Rio Tinto

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4.150,00 GBp 21/06/2018 12:14 Londra
28,50 GBp (0,69 %) Variazione dall'ultima chiusura
3.000,00 4.492,00  52 settimane min max
40,87 % Rendimento a 1 anno
5,22 % Rendimento da dividendo
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Articoli

  • Analisi
    Altra settimana nervosa per i listini azionari. 10 giorni fa - lunedì 11 giugno 2018
    L’umore del mercato è cambiato più volte e i risultati finali sono variegati: Tokio è andata bene, salendo del 2,4%. New York si è difesa, guadagnando l’1,6%. Le Borse europee sono scivolate dello 0,9% trascinate dal -3,4% di Milano.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Rio Tinto, vende le attività nel carbone 17 giorni fa - lunedì 4 giugno 2018
    Rio Tinto ha recuperato la scivolata di qualche mese fa e ormai viaggia intorno ai massimi dal 2011. Potrebbe anche esserci un dividendo straordinario.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Rio Tinto: no al carbone 2 mesi fa - lunedì 16 aprile 2018
    L’andamento recente delle azioni Rio Tinto è strettamente legato all’andamento delle notizie sulla possibile guerra commerciale tra Usa e Cina, che rischia di influire sui prezzi delle materie prime.

    Prezzo al momento dell'analisi (13/04/18): 3.785 pence
    Consiglio: Acquista

     

    In poche settimane Rio Tinto (Isin GB0007188757) ha perfezionato la cessione delle ultime attività legate al carbone, ricavandone un prezzo nella fascia più alta delle attese. Ha saputo cogliere l’interesse da parte della Cina e un momento di crescita limitata della produzione. Con i soldi ricavati non conta di lanciarsi in costose acquisizioni, fatto che ci piace. Contrariamente ad alcuni concorrenti che continuano a contare sul carbone, il gruppo preferisce puntare, oltre che sul rame, sul minerale di ferro (d’ora in poi rappresenterà circa il 65% dei suoi profitti). Certo, in questo modo si espone a un calo dei prezzi nel caso in cui la Cina limitasse gli acquisti, ma la domanda del minerale di ferro di Rio Tinto dovrebbe restare elevata – è di qualità, poco inquinante. Stimiamo un utile per azione in calo a 308 pence nel 2018 e a 275 pence nel 2019, ma l’azione resta sottovalutata.

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  • Analisi
    Tregua pasquale: la settimana delle Borse 2 mesi fa - venerdì 30 marzo 2018
    Dopo i pesanti cali della settimana precedente, l’ultima settimana di marzo si chiude con un rimbalzo: New York segna un +2%, Londra +1,9% e le Borse dell’eurozona +1,9% nonostante la zavorra di Piazza Affari, ferma a +0,5%. Ma le incertezze sono tante: ecco quali e come difenderti.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Mare in burrasca: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 5 marzo 2018
    Per ora non c’è una reazione drammatica, ma l’incertezza emersa dalle urne potrebbe pesare sulla Borsa di Milano a lungo. Al di là della questione italiana, infatti, tutte le Borse non si stanno comportando per niente bene. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 02/03/18

    New York -2%

    Anche New York è in balìa della politica. Da un lato c’è quella monetaria della Banca centrale. Come detto a pagina 1, alla prima uscita ufficiale i nuovi vertici non hanno fatto una bella impressione e hanno alimentato il timore che si vada verso un rialzo dei tassi d’interesse più consistente del previsto. Dall’altro c’è quella commerciale di Trump, che ha ufficializzato l’introduzione di dazi per le importazioni d’acciaio e alluminio. Questo potrebbe portare a ritorsioni da parte di altri Paesi che potrebbero penalizzare le esportazioni Usa. Insomma, tra rialzo dei tassi e possibili problemi alle esportazioni il mercato ha cominciato a temere per la crescita degli utili delle aziende Usa e questo ha determinato le vendite a New York. 

    A mettere di cattivo umore i mercati ci sono state le dichiarazioni dei vertici della Banca centrale giapponese: anche a Oriente il “doping” di liquidità potrebbe finire prima del previsto. Tokio ha chiuso a -3,2%.

