Nestlé

CH0038863350
Avvisi: ON/OFF
Aggiungi al portafoglio
75,40 CHF 19/04/2018 17:30 Zurigo
0,16 CHF (0,21 %) Variazione dall'ultima chiusura
73,00 86,00  52 settimane min max
-8,74 % Rendimento a 1 anno
3,26 % Rendimento da dividendo
tutti i dettagli

Contenuto premium

I consigli dei nostri esperti e le nostre valutazioni di rischio sono riservati agli abbonati. Desideri accedere?

Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Nestlé: utili in calo un mese fa - lunedì 26 febbraio 2018
    Il 2018 è stato fin qui un anno difficile per Nestlé: le azioni hanno pagato il calo generale dei mercati e risultati poco confortanti per il 2017. Noi stimiamo un utile per azione di 3,45 franchi nel 2018 e di 3,9 franchi nel 2019.
     
     
     
     

    Il parere dei nostri esperti e le nostre valutazioni del rischio sono solo per gli abbonati. Vuoi accedere?

    Voglio accedere a questo contenuto!
  • Analisi
    Nestlé: cessione di attività a Ferrero 2 mesi fa - lunedì 22 gennaio 2018
    La cessione a Ferrero dell’attività dolciaria negli Usa non ha smosso il titolo. L’obiettivo di Nestlé è quello di adeguare la sua offerta a quelle che ritiene essere le nuove abitudini alimentari dei Paesi industrializzati.

    Prezzo al momento dell'analisi (19/01/18): 82,28 CHF
    Consiglio: Mantieni

     

    La cessione delle attività dolciarie Usa era stata già preannunciata mesi fa da Nestlé (Isin CH0038863350). Ora è stata realizzata a un prezzo, secondo noi, corretto (perfezionamento atteso alla fine del 1° trimestre). La cessione avrà uno scarso impatto finanziario (le attività pesano per l’1% del fatturato totale), ma illustra bene la volontà dei nuovi vertici di focalizzarsi sui segmenti ritenuti più redditizi, come il caffè, o i prodotti “salutari”. In quest’ottica, è stata appena acquisita la canadese Atrium (vitamine e probiotici). Il gruppo cerca di rivedere il suo portafoglio di prodotti in funzione delle nuove esigenze dei consumatori dei Paesi industrializzati, in modo da ritrovare una crescita superiore a quella attuale. Gli inevitabili costi di ristrutturazione rischiano, però, di far slittare al 2020 l’obiettivo di un margine industriale (rapporto tra utili industriali e fatturato) del 18%. 

    condividi questo articolo

  • Analisi
    Wall Street sale, Milano scende: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 23 ottobre 2017
    Altro passo avanti per New York che porta a sei il numero dei bilanci settimanali consecutivi chiusi in attivo. Bene anche Tokio, che ha fatto +1,4%. Piatte, in media, le Borse dell’eurozona, con Piazza Affari (-0,3%) tra le peggiori.

    Variazioni settimanali su prezzi al 20/10/17

    New York chiude la settimana a +0,9%

    La stagione dei conti trimestrali societari negli Usa sta procedendo tra alti e bassi, sia per quanto riguarda il settore finanziario, sia per quanto riguarda quello tecnologico – sono i due settori principali della Borsa a stelle e strisce. Per questo, pur chiudendo la settimana in attivo e su nuovi massimi storici, la Borsa Usa non ha archiviato chissà quali rialzi. Più che dai conti societari i motivi di ottimismo sono arrivati dalla politica. Da un lato, infatti, il Senato americano ha approvato il bilancio proposto dall’amministrazione Trump, fatto che rende più semplice l’approvazione della tanto attesa riforma fiscale. Dall’altro, si sono intensificate le indiscrezioni su chi sarà il nuovo governatore della Banca centrale Usa: sulla carta si tratta di una persona che non dovrebbe portare stravolgimenti all’annunciata politica sui tassi d’interesse. Per ora, dunque, un sospiro di sollievo, ma la strada, soprattutto per la riforma fiscale, è ancora lunga. Il settore farmaceutico è il terzo “pilastro” della Borsa di New York. Nel settore ti segnaliamo il +3,1% di Abbott (56,32 Usd; Isin US0028241000) dopo la presentazione di conti trimestrali che si sono attestati nella parte alta della “forchetta” dei risultati attesi dal mercato. Il gruppo ha anche perfezionato l’acquisto di Alere (diagnostici) e il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Settore tecnologico: +0,4%

