Rio Tinto GB0007188757

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Articoli

  • Analisi
    Rio Tinto: nuovi vertici, ma la strategia non cambia un mese fa - lunedì 18 dicembre 2017
    Alla fine a guidare Rio Tinto è stato scelto un manager che già lavora da tempo per l’azienda. È una garanzia per gli azionisti sul fatto che la prudente strategia del gruppo non sarà abbandonata.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Ancora un calo per l'Europa: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 20 novembre 2017
    Secondo bilancio settimanale in rosso per le Borse europee, che in media hanno fatto -1,3%. Debole anche Wall Street che ha chiuso la settimana con un piccolo calo dello 0,1%.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Rio Tinto: accuse di frode 3 mesi fa - giovedì 19 ottobre 2017
    La Consob americana (Sec) mette sotto torchio il gruppo minerario. Ecco che fare col titolo.
    Barattolo banconote

    Barattolo banconote

    Prezzo al momento dell'analisi (18/10/17): 3.599 pence

    Consiglio: Acquista 

    L’autorità di controllo dei mercati finanziari americani accusa Rio Tinto (Isin GB0007188757) di aver ingannato il mercato in relazione all’acquisizione di alcune attività in Mozambico, rivelatesi poi meno redditizie del previsto. Ovviamente, la società si difende. Seguiremo lo svilupparsi della vicenda, ma per ora non ci spaventiamo. Anche la Consob britannica, infatti, aveva messo il naso nella faccenda del Mozambico, ma Rio Tinto alla fine se l’è cavata con una multa di circa 30 milioni di euro: bruscolini per un gruppo che nel 2016 ha prodotto liquidità per poco più di 4 miliardi di euro. Probabilmente il gruppo metterà a bilancio degli accantonamenti per coprire il rischio di un’altra multa anche dagli Usa, ma non parliamo di cifre che rimettono in discussione le prospettive del gruppo. I vertici hanno, infatti, annunciato per il 3° trimestre una crescita del 6% per la produzione di minerale di ferro e hanno confermato l’obiettivo annuo di produzione per questo minerale. La produzione di rame è, invece, diminuita del 3%. Il gruppo, prudenzialmente, ha ridotto l’obiettivo annuo di produzione per questo minerale, ma il calo trimestrale è dovuto a problemi temporanei (ritardi nello sviluppo di una miniera in Cina). L’azione, che risente degli alti e bassi dei prezzi delle materie prime, è ancora conveniente.  

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  • Analisi
    Un altro piccolo record per Wall Street: la settimana delle Borse 4 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017
    Grazie al +1,6% fatto segnare in settimana, la Borsa Usa si è portata su nuovi massimi storici. Bene anche le Borse europee che, in media, sono salite dell’1,4%. L’ottimismo, però, è fragile e le tensioni legate a un conflitto in Corea del Nord potrebbero far tornare il brutto tempo sui mercati.

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/09/17 

     

    Il rimbalzo degli assicuratori

    A sostenere la salita delle Borse c’è stato il rimbalzo dei titoli degli assicuratori – le azioni di quelli specializzati nel ramo danni sono salite, in media, dell’1,7%. L’uragano Irma che ha colpito la Florida si è dimostrato, infatti, meno devastante del previsto: ora i danni stimati dal settore assicurativo sono tra i 20 e i 40 miliardi di dollari contro i 100 che si temevano all’inizio. Sui danni effettivi, però, c’è ancora incertezza: meglio evitare di investire sul settore assicurativo americano. Gli assicuratori europei sembrano essere molto poco esposti ai disastri naturali avvenuti dall’altra parte dell’Oceano, ma questo comunque non vuol dire che lo scenario in cui si muovono sia tutto rose e fiori: il permanere di bassi tassi d’interesse (e il rischio che questa situazione in Europa possa proseguire a lungo) pesa ancora sui loro bilanci. Nel settore consigliamo di acquistare solo due titoli: Generali (15,32 euro; +2,4% in settimana) e Axa (24,55 euro, Isin FR0000120628; +2,5%) – la prima era già presente sul promettente mercato asiatico, la seconda vi ci sta investendo con decisione. La settimana è stata positiva per tutto il settore finanziario (+1,8%). In particolare, sono andati beni i titoli bancari europei, saliti dell’1,9%. Compra Unicredit (17,64 euro; +5,4%) e Intesa Sanpaolo (2,91 euro; +3,6%).

