Poste Italiane

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7,34 EUR 21/06/2018 17:40 Milano
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Articoli

  • Analisi
    Poste Italiane, in arrivo un aumento delle tariffe 18 giorni fa - lunedì 4 giugno 2018
    Negli ultimi giorni il titolo Poste Italiane non è scampato all’ottovolante di Piazza Affari. Anzi, vista la componente “finanziaria” dell’attività del gruppo, la volatilità dell’azione si è mostrata analoga a quella delle banche.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Mare in burrasca: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 5 marzo 2018
    Per ora non c’è una reazione drammatica, ma l’incertezza emersa dalle urne potrebbe pesare sulla Borsa di Milano a lungo. Al di là della questione italiana, infatti, tutte le Borse non si stanno comportando per niente bene. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 02/03/18

    New York -2%

    Anche New York è in balìa della politica. Da un lato c’è quella monetaria della Banca centrale. Come detto a pagina 1, alla prima uscita ufficiale i nuovi vertici non hanno fatto una bella impressione e hanno alimentato il timore che si vada verso un rialzo dei tassi d’interesse più consistente del previsto. Dall’altro c’è quella commerciale di Trump, che ha ufficializzato l’introduzione di dazi per le importazioni d’acciaio e alluminio. Questo potrebbe portare a ritorsioni da parte di altri Paesi che potrebbero penalizzare le esportazioni Usa. Insomma, tra rialzo dei tassi e possibili problemi alle esportazioni il mercato ha cominciato a temere per la crescita degli utili delle aziende Usa e questo ha determinato le vendite a New York. 

    A mettere di cattivo umore i mercati ci sono state le dichiarazioni dei vertici della Banca centrale giapponese: anche a Oriente il “doping” di liquidità potrebbe finire prima del previsto. Tokio ha chiuso a -3,2%.

     

    Gli impatti dei dazi sui titoli delle materie prime

    La notizia dei dazi di Trump, comunque, a qualcuno ha fatto bene. Le azioni Schnitzer Steel (34,68 Usd; Isin US8068821060) nella giornata di giovedì 1° marzo, quella in cui Trump ha annunciato i dazi, sono salite di circa il 2% contro un calo della Borsa americana dell’1,3%. Schnitzer Steel è un produttore americano di acciaio quindi altre aziende Usa potrebbero rivolgersi maggiormente a lei piuttosto che pagare dazi pesanti sulle importazioni estere. L’impatto dei dazi sui conti di Schnitzer, comunque, rischia di essere limitato. Un po’ perché comunque le società Usa importano già ora poco acciaio dall’estero, un po’ perché alcune aziende Usa potrebbero spostare direttamente la produzione all’estero. Non vediamo spazi per una speculazione di breve termine su Schnitzer Steel. In ogni caso, comunque, il titolo resta conveniente: compralo per un investimento di lungo periodo. Allo stesso motivo, per ora, non ci spaventiamo più di tanto per i cali che hanno colpito i produttori di materie prime europei, su tutti ArcelorMittal (26,69 euro; Isin LU1598757687) e Rio Tinto (3.638,5 pence; Isin GB0007188757) le cui azioni sono scese, in settimana, rispettivamente del 5,3% e del 9,1%. Mantieni le Arcelor, acquista le Rio Tinto.

     

    La stagione dei conti trimestrali in europa: chi perde…

    A pesare sulle Borse europee, che hanno chiuso la settimana con un calo medio del 3,9%, hanno pesato anche le reazioni negative ai conti trimestrali pubblicati da alcune importanti società. Ne sa qualcosa Carrefour (17,40 euro; Isin FR0000120172) che in settimana ha perso il 9,2% dopo aver dovuto mettere a bilancio pesanti svalutazioni sulle attività in Italia, che hanno portato il risultato del 2017 in rosso. Il dividendo a valere sui conti 2017 è stato così ridotto a 0,46 euro (circa un terzo in meno rispetto al passato). Per ora, però, non ci spaventiamo: il gruppo ha annunciato poche settimane fa un piano di riduzione dei costi che dovrebbe dare qualche frutto già quest’anno. Se hai le Carrefour in mano, mantienile.

