7 miliardi. Da finanziare, inevitabilmente, con nuove tasse.      
    Terzo dubbio: sacrifici e tasse… ma basterà a uscirne una volta per tutte? Non è detto. Prima di tutto, con il fallimento del piano di salvataggio “privato” è saltato tutto l’impianto che prevedeva, tra le altre cose, la cartolarizzazione e la cessione dei crediti problematici con l’intervento del fondo Atlante. Grazie alla ricapitalizzazione dello Stato Mps potrà svalutare ulteriormente questi crediti, che però intanto restano in pancia al gruppo. E non sono cifre da poco: le sole sofferenze ammontano a 28 miliardi (quasi 11 al netto delle svalutazioni), il totale dei crediti “problematici” è di 45,5 miliardi (22,5 al netto delle svalutazioni).         
    Quarto dubbio: i paletti dell’Europa. Ammesso, e non concesso, che l’Europa approvi il piano industriale che Mps deve presentare per poter procedere con la ricapitalizzazione, Bruxelles potrebbe anche imporre un limite temporale alla partecipazione dello Stato in Mps (si parla di 18-24 mesi). E poi? Come uscirà lo Stato da una partecipazione maggioritaria, e che conseguenze ne pagheranno gli altri azionisti, specialmente se nel frattempo la banca non sarà ancora risanata?
     
    Terzo passaggio: il “ristoro” agli obbligazionisti retail
    Cosa prevede il decreto
    Gli obbligazionisti subordinati che, come abbiamo visto, si ritroveranno in mano azioni Mps, avranno la possibilità di scambiarli con obbligazioni non subordinate Mps con un valore nominale pari alle “vecchie” obbligazioni. Saranno esclusi da questo scambio le “controparti qualificate” e i “clienti professionali”. Le controparti qualificate sono le imprese di investimento, le banche, le imprese di assicurazioni, i fondi comuni, i gestori, i fondi pensione, gli intermediari finanziari, gli istituti di moneta elettronica, le Fondazioni bancarie, i Governi nazionali e i loro corrispondenti uffici, compresi gli organismi pubblici incaricati di gestire il debito pubblico, le Banche centrali e le organizzazioni sovranazionali a carattere pubblico. I clienti professionali sono quelli profilati come tali dal proprio intermediario, cioè quelli ritenuti in grado di prendere autonomamente decisioni d’investimento e di capire i rischi connessi. Può essere classificato come cliente professionale solo chi soddisfa almeno due dei seguenti criteri: ha svolto frequentemente operazioni finanziarie; ha un ampio portafoglio titoli; ha lavorato nel settore dei servizi d’investimento.
    I nostri dubbi
    Primo dubbio: non c’è chiarezza sulle caratteristiche dei nuovi bond che saranno offerti in questo macchinoso meccanismo di “ristoro”: saranno quotati o no? Che scadenza avranno? Sono caratteristiche fondamentali per capire se l’investitore sarà davvero in grado di recuperare i propri soldi in tempi ragionevoli (non dimentichiamo che molti dei bond subordinati erano ormai non molto lontani dalla scadenza). Più la nuova scadenza sarà lunga, più il prezzo di mercato (sempre che esista un mercato) potrà risentire delle tensioni. E considerato che già nel 2017 Mps dovrà rifinanziare una fetta consistente di debito in scadenza, non è da escludere che già in quel momento le tensioni si ripresentino, il che significa che l’investitore potrà uscirne solo in perdita.             
    Secondo dubbio: perché una disparità di trattamento tra obbligazionisti? Non vi sono ancora certezze assolute, ma stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Mps (Morelli) e del ministro Padoan, il “ristoro” dovrebbe riguardare solo gli obbligazionisti in possesso del bond con taglio da 1.000 euro emesso nel 2008 e con scadenza nel 2018. E gli altri? È vero che il taglio minimo è più alto (50.000 euro in molti casi), ma diversi titoli erano quotati su Borsa italiana e Eurotlx, perché dare per scontato che non li abbiano in mano anche investitori al dettaglio, magari male informati dalla banca dei rischi che stavano correndo? Questa la risposta di Padoan: A noi risulta che le altre emissioni sono in grandissima parte detenute da investitori istituzionali. Altre emissioni disponibili anche al retail hanno tagli minimi intorno ai 50mila euro, che indicano implicitamente che l’acquirente è un soggetto che sa quello che fa. Per i casi specifici di chi ritiene di avere subito un torto ricordo che esiste il ricorso alla giustizia ordinaria. Insomma, per Padoan se investi 50.000 euro è “automatico” che tu sia conscio dei rischi. Mah.
    Terzo dubbio: perché risarcire anche chi ha speculato? Anche su questo punto non c’è ancora certezza assoluta, ma sempre dalle parole dell’AD e del ministro sembrerebbe che il “ristoro” sia aperto a tutti quelli che hanno in mano il bond 2008-2018, e non solo a chi lo ha acquistato in emissione su pressione della banca. Ma perché dobbiamo pagare tutti con nuove tasse, per arricchire lo speculatore che ha acquistato pochi giorni fa il bond a un prezzo di 50 o giù di lì? Ancora una volta, ecco la risposta di Padoan: Non si può escludere che in linea di principio qualcuno possa trarne vantaggio, ma è altrettanto evidente che di fronte alla prospettiva possibile di 40mila cause individuali il rischio di soccombere è così alto che il meccanismo minimizza gli effetti negativi e massimizza la tutela anche per l’azionista Stato.           
    Quarto dubbio: perché questa disparità di trattamento tra i bondisti di Mps e quelli di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti, che non solo si sono visti azzerare i loro bond senza ottenere in cambio azioni, ma a distanza di oltre un anno ancora aspettano di avere giustizia?
     