     

    Gli impatti dei dazi sui titoli delle materie prime

    La notizia dei dazi di Trump, comunque, a qualcuno ha fatto bene. Le azioni Schnitzer Steel (34,68 Usd; Isin US8068821060) nella giornata di giovedì 1° marzo, quella in cui Trump ha annunciato i dazi, sono salite di circa il 2% contro un calo della Borsa americana dell’1,3%. Schnitzer Steel è un produttore americano di acciaio quindi altre aziende Usa potrebbero rivolgersi maggiormente a lei piuttosto che pagare dazi pesanti sulle importazioni estere. L’impatto dei dazi sui conti di Schnitzer, comunque, rischia di essere limitato. Un po’ perché comunque le società Usa importano già ora poco acciaio dall’estero, un po’ perché alcune aziende Usa potrebbero spostare direttamente la produzione all’estero. Non vediamo spazi per una speculazione di breve termine su Schnitzer Steel. In ogni caso, comunque, il titolo resta conveniente: compralo per un investimento di lungo periodo. Allo stesso motivo, per ora, non ci spaventiamo più di tanto per i cali che hanno colpito i produttori di materie prime europei, su tutti ArcelorMittal (26,69 euro; Isin LU1598757687) e Rio Tinto (3.638,5 pence; Isin GB0007188757) le cui azioni sono scese, in settimana, rispettivamente del 5,3% e del 9,1%. Mantieni le Arcelor, acquista le Rio Tinto.

     

    La stagione dei conti trimestrali in europa: chi perde…

    A pesare sulle Borse europee, che hanno chiuso la settimana con un calo medio del 3,9%, hanno pesato anche le reazioni negative ai conti trimestrali pubblicati da alcune importanti società. Ne sa qualcosa Carrefour (17,40 euro; Isin FR0000120172) che in settimana ha perso il 9,2% dopo aver dovuto mettere a bilancio pesanti svalutazioni sulle attività in Italia, che hanno portato il risultato del 2017 in rosso. Il dividendo a valere sui conti 2017 è stato così ridotto a 0,46 euro (circa un terzo in meno rispetto al passato). Per ora, però, non ci spaventiamo: il gruppo ha annunciato poche settimane fa un piano di riduzione dei costi che dovrebbe dare qualche frutto già quest’anno. Se hai le Carrefour in mano, mantienile.

     

    … e chi guadagna

    Sempre in ambito di supermercati, va segnalato il rialzo del 4,3% delle Ahold Delhaize (18,38 euro; Isin NL0011794037). In questo caso i conti sono stati superiori alle attese: l’utile netto finale del 2017 è stato di 1,45 euro per azione (contro nostre previsioni prudenti di 1,16 euro) e il dividendo è stato portato a 0,63 euro per azione (ci aspettavamo 0,58 euro). L’aspetto che, però, è piaciuto di più è stato il risultato negli Usa: si temeva la concorrenza dei discount – per questo il mercato aveva punito il titolo nella primavera/estate del 2017 – ma per ora il gruppo sta dimostrando di avere la forza di resistere. Le azioni Ahold Delhaize hanno recuperato parecchio terreno dai minimi dell’agosto scorso, ma restano convenienti. Acquista. Tra i pochi titoli che hanno chiuso la settimana in rialzo c’è Sioen (29,95 euro, Isin BE0003743573; +0,7%). Il mercato ha apprezzato il rialzo dei ricavi del 30% e, soprattutto, del dividendo (di circa il 6%). Le acquisizioni, oltre a maggiori ricavi, stanno portando, però, maggiori costi – l’utile è stato sotto le nostre attese. Limitati a mantenere.

     

    La Germania si è rasserenata a livello politico solo nel fine settimana a breve il nuovo Governo dovrebbe insediarsi. Il Paese, però, potrebbe essere tra quelli europei più danneggiati dai dazi di Trump. Per questo il listino di Francoforte ha chiuso la settimana con un calo del 4,6%, superiore a quello medio delle colleghe dell’eurozona (-3,4%). Tra i titoli che più hanno pagato dazio c’è anche Basf (83,32 euro, Isin DE000BASF111; -5,5%). I conti 2017 non sono andati male, ma le prospettive per quest’anno sono state deludenti – crescita dell’utile industriale al massimo del 10% contro il +36% del 2017. La prossima fusione delle attività legate al petrolio con quelle della connazionale DEA dovrebbe però aiutare i conti. Mantieni. 