    Si diceva dei conti trimestrali e tra quelli che più sono piaciuti al mercato ci sono senza dubbio quelli di IBM (162,07 Usd; Isin US4592001014): i vertici del colosso della tecnologia dopo ben 22 trimestri di risultati in calo hanno annunciato per il 3° trimestre ricavi stabili e utili in leggera crescita. Le prospettive per la fine dell’anno sembrano essere ancora migliori: che sia arrivato il momento della svolta? Il mercato ci crede – il titolo ha chiuso la settimana a +10,2% – e anche noi siamo ottimisti. Nonostante il balzo in Borsa, il titolo resta conveniente. Acquista. Debole, invece, Apple (156,25 Usd; Isin US0378331005) che ha chiuso la settimana con un calo dello 0,5%. I risultati trimestrali ancora non sono stati annunciati, ma le indiscrezioni che stanno trapelando non sono rassicuranti: gli ordini del nuovo telefonino iPhone 8 starebbero andando peggio delle previsioni mentre in Cina il nuovo Apple Watch sembra non funzionare bene come dovrebbe, generando delusione tra i consumatori. Vedremo se questi timori saranno confermati: i conti sono attesi per il 2 novembre (da noi sarà tarda serata). Tu, nel frattempo, al più limitati a mantenere le azioni Apple che hai già in mano. Ricorda che se ti riconosci nel profilo di “investitore difensivo” non devi avere in mano azioni americane. Devi, quindi, venderle tutte, comprese quelle che hanno come consiglio “acquista” o “mantieni”, come Apple. Vedi qui sul sito alla sezione portafogli tutti i dettagli.

     

    Risultati contrastanti anche in Europa

    Piano piano anche in Europa la stagione dei conti trimestrali sta entrando nel vivo. E anche qui da noi non mancano le indicazioni contrastanti. Da un lato, per esempio, il mercato è stato rassicurato da Danone (70,29 euro; Isin FR0000120644): i conti del terzo trimestre hanno mostrato ricavi in crescita sopra le attese grazie all’aumento dei prezzi di vendita e al miglioramento delle vendite in Cina. Il titolo è salito del 2%, ma secondo noi i problemi del gruppo sono tutto fuorché superati. Il titolo è caro. Vendi. Dall’altro, però, il mercato è stato innervosito dai risultati di un altro gigante dei prodotti alimentari e per la cura della persona, Unilever (47,79 euro; Isin NL0000009355). Il titolo ha perso in settimana il 7,7% dopo aver mostrato nel corso del 3° trimetre un rallentamento della crescita delle vendite per effetto di condizioni di mercato difficili, soprattutto in Nord America. A questo punto il gruppo ha due scelte: o rinuncia all’obiettivo di redditività prefissato per il 2020 o perde altre quote di mercato. In entrambi casi la prospettiva non è delle migliori: se le hai in mano, vendi queste azioni care. Mercato del Nord America difficile anche per un altro colosso degli alimentari come Nestlé (83,45 franchi; Isin CH0038863350): la crescita dei ricavi nei primi nove mesi dell’anno è ai minimi dal 1999. Anche i prossimi mesi resteranno difficili, nonostante la ristrutturazione. Abbassiamo le stime sull’utile per azione del 2017 da 3 a2,85 franchi, ma il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Incroci pericolosi tra Milano e Madrid

    A pesare sulle Borse europee c’è stata anche la tensione politica in Spagna, con la minaccia di una dichiarazione unilaterale d’indipendenza da parte della Catalogna. Stiamo parlando di scenari da fantapolitica, ma tanto è bastato a far perdere ulteriore terreno alla Borsa di Madrid (-0,3% in settimana). Tra le azioni iberiche, però, si è distinta Abertis (19,06 euro; Isin ES0111845014), salita in settimana del 9,1%. Il rialzo è legato all’arrivo di un’offerta d’acquisto (OPA), rivale di quella lanciata da Atlantia (27,29 euro). L’ha lanciata una società tedesca, Hochtief (150,15 euro; Isin DE0006070006) – dietro, però ci sono gli spagnoli – offrendo 18,76 euro in contanti per ogni azione Atlantia (oppure 0,1281 azioni Hochtief per ogni azione Abertis). Il prezzo offerto da Hochtief è del 13,6% superiore ai 16,5 euro offerti da Atlantia. Che fare con le Abertis? Mantienile. Primo: l’offerta di Hochtief deve essere ancora approvata dalla Consob spagnola e ci potrebbero volere anche tre mesi, quindi non rischi di vedere sparire le azioni da un giorno all’altro. Secondo: l’offerta di Atlantia per ora è sospesa, ma il gruppo italiano potrebbe rilanciare. In ogni caso non ci aspettiamo che Atlantia possa arrivare oltre i 20 euro per azione: non vale la pena comprare ora speculativamente le Abertis. Mantieni anche le Atlantia: l’incertezza di una guerra con gli spagnoli per il controllo di Abertis c’è, ma la società ha le spalle grosse per reggerla. Non per nulla le azioni in settimana hanno comunque retto, chiudendo a -0,6% a fronte di un -0,3% per Milano (continuano le tensioni sui titoli bancari in vista delle nuove regole europee sui crediti “marci”). Se hai le Hochtief, vendile: il gruppo rischia di indebitarsi parecchio e di dover fare un consistente aumento di capitale. Milano è stata condizionata anche dalla frenata di Fca (14,23 euro; -5,4%): starebbe per tagliare la produzione di Alfa Romeo e Maserati per i limiti alle importazioni fissati dalla Cina. Inoltre, si teme che i conti del terzo trimestre non siano granché. Se investi per il lungo periodo e sei un buon padre di famiglia vendi le FCA. Mantienile solo se le hai comprate sulla base della speculazione data su Altroconsumo Finanza n° 1233. 

