Pearson GB0006776081

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Articoli

  • Analisi
    Pearson: finalmente una buona notizia un mese fa - lunedì 23 ottobre 2017

    Il management di Pearson ha alzato le previsioni sui risultati di fine anno. Una bella novità, dopo tante sorprese negative, che spiega il rialzo registrato dal titolo negli ultimi giorni. In ogni caso, le sfide aperte restano tante.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Stati di tensione: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 4 settembre 2017
    Settimana nervosa, ma poi chiusa in attivo: New York ha fatto +1,4%, le Borse europee, in media, +0,5%. Basta un nulla, comunque, per far cambiare l’umore ai mercati. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 01/09/2017

    Si naviga a vista

    L’andamento della Borsa di New York fa capire quanto il mercato, in questo periodo, stia navigano a vista. All’inizio della settimana scorsa si è concentrato sulle notizie legate al possibile conflitto con la Corea del Nord, deprimendosi. Poi, però, nonostante il permanere delle tensioni con il Paese asiatico, ha deciso di focalizzarsi su altro, ritrovando ottimismo: primo, il dato sulla ricchezza prodotta dagli Usa, rivisto al rialzo grazie a spese dei consumatori e investimenti delle imprese superiori alle attese; secondo, l’avanzare della tanto attesa riforma fiscale promessa da Trump (nonostante gli annunci, però, ancora di concreto si è visto poco). Nelle prime battute di questa settimana, le tensioni legate a una possibile esplosione del conflitto in Corea sono tornate. Se guerra sarà, le Borse soffriranno (vedi pagina 1): tieniti pronto a comprare il certificate 7x short di Société Générale (7,825 euro; Isin DE000SG2QNU4) che guadagna quando la Borsa scende (se Milano perde il 3% in un giorno, questo prodotto guadagna circa il 21%). Tieniti pronto anche a venderlo appena le tensioni dovessero stemperarsi. Tra i titoli dei colossi societari americani, si è distinto General Electric (25,14 Usd; Isin US3696041033), salito del 2,7% dopo le indiscrezioni di forti tagli ai costi (anche del personale) per rilanciare i profitti. Mantieni.

     

    Il nervosismo del greggio

    Una conferma della mancanza di lucidità del mercato arriva guardando l’andamento del prezzo del petrolio. A inizio settimana è sceso: il mercato aveva preso sottogamba l’uragano in Texas, pur sapendo che si era abbattuto su una zona ad alta densità di raffinerie. Solo sul finire della settimana il mercato si è reso conto della gravità della situazione: non per nulla il greggio è poi risalito, chiudendo la settimana a +0,9%. I titoli delle grandi compagnie petrolifere sono saliti in media, dell’1,3%. Deludente Exxon Mobil (76,57 Usd; Isin US30231G1022) che ha perso lo 0,2% dopo che una sua importante raffineria – la seconda più grande degli Usa – ha subìto più danni del previsto. Comunque le prospettive reddituali del gruppo non sono compromesse: acquista. Benissimo le Ion Geophysical (7,65 Usd; Isin US4620442073) che hanno messo su il 9,3%, proseguendo nella corsa già partita a inizio agosto (più che raddoppiate da fine luglio). A innescarla i conti del secondo trimestre che, pur chiudendosi ancora in rosso, hanno mostrato un aumento dei ricavi e un calo dei costi superiori alle attese. Inoltre, gli ordini di lavoro sono ai massimi dal 2013 e arrivano da Paesi dove è attesa una forte crescita della produzione di idrocarburi. L’entusiasmo ci sembra eccessivo: la sensazione è che stia scontando la possibilità che Ion possa essere rilevata da un concorrente o da qualche compagnia petrolifera. Vista la situazione dei conti di Ion e l’incertezza sull’andamento dei prezzi del greggio crediamo che questa prospettiva sia poco probabile. Limitati a mantenere le azioni Ion che già hai. Tra i titoli europei del settore petrolifero, debole anche Saipem (3,09 euro; +0,6%) nonostante le nuove commesse ottenute in Ghana e Angola. L’importo, del resto, non è tale da modificare le prospettive reddituali del gruppo: non modifichiamo il nostro consiglio. Mantieni.

