Pfizer

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36,36 USD 15/06/2018 22:01 New York
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Articoli

  • Analisi
    Senza colore: la settimana delle Borse un mese fa - lunedì 7 maggio 2018
    Settimana poco brillante per i listini azionari. La Borsa di New York ha chiuso con un calo dello 0,2%. Le Borse europee, in media, sono salite dello 0,6%. Tra queste, in barba alla crisi di governo, si distingue in positivo Piazza Affari, salita dell’1,7% – dalla chiusura del 1° marzo Milano guadagna l’8,4% contro il +3,1% medio delle Borse europee. Ti parliamo anche della futura quotazione di Xiaomi.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Venti di guerra: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 26 marzo 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha chiuso con un calo del 6%. I listini europei, in media, hanno ceduto il 3,4%: tra i peggiori ci sono Francoforte (-4,1%) e Madrid (-3,6%). Milano, nonostante le tensioni sulla formazione del Governo, ha chiuso la settimana a -2,5%, meglio delle colleghe. Tokio ha perso il 4,9%, le azioni cinesi il 3,7%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Pfizer: prospettive deludenti 4 mesi fa - giovedì 8 febbraio 2018
    I costi per rimpatriare i capitali dall’estero peseranno sui risultati di Pfizer a breve termine.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Il peggior calo dalla fine del 2016: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 5 febbraio 2018
    Dopo le corse di gennaio, tutti i listini azionari mondiali hanno vissuto una settimana pessima. New York ha perso il 3,9%, le Borse europee, in media, il 3,5% – Milano si è fermata a -2,7% – Tokio l’1,5% e le azioni cinesi il 2,5%.

    Variaizoni settimanali su prezzi al 02/02/18

     

    La concorrenza delle obbligazioni

    Il pretesto per il calo è arrivato dalla risalita dei rendimenti dei titoli di Stato – per qualcuno, le parole della Banca centrale Usa hanno aperto alla possibilità di un quarto rialzo dei tassi nel 2018 (se ne aspettavano tre). Sul mercato, però, il rialzo dei rendimenti delle obbligazioni va avanti da qualche settimana ed è quello che ha penalizzato, soprattutto, i titoli delle utility: -10% circa da fine novembre 2016 e -2,5% nell’ultima settimana. Le utility distribuiscono dividendi generosi e questi sono tanto più interessanti quanto più i rendimenti dei bond sono bassi. Se questi ultimi salgono, il mercato li preferisce, perché più “sicuri” di un titolo azionario. C’è da scappare dalle utility? No. Primo: i rendimenti dei titoli di Stato si stanno alzando perché l’economia sta andando bene. Se c’è crescita, aumentano i consumi di energia e, quindi, aumentano gli utili e i dividendi di queste società. Secondo: i rendimenti da dividendo offerti da queste società sono in media del 3,8%, ben più alti dei rendimenti medi oggi offerti dai titoli di Stato (pensa che un titolo di Stato tedesco a cinque anni rende poco sopra lo 0%). Le utility sono anche società molto indebitate (più di altre), quindi se i tassi d’interesse salgono, il costo, in termini di interessi da pagare sul loro debito, potrebbe salire. Molte, però, si sono indebitate nei mesi scorsi a tassi bassi e fissi, quindi l’impatto sugli utili di un rialzo dei tassi dovrebbe essere in qualche modo contenuto. Confermiamo il consiglio sul settore e su National Grid (791,4 pence; Isin GB00BDR05C01) che ha perso l’-1,9% la scorsa settimana, -10,6% da fine novembre risentendo del generale calo delle utility. Acquista. Ti consigliamo di comprare le National Grid sulla Borsa di Londra. Se non hai accesso a questo listino, puoi comprarle a New York, dove sono quotate in dollari (56,05 Usd) e hanno codice Isin US6362744095.