     

    Alti e bassi a Milano

    Piazza Affari ha chiuso la settimana a -3,4%. Tra le poche azioni che si sono salvate ci sono le Poste Italiane (6,87 euro), salite in settimana del 2,3% dopo la presentazione di un piano strategico che promette più profitti e più dividendi grazie alla vendita di nuovi prodotti, come la Rc auto. Ritocchiamo al rialzo le stime, ma il consiglio non cambia: mantieni. Male le Atlantia (24,49 euro) scese in settimana del 3,9% dopo che il gruppo ha acquistato il 15% di Eurotunnel per 1 miliardo di euro circa. Non solo: ha aumentato il dividendo del 25% e dovrebbe rialzare l’offerta per comprare Abertis (19,47 euro, Isin ES0111845014; mantieni). Tante operazioni che rischiano di pesare sul bilancio in termini di debiti. Al più, mantieni le Atlantia. 

     

    Poco prima di andare in stampa, Axa (25,05 euro; Isin FR0000120628) ha annunciato che acquisirà la società Usa XL Group (ramo danni). A una prima occhiata il prezzo pattuito ci sembra troppo alto. Per ora mettiamo il consiglio in revisione, seguici sul sito per le novità.

     

    Risposte per te

    @Adelchi Ogni mese pubblichiamo una tabella che riassume tutti i dividendi staccati dalle azioni che seguiamo nel mese precedente. Il dividendo 2018 alle pagine 4-6 è quello da noi stimato a valere sul bilancio 2018 (pagato, salvo acconti, nel 2019).

    @Francesco La scelta dei listini su cui puoi operare tramite il trading online è a discrezione della banca. Banca dinamica ti fa operare solo su azioni quotate in Italia. Ing direct nemmeno su tutti i segmenti di Piazza Affari (per esempio il Sedex è escluso).

    @Santo Oriflame (372,6 sek; Isin CH0256424794) ha presentato conti trimestrali che hanno convinto il mercato. Questo spiega perché dalla chiusura del 9 febbraio il titolo ha messo su il 19,2%. Nonostante questo rialzo il titolo è ancora conveniente.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 4.492,00 GBp
Minimo degli ultimi 12 mesi 3.000,00 GBp
ISIN GB0007188757
Borsa Londra
Beta 1,58
Volatilità 28,76 %
Numero di azioni 1.363.312.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 5.616,85 GBp
Settore Siderurgia, minerali non ferrosi, miniere
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 16.590.660 GBp
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (GBp)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 215,00 212,56 134,36 140,69
Utile corrente 308,00 350,00 200,00 4,55
Utile netto 308,00 350,00 189,00 -31,06
Cash Flow corrente 510,00 560,00 444,00 264,55
Cash Flow netto 510,00 560,00 379,00 228,94
EBIT 550,00 570,00 311,00 116,08
EBITDA 580,00 600,00 335,00 422,52
Patrimonio netto 1.893,00 1.800,00 1.464,00 1.409,17
Patrimonio netto tangibile 1.853,00 1.760,00 1.430,00 1.375,52

Rendimento in euro

Rio Tinto Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 14,18 % 2,55 % 8,58 %
Rendimento ultimi 6 mesi 17,80 % -2,00 % 5,22 %
Rendimento ultimo anno 40,87 % -2,23 % 8,74 %
Rendimento ultimi 5 anni 12,91 % 5,56 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Pay out - - - 56,84 %
Current ratio - - 1,55 1,68
ROE - - 0,34 % 14,14 %
ROE netto - - -2,32 % 14,10 %
Margine lordo - - - 28,86 %
Margine netto - - -4,94 % 13,64 %
EBIT margin - - 9,29 % 26,03 %
EBITDA margin - - 33,83 % 35,06 %
Tax rate - - - 31,96 %
Gearing - - 32,31 23,44
Patrimonio netto / totale attivo - - 48,19 % 50,63 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 5,22 % 5,16 %
Prezzo/utile corrente 13,38 11,78
Prezzo/cash flow corrente 8,08 7,36
Prezzo/patrimonio netto 2,18 2,29
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,22 2,34
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,89 % -

(e) : stima

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