Oriflame Holding

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316,40 SEK 21/06/2018 18:00 Stoccolma
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Articoli

  • Analisi
    Senza colore: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 7 maggio 2018
    Settimana poco brillante per i listini azionari. La Borsa di New York ha chiuso con un calo dello 0,2%. Le Borse europee, in media, sono salite dello 0,6%. Tra queste, in barba alla crisi di governo, si distingue in positivo Piazza Affari, salita dell’1,7% – dalla chiusura del 1° marzo Milano guadagna l’8,4% contro il +3,1% medio delle Borse europee. Ti parliamo anche della futura quotazione di Xiaomi.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Scampoli di primavera: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    Anche la seconda settimana di aprile si è chiusa con un bilancio positivo per le Borse. New York è salita del 2%, mentre il guadagno delle Piazze europee si è fermato all’1,1%. Milano ha fatto meglio delle colleghe (+1,7%). 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Mare in burrasca: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 5 marzo 2018
    Per ora non c’è una reazione drammatica, ma l’incertezza emersa dalle urne potrebbe pesare sulla Borsa di Milano a lungo. Al di là della questione italiana, infatti, tutte le Borse non si stanno comportando per niente bene. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 02/03/18

    New York -2%

    Anche New York è in balìa della politica. Da un lato c’è quella monetaria della Banca centrale. Come detto a pagina 1, alla prima uscita ufficiale i nuovi vertici non hanno fatto una bella impressione e hanno alimentato il timore che si vada verso un rialzo dei tassi d’interesse più consistente del previsto. Dall’altro c’è quella commerciale di Trump, che ha ufficializzato l’introduzione di dazi per le importazioni d’acciaio e alluminio. Questo potrebbe portare a ritorsioni da parte di altri Paesi che potrebbero penalizzare le esportazioni Usa. Insomma, tra rialzo dei tassi e possibili problemi alle esportazioni il mercato ha cominciato a temere per la crescita degli utili delle aziende Usa e questo ha determinato le vendite a New York. 

    A mettere di cattivo umore i mercati ci sono state le dichiarazioni dei vertici della Banca centrale giapponese: anche a Oriente il “doping” di liquidità potrebbe finire prima del previsto. Tokio ha chiuso a -3,2%.

     

    Gli impatti dei dazi sui titoli delle materie prime

    La notizia dei dazi di Trump, comunque, a qualcuno ha fatto bene. Le azioni Schnitzer Steel (34,68 Usd; Isin US8068821060) nella giornata di giovedì 1° marzo, quella in cui Trump ha annunciato i dazi, sono salite di circa il 2% contro un calo della Borsa americana dell’1,3%. Schnitzer Steel è un produttore americano di acciaio quindi altre aziende Usa potrebbero rivolgersi maggiormente a lei piuttosto che pagare dazi pesanti sulle importazioni estere. L’impatto dei dazi sui conti di Schnitzer, comunque, rischia di essere limitato. Un po’ perché comunque le società Usa importano già ora poco acciaio dall’estero, un po’ perché alcune aziende Usa potrebbero spostare direttamente la produzione all’estero. Non vediamo spazi per una speculazione di breve termine su Schnitzer Steel. In ogni caso, comunque, il titolo resta conveniente: compralo per un investimento di lungo periodo. Allo stesso motivo, per ora, non ci spaventiamo più di tanto per i cali che hanno colpito i produttori di materie prime europei, su tutti ArcelorMittal (26,69 euro; Isin LU1598757687) e Rio Tinto (3.638,5 pence; Isin GB0007188757) le cui azioni sono scese, in settimana, rispettivamente del 5,3% e del 9,1%. Mantieni le Arcelor, acquista le Rio Tinto.

     

    La stagione dei conti trimestrali in europa: chi perde…

    A pesare sulle Borse europee, che hanno chiuso la settimana con un calo medio del 3,9%, hanno pesato anche le reazioni negative ai conti trimestrali pubblicati da alcune importanti società. Ne sa qualcosa Carrefour (17,40 euro; Isin FR0000120172) che in settimana ha perso il 9,2% dopo aver dovuto mettere a bilancio pesanti svalutazioni sulle attività in Italia, che hanno portato il risultato del 2017 in rosso. Il dividendo a valere sui conti 2017 è stato così ridotto a 0,46 euro (circa un terzo in meno rispetto al passato). Per ora, però, non ci spaventiamo: il gruppo ha annunciato poche settimane fa un piano di riduzione dei costi che dovrebbe dare qualche frutto già quest’anno. Se hai le Carrefour in mano, mantienile.

