Renault FR0000131906

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Articoli

  • Analisi
    Renault: nuovo piano strategico un mese fa - lunedì 16 ottobre 2017

    Renault ha presentato il nuovo piano strategico quinquennale: dubitiamo che il gruppo riesca a centrare questi nuovi ambiziosi obiettivi.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Lo scoglio delle trimestrali e il settore auto 3 mesi fa - venerdì 4 agosto 2017
    La stagione dei conti trimestrali volge al termine. Nel complesso il mercato ha tirato un sospiro di sollievo. Qualche delusione è arrivata dal settore auto. Un titolo interessante, però, c'è anche in questo settore: eccolo. 
    BMW

    BMW

    Prezzi al 03/08/17 

     La stagione dei conti trimestrali non è ancora del tutto terminata, ma questo scoglio, che avrebbe potuto far affondare le Borse, sembra ormai essere superato. Nel complesso, come già ti abbiamo detto ieri qui https://www.altroconsumo.it/finanza/investire/azioni/analisi/2017/08/dow-jones-massimi-storici i conti hanno fatto tirare un sospiro di sollievo al mercato. Poche le punte negative: qualche banca a livello europeo – non quelle italiane, mediamente andate bene – e qualche deludente annuncio da parte dei produttori di auto. 


    Il titolo Renault (75,47 euro; Isin FR0000131906
    ), per esempio, ha perso il 5% dopo aver mostrato ricavi sotto le attese e aver parlato di “difficili condizioni di mercato” in sede di presentazione dei conti trimestrali. Vendi.

     

    Anche Daimler (59,90 euro; Isin DE0007100000) non ha scaldato gli animi. I conti sono stati solo in linea con le attese, mentre l’annuncio di un miglioramento atteso per la redditività delle attività legate alla produzione di veicoli commerciali è stato di fatto ignorato. Si tratterebbe, del resto, di un miglioramento marginale in un contesto comunque delicato, visto il richiamo di tre milioni di veicoli per problemi legati alla rilevazione delle emissioni inquinanti. Il titolo è correttamente valutato, limitati a mantenerlo.

     

    Un motivo per sorridere, nel settore, è arrivato, grazie a BWM (79,58 euro; Isin DE0005190003): i conti trimestrali hanno mostrato un progresso delle vendite del 5% e una crescita dei risultati industriali dell’8%. Un risultato significativo, in un periodo di lancio di nuovi modelli, che nasconde anche l’aumento degli sforzi nel settore delle auto elettriche: nella prima metà del 2017 il gruppo ha consegnato 43.000 vetture elettriche, l’80% in più rispetto a quanto fatto nello stesso periodo dell’anno scorso. Confermiamo stime e consiglio: si tratta di un titolo conveniente, per noi il migliore del settore. Acquista

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  • Analisi
    Renault: accordo in Cina 4 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017
    Renault entrerà nel promettente mercato cinese delle utilitarie. 

    Prezzo al momento dell'analisi (07/07/2017): 81,25 euro

    Ai prezzi attuali, l’azione resta correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    Renault (Isin FR0000131906) ha concluso un accordo di collaborazione con un gruppo locale per produrre e vendere utilitarie in Cina. Il mercato cinese non è del tutto sconosciuto per il gruppo francese, che nel 2016 vi aveva concluso un accordo per la prima fabbrica di auto nel Paese. Tuttavia Renault – avendo puntato piuttosto sulla Russia e il Brasile– ha accumulato ritardo su questo mercato rispetto a concorrenti come General Motors o Volkswagen. Limitati a mantenere questa azione correttamente valutata.

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  • Analisi
    Falchi nel cielo: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 3 luglio 2017
    È arrivato il momento della fine del denaro facile che ha sostenuto le Borse negli ultimi anni? È quanto il mercato ha iniziato a domandarsi dopo le dichiarazioni fatte da esponenti delle Banche centrali di Usa, Europa, Regno Unito e Canada. Ecco vincitori e vinti di una settimana nervosa.