     

    La rivoluzione nella farmacia

    La settimana è stata condizionata anche dal calo dei titoli del settore farmaceutico, scesi mediamente del 4,7%. A determinare questo calo due ragioni. La prima: Trump è tornato a promettere di intervenire sul prezzo dei farmaci negli Usa, in modo da abbassarli. Questo ha fatto male a diversi colossi del settore: nonostante la presentazione di conti trimestrali superiori alle attese di mercato, le azioni Pfizer (36,61 Usd; Isin US7170811035) hanno perso in settimana il 6,2%. Nonostante il calo, a nostro parere restano ancora delle azioni care. Se ne hai, vendile. La seconda: Amazon (1.429,95 Usd; Isin US0231351067) ha annunciato di aver creato una propria azienda sanitaria per offrire servizi di qualità e a basso costo ai propri dipendenti. È un altro passo che il colosso della distribuzione sta facendo nel settore della salute pubblica dopo aver acquistato, a fine 2017, le licenze per vendere medicinali su prescrizione in diversi Stati americani. Una concorrenza temibile, visto che Amazon ha storicamente messo in difficoltà le società dei settori in cui è sbarcata.

     

    Amazon…

    Non per nulla, a dispetto del clima pessimo sulle Borse, le azioni di Amazon hanno chiuso la settimana in rialzo del 2%. Più che il progetto legato alla sanità – per ora molto piccolo e le cui prospettive sono di lungo periodo (anni prima che possa partire, se partirà, su grande scala) – a spingere le azioni sono stati i conti trimestrali, che hanno mostrato ricavi in crescita di quasi il 40% e utili, per la prima volta nella sua storia, superiori al miliardo di dollari. La valutazione delle azioni Amazon in Borsa è fuori di testa – per esempio, paghi circa 160 volte gli utili attesi per la società contro le 16 volte che paghi, in media, per gli utili delle altre società quotate in giro per il mondo – e il buon padre di famiglia ne deve stare alla larga. Per chi ha pelo sullo stomaco, però, si può azzardare una scommessa sul fatto che la società continuerà a rivoluzionare il mondo per come lo conosciamo e continuerà a registrare i tassi di crescita stellari conosciuti fin qui.

     

    … e gli altri conti dei colossi della tecnologia

    Oltre ad Amazon, diversi colossi del settore tecnologico hanno presentato i loro conti del 2017. Mediamente, le azioni del settore sono scese del 3,8%. Le zone d’ombra non sono mancare. Per esempio, Facebook (190,28 Usd; Isin US30303M1027), pur presentando buoni risultati per il 2017, ha dovuto ammettere che la gente sta iniziando a passare meno tempo sul suo social network (approfondimenti a pagina 4). Non ci piace: le azioni in settimana si sono salvate (+0,1%) ma, secondo noi, sono da vendere. Settimana no per le azioni Apple (160,5 Usd; Isin US0378331005), che hanno perso il 6,4%. Il calo dei volumi di vendita dei telefonini, mostrato nell’ultimo bilancio, sembra confermare le voci che danno il gruppo in difficoltà a vendere il nuovo iPhone X. Va, però, detto che, nonostante il calo delle vendite, ricavi e utili sono saliti, segno che le azioni possono dare ancora qualche soddisfazione. Se le hai in mano, puoi ancora mantenerle (sempre che il tuo portafoglio preveda azioni Usa, vedi qui sul sito la sezione www.altroconsumo.it/finanza/portafoglio). 

     

    Nonostante la settimana difficile, le azioni della telefonia hanno retto il colpo, aiutate dal +0,7% fatto dalle AT&T (38,07 Usd; Isin US00206R1023) dopo la presentazione di conti trimestrali rassicuranti. Mantieni.

     

    Altra settimana negativa per le azioni Sage (738,2 pence; Isin GB00B8C3BL03) che continuano a risentire del dato sui ricavi, giudicato dal mercato deludente, mostrato per il primo trimestre dell’anno fiscale 2017/18 (le azioni hanno perso il 10% circa dalla pubblicazione del risultato). Noi giudichiamo il dato meno negativamente: probabilmente il mercato ha approfittato per portare a casa un po’ di guadagni dopo la corsa delle azioni dell’ultimo anno. Mantieni. 

     

    Risposte per te

    @Gianfranco Il titolo Umicore non fa parte della selezione d’azioni, quindi non trovi nel portafoglio il consiglio aggiornato ogni giorno. In ogni caso, non è abbandonato e torniamo a fare il punto con regolarità (vedi Altroconsumo Finanza n° 1254).

    @Nicola EToro non ci piace. Non compri azioni, ma prodotti “derivati” e rischiosi chiamati cfd. Inoltre, devi curare tu tutta la fiscalità (metti in conto il costo del commercialista). Per fare trading ti basta aprire un deposito titoli presso la tua stessa banca.

