Novartis CH0012005267

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Articoli

  • Analisi
    La festa continua: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 30 ottobre 2017
    Il “doping” della Banca centrale europea va avanti: è la notizia che ha permesso alle Borse dell’eurozona di chiudere la settimana con un rialzo medio dell’1,3% nonostante le tensioni in Spagna. New York è rimasta al palo (+0,2%). 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Novartis: l'Entresto delude un mese fa - lunedì 30 ottobre 2017
    Nel 3° trimestre le vendite dell’Entresto, il farmaco contro l’insufficienza cardiaca su cui Novartis contava molto, hanno deluso il mercato. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Novartis: lancia nuovi farmaci 3 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Dopo aver perso il 30% dai massimi del 2015, il titolo riprende tono, grazie al lancio di nuovi prodotti. 

    Prezzo al momento dell'analisi (15/09/2017): 82,40 CHF

    Ai prezzi attuali, l’azione resta correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Dopo le perdite dei brevetti del Diovan (contro l’ipertensione) e del Glivec (contro il cancro), quest’anno Novartis (Isin CH0012005267) dovrebbe ritrovare la crescita, grazie al lancio di nuovi farmaci, soprattutto in campo oncologico. In particolare, a fine agosto, il Kymriah – la sua terapia genica che modifica le cellule del sistema immunitario del paziente per consentirgli di distruggere le cellule tumorali – ha ottenuto il via libera delle autorità sanitarie americane per curare la leucemia. Certo, essendo un prodotto molto caro e molto rischioso (eccessive reazioni del sistema immunitario), il Kymriah è riservato solo ai pazienti più gravi che non rispondono alle terapie convenzionali. In ogni caso, Novartis dovrà continuare a fare i conti con una concorrenza agguerrita nel settore dei farmaci oncologici. Manteniamo, quindi, invariate le stime sull’utile per azione a 3 Chf per il 2017 e 3,3 Chf per il 2018. Limitati a mantenere quest’azione correttamente valutata.

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  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 08/09/17 

    Settimana no per i bancari europei…

    L’evento centrale della settimana era la riunione della Banca centrale europea. Alla fine da quest’ultima non è emerso nulla: anzi, Draghi ha rimandato, di fatto, alla prossima riunione tutte le decisioni. Un po’ il mercato se l’aspettava, un po’ qualcuno ha iniziato a sospettare che questo “attendismo” nasconda una volontà di andare avanti con una politica monetaria “morbida” – tassi d’interesse bassi e “doping” di liquidità – a dispetto di chi in Europa, invece, chiede maggiore rigore. Meglio non dichiarare subito questa volontà, però, per non “turbare” le elezioni tedesche di fine settembre. Sarà vero? Il mercato, sotto sotto, un pochino sembra crederci: ha punito, infatti, i titoli del settore bancario europeo (-1%), che sono quelli che più avrebbero da guadagnare in caso di un rialzo dei tassi d’interesse. Questo spiega il calo settimanale dell’1,1% di Intesa Sanpaolo (2,81 euro) e del 3,3% dell’Unicredit (16,73 euro). Sono ribassi che non riteniamo preoccupanti, perciò il consiglio resta invariato: acquista.

     

    … e per tutti gli assicuratori

    Non solo i bancari europei, però, hanno sofferto in settimana. Le tragiche notizie sugli uragani negli Stati Uniti e sul terremoto in Messico hanno pesato in generale sull’andamento dei titoli degli assicuratori. In media, le azioni di chi opera soprattutto nel ramo danni hanno perso l’1,4%. Generali (14,96 euro) non poteva non risentire del generale andamento negativo del suo settore, ma si è comunque difesa lasciando sul terreno l’1%, meno dei “colleghi”: del resto, ha una presenza molto più forte in Asia, rispetto all’America, dove tra l’altro sta anche cedendo alcune delle attività. Per questo non c’è motivo di spaventarsi. Confermiamo il consiglio: acquista.

