PHAROL (ex Portugal Telecom) PTPTC0AM0009

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Articoli

  • Analisi
    Il banco vince sempre: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 12 dicembre 2016
    La Banca centrale europea si muove e le Borse, soprattutto quelle europee, volano in alto.
    Variazioni settimanali su prezzi al 09/12/16

    Sono anni che le Banche centrali determinano il destino delle Borse e in questa ultima settimana la musica non è cambiata. L’aumento dell’aiuto al mercato da parte della Banca centrale europea – 60 miliardi al mese per 9 mesi, contro gli 80 al mese per 6 mesi che il mercato si attendeva – ha fatto volare le Borse. In particolare, quelle della zona euro hanno messo su in media il 6%. Anche New York, però, ha registrato nuovi record storici, salendo del 3,1%. Milano è salita del 7,1%, nonostante la pesante incognita del Monte Paschi (invariata anche in una settimana di questo tipo). Vendi le azioni Mps (19,5 euro). Su di giri Unicredit (2,5 euro) che è volata su del 20%. Sempre nel settore finanziario, bene si è comportata Western Union (22,01 Usd; Isin US9598021098) che pur essendo una società americana ha messo su quanto in media hanno fatto le banche europee (+7,5%). Il mercato ha apprezzato l’acquisto di Walletron, società specializzata nei pagamenti tramite dispositivi mobili. L’impatto sui conti del gruppo, però, sarà limitato: mantieni le azioni, ma non acquistarne altre. Per i titoli petroliferi è stata solo una settimana discreta (+2,5%). Piuttosto, molto buono è stato l’avvio di questa settimana, con il rialzo del greggio: la lista di Paesi che hanno deciso di contenere le estrazioni di petrolio si allunga. Bene, in particolare, Eni (14,25 euro), complice anche la cessione di alcune attività in Egitto: è denaro utile per le casse del gruppo. Nel settore petrolifero c’è comunque di meglio: al più limitati a mantenere le azioni Eni che hai già in mano.

    Risposte per te
    @Emanuele Da azionista Bpm (0,35 euro) hai ricevuto i diritti di recesso dal titolo per effetto della fusione con Banco popolare (2,25 euro). Vendi le azioni e fai scadere i diritti.
    @Giuliano Al momento sull’aumento di capitale di Unicredit (2,50 euro) ci sono solo indiscrezioni. Non si sa importo, data di partenza, prezzo… Il titolo resta conveniente.  
    @Mauro Se hai venduto le Pharol (0,196 euro) a giugno, puoi usare le minusvalenze ottenute non solo quest’anno, ma anche nei prossimi 4 anni, fino al 31/12/2020.  

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  • Analisi
    Pharol: dipendente da Oi 9 mesi fa - lunedì 3 ottobre 2016
    Dopo aver toccato i minimi storici a giugno, il titolo Pharol ha un po’ rialzato la testa grazie al buon andamento, sulla Borsa brasiliana, della controllata Oi. Non dimenticare, però, che quest’ultima è in una sorta di concordato preventivo per evitare il fallimento.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Brasile in ginocchio un anno fa - venerdì 24 giugno 2016
    Oi, la quarta compagnia telefonica brasiliana, è di fatto fallita. Devi scappare dal Brasile? Qui facciamo il punto.
    FALLIMENTO SPAVENTOSO…
    Oi non è ancora tecnicamente fallita, ma poco ci manca: schiacciata da quasi 17 miliardi di euro di debiti, ha dovuto alzare bandiera bianca, chiedendo di entrare in una sorta di “concordato preventivo” – si sospende il pagamento dei debiti, si cerca un accordo con i creditori e si prova così a salvare l’azienda (un processo che può durare anni). La notizia ci ha spaventato: si tratta del “fallimento” più grande della storia brasiliana. Ultimo di una serie impressionante: oltre 400 aziende carioca sono entrate in questo “concordato preventivo” solo nel primo trimestre del 2016. Oi trascinerà il Paese al fallimento?
    Così non sembra. Di quei 17 miliardi di debiti, solo un quarto sono nei confronti di banche brasiliane – il resto verso fondi d’investimento e investitori esteri. La banca più esposta al rischio di un “fallimento” di Oi sarebbe Banco do Brasil: i crediti verso Oi rappresentano però solo un 1% dei crediti complessivi. È probabile, inoltre, che in fase di concordato le banche riescano comunque a recuperare qualcosa. Insomma: non ci aspettiamo un effetto a valanga del “fallimento” di Oi sulle banche del Paese. Non per nulla dopo la notizia, la Borsa brasiliana è comunque salita e il cambio è rimasto sostanzialmente invariato.
     