    Variazioni settimanali su prezzi al 30/06/17 


    I falchi, nelle Banche centrali, sono coloro che spingono per una politica monetaria molto attenta a contenere il carovita – coloro che oggi spingono per un rialzo dei tassi d’interesse. Le colombe, invece, sono le persone a favore di una politica monetaria più “accomodante”, a favore della crescita economica – coloro che oggi spingono per non alzare i tassi.

    Titoli finanziari sugli scudi…

    Il settore finanziario è stato il vero vincitore della settimana, archiviata con un rialzo dell’1,6%. Il risultato è rilevante se pensi che il bilancio medio delle Borse mondiali, in settimana, è stato lievemente negativo (-0,3%). Il motivo del rialzo è presto detto: la prospettiva di una progressiva “stretta monetaria”, con conseguente rialzo dei tassi d’interesse, potrebbe dare fiato ai conti delle società del settore, provati da anni di tassi d’interesse bassi.

     

    … con Banche americane e italiane che svettano

    In particolare, molto bene hanno fatto i titoli bancari, saliti, mediamente del 3%. E ancora meglio sono andate le azioni delle banche americane, salite, in media, del 5%. Tutti i principali istituti di credito americani hanno, infatti, passato gli “esami del sangue” sulla loro solidità condotti dalla Banca centrale americana. Quest’ultima ha così dato il via libera ai programmi di remunerazione degli azionisti – aumenti di capitale e acquisti di azioni proprie. Non per nulla Bank of America (24,26 Usd; Isin US0605051046) ha immediatamente annunciato un aumento del proprio dividendo trimestrale, che è stato gradito dal mercato – il titolo ha guadagnato in settimana il 6,3%. Nonostante il ritocco al rialzo, il rendimento annuo da dividendo offerto dalle Bank of America non è da strapparsi i capelli – 1,6% lordo per il 2017 e 2,3% lordo per il 2018 (al netto della doppia tassazione diventano rispettivamente 1% e 1,4%). Al più, limitati a mantenere queste azioni. Molto bene si sono comportate anche le banche quotate a Piazza Affari, salendo, in media, del 4,7%. A trascinarle c’è stata Intesa Sanpaolo (2,78 euro) che ha guadagnato in settimana il 6,1% beneficiando ancora dell’operazione sulle banche del Veneto – si compra solo la polpa “buona” di Popolare Vicenza e Veneto Banca, lasciando tutti gli altri, compreso lo Stato (quindi tu), a leccarsi le ferite. Reagisci e riprenditi quello che dovrai pagare per questa operazione diventando azionista Intesa Sanpaolo: nonostante la recente salita, le azioni sono ancora convenienti.  

     

    Utility affossate

    La prospettiva di una “stretta monetaria” ha pesato negativamente sul settore utility (-1,6%)– le società che ti portano luce, acqua e gas a casa. I motivi sono due. Primo: in genere sono società molto indebitate, quindi i rialzi dei tassi d’interesse, se non compensati da un incremento delle vendite legato alla crescita economica, rischiano di pesare sui loro bilanci. Questo spiega perché, in particolare, a pagare dazio siano state le utility europee (-2,3%) e, ancor più, quelle italiane (-4,6%) – la crescita economica da noi è debole. Secondo: sono considerati un’alternativa alle obbligazioni – distribuiscono, in genere, dividendi generosi e regolari. Se i bond cominciano a rendere di più, l’attrattiva delle utility comincia a scendere. Non ci spaventiamo: la “stretta monetaria” non dovrebbe essere drastica e quindi non ci aspettiamo un tracollo di questi titoli. Anche se ha perso il 5% in settimana, confermiamo, dunque, anche il consiglio su Engie (13,22 euro; Isin FR0010208488), che ha in atto una strategia convincente – vedi pagina 4. Il titolo è conveniente e vale ancora un investimento per il lungo periodo. Se vuoi diversificare il rischio, comprandoti in un colpo solo circa 80 utility sparse per il mondo, scegli l’Etf Lyxor msci world utilities (189,61 Usd; Isin LU0533034558) a Piazza Affari.