     

    Tecnologia: mai così in alto

    Tra i titoli migliori della settimana ci sono stati ancora una volta quelli del settore tecnologico: l’indice Nasdaq (che di titoli tecnologici ne raccoglie tanti) ha fatto segnare in settimana un progresso del 2,7%, chiudendo su nuovi massimi storici. Una spinta è arrivata da Apple (164,05 Usd, Isin US0378331005; +2,6%): la conferma che il nuovo telefonino sarà presentato il 12 settembre, in tempo per i regali di Natale, ha fatto ben sperare per i conti della fine dell’anno. Le aspettative sul nuovo telefono sono, però, davvero molto elevate: speriamo non vengano deluse, altrimenti potrebbero essere dolori. Non comprare azioni Apple. Al più mantieni quelle che già hai. Benissimo le azioni Applied Materials (45,1 Usd; Isin US0382221051), salite del 4,1%: la società, in un incontro col mercato, ha ulteriormente rialzato gli obiettivi per la fine dell’anno dopo che già pochi giorni fa aveva mostrato conti trimestrali record. Nonostante la corsa, secondo noi, il titolo continua a essere correttamente valutato. Puoi mantenere le tue azioni. Il consiglio sul singolo titolo azionario è comunque subordinato alla strategia generale di portafoglio: per esempio, se sei un risparmiatore che si identifica nel portafoglio “prudente” non devi avere nessuna azione Usa, anche se il consiglio specifico sulla singola azione è acquista o mantieni.

     

    Il supereuro e la reazione delle Borse di casa nostra

    Le Borse europee hanno seguito lo stesso andamento di Wall Street: male nella prima parte della settimana, poi il recupero. In questo caso, però, il movimento sembra essere stato piuttosto legato alle oscillazioni dell’euro. La paura di un euro troppo forte, che potesse compromettere le esportazioni, ha pesato sulla prima parte della settimana. Poi, verso la fine della settimana, l’euro si è un po’ sgonfiato, ridando fiato alle Borse – vedremo che impatti avrà sulla nostra valuta la riunione della Banca centrale europea, prevista per giovedì 7 settembre. Milano ha chiuso la settimana con un risultato allineato a quello medio delle altre Borse europee, +0,5%. Anche Londra ha chiuso con lo stesso risultato (+0,5%). Tra i singoli titoli europei, da segnalare il tracollo (-15,7%) delle azioni Carrefour (16,64 euro; Isin FR0000120172), dopo la pubblicazione di conti trimestrali sotto le attese e il taglio delle stime per la fine dell’anno. Non è la prima catena di supermercati che subisce una forte correzione dei prezzi in Borsa: in Detto tra noi trovi un approfondimento su questo tema. Barclays (192,15 pence; Isin GB0031348658) è andata peggio della Borsa di Londra, perdendo l’1,1%. I conti trimestrali non sono stati granché e hanno offuscato alcuni importanti passi avanti fatti nel piano di ristrutturazione (cessione attività in Africa). Inoltre, gli indicatori di solidità patrimoniale sono in miglioramento. Mantieni.

     

    Risposte per te

    @FabrizioSu ogni acquisto di azioni di società domiciliate nel Regno Unito, paghi sempre e comunque lo “stamp duty” – la chiamano la tassa della regina - in aggiunta alle commissioni di compravendita della tua banca. È lo 0,5% del valore del tuo investimento.

    @PieroLe minusvalenze su Etf azionari sono compensabili con plusvalenze su singole azioni (non su plusvalenze di Etf e fondi). Se hai scelto il regime amministrato, la tua banca fa le compensazioni in automatico (a patto di aver ottenuto prima le minusvalenze e poi le plusvalenze).

    @ToninoL’ultimo dividendo di National Grid è stato messo in pagamento il 16 agosto, per un importo di 29,10pencelordi per azione. L’ultimo dividendo di Pearson è stato messo in pagamento il 12 maggio, per un valore di 34pencelordi per azione. La banca non ha sbagliato.

     

     

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  • Analisi
    Pearson: cede Penguin 5 mesi fa - lunedì 17 luglio 2017

    La cessione di una fetta di attività non è piaciuta al mercato – il prezzo è giudicato troppo basso. Il momento di mercato non è semplice per il gruppo, e infatti riduciamo le nostre stime sul dividendo, ma la situazione non è nemmeno da “si salvi chi può”.

    Prezzo al momento dell'analisi (14/07/17): 635,50 pence
    Consiglio: Mantieni

     

    L’editore britannico Pearson (Isin GB0006776081) continua con le cessioni per rafforzare il bilancio: ha appena annunciato la vendita di Penguin Random House. Il prezzo di vendita è nella fascia più bassa delle attese, il che ha fatto temere che le finanze del gruppo siano messe peggio di quanto non si creda. Una parte dei proventi della vendita sarà restituita agli azionisti tramite acquisti di azioni proprie. In ogni caso, la vendita non risolve tutti i problemi del gruppo, che fatica a far crescere il proprio fatturato e la liquidità in cassa. Pearson sta incontrando difficoltà ad adattare la propria offerta alle nuove tecnologie digitali (sempre più importanti nell’editoria). Tenendo conto di questo e del fatto che i vertici hanno annunciato che non utilizzeranno i proventi delle cessioni per remunerare gli azionisti, abbassiamo le stime sul dividendo 2017 da 20 a 15 pence per azione. 

