Nestlé CH0038863350

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82,28 CHF 19/01/2018 17:31 Zurigo
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Articoli

  • Analisi
    Wall Street sale, Milano scende: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 23 ottobre 2017
    Altro passo avanti per New York che porta a sei il numero dei bilanci settimanali consecutivi chiusi in attivo. Bene anche Tokio, che ha fatto +1,4%. Piatte, in media, le Borse dell’eurozona, con Piazza Affari (-0,3%) tra le peggiori.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Vincitori e vinti: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 2 ottobre 2017
    Bilancio dell’ultima settimana di settembre: New York +0,7%, Borse eurozona, in media, +1,5%. Il referendum catalano non sembra spaventare più di tanto i listini.

    Variazioni settimanali su prezzi al 29/09/17

     

    Wall Street tra Trump e Yellen

    Due gli eventi che hanno caratterizzato l’andamento della Borsa americana. Primo: la tanto attesa riforma fiscale di Trump sembra prendere forma. Il mercato ha gradito, anche se per ora, considerati i fallimenti sulla riforma sanitaria, preferisce non lasciarsi andare in facili entusiasmi. Secondo: le nuove dichiarazioni da parte della Banca centrale americana hanno rafforzato la sensazione che il prossimo rialzo dei tassi d’interesse possa arrivare a dicembre. Questo ha fatto bene ai titoli bancari Usa (+1,8%). New York ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un progresso del 4%. Dall’inizio dell’anno il rialzo è del 12,5%.

     

    La spinta del petrolio

    Altra spinta, e non solo per la Borsa a stelle e strisce, è arrivata dai titoli del settore petrolifero, saliti, in media, dello 0,8%. Complice il rischio di uno stop alle esportazioni di greggio dal Kurdistan, il prezzo dell’oro nero ha fatto un altro balzo dell’1,3%. In particolare, si è distinta Exxon Mobil (81,98 Usd; Isin US30231G1022), salita in settimana del 2,6%. Il titolo ha ormai recuperato del tutto i pesanti cali registrati in agosto, ma resta comunque eccessivamente penalizzato: acquista per il lungo periodo. Gli altri titoli petroliferi che consigliamo sono Chevron (117,5 Usd; Isin US1667641005) e Repsol (15,59 euro; Isin ES0173516115).

     

    Tecnologia al palo

    Settimana di alti e bassi per il settore tecnologico (+0,2%). Vista la volontà dei principali Paesi europei di andare avanti con lo studio della web tax (in pratica, fare in modo che i colossi del settore paghino tutte le tasse che ora riescono a “svicolare”), alcuni giganti di internet, come Facebook (+0,2%; 170,87 Usd, Isin US30303M1027), sono rimasti al palo. Non che il rischio di una web tax sia concreto – se mai passerà, ci vorrà del tempo perché venga applicata – ma comunque le azioni Facebook sono a nostro parere care. Vendi. Inoltre, tutto il settore della tecnologia non è oggi a buon mercato in Borsa – le società che fanno microchip, per esempio, hanno messo su il 13% nel solo terzo trimestre e il 29% da inizio anno. Ti sconsigliamo di comprare fondi e Etf che puntano in generale sul settore tecnologico. Piuttosto, punta su alcuni singoli titoli che abbiamo scelto per te. Tra questi c’è Intel (38,08 Usd; Isin US4581401001) che in una settimana non brillante per il settore ha messo su il 2,4% dopo che si sono diffuse indiscrezioni sul fatto che Tesla (341,10 Usd, Isin US88160R1014; vendi) abbia intenzione di scegliere i microchip di Intel per i “pannelli di controllo” all’interno delle sue auto. Secondo noi le azioni Intel sono convenientiApple (154,12 Usd; Isin US0378331005) si è salvata (+1,5%) nonostante le indiscrezioni sul fatto che le vendite dell’iPhone8 siano le più basse dal 2013. Anche gli ordini dell’iPhone X potrebbero non essere alti come previsto. Al più, mantieni le azioni Apple.

     

    Una luce nel buio

    Settimana negativa per i titoli farmaceutici, scesi, in media, dello 0,4%. Si è distinta, però, Abbott (53,36 euro; Isin US0028241000), salita dell’1,6% dopo la notizia che il suo prodotto FreeStyle Libre – permette ai pazienti con il diabete di restare sotto controllo senza doversi pungere –potrà essere a breve venduto anche negli Usa. Anche se ai massimi degli ultimi 5 anni, il titolo resta, secondo noi, correttamente valutato. Mantieni. Sanofi (84,01 euro; Isin FR0000120578) potrà vendere un suo farmaco importante anche in Europa. Mantieni.