     

    … e chi guadagna

    Sempre in ambito di supermercati, va segnalato il rialzo del 4,3% delle Ahold Delhaize (18,38 euro; Isin NL0011794037). In questo caso i conti sono stati superiori alle attese: l’utile netto finale del 2017 è stato di 1,45 euro per azione (contro nostre previsioni prudenti di 1,16 euro) e il dividendo è stato portato a 0,63 euro per azione (ci aspettavamo 0,58 euro). L’aspetto che, però, è piaciuto di più è stato il risultato negli Usa: si temeva la concorrenza dei discount – per questo il mercato aveva punito il titolo nella primavera/estate del 2017 – ma per ora il gruppo sta dimostrando di avere la forza di resistere. Le azioni Ahold Delhaize hanno recuperato parecchio terreno dai minimi dell’agosto scorso, ma restano convenienti. Acquista. Tra i pochi titoli che hanno chiuso la settimana in rialzo c’è Sioen (29,95 euro, Isin BE0003743573; +0,7%). Il mercato ha apprezzato il rialzo dei ricavi del 30% e, soprattutto, del dividendo (di circa il 6%). Le acquisizioni, oltre a maggiori ricavi, stanno portando, però, maggiori costi – l’utile è stato sotto le nostre attese. Limitati a mantenere.

     

    La Germania si è rasserenata a livello politico solo nel fine settimana a breve il nuovo Governo dovrebbe insediarsi. Il Paese, però, potrebbe essere tra quelli europei più danneggiati dai dazi di Trump. Per questo il listino di Francoforte ha chiuso la settimana con un calo del 4,6%, superiore a quello medio delle colleghe dell’eurozona (-3,4%). Tra i titoli che più hanno pagato dazio c’è anche Basf (83,32 euro, Isin DE000BASF111; -5,5%). I conti 2017 non sono andati male, ma le prospettive per quest’anno sono state deludenti – crescita dell’utile industriale al massimo del 10% contro il +36% del 2017. La prossima fusione delle attività legate al petrolio con quelle della connazionale DEA dovrebbe però aiutare i conti. Mantieni. 

     

    Alti e bassi a Milano

    Piazza Affari ha chiuso la settimana a -3,4%. Tra le poche azioni che si sono salvate ci sono le Poste Italiane (6,87 euro), salite in settimana del 2,3% dopo la presentazione di un piano strategico che promette più profitti e più dividendi grazie alla vendita di nuovi prodotti, come la Rc auto. Ritocchiamo al rialzo le stime, ma il consiglio non cambia: mantieni. Male le Atlantia (24,49 euro) scese in settimana del 3,9% dopo che il gruppo ha acquistato il 15% di Eurotunnel per 1 miliardo di euro circa. Non solo: ha aumentato il dividendo del 25% e dovrebbe rialzare l’offerta per comprare Abertis (19,47 euro, Isin ES0111845014; mantieni). Tante operazioni che rischiano di pesare sul bilancio in termini di debiti. Al più, mantieni le Atlantia. 

     

    Poco prima di andare in stampa, Axa (25,05 euro; Isin FR0000120628) ha annunciato che acquisirà la società Usa XL Group (ramo danni). A una prima occhiata il prezzo pattuito ci sembra troppo alto. Per ora mettiamo il consiglio in revisione, seguici sul sito per le novità.

     

    Risposte per te

    @Adelchi Ogni mese pubblichiamo una tabella che riassume tutti i dividendi staccati dalle azioni che seguiamo nel mese precedente. Il dividendo 2018 alle pagine 4-6 è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2018 (pagato, salvo acconti, nel 2019).

    @Francesco La scelta dei listini su cui puoi operare tramite il trading online è a discrezione della banca. Banca dinamica ti fa operare solo su azioni quotate in Italia. Ing direct nemmeno su tutti i segmenti di Piazza Affari (per esempio il Sedex è escluso).

    @Santo Oriflame (372,6 sek; Isin CH0256424794) ha presentato conti trimestrali che hanno convinto il mercato. Questo spiega perché dalla chiusura del 9 febbraio il titolo ha messo su il 19,2%. Nonostante questo rialzo il titolo è ancora conveniente.

