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Articoli

  • Analisi
    Navigando tra i bilanci: la settimana delle Borse 11 giorni fa - lunedì 6 novembre 2017
    Sono stati i risultati trimestrali societari a condizionare l’andamento delle Borse. New York ha chiuso la settimana con un modesto progresso dello 0,3%. Migliore il risultato delle Borse dell’eurozona, salite, in media dell’1%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Tra trionfo e tragedia: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 25 settembre 2017
    Bilanci quasi invariati per i listini azionari: New York ha chiuso a +0,1%, le Borse europee, in media, a +0,8%. L’avvio di questa settimana è stato relativamente tranquillo: l’esito delle elezioni tedesche sembra non spaventare i mercati. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Stati di tensione: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Settimana nervosa, ma poi chiusa in attivo: New York ha fatto +1,4%, le Borse europee, in media, +0,5%. Basta un nulla, comunque, per far cambiare l’umore ai mercati. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Falchi nel cielo: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 3 luglio 2017
    È arrivato il momento della fine del denaro facile che ha sostenuto le Borse negli ultimi anni? È quanto il mercato ha iniziato a domandarsi dopo le dichiarazioni fatte da esponenti delle Banche centrali di Usa, Europa, Regno Unito e Canada. Ecco vincitori e vinti di una settimana nervosa.

    Variazioni settimanali su prezzi al 30/06/17 


    I falchi, nelle Banche centrali, sono coloro che spingono per una politica monetaria molto attenta a contenere il carovita – coloro che oggi spingono per un rialzo dei tassi d’interesse. Le colombe, invece, sono le persone a favore di una politica monetaria più “accomodante”, a favore della crescita economica – coloro che oggi spingono per non alzare i tassi.

    Titoli finanziari sugli scudi…

    Il settore finanziario è stato il vero vincitore della settimana, archiviata con un rialzo dell’1,6%. Il risultato è rilevante se pensi che il bilancio medio delle Borse mondiali, in settimana, è stato lievemente negativo (-0,3%). Il motivo del rialzo è presto detto: la prospettiva di una progressiva “stretta monetaria”, con conseguente rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe dare fiato ai conti delle società del settore, provati da anni di tassi d’interesse bassi.

     

    … con Banche americane e italiane che svettano

    In particolare, molto bene hanno fatto i titoli bancari, saliti, mediamente del 3%. E ancora meglio sono andate le azioni delle banche americane, salite, in media, del 5%. Tutti i principali istituti di credito americani hanno, infatti, passato gli “esami del sangue” sulla loro solidità condotti dalla Banca centrale americana. Quest’ultima ha così dato il via libera ai programmi di remunerazione degli azionisti – aumenti di capitale e acquisti di azioni proprie. Non per nulla Bank of America (24,26 Usd; Isin US0605051046) ha immediatamente annunciato un aumento del proprio dividendo trimestrale, che è stato gradito dal mercato – il titolo ha guadagnato in settimana il 6,3%. Nonostante il ritocco al rialzo, il rendimento annuo da dividendo offerto dalle Bank of America non è da strapparsi i capelli – 1,6% lordo per il 2017 e 2,3% lordo per il 2018 (al netto della doppia tassazione diventano rispettivamente 1% e 1,4%). Al più, limitati a mantenere queste azioni. Molto bene si sono comportate anche le banche quotate a Piazza Affari, salendo, in media, del 4,7%. A trascinarle c’è stata Intesa Sanpaolo (2,78 euro) che ha guadagnato in settimana il 6,1% beneficiando ancora dell’operazione sulle banche del Veneto – si compra solo la polpa “buona” di Popolare Vicenza e Veneto Banca, lasciando tutti gli altri, compreso lo Stato (quindi tu), a leccarsi le ferite. Reagisci e riprenditi quello che dovrai pagare per questa operazione diventando azionista Intesa Sanpaolo: nonostante la recente salita, le azioni sono ancora convenienti.  

     

    Utility affossate

    La prospettiva di una “stretta monetaria” ha pesato negativamente sul settore utility (-1,6%)– le società che ti portano luce, acqua e gas a casa. I motivi sono due. Primo: in genere sono società molto indebitate, quindi i rialzi dei tassi d’interesse, se non compensati da un incremento delle vendite legato alla crescita economica, rischiano di pesare sui loro bilanci. Questo spiega perché, in particolare, a pagare dazio siano state le utility europee (-2,3%) e, ancor più, quelle italiane (-4,6%) – la crescita economica da noi è debole. Secondo: sono considerati un’alternativa alle obbligazioni – distribuiscono, in genere, dividendi generosi e regolari. Se i bond cominciano a rendere di più, l’attrattiva delle utility comincia a scendere. Non ci spaventiamo: la “stretta monetaria” non dovrebbe essere drastica e quindi non ci aspettiamo un tracollo di questi titoli. Anche se ha perso il 5% in settimana, confermiamo, dunque, anche il consiglio su Engie (13,22 euro; Isin FR0010208488), che ha in atto una strategia convincente – vedi pagina 4. Il titolo è conveniente e vale ancora un investimento per il lungo periodo. Se vuoi diversificare il rischio, comprandoti in un colpo solo circa 80 utility sparse per il mondo, scegli l’Etf Lyxor msci world utilities (189,61 Usd; Isin LU0533034558) a Piazza Affari.