     

    Una nuova scivolata per i titoli tecnologici

    In settimana si è registrata anche una nuova scivolata dei titoli tecnologici – il listino Nasdaq ha chiuso a -2%. Il settore ha risentito del calo del 5,7% di Alphabet (così si chiama ora Google; 929,68 Usd, Isin US02079K3059) dopo che l’Europa le ha commissionato una multa da 2,4 miliardi di euro. Sembrano tanti, ma sono bruscolini rispetto ai circa 80 miliardi di euro di liquidità che la società ha in cassa (e in ogni caso la società ricorrerà contro la decisione). È stata comunque l’occasione, per il mercato, per portare a casa un altro po’ dei guadagni fatti da questa azione nel corso del 2017 (+25% circa fino a inizio giugno; -5,8% a giugno). Secondo noi il titolo è ancora correttamente valutato. Puoi mantenerlo, a patto, però, che tu sia disposto a sopportare qualche batticuore – se sei un investitore “prudente”, ti suggeriamo di venderlo, assieme a tutte le altre azioni americane. Anche Facebook (150,98 dollari; Isin US30303M1027) ha perso terreno (-2,6%) nonostante sia sempre più vicina al lancio della sua tv, con la realizzazione di programmi originali destinati ai giovani da 17 a 30 anni. La concorrenza, però, sarà spietata e non è scontato che il progetto abbia successo. Vendi.

     

    Il sole del brasile

    Tra gli alti e bassi dei diversi titoli, New York ha chiuso la settimana con un modesto calo dello 0,6%. Peggio sono andate le Borse europee, che hanno perso in media il 2,2%. Tra queste contiene il calo Milano, carica di titoli finanziari che le hanno permesso di chiudere a -1,2%. La maglia rosa però è per la Borsa brasiliana, salita del 3%: nonostante la “tangentopoli”, il Governo sembra poter portare avanti la riforma del lavoro, tanto attesa dal mercato. Bilancio finale del primo semestre: New York +8,2% (Nasdaq +14,1%), Londra +2,4%, Borse europee, in media, +3,7%, Milano +7%.

     

    Risposte per te

    @Alberto Il 21 giugno Renault ha staccato un dividendo di 3,15 euro lordi per azione. Il pagamento è partito dal 23 giugno. L’importo netto (30% tassazione in Francia e sul restante 26% in Italia) è di 1,6317 euro per azione. Su 248 azioni fa 404,66 euro. La banca ha fatto i conti giusti.

    @Fabio Il rapporto tra il prezzo di un’azione e il suo valore contabile – quanto resta se si vendono tutte le attività e si pagano tutti i debiti ai valori di bilancio – è solo uno degli elementi che usiamo per valutare le azioni. Trovi tutti i criteri sul sito alla sezione Difendersi, metodologia.

    @Gabriele Le National Grid sono quotate anche a New York con Isin US6362744095. Anche se in questo caso i rischi dovrebbero essere limitati, meglio acquistare le azioni sul loro mercato domestico (Londra) per evitare problemi in caso di operazioni straordinarie (aumento di capitale).

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  • Analisi
    Un sospiro di sollievo: la settimana delle Borse 8 mesi fa - lunedì 20 marzo 2017
    Bilancio settimanale positivo per le Borse. Gli eventi che hanno determinato questo risultato sono stati due: la riunione della Banca centrale Usa e le elezioni in Olanda. 