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  • Analisi
    Poste Italiane: conti in rialzo, ma sotto le attese 3 mesi fa - lunedì 26 febbraio 2018
    Dalla quotazione a oggi il titolo Poste Italiane non ha regalato particolari soddisfazioni, anche se c’è da dire che nel 2016 si era difeso meglio di Piazza Affari.

    Prezzo al momento dell'analisi (23/02/18): 6,71 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Poste chiude il 2017 con utili di 0,53 euro per azione, in rialzo del 10,8% sul 2016, ma inferiori alle nostre aspettative (0,6 euro). Ci ha invece sorpreso positivamente il dividendo, alzato a 0,42 euro per azione (lo stimavamo stabile a 0,39 euro). L’attività è in crescita, ma senza grandi spunti: i ricavi segnano un modesto +1%, determinato solo da assicurazioni e risparmio gestito (+2,4%). I ricavi del settore dei servizi postali segnano invece un -5% nonostante il +6,7% dei pacchi (che beneficiano delle vendite online). Nel complesso giudichiamo i risultati piuttosto deludenti, tanto più che la crescita nel settore finanziario è dettata anche dalla “fuga” di molti investitori dalle banche; un elemento non necessariamente destinato a durare, visto che la raccolta delle banche è tornata a crescere. Abbassiamo le stime sull’utile per azione a 0,56 euro nel 2018 e a 0,60 nel 2019. 

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  • Analisi
    Investire in Posta, prima puntata 4 mesi fa - lunedì 29 gennaio 2018
    Questa settimana iniziamo un ”viaggio” negli investimenti postali. Partiamo con le azioni delle Poste.

    SENZA INFAMIA E SENZA LODE IN BORSA...

    Da quando è stato quotato, a ottobre 2015, il titolo Poste italiane (6,69 euro) non ha brillato: per chi l’ha sottoscritto al momento dell’offerta iniziale il risultato è, a grandi linee, lo stesso di Piazza Affari (vedi riquadro in fondo a questa analisi). Nello stesso periodo i “concorrenti” europei hanno fatto meglio: Deutsche Post, per esempio, ha messo a segno un ben più brillante +51,4%, e anche le poste belghe e olandesi hanno superato le poste nostrane – vedi tabella qui sotto. 

    POSTE ITALIANE, PROGRESSI A PICCOLI PASSI

    Rendimento da…

    Poste italiane

    Deutsche Post

    Bpost

    PostNL

    Borsa italiana

    Borse europee

    …dalla quotazione di Poste italiane

    15,2%

    51,4%

    36,4%

    17,7%

    15,2%

    15,6%

    …da inizio 2016

    5,4%

    60,1%

    29,5%

    25,5%

    20,1%

    17,2%

    …da inizio 2017

    13,0%

    29,4%

    24,5%

    7,3%

    28,4%

    14,5%

    Rendimenti comprensivi di dividendi e, per Poste italiane, bonus share, calcolati sui prezzi di chiusura del 26/01/18.

     ...E ANCHE NEL BILANCIO

    L’andamento di Borsa non entusiasmante rispecchia quello dei conti. Nei primi nove mesi del 2017 i ricavi della “tradizionale” attività postale sono calati del 2,5%, nonostante lo sviluppo dello shopping online che sostiene il comparto “pacchi”. La maggior parte dei ricavi arriva, ormai, dal settore finanziario: tra proventi degli investimenti e commissioni incassate da Cassa depositi e prestiti per piazzare i suoi prodotti, i ricavi complessivi sono saliti del 2%. Ciò nonostante, l’utile è sceso del 10%. 

    POSTE EUROPEE IN CERCA DI SVILUPPO

    I concorrenti europei si sono mostrati, in media, un po’ più brillanti. La belga Bpost (27 euro), per esempio, ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con utili pressoché stabili e, negli ultimi tempi, ha messo le basi per svilupparsi in nuovi settori, come la vendita di alimentari online (con l’acquisizione di Leen Menken) e la logistica per il commercio elettronico (con l’acquisizione di Radial). La tedesca Deutsche Post (39,03 euro) ha fatto di meglio, con un rialzo del 5,8% per i ricavi, del 7,6% per l’utile industriale e del 5,6% dell’utile. L’olandese PostNL (4,21 euro), infine, sta approfittando del progresso del commercio online (37% dei ricavi totali, 33% un anno fa). 

