Pearson

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867,23 GBp 22/06/2018 18:07 Londra
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Articoli

  • Analisi
    Scampoli di primavera: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    Anche la seconda settimana di aprile si è chiusa con un bilancio positivo per le Borse. New York è salita del 2%, mentre il guadagno delle Piazze europee si è fermato all’1,1%. Milano ha fatto meglio delle colleghe (+1,7%). 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Pearson: torna in utile 2 mesi fa - lunedì 9 aprile 2018
    L’editore britannico Pearson è tornato a chiudere un bilancio in attivo nel 2017 e questo ha fatto bene al titolo. La completa transizione verso le pubblicazioni digitali rischia, però, di essere ancora lunga e costosa.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Rimpatriati: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 22 gennaio 2018
    La Borsa Usa ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,9% grazie alla spinta che è arrivata dai titoli del settore tecnologico. Bene anche le Borse dell’eurozona (+1%) con l’accordo per la formazione del governo in Germania. Brusca scivolata per Albemarle.

    Variazioni settimanali su prezzi al 19/01/18

    Le Borse si sono svegliate questa settimana con la notizia che negli Usa è entrato in vigore un blocco di alcuni servizi pubblici non essenziali (shutdown). I mercati sembrano non preoccupati e noi concordiamo. Ci sono stati altri shutdown nella storia Usa e sono durati pochi giorni – mediamente la Borsa ha perso lo 0,6% durante questi periodi. L’ultimo shutdown è stato a ottobre 2013 ed è durato 16 giorni (tanto rispetto alla media storica): la Borsa Usa, al massimo, in quel periodo, ha perso l’1,5% e alla fine dei 16 giorni guadagnava il 3%. 

     

    Apple ai massimi storici

    I titoli tecnologici sono quelli che più di tutti sono saliti dall’elezione di Trump avvenuta nel novembre del 2016 – circa +50%. Buona parte di questi rialzi sono stati sostenuti dalla prospettiva di un rimpatrio della liquidità detenuta all’estero dai giganti di questo settore (rimpatrio favorito dalla riforma fiscale di Trump) – liquidità significa maggiori investimenti, più crescita e, verosimilmente, più dividendi. Ebbene, quella prospettiva sembra ora diventare realtà. Apple (178,46 Usd; Isin US0378331005) ha annunciato il rimpatrio di miliardi di dollari detenuti all’estero da investire negli Stati Uniti. Solo questa manovra dovrebbe portare alla creazione di 20.000 posti di lavoro negli Usa e dovrebbe dare un contributo alla generale crescita dell’economia di circa lo 0,4% annuo. Sono numeri e tempistiche che il mercato ha gradito, per questo il titolo è salito in settimana di un altro 0,8% portandosi sui massimi di sempre. Buona parte delle prospettive di crescita del gruppo è, però, già scontata nei prezzi. Al più mantieni le Apple che hai.

     

    Entusiasmo su tutto il settore tecnologico

    La mossa di Apple ha fatto sperare che anche altre società del settore tecnologico possano prendere decisioni simili prima del previsto. Questo spiega i rialzi di tutto il settore (+4,3% medio, per esempio, per le società che fanno microchip) e il rimbalzo del 3,7% delle azioni Intel (44,82 Usd; Isin US4581401001) – il gruppo ha ancora oggi in conti esteri circa il 50% della sua liquidità. Le cause legali intentate nei confronti del gruppo per le falle di sicurezza dei suoi chip (vedi Altroconsumo Finanza n° 1253) al momento non ci preoccupano. Il titolo resta conveniente. Acquista.