    Wall Street: avanti a passi piccoli

    Cominciamo dalla Borsa Usa, visto che è quella che spesso influenza i movimenti di tutti gli altri mercati. Wall Street ha chiuso la settimana con un rialzo dello 0,2%. A dare un po’ di ottimismo alla Borsa sono state le parole dei vertici della Banca centrale Usa: hanno confermato che il rialzo dei tassi d’interesse sarà lento e graduale, quindi sostenibile dall’economia a stelle e strisce. Un pochino meglio sono andate le azioni del colosso della telefonia AT&T (42,61 Usd; Isin US00206R1023), salite in settimana dello 0,6%: è stato superato un altro ostacolo che avrebbe potuto compromettere l’acquisizione di Time Warner (98,56 Usd, Isin US8873173038; invariata in settimana). Mantieni sia le AT&T, sia le Time Warner. Settimana negativa, invece, per Intel (35,27 Usd; Isin US4581401001). Le sue azioni hanno perso l’1,8% nonostante il generale buon andamento del settore tecnologico (+1,5% a livello mondiale). Il mercato non ha apprezzato l’acquisto della società Mobileye. È vero, il prezzo pagato da Intel non è stracciato, ma l’operazione ha una rilevanza strategica notevole. Secondo noi le Intel valgono un acquisto – trovi più dettagli sull’acquisizione a pagina 6.

     

    Bene le borse europee…

    Meglio di New York sono andate le Borse europee, salite, in media, dell’1,3%. Il mercato ha accolto bene il risultato delle elezioni politiche in Olanda, con le forze “anti-euro” che non hanno ottenuto il risultato schiacciante che si temeva. Per alcune Borse l’euforia è stata comunque mitigata da altre notizie “locali”. In particolare su Parigi – che ha chiuso la settimana a +0,7% – ha pesato il caso Renault (78,65 euro; Isin FR0000131906). Secondo un rapporto ufficiale redatto dal Ministero dell’industria francese, il gruppo automobilistico negli ultimi 25 anni avrebbe “taroccato” i dati sulle emissioni inquinanti per passare i testi di omologazione di alcuni dei suoi motori diesel e benzina. Il gruppo dice che tutto si è svolto in modo regolare, ma ora la palla passa al Tribunale. Le ombre di questo caso rischiano di proiettarsi sull’andamento delle azioni a lungo: il -7,1% registrato in settimana rischia essere solo l’inizio del momento negativo. Cambiamo il nostro consiglio: vendi le Renault.

    Sempre rimanendo in tema settore auto, segnaliamo il -1,7% delle azioni Volkswagen (141,23 euro; Isin DE0007664005), che ha contribuito a frenare un po’ Francoforte (+1,1% alla fine della settimana). Il gruppo è tornato in utile dopo un 2015 gravato da accantonamenti per far fronte allo scandalo delle emissioni truccate, ma le cause in giro per il mondo restano tante. Al più, se hai le azioni, mantienile – il livello di rischio dell’investimento è comunque abbastanza elevato, 4 su una scala che arriva al massimo a 5.

     

    … con Milano superstar

    Il listino meneghino, col suo +2,1%, è tra quelli che ha beneficiato maggiormente dell’esito elettorale in Olanda – il mercato teme un collasso del nostro Paese in caso di disgregazione dell’Unione monetaria. A favorire la salita di Milano ci sono stati anche alcuni buoni risultati giunti dalle società quotate. Generali (14,6 euro), per esempio, ha pubblicato per il 2016 i risultati migliori degli ultimi 9 anni. Abbiamo alzato le stime sugli utili futuri: nonostante il + 3% registrato in settimana, queste azioni continuano a essere convenienti. Acquista. Ottimi sono stati anche i conti di Iren (1,78 euro), le cui azioni in settimana sono salite del 9,3%. Il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile per azione di 0,14 euro, in netto rialzo rispetto alle nostre stime di 0,11 euro. Inoltre, la società ha spiazzato, positivamente, il mercato annunciando un rialzo del dividendo di circa il 14% - da 55 a 62,5 centesimi. Crediamo che il dividendo possa salire anche nei prossimi anni: mantieni queste azioni. Se non le hai, però, non è il caso di acquistarle. Settimana sull’ottovolante per Leonardo, l’ex Finmeccanica (13,6 euro). Prima le azioni sono volate del 7,8% sulla notizia che la società tornerà a pagare un dividendo dopo 6 anni. Poi sono scese sulle voci – confermate nel fine settimana – di un cambio al vertice: arriverà il vecchio “capitano” di Unicredit e presidente di Mps. Il titolo ha chiuso in rialzo la scorsa settimana (+4,9%), ma ha aperto malissimo questa settimana. Al più, mantieni.