     

    Risposte per te

    @Graziano Anche se sull’Eurotlx o su Borsa italiana costa meno come commissioni bancarie, consigliamo di comprare le Engie (14,32 euro; Isin FR0010208488) a Parigi per evitare problemi in caso di operazioni sul capitale.

    @Marco Su tutti gli acquisti di azioni inglesi devi pagare una tassa alla Regina. Si chiama “stamp duty” ed è pari allo 0,5% dell’importo investito. Si applica solo al momento dell’acquisto, non a quello della vendita.

    @Vincenzo La class action su Teva è per chi ha comprato azioni dal 15 novembre 2016 perché quella è la data di pubblicazione dei primi conti trimestrali che avrebbero “nascosto” informazioni al mercato. La causa è ancora tutta da definire.

    condividi questo articolo

  • Analisi
    Vincitori e vinti: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Bilancio dell’ultima settimana di settembre: New York +0,7%, Borse eurozona, in media, +1,5%. Il referendum catalano non sembra spaventare più di tanto i listini.

    Variazioni settimanali su prezzi al 29/09/17

     

    Wall Street tra Trump e Yellen

    Due gli eventi che hanno caratterizzato l’andamento della Borsa americana. Primo: la tanto attesa riforma fiscale di Trump sembra prendere forma. Il mercato ha gradito, anche se per ora, considerati i fallimenti sulla riforma sanitaria, preferisce non lasciarsi andare in facili entusiasmi. Secondo: le nuove dichiarazioni da parte della Banca centrale americana hanno rafforzato la sensazione che il prossimo rialzo dei tassi d’interesse possa arrivare a dicembre. Questo ha fatto bene ai titoli bancari Usa (+1,8%). New York ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un progresso del 4%. Dall’inizio dell’anno il rialzo è del 12,5%.

     

    La spinta del petrolio

    Altra spinta, e non solo per la Borsa a stelle e strisce, è arrivata dai titoli del settore petrolifero, saliti, in media, dello 0,8%. Complice il rischio di uno stop alle esportazioni di greggio dal Kurdistan, il prezzo dell’oro nero ha fatto un altro balzo dell’1,3%. In particolare, si è distinta Exxon Mobil (81,98 Usd; Isin US30231G1022), salita in settimana del 2,6%. Il titolo ha ormai recuperato del tutto i pesanti cali registrati in agosto, ma resta comunque eccessivamente penalizzato: acquista per il lungo periodo. Gli altri titoli petroliferi che consigliamo sono Chevron (117,5 Usd; Isin US1667641005) e Repsol (15,59 euro; Isin ES0173516115).

     