     

    … e chi guadagna

    Sempre in ambito di supermercati, va segnalato il rialzo del 4,3% delle Ahold Delhaize (18,38 euro; Isin NL0011794037). In questo caso i conti sono stati superiori alle attese: l’utile netto finale del 2017 è stato di 1,45 euro per azione (contro nostre previsioni prudenti di 1,16 euro) e il dividendo è stato portato a 0,63 euro per azione (ci aspettavamo 0,58 euro). L’aspetto che, però, è piaciuto di più è stato il risultato negli Usa: si temeva la concorrenza dei discount – per questo il mercato aveva punito il titolo nella primavera/estate del 2017 – ma per ora il gruppo sta dimostrando di avere la forza di resistere. Le azioni Ahold Delhaize hanno recuperato parecchio terreno dai minimi dell’agosto scorso, ma restano convenienti. Acquista. Tra i pochi titoli che hanno chiuso la settimana in rialzo c’è Sioen (29,95 euro, Isin BE0003743573; +0,7%). Il mercato ha apprezzato il rialzo dei ricavi del 30% e, soprattutto, del dividendo (di circa il 6%). Le acquisizioni, oltre a maggiori ricavi, stanno portando, però, maggiori costi – l’utile è stato sotto le nostre attese. Limitati a mantenere.

     

    La Germania si è rasserenata a livello politico solo nel fine settimana a breve il nuovo Governo dovrebbe insediarsi. Il Paese, però, potrebbe essere tra quelli europei più danneggiati dai dazi di Trump. Per questo il listino di Francoforte ha chiuso la settimana con un calo del 4,6%, superiore a quello medio delle colleghe dell’eurozona (-3,4%). Tra i titoli che più hanno pagato dazio c’è anche Basf (83,32 euro, Isin DE000BASF111; -5,5%). I conti 2017 non sono andati male, ma le prospettive per quest’anno sono state deludenti – crescita dell’utile industriale al massimo del 10% contro il +36% del 2017. La prossima fusione delle attività legate al petrolio con quelle della connazionale DEA dovrebbe però aiutare i conti. Mantieni. 

     

    Alti e bassi a Milano

    Piazza Affari ha chiuso la settimana a -3,4%. Tra le poche azioni che si sono salvate ci sono le Poste Italiane (6,87 euro), salite in settimana del 2,3% dopo la presentazione di un piano strategico che promette più profitti e più dividendi grazie alla vendita di nuovi prodotti, come la Rc auto. Ritocchiamo al rialzo le stime, ma il consiglio non cambia: mantieni. Male le Atlantia (24,49 euro) scese in settimana del 3,9% dopo che il gruppo ha acquistato il 15% di Eurotunnel per 1 miliardo di euro circa. Non solo: ha aumentato il dividendo del 25% e dovrebbe rialzare l’offerta per comprare Abertis (19,47 euro, Isin ES0111845014; mantieni). Tante operazioni che rischiano di pesare sul bilancio in termini di debiti. Al più, mantieni le Atlantia. 

     

    Poco prima di andare in stampa, Axa (25,05 euro; Isin FR0000120628) ha annunciato che acquisirà la società Usa XL Group (ramo danni). A una prima occhiata il prezzo pattuito ci sembra troppo alto. Per ora mettiamo il consiglio in revisione, seguici sul sito per le novità.

     

    Risposte per te

    @Adelchi Ogni mese pubblichiamo una tabella che riassume tutti i dividendi staccati dalle azioni che seguiamo nel mese precedente. Il dividendo 2018 alle pagine 4-6 è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2018 (pagato, salvo acconti, nel 2019).

    @Francesco La scelta dei listini su cui puoi operare tramite il trading online è a discrezione della banca. Banca dinamica ti fa operare solo su azioni quotate in Italia. Ing direct nemmeno su tutti i segmenti di Piazza Affari (per esempio il Sedex è escluso).

    @Santo Oriflame (372,6 sek; Isin CH0256424794) ha presentato conti trimestrali che hanno convinto il mercato. Questo spiega perché dalla chiusura del 9 febbraio il titolo ha messo su il 19,2%. Nonostante questo rialzo il titolo è ancora conveniente.

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  • Analisi
    Correzioni: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 12 febbraio 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha perso il 5,2%. Le Borse europee hanno per un po’ dato l’impressione di reggere meglio, ma poi hanno chiuso anche loro a -5,4%. Malissimo le asiatiche: Giappone -8,1%, Cina -10,1%. Ma Umicore...