     

    Una nuova scivolata per i titoli tecnologici

    In settimana si è registrata anche una nuova scivolata dei titoli tecnologici – il listino Nasdaq ha chiuso a -2%. Il settore ha risentito del calo del 5,7% di Alphabet (così si chiama ora Google; 929,68 Usd, Isin US02079K3059) dopo che l’Europa le ha commissionato una multa da 2,4 miliardi di euro. Sembrano tanti, ma sono bruscolini rispetto ai circa 80 miliardi di euro di liquidità che la società ha in cassa (e in ogni caso la società ricorrerà contro la decisione). È stata comunque l’occasione, per il mercato, per portare a casa un altro po’ dei guadagni fatti da questa azione nel corso del 2017 (+25% circa fino a inizio giugno; -5,8% a giugno). Secondo noi il titolo è ancora correttamente valutato. Puoi mantenerlo, a patto, però, che tu sia disposto a sopportare qualche batticuore – se sei un investitore “prudente”, ti suggeriamo di venderlo, assieme a tutte le altre azioni americane. Anche Facebook (150,98 dollari; Isin US30303M1027) ha perso terreno (-2,6%) nonostante sia sempre più vicina al lancio della sua tv, con la realizzazione di programmi originali destinati ai giovani da 17 a 30 anni. La concorrenza, però, sarà spietata e non è scontato che il progetto abbia successo. Vendi.

     

    Il sole del brasile

    Tra gli alti e bassi dei diversi titoli, New York ha chiuso la settimana con un modesto calo dello 0,6%. Peggio sono andate le Borse europee, che hanno perso in media il 2,2%. Tra queste contiene il calo Milano, carica di titoli finanziari che le hanno permesso di chiudere a -1,2%. La maglia rosa però è per la Borsa brasiliana, salita del 3%: nonostante la “tangentopoli”, il Governo sembra poter portare avanti la riforma del lavoro, tanto attesa dal mercato. Bilancio finale del primo semestre: New York +8,2% (Nasdaq +14,1%), Londra +2,4%, Borse europee, in media, +3,7%, Milano +7%.

     

    Risposte per te

    @Alberto Il 21 giugno Renault ha staccato un dividendo di 3,15 euro lordi per azione. Il pagamento è partito dal 23 giugno. L’importo netto (30% tassazione in Francia e sul restante 26% in Italia) è di 1,6317 euro per azione. Su 248 azioni fa 404,66 euro. La banca ha fatto i conti giusti.

    @Fabio Il rapporto tra il prezzo di un’azione e il suo valore contabile – quanto resta se si vendono tutte le attività e si pagano tutti i debiti ai valori di bilancio – è solo uno degli elementi che usiamo per valutare le azioni. Trovi tutti i criteri sul sito alla sezione Difendersi, metodologia.

    @Gabriele Le National Grid sono quotate anche a New York con Isin US6362744095. Anche se in questo caso i rischi dovrebbero essere limitati, meglio acquistare le azioni sul loro mercato domestico (Londra) per evitare problemi in caso di operazioni straordinarie (aumento di capitale).

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  • Analisi
    La peggior giornata del 2017: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    New York l’ha vissuta mercoledì 17 maggio, registrando un calo dell’1,8%. Poi, però, ha recuperato. Per la Borsa brasiliana, invece, la giornata nera è stata giovedì 18: -8,8%. Milano ha terminato piatta, ma Biesse... Qui trovi informazioni anche sui raggruppamenti di ArcelorMittal, National Grid e Saipem

    Variazioni settimanali su prezzi al 19/05/17 

     

    Scontro politico sempre più acceso negli Usa

    Le ragioni del calo di Wall Street sono ancora una volta legate alla politica e, in particolare, ai rapporti di Trump con la Russia: mercoledì 17 c’è addirittura chi si è spinto a prospettare la possibilità di impeachment per il presidente – è la procedura che può provocare la sua destituzione. La possibilità che si realizzi un evento di questo tipo è bassa e il mercato se n’è presto reso conto: dopo lo sbandamento di mercoledì – legato anche a qualche presa di beneficio, visto che a inizio settimana l’indice S&P500 della Borsa Usa aveva superato per la prima volta nella storia i 2.400 punti –Wall Street ha recuperato, tanto da chiudere la settimana a -0,4%. Nessun dramma, dunque. Resta comunque il fatto che il mercato ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump: più la posizione del presidente si indebolisce, più si riducono le probabilità che la riforma possa essere implementata in tempi rapidi, più la Borsa di New York rischia di registrare altre scivolate. Te lo diciamo già da tempo e te lo ribadiamo: se hai un profilo d’investitore “prudente”, vendi tutte le azioni Usa che hai mano. 