    Che succederà ora?
    La situazione è talmente incerta che non siamo solo noi a non vederci chiaro. Anche la Consob ha sospeso dalla Borsa tutti i titoli Mps in attesa di chiarire questi dubbi: e non parliamo solo di azioni e obbligazioni subordinate, ma anche di tutti i bond “senior” di Monte Paschi. Siamo intorno al centinaio di emissioni, con un importo che in totale supera i 30 miliardi. Morale, anche se hai in mano obbligazioni teoricamente non colpite dal piano di salvataggio, al momento non puoi comunque riavere indietro i tuoi soldi.
    In tutta questa nebbia, l’unica certezza è che in un modo o nell’altro ci rimetti: e non solo come investitore in titoli Mps, ma anche come contribuente o come investitore in fondi d’investimento, assicurazioni e fondi pensione che hanno in pancia bond subordinati Mps. E tutto questo, a favore di chi? Chi sono i debitori dei crediti inesigibili? Chi si è fatto prestare questi 28 miliardi – a questo punto anche soldi nostri – senza poi restituirli facendoli diventare “sofferenze” – in tutti i sensi – per la banca e per noi? Chi sta cercando di fare il furbo con gli altri 17 miliardi prestati da Mps, che portano il totale dei crediti dubbi a oltre 45 miliardi? È ora di fare i nomi: l’oro alla patria, e vabbè… ma pagare per i soliti furbi, questo proprio no.  
     

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  • Analisi
    Mps: sorpresa! Ci vogliono 8,8 miliardi, non 5 6 mesi fa - martedì 27 dicembre 2016
    La Bce dice che ci vogliono più soldi per salvare Mps
    La vicenda MontePaschi continua ad arricchirsi di nuovi capitoli. La Banca centrale europea ha infatti dato via libera al salvataggio, ma ora i soldi necessari per salvare il MontePaschi non sono più i 5 miliardi di cui si è parlato fino a prima di Natale, ma bensì 8,8 miliardi. La sorpresa è arrivata dalle lettere recapitate al Ministero dell’economia italiano, nelle quali la Bce conferma che esistono i requisiti per accedere a quella che è stata chiamata una “ricapitalizzazione precauzionale”, altro modo per parlare di nazionalizzazione, ma questo via libera costa caro. Viste infatti le dimensioni della banca e l’elevato ammontare di sofferenze, a Francoforte si è deciso di adottare un trattamento analogo a quello usato negli anni passati con le banche greche ricapitalizzate con soldi pubblici. E così il conto da pagare è salito fino a 8,8 miliardi di euro…

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 38,87 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 15,08 EUR
ISIN IT0005218752
Borsa Milano
Beta 1,46
Volatilità 71,64 %
Numero di azioni 29.320.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,44 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 27.679 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 0,00 0,00 0,00
Utile corrente 1,00 -110,54 25,30
Utile netto 1,00 -110,54 25,30
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 56,00 219,14 327,29
Patrimonio netto tangibile 56,00 219,14 327,02

Rendimento in euro

Monte dei Paschi di Siena Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 0,00 % 2,26 % -1,04 %
Rendimento ultimi 6 mesi 0,00 % 6,72 % -0,77 %
Rendimento ultimo anno -62,32 % 21,82 % 16,58 %
Rendimento ultimi 5 anni -49,74 % 9,54 % 14,96 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015
Pay out - 0,00 %
Current ratio - -
ROE - 4,04 %
ROE netto - 4,04 %
Margine lordo - -
Margine netto - -
EBIT margin - -
EBITDA margin - -
Tax rate - -1,90 %
Gearing - -
Patrimonio netto / totale attivo - 5,69 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 0,00 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente 15,08 -
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,27 0,07
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,27 0,07
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,43 % -

(e) : stima

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