    Variazioni settimanali su prezzi al 09/02/18

     

    Ondata di vendite sulla Borsa Usa

    Il malumore sui mercati è partito dalla Borsa Usa. Un po’ continua a pesare la sorpresa per un possibile quarto rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale americana – il mercato scommetteva su tre e si sta rendendo conto che i tempi del “doping” di liquidità stanno arrivando alla fine. Un po’ il fatto che con i rialzi dei rendimenti dei titoli di Stato, quel fattore TINAThere Is No Alternative, ovvero non c’è alternativa all’investimento in Borsa perché tutto il resto rende poco o niente – sta per venir meno e questo sta portando i gestori dei grandi fondi comuni a riorientare un po’ gli investimenti. Un po’ c’è il fatto che la Borsa Usa ha comunque corso tanto e che le valutazioni di alcuni titoli tecnologici sono fuori di testa. Sta di fatto che il mercato ha deciso in settimana di passare all’incasso: la Borsa Usa ha bruciato tutti i rialzi fatti a gennaio, tornando sui valori di novembre.

     

    Nessuno è salvo…

    In questo quadro, anche le azioni di società che hanno rilasciato buone notizie sono state colpite dalle vendite. Per esempio, Walt Disney (103,09 Usd; Isin US2546871060) in settimana ha svelato il bilancio 2017 mostrando un andamento delle attività migliore delle attese, soprattutto per quelle legate ai parchi di divertimento. Ciò nonostante le sue azioni hanno chiuso in calo del 5,2%, in linea con la discesa generale del mercato. Se hai queste azioni in mano puoi comunque continuare a mantenerle. Se così sono andate le azioni che hanno mostrato conti positivi, figuriamoci quelle che, invece, hanno riservato sorprese negative. Stiamo pensando a Teva Pharma (18,61 Usd; Isin US8816242098), le cui azioni in settimana hanno perso il 9,5%. Diverse le cose che non ci sono piaciute. In primo luogo, i conti del 2017 sono stati gravati da pesanti svalutazioni legate ai farmaci generici di Allergan – fatto che testimonia il momento difficile per questo mercato (in termini di prezzi di vendita). Inoltre, la società ha fissato obiettivi per il 2018 che sono inferiori a quelli che ci aspettavano, complice anche il fatto che il lancio di un nuovo importante farmaco contro l’emicrania sarà, molto probabilmente, rimandato. Per questo abbiamo peggiorato le nostre stime. Ci aspettiamo una perdita per azione di 16,3 dollari nel 2018 e di 1,3 dollari nel 2019. Dal 2020, per effetto anche della ristrutturazione aziendale, la situazione dovrebbe, però, cambiare: se hai queste azioni, mantienile. L’orizzonte temporale dell’investimento è, comunque, di lungo periodo. 

    In settimana un’auto Tesla è stata materialmente lanciata nello spazio, ma nello stesso periodo, qui sulla Terra, le azioni della società (310,42 Usd; Isin US88160R1014) si sono sgonfiate di circa il 10%. Il gruppo continua a bruciare denaro (nel quarto trimestre 2017 è stato aiutato solo da introiti straordinari) e il successo della sua utilitaria elettrica è tutto da vedere. Vendi.

     

    … tranne Ion Geophysical

    Tra i pochissimi titoli Usa che si sono salvati c’è Ion Geophysical (27,55 Usd; Isin US4620442073), salita in settimana di ben il 51%. I conti trimestrali sono piaciuti al mercato e il titolo ha recuperato lo scivolone registrato a metà gennaio riportandosi su valori che non vedeva da metà 2015. Non ci lasciamo prendere da facili entusiasmi. Se è vero che il rialzo del prezzo del greggio dei mesi scorsi lascia sperare in un aumento del giro d’affari (aumentano gli investimenti delle compagnie petrolifere) è anche vero che la società dovrebbe chiudere il 2018 con conti ancora in rosso e che il suo debito, per quanto in discesa, resta ancora su livelli alti. Inoltre, la causa con Schlumberger, che accusa Ion di violazione di alcuni brevetti, è ancora in ballo e rischia di sfociare in una multa pesante per Ion. Prospettive a lungo periodo buone, ma a breve il percorso è pieno di buche. Al più, mantieni.

