National Grid GB00BDR05C01

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947,48 GBp 22/09/2017 18:11 Londra
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Articoli

  • Analisi
    Stati di tensione: la settimana delle Borse 19 giorni fa - lunedì 4 settembre 2017
    Settimana nervosa, ma poi chiusa in attivo: New York ha fatto +1,4%, le Borse europee, in media, +0,5%. Basta un nulla, comunque, per far cambiare l’umore ai mercati. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Falchi nel cielo: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 3 luglio 2017
    È arrivato il momento della fine del denaro facile che ha sostenuto le Borse negli ultimi anni? È quanto il mercato ha iniziato a domandarsi dopo le dichiarazioni fatte da esponenti delle Banche centrali di Usa, Europa, Regno Unito e Canada. Ecco vincitori e vinti di una settimana nervosa.
     
     
     
     

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  • Analisi
    La peggior giornata del 2017: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    New York l’ha vissuta mercoledì 17 maggio, registrando un calo dell’1,8%. Poi, però, ha recuperato. Per la Borsa brasiliana, invece, la giornata nera è stata giovedì 18: -8,8%. Milano ha terminato piatta, ma Biesse... Qui trovi informazioni anche sui raggruppamenti di ArcelorMittal, National Grid e Saipem

    Variazioni settimanali su prezzi al 19/05/17 

     

    Scontro politico sempre più acceso negli Usa

    Le ragioni del calo di Wall Street sono ancora una volta legate alla politica e, in particolare, ai rapporti di Trump con la Russia: mercoledì 17 c’è addirittura chi si è spinto a prospettare la possibilità di impeachment per il presidente – è la procedura che può provocare la sua destituzione. La possibilità che si realizzi un evento di questo tipo è bassa e il mercato se n’è presto reso conto: dopo lo sbandamento di mercoledì – legato anche a qualche presa di beneficio, visto che a inizio settimana l’indice S&P500 della Borsa Usa aveva superato per la prima volta nella storia i 2.400 punti –Wall Street ha recuperato, tanto da chiudere la settimana a -0,4%. Nessun dramma, dunque. Resta comunque il fatto che il mercato ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump: più la posizione del presidente si indebolisce, più si riducono le probabilità che la riforma possa essere implementata in tempi rapidi, più la Borsa di New York rischia di registrare altre scivolate. Te lo diciamo già da tempo e te lo ribadiamo: se hai un profilo d’investitore “prudente”, vendi tutte le azioni Usa che hai mano. 

     

    Un titolo in controtendenza: colgate-Palmolive

    Tra i titoli che maggiormente hanno pagato gli alti e bassi di Wall Street ci sono quelli bancari: non per nulla sono anche quelli che più sono saliti dall’elezione di Trump. Per esempio, Bank of America (23,05 Usd; Isin US0605051046) ha perso quasi il 6% nella giornata di mercoledì 17 per poi chiudere la settimana a -4%. Non abbiamo motivi per cambiare il nostro prudente giudizio sul titolo: al più, mantieni. Tra tanti segni meno, spicca il +5% di Colgate-Palmolive (74,82 Usd; Isin US1941621039): per la prima volta i vertici della società hanno aperto alla possibilità di vendere a qualche altra società. Per il momento non c’è nessuna reale offerta, ma queste dichiarazioni hanno stuzzicato la fantasia del mercato – operazioni di questo tipo tendono sempre a far schizzare i prezzi delle società “preda”. Colgate è un titolo che conosci, perché è uno di quelli “che salgono sempre” – vedi Altroconsumo Finanza n° 1221. Non è un titolo conveniente, ma si può ancora scommettere sul fatto che continui, anche in futuro, a seguire la tendenza media di crescita registrata negli scorsi anni. Se compri le Colgate-Palmolive fai una scommessa: considerala una posta extra-portafoglio. Nonostante i risultati dell’anno fiscale 2016/17 (terminato il 31 marzo) abbiano superato le attese, anche le azioni della società americana CA (31,26 Usd; Isin US12673P1057) hanno perso terreno in settimana. È vero, le attese per i risultati nei prossimi anni non sono brillanti – anche noi ci aspettiamo utili in lieve calo rispetto a quelli dell’ultimo anno fiscale – ma la società è finanziariamente solida e potrà mettere a segno delle acquisizioni per migliorare la crescita. Il titolo è ancora conveniente. Acquista. 