     

    Ancora un piccolo progresso per il settore bancario

    Le grandi banche Usa stanno continuano a presentare il proprio bilancio del 2017 e, nel complesso, le sorprese non sono tantissime. Bank of America (31,72 Usd; Isin US0605051046) ha dovuto mettere a bilancio svalutazioni pesanti nell’ultimo trimestre del 2017, ma si tratta di un fenomeno temporaneo e atteso, che spiana la strada a maggiori utili in futuro. Le azioni sono salite di un altro 1,7% in settimana e sono, secondo noi, da mantenere – per approfondimenti sui conti del gruppo vedi pagina 4. Anche le azioni Santander (5,93 euro; Isin ES0113900J37) sono riuscite a chiudere la settimana in rialzo (+0,2%), nonostante la controllata britannica sia tra quelle che avevano concesso finanziamenti alla fallita società di costruzioni Carillion (vedi paragrafo seguente). Vista la presenza in tanti Paesi, l’impatto totale delle difficoltà nel Regno Unito sarà limitato. Mantieni.

     

    Londra in calo

    Carillion è una società di costruzioni britannica che in settimana ha dovuto dichiarare fallimento. Se pensiamo che la società lascia in sospeso centinaia di progetti nel Paese, capiamo perché la Borsa di Londra, seppure senza drammi, sia stata una delle peggiori (ha chiuso a -0,6%). Sul listino ha pesato anche il calo del 4,8% di Pearson (688 pence; Isin GB0006776081). I primi risultati pubblicati per il 2017 sono in linea con le attese, ma le prospettive annunciate per il 2018 non sono granché: Pearson si aspetta un calo del fatturato a causa delle difficoltà sul mercato americano dell’editoria scolastica (quasi 2/3 del giro d’affari del gruppo). Abbiamo abbassato le stime sugli utili della società, ma non cambiamo il consiglio: mantieni – gli acquisti di azioni proprie dovrebbero comunque aiutare un po’ il titolo. Londra ha pagato anche il -4,7% delle azioni BP (509,9 pence; Isin GB0007980591) dopo che la società ha annunciato, a sorpresa, ulteriori costi per vecchie cause legali. Questo non dovrebbe rimettere in discussione il piano strategico del gruppo, ma potrebbe comportare qualche cessione di attività. Mantieni.

     

    La scivolata di Albemarle

    Settimana no per i titoli delle materie prime (-0,9%), in particolare per quelli del litio: una delle principali compagnie minerarie cilene ha ora la possibilità di aumentare la produzione della materia prima in una delle zone del mondo più ricche di litio. Il mercato si è un po’ spaventato, temendo che l’aumento dell’offerta possa essere eccessivo rispetto alla domanda effettiva di minerale, e ha determinato un calo dei prezzi della materia prima. Questo spiega il -13,1% registrato dalle Albemarle (116,01 Usd; Isin US0126531013), società che dipende quasi esclusivamente dalla vendita di litio e che in passato ti abbiamo consigliato per una scommessa. Non ci spaventiamo: la corsa alle auto elettriche continua e non ci sono al momento altre tecnologie che possano sostituire le batterie al litio come “carburante” di queste auto. I termini della scommessa su Albemarle (vedi Altroconsumo Finanza n° 1238) restano invariati e la stessa resta in piedi. Acquista se hai pelo sullo stomaco. Alla larga se sei un buon padre di famiglia. Anche la Umicore (42,74 euro; Isin BE0974320526) ha risentito del calo dei prezzi del litio. Estraendo anche cobalto, però, il suo ribasso in Borsa è stato inferiore (-5,3%) rispetto a quello di Albemarle. Le Umicore restano convenienti e valgono ancora una scommessa, ma non per il buon padre di famiglia.

     

    Risposte per te

    @Gianfranco L’ultimo dividendo azionario ordinario di National Grid è stato staccato il 23 novembre 2017. È stato messo in pagamento, però, solo a partire dal 10 gennaio del 2018. Dovresti, quindi, averlo ricevuto in questi giorni (verifica l’estratto conto).

    @Michele Nelle schede azioni alle pagine seguenti un livello di rischio 1 indica un investimento poco rischioso, un livello 5 indica un investimento molto rischioso. Il dividendo 2018 è quello che ci aspettiamo sia pagato (salvo acconti) nel 2019.