    ATTRATTIVA RENDIMENTI

    Anche i conti delle concorrenti europee, pur leggermente migliori di quelli di Poste italiane, non sono comunque stellari. Tutto il settore ha però una caratteristica interessante: il rendimento da dividendo. Ogni anno Bpost distribuisce almeno l’85% degli utili, Deusche Post tra il 40% e il 60%, Poste italiane l’80% (in realtà la “promessa” riguarda per ora solo i primi due anni di quotazione). Grazie a questa politica “generosa”, il rendimento da dividendo di questi titoli non è male e compensa così altri indicatori di convenienza (il rapporto prezzo/utili e il rapporto prezzo/valore contabile) non particolarmente interessanti (vedi tabella qui sotto).

    POSTE EUROPEE A CONFRONTO

     

    Poste italiane

    Deutsche Post

    Bpost

    PostNL

    Rapporto prezzo/utili

    11,53

    16,26

    16,46

    10,02

    Rapporto prezzo/valore contabile

    1,04

    3,35

    6,05

    11,08

    Rendimento da dividendo (lordo)

    5,83%

    2,95%

    3,50%

    5,94%

    Calcolati sui prezzi di chiusura di venerdì 26 gennaio 2018 e in base alle nostre stime su utili e dividendi 2018.


    CHE FARE?

    Continua a mantenere il titolo, grazie al rendimento da dividendo, se già lo possiedi. Il mantieni vale anche per Deutsche Post e Bpost, nonostante i forti rialzi da quando te le avevamo consigliate (vedi le note in fondo a questa analisi). Se devi comprare oggi punta su PostNL: per crescita dei conti è la società che sembra avere le migliori prospettive nel settore, e la politica di dividendi (75% degli utili l’obiettivo 2017) potrebbe, a detta del management, essere migliorata. 

     

    IL BILANCIO DI POSTE IN UN COLPO D'OCCHIO

    Al 30 settembre 2017 (gli ultimi dati noti) Poste italiane possiede attività per circa 200 miliardi. Tolti circa 2 miliardi di immobili e 8 miliardi di liquidità, la parte del leone la fanno le attività finanziarie (180 miliardi), rappresentate per circa l’85% da titoli a reddito fisso. E non è una sorpresa che si tratti, perlopiù, di titoli di Stato italiani: l’esposizione verso BTp e affini è di circa 130 miliardi. Marginale, invece, l’esposizione verso i titoli di Stato di altri Paesi. Come sono state finanziate queste attività? Il patrimonio del gruppo è di circa 8 miliardi, poi ci sono 121 miliardi di riserve accantonate per far fronte ai pagamenti delle polizze vita. Il resto (circa 65 miliardi) sono debiti, di cui 55 miliardi per le somme versate dai clienti sui conti correnti postali. E buoni e libretti? Non compaiono tra i debiti di Poste perché sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti, le Poste si limitano a fare da collocatore (nel 2016 ha incassato circa un miliardo e mezzo di commissioni per questa attività). Contando anche i buoni (oltre 200 miliardi di euro) e i libretti (circa 110 miliardi di euro) i capitali in qualche modo gestiti o amministrati da Poste salgono a oltre 500 miliardi.

     

    PARI E PATTA, MA SOLO CON "L'AIUTINO"

    Supponiamo che a ottobre 2015, al momento della quotazione, tu abbia acquistato un lotto minimo di azioni Poste italiane: hai pagato 3.375 euro (500 azioni a 6,75 euro l’una). Se le hai mantenute, a ottobre 2016 ti è stata assegnata un’azione nuova ogni 20, perciò ora hai 525 azioni. Al prezzo attuale (6,69 euro) valgono 3.512,25 euro, a cui devi aggiungere i 170 euro di dividendi incassati a giugno 2016 (0,34 euro per 500 azioni) e i 204,75 euro di dividendi incassati a giugno 2017 (0,39 euro per 525 azioni). Totale, 3.887 euro: rispetto all’investimento iniziale, è un guadagno del 15,2%. Né più né meno di quanto ha fatto Piazza Affari nello stesso periodo (+15,2%), ma solo grazie alla “bonus share” che era stata prevista per facilitare la quotazione in Borsa. Senza questo incentivo, le tue 500 azioni varrebbero 3.710 euro, a cui aggiungere 365 euro di dividendi: il guadagno si riduce al 9,9%.