     

    Un altro presidente a rischio, quello del brasile

    La Borsa di San Paolo ha chiuso la settimana a -8,2% (in real; -14,8% in euro). L’unico titolo carioca che ti consigliamo, Telefônica Brasil (14,11 Usd; Isin US87936R1068), ha retto un po’ meglio, calando del 5,3% (in real; in dollari Usa, visto che la compri su New York è -8,5%, in euro è -10,7%). L’investimento si può ancora fare a patto che tu non sia un investitore “prudente” e che il titolo pesi al massimo il 5% del tuo portafoglio.

     

    Londra si salva

    I listini europei hanno chiuso la settimana con un calo medio dell’1,1%. Spicca la Borsa di Londra, che ha archiviato un piccolo rialzo dello 0,5%. A contribuire a questo risultato c’è stato il rialzo di alcuni titoli importanti. Rio Tinto (3.167,5 pence; Isin GB0007188757), per esempio, ha fatto +6,7% beneficiando sia di un piccolo recupero dei prezzi delle materie prime, sia delle dichiarazioni dei vertici che hanno rassicurato sulla capacità del gruppo di dare soddisfazione agli azionisti. Il titolo è conveniente: acquista. Buono anche il traino di Vodafone (220,30 pence; Isin GB00BH4HKS39): nonostante la perdita riportata sul bilancio dell’ultimo trimestre, il titolo è salito in settimana del 4,4%. A pagina 6 ti spieghiamo il perché di questa reazione. Qui ci limitiamo a dirti che il titolo vale ancora un acquisto.

     

    Italia sotto il fuoco della ue

    Piazza Affari ha vissuto una settimana sulle montagne russe, riuscendo alla fine a chiudere invariata. A pesare a metà settimana, c’è stata anche la notizia della procedura di infrazione aperta sull’Italia per colpa di Fca (9,72 euro, -3% in settimana). Per fartela breve, Fca avrebbe “truccato” il programma informatico che controlla le emissioni della 500x, ma siccome spetta a ogni Paese (in questo caso l’Italia) verificare che un’automobile soddisfi tutte le norme europee prima che possa essere venduta sul mercato europeo, rischiamo tutti, come italiani, di beccarci una multa salata. Ulteriore motivo per confermare quello che ti diciamo da tempo: vendi le Fca. Bene, invece, le Biesse (32,56 euro) che sono salite in settimana del 4,9%. La scommessa di una crescita dei risultati a doppia cifra per ora è andata a buon fine – gli utili trimestrali sono addirittura triplicati rispetto a quelli del primo trimestre 2016. Dal primo consiglio dato a metà marzo su Altroconsumo Finanza n° 1214 il titolo ha guadagnato circa il 32% contro il +7,4% del resto di Piazza Affari. Fai così: portati comunque a casa una fetta di guadagni, vendendo metà delle azioni Biesse che hai (verifica comunque che ne valga la pena sulla base dell’entità del tuo investimento e delle commissioni che ti applica la banca). Tieni il resto se vuoi scommettere sul fatto che anche i prossimi conti trimestrali mostrino una crescita a doppia cifra – questi risultati dovrebbero essere annunciati il 4 agosto. Alti e bassi anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano. L’Etf Lyxor mid cap pir (130,70 euro; Isin FR0011758085) ha chiuso la settimana con un bilancio in calo (-0,7%), ma resta ancora valido per una scommessa.

     

    ArcelorMittal, National Grid e Saipem raggruppano

    Le operazioni sono avvenute questa settimana. Hai ricevuto 1 nuova azione Saipem ogni 10 possedute (le frazioni dovrebbero essere state vendute in automatico), 1 nuova ArcelorMittal ogni 3 possedute, 11 azioni National Grid ogni 12 possedute (inoltre questa ha staccato un dividendo straordinario di 84,375 pence che sarà pagato a giugno). I prezzi che vedi – alle ore 12 di lunedì mattina ArcelorMittal prezza 20,31 euro, Saipem 4,02 euro, National Grid 1.059 pence – sono legati a queste operazioni. L’operazione di raggruppamento di per sé è neutra: il valore dell’investimento non cambia


    Parrtita l’Opa su Zetes a 54,50 euro. Se per caso hai ancora queste azioni, aderisci all’Opa. 

     

    Risposte per te

    @Adriana Le azioni Chevron che hai visto sul listino Xetra sono le stesse quotate sulla Borsa di New York. La differenza di prezzo è legata fondamentalmente al cambio – su Xetra sono in euro. Su Xetra sono anche meno scambiate.