     

    E il canale?

    L’indice Ftsemib ha chiuso la settimana a 20.074 punti, superando per più sedute quella soglia di 19.600 che nelle scorse settimane si era dimostrata ostica. Quella figura dell’analisi tecnica, il “canale”, di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1213, sembra ormai superata – di già? Sì, in analisi tecnica le cose possono cambiare velocemente. Se avevi comprato il certificate short 7x (0,0237 euro; Isin DE000SG409N9) è in caso di venderlo: la scommessa di una rapida discesa della Borsa verso i 18.600 punti non sembra poter andare a buon fine. Tenendolo ancora rischi di incrementare le perdite – al momento, alla peggio, perdi intorno al 18%.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Lo stacco del dividendo di Generali è previsto per il 22 maggio. Il pagamento partirà due giorni dopo.

    @Gianni Il dividendo, di azioni estere e italiane, non può mai essere compensato con minusvalenze pregresse.

    @Simone Sull’acquisto di azioni francesi paghi la tobin tax: dal 1° gennaio 2017 è lo 0,3% dell’investimento.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 90,18 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 73,34 EUR
ISIN FR0000131906
Borsa Parigi
Beta 1,33
Volatilità 35,13 %
Numero di azioni 295.722.200
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 25,33 EUR
Settore Settore automobilistico
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 77.114 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 3,30 3,15 2,40 1,90
Utile corrente 15,20 12,57 10,35 6,92
Utile netto 15,20 12,57 10,35 6,92
Cash Flow corrente 26,24 22,33 19,49 15,16
Cash Flow netto 26,24 22,33 19,49 15,16
EBIT 11,77 12,07 7,78 4,05
EBITDA 23,53 22,51 17,78 13,98
Patrimonio netto 116,88 105,62 95,81 83,49
Patrimonio netto tangibile 110,07 98,81 92,54 80,43

Rendimento in euro

Renault Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 13,63 % 3,00 % 5,69 %
Rendimento ultimi 6 mesi 2,94 % -1,04 % 3,53 %
Rendimento ultimo anno 18,69 % 13,50 % 5,92 %
Rendimento ultimi 5 anni 21,22 % 7,33 % 15,34 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 25,04 % 23,20 % 27,51 % 80,03 %
Current ratio 1,00 1,01 1,05 1,05
ROE 11,12 % 10,09 % 7,72 % 2,57 %
ROE netto 11,12 % 10,09 % 7,72 % 2,57 %
Margine lordo 21,44 % 20,33 % 18,86 % 17,89 %
Margine netto 6,91 % 6,53 % 4,87 % 1,70 %
EBIT margin 6,41 % 4,68 % 2,69 % -0,08 %
EBITDA margin 11,95 % 10,70 % 9,29 % 7,66 %
Tax rate 22,94 % 9,51 % 6,37 % 38,39 %
Gearing -8,80 -9,35 -8,45 -7,59
Patrimonio netto / totale attivo 30,26 % 31,43 % 30,53 % 30,96 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 3,86 % 3,68 %
Prezzo/utile corrente 5,63 6,80
Prezzo/cash flow corrente 3,26 3,83
Prezzo/patrimonio netto 0,73 0,81
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,78 0,87
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,92 % -

(e) : stima

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