     

    Ti abbiamo consigliato il titolo Bpost da dicembre 2013, quando valeva 14,29 euro, fino a novembre 2014, quando aveva raggiunto i 20,45 euro. Oggi vale 27 euro. Rispetto al primo consiglio di acquisto, dividendi compresi, stai guadagnando il 123,4%.

     

    Ti abbiamo consigliato il titolo Deutsche Post già dal gennaio 2006, quando valeva 21,53 euro, fino a luglio 2013, quando valeva 19,12 euro. Oggi vale 39,03 euro. Rispetto al primo consiglio di acquisto, dividendi compresi, stai guadagnando il 191,1%. Se l’hai acquistata nel 2013, poco prima del cambio di consiglio a “mantieni”, il guadagno è addirittura del 228,6%.

     

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  • Analisi
    Poste Italiane: multa Antitrust 5 mesi fa - lunedì 22 gennaio 2018
    Buon inizio 2018 per Poste Italiane. La festa è stata guastata dalla notizia della sanzione Antitrust, ma poi è arrivato l’accordo con Cdp e Anima a risollevare il titolo.

    Prezzo al momento dell'analisi (19/01/18): 6,73 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Dopo un buon inizio 2018 sulla scia del clima positivo per le banche (per Poste italiane la componente finanza è sempre più importante), il titolo ha tremato sulla scia della sanzione Antitrust per abuso di posizione dominante nel recapito degli invii multipli di corrispondenza (come gli estratti conto e bollette inviati da banche, assicurazioni o compagnie telefoniche). Poste italiane ha annunciato ricorso, ma se fosse confermata la sanzione non è da poco: 20 milioni di euro. Certo non destabilizzerebbe la società, ma sarebbe un altro freno per un gruppo che nei primi 9 mesi 2017 ha visto l’utile calare di oltre il 10% a 807 milioni di euro (0,55 euro per azione) nonostante ricavi saliti del 2%. A fine settimana è, però, arrivata la buona notizia dell’accordo con Cassa depositi e prestiti e Anima per rafforzare la collaborazione nel risparmio gestito. Manteniamo invariate le stime.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 8,22 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 5,95 EUR
ISIN IT0003796171
Borsa Milano
Beta 0,80
Volatilità 21,82 %
Numero di azioni 1.306.108.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 9,70 EUR
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 25.693 EUR
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,44 0,42 0,39 0,34
Utile corrente 0,58 0,53 0,48 0,42
Utile netto 0,58 0,53 0,48 0,42
Cash Flow corrente 1,00 0,94 0,92 0,87
Cash Flow netto 1,00 0,94 0,92 0,87
EBIT 0,95 0,86 0,80 0,67
EBITDA 1,36 1,28 1,24 1,12
Patrimonio netto 5,50 5,36 5,84 7,05
Patrimonio netto tangibile 5,50 5,36 5,84 7,05

Rendimento in euro

Poste Italiane Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 6,34 % 2,32 % 7,95 %
Rendimento ultimi 6 mesi 23,72 % -1,05 % 6,00 %
Rendimento ultimo anno 29,64 % -1,26 % 9,12 %
Rendimento ultimi 5 anni - 6,26 % 14,67 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2014
Pay out - 81,83 % 80,43 % 0,00 %
Current ratio - 0,53 0,56 0,59
ROE - 8,16 % 5,99 % 2,52 %
ROE netto - 8,16 % 5,99 % 2,52 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 1,88 % 1,80 % 0,74 %
EBIT margin - 3,14 % 2,86 % 2,42 %
EBITDA margin - 4,90 % 4,75 % 4,78 %
Tax rate - 41,10 % 40,84 % 69,58 %
Gearing - 766,26 93,98 56,32
Patrimonio netto / totale attivo - 3,95 % 5,24 % 5,30 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 5,92 % 5,65 %
Prezzo/utile corrente 12,81 14,02
Prezzo/cash flow corrente 7,43 7,90
Prezzo/patrimonio netto 1,35 1,39
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,35 1,39
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,89 % -

(e) : stima

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