National Grid GB00BDR05C01

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Articoli

  • Analisi
    La Borsa scalda l'Europa: la settimana dei listini azionari un mese fa - lunedì 11 dicembre 2017
    Risultati contrastanti per le varie Borse mondiali: Wall Street è salita di un modesto 0,4%, Tokio è rimasta piatta. Invece, i listini azionari dell’eurozona, in media, sono saliti dell’1,8%. Tra questi si è distinta Piazza Affari con il suo +3%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    National Grid: cambio di consiglio un mese fa - lunedì 27 novembre 2017
    I conti confermano che il gruppo ha la capacità di generare la liquidità necessaria a mantenere un dividendo generoso (al netto del dividendo straordinario pagato qualche settimana fa, il rendimento atteso è del 5,2% annuo lordo).
     
     
     
     

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  • Analisi
    Navigando tra i bilanci: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 6 novembre 2017
    Sono stati i risultati trimestrali societari a condizionare l’andamento delle Borse. New York ha chiuso la settimana con un modesto progresso dello 0,3%. Migliore il risultato delle Borse dell’eurozona, salite, in media dell’1%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Tra trionfo e tragedia: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017
    Bilanci quasi invariati per i listini azionari: New York ha chiuso a +0,1%, le Borse europee, in media, a +0,8%. L’avvio di questa settimana è stato relativamente tranquillo: l’esito delle elezioni tedesche sembra non spaventare i mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 22/09/17 

     

    Bene i titoli bancari americani

    La riunione della Banca centrale Usa era uno degli appuntamenti più attesi della settimana appena finita. Da un lato, l’autorità monetaria ha confermato che da ottobre inizierà la riduzione del doping di liquidità – per i dettagli vedi pagina 11 – dall’altro, però, ha lasciato intendere che la stretta monetaria, in termini di rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe essere più lenta di quanto preventivato. Bastone e carota: l’effetto finale sulle Borse è stato sostanzialmente limitato – spavento all’inizio sulla notizia della riduzione del doping, sospiro di sollievo dopo. In ogni caso, un rialzo dei tassi d’interesse a dicembre è ancora probabile: per questo, i vincitori della settimana sono stati i titoli americani del settore bancario, saliti, in media, del 3,5% – i loro margini di guadagno, in questi anni di tassi d’interesse bassi, si sono progressivamente ridotti. Bank of America (25,02 Usd; Isin US0605051046), col suo +2,6% settimanale, si è riportata sui massimi degli ultimi cinque anni. Il titolo, però, è ancora correttamente valutato: mantieni. Positivo anche l’andamento dei titoli Usa del settore assicurativo (+1%), nonostante i nuovi uragani nell’Atlantico. Tra i titoli del settore assicurativo si è distinto Axa (24,96 euro; Isin FR0000120628), salito dell’1,6% sulle voci di novità sulle attività di gestione patrimoniale – fusione con quelle di Natixis o cessione a Bnp Paribas. Sono voci che non ci dispiacciono: confermiamo il consiglio sul titolo. Acquista.

     

    Banche europee: occhi sulla questione commerzbank

    Anche le azioni bancarie europee sono salite (+1,4%), ma qui da noi l’attenzione si è concentrata sul destino di Commerzbank (11,17 euro; Isin DE000CBK1001). A metà settimana si è, infatti, diffusa la voce che il governo tedesco stesse per vendere il pacchetto di azioni Commerzbank che ha in mano. Tra i pretendenti si è parlato di Unicredit (17,81 euro) e il mercato non l’ha presa bene, facendo perdere al titolo il 2,2% nella sola giornata di mercoledì 20 – Commerzbank è una banca in difficoltà, che ha chiuso il primo semestre in perdita e che licenzierà diecimila persone. Poi, però, il Tesoro tedesco ha smentito di avere allo studio una vendita (almeno per ora) e le azioni Unicredit hanno ripreso fiato, tanto da chiudere la settimana con un +1%. Non ci aspettiamo che Unicredit si butti in un’operazione di questo tipo: confermiamo il consiglio. Acquista. Non speculare su Commerzbank: dopo il +4% settimanale, la corsa rischia di sgonfiarsi, soprattutto se il governo tedesco la tirerà per le lunghe con la vendita. Considerata la situazione della banca, il gioco non vale la candela.  