     

    Un titolo in controtendenza: colgate-Palmolive

    Tra i titoli che maggiormente hanno pagato gli alti e bassi di Wall Street ci sono quelli bancari: non per nulla sono anche quelli che più sono saliti dall’elezione di Trump. Per esempio, Bank of America (23,05 Usd; Isin US0605051046) ha perso quasi il 6% nella giornata di mercoledì 17 per poi chiudere la settimana a -4%. Non abbiamo motivi per cambiare il nostro prudente giudizio sul titolo: al più, mantieni. Tra tanti segni meno, spicca il +5% di Colgate-Palmolive (74,82 Usd; Isin US1941621039): per la prima volta i vertici della società hanno aperto alla possibilità di vendere a qualche altra società. Per il momento non c’è nessuna reale offerta, ma queste dichiarazioni hanno stuzzicato la fantasia del mercato – operazioni di questo tipo tendono sempre a far schizzare i prezzi delle società “preda”. Colgate è un titolo che conosci, perché è uno di quelli “che salgono sempre” – vedi Altroconsumo Finanza n° 1221. Non è un titolo conveniente, ma si può ancora scommettere sul fatto che continui, anche in futuro, a seguire la tendenza media di crescita registrata negli scorsi anni. Se compri le Colgate-Palmolive fai una scommessa: considerala una posta extra-portafoglio. Nonostante i risultati dell’anno fiscale 2016/17 (terminato il 31 marzo) abbiano superato le attese, anche le azioni della società americana CA (31,26 Usd; Isin US12673P1057) hanno perso terreno in settimana. È vero, le attese per i risultati nei prossimi anni non sono brillanti – anche noi ci aspettiamo utili in lieve calo rispetto a quelli dell’ultimo anno fiscale – ma la società è finanziariamente solida e potrà mettere a segno delle acquisizioni per migliorare la crescita. Il titolo è ancora conveniente. Acquista. 

     

    Un altro presidente a rischio, quello del brasile

    La Borsa di San Paolo ha chiuso la settimana a -8,2% (in real; -14,8% in euro). L’unico titolo carioca che ti consigliamo, Telefônica Brasil (14,11 Usd; Isin US87936R1068), ha retto un po’ meglio, calando del 5,3% (in real; in dollari Usa, visto che la compri su New York è -8,5%, in euro è -10,7%). L’investimento si può ancora fare a patto che tu non sia un investitore “prudente” e che il titolo pesi al massimo il 5% del tuo portafoglio.

     

    Londra si salva

    I listini europei hanno chiuso la settimana con un calo medio dell’1,1%. Spicca la Borsa di Londra, che ha archiviato un piccolo rialzo dello 0,5%. A contribuire a questo risultato c’è stato il rialzo di alcuni titoli importanti. Rio Tinto (3.167,5 pence; Isin GB0007188757), per esempio, ha fatto +6,7% beneficiando sia di un piccolo recupero dei prezzi delle materie prime, sia delle dichiarazioni dei vertici che hanno rassicurato sulla capacità del gruppo di dare soddisfazione agli azionisti. Il titolo è conveniente: acquista. Buono anche il traino di Vodafone (220,30 pence; Isin GB00BH4HKS39): nonostante la perdita riportata sul bilancio dell’ultimo trimestre, il titolo è salito in settimana del 4,4%. A pagina 6 ti spieghiamo il perché di questa reazione. Qui ci limitiamo a dirti che il titolo vale ancora un acquisto.

     