    Tecnologia al palo

    Settimana di alti e bassi per il settore tecnologico (+0,2%). Vista la volontà dei principali Paesi europei di andare avanti con lo studio della web tax (in pratica, fare in modo che i colossi del settore paghino tutte le tasse che ora riescono a “svicolare”), alcuni giganti di internet, come Facebook (+0,2%; 170,87 Usd, Isin US30303M1027), sono rimasti al palo. Non che il rischio di una web tax sia concreto – se mai passerà, ci vorrà del tempo perché venga applicata – ma comunque le azioni Facebook sono a nostro parere care. Vendi. Inoltre, tutto il settore della tecnologia non è oggi a buon mercato in Borsa – le società che fanno microchip, per esempio, hanno messo su il 13% nel solo terzo trimestre e il 29% da inizio anno. Ti sconsigliamo di comprare fondi e Etf che puntano in generale sul settore tecnologico. Piuttosto, punta su alcuni singoli titoli che abbiamo scelto per te. Tra questi c’è Intel (38,08 Usd; Isin US4581401001) che in una settimana non brillante per il settore ha messo su il 2,4% dopo che si sono diffuse indiscrezioni sul fatto che Tesla (341,10 Usd, Isin US88160R1014; vendi) abbia intenzione di scegliere i microchip di Intel per i “pannelli di controllo” all’interno delle sue auto. Secondo noi le azioni Intel sono convenientiApple (154,12 Usd; Isin US0378331005) si è salvata (+1,5%) nonostante le indiscrezioni sul fatto che le vendite dell’iPhone8 siano le più basse dal 2013. Anche gli ordini dell’iPhone X potrebbero non essere alti come previsto. Al più, mantieni le azioni Apple.

     

    Una luce nel buio

    Settimana negativa per i titoli farmaceutici, scesi, in media, dello 0,4%. Si è distinta, però, Abbott (53,36 euro; Isin US0028241000), salita dell’1,6% dopo la notizia che il suo prodotto FreeStyle Libre – permette ai pazienti con il diabete di restare sotto controllo senza doversi pungere –potrà essere a breve venduto anche negli Usa. Anche se ai massimi degli ultimi 5 anni, il titolo resta, secondo noi, correttamente valutato. Mantieni. Sanofi (84,01 euro; Isin FR0000120578) potrà vendere un suo farmaco importante anche in Europa. Mantieni.

     

    Tutte le strade portano a parigi

    A dare pepe alle azioni europee sono state diverse operazioni di fusione e acquisizione. Una delle più rilevanti riguarda la fusione tra le attività ferroviarie di Siemens (tedesca) e Alstom (francese). Non sono titoli che seguiamo, ma l’operazione riguarda da vicino anche un titolo della nostra selezione: Bouygues (40,15 euro; Isin FR0000120503). Questa società, qualche anno fa, aveva comprato circa il 30% di Alstom – era stata attirata dalle buone prospettive delle attività nucleari di quest’ultima. È da tempo, però, che le prospettive del nucleare si sono offuscate e che Bouygues tenta di vendere la fetta di Alstom che ha in mano: la mega-fusione nelle ferrovie potrebbe riaprire la partita e permettere a Bouygues di vendere a buon prezzo. Le azioni Bouygues in settimana sono andate bene, guadagnando il 2,8%, ma, a nostro parere, non è ancora il momento di venderle. Mantieni. Parigi è stata protagonista di un’altra importante operazione, che ci riguarda più da vicino: è finalmente stato trovato l’accordo tra la nostra Fincantieri e Stx – operano in ambito navale. Anche in questo caso l’operazione coinvolge un titolo che noi seguiamo: Leonardo (15,85 euro), la ex-Finmeccanica. Le azioni Leonardo sono salite del 3,3%: l’accordo allontana, infatti, il rischio di una perdita potenziale di commesse dal settore militare navale. Il titolo è correttamente valutato. Mantieni. Il 4 ottobre Pirelli riprende le contrattazioni a Piazza Affari. Il prezzo di collocamento è stato fissato verso il minimo inizialmente previsto: 6,5 euro.

     

    Asse tra svizzera e stati Uniti

    Un’altra operazione “straordinaria” – così vengono chiamate in finanza le cessioni di attività o le acquisizioni di aziende– si è svolta sull’asse Svizzera – Stati Uniti. General Electric (24,18 Usd; Isin US3696041033) ha venduto la divisione soluzioni industriali alla svizzera ABB a un prezzo che ci sembra soddisfacente per un’attività così poco redditizia. Il mercato, però, non ha premiato più di tanto questa operazione, tanto che il titolo General Electric ha chiuso la settimana in calo del 2,8%. L’attesa è per soluzioni ancora più drastiche di questa: vedremo se il nuovo management, che dovrebbe delineare la strategia del gruppo tra qualche settimana, deluderà queste attese o no. Intanto limitati a mantenere le General Electric. Parlando di Svizzera, Nestlé (81,1 franchi; Isin CH0038863350) ha smentito le voci di una vendita del suo pacchetto di azioni L’Oréal (179,9 euro; Isin FR0000120321). Mantieni Nestlé, vendi L’Oréal.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Per ora, nel corso del 2017, Oriflame ha staccato due volte il dividendo: 0,75 euro lordi per azione a metà maggio e poi 0,25 euro lordi per azione a metà agosto.