     

    Titoli tecnologici in affanno per colpa di apple

    Tra le azioni peggiori della settimana ci sono state, invece, quelle del settore tecnologico – l’indice Nasdaq, che ne include tante, ha perso lo 0,3%. A condizionarle c’è stato il -5% di Apple (151,89 Usd; Isin US0378331005): indiscrezioni parlano di ordini ben sotto le attese per il telefonino iPhone8. Inoltre, il nuovo orologio intelligente Watch Series 3 ha ancora problemi di connessione, a pochissimi giorni dal lancio. Non solo buone notizie, visto che il mercato aveva puntato molto sul successo di questi prodotti. Al più, le azioni Apple sono da mantenere (se sei un investitore prudente, vendile assieme a tutte le altre azioni americane). Tra i titoli tecnologici, spicca il +0,9% di Alphabet A (943,26 Usd; Isin US02079K3059) dopo che la società ha deciso di acquistare una parte delle attività del produttore di smartphone HTC. L’operazione dovrebbe permettere ad Alphabet di sfidare ancor più Apple – anche se per vedere gli impatti dell’acquisizione ci vorrà del tempo. Mantieni le Alphabet.

     

    Ondata di fusioni nella telefonia?

    A proposito di telefoni, il settore delle telecomunicazioni è stato tra i più vivaci della settimana (il bilancio finale medio è di un +0,8%). Sono, infatti, ripartite le discussioni per una fusione tra gli operatori americani Sprint e T-mobile: se l’operazione dovesse andare in porto, Deutsche Telekom (15,55 euro; Isin DE0005557508) potrebbe emergere come il principale azionista del nuovo gruppo. Le azioni del colosso tedesco hanno chiuso la settimana a +3,8%: se le hai in mano, mantienile, altrimenti non le comprare. Per ora la prospettiva di un nuovo colosso con cui concorrere, non ha penalizzato i due principali operatori di telefonia negli Usa: le azioni AT&T (38,59 Usd; Isin US00206R1023) e le azioni Verizon (49,90 Usd; Isin US92343V1044) hanno chiuso la settimana, rispettivamente, a +4% e a +4,3%. Che siano nell’aria fusioni e acquisizioni anche per questi due colossi? Per ora lo escludiamo: limitati a mantenere le azioni AT&T e Verizon che hai già in mano, ma non comprarne di nuove. Speriamo che queste grandi manovre “sveglino” un po’ anche Telefónica (9,05 euro; Isin ES0178430E18): da tempo ragiona sulla cessione della controllata inglese O2, ma finora non ha concretizzato nulla. L’operazione farebbe bene al gruppo e questo potrebbe essere il momento giusto per portarla in porto. Le azioni Telefonica hanno chiuso la settimana a -0,5% e sono convenienti. Acquista.

     

    Venti di guerra

    Le Borse sono state anche ostaggio delle minacce di guerra in Corea del Nord, acuitesi dopo il discorso del presidente Trump alle Nazioni Unite. Per ora non ci sono particolari reazioni scomposte, ma la tensione è strisciante. Lo dimostra il progresso del 2,4% registrato dai titoli della Difesa. Tra questi, ha spiccato Bae Systems (632 pence; Isin GB0002634946), che ha chiuso in rialzo del 6% grazie all’importante commessa in arrivo dal Qatar (dove ci sono altri venti di guerra). Il titolo in estate aveva sofferto un po’ per la debolezza del dollaro Usa (i risultati fatti oltreoceano pesano meno), un po’ per il rischio di essere esclusa da possibili gare causa l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ma secondo noi resta conveniente

    Madrid, tra le Piazze europee, è stata tra le peggiori della settimana, chiudendo a +0,1%. Milano, invece, è stata tra le migliori, chiudendo a +1,4%. La Borsa di Londra ha chiuso la settimana a +1,3%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Il 14 novembre è previsto lo stacco di un’altra fettina (0,25 euro per azione) del dividendo 2017 di Oriflame. Il pagamento dovrebbe partire già pochi giorni dopo (previsto per il 23 novembre).

    @Piero Il prezzo di Nation Grid è di 944,1 pence (indicati anche come GBp, con la p piccola). 100 pence fanno una sterlina: la tua banca può indicarti il prezzo come 9,441 GBP (sterline, con la P grande).

    @Pietro Xerox ha effettuato un raggruppamento azionario lo scorso 15 giugno (1 azione nuova per ogni 4 possedute). In tale occasione il codice Isin è cambiato da US9841211033 a US9841216081.

