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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Investire in Posta, prima puntata 27 giorni fa - lunedì 29 gennaio 2018
    Questa settimana iniziamo un ”viaggio” negli investimenti postali. Partiamo con le azioni delle Poste.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Sfumature di grigio: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 11 settembre 2017
    È stata un’altra settimana poco brillante per i listini azionari: New York ha chiuso a -0,6%, le Borse europee, in media, sono rimaste piatte. In particolare, tra queste, Piazza Affari ha perso lo 0,4%, Londra ha ceduto lo 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 08/09/17 

    Settimana no per i bancari europei…

    L’evento centrale della settimana era la riunione della Banca centrale europea. Alla fine da quest’ultima non è emerso nulla: anzi, Draghi ha rimandato, di fatto, alla prossima riunione tutte le decisioni. Un po’ il mercato se l’aspettava, un po’ qualcuno ha iniziato a sospettare che questo “attendismo” nasconda una volontà di andare avanti con una politica monetaria “morbida” – tassi d’interesse bassi e “doping” di liquidità – a dispetto di chi in Europa, invece, chiede maggiore rigore. Meglio non dichiarare subito questa volontà, però, per non “turbare” le elezioni tedesche di fine settembre. Sarà vero? Il mercato, sotto sotto, un pochino sembra crederci: ha punito, infatti, i titoli del settore bancario europeo (-1%), che sono quelli che più avrebbero da guadagnare in caso di un rialzo dei tassi d’interesse. Questo spiega il calo settimanale dell’1,1% di Intesa Sanpaolo (2,81 euro) e del 3,3% dell’Unicredit (16,73 euro). Sono ribassi che non riteniamo preoccupanti, perciò il consiglio resta invariato: acquista.

     

    … e per tutti gli assicuratori

    Non solo i bancari europei, però, hanno sofferto in settimana. Le tragiche notizie sugli uragani negli Stati Uniti e sul terremoto in Messico hanno pesato in generale sull’andamento dei titoli degli assicuratori. In media, le azioni di chi opera soprattutto nel ramo danni hanno perso l’1,4%. Generali (14,96 euro) non poteva non risentire del generale andamento negativo del suo settore, ma si è comunque difesa lasciando sul terreno l’1%, meno dei “colleghi”: del resto, ha una presenza molto più forte in Asia, rispetto all’America, dove tra l’altro sta anche cedendo alcune delle attività. Per questo non c’è motivo di spaventarsi. Confermiamo il consiglio: acquista.

     

    Nonostante il calo di Wall Street, Procter & Gamble (92,84 Usd; Isin US7427181091) è riuscita a chiudere con un rialzo dello 0,3%. Un importante investitore contesta l’attuale management e spinge per una ristrutturazione della società. Sono parole al vento, ma tengono accesa l’attenzione del mercato sul titolo. Mantieni.

     

    Bene i petrolieri…

    Buona settimana, invece, per i titoli del settore petrolifero (+1,2%) che hanno beneficiato del rialzo del prezzo del greggio (+2,6% quello di qualità brent). Le raffinerie che erano state colpite dall’uragano Harvey in Texas – Irma colpisce la Florida, dove raffinerie non ce ne sono – stanno tornando a lavorare prima del previsto. Una notizia a favore della domanda di greggio.

    Non per nulla Exxon Mobil (78,82 Usd; Isin US30231G1022), che aveva pagato per il timore di uno stop prolungato a una delle sue raffinerie più importanti, in settimana ha ripreso fiato, facendo meglio del settore (+2,9%). Confermiamo il giudizio positivo sul titolo: acquista.

     

    … e i produttori di auto

    Buona settimana anche per i titoli del settore auto (+1,6%) dopo i dati che hanno mostrato in agosto una crescita di quasi il 5% delle vendite nell’Europa occidentale. La spinta è arrivata soprattutto da Francia, Italia e Spagna. Il progresso delle vendite in Germania si è fermato a un +3,5%, ma BMW (82,70 euro; Isin DE0005190003) è stato comunque uno dei titoli migliori del settore (+4,7%). Il motivo? A livello europeo i dati mostrano una forte crescita delle auto elettriche e BMW è pronta ad approfittarne: ha confermato che lancerà 12 modelli di auto elettriche da qui al 2025. Una concorrenza temibile e credibile per Tesla (343,40 Usd; Isin US88160R1014) che in settimana, infatti, ha perso il 3,4%. Acquista le BMW, vendi le Tesla. Nel settore auto si è distinta in negativo Ferrari (91,1 euro), calata del 6,3% dopo la bocciatura espressa dalla banca Morgan Stanley. Da tempo ti diciamo di vendere queste azioni.