     

    La mazzata cinese

    A risentire del calo della Borsa Usa sono state, in particolare, le azioni cinesi, complici alcuni dati macroeconomici che hanno fatto temere sulla forza della crescita economica del Paese. Tra le peggiori ci sono state le JinkoSolar (17,18 Usd; Isin US47759T1007), scese del 20%. Ha pesato il lancio di un piccolo aumento del capitale, da cui tu sei stato escluso in quanto riservato solo ad alcuni grandi investitori. Il timore è che la società abbia cercato di rafforzarsi per far fronte ai problemi che arriveranno per effetto dei dazi che Trump ha imposto sulle importazioni di pannelli solari provenienti dalla Cina. Per ora la società ufficialmente minimizza e si aspetta solo una piccola riduzione delle vendite negli Usa, ma meglio non abbassare la guardia. Nonostante il calo, non comprare. Al più, mantieni.

     

    Milano contiene la discesa grazie alle banche

    Per buona parte della settimana le Borse europee hanno dato la sensazione di reggere meglio ai cali – il tutto è sfumato nell’ultima seduta. Milano comunque ha perso un po’ meno delle colleghe (-4,5%) grazie alle buone notizie giunte da due colossi bancari. Intesa Sanpaolo (3,08 euro) ha presentato conti 2017 migliori delle attese e ha annunciato un piano di crescita ambizioso, ma credibile. Unicredit (17,76 euro), oltre a presentare anch’essa conti 2017 sopra le attese, ha confermato il tanto atteso ritorno alla distribuzione di un dividendo in contanti (sarà di 0,32 euro per azione e sarà pagato in primavera). I titoli hanno retto bene: Intesa ha chiuso la settimana con un -1%, Unicredit ha fatto +1,1%. Acquista entrambe. 

     

    In settimana si sono distinte anche le Umicore (44,08 euro; Isin BE0974320526), salite dell’8,1% dopo la pubblicazione di conti ben superiori alle attese del mercato. Le attività legate al riciclo delle batterie elettriche vanno a gonfie vele e il gruppo potrebbe raggiungere già quest’anno gli obiettivi fissati per il 2020. Il titolo è rischioso, ma vale ancora una scommessa – punti sul crescente successo delle auto elettriche.  

     

    Anche la Banca centrale d’Inghilterra ha riservato sorprese sui tassi d’interesse: potrebbe alzarli prima del previsto. L’effetto di rafforzamento sulla sterlina è, però, durato ben poco e, quindi, la Borsa di Londra ha retto meglio delle colleghe europee, perdendo “solo” il 4,7% (le società inglesi fanno tanti utili al di fuori del Regno Unito, quindi se la sterlina si rialza i loro utili all’estero valgono di meno). 

     

    Risposte per te

    @Alessandro L’annuncio dei conti 2017 di Oriflame (312,6 sek; Isin CH0256424794) è previsto per il 15 febbraio. Il calo del titolo dei giorni scorsi dipende dalla generale debolezza di Stoccolma. Acquista.

    @Lelio Anche se il tuo Etf è di natura azionaria, non significa che, ai fini fiscali, sia come le azioni. I suoi guadagni non sono compensabili con minusvalenze pregresse. La banca ha agito secondo la legge.

    @Pietro Schnitzer Steel ha staccato il 9 febbraio 0,1875 dollari lordi per azione di dividendo (è un quarto di quello annuale; netto sono 0,118 dollari). Il pagamento è previsto, però, solo a partire dal 26 febbraio.

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  • Analisi
    Ancora un calo per l'Europa: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 20 novembre 2017
    Secondo bilancio settimanale in rosso per le Borse europee, che in media hanno fatto -1,3%. Debole anche Wall Street che ha chiuso la settimana con un piccolo calo dello 0,1%.

    Variazioni settimanali su prezzi al 17/11/17

     