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  • Analisi
    Stati di tensione: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Settimana nervosa, ma poi chiusa in attivo: New York ha fatto +1,4%, le Borse europee, in media, +0,5%. Basta un nulla, comunque, per far cambiare l’umore ai mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 01/09/2017

    Si naviga a vista

    L’andamento della Borsa di New York fa capire quanto il mercato, in questo periodo, stia navigano a vista. All’inizio della settimana scorsa si è concentrato sulle notizie legate al possibile conflitto con la Corea del Nord, deprimendosi. Poi, però, nonostante il permanere delle tensioni con il Paese asiatico, ha deciso di focalizzarsi su altro, ritrovando ottimismo: primo, il dato sulla ricchezza prodotta dagli Usa, rivisto al rialzo grazie a spese dei consumatori e investimenti delle imprese superiori alle attese; secondo, l’avanzare della tanto attesa riforma fiscale promessa da Trump (nonostante gli annunci, però, ancora di concreto si è visto poco). Nelle prime battute di questa settimana, le tensioni legate a una possibile esplosione del conflitto in Corea sono tornate. Se guerra sarà, le Borse soffriranno (vedi pagina 1): tieniti pronto a comprare il certificate 7x short di Société Générale (7,825 euro; Isin DE000SG2QNU4) che guadagna quando la Borsa scende (se Milano perde il 3% in un giorno, questo prodotto guadagna circa il 21%). Tieniti pronto anche a venderlo appena le tensioni dovessero stemperarsi. Tra i titoli dei colossi societari americani, si è distinto General Electric (25,14 Usd; Isin US3696041033), salito del 2,7% dopo le indiscrezioni di forti tagli ai costi (anche del personale) per rilanciare i profitti. Mantieni.

     

    Il nervosismo del greggio

    Una conferma della mancanza di lucidità del mercato arriva guardando l’andamento del prezzo del petrolio. A inizio settimana è sceso: il mercato aveva preso sottogamba l’uragano in Texas, pur sapendo che si era abbattuto su una zona ad alta densità di raffinerie. Solo sul finire della settimana il mercato si è reso conto della gravità della situazione: non per nulla il greggio è poi risalito, chiudendo la settimana a +0,9%. I titoli delle grandi compagnie petrolifere sono saliti in media, dell’1,3%. Deludente Exxon Mobil (76,57 Usd; Isin US30231G1022) che ha perso lo 0,2% dopo che una sua importante raffineria – la seconda più grande degli Usa – ha subìto più danni del previsto. Comunque le prospettive reddituali del gruppo non sono compromesse: acquista. Benissimo le Ion Geophysical (7,65 Usd; Isin US4620442073) che hanno messo su il 9,3%, proseguendo nella corsa già partita a inizio agosto (più che raddoppiate da fine luglio). A innescarla i conti del secondo trimestre che, pur chiudendosi ancora in rosso, hanno mostrato un aumento dei ricavi e un calo dei costi superiori alle attese. Inoltre, gli ordini di lavoro sono ai massimi dal 2013 e arrivano da Paesi dove è attesa una forte crescita della produzione di idrocarburi. L’entusiasmo ci sembra eccessivo: la sensazione è che stia scontando la possibilità che Ion possa essere rilevata da un concorrente o da qualche compagnia petrolifera. Vista la situazione dei conti di Ion e l’incertezza sull’andamento dei prezzi del greggio crediamo che questa prospettiva sia poco probabile. Limitati a mantenere le azioni Ion che già hai. Tra i titoli europei del settore petrolifero, debole anche Saipem (3,09 euro; +0,6%) nonostante le nuove commesse ottenute in Ghana e Angola. L’importo, del resto, non è tale da modificare le prospettive reddituali del gruppo: non modifichiamo il nostro consiglio. Mantieni.

     

    Tecnologia: mai così in alto

    Tra i titoli migliori della settimana ci sono stati ancora una volta quelli del settore tecnologico: l’indice Nasdaq (che di titoli tecnologici ne raccoglie tanti) ha fatto segnare in settimana un progresso del 2,7%, chiudendo su nuovi massimi storici. Una spinta è arrivata da Apple (164,05 Usd, Isin US0378331005; +2,6%): la conferma che il nuovo telefonino sarà presentato il 12 settembre, in tempo per i regali di Natale, ha fatto ben sperare per i conti della fine dell’anno. Le aspettative sul nuovo telefono sono, però, davvero molto elevate: speriamo non vengano deluse, altrimenti potrebbero essere dolori. Non comprare azioni Apple. Al più mantieni quelle che già hai. Benissimo le azioni Applied Materials (45,1 Usd; Isin US0382221051), salite del 4,1%: la società, in un incontro col mercato, ha ulteriormente rialzato gli obiettivi per la fine dell’anno dopo che già pochi giorni fa aveva mostrato conti trimestrali record. Nonostante la corsa, secondo noi, il titolo continua a essere correttamente valutato. Puoi mantenere le tue azioni. Il consiglio sul singolo titolo azionario è comunque subordinato alla strategia generale di portafoglio: per esempio, se sei un risparmiatore che si identifica nel portafoglio “prudente” non devi avere nessuna azione Usa, anche se il consiglio specifico sulla singola azione è acquista o mantieni.