    @Nicola Anche se operi con broker esteri (come eToro) il bollo sugli investimenti (0,2% sul valore a fine anno) va comunque pagato. Solo che in questo caso devi farlo tu in dichiarazione dei redditi – metti in conto anche il costo di un bravo commercialista.

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  • Analisi
    Pearson: finalmente una buona notizia 8 mesi fa - lunedì 23 ottobre 2017

    Il management di Pearson ha alzato le previsioni sui risultati di fine anno. Una bella novità, dopo tante sorprese negative, che spiega il rialzo registrato dal titolo negli ultimi giorni. In ogni caso, le sfide aperte restano tante.

    Prezzo al momento dell'analisi (20/10/17): 694,50 pence
    Consiglio: Mantieni

     

    Pearson (Isin GB0006776081) ha dichiarato che l’utile industriale a fine 2017 dovrebbe attestarsi nella fascia più alta della forchetta precedentemente annunciata (tra 546 e 606 milioni di sterline). Il piano di ristrutturazione sta dando buoni frutti sul piano dei costi, ma la crescita ancora non c’è. Nei primi 9 mesi il fatturato è sceso del 2%, soprattutto a causa dalla debolezza dell’editoria scolastica negli Usa (due terzi dei ricavi). Per reagire Pearson conta di ridurre il prezzo dei libri e­lettronici e di orientarsi verso il mer­cato del prestito. La sfida principale resta, comunque, quella di uscire gradualmente dall’editoria tradizionale e di adattare l’offerta al digitale. Il gruppo ha i mezzi per farcela, ma la transizione rischia di essere lunga e di pesare sui conti futuri. Confermiamo le stime sull’utile per azione 2017 a 25 pence, ma le abbassiamo da 30 a 27 pence per il 2018.

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  • Analisi
    Stati di tensione: la settimana delle Borse 9 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Settimana nervosa, ma poi chiusa in attivo: New York ha fatto +1,4%, le Borse europee, in media, +0,5%. Basta un nulla, comunque, per far cambiare l’umore ai mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 01/09/2017

    Si naviga a vista

    L’andamento della Borsa di New York fa capire quanto il mercato, in questo periodo, stia navigano a vista. All’inizio della settimana scorsa si è concentrato sulle notizie legate al possibile conflitto con la Corea del Nord, deprimendosi. Poi, però, nonostante il permanere delle tensioni con il Paese asiatico, ha deciso di focalizzarsi su altro, ritrovando ottimismo: primo, il dato sulla ricchezza prodotta dagli Usa, rivisto al rialzo grazie a spese dei consumatori e investimenti delle imprese superiori alle attese; secondo, l’avanzare della tanto attesa riforma fiscale promessa da Trump (nonostante gli annunci, però, ancora di concreto si è visto poco). Nelle prime battute di questa settimana, le tensioni legate a una possibile esplosione del conflitto in Corea sono tornate. Se guerra sarà, le Borse soffriranno (vedi pagina 1): tieniti pronto a comprare il certificate 7x short di Société Générale (7,825 euro; Isin DE000SG2QNU4) che guadagna quando la Borsa scende (se Milano perde il 3% in un giorno, questo prodotto guadagna circa il 21%). Tieniti pronto anche a venderlo appena le tensioni dovessero stemperarsi. Tra i titoli dei colossi societari americani, si è distinto General Electric (25,14 Usd; Isin US3696041033), salito del 2,7% dopo le indiscrezioni di forti tagli ai costi (anche del personale) per rilanciare i profitti. Mantieni.

