Roche GS CH0012032048

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248,00 CHF 22/09/2017 17:31 Zurigo
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Articoli

  • Analisi
    Brividi lungo la schiena: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 12 giugno 2017
    È stata una settimana molto nervosa per i listini azionari. Alla fine, grazie ai titoli bancari, Milano è tra le migliori.

     Variazioni settimanali su prezzi al 09/06/17

     

    New York tra Trump e il calo dei titoli tecnologici

    C’era attesa, a New York, per l’avanzamento delle indagini su possibili interferenze russe nell’elezione di Trump. Alla fine non è emerso nulla di nuovo e questo ha fatto tirare un piccolo sospiro di sollievo al mercato – questo ha spinto in alto la Borsa Usa fin qui sulla prospettiva di un netto taglio delle tasse da parte di Trump. Wall Street ha, però, comunque chiuso la settimana a -0,3% complice il calo dei titoli tecnologici (-1,6%) registrato soprattutto nella giornata di venerdì 9 giugno – non c’è nessuna notizia forte, probabilmente il mercato è passato un po’ all’incasso dopo che diversi titoli del settore hanno toccato i massimi storici. Se sei un investitore “prudente” vendi comunque tutti gli investimenti fatti sulla Borsa Usa (te lo diciamo da un po’). Se, invece, sei un investitore con un po’ più di pelo sullo stomaco, puoi mantenerli, ma devono pesare al massimo il 5% del totale del tuo portafoglio (vendi, nel caso, la parte eccedente). 

    Restando in Nord America, ti segnaliamo che la Borsa di Toronto ha chiuso la settimana con un piccolo rialzo dello 0,1%. Merita ancora un investimento. 

     

    Incertezza politica a Londra

    Massima incertezza politica, invece, a Londra: l’attuale premier aveva convocato elezioni anticipate per essere più forte nella trattativa per l’uscita dall’Unione europea e, invece, ha ottenuto dalle urne un esito opposto a quello sperato. A pagare dazio è stata soprattutto la sterlina, che comunque alla fine della settimana ha chiuso a -0,4% sull’euro (salita all’inizio della settimana, scesa dopo le elezioni). Anche la Borsa di Londra ha retto (-0,3% in sterline): il listino britannico è fatto da tante grandi multinazionali che potrebbero persino beneficiare della situazione (in particolare vendere di più per effetto della sterlina debole). Puoi, dunque, continuare a investire su questo listino il 20% del tuo portafoglio. 

    Peggio di Londra è andata la Borsa di una vecchia colonia britannica: Sydney ha chiuso a -1,9% dopo che gli ultimi dati hanno mostrato un rallentamento della crescita dell’economia del Paese. La reazione è esagerata, in quanto il dato era prevedibile complice il cattivo tempo che ha condizionato le esportazioni. 

     

    La crisi in qatar non scalda il prezzo del greggio

    Brividi sono arrivati anche dal Medioriente, con diversi Paesi arabi che hanno sospeso le relazioni con il Qatar e con l’attentato terroristico a Teheran. Né il prezzo del petrolio, né il prezzo del gas (il Qatar è tra i più grandi esportatori di gas nel mondo) hanno, però, risentito di questa tensione. Anzi, il prezzo del greggio ha chiuso la settimana in calo del 3,1%. L’ulteriore aumento della produzione di greggio e delle scorte petrolifere negli Usa è all’origine di questo calo. Te lo diciamo da tempo e te lo ribadiamo: il petrolio continuerà a essere ballerino per un po’. Evita di comprare prodotti (Etf e certificate) che puntano direttamente sulle oscillazioni del greggio. Piuttosto, compra azioni di una grande compagnia petrolifera che dovrebbe essersi già organizzata per riuscire a generare liquidità anche in uno scenario di prezzi in saliscendi. Non per nulla un colosso come Exxon Mobil (82,13 Usd; Isin US30231G1022), che pure opera anche in Qatar, è riuscito a chiudere la settimana addirittura in rialzo del 3,3%, un risultato migliore non solo di quello del greggio, ma anche della media degli altri titoli del settore energetico (+0,3%). Si tratta di un titolo conveniente, secondo noi buono per un investimento di lungo periodo.

     

    L’europa di Draghi, Macron e del bail-in

    In Europa si aspettava l’esito della riunione della Banca centrale europea: non c’è stato nulla di sorprendente tanto che le Borse della zona euro non si mosse più di tanto (-0,2% in media). Molto più rilevanti sono state le notizie arrivate dal settore bancario spagnolo con tutta la vicenda del “salvataggio” di Banco Popular – chi aveva azioni e obbligazioni subordinate di questa banca ha comunque perso tutto – da parte del Banco di Santander (6,12 euro; Isin ES0113900J37). I titoli bancari europei hanno ballato per tutta la settimana, per poi chiudere con un progresso, medio, dello 0,8%. Tra questi spicca proprio il Banco Santander, che ha chiuso la settimana a +5,2% nonostante l’annuncio di un aumento di capitale da 7 miliardi per digerire meglio l’acquisto del Banco Popular. Ti confermiamo il consiglio sulle azioni Santander: mantieni. Del buon clima sui titoli bancari hanno beneficiato anche i titoli finanziari italiani, che hanno trascinato Milano al rialzo (ha chiuso a +0,9%). Su Piazza Affari ha inciso anche il fallimento del varo della nuova legge elettorale (il mercato temeva che potesse generare instabilità politica). In generale, complice anche il risultato elettorale in Francia, la prospettiva di un fallimento del progetto europeo sembra allontanarsi: c’è spazio per aumentare gli investimenti su Milano (vedi pagina 15).