     

    Il supereuro e la reazione delle Borse di casa nostra

    Le Borse europee hanno seguito lo stesso andamento di Wall Street: male nella prima parte della settimana, poi il recupero. In questo caso, però, il movimento sembra essere stato piuttosto legato alle oscillazioni dell’euro. La paura di un euro troppo forte, che potesse compromettere le esportazioni, ha pesato sulla prima parte della settimana. Poi, verso la fine della settimana, l’euro si è un po’ sgonfiato, ridando fiato alle Borse – vedremo che impatti avrà sulla nostra valuta la riunione della Banca centrale europea, prevista per giovedì 7 settembre. Milano ha chiuso la settimana con un risultato allineato a quello medio delle altre Borse europee, +0,5%. Anche Londra ha chiuso con lo stesso risultato (+0,5%). Tra i singoli titoli europei, da segnalare il tracollo (-15,7%) delle azioni Carrefour (16,64 euro; Isin FR0000120172), dopo la pubblicazione di conti trimestrali sotto le attese e il taglio delle stime per la fine dell’anno. Non è la prima catena di supermercati che subisce una forte correzione dei prezzi in Borsa: in Detto tra noi trovi un approfondimento su questo tema. Barclays (192,15 pence; Isin GB0031348658) è andata peggio della Borsa di Londra, perdendo l’1,1%. I conti trimestrali non sono stati granché e hanno offuscato alcuni importanti passi avanti fatti nel piano di ristrutturazione (cessione attività in Africa). Inoltre, gli indicatori di solidità patrimoniale sono in miglioramento. Mantieni.

     

    Risposte per te

    @FabrizioSu ogni acquisto di azioni di società domiciliate nel Regno Unito, paghi sempre e comunque lo “stamp duty” – la chiamano la tassa della regina - in aggiunta alle commissioni di compravendita della tua banca. È lo 0,5% del valore del tuo investimento.

    @PieroLe minusvalenze su Etf azionari sono compensabili con plusvalenze su singole azioni (non su plusvalenze di Etf e fondi). Se hai scelto il regime amministrato, la tua banca fa le compensazioni in automatico (a patto di aver ottenuto prima le minusvalenze e poi le plusvalenze).

    @ToninoL’ultimo dividendo di National Grid è stato messo in pagamento il 16 agosto, per un importo di 29,10pencelordi per azione. L’ultimo dividendo di Pearson è stato messo in pagamento il 12 maggio, per un valore di 34pencelordi per azione. La banca non ha sbagliato.

     

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 1.091,00 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 838,50 GBp
ISIN GB00BDR05C01
Borsa Londra
Beta 0,44
Volatilità 15,14 %
Numero di azioni 3.401.214.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 2.861,78 GBp
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 8.514.567 GBp
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (GBp)

2017-18 (e) 2016-17 2015-16 2014-15
Dividendo 137,25 48,29 47,28 46,77
Utile corrente 59,00 71,69 69,32 62,88
Utile netto 59,00 225,98 75,27 57,99
Cash Flow corrente 104,12 114,59 116,15 105,74
Cash Flow netto 104,12 268,88 122,11 100,86
EBIT 96,07 112,22 118,68 108,57
EBITDA 141,28 155,16 165,57 151,49
Patrimonio netto 523,44 592,52 394,85 349,01
Patrimonio netto tangibile 355,26 415,19 240,03 198,90

Rendimento in euro

National Grid Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -6,47 % 1,77 % 4,71 %
Rendimento ultimi 6 mesi -9,27 % 2,98 % 5,67 %
Rendimento ultimo anno -10,16 % 9,75 % 5,84 %
Rendimento ultimi 5 anni 7,60 % 6,85 % 15,43 %

Indici finanziari della società

2016-17 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out 0,21 % 62,37 % 78,55 % 63,29 %
Current ratio 1,29 0,82 0,82 1,02
ROE 12,14 % 17,60 % 18,30 % 20,79 %
ROE netto 38,27 % 19,11 % 16,88 % 20,79 %
Margine lordo 25,75 % 27,03 % 24,87 % 25,22 %
Margine netto 51,84 % 17,16 % 13,23 % 16,64 %
EBIT margin 25,75 % 27,03 % 24,87 % 25,22 %
EBITDA margin 35,60 % 37,70 % 34,70 % 34,79 %
Tax rate 4,58 % 14,45 % 23,48 % 10,33 %
Gearing 94,55 186,69 199,72 177,78
Patrimonio netto / totale attivo 30,96 % 23,02 % 21,74 % 22,75 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17
Rendimento da dividendo 16,31 % 5,74 %
Prezzo/utile corrente 14,26 11,74
Prezzo/cash flow corrente 8,08 7,34
Prezzo/patrimonio netto 1,61 1,42
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,37 2,03
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 10,05 % -

(e) : stima

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