    Paura Bail-in su Carige

    Tra le Borse europee una delle peggiori è stata quella di Milano, che ha chiuso la settimana a -2,1% (il bilancio totale delle ultime due settimane è di - 4%). Il motivo va cercato nella situazione delicata di alcune banche. L’ultimo caso è stato quello di Carige (azione sospesa per eccesso di ribasso al momento di andare in stampa; prezzo teorico pari a 0,0737 euro). Per tutta la settimana sulla banca è aleggiato lo spettro del bail-in, ovvero di un intervento di salvataggio con i soldi di azionisti, obbligazionisti e correntisti (per la quota parte sopra i 100.000 euro) di Carige – queste persone, quindi, perderebbero tutto. Chi doveva sottoscrivere l’aumento di capitale chiesto dall’Europa per mettere in sicurezza Carige rafforzandone la struttura si stava, infatti, tirando indietro. Nel fine settimana la situazione si è ricucita e per ora l’aumento di capitale sembra poter andare in porto. Che fare? Il nostro giudizio sull’affidabilità di Carige è sospeso da tempo e già nel 2013 (vedi Altroconsumo Finanza n° 1055) ti avevamo detto di non avere in mano nessun prodotto Carige, conto corrente compreso. Se per caso hai ancora azioni o obbligazioni Carige, vendile. La situazione della banca resta delicata e la storia dimostra che non basta un aumento di capitale a risanare una banca. Carige aveva già fatto un aumento di capitale da 850 milioni di euro nel 2015 e da 800 milioni nel 2014 – e ci stiamo limitando agli anni recenti. Soldi andati in fumo. Se sei correntista, non lasciare più di 100.000 euro sul conto e valuta di cambiare banca, visto ce ne sono di più convenienti. Non aderire all’aumento di capitale Carige, anzi se hai in mano le azioni vendile. Stesso discorso per il Credito valtellinese.

     

    L’effetto cascata

    Quello che ha spaventato il mercato non è stata la crisi di Carige di per sé, ma il rischio che, a catena, saltino anche tante altre operazioni di rafforzamento bancario in corso, mettendo a rischio tutto il sistema. La mente è andata all’aumento di capitale del Creval: se Carige fa fatica a trovare 560 milioni, come potrà il Creval raccoglierne 700, tra l’altro solo per ripianare le perdite sui crediti marci? Non per nulla le azioni del Credito Valtellinese (0,86 euro) hanno perso in settimana un altro 46% (-71% in due settimane). Nelle prime ore di lunedì 20 novembre, complici le novità del fine settimana su Carige, il titolo rimbalzava del 22% a 1,05 euro: ciò nonostante, il consiglio resta di vendere azioni e obbligazioni Creval. Se sei correntista, lascia sul conto meno di 100.000 euro e valuta di cambiar banca.

     

    Docce scozzesi a new york: tra la riforma di Trump…

    Settimana nervosa per la Borsa Usa sotto due fronti. Primo: il varo della riforma fiscale di Trump. È stato tutto un alternarsi tra momenti in cui il traguardo sembrava vicino e altri in cui la riforma sembrava destinata a non vedere la luce. In particolare, la settimana si è chiusa con quest’ultimo timore, complice l’intensificarsi dell’indagine sulle presunte interferenze russe nell’elezione di Trump – l’indagine potrebbe mettere a rischio il presidente e la riforma fiscale sui cui il mercato ha tanto scommesso.

     

    … e gli ultimi botti della stagione dei conti trimestrali

    Secondo: i conti trimestrali societari. La settimana si è aperta con la delusione di General Electric (18,21 Usd; Isin US3696041033): il dividendo a valere sul bilancio 2018 sarà dimezzato rispetto a quello previsto per il 2017. Il rischio era nell’aria, vedi Altroconsumo Finanza n° 1242, ma il mercato l’ha presa male: il titolo ha chiuso la settimana con un calo dell’11,1%. Nonostante la discesa crediamo che non sia ancora arrivato il momento di acquistare: c’è un nuovo “capitano” d’azienda e qualche altro “scheletro nell’armadio” potrebbe saltare fuori. Limitati, al più, a mantenere le azioni che già hai. A fine settimana sono, però, arrivate buone notizie da altri colossi. In particolare da Cisco Systems (35,90 Usd; Isin US17275R1023): i conti del primo trimestre dell’anno fiscale 2017/2018 (termina il 31 luglio) sono stati in linea con le attese, ma per quelli del trimestre in corso il gruppo ha dato indicazioni che hanno sorpreso piacevolmente – è attesa una crescita dei ricavi tra l’1% e il 3%, dopo 8 trimestri di calo, e un progresso dell’utile per azione compreso tra il 2% e il 5%. Gli investimenti per essere presente in settori all’avanguardia, come quello dell’“internet delle cose” (il frigorifero connesso a internet che ti dice che spesa fare, per esempio), stanno cominciando a dare frutti. Alziamo le nostre stime sugli utili per azione futuri e restiamo ottimisti. Anche se il titolo in settimana ha messo su il 5,6%, resta conveniente. Acquista. Ad aiutare il settore tecnologico ci sono stati anche i conti Applied Materials (56,49 Usd; Isin US0382221051): la società ha annunciato sia conti trimestrali, sia previsioni per il trimestre in corso superiori alle attese di mercato. Le azioni hanno fatto +0,2%: secondo noi sono correttamente valutate. Mantieni.