    @Alberto Non esistono più i lotti minimi per gli acquisti di azioni. Puoi comprare anche una sola singola azione di un dato titolo – occhio, però, che così le commissioni di compravendita bancarie possono valere più dell’investimento stesso.

    @Gaia Se vendi l’azione il giorno dello stacco del dividendo, avrai lo stesso diritto a quest’ultimo, anche se pagato tempo dopo – il giorno dello stacco, in apertura, il prezzo del titolo scende dell’importo del dividendo staccato.

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  • Analisi
    National Grid: sempre più americana 4 mesi fa - lunedì 22 maggio 2017
    Anche se i risultati annuali sono stati gonfiati dai guadagni straordinari, nei prossimi anni il gruppo dovrebbe beneficiare delle buone prospettive del mercato americano, ormai il suo principale sbocco. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Azioni con elevati dividendi: come avere il 20% annuo netto 7 mesi fa - lunedì 6 febbraio 2017
    Una l’abbiamo trovata, è Recordati (26,85 euro). È l’unica azione italiana – e le abbiamo scandagliate tutte – che nel corso degli ultimi venti anni ha distribuito un dividendo almeno pari a quello dell’anno prima. Il rendimento da dividendo è stato pari a circa il 2,3% netto all’anno. E l’andamento in Borsa? Ottimo: in media, su vent’anni, l’azione è salita di circa il 25% annuo (lordo; è la media delle variazioni annuali). Complessivamente arriviamo a un rendimento del 20% netto medio all’anno! Un bel prendere, soprattutto se si pensa che sullo stesso periodo la Borsa di Milano ha reso poco o niente. Si può ritenere che questo andamento possa ripetersi anche in futuro?
     
    UNA SOCIETÀ BEN GESTITA, MA TROPPO PREMIATA
    I presupposti ci sarebbero tutti. Recordati è un’azienda ben gestita: solo nel corso degli ultimi anni, i suoi utili sono cresciuti di oltre il 20% all’anno grazie anche a una efficace politica di acquisizioni – il debito, in relazione agli utili industriali, è su valori migliori di quelli medi del settore. Inoltre, la società investe parecchio in ricerca e sviluppo (circa il 7% del fatturato) e distribuisce i dividendi con “criterio” – non svuotano la cassa. Ma c’è un problema: questa buona gestione è già ampiamente scontata dal mercato. L’azione ha corso molto di più rispetto al resto del settore farmaceutico (vedi grafico Le speranze del mercato su Recordati): oggi il mercato è disposto a pagare circa 5 volte il valore contabile di Recordati (quello che resta se si vendono le attività e si pagano i debiti ai valori con cui sono iscritti a bilancio) contro i circa 3 che in media paga per le altre società farmaceutiche. Il mercato paga di più perché evidentemente si aspetta che la società possa continuare a crescere ai ritmi elevati fin qui visti. I motivi per crederci, come visto, ci sono: se vuoi scommettere anche tu su questo, compra il titolo. Devi però essere conscio dei rischi: in questo momento nella società è in ballo un cambio generazionale – lo storico patron del gruppo è scomparso a giugno 2016 e ora la gestione è in mano ai figli. Se ci dovesse essere un intoppo nella crescita dei conti, il titolo potrebbe perdere anche il 40% – così da riportare la sua valutazione in linea con quella delle altre società del settore. Un tracollo che potrebbe essere difficile da recuperare e che rischia di vanificare l’incasso costante dei dividendi. Non c’è nulla di meno rischioso?
     
    MEGLIO ANDARE A NEW YORK O A LONDRA
    Sì, ma bisogna andare a New York e Londra. Su queste Borse ne abbiamo trovate addirittura 6 e le conosci già: te le abbiamo presentate l’ultima volta a settembre (vedi Altroconsumo Finanza n° 1188) e trovi i loro dettagli nella tabella Le 6 azioni della rendita vitalizia. Come rendimento storico da dividendo siamo sopra a quello di Recordati – intorno al 3% annuo netto da doppia tassazione, vedi tabella La rendita vitalizia storica – mentre l’andamento in Borsa è positivo, intorno al 7% netto annuo in euro, anche se inferiore a Recordati.
     
