Reckitt Benckiser Group

GB00B24CGK77
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6.127,00 GBp 21/06/2018 00:00 Londra
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-20,07 % Rendimento a 1 anno
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Articoli

  • Analisi
    Reckitt Benckiser, vendite e redditività in affanno 18 giorni fa - lunedì 4 giugno 2018
    Dopo un 2017 negativo, il 2018 resta un anno difficile per l’incertezza legata all’integrazione di Mead Johnson. Il titolo si è un po’ ripreso dai minimi di qualche settimana fa e qualche scelta strategica ci ha convinto.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Umore variabile: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 23 aprile 2018
    Le Borse sono nervose: la stagione dei risultati trimestrali societari non sta dando, per ora, risposte chiare sulla salute dell’economia globale. In ogni caso il bilancio settimanale è stato moderatamente positivo: New York ha fatto +0,5%, mentre le Borse europee sono salite, in media, dell’1,3%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Venti di guerra: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 26 marzo 2018
    Settimana negativa per le Borse: New York ha chiuso con un calo del 6%. I listini europei, in media, hanno ceduto il 3,4%: tra i peggiori ci sono Francoforte (-4,1%) e Madrid (-3,6%). Milano, nonostante le tensioni sulla formazione del Governo, ha chiuso la settimana a -2,5%, meglio delle colleghe. Tokio ha perso il 4,9%, le azioni cinesi il 3,7%. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Entusiasmo raffreddato: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 26 febbraio 2018
    Solo grazie a uno scatto nell’ultima seduta New York è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo rialzo dello 0,6%. Le Borse europee, in media, hanno archiviato un bilancio invariato. Bilancio in rosso per Milano (-0,6%).

    Variazioni settimanali su prezzi al 23/02/18

     

    I verbali della banca centrale americana

    C’è stato un evento, in particolare, che in settimana ha messo New York di cattivo umore: la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Banca centrale Usa. Il mercato ha iniziato l’anno convinto che quest’ultima, nel corso del 2018, avrebbe rialzato per sole tre volte i tassi d’interesse. Questa convinzione ha cominciato a vacillare a inizio febbraio – determinando i pesanti cali dei listini – e ora, a seguito dei verbali, le aspettative di un quarto rialzo nei tassi sono salite tanto – addirittura c’è chi si spinge a pensare che i rialzi potrebbero essere cinque. L’economia è forte abbastanza da reggere a questa possibile “stretta” monetaria? Nell’ultima seduta della settimana il mercato ha trovato spunti per dare una risposta positiva a questa domanda (alcuni conti societari), ma, di fondo, resta molto nervoso.

    La Borsa di Londra ha chiuso la settimana a -0,7%. A pesare sul risultato c’è stato il -9,9% delle Reckitt Benckiser (5.920 pence; Isin GB00B24CGK77): la società ha presentato conti inferiori alle attese e non ha dato indicazioni rassicuranti per l’anno in corso. Vendi le Reckitt.

     

    I colossi che vacillano

    Infatti, se alcune società stanno mostrando conti superiori alle attese, le delusioni da parte di alcuni colossi dell’economia a stelle strisce non mancano. Su tutti, quelli della catena di distribuzione Walmart (92,89 Usd; Isin US9311421039): non solo l’utile per azione è stato inferiore alle attese, ma le vendite del gruppo tramite il canale online, proprio nell’importante stagione natalizia, sono cresciute molto meno di quello che ci si aspettava. Per questo le azioni della società hanno perso in settimana l’11,3%. In qualche modo, però, il gruppo è già corso ai ripari: entro la fine dell’anno è previsto un rifacimento totale del sito per le vendite online (con qualche anticipazione di alcune sezioni già tra qualche settimana). Vedremo se basterà. Tu, al più, mantieni queste azioni, ma non comprarle: la concorrenza di Amazon (1.500 Usd; Isin US0231351067) sembra davvero molto forte. Non per nulla le notizie delle difficoltà di Walmart hanno spinto le Amazon su nuovi massimi storici (+3,5% in settimana). E il lancio di una nuova linea di farmaci da banco – Amazon basic care (Amazon non li fa, ma li vende col suo marchio a prezzo più basso di quello che si può trovare altrove) – lascia pensare che davvero nessuno, in futuro, potrà fare a meno di comprare su Amazon. Se vuoi scommettere che così sarà, puoi ancora comprare le Amazon. Ricorda, però, che se guardiamo ai meri numeri le azioni sono molto care. Il buon padre di famiglia ne stia alla larga. Tra i colossi di Wall Street, General Electric (14,49 Usd; Isin US3696041033) ha ceduto un altro 3,7%. Al mercato non sono bastate le rassicurazioni dei vertici sul fatto di non star considerando un aumento di capitale e di prevedere a breve introiti per 4 miliardi di dollari (tramite cessioni di attività). Anche noi non siamo convinti: al più, mantieni.

