Orange Belgium

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14,64 EUR 20/07/2018 17:35 Bruxelles
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-28,67 % Rendimento a 1 anno
2,42 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi
    Orange Belgium: titolo in recupero 3 mesi fa - lunedì 23 aprile 2018
    Nonostante abbia chiuso il 1° trimestre in rosso, le speculazioni su un possibile avvicinamento con l’operatore via cavo VOO hanno sostenuto il titolo.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Guarda come dondolo: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 9 aprile 2018
    Anche l’ultima settimana è stata caratterizzata dal nervosismo dei mercati azionari: il bilancio settimanale vede New York perdere l’1,4% e le Borse europee, in media, guadagnare l’1,5%. Milano ha chiuso in rialzo del 2,3%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 06/04/18

     

    La guerra dei dazi

    Le Borse si sono mosse in stretta relazione alle varie notizie sulla possibile guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. In avvio di settimana c’è stata paura, con i due Paesi che hanno svelato la lista dei reciproci prodotti che sarebbero sottoposti a dazi sulle importazioni. Nel corso della settimana le tensioni sono sembrate scemare: pareva ci fosse spazio per un accordo tra i Paesi per evitare l’effettiva entrata in vigore dei dazi. Sul finire della settimana, la situazione è di nuovo tornata nervosa, con Trump, da una parte, che ha raddoppiato l’ammontare di prodotti cinesi che vorrebbe sottoporre a dazi e la Cina, dall’altro, che ha cercato di trascinare anche l’Europa nella guerra con gli Usa – Wall Street ha iniziato a peggiorare nel pomeriggio di venerdì, a mercati europei chiusi, e questa spiega la differenza dei risultati tra le due sponde dell’Oceano. I dazi aumentano il costo dei prodotti importati e più costi vuol dire meno utili, meno ricchezza e, quindi, valori più bassi in Borsa. A soffrire, in particolare, sono state le azioni di multinazionali come General Electric (13,06 Usd; Isin US3696041033), calate in settimana del 3,1%. Per ora mantienile. Piuttosto, riduci le azioni europee in portafoglio – alle pagine 14-15 trovi i dettagli. 

    I dazi cinesi colpirebbero soprattutto alcune derrate alimentari provenienti dagli Usa. Per questo le azioni Kraft Heinz (60,54 euro; Isin US5007541064) hanno sofferto, chiudendo la settimana in calo del 2,8%. Penalizzazione ingiustificata, visto che il gruppo fa il 70% dei ricavi negli Usa – quindi di esportazioni ne fa poche. Acquista.

     

    Il calo dei prezzi delle materie prime

    La possibile guerra commerciale sta pesando anche sui prezzi delle materie prime: si rischia che, causa il costo maggiore, ci sia un calo della domanda – e meno domanda vuol dire prezzi più bassi. Tra le varie materie prime, anche il petrolio in settimana ha ceduto il 3,7 % (il prezzo odierno di un barile di greggio di qualità brent è di 67,5 Usd). I titoli delle grandi compagnie petrolifere, però, sono riusciti a chiudere mediamente positivamente la settimana (+1,3%) grazie al traino arrivato dalle azioni Total (48,48 euro; Isin FR0000120271), salite del 5,1%. La società ha completato l’acquisizione dei diritti di estrazione in due importanti giacimenti al largo di Abu Dhabi e ha confermato che si aspetta una crescita delle estrazioni di idrocarburi del 5% medio annuo da qui al 2022. Una buona notizia, ma il titolo resta correttamente valutato. Mantieni. Anche Exxon Mobil (74,87 Usd; Isin US30231G1022) ha confermato gli obiettivi di produzione di idrocarburi (3% medio annuo da qui al 2025). Inoltre punta a raddoppiare gli utili delle attività legate a raffinazione e chimica. Il titolo ha fatto +0,3% in settimana e resta conveniente. Acquista.

     

    L’attacco alla tecnologia

    I dazi rischiano di colpire anche i conti dei colossi della tecnologia – i titoli del settore hanno ceduto in settimana l’1,8% e, da metà marzo, sono sotto del 9%. Le Intel (48,79 Usd; Isin US4581401001), in particolare, hanno chiuso la settimana in calo del 6,3% sulla scia delle indiscrezioni che vogliono Apple (168,38 Usd, Isin US0378331005; +0,4% in settimana, mantieni) vicina allo sviluppo di propri chip per i suoi computer Mac – significa non comprarli più da Intel. La reazione del mercato è stata negativa, ma ci sono almeno tre buoni motivi per cui è esagerata. Te li raccontiamo a pagina 5: qui ti confermiamo il consiglio. Acquista. 

    In settimana è sbarcata a New York Spotify (Isin LU1778762911). Il primo giorno il titolo ha chiuso a 149,01 Usd (non c’era un vero prezzo di collocamento, come avviene per le Ipo italiane, solo una sorta di prezzo di riferimento fissato dalla Borsa Usa, prima del debutto, a 132 Usd). Ha chiuso la settimana, dopo vari alti e bassi, a 147,92 Usd, non distante da quei 140 Usd di cui ti avevamo parlato su Altroconsumo Finanza n°1263 e che rendono il titolo caro. Giudizio confermato: non comprare.