     

    La corsa dei petrolieri

    Un’ottima spinta è arrivata anche dai titoli del settore energetico (+2,2% in media), che hanno beneficiato dell’ulteriore rialzo dei prezzi del greggio – quello di qualità brent si è ormai riportato sui 55 dollari al barile (+3% in settimana), valori che non vedeva dallo scorso aprile. A infiammare l’oro nero sono stati i dati che hanno mostrato nel secondo trimestre dell’anno un aumento della domanda di greggio, a livello mondiale, come mai si era visto negli ultimi due anni. Ma non solo: a questo si è aggiunta una riduzione dell’attività delle trivelle che potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi. Maggiore domanda e minore offerta sono le classiche condizioni che portano a un aumento dei prezzi. Vedremo, però, quanto i Paesi del Medioriente andranno davvero avanti con il “freno tirato”: non investire direttamente sul prezzo del greggio, c’è il rischio di ulteriori su e giù nei prossimi mesi. Meglio scegliere azioni di una compagnia petrolifera: Chevron (114,63 Usd; Isin US1667641005), per esempio, ha già riorganizzato le attività per riuscire a reggere anche a fronte di una nuova discesa del greggio. Il titolo ha messo su il 3,5% in settimana, ma resta convenienteEni (13,81 euro; +2,6%) ha staccato il 18 settembre l’acconto sul dividendo 2017. L’importo è di 0,4 euro, un valore in linea con le nostre attese. Confermiamo il consiglio: mantieni. 

     

    Apple non scalda più di tanto i tecnologici

    Poca spinta, invece, è arrivata da Apple (159,88 Usd; Isin US0378331005): nonostante la tanto attesa presentazione del nuovo iPhone, il titolo ha chiuso la settimana con modesto rialzo dello 0,8%. Non ci sorprende: le azioni erano salite tanto nelle settimane scorse sulla scia delle indiscrezioni sul nuovo telefonino e queste si sono rivelate tutte confermate – in finanza vale il solito adagio, compra sulla base delle indiscrezioni, vendi sulla base delle notizie. Inoltre le prime consegne avverranno un po’ più tardi del previsto. Le azioni Apple sono salite del 38% da inizio anno contro il +12% circa della Borsa Usa. Secondo noi Apple è al più da mantenere – se sei un investitore “prudente”, però, vendi le azioni Apple e tutte quelle americane. La finlandese Rovio - quella di Angry birds - di cui ti abbiamo parlato su Altroconsumo Finanza n° 1235, ha avviato l’operazione di quotazione in Borsa. Rispetto a quanto inizialmente ventilato, ha “ridimensionato” la richiesta: chiede tra 10,25 e 11,5 euro per azione, fatto che valorizza la società tra 950 e 1,1 miliardi di dollari (si parlava di 2 miliardi di dollari). È comunque tanto: non sottoscrivere queste azioni. 

     

    Teva infiamma il settore farmaceutico

    Progresso dello 0,7% per il settore farmaceutico, dove, però spicca il +16,8% di Teva Pharma (18,10 Usd; Isin US8816242098). Due i motivi alla base di questo risultato. Primo: la società ha finalmente trovato un nuovo “capitano d’azienda”. Si tratta di una persona che lavora da trent’anni nel settore e che ha guidato i laboratori danesi Novo Nordisq e Lundbeck. Secondo: la società sta andando avanti con il piano di dismissioni – ha annunciato la chiusura dell’accordo per la vendita della controllata Paragard. Le notizie sono sicuramente positive, ma preferiamo mantenere un consiglio prudente, visto che il piano di cessioni è ambizioso e che i nuovi vertici non hanno ancora dato dettagli sull’orientamento strategico. Limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove.

     

    Londra maglia nera

    Tra le Borse europee si è distinta negativamente quella di Londra, calata del 2,2%. La ragione principale del calo va cercata nei dati sull’inflazione (la corsa dei prezzi), salita più del previsto. Questo rende più probabile un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale britannica e ha, quindi, spinto la sterlina a recuperare terreno nei confronti dell’euro (+3,6%). Non è il massimo per le tante società del listino che vivono di esportazioni. A questo si è aggiunta la bomba fatta esplodere nella metro di Londra che, nella giornata di venerdì 15, ha acuito la tensione già presente sul mercato. Per ora non ci spaventiamo: confermiamo il peso della Borsa inglese in portafoglio (20%) e i consigli d’acquisto su Vodafone (206,45 pence; Isin GB00BH4HKS39), scesa in settimana del 3,4%, e Rio Tinto (3.452,5 pence; Isin GB0007188757), scesa del 4,1%. 