     

    Incertezza elettorale

    La prospettiva di un rialzo più rapido del previsto dei tassi d’interesse non ha scaldato più di tanto le azioni delle banche Usa (in media +0,4%). Ancora peggio sono andati i titoli bancari europei (-1,3%), nonostante alcune buone notizie arrivate dal Regno Unito: Barclays (209,8 pence; Isin GB0031348658) ha annunciato che tornerà a pagare un dividendo di 6,5 pence per azione dopo averlo dovuto più che dimezzare negli anni scorsi per far fronte agli oneri di ristrutturazione. Le Barclays hanno recuperato in settimana il 4,9%, ma non tutte le difficoltà del gruppo sono superate (di per sé i conti del 2017 non sono stati così brillanti). Limitati a mantenere queste azioni. Tra i titoli bancari si sono distinti in negativo quelli di casa nostra: per esempio, Unicredit (17,23 euro) e Intesa Sanpaolo (3,08 euro) hanno perso, rispettivamente, il 3,3% e l’1,7%. Non c’è stata, però, nessuna particolare notizia che riguardasse queste due banche: semplicemente hanno risentito del generale clima negativo che si è abbattuto su Piazza Affari in previsione dell’esito elettorale, che appare sempre più incerto. Intesa e Unicredit restano convenienti e da acquistare per un investimento di lungo periodo: se vuoi proteggerti da loro eventuali cali nei prossimi giorni usa i certificate turbo short suggeriti su Altroconsumo Finanza n° 1258. Nel settore finanziario si sono difese le azioni Axa (25,48 euro; Isin FR0000120628), salite in settimana dell’1%. Il piano strategico sta dando i frutti sperati sia in termini di crescita del giro d’affari, sia in termini di redditività. Tanto che il gruppo ha fissato il dividendo (1,26 euro per azione) su un livello lievemente superiore alle nostre attese. Acquista.

     

    Telefoni bollenti

    Tra le poche azioni italiane a chiudere la settimana in positivo ci sono state le Telecom Italia (0,73 euro; mantieni), salite del 5,2% grazie al ritorno delle voci sullo scorporo della rete. Altri titoli del settore telefonico (invariato) si sono distinti. Orange (14,02 euro, Isin FR0000133308; +2,7%) ha riaperto la porta a possibili aggregazioni con altre società. Per ora grandi risposte non sono arrivate, ma la prospettiva potrebbe dar pepe alle azioni. Mantieni. Telefónica (8,02 euro; Isin ES0178430E18) ha mostrato un bilancio 2017 rassicurante e ha prospettato miglioramenti nei conti 2018. Gli investimenti sulla qualità della rete dovrebbero, infatti, permetterle di alzare le tariffe (senza perdere clienti) e di veder crescere la redditività. Le azioni sono salite in settimana del 5% ma, secondo noi, restano convenienti. Acquista. Buoni i conti di Telefônica Brasil (16,20 Usd; Isin US87936R1068): l’utile per azione del 2017 è salito sopra le nostre attese grazie al miglioramento della redditività e alla conquista di quote di mercato nella telefonia mobile. Alziamo le stime: approfitta del calo dell’1,5% fatto in settimana per acquistarle.

     

    Risposte per te

    @Felice Per il certificate 7x short di Société Générale (3,955 euro; Isin DE000SG2QNU4), che punta sul ribasso di Piazza Affari, non esiste un livello barriera – è quello che se toccato dalla Borsa fa estinguere il prodotto prima della scadenza (21/12/18).