     

    Il nervosismo del greggio

    Una conferma della mancanza di lucidità del mercato arriva guardando l’andamento del prezzo del petrolio. A inizio settimana è sceso: il mercato aveva preso sottogamba l’uragano in Texas, pur sapendo che si era abbattuto su una zona ad alta densità di raffinerie. Solo sul finire della settimana il mercato si è reso conto della gravità della situazione: non per nulla il greggio è poi risalito, chiudendo la settimana a +0,9%. I titoli delle grandi compagnie petrolifere sono saliti in media, dell’1,3%. Deludente Exxon Mobil (76,57 Usd; Isin US30231G1022) che ha perso lo 0,2% dopo che una sua importante raffineria – la seconda più grande degli Usa – ha subìto più danni del previsto. Comunque le prospettive reddituali del gruppo non sono compromesse: acquista. Benissimo le Ion Geophysical (7,65 Usd; Isin US4620442073) che hanno messo su il 9,3%, proseguendo nella corsa già partita a inizio agosto (più che raddoppiate da fine luglio). A innescarla i conti del secondo trimestre che, pur chiudendosi ancora in rosso, hanno mostrato un aumento dei ricavi e un calo dei costi superiori alle attese. Inoltre, gli ordini di lavoro sono ai massimi dal 2013 e arrivano da Paesi dove è attesa una forte crescita della produzione di idrocarburi. L’entusiasmo ci sembra eccessivo: la sensazione è che stia scontando la possibilità che Ion possa essere rilevata da un concorrente o da qualche compagnia petrolifera. Vista la situazione dei conti di Ion e l’incertezza sull’andamento dei prezzi del greggio crediamo che questa prospettiva sia poco probabile. Limitati a mantenere le azioni Ion che già hai. Tra i titoli europei del settore petrolifero, debole anche Saipem (3,09 euro; +0,6%) nonostante le nuove commesse ottenute in Ghana e Angola. L’importo, del resto, non è tale da modificare le prospettive reddituali del gruppo: non modifichiamo il nostro consiglio. Mantieni.

     

    Tecnologia: mai così in alto

    Tra i titoli migliori della settimana ci sono stati ancora una volta quelli del settore tecnologico: l’indice Nasdaq (che di titoli tecnologici ne raccoglie tanti) ha fatto segnare in settimana un progresso del 2,7%, chiudendo su nuovi massimi storici. Una spinta è arrivata da Apple (164,05 Usd, Isin US0378331005; +2,6%): la conferma che il nuovo telefonino sarà presentato il 12 settembre, in tempo per i regali di Natale, ha fatto ben sperare per i conti della fine dell’anno. Le aspettative sul nuovo telefono sono, però, davvero molto elevate: speriamo non vengano deluse, altrimenti potrebbero essere dolori. Non comprare azioni Apple. Al più mantieni quelle che già hai. Benissimo le azioni Applied Materials (45,1 Usd; Isin US0382221051), salite del 4,1%: la società, in un incontro col mercato, ha ulteriormente rialzato gli obiettivi per la fine dell’anno dopo che già pochi giorni fa aveva mostrato conti trimestrali record. Nonostante la corsa, secondo noi, il titolo continua a essere correttamente valutato. Puoi mantenere le tue azioni. Il consiglio sul singolo titolo azionario è comunque subordinato alla strategia generale di portafoglio: per esempio, se sei un risparmiatore che si identifica nel portafoglio “prudente” non devi avere nessuna azione Usa, anche se il consiglio specifico sulla singola azione è acquista o mantieni.

     