     

    Fermento tra i farmaceutici

    Diverse novità hanno vivacizzato il settore farmaceutico (+1,8%). Merck (64,27 Usd; Isin US58933Y1055) ha acquistato una piccola società tedesca che si occupa di biotecnologie. L’operazione, però, darà frutti solo nel tempo: la molecola principale della società acquisita è, infatti, ancora a uno stadio di sperimentazione poco avanzato. Non per nulla la reazione del mercato è stata contenuta: le azioni Merck sono salite dello 0,7% e secondo noi restano correttamente valutate. Mantieni. Migliore il progresso di Eli Lilly (82,92 Usd; Isin US5324571083): il +3,5% è arrivato dopo che la società ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione. Quest’ultimo ha come obiettivo quello di realizzare dal 2018 risparmi annui di costo di circa 0,48 dollari per azione (ante imposte; utile per azione stimato per il 2018 pari a 3,9 Usd) anche attraverso la riduzione di circa l’8% dei dipendenti. L’operazione genererà degli impatti negativi sul bilancio 2017, ma dovrebbe dare i suoi frutti nel lungo termine. Mantieni queste azioni. Novartis (81 franchi svizzeri), dopo 8 anni, vedrà un avvicendamento al “ponte di comando” aziendale. La notizia non ha scosso più di tanto le azioni del colosso farmaceutico, che hanno chiuso la settimana a +0,2%. Il titolo resta correttamente valutato. Mantieni.

     

    Sospiro di sollievo su Engie

    Molto buono il risultato delle utility europee (+2,4%), grazie al +4,6% di Engie (14,75 euro; Isin FR0010208488). Lo Stato francese ha venduto il 4,5% delle azioni del gruppo, con un’operazione lampo rivolta agli investitori istituzionali (banche, assicurazioni…) e che è stata effettuata a un prezzo di poco inferiore a quello di Borsa. Lo Stato avrebbe potuto vendere più azioni e a un prezzo più basso. Pericolo scampato, buona notizia. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Adriano È normale che per i dividendi delle azioni estere passino diversi giorni tra la data di stacco e quella di pagamento. Per esempio, l’ultimo dividendo di BP è stato staccato il 10 agosto, ma sarà messo in pagamento solo a partire dal 22 settembre.

    @Cesare Quella lanciata da Baker Mills su IBM è stata un mini-Opa come spesso se ne vedono negli Usa: il prezzo offerto era inferiore a quello di mercato del titolo. In questi casi basta non abboccare e non fare nulla: le azioni restano quotate sul mercato.

    @Giulio Il dividendo di 0,2 euro che indichiamo per PostNL è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2017. Quello appena staccato dal titolo è solo l’acconto. Il saldo dovrebbe arrivare nel 2018, ma sulle tempistiche e sull’importo non ci sono certezze.

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  • Analisi
    PostNL: cambiamenti normativi 6 mesi fa - lunedì 28 agosto 2017

    PostNL ha registrato una brusca scivolata nel mese di agosto: i conti trimestrali sono stati positivi, ma il gruppo ha dovuto tagliare le prospettive per il resto dell’anno a causa di una decisione dell’Antitrust olandese.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Parole di conforto: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 17 luglio 2017
    Settimana positiva per i listini azionari. Wall Street ha archiviato un rialzo dell’1,4%. Bene anche le Piazze europee che, in media, hanno messo a segno un progresso dell’1,7%. Ancora una volta spicca Milano col suo +2,3%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 14/07/17 

     