    La Borsa brasiliana ha guadagnato il 3,7% nonostante le nuove accuse contro il presidente Temer nell’inchiesta sulla corruzione. Evidentemente il mercato non crede, per ora, che questo possa portare a un cambio nella guida del Paese (il real ha ceduto solo lo 0,3% nei confronti dell’euro). Se sei un investitore prudente, non investire sulla Borsa brasiliana. Altrimenti, dedicaci il 5% del tuo portafoglio.

    Risposte per te

    @Gianfranco La normativa sulla fiscalità degli Etf è cambiata da aprile 2014. Da allora non c’è alcun modo di compensare le plusvalenze ottenute su Etf con minusvalenze pregresse, nemmeno parzialmente.

    @Nicola Le variazioni dell’Etfs gold bullion sono corrette: seguono l’andamento dell’oro, ma risentono anche al tasso di cambio euro/dollaro. Se l’oro sale dell’1% e il dollaro perde l’1%, l’Etf resta fermo in Borsa.

    @Rosanna Il certificate 7x short che usavi con codice Isin DE000SG409N9 è ancora quotato. A seguito del raggruppamento di luglio, però, il suo codice Isin è diventato DE000SG2QNU4.

     

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  • Analisi
    Rio Tinto: semestre brillante 4 mesi fa - venerdì 8 settembre 2017
    I risultati semestrali di Rio Tinto sono molto positivi e il titolo mantiene, secondo noi, un certo potenziale di crescita. 

    Prezzo al momento dell'analisi (07/09/2017): 3715,50 pence

    Consiglio: acquista

    Nel 1° semestre, grazie soprattutto all’aumento dei prezzi del minerale di ferro (70% degli utili), Rio Tinto (Isin GB0007188757) ha praticamente raddoppiato la liquidità generata e gli utili. Grazie agli importanti sforzi fatti per ridurre i costi, può contare ormai su un bilancio più solido, che dovrebbe consentirgli di far fronte meglio ai momenti di crisi, inevitabili in un settore come quello delle materie prime che dipende molto dalla congiuntura economica. Certo il gruppo cerca di diversificarsi in nuovi settori (per esempio nel rame), ma per il momento resta molto dipendente dal minerale di ferro e dalla domanda cinese (realizza il 43% del fatturato in Cina). Visti i bei risultati del 1° semestre, alziamo le stime sull’utile per azione da 240 a 280 pence per l’anno in corso. Per il 2018, però, tenendo conto di un possibile calo della domanda cinese e dei prezzi del minerale di ferro, prevediamo prudenzialmente un utile per azione di 240 pence. Nonostante la salita del prezzo negli ultimi mesi, il titolo è ancora conveniente. 

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 4.172,50 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 2.910,00 GBp
ISIN GB0007188757
Borsa Londra
Beta 1,58
Volatilità 28,76 %
Numero di azioni 1.363.312.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 5.475,74 GBp
Settore Siderurgia, minerali non ferrosi, miniere
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 16.009.552 GBp
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (GBp)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 170,00 165,00 134,36 140,69
Utile corrente 240,00 280,00 200,00 4,55
Utile netto 240,00 280,00 189,00 -31,06
Cash Flow corrente 500,00 520,00 444,00 264,55
Cash Flow netto 500,00 520,00 379,00 228,94
EBIT 130,00 150,00 76,00 116,08
EBITDA 270,00 290,00 204,00 422,52
Patrimonio netto 1.650,00 1.580,00 1.464,00 1.409,17
Patrimonio netto tangibile 1.615,00 1.545,00 1.430,00 1.375,52

Rendimento in euro

Rio Tinto Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 13,44 % 3,03 % 6,36 %
Rendimento ultimi 6 mesi 19,37 % 3,98 % 7,04 %
Rendimento ultimo anno 19,58 % 10,48 % 7,77 %
Rendimento ultimi 5 anni 6,51 % 6,91 % 15,51 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Pay out - - - 56,84 %
Current ratio - - 1,55 1,68
ROE - - 0,34 % 14,14 %
ROE netto - - -2,32 % 14,10 %
Margine lordo - - - 28,86 %
Margine netto - - -4,94 % 13,64 %
EBIT margin - - 9,29 % 26,03 %
EBITDA margin - - 33,83 % 35,06 %
Tax rate - - - 31,96 %
Gearing - - 32,31 23,44
Patrimonio netto / totale attivo - - 48,19 % 50,63 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 4,23 % 4,11 %
Prezzo/utile corrente 16,74 14,34
Prezzo/cash flow corrente 8,03 7,72
Prezzo/patrimonio netto 2,43 2,54
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,49 2,60
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,92 % -

(e) : stima

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