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  • Analisi
    Pearson, titolo in ripresa 7 mesi fa - lunedì 8 maggio 2017
    Gli annunci del management sono stati apprezzati dal mercato, ridando un po’ d’ossigeno al titolo. 

    Prezzo al momento dell'analisi (05/05/2017): 739,50 pence

    L’azione resta correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    L’editore britannico Pearson (Isin GB0006776081), che accusa lo sviluppo dei servizi digitali, ha appena annunciato altre importanti riduzioni dei costi e la possibile cessione dell’attività libri scolastici negli Usa. In attesa di saperne di più, limitati a mantenere questa azione correttamente valutata. 

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  • Analisi
    Pearson: taglierà il dividendo 11 mesi fa - venerdì 20 gennaio 2017
    Pearson ha lanciato un allarme sull’andamento dei conti e ha preannunciato un taglio del dividendo. Riduciamo le stime sugli utili e cambiamo il consiglio.

    Prezzo al momento dell'analisi (19/01/2017): 588,5 pence

    Consiglio: mantieni

    Contro tutte le attese, Pearson (Isin GB0006776081) ha abbandonato i suoi obiettivi di redditività per il 2017 e 2018. Il motivo? Nel 4° trimestre le attività legate alle edizioni scolastiche negli Usa hanno registrato un calo senza precedenti. Per questo, ora Pearson si aspetta che i ricavi restino sotto pressione anche nei prossimi trimestri. Il gruppo paga anche il ritardo nella transizione delle attività verso il digitale e ora conta di prendere delle misure drastiche per accelerarla. In più, per salvaguardare la solidità finanziaria, cederà la partecipazione in Penguin Random House (parte dei proventi dovrebbero essere distribuiti agli azionisti) e taglierà il dividendo (secondo le nostre stime, a 20 pence a valere sui conti 2017). Tenendo conto di tutto ciò, abbassiamo le stime sul­l’utile per azione 2017 (da 40 a 25 pence) e 2018 (da 55 a 30 pence).

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 827,50 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 566,50 GBp
ISIN GB0006776081
Borsa Londra
Beta 0,71
Volatilità 30,70 %
Numero di azioni 823.048.400
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 617,29 GBp
Settore Media e tempo libero
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 2.738.234 GBp
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (GBp)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 15,00 52,00 52,00 51,00
Utile corrente 25,00 -314,06 -38,36 30,09
Utile netto 25,00 -286,82 101,19 58,08
Cash Flow corrente 67,52 42,99 109,09 79,49
Cash Flow netto 67,52 70,24 248,65 107,49
EBIT 39,62 -318,36 -51,15 42,92
EBITDA 82,56 39,03 96,40 92,37
Patrimonio netto 519,39 533,39 787,61 735,70
Patrimonio netto tangibile 231,94 245,95 279,97 116,77

Rendimento in euro

Pearson Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 30,01 % 2,45 % 8,03 %
Rendimento ultimi 6 mesi 5,42 % 0,50 % 4,01 %
Rendimento ultimo anno -5,38 % 9,29 % 6,08 %
Rendimento ultimi 5 anni -5,71 % 6,92 % 15,87 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out - 51,40 % 87,90 % 72,30 %
Current ratio 2,12 2,15 1,34 1,29
ROE -58,91 % -4,86 % 4,08 % 5,63 %
ROE netto -53,80 % 12,83 % 7,88 % 9,44 %
Margine lordo 54,02 % 55,66 % 54,82 % 54,39 %
Margine netto -51,30 % 18,42 % 9,64 % 10,63 %
EBIT margin -56,99 % -9,31 % 7,14 % 8,50 %
EBITDA margin 6,99 % 17,55 % 15,37 % 14,60 %
Tax rate - -10,92 % 18,83 % 11,78 %
Gearing 25,11 10,19 27,39 24,80
Patrimonio netto / totale attivo 43,19 % 55,16 % 52,51 % 52,20 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 2,03 % 7,05 %
Prezzo/utile corrente 29,52 -
Prezzo/cash flow corrente 10,93 17,16
Prezzo/patrimonio netto 1,42 1,38
Prezzo/patrimonio netto tangibile 3,18 3,00
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,88 % -

(e) : stima

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