     

    Tutte le strade portano a parigi

    A dare pepe alle azioni europee sono state diverse operazioni di fusione e acquisizione. Una delle più rilevanti riguarda la fusione tra le attività ferroviarie di Siemens (tedesca) e Alstom (francese). Non sono titoli che seguiamo, ma l’operazione riguarda da vicino anche un titolo della nostra selezione: Bouygues (40,15 euro; Isin FR0000120503). Questa società, qualche anno fa, aveva comprato circa il 30% di Alstom – era stata attirata dalle buone prospettive delle attività nucleari di quest’ultima. È da tempo, però, che le prospettive del nucleare si sono offuscate e che Bouygues tenta di vendere la fetta di Alstom che ha in mano: la mega-fusione nelle ferrovie potrebbe riaprire la partita e permettere a Bouygues di vendere a buon prezzo. Le azioni Bouygues in settimana sono andate bene, guadagnando il 2,8%, ma, a nostro parere, non è ancora il momento di venderle. Mantieni. Parigi è stata protagonista di un’altra importante operazione, che ci riguarda più da vicino: è finalmente stato trovato l’accordo tra la nostra Fincantieri e Stx – operano in ambito navale. Anche in questo caso l’operazione coinvolge un titolo che noi seguiamo: Leonardo (15,85 euro), la ex-Finmeccanica. Le azioni Leonardo sono salite del 3,3%: l’accordo allontana, infatti, il rischio di una perdita potenziale di commesse dal settore militare navale. Il titolo è correttamente valutato. Mantieni. Il 4 ottobre Pirelli riprende le contrattazioni a Piazza Affari. Il prezzo di collocamento è stato fissato verso il minimo inizialmente previsto: 6,5 euro.

     

    Asse tra svizzera e stati Uniti

    Un’altra operazione “straordinaria” – così vengono chiamate in finanza le cessioni di attività o le acquisizioni di aziende– si è svolta sull’asse Svizzera – Stati Uniti. General Electric (24,18 Usd; Isin US3696041033) ha venduto la divisione soluzioni industriali alla svizzera ABB a un prezzo che ci sembra soddisfacente per un’attività così poco redditizia. Il mercato, però, non ha premiato più di tanto questa operazione, tanto che il titolo General Electric ha chiuso la settimana in calo del 2,8%. L’attesa è per soluzioni ancora più drastiche di questa: vedremo se il nuovo management, che dovrebbe delineare la strategia del gruppo tra qualche settimana, deluderà queste attese o no. Intanto limitati a mantenere le General Electric. Parlando di Svizzera, Nestlé (81,1 franchi; Isin CH0038863350) ha smentito le voci di una vendita del suo pacchetto di azioni L’Oréal (179,9 euro; Isin FR0000120321). Mantieni Nestlé, vendi L’Oréal.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Per ora, nel corso del 2017, Oriflame ha staccato due volte il dividendo: 0,75 euro lordi per azione a metà maggio e poi 0,25 euro lordi per azione a metà agosto.

    @Angelo Non importa che il tuo Etf sia azionario o meno. Le sue plusvalenze non saranno mai compensabili con minusvalenze pregresse, siano esse ottenute su azioni o su altri Etf.

    @Fabrizio Un prezzo di Rio Tinto pari a 3.473 pence equivale a un prezzo di 34,73 sterline. Se il cambio è di 1,1341 euro per ogni sterlina, allora il prezzo di Rio Tinto è di 39,387 euro.

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  • Analisi
    Nestlé: difende le quote di mercato 4 mesi fa - lunedì 25 settembre 2017

    Contrariamente ai concorrenti, Nestlé non è disposta sacrificare la crescita sull’altare della redditività. Per questo continua a rafforzare le sue quote di mercato. È una strategia che fin qui ha funzionato, nonostante il franco svizzero forte.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Nestlé e Danone: ancora difficoltà 6 mesi fa - venerdì 28 luglio 2017

    I giganti dell’alimentazione fanno fatica a crescere.