    Banca centrale accomodante

    È stato il discorso fatto dai vertici della Banca centrale Usa a dare ottimismo al mercato. A dire la verità, il discorso non prevedeva nulla di particolarmente nuovo, ma il mercato ha comunque gradito la promessa (ribadita) di mantenere un ritmo lento e graduale nel rialzo dei tassi d’interesse. Questo, accompagnato ai dati sul progresso dell’economia Usa e sull’ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, ha fatto bene prima a New York, che ha chiuso su nuovi massimi storici, e poi, a ruota, a tutte le Borse mondiali. A frenare un po’ il bilancio finale della Borsa Usa ci sono stati i primi risultati trimestrali arrivati da alcuni colossi bancari, come Citigroup, che non hanno pienamente convinto – gli utili sono andati meglio delle attese, ma i ricavi, soprattutto nelle attività di trading, non sono stati all’altezza delle aspettative. Vedremo come andrà il resto della stagione dei conti trimestrali: per le società Usa il mercato si attende un progresso medio degli utili di circa l’8% rispetto al secondo trimestre del 2016. Speriamo che le attese non vadano deluse. Tra i titoli che più si sono distinti c’è, invece, Schnitzer Steel (25,65 Usd; Isin US8068821060), salito del 3,9% anche per effetto delle dichiarazioni di Trump sulla possibile imposizione di limiti alle importazioni di acciaio cinese – significa far lavorare di più le acciaierie americane e quindi dare più lavoro a Schnitzer Steel (vende negli Usa oltre un terzo della ferraglia necessaria a produrre l’acciaio). Nonostante questa salita, secondo noi è ancora un titolo conveniente. Puoi acquistarlo per il lungo periodo, ma non farlo se sei un investitore “prudente” – in questo caso non devi avere nessuna azione Usa.

     

    Tra gli altri listini, segnaliamo l’ulteriore recupero della Borsa brasiliana. Il listino ha guadagnato il 5% dopo che l’ex presidente Lula è stato condannato in primo grado, fatto che rende meno probabile una sua (ri)candidatura alle prossime elezioni. Il mercato ha un giudizio negativo del suo operato e, quindi, ha festeggiato. Se sei un investitore “prudente” ti consigliamo di non puntare sulla Borsa carioca, altrimenti dedicaci un 5% dei tuoi risparmi. 

     

    Il riscatto della tecnologia

    A sostenere le Borse c’è stato anche un rimbalzo dei titoli del settore tecnologico – listino Nasdaq +2,6%. In particolare sono state le società che fanno microchip a salire tanto in Borsa (+4,7% il rialzo medio) sulla scia delle attese di maggiori ordini soprattutto da parte di chi costruisce grandi “server” e strumenti per l’archiviazione dei dati. Intel (34,68 Usd; Isin US4581401001) è rimasta un po’ indietro – è salita del 2,4% in settimana – dopo che gli ultimi dati di vendita hanno confermato che la società non è più il primo produttore di semiconduttori al mondo – è stata superata da Samsung Electronics. Non ci spaventiamo: la società è già pronta a lanciare nuovi microchip per contrastare la concorrenza e sta già puntando proprio sul mercato dei server. Resta un titolo conveniente e da acquistare.

     

    Borse europee spinte ancora una volta dai bancari

    Tra i titoli che hanno sostenuto la corsa delle europee ci sono stati quelli bancari (+1,8% in media), divenuti tonici dopo che i vertici europei hanno confermato di voler cercare una soluzione per favorire il più possibile lo smaltimento dei crediti “marci” – una manna per le banche italiane e per tutta Piazza Affari, listino dove il peso dei titoli bancari è rilevante. A sostenere la Borsa di Milano c’è stato anche il “risiko” nel settore del risparmio gestito – si parla di contattati tra diversi soggetti per la creazione di un nuovo mega gruppo. Tra questi soggetti c’è Banco Bpm (3,14 euro) che cederebbe Aletti Gestielle: la prospettiva è piaciuta al mercato che ha spinto in alto il titolo del 2,6%. Sul progetto, però, ci sono ancora diverse incognite tanto che le azioni Generali (15,39 euro), società che sarebbe in qualche modo “tallonata” da questo nuovo mega gruppo, non hanno pagato dazio, anzi sono salite del 2,6%. Il nostro consiglio è di non speculare su Banco Bpm, anzi di vendere il titolo se lo hai in mano. Piuttosto, compra Generali. 

    Debutto col botto per doBank a Milano: le azioni sono state collocate a 9 euro ciascuna e hanno chiuso la prima seduta (debutto il 14 luglio) a 10,25 euro. Significa un rialzo di quasi il 14% che a te è stato negato (quando è entrato in contrattazione in Borsa, il titolo era già sopra i 10 euro) in quanto ai piccoli risparmiatori non è stato permesso di partecipare al collocamento.