     

    Nonostante il calo di Wall Street, Procter & Gamble (92,84 Usd; Isin US7427181091) è riuscita a chiudere con un rialzo dello 0,3%. Un importante investitore contesta l’attuale management e spinge per una ristrutturazione della società. Sono parole al vento, ma tengono accesa l’attenzione del mercato sul titolo. Mantieni.

     

    Bene i petrolieri…

    Buona settimana, invece, per i titoli del settore petrolifero (+1,2%) che hanno beneficiato del rialzo del prezzo del greggio (+2,6% quello di qualità brent). Le raffinerie che erano state colpite dall’uragano Harvey in Texas – Irma colpisce la Florida, dove raffinerie non ce ne sono – stanno tornando a lavorare prima del previsto. Una notizia a favore della domanda di greggio.

    Non per nulla Exxon Mobil (78,82 Usd; Isin US30231G1022), che aveva pagato per il timore di uno stop prolungato a una delle sue raffinerie più importanti, in settimana ha ripreso fiato, facendo meglio del settore (+2,9%). Confermiamo il giudizio positivo sul titolo: acquista.

     

    … e i produttori di auto

    Buona settimana anche per i titoli del settore auto (+1,6%) dopo i dati che hanno mostrato in agosto una crescita di quasi il 5% delle vendite nell’Europa occidentale. La spinta è arrivata soprattutto da Francia, Italia e Spagna. Il progresso delle vendite in Germania si è fermato a un +3,5%, ma BMW (82,70 euro; Isin DE0005190003) è stato comunque uno dei titoli migliori del settore (+4,7%). Il motivo? A livello europeo i dati mostrano una forte crescita delle auto elettriche e BMW è pronta ad approfittarne: ha confermato che lancerà 12 modelli di auto elettriche da qui al 2025. Una concorrenza temibile e credibile per Tesla (343,40 Usd; Isin US88160R1014) che in settimana, infatti, ha perso il 3,4%. Acquista le BMW, vendi le Tesla. Nel settore auto si è distinta in negativo Ferrari (91,1 euro), calata del 6,3% dopo la bocciatura espressa dalla banca Morgan Stanley. Da tempo ti diciamo di vendere queste azioni.

     

    Fermento tra i farmaceutici

    Diverse novità hanno vivacizzato il settore farmaceutico (+1,8%). Merck (64,27 Usd; Isin US58933Y1055) ha acquistato una piccola società tedesca che si occupa di biotecnologie. L’operazione, però, darà frutti solo nel tempo: la molecola principale della società acquisita è, infatti, ancora a uno stadio di sperimentazione poco avanzato. Non per nulla la reazione del mercato è stata contenuta: le azioni Merck sono salite dello 0,7% e secondo noi restano correttamente valutate. Mantieni. Migliore il progresso di Eli Lilly (82,92 Usd; Isin US5324571083): il +3,5% è arrivato dopo che la società ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione. Quest’ultimo ha come obiettivo quello di realizzare dal 2018 risparmi annui di costo di circa 0,48 dollari per azione (ante imposte; utile per azione stimato per il 2018 pari a 3,9 Usd) anche attraverso la riduzione di circa l’8% dei dipendenti. L’operazione genererà degli impatti negativi sul bilancio 2017, ma dovrebbe dare i suoi frutti nel lungo termine. Mantieni queste azioni. Novartis (81 franchi svizzeri), dopo 8 anni, vedrà un avvicendamento al “ponte di comando” aziendale. La notizia non ha scosso più di tanto le azioni del colosso farmaceutico, che hanno chiuso la settimana a +0,2%. Il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Sospiro di sollievo su Engie

    Molto buono il risultato delle utility europee (+2,4%), grazie al +4,6% di Engie (14,75 euro; Isin FR0010208488). Lo Stato francese ha venduto il 4,5% delle azioni del gruppo, con un’operazione lampo rivolta agli investitori istituzionali (banche, assicurazioni…) e che è stata effettuata a un prezzo di poco inferiore a quello di Borsa. Lo Stato avrebbe potuto vendere più azioni e a un prezzo più basso. Pericolo scampato, buona notizia. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Adriano È normale che per i dividendi delle azioni estere passino diversi giorni tra la data di stacco e quella di pagamento. Per esempio, l’ultimo dividendo di BP è stato staccato il 10 agosto, ma sarà messo in pagamento solo a partire dal 22 settembre.