    @Rino Vodafone ha pagato a partire dal 2 febbraio il dividendo staccato lo scorso 22 novembre – se non avevi le azioni in quella data, non lo hai ricevuto. Si tratta solo di un “acconto”: il saldo dovrebbe essere staccato a giugno con pagamento in agosto.

    @Saverio Consolidated Edison (77,63 Usd; Isin US2091151041) ha presentato buoni conti per il 2017 e ha rialzato il dividendo trimestrale da 0,69 a 0,715 Usd per azione. Il titolo paga la generale debolezza del settore utility, ma resta da avere in mano.

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  • Analisi
    Reckitt Benckiser: calo delle vendite 8 mesi fa - lunedì 23 ottobre 2017

    Le vendite non sono andate bene nel corso del 3° trimestre e Reckitt Benckiser cerca di correre ai ripari varando una riorganizzazione societaria.

    Prezzo al momento dell'analisi (20/10/17): 6.610 pence
    Consiglio: Vendi

     

    Dopo il calo delle vendite nel 3° trimestre (-1%), Reckitt Benckiser (Isin GB00B24CGK77) ha tagliato le stime per il 2017: se prima si aspettava vendite in crescita del 2%, ora stima al massimo un pareggio (cessioni/acquisizioni e impatto dei cambi esclusi). Il gruppo sta pagando, tra le altre cose, il fallito lancio di un nuovo prodotto e lo scandalo dei deumidificatori tossici venduti in Corea del Sud. Per reagire, da gennaio 2018 le attività saranno raggruppate in 2 divisioni. La prima (60% dei ricavi) ingloberà i prodotti per la salute e il latte per neonati Mead Johnson, la seconda i prodotti per l’igiene di casa e persona. Si arriverà allo scorporo di quest’ultima divisione per acquisire i farmaci da banco di Pfizer? Non si sa, l’unica cosa certa è che la riorganizzazione da sola non basterà a rilanciare le vendite. Stimiamo un utile per azione di 306 pence nel 2017 e di 339 pence nel 2018. Titolo caro.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 7.960,00 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 5.443,00 GBp
ISIN GB00B24CGK77
Borsa Londra
Beta 0,51
Volatilità 15,15 %
Numero di azioni 703.565.800
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 4.369,85 GBp
Settore Beni di consumo
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 10.415.070 GBp
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (GBp)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 172,00 164,30 153,20 139,00
Utile corrente 296,00 480,65 260,17 244,44
Utile netto 296,00 878,73 260,17 244,44
Cash Flow corrente 332,00 512,31 286,10 268,39
Cash Flow netto 332,00 910,39 286,10 268,39
EBIT 433,00 389,68 342,25 314,28
EBITDA 469,00 421,42 368,24 338,26
Patrimonio netto 1.950,00 1.825,08 1.107,88 886,35
Patrimonio netto tangibile 316,00 190,96 547,94 422,84

Rendimento in euro

Reckitt Benckiser Group Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 11,64 % 2,32 % 7,95 %
Rendimento ultimi 6 mesi -3,31 % -1,05 % 6,00 %
Rendimento ultimo anno -20,07 % -1,26 % 9,12 %
Rendimento ultimi 5 anni 8,59 % 6,26 % 14,67 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 11,15 % 36,30 % 36,03 % 17,62 %
Current ratio 0,82 0,64 0,57 0,60
ROE 26,28 % 23,62 % 27,77 % 30,99 %
ROE netto 48,05 % 23,62 % 27,77 % 51,45 %
Margine lordo 59,68 % 60,92 % 59,12 % 60,69 %
Margine netto 53,76 % 18,56 % 19,66 % 33,89 %
EBIT margin 23,78 % 24,37 % 25,25 % 26,63 %
EBITDA margin 25,71 % 26,22 % 27,18 % 28,32 %
Tax rate -16,88 % 23,31 % 20,97 % 14,64 %
Gearing 83,32 19,38 26,76 26,41
Patrimonio netto / totale attivo 34,81 % 43,07 % 41,12 % 40,44 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 2,77 % 2,65 %
Prezzo/utile corrente 20,98 12,92
Prezzo/cash flow corrente 18,71 12,12
Prezzo/patrimonio netto 3,19 3,40
Prezzo/patrimonio netto tangibile 19,66 32,53
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,29 % -

(e) : stima

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