     

    Via vai nel settore farmaceutico

    Per il settore farmaceutico è stata una settimana senza slanci (+1%). Teva (31,9 Usd; Isin US8816242098) si è però distinta, salendo tanto a inizio settimana e poi ripiegando sul finale. Voci sempre più insistenti – ma non confermate – danno Teva vicina a “scippare” l’amministratore delegato (è il “capitano” dell’azienda) alla concorrente AstraZeneca (4.998,5 pence; Isin GB0009895292). Sarebbe un bel colpo: primo, perché Teva è da febbraio senza un “capitano”, secondo perché si tratta di una persona di valore, che ha portato il titolo AstraZeneca ai massimi di sempre – non per nulla queste azioni in settimana hanno perso il 2,6%. Compra Teva, vendi AstraZeneca.

     

    Londra al rilento

    Londra è rimasta attardata rispetto alle colleghe europee, chiudendo la settimana a +0,4%. È stata frenata soprattutto dal -7,3% di Pearson (635,5 pence; Isin GB0006776081). Il mercato ha preso male la decisione di vendere la controllata Penguin Random House: in particolar modo, non è stato apprezzato il prezzo di vendita, considerato un po’ da “saldo”. La situazione del gruppo non è semplice, ma nemmeno da “si salvi chi può”: puoi continuare a mantenere queste azioni se già le hai – se non le hai, invece, nonostante il calo, non è il caso di acquistarle. Settimana debole anche per Vodafone (218,80 pence; Isin GB00BH4HKS39) che potrebbe essere rallentata nel piano di rafforzamento in India dalla Consob locale. Non ci spaventiamo. Il titolo ha chiuso la settimana invariato e resta conveniente. Da acquistare.

     

    PostNL nervosa

    Le azioni delle poste olandesi, PostNL (4,03 euro; Isin NL0009739416), hanno avuto una fiammata improvvisa a inizio settimana dopo le parole del ministro dell’economia olandese che ha ventilato la possibilità di intervenire a sostegno del settore. I tempi, però, saranno lunghi e per questo il titolo nel corso della settimana ha ripiegato, chiudendo a -1,5%. Resta un titolo conveniente. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Attilio Di solito le azioni che consigliamo sono sempre facilmente acquistabili via internet. La tua banca, però, potrebbe offrirti un servizio limitato. Puoi provare l’acquisto via telefono o allo sportello (se non vuoi cambiar banca).

    @Cristina Nel complesso la Borsa tedesca non è conveniente. Per questo non la riportiamo come investimento da fare nei nostri portafogli, ma ci limitiamo a seguire dei singoli titoli su essa quotati che potrebbero risultare interessanti.

    @Claudio Su tutte le Piazze che la banca ti propone, le azioni Chevron sono sempre le stesse. In generale è sempre preferibile acquistare le azioni sul listino “principale”, nel caso di Chevron è la Borsa di New York.

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  • Analisi
    Senza infamia e senza lode: la settimana delle Borse 9 mesi fa - lunedì 15 maggio 2017
    New York ha chiuso la settimana a -0,3%, mentre le Borse europee, in media, sono riuscite a salire dello 0,8%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 12/05/17 

     

    Usa: Settimana calda per la politica, fredda per i mercati

    Trump ha rimosso il capo dell’Fbi – la famosa agenzia investigativa americana – facendo gridare in molti allo scandalo. E ora c’è addirittura chi ritiene che il Presidente sarà costretto a lasciare la Casa Bianca prima della fine naturale del mandato. Wall Street ha scommesso molto sulla riforma fiscale di Trump, quindi, se questa non fosse portata a termine, per la Borsa Usa potrebbero essere dolori. Per ora il mercato sembra scontare come bassa la probabilità di un tale evento: non ci sono stati cali particolarmente evidenti dopo la notizia. In ogni caso, se hai un profilo d’investimento prudente, ti consigliamo di vendere tutte le azioni americane.

     