    LE SPERANZE DEL MERCATO SU RECORDATI
    Recordati (grassetto; base 100) ha fatto mangiare la polvere alle altre società del settore farmaceutico (linea sottile). La corsa ci sembra esagerata e il titolo è caro.
    LE 6 AZIONI DELLA RENDITA VITALIZIA
    Questo, però, non è un male: tutte queste azioni sono al momento convenienti – anche National Grid (928 pence; Isin GB00B08SNH34) che è stata la peggiore del gruppo da settembre (-11,3% in euro e dividendi inclusi) pagando il generale cattivo andamento del settore utility in Europa (secondo noi è un errore da parte del mercato, perché National Grid è una società sempre più americana). Riteniamo, quindi, possibile che anche in futuro possano offrire rendimenti buoni come in passato.
     
    LE CONDIZIONI PER L’ACQUISTO
    Occhio, però, a una cosa importante. Se le compri, fai un investimento di lungo periodo: te le devi tenere nel cassetto tanti anni senza lasciarti spaventare dagli alti e bassi di breve periodo. Questi potrebbero esserci: in primo luogo, a brevissimo, perché a febbraio tutte queste società (tranne National Grid, per cui bisognerà aspettare maggio) pubblicano i risultati annuali – l’unica ad averlo fatto al momento di andare in stampa è Dominion (71,7 Usd; Isin US25746U1097), che ha un po’ deluso le attese del mercato (non le nostre) perdendo circa il 6% il giorno della pubblicazione dei conti. In secondo luogo perché questi titoli negli ultimi anni hanno corso più di quanto abbiano fatto in passato – non per nulla, per esempio, il rendimento netto attuale da dividendo per Dte energy (99,01 Usd; Isin US2333311072) è pari al 2,1% netto contro il 2,9% medio storico. Il mercato potrebbe, dunque, sfruttare nuove turbolenze sul prezzo del greggio per portare a casa un po’ dei recenti guadagni fatti su Imi (1.202 pence; Isin GB00BGLP8L22) o un rialzo dei tassi d’interesse più brusco di quello atteso per incassare i rialzi di tutte le altre società del gruppo (sono tutte utility).
    La rendita vitalizia storica
    Nome
    Rendimento netto annuo in euro ultimi 20 anni
    Da dividendo
    Da prezzo in Borsa
    Totale
    Con. Edison
    3%
    6,4%
    9,4%
    Dominion
    2,6%
    7,9%
    10,5%
    Dte Energy
    2,9%
    6,9%
    9,8%
    Imi
    3,3%
    8,3%
    11,6%
    National Grid
    3,7%
    7%
    10,7%
    Southern
    2,9%
    5,4%
    8,3%

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 1.109,96 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 894,69 GBp
ISIN GB00BDR05C01
Borsa Londra
Beta 0,44
Volatilità 14,90 %
Numero di azioni 3.441.162.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 3.261,88 GBp
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 8.722.954 GBp
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (GBp)

2017-18 (e) 2016-17 (e) 2015-16 2014-15
Dividendo 141,14 48,29 47,28 46,77
Utile corrente 64,36 79,64 69,32 62,88
Utile netto 64,36 225,98 75,27 57,99
Cash Flow corrente 115,05 122,54 116,15 105,74
Cash Flow netto 115,05 268,88 122,11 100,86
EBIT 116,05 93,00 118,68 108,57
EBITDA 166,83 135,94 165,57 151,49
Patrimonio netto 516,24 593,31 394,85 349,01
Patrimonio netto tangibile 338,66 415,73 240,03 198,90

Rendimento in euro

National Grid Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -6,01 % -1,45 % -4,05 %
Rendimento ultimi 6 mesi -4,52 % 1,92 % -3,27 %
Rendimento ultimo anno -8,88 % 11,80 % 8,01 %
Rendimento ultimi 5 anni 9,77 % 6,78 % 13,28 %

Indici finanziari della società

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out - 62,37 % 78,55 % 63,29 %
Current ratio - 0,82 0,82 1,02
ROE - 17,60 % 18,30 % 20,79 %
ROE netto - 19,11 % 16,88 % 20,79 %
Margine lordo - 27,03 % 24,87 % 25,22 %
Margine netto - 17,16 % 13,23 % 16,64 %
EBIT margin - 27,03 % 24,87 % 25,22 %
EBITDA margin - 37,70 % 34,70 % 34,79 %
Tax rate - 14,45 % 23,48 % 10,33 %
Gearing - 186,69 199,72 177,78
Patrimonio netto / totale attivo - 23,02 % 21,74 % 22,75 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17 (e)
Rendimento da dividendo 14,89 % 5,09 %
Prezzo/utile corrente 14,73 11,90
Prezzo/cash flow corrente 8,24 7,74
Prezzo/patrimonio netto 1,84 1,60
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,80 2,28
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 10,60 % -

(e) : stima

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