    @Angelo Non importa che il tuo Etf sia azionario o meno. Le sue plusvalenze non saranno mai compensabili con minusvalenze pregresse, siano esse ottenute su azioni o su altri Etf.

    @Fabrizio Un prezzo di Rio Tinto pari a 3.473 pence equivale a un prezzo di 34,73 sterline. Se il cambio è di 1,1341 euro per ogni sterlina, allora il prezzo di Rio Tinto è di 39,387 euro.

    condividi questo articolo

  • Analisi
    Nestlé: difende le quote di mercato 7 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017

    Contrariamente ai concorrenti, Nestlé non è disposta sacrificare la crescita sull’altare della redditività. Per questo continua a rafforzare le sue quote di mercato. È una strategia che fin qui ha funzionato, nonostante il franco svizzero forte.

    Prezzo al momento dell'analisi (22/09/17): 80,55 CHF
    Consiglio:Mantieni

     

    Nestlé (Isin CH0038863350) continua a dover affrontare un contesto di mercato difficile: l’evoluzione delle abitudini dei consumatori e il rallentamento nei Paesi emergenti la portano a registrare tassi di crescita lontani da quelli desiderati (+2,3% nel 1° semestre rispetto al +5%/+6% sperato). Ciò nonostante, il gruppo sta comunque riuscendo a strappare quote di mercato ai suoi concorrenti. Nel 1° semestre la crescita dei suoi volumi di vendita (+1,4%) si è situata, infatti, nella fascia più alta del settore, mentre i suoi prezzi di vendita (+0,9%) sono saliti meno di quelli dei concorrenti. Come sempre, Nestlé sfrutta tutte le opportunità che si presentano per consolidare la sua leadership nel settore – vedi l’acquisto del 68% della catena di caffetterie Blue Bottle Coffee negli Usa. Le acquisizioni non le impediscono, però, di vigilare sui costi. Il titolo resta correttamente valutato.

    condividi questo articolo

Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 86,00 CHF
Minimo degli ultimi 12 mesi 73,00 CHF
ISIN CH0038863350
Borsa Zurigo
Beta 0,77
Volatilità 15,56 %
Numero di azioni 3.112.156.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 234,16 CHF
Settore Alimentari e bevande
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 431.176 CHF
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (CHF)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 2,45 2,35 2,30 2,25
Utile corrente 3,45 2,32 2,76 2,90
Utile netto 3,45 2,32 2,76 2,90
Cash Flow corrente 4,52 4,47 3,93 4,04
Cash Flow netto 4,52 4,47 3,93 4,04
EBIT 4,65 3,27 4,26 3,97
EBITDA 5,72 5,46 5,48 5,17
Patrimonio netto 17,45 17,77 18,54 17,94
Patrimonio netto tangibile 7,50 8,04 7,88 7,32

Rendimento in euro

Nestlé Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -7,77 % -4,23 % -4,27 %
Rendimento ultimi 6 mesi -11,56 % -2,48 % 0,62 %
Rendimento ultimo anno -8,74 % 1,46 % -0,04 %
Rendimento ultimi 5 anni 6,52 % 6,12 % 13,18 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 83,91 % 77,23 % 48,69 %
Current ratio - 0,85 0,88 1,03
ROE - 14,85 % 16,38 % 11,21 %
ROE netto - 14,85 % 16,38 % 22,91 %
Margine lordo - 51,02 % 49,79 % 48,24 %
Margine netto - 9,84 % 10,63 % 16,22 %
EBIT margin - 14,59 % 13,93 % 11,87 %
EBITDA margin - 18,77 % 18,14 % 17,45 %
Tax rate - 33,19 % 25,88 % 18,43 %
Gearing - 36,94 28,69 21,22
Patrimonio netto / totale attivo - 44,60 % 45,96 % 48,59 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 3,26 % 3,12 %
Prezzo/utile corrente 21,81 32,43
Prezzo/cash flow corrente 16,65 16,83
Prezzo/patrimonio netto 4,31 4,23
Prezzo/patrimonio netto tangibile 10,03 9,36
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,76 % -

(e) : stima

×
Partecipa al sondaggio:
nestle
Raccomanderesti l'utilizzo di questa pagina alla tua famiglia e ai tuoi amici? Puoi indicare un giudizio compreso tra 1 (assolutamente no) e 10 (assolutamente sì) *
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Lasciaci un commento (opzionale)
Invia