    IL DEBITO DELLE SOCIETÀ BRASILIANE È ALTO
    La situazione va comunque controllata da vicino: in media le società brasiliane sono parecchio indebitate – il loro debito pesa per circa il 60% della ricchezza prodotta dal Paese. E tra queste società ce ne sono diverse a controllo statale: pensiamo su tutte alla Petrobras, società petrolifera che ha quasi 90 miliardi di euro di debiti (tra le più indebitate al mondo), circa 4,5 volte gli utili industriali fatti nel 2015 – in media a livello mondiale il rapporto oscilla tra 2,5 e 3. Se la situazione dovesse peggiorare, significa che sarà lo Stato a doverci mettere una pezza. Il Brasile è in grado di farlo? Al momento ancora sì. Il rapporto tra debito pubblico e ricchezza prodotta dal Paese è vicino al 70%, meno dell’85% medio dei 28 Paesi dell’Unione europea. Inoltre il debito estero rappresenta nemmeno il 5% della ricchezza prodotta dal Paese – ben dentro la soglia di sicurezza del 40% fissata dal Fondo monetario internazionale. Non per nulla il costo per assicurarsi dal fallimento del Paese (cds) è sì più elevato di altri Paesi, ma non su valori fuori controllo: il cds del Brasile è sceso da 500 di fine 2015 ai 300 attuali (ricorda che il valore dei cds era intorno a 1.000 per l’Irlanda e a 1.200 per il Portogallo quando questi due Paesi hanno dovuto chiedere gli aiuti internazionali nella crisi del 2011). Infine, un’ultima nota di speranza viene dal dato sulla ricchezza prodotta dal Paese nel primo trimestre del 2016: la recessione c’è ancora, ma meno pronunciata di quanto si temesse (-0,3% rispetto al trimestre precedente, si temeva -0,8% dopo il -1,3% del quarto trimestre 2015).
     
    CAUTELA MA NIENTE PANICO
    Per ora, dunque, nonostante le oggettive difficoltà, la situazione non ci sembra da “si salvi chi può”. Noi seguiremo da vicino la situazione, ma per il momento puoi continuare a investire in obbligazioni in real brasiliani e in azioni brasiliane. Fallo, però, con alcune cautele. Per quanto riguarda le obbligazioni compra solo quelle di emittenti super sicuri (come la Bei): stai alla larga dai bond in real emessi da società brasiliane e dallo Stato brasiliano. In questo modo limiti il rischio solo alla valuta – ti consigliamo bond in real da circa un anno, al massimo sul cambio ci perdi l’8% (quindi tenendo conto delle cedole al peggio dovresti essere in pareggio), al meglio guadagni circa il 28%. Trovi i bond consigliati qui. Inoltre non dimenticare che devi investire in bond in real brasiliani solo il 5% del tuo portafoglio. Controlla che sia così. Anche alla Borsa brasiliana devi dedicare solo il 5% del portafoglio. Occhio, però: se sei uno che si spaventa tanto per i su e giù dei listini e hai solo 5 o 10 anni come orizzonte temporale per vedere i ritorni dei tuoi investimenti, la Borsa carioca non fa per te. Per maggior dettagli vai qui.
     
    PHAROL: PER ORA LA VERA VITTIMA DI OI
    Pharol (0,10 euro) è il nuovo nome della vecchia Portugal Telecom. Peccato che di portoghese in Pharol non sia rimasto nulla: Pharol è una scatola che ha in pancia solo il 27,2% di Oi e alcuni crediti nei confronti di una società che si chiama Rioforte (crediti che non recupererà mai). Di fatto, quindi, Pharol è Oi. Per questo la notizia del concordato preventivo di Oi è grave. Noi sapevamo delle difficoltà di Oi, ma speravamo che prima di arrivare a questa premessa di fallimento si potesse trovare a un’altra soluzione che avrebbe potuto favorire gli azionisti come Pharol (vedi Altroconsumo Finanza n° 1162). Purtroppo così non è stato. Ora la situazione è molto complicata e rischi di restare con il cerino in mano. Non farti trovare in questa situazione: anche se purtroppo il titolo ha già perso tanto, vendi le Pharol appena puoi – al momento in cui scriviamo, il 27,2% di Oi vale in Borsa circa 64 milioni di euro, mentre Pharol ne vale 87 milioni (i valori tenderanno ad allinearsi, ora ne esci, quindi, con un piccolo vantaggio). Non dovresti avere in mano bond emessi da Oi, Pahrol o Portugal Telecom: sempre su Altroconsumo Finanza n° 1162 ti avevamo ribadito di venderli. Se, però, li hai, liberatene al più presto – è vero che ora recuperi solo il 15% di quanto investito, ma non è detto che dalla procedura di concordato (che po-trebbe durare anni) tu possa recuperare molto di più.

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  • Analisi
    Pharol: vendi un anno fa - mercoledì 22 giugno 2016
    Cambia il consiglio.

    Prezzo al momento dell'analisi (ore 12:58 del 22/06/16): 0,087 euro

    Pharol è una società portoghese, ma di fatto brasiliana: in pancia ha in pratica solo il 28% delle azioni della brasiliana Oi.

    La situazione per Oi è precipitata nella notte di lunedì 20: vista la mole di debiti, ha chiesto una sorta di concordato preventivo. Non è un fallimento, ma poco ci manca: ti consigliamo quindi di vendere le tue azioni Pharol.