    Nel primo semestre, sia Danone (64,75 euro; Isin FR0000120644) sia Nestlè (81,55 CHF; Isin CH0038863350) hanno registrato una delle più deboli crescite della loro storia: il fatturato segna +2,3% per Nestlé e +0,4% per Danone. I due gruppi faticano a aumentare i prezzi senza contraccolpi sui volumi di vendita, specialmente in Europa e negli Usa. I loro sforzi si basano sull’adattamento dell’offerta e sulla riduzione dei costi, il che non è esente da oneri di ristrutturazione. Ancora nessun effetto positivo sull’utile industriale, stabile per Nestlé e in calo dello 0,5% per Danone. Ciò nonostante, i due gruppi riescono ad aumentare l’utile per azione: +18,8% per Nestlé (grazie a effetti fiscali) e +9,8% per Danone (grazie all’integrazione di WhiteWave – prodotti bio). Non modifichiamo le nostre stime. Mantieni Nestlé e vendi Danone.

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  • Analisi
    Nestlé: una fiammata in Borsa 6 mesi fa - lunedì 3 luglio 2017

    Il fondo americano Third Point ha comprato azioni Nestlé. Dopo questi cambi nell’azionariato, il titolo ha toccato i massimi degli ultimi 5 anni. Dubitiamo, però, che il nuovo arrivo influenzi più di tanto la gestione del gruppo. 

    Prezzo al momento dell'analisi (30/06/17): 83,45 CHF
    Consiglio: Mantieni

     

    Third Point ha acquisito l’1,3% di Nestlé (Isin CH0038863350) con la speranza di influenzarne la gestione e portare l’utile per azione tra 5 e 6 franchi nel 2020. Per quella data, noi, però, stimiamo 4,5 franchi. Dubitiamo, infatti, che il fondo possa sconvolgere i piani di un gruppo che si sta sforzando di ridurre i costi e sta progettando la cessione di attività poco dinamiche o poco redditizie. Queste misure difficilmente riusciranno a portare la redditività industriale vicino al 20% nel 2020, come vorrebbe Third Point. Anche il piano di acquisto di azioni proprie (per l’8% del capitale) annunciato da Nestlé è meno importante di quello che vorrebbe il fondo. Infine, Third Point vorrebbe la vendita della partecipazione del 23% in L’Oréal. Noi saremmo favorevoli – può spuntare un buon prezzo – ma l’operazione non sembra probabile: Nestlé ritiene strategico l’investimento in L’Oréal.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 86,00 CHF
Minimo degli ultimi 12 mesi 72,00 CHF
ISIN CH0038863350
Borsa Zurigo
Beta 0,77
Volatilità 15,56 %
Numero di azioni 3.112.156.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 256,88 CHF
Settore Alimentari e bevande
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 409.279 CHF
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (CHF)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 2,45 2,35 2,30 2,25
Utile corrente 3,28 2,85 2,76 2,90
Utile netto 3,28 2,85 2,76 2,90
Cash Flow corrente 4,63 4,08 3,93 4,04
Cash Flow netto 4,63 4,08 3,93 4,04
EBIT 4,75 4,20 4,26 3,97
EBITDA 6,10 5,45 5,48 5,17
Patrimonio netto 18,00 19,00 18,54 17,94
Patrimonio netto tangibile 7,15 8,40 7,88 7,32

Rendimento in euro

Nestlé Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -4,10 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi -6,52 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno 5,20 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 9,95 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 83,91 % 77,23 % 48,69 %
Current ratio - 0,85 0,88 1,03
ROE - 14,85 % 16,38 % 11,21 %
ROE netto - 14,85 % 16,38 % 22,91 %
Margine lordo - 51,02 % 49,79 % 48,24 %
Margine netto - 9,84 % 10,63 % 16,22 %
EBIT margin - 14,59 % 13,93 % 11,87 %
EBITDA margin - 18,77 % 18,14 % 17,45 %
Tax rate - 33,19 % 25,88 % 18,43 %
Gearing - 36,94 28,69 21,22
Patrimonio netto / totale attivo - 44,60 % 45,96 % 48,59 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 2,97 % 2,85 %
Prezzo/utile corrente 25,16 28,96
Prezzo/cash flow corrente 17,83 20,23
Prezzo/patrimonio netto 4,59 4,34
Prezzo/patrimonio netto tangibile 11,54 9,83
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,46 % -

(e) : stima

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