    @Cesare Quella lanciata da Baker Mills su IBM è stata un mini-Opa come spesso se ne vedono negli Usa: il prezzo offerto era inferiore a quello di mercato del titolo. In questi casi basta non abboccare e non fare nulla: le azioni restano quotate sul mercato.

    @Giulio Il dividendo di 0,2 euro che indichiamo per PostNL è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2017. Quello appena staccato dal titolo è solo l’acconto. Il saldo dovrebbe arrivare nel 2018, ma sulle tempistiche e sull’importo non ci sono certezze.

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  • Analisi
    Novartis: nuovi sbocchi per il Kisqali 3 mesi fa - lunedì 28 agosto 2017
    Il Kisqali, il farmaco di Novartis contro il cancro al seno, ha ottenuto il via libera delle autorità europee. 

    Prezzo al momento dell'analisi (25/08/2017): 80,20 CHF

    Ai prezzi attuali, l’azione resta correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Dopo aver ottenuto a marzo il via libera delle autorità americane, il Kisqali di Novartis (Isin CH0012005267) è stato ora approvato anche dalle autorità europee. Certo, a breve termine; questo farmaco oncologico contribuirà solo in modo marginale ai risultati del gruppo svizzero, che dovrebbero comunque ritrovare la crescita nel 2018. A più lungo termine, tuttavia, il Kisqali, nonostante la concorrenza dell’Ibrance di Pfizer, dovrebbe diventare un prodotto chiave per Novartis. Nell’attesa, limitati a mantenere questa azione correttamente valutata.  

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 85,15 CHF
Minimo degli ultimi 12 mesi 69,55 CHF
ISIN CH0012005267
Borsa Zurigo
Beta 0,91
Volatilità 17,22 %
Numero di azioni 2.616.844.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 219,42 CHF
Settore Salute e farmacia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 354.790 CHF
Punteggio corporate governance 7

Indici chiave per azione (CHF)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 2,85 2,75 2,70 2,38
Utile corrente 3,00 2,78 2,81 3,85
Utile netto 3,00 2,78 7,12 3,85
Cash Flow corrente 5,55 5,34 5,04 5,62
Cash Flow netto 5,55 5,34 9,35 5,62
EBIT 3,65 3,42 3,59 4,05
EBITDA 6,20 5,98 5,83 5,84
Patrimonio netto 27,40 29,30 29,73 26,67
Patrimonio netto tangibile 13,70 16,03 16,58 14,53

Rendimento in euro

Novartis Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 0,14 % 2,45 % 8,03 %
Rendimento ultimi 6 mesi -0,72 % 0,50 % 4,01 %
Rendimento ultimo anno 11,67 % 9,29 % 6,08 %
Rendimento ultimi 5 anni 12,01 % 6,92 % 15,87 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 95,35 % 36,83 % 62,53 % 74,11 %
Current ratio 1,12 0,96 1,39 1,16
ROE 9,81 % 9,95 % 15,86 % 13,58 %
ROE netto 9,81 % 25,23 % 15,86 % 13,58 %
Margine lordo 64,56 % 65,46 % 70,09 % 66,67 %
Margine netto 13,55 % 35,31 % 17,73 % 15,79 %
EBIT margin 16,72 % 17,82 % 18,51 % 18,54 %
EBITDA margin 29,22 % 28,88 % 26,70 % 27,03 %
Tax rate 14,31 % 5,85 % 13,77 % 13,44 %
Gearing 24,52 23,36 10,16 13,00
Patrimonio netto / totale attivo 52,64 % 53,64 % 51,41 % 53,60 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 3,40 % 3,28 %
Prezzo/utile corrente 27,95 30,16
Prezzo/cash flow corrente 15,11 15,71
Prezzo/patrimonio netto 3,06 2,86
Prezzo/patrimonio netto tangibile 6,12 5,23
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,99 % -

(e) : stima

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