    @Paolo Dall’anno scorso il titolo Enel è tornato a distribuire un acconto sul dividendo. L’ultimo è stato staccato il 22 gennaio 2018 (0,105 euro per azione) e messo in pagamento due giorni dopo. Lo stacco del saldo è previsto per il 23 luglio 2018.

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  • Analisi
    Pfizer : risultati trimestrali deludenti 10 mesi fa - martedì 8 agosto 2017
    Pfizer chiude il secondo trimestre con dati in calo, mettendo in luce alcune lacune dei laboratori Usa. A questi prezzi e con queste prospettive il titolo ci sembra sopravvalutato rispetto al mercato.
    Pfizer

    Pfizer

    Prezzo al momento dell'analisi (7/08/2017): 18,59 Usd

    Consiglio: vendi

    Nel secondo trimestre di quest'anno le vendite di Pfizer sono rimaste stabili, se non si tiene conto dell'effetto cambio. La concorrenza dei generici ha pesato molto, soprattutto nei confronti del farmaco Enbrel (-17% ; serve per curare l’artrite reumatoide) che il gruppo commercializza negli Usa e in Canada, e ha contribuito al calo delle vendite del vaccino Prevnar (-7%). La scadenza, ormai prossima, del brevetto del Viagra e del medicinale per il trattamento del dolore Lyrica non miglioreranno certamente la situazione. Questi risultati deludenti mettono in luce la mancanza di vettori di crescita capaci di compensare l’erosione delle vendite provocata dalla concorrenza dei farmaci generici. Le vendite di farmaci « di punta » come lo Xeljanz (+56%; per l’artrite reumatoide), Ibrance (+67% ; per il cancro) e l’Eliquis (+52%; anticoagulante) sono sufficienti in effetti solo per manterere inalterata la situazione attuale. relais. Pfizer ha rotto il suo salvadanaio per acquistare Hospira (specialista nella produzione di farmaci generici) et Medivation (specialista in farmaci oncologici) e trovare una prima soluzione alla propria mancanza di crescita. Purtroppo l’apporto delle loro vendite non avrà effetti positivi nell’immediato. La società confida, tuttavia, nella futura approvazione di un numero tra 25 e 30 nuovi brevetti nei prossimi cinque anni, di cui i laboratori avrebbero gran bisogno. Per il momento lasciamo immutate le nostre stime. Prevediamo un utile per azione di 1,55 dollari per il 2017 e di 1,7 dollari nel 2018.

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 39,02 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 32,67 USD
ISIN US7170811035
Borsa New York
Beta 0,75
Volatilità 15,64 %
Numero di azioni 5.955.121.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 216,53 USD
Settore Salute e farmacia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 690.827 USD
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (USD)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 1,36 1,28 1,20 1,12
Utile corrente 1,90 3,57 1,18 1,13
Utile netto 1,90 3,57 1,18 1,13
Cash Flow corrente 2,90 4,62 2,13 1,96
Cash Flow netto 2,90 4,62 2,13 1,96
EBIT 2,50 2,36 1,41 1,51
EBITDA 3,50 3,41 2,36 2,35
Patrimonio netto 11,85 11,93 9,81 10,48
Patrimonio netto tangibile 2,30 2,57 0,84 2,67

Rendimento in euro

Pfizer Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 6,44 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi 0,87 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno 10,44 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 11,40 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 36,55 % 103,20 % 102,60 % 73,23 %
Current ratio 1,35 1,25 1,49 2,67
ROE 29,88 % 12,12 % 10,74 % 12,81 %
ROE netto 29,88 % 12,12 % 10,75 % 12,81 %
Margine lordo 78,61 % 76,66 % 80,25 % 80,69 %
Margine netto 40,64 % 13,72 % 14,30 % 18,48 %
EBIT margin 26,76 % 16,25 % 19,13 % 23,96 %
EBITDA margin 38,69 % 27,15 % 29,69 % 35,12 %
Tax rate -73,52 % 13,42 % 22,17 % 25,39 %
Gearing 32,79 40,50 24,14 0,78
Patrimonio netto / totale attivo 41,71 % 34,87 % 38,81 % 42,31 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 3,74 % 3,52 %
Prezzo/utile corrente 19,14 10,19
Prezzo/cash flow corrente 12,54 7,88
Prezzo/patrimonio netto 3,07 3,05
Prezzo/patrimonio netto tangibile 15,81 14,16
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,03 % -

(e) : stima

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