    Gli ultimi scampoli della stagione delle trimestrali

    A contribuire al risultato incolore della Borsa Usa ci hanno pensato anche i conti trimestrali societari. Per esempio, quelli di Walt Disney (109,69 Usd; Isin US2546871060) non hanno convinto il mercato – il titolo in settimana ha perso il 2,1%. L’anno fiscale 2016/17 (termina il 30 settembre) fin qui non sta andando granché – gli utili sono saliti del 2%, ma le attività legate alla rete televisiva sportiva ESPN continuano a soffrire – ma è anche vero che si sapeva che questo sarebbe stato un anno di transizione. Continuiamo a stimare un utile per azione di 5,97 Usd per l’anno fiscale in corso – in rialzo rispetto a quello dell’anno precedente solo grazie al riacquisto di azioni proprie – e di 6,6 Usd per l’anno prossimo. Secondo noi, il titolo è correttamente valutato. Se ce l’hai, mantienilo. Meglio, invece, sono stati accolti i conti di Teva Pharma (31,89 Usd; Isin US8816242098) – il titolo in settimana è salito del 2,4%. Tra il lancio di nuovi farmaci generici e l’apporto di Allargan (società acquisita a metà dell’anno scorso), nel primo trimestre le vendite del gruppo sono salite del 22% rispetto a quelle del primo trimestre 2016. Teva ha, inoltre, aumentato le stime sui risparmi di costo ottenibili dall’acquisizione (e fusione) con Allargan e ha ottenuto il via libera a un suo nuovo farmaco da parte dell’autorità sanitaria a stelle e strisce. Secondo noi il titolo è ancora conveniente, acquista.

     

    Il prezzo del petrolio si riprende un po’

    A sostenere un po’ la Borsa Usa ci hanno pensato i titoli del settore petrolifero, saliti in settimana del 2% per effetto del +2,7% del prezzo del greggio. Eni (14,89 euro) si è mossa in linea col settore, salendo in settimana del 2,1% dopo la presentazione di conti trimestrali superiori alle attese. Abbiamo deciso di portare la stima sul dividendo a valere sul bilancio 2017 da 0,6 a 0,8 euro per azione. Questo, però, non basta a farci cambiare opinione sul titolo. Anche alla luce delle indagini della magistratura sull’attuale “capitano” dell’Eni per supposta corruzione internazionale, secondo noi l’azione resta correttamente valutata: non comprare le Eni – al massimo, se le hai, limitati a mantenerle. 

     

    Londra sostenuta dai farmaceutici, milano dalle banche

    A trainare le Borse europee c’è stata quella di Londra, salita in settimana dell’1,9%. Oltre a un indebolimento della sterlina, registrato nella parte finale della settimana, a contribuire a questo risultato ci sono stati i rialzi di alcuni titoli importanti per il listino. Tra tutti segnaliamo AstraZeneca (5.176 pence; Isin GB0009895292), che ha fatto +12,4%. Il gruppo farmaceutico ha beneficiato dei buoni risultati clinici ottenuti dal Durvalumab, farmaco per il trattamento del cancro al polmone. Si tratta di una buona notizia per questa società che è comunque alle prese con la scadenza di diversi brevetti. Se per caso hai le azioni in mano, approfitta di questo rialzo per venderle. Milano ha chiuso la settimana lievemente sopra la parità (+0,4%), ma ha fatto comunque meglio del resto delle Borse della zona euro (-0,6% in media). A sostenere il listino meneghino ci hanno pensato i titoli bancari: Unicredit (17,01 euro), per esempio, ha fatto +4,9% dopo aver pubblicato conti trimestrali rassicuranti. Li commentiamo sia a pagina 6, sia in Detto tra noi. Qui ti anticipiamo che il consiglio resta invariato: acquista le azioni ordinarie dell’Unicredit.

     

    Poste e telegrafi: gioie e dolori per Amsterdam e Madrid

    Sulla Borsa di Amsterdam (settimana chiusa a +0,3%) va segnalato il -6,8% di PostNL (4,31 euro; Isin NL0009739416). Anche se il gruppo ha chiuso il trimestre con un rialzo dell’utile per azione di quasi il 6%, il mercato è rimasto deluso dal calo della consegna delle lettere (-10%). La consegna dei pacchi continua, però, ad andar bene (+8%) e il piano di risparmio sui costi avanza in linea con le attese. La reazione del mercato ci sembra eccessiva: approfitta del calo per acquistare. Sul risultato di Madrid (-2,2%) ha pesato il -4,2% di Telefónica (10,06 euro; Isin ES0178430E18): nel primo trimestre, in Spagna (vale il 30% degli utili industriali del gruppo) il risultato industriale è sceso del 2,4%. La reazione del mercato è eccessiva: in America Latina, che vale più della Spagna (50% degli utili industriali), i risultati sono in crescita e le cessioni di attività dovrebbero aiutare il gruppo a ridurre l’indebitamento. Approfitta del calo per acquistare. Settimana positiva anche per i titoli a media capitalizzazione di Milano, L’Etf Lyxor mid cap pir (131,62 euro; Isin FR0011758085) ha messo su lo 0,6% e resta valido per una speculazione sul successo dei fondi pir.