     

    Londra -0,7%

    Anche Londra ha chiuso con una perdita, ma più contenuta delle altre Borse europee. Ad aiutarla c’è stato il +5,1% delle Vodafone (228,70 pence; Isin GB00BH4HKS39): i conti del primo semestre dell’anno fiscale 2017/2018 (termina il 31 marzo) sono stati ottimi e il gruppo ha alzato le previsioni per il resto dell’anno. Il titolo resta conveniente: acquista. A penalizzarla, invece, c’è stato il -4% delle Rio Tinto (3.546 pence; Isin GB0007188757): sono scese per il generale calo dei prezzi delle materie prime (petrolio compreso, -2,6%) determinato anche dai grigi dati macroeconomici arrivati dalla Cina (è il Paese che più sostiene la domanda). Non ci spaventiamo: le prospettive di Rio Tinto non sono compromesse. Acquista. Il greggio è stato condizionato anche dall’aumento delle stime sulle estrazioni di petrolio negli Usa. Se hai già comprato il certificate 7x brent (44,65 euro; Isin LU1540726830) e stai perdendo più del 20% vendilo. Al limite potrai ricomprarlo tra un po’ se vuoi riprovare la scommessa su una veloce risalita del greggio complice la tensione in Medioriente. Noi comunque sconsigliamo la scommessa.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Oriflame ha staccato il 14 novembre una fettina di dividendo. L’importo è pari a 0,25 euro per azione. Al momento di andare in stampa non è ancora stato messo in pagamento – è previsto per il 23 novembre.

    @Pietro Lo 0,1% che hai pagato sull’acquisto delle azioni Leonardo è la Tobin tax. Si paga sull’acquisto di azioni italiane di una certa dimensione – le più piccole sono escluse (la lista si decide una volta all’inizio di ogni anno).

    @Vito Anche se costa di più in termini di commissioni bancarie, ti consigliamo di comprare le Intel (44,63 Usd; Isin US4581401001) a New York per evitare problemi in caso di operazioni straordinarie (come gli aumenti di capitale).

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 419,00 SEK
Minimo degli ultimi 12 mesi 262,40 SEK
ISIN CH0256424794
Borsa Stoccolma
Beta 0,93
Volatilità 44,40 %
Numero di azioni 53.375.550
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 17,09 SEK
Settore Beni di consumo
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 49.081 SEK
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (SEK)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 26,00 14,37 3,79 0,00
Utile corrente 16,00 16,78 11,34 8,24
Utile netto 16,00 16,78 11,34 5,83
Cash Flow corrente 21,00 21,31 15,44 12,21
Cash Flow netto 21,00 21,31 15,44 10,67
EBIT 28,00 29,19 20,25 17,08
EBITDA 31,00 33,36 24,36 21,06
Patrimonio netto 3,50 13,50 32,56 25,27
Patrimonio netto tangibile 2,50 12,50 31,64 24,38

Rendimento in euro

Oriflame Holding Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -19,33 % 2,32 % 7,95 %
Rendimento ultimi 6 mesi -6,17 % -1,05 % 6,00 %
Rendimento ultimo anno -9,45 % -1,26 % 9,12 %
Rendimento ultimi 5 anni 8,16 % 6,26 % 14,67 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 33,42 % 0,00 % 0,00 %
Current ratio - 1,67 2,43 2,00
ROE - 35,22 % 31,50 % 41,12 %
ROE netto - 35,22 % 22,27 % 26,58 %
Margine lordo - 70,67 % 69,19 % 68,44 %
Margine netto - 5,34 % 2,82 % 2,96 %
EBIT margin - 9,54 % 8,27 % 7,73 %
EBITDA margin - 11,47 % 10,19 % 10,00 %
Tax rate - 33,64 % 45,05 % 49,53 %
Gearing - 42,80 110,79 173,81
Patrimonio netto / totale attivo - 25,40 % 21,21 % 20,16 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 8,22 % 4,54 %
Prezzo/utile corrente 19,78 18,86
Prezzo/cash flow corrente 15,07 14,85
Prezzo/patrimonio netto 90,40 23,44
Prezzo/patrimonio netto tangibile 126,56 25,31
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,74 % -

(e) : stima

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