    Ieri, martedì 21 non lo hai potuto fare, perché le nogoziazioni del titolo sulla Borsa di Lisbona sono state sospese. Adesso, però, è possibile. Fallo: tenere in mano azioni di una società in via di fallimento è il peggio che ti possa capitare.

    Non dovresti avere in mano obbligazioni Pharol o Oi o Portugal Telecom (https://www.altroconsumo.it/finanza/azione-si-bond-no-s5321984.htm), ma se per caso le hai vendi anche quelle.

    Torneremo a breve sulla questione con maggiori dettagli.

     

     

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  • Analisi
    Azione sì, bond no? un anno fa - venerdì 19 febbraio 2016
    Perché consigliate di mantenere le azioni della Pharol (Portugal Telecom), ma non consigliate le obbligazioni della Portugal Telecom?

    Il motivo per cui ti consigliamo di mantenere le azioni Pharol (0,25 euro), ma non ti consigliamo i bond di Portugal Telecom risiede nel fatto che queste obbligazioni sono a rischio ristrutturazione. Una ristrutturazione del debito significa per un possessore di obbligazioni andare incontro a delle perdite, mentre per gli azionisti è una buona notizia, perché la società si “alleggerisce” di parte del debito e può proseguire nella sua attività, portando benefici alle quotazioni in Borsa del titolo. Ma perché questi bond dovrebbero essere ristrutturati? Semplice. Pharol, la ex Portugal Telecom, a oggi è una società che ha “in pancia” praticamente la sola partecipazione in Oi Brasil, una telecom brasiliana, che è anche la società che deve ripagare i bond Portugal Telecom. E qui sta il problema. Le sorti di Oi sono infatti legate all’andamento del Brasile e l’attuale debolezza della sua economia sta pesando sui conti della società, con un fatturato in forte calo. Inoltre, il debito di Oi è in dollari e in euro, mentre i suoi ricavi sono in real, che ha perso molto terreno nei confronti delle due principale due valute mondiali. Ricavi in calo e per di più che valgono meno una volta convertiti in dollari o euro significano sempre meno entrate per Oi per far fronte ai suoi debiti, che diventano sempre più insostenibili. Ecco allora perché sono insistenti le voci di una ristrutturazione del debito di Oi e perché è meglio stare alla larga dai bond Portugal Telecom.

     
    PIUTTOSTO COMPRATI IL REAL
    Se vuoi puntare su una ripresa del Brasile, piuttosto che puntare sul recupero di Oi, e quindi sui bond Portugal Telecom, investi direttamente sul real brasiliano acquistando una delle obbligazioni che ti consigliamo a pagina 11. I titoli che ti consigliamo sono infatti emessi da enti supersicuri, come la Bei, con i quali elimini il rischio di fallimento dell’emittente e ti permettono di beneficiare del recupero del real in scia a un miglioramento dell’intera economia brasiliana.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 0,44 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 0,17 EUR
ISIN PTPTC0AM0009
Borsa Lisbona
Beta 1,34
Volatilità 65,09 %
Numero di azioni 896.512.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,31 EUR
Settore Telecomunicazioni
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 1.461 EUR
Punteggio corporate governance 2

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Dividendo 0,01 0,00 0,02 0,00
Utile corrente -0,16 -0,11 -0,79 -0,39
Utile netto -0,16 -0,11 -0,79 -0,35
Cash Flow corrente -0,16 -0,11 -0,79 -0,39
Cash Flow netto -0,16 -0,11 -0,79 -0,35
EBIT -0,01 -0,01 -0,02 -0,03
EBITDA -0,01 -0,01 -0,02 -0,03
Patrimonio netto 0,03 0,21 0,31 1,32
Patrimonio netto tangibile 0,03 0,21 0,31 1,32

Rendimento in euro

PHAROL (ex Portugal Telecom) Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 0,59 % 2,20 % -1,58 %
Rendimento ultimi 6 mesi 50,22 % 6,25 % 0,68 %
Rendimento ultimo anno 115,82 % 14,30 % 9,30 %
Rendimento ultimi 5 anni -33,42 % 8,04 % 13,85 %

Indici finanziari della società

2016 (e) 2015 2014 2013
Pay out - - - 27,09 %
Current ratio - 6,81 13,03 1,35
ROE - -254,68 % -29,34 % 21,33 %
ROE netto - -254,70 % -26,27 % 21,33 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - 13,53 %
EBIT margin - - - 12,04 %
EBITDA margin - - - 38,27 %
Tax rate - - - 13,78 %
Gearing - -23,76 -43,19 269,98
Patrimonio netto / totale attivo - 88,13 % 94,59 % 14,78 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016 (e)
Rendimento da dividendo 2,12 % 0,00 %
Prezzo/utile corrente - -
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 10,49 1,65
Prezzo/patrimonio netto tangibile 10,49 1,65
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 4,62 % -

(e) : stima

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