    Il supereuro e la reazione delle Borse di casa nostra

    Le Borse europee hanno seguito lo stesso andamento di Wall Street: male nella prima parte della settimana, poi il recupero. In questo caso, però, il movimento sembra essere stato piuttosto legato alle oscillazioni dell’euro. La paura di un euro troppo forte, che potesse compromettere le esportazioni, ha pesato sulla prima parte della settimana. Poi, verso la fine della settimana, l’euro si è un po’ sgonfiato, ridando fiato alle Borse – vedremo che impatti avrà sulla nostra valuta la riunione della Banca centrale europea, prevista per giovedì 7 settembre. Milano ha chiuso la settimana con un risultato allineato a quello medio delle altre Borse europee, +0,5%. Anche Londra ha chiuso con lo stesso risultato (+0,5%). Tra i singoli titoli europei, da segnalare il tracollo (-15,7%) delle azioni Carrefour (16,64 euro; Isin FR0000120172), dopo la pubblicazione di conti trimestrali sotto le attese e il taglio delle stime per la fine dell’anno. Non è la prima catena di supermercati che subisce una forte correzione dei prezzi in Borsa: in Detto tra noi trovi un approfondimento su questo tema. Barclays (192,15 pence; Isin GB0031348658) è andata peggio della Borsa di Londra, perdendo l’1,1%. I conti trimestrali non sono stati granché e hanno offuscato alcuni importanti passi avanti fatti nel piano di ristrutturazione (cessione attività in Africa). Inoltre, gli indicatori di solidità patrimoniale sono in miglioramento. Mantieni.

     

    Risposte per te

    @FabrizioSu ogni acquisto di azioni di società domiciliate nel Regno Unito, paghi sempre e comunque lo “stamp duty” – la chiamano la tassa della regina - in aggiunta alle commissioni di compravendita della tua banca. È lo 0,5% del valore del tuo investimento.

    @PieroLe minusvalenze su Etf azionari sono compensabili con plusvalenze su singole azioni (non su plusvalenze di Etf e fondi). Se hai scelto il regime amministrato, la tua banca fa le compensazioni in automatico (a patto di aver ottenuto prima le minusvalenze e poi le plusvalenze).

    @ToninoL’ultimo dividendo di National Grid è stato messo in pagamento il 16 agosto, per un importo di 29,10pencelordi per azione. L’ultimo dividendo di Pearson è stato messo in pagamento il 12 maggio, per un valore di 34pencelordi per azione. La banca non ha sbagliato.

     

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 924,80 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 566,50 GBp
ISIN GB0006776081
Borsa Londra
Beta 0,71
Volatilità 30,70 %
Numero di azioni 823.048.400
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 708,15 GBp
Settore Media e tempo libero
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 2.824.136 GBp
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (GBp)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 18,00 17,00 52,00 52,00
Utile corrente 23,00 36,64 -314,06 -38,36
Utile netto 23,00 49,91 -286,82 101,19
Cash Flow corrente 61,00 74,88 42,99 109,09
Cash Flow netto 61,00 72,42 70,24 248,65
EBIT 34,83 30,12 -318,36 -51,15
EBITDA 73,26 68,60 39,03 96,40
Patrimonio netto 519,64 500,34 533,39 787,61
Patrimonio netto tangibile 259,60 247,24 245,95 279,97

Rendimento in euro

Pearson Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 14,27 % 1,57 % 7,17 %
Rendimento ultimi 6 mesi 21,43 % -2,52 % 4,66 %
Rendimento ultimo anno 24,52 % -1,97 % 8,38 %
Rendimento ultimi 5 anni -1,78 % 6,32 % 14,34 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 33,00 % - 51,40 % 87,90 %
Current ratio 1,49 2,12 2,15 1,34
ROE 7,43 % -58,91 % -4,86 % 4,08 %
ROE netto 10,12 % -53,80 % 12,83 % 7,88 %
Margine lordo 54,22 % 54,02 % 55,66 % 54,82 %
Margine netto 9,04 % -51,30 % 18,42 % 9,64 %
EBIT margin 5,43 % -56,99 % -9,31 % 7,14 %
EBITDA margin 12,36 % 6,99 % 17,55 % 15,37 %
Tax rate 3,09 % - -10,92 % 18,83 %
Gearing 13,90 25,11 10,19 27,39
Patrimonio netto / totale attivo 50,98 % 43,19 % 55,16 % 52,51 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 2,09 % 1,98 %
Prezzo/utile corrente 37,41 23,48
Prezzo/cash flow corrente 14,10 11,49
Prezzo/patrimonio netto 1,66 1,72
Prezzo/patrimonio netto tangibile 3,31 3,48
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,81 % -

(e) : stima

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