    Italia sotto il fuoco della ue

    Piazza Affari ha vissuto una settimana sulle montagne russe, riuscendo alla fine a chiudere invariata. A pesare a metà settimana, c’è stata anche la notizia della procedura di infrazione aperta sull’Italia per colpa di Fca (9,72 euro, -3% in settimana). Per fartela breve, Fca avrebbe “truccato” il programma informatico che controlla le emissioni della 500x, ma siccome spetta a ogni Paese (in questo caso l’Italia) verificare che un’automobile soddisfi tutte le norme europee prima che possa essere venduta sul mercato europeo, rischiamo tutti, come italiani, di beccarci una multa salata. Ulteriore motivo per confermare quello che ti diciamo da tempo: vendi le Fca. Bene, invece, le Biesse (32,56 euro) che sono salite in settimana del 4,9%. La scommessa di una crescita dei risultati a doppia cifra per ora è andata a buon fine – gli utili trimestrali sono addirittura triplicati rispetto a quelli del primo trimestre 2016. Dal primo consiglio dato a metà marzo su Altroconsumo Finanza n° 1214 il titolo ha guadagnato circa il 32% contro il +7,4% del resto di Piazza Affari. Fai così: portati comunque a casa una fetta di guadagni, vendendo metà delle azioni Biesse che hai (verifica comunque che ne valga la pena sulla base dell’entità del tuo investimento e delle commissioni che ti applica la banca). Tieni il resto se vuoi scommettere sul fatto che anche i prossimi conti trimestrali mostrino una crescita a doppia cifra – questi risultati dovrebbero essere annunciati il 4 agosto. Alti e bassi anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano. L’Etf Lyxor mid cap pir (130,70 euro; Isin FR0011758085) ha chiuso la settimana con un bilancio in calo (-0,7%), ma resta ancora valido per una scommessa.

     

    ArcelorMittal, National Grid e Saipem raggruppano

    Le operazioni sono avvenute questa settimana. Hai ricevuto 1 nuova azione Saipem ogni 10 possedute (le frazioni dovrebbero essere state vendute in automatico), 1 nuova ArcelorMittal ogni 3 possedute, 11 azioni National Grid ogni 12 possedute (inoltre questa ha staccato un dividendo straordinario di 84,375 pence che sarà pagato a giugno). I prezzi che vedi – alle ore 12 di lunedì mattina ArcelorMittal prezza 20,31 euro, Saipem 4,02 euro, National Grid 1.059 pence – sono legati a queste operazioni. L’operazione di raggruppamento di per sé è neutra: il valore dell’investimento non cambia


    Parrtita l’Opa su Zetes a 54,50 euro. Se per caso hai ancora queste azioni, aderisci all’Opa. 

     

    Risposte per te

    @Adriana Le azioni Chevron che hai visto sul listino Xetra sono le stesse quotate sulla Borsa di New York. La differenza di prezzo è legata fondamentalmente al cambio – su Xetra sono in euro. Su Xetra sono anche meno scambiate.

    @Alberto Non esistono più i lotti minimi per gli acquisti di azioni. Puoi comprare anche una sola singola azione di un dato titolo – occhio, però, che così le commissioni di compravendita bancarie possono valere più dell’investimento stesso.

    @Gaia Se vendi l’azione il giorno dello stacco del dividendo, avrai lo stesso diritto a quest’ultimo, anche se pagato tempo dopo – il giorno dello stacco, in apertura, il prezzo del titolo scende dell’importo del dividendo staccato.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 1.091,00 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 883,50 GBp
ISIN GB00BDR05C01
Borsa Londra
Beta 0,44
Volatilità 15,14 %
Numero di azioni 3.401.214.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 3.025,38 GBp
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 8.585.698 GBp
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (GBp)

2017-18 (e) 2016-17 (e) 2015-16 2014-15
Dividendo 141,14 48,29 47,28 46,77
Utile corrente 64,36 79,64 69,32 62,88
Utile netto 64,36 225,98 75,27 57,99
Cash Flow corrente 115,05 122,54 116,15 105,74
Cash Flow netto 115,05 268,88 122,11 100,86
EBIT 116,05 93,00 118,68 108,57
EBITDA 166,83 135,94 165,57 151,49
Patrimonio netto 516,24 593,31 394,85 349,01
Patrimonio netto tangibile 338,66 415,73 240,03 198,90

Rendimento in euro

National Grid Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -5,99 % 1,54 % 4,16 %
Rendimento ultimi 6 mesi -16,82 % -2,77 % 1,40 %
Rendimento ultimo anno -3,91 % 13,73 % 7,70 %
Rendimento ultimi 5 anni 8,12 % 7,93 % 15,46 %

Indici finanziari della società

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out - 62,37 % 78,55 % 63,29 %
Current ratio - 0,82 0,82 1,02
ROE - 17,60 % 18,30 % 20,79 %
ROE netto - 19,11 % 16,88 % 20,79 %
Margine lordo - 27,03 % 24,87 % 25,22 %
Margine netto - 17,16 % 13,23 % 16,64 %
EBIT margin - 27,03 % 24,87 % 25,22 %
EBITDA margin - 37,70 % 34,70 % 34,79 %
Tax rate - 14,45 % 23,48 % 10,33 %
Gearing - 186,69 199,72 177,78
Patrimonio netto / totale attivo - 23,02 % 21,74 % 22,75 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17 (e)
Rendimento da dividendo 15,87 % 5,43 %
Prezzo/utile corrente 13,82 11,17
Prezzo/cash flow corrente 7,73 7,26
Prezzo/patrimonio netto 1,72 1,50
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,63 2,14
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 10,83 % -

(e) : stima

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