     

    Gli sprint nel settore auto

    Tra le azioni più ballerine della settimana ci sono state le Tesla (299,3 Usd; Isin US88160R1014). Hanno iniziato la settimana in calo del 5,1% - dopo il -11,7% dell’ultima settimana di marzo – poi, complici i dati sulle immatricolazioni che hanno mostrato che comunque le auto elettriche del gruppo sono quelle più di successo negli Usa, il titolo ha recuperato chiudendo la settimana in rialzo del 12,5%. Non ti fare ingolosire da questo rialzo: i problemi della società – dalla cassa in rosso ai ritardi di produzione – restano tutti sul piatto. Anzi, se hai le azioni, vendile. Tra le altre azioni del settore auto (+0,9% di media) che si sono distinte in settimana ci sono le FCA (18,3 euro), salite del 10,9%, dopo la conferma dello scorporo di Magneti Marelli. Questa era una delle prospettive che ci avevano portato a consigliarti una scommessa sul titolo nell’estate scorsa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1233): visto che da allora guadagni circa il 48% è arrivato il momento di chiudere la speculazione e portare a casa i guadagni. Vendi.

     

    La questione telecom italia

    A sostenere Piazza Affari, oltre alle FCA, ci sono state anche le azioni Telecom Italia (0,85 euro), salite in settimana del 10,7%. L’ingresso a sorpresa del Ministero del Tesoro – tramite la Cassa depositi e prestiti – nel capitale della società potrebbe accelerare il progetto di scorporo della rete. Una prospettiva che piace al mercato e potrebbe dare ulteriore pepe al titolo. Venerdì 6 aprile sul nostro sito www.altroconsumo.it/finanza ti abbiamo consigliato una speculazione sul titolo. Ormai siamo già sulla soglia degli 0,85 euro che è quella massima che rende la scommessa conveniente. Speculativamente, non comprarle ora. Al più mantieni. 
    Se Telecom Italia è andata bene, nel settore ha, invece, ha chiuso in rosso Orange Belgium (15,52 euro; Isin BE0003735496). Dopo la fiammata del 9,8% registrata nell’ultima settimana di marzo, il titolo ha perso nella prima di aprile il 6,6%. L’entusiasmo era per una possibile fusione con l’operatore VOO, proprietario della rete di telefonia nella parte francofona del Belgio (Orange paga VOO per usare quella rete). VOO, però, ha rifiutato il corteggiamento. Vendi.

     

    Risposte per te

    @Enrico Mettere in relazione il prezzo di Borsa di un’azione con il suo utile per azione serve per avere un’idea della convenienza dell’azione. È come il prezzo al chilo delle mele: a parità di qualità delle mele, più è basso, meglio è.

    @Lorenzo IBM ha staccato l’ultimo dividendo di 1,5 Usd lordi per azione l’8 febbraio scorso. Il dividendo è stato messo in pagamento dal 10 marzo. Se avevi le azioni la mattina dell’8 febbraio, prima dell’apertura dei mercati, nei hai diritto.

    @Paolo Dal 2007, Agfa-Gevaert (2,95 euro; Isin BE0003755692) non ha più pagato dividendi. Non ci aspettiamo che lo faccia nemmeno sui conti del 2018. Il titolo, comunque, ai prezzi attuali, resta correttamente valutato. Mantieni.



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  • Analisi
    Orange Belgium: risultati deludenti 5 mesi fa - lunedì 12 febbraio 2018
    L’operatore belga ha pubblicato per il 2017 dei risultati molto inferiori alle nostre attese. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Orange Belgium: il futuro resta una sfida un anno fa - venerdì 28 luglio 2017

    I risultati semestrali sono solidi e le ambizioni per l’intero 2017 sono confermate. Ma al di là di qualche aspetto positivo, il gruppo risente di un forte ritardo rispetto ai concorrenti.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Orange Belgium: prospettive deboli un anno fa - venerdì 28 aprile 2017

    Anche se Orange Belgium torna a offrire dividendi, le sue prospettive restano deboli. 

     
     
     
     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 21,30 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 14,30 EUR
ISIN BE0003735496
Borsa Bruxelles
Beta 1,10
Volatilità 31,37 %
Numero di azioni 60.014.400
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,87 EUR
Settore Telecomunicazioni
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 997 EUR
Punteggio corporate governance 7

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,35 0,35 0,35 0,00
Utile corrente 0,60 0,68 1,28 1,28
Utile netto 0,60 0,68 1,28 1,28
Cash Flow corrente 4,44 4,52 4,78 4,65
Cash Flow netto 4,44 4,52 4,78 4,65
EBIT 0,92 1,08 1,78 1,98
EBITDA 4,76 4,92 5,28 5,35
Patrimonio netto 8,65 8,55 8,36 7,60
Patrimonio netto tangibile 7,54 7,44 7,03 6,27

Rendimento in euro

Orange Belgium Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -8,85 % 1,11 % 10,88 %
Rendimento ultimi 6 mesi -12,63 % -3,67 % 5,05 %
Rendimento ultimo anno -28,67 % 0,17 % 12,44 %
Rendimento ultimi 5 anni -0,97 % 5,19 % 13,40 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 40,18 % 1,01 % 0,00 %
Current ratio - 0,54 0,41 0,27
ROE - 15,27 % 16,78 % 11,38 %
ROE netto - 15,27 % 16,78 % 11,38 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 6,17 % 6,20 % 3,46 %
EBIT margin - 8,60 % 9,64 % 4,88 %
EBITDA margin - 25,54 % 26,01 % 20,45 %
Tax rate - 23,95 % 31,85 % 16,90 %
Gearing - 67,37 89,30 141,06
Patrimonio netto / totale attivo - 32,91 % 30,07 % 26,35 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 2,42 % 2,42 %
Prezzo/utile corrente 24,10 21,26
Prezzo/cash flow corrente 3,26 3,20
Prezzo/patrimonio netto 1,67 1,69
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,92 1,94
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,03 % -

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