     

    L’attacco informatico di venerdì 12 ha permesso alle Check Point (107,6 Usd; Isin IL0010824113) di fare +1,5%. Le azioni di questa società israeliana che si occupa di sicurezza informatica meritano ancora una scommessa. -18% per Snapchat (19,14 Usd; Isin US83304A1060), dopo aver mostrato un profondo rosso nei conti trimestrali e un calo degli utenti. Restane alla larga. 

     

    Atlantia: offerta su Abertis

    Atlantia (24,21 euro) ha formalizzato l’offerta per l’acquisto di Abertis (16,45 euro). Le azioni della nuova società ai prezzi attuali di Borsa sarebbero convenienti. Ci sono però dei rischi, su tutti l’indebitamento. La nuova società avrà un rapporto tra debiti e utile industriale di 5,5: per le altre società del settore siamo intorno a 4. Per questo consigliamo prudenza. Limitati a mantenere le azioni Atlantia (tra l’altro, ci sono le incognite legate all’Alitalia). Limitati anche a mantenere le Abertis: potrai scegliere tra contanti (16,50 euro per azione Abertis) o azioni (0,697 per ogni Abertis). Queste azioni non saranno, però, negoziabili fino al febbraio 2019. Non è il massimo. Potrebbe essere il caso di accettare l’offerta in contanti. Torneremo a parlarne quando l’operazione verrà ufficialmente approvata e lanciata. Per ora mantieni le Abertis.

     

    Headwaters addio

    A seguito del successo dell’Opa di Boral, Headwaters è stata ritirata dagli scambi di Borsa. Dovresti aver già ricevuto sul tuo conto corrente il corrispettivo di 24,25 Usd per azione Headwaters, prezzo che valuta correttamente le prospettive del gruppo.

     

    Risposte per te

    @Andrea Anche se compri un’azione estera sulla Borsa di Milano, sui dividendi sarai comunque soggetto alla doppia tassazione.

    @Erminio La tassazione belga sui dividendi è salita al 30% nel 2017. Il netto che ti entra in tasca è ora pari al 51,8% dell’importo lordo.

    @Mauro Le minusvalenze su Etf azionari possono compensare plusvalenze su singole azioni, ma non plusvalenze su Etf azionari.

     

     



     

     

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 4,65 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 3,20 EUR
ISIN NL0009739416
Borsa Amsterdam
Beta 1,31
Volatilità 40,36 %
Numero di azioni 453.530.100
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 1,75 EUR
Settore Industrie e servizi vari
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 14.016 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 2015
Dividendo 0,25 0,20 0,12 0,00
Utile corrente 0,42 0,38 0,31 0,34
Utile netto 0,42 0,38 0,63 0,34
Cash Flow corrente 0,61 0,55 0,51 0,56
Cash Flow netto 0,61 0,55 0,84 0,56
EBIT 0,68 0,59 0,66 0,69
EBITDA 0,86 0,77 0,87 0,90
Patrimonio netto 0,38 0,16 -0,18 -0,48
Patrimonio netto tangibile 0,08 -0,14 -0,48 -0,69

Rendimento in euro

PostNL Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 7,70 % -1,74 % -0,39 %
Rendimento ultimi 6 mesi 14,33 % 1,21 % 5,28 %
Rendimento ultimo anno -8,97 % 1,87 % -2,06 %
Rendimento ultimi 5 anni 16,81 % 5,68 % 13,77 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2007
Pay out - 19,00 % 0,00 % 32,15 %
Current ratio - 0,90 0,89 0,78
ROE - - - 40,39 %
ROE netto - - - 51,06 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - 8,20 % 4,31 % 8,98 %
EBIT margin - 8,53 % 8,84 % 10,82 %
EBITDA margin - 11,22 % 11,53 % 13,99 %
Tax rate - 16,42 % 34,07 % 24,21 %
Gearing - - - 91,70
Patrimonio netto / totale attivo - -3,93 % -9,15 % 27,54 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 6,49 % 5,19 %
Prezzo/utile corrente 9,17 10,13
Prezzo/cash flow corrente 6,31 7,00
Prezzo/patrimonio netto 10,13 24,06
Prezzo/patrimonio netto tangibile 48,13 -
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 9,92 % -

(e) : stima

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