    Tra le Borse europee si è distinta in negativo quella di Zurigo, calata del 2,2%. A trascinarla al ribasso ci sono state le azioni Roche (247,8 franchi; Isin CH0012032048), che hanno perso il 6,5% dopo che alcuni studi clinici hanno dimostrato l’inefficacia di un farmaco su cui puntava molto. Al più mantieni queste azioni.

     

    La Cina e Jinkosolar

    Tra le Borse migliori della settimana c’è stata quella cinese – l’indice Csi300 ha chiuso il rialzo del 2,6%. I dati macroeconomici hanno un po’ stemperato i timori sulla debolezza economica del gigante asiatico. JinkoSolar (17,37 Usd; Isin US47759T1007) ha, però, ceduto il 7,5%, complice la pubblicazione dei conti del primo trimestre 2017 che hanno mostrato un brusco calo della redditività del gruppo. Due i motivi: da un lato un calo del prezzo di vendita dei pannelli solari e dall’altro il prezzo più elevato del silicio (materia prima per la realizzazione degli stessi). Sotto questo secondo aspetto, le prospettive sono migliori per la fine dell’anno. Mantieni queste azioni.

    Tra le altre Borse dei Paesi emergenti segnaliamo la relativa “calma” di quella di San Paolo (-0,5% in real brasiliani) e il “nervosismo” di quella di Johannesburg (-4,6% in zar). Il Sud Africa è entrato ufficialmente in recessione e questo potrebbe rendere più probabile un cambio alla guida del Paese: un evento che merita una scommessa (per i prodotti vedi Altroconsumo Finanza n° 1218 a pagina 15). 

     

     

    Risposte per te

    @Massimo Veolia ha staccato il dividendo il 24 aprile – in pagamento dal 26 aprile. L’importo è di 0,8 euro lordi per azione, 0,4144 euro netti della doppia tassazione. Ti spetta se avevi già le Veolia la mattina del 24 aprile (prima che la Borsa aprisse).

    @Paolo C. Le perdite sulle singole azioni possono compensare solo i guadagni su singole azioni, ma non i guadagni su Etf azionari. Anche le minusvalenze sugli Etf azionari non possono compensare le plusvalenze ottenute su altri Etf azionari.

    @Paolo R. Le società del settore utility sono quelle che ti portano luce, gas e acqua. Sono, per esempio, A2A o Enel. Quelle del settore energetico sono, invece, quelle che trovano il petrolio e il gas necessario alla produzione di energia. Tra queste, l’Eni.

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  • Analisi
    Roche GS: cattive notizie 4 mesi fa - lunedì 15 maggio 2017
    I deludenti risultati di uno studio clinico sul Tecentriq per il trattamento del cancro alla vescica hanno pesato sul titolo.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Roche GS, approvato l'Ocrevus 6 mesi fa - venerdì 31 marzo 2017
    L’Ocrevus di Roche ha ottenuto il via libera delle autorità sanitarie americane.
    Prezzo al momento dell'analisi (30/03/2017): 257,90 CHF

    Ai prezzi attuali, l’azione è correttamente valutata. 

    Consiglio: mantieni

    Le autorità sanitarie americane hanno approvato l’Ocrevus, il farmaco sperimentale di Roche (Isin CH0012032048) che potrebbe diventare presto il trattamento di base per la cura della sclerosi a placche. La commercializzazione di questo promettente farmaco dovrebbe aiutare il gruppo a compensare il calo delle vendite di altri suoi prodotti, minacciati dalla concorrenza dei biosimilari. Mantieni questa azione correttamente valutata.
     

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  • Analisi
    Roche GS: il punto sui conti 2016 7 mesi fa - lunedì 13 febbraio 2017
    I conti del 2016 si sono dimostrati in crescita, ma un po’ meno del previsto. Anche sulle prospettive future c’è qualche incognita. Ritocchiamo al ribasso le stime sugli utili.
    Prezzo al momento dell'analisi (10/02/17): 240 CHF
    Consiglio: Mantieni


    Nel 2016 i ricavi di Roche (Isin CH0012032113) sono saliti del 4% (effetti di cambio esclusi) e l’utile per azione è cresciuto dell’8% (a 11,24 franchi). Sono risultati buoni, ma un po’ sotto le attese. Anche il dividendo, che sarà pagato a valere su questi risultati (8,2 franchi per azione), è meno elevato del previsto. Per il 2017 Roche si aspetta una crescita degli utili non superiore a quella del fatturato (tra +1% e +5%, effetti di cambio esclusi), a causa degli investimenti per i nuovi prodotti. Da qui al 2020 dovrà, infatti, difendersi dalla concorrenza dei biosimilari. Per riuscirci punta sui nuovi prodotti, come il Tecentriq (omologato anche per il cancro al polmone) e l’Ocrevus (contro la sclerosi a placche) che a marzo dovrebbe essere omologato negli Usa. Riduciamo le stime sull’utile per azione 2017 (a 11,8 franchi) e 2018 (a 12,2 franchi).

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  • Analisi
    Roche GS: vendite deboli 11 mesi fa - venerdì 21 ottobre 2016
    Le vendite del 3° trimestre sono piuttosto deludenti, ma il lancio di nuovi prodotti lascia ben sperare.

    Prezzo al momento dell'analisi (20/10/2016): 232,50 CHF

    Ai prezzi attuali, l’azione è correttamente valutata.
    Consiglio: mantieni
    Nel 3° trimestre la crescita delle vendite della svizzera Roche (Isin CH0012032113) si è limitata al 3% (senza effetti di cambio); un dato un po’ deludente considerando anche che il gruppo, a partire dal prossimo anno, perderà dei brevetti importanti. Il lancio quest’anno di 5 nuovi prodotti dovrebbe comunque contribuire a sostenere le vendite. Tra questi c’è il promettente Tecentriq, che dopo esser stato già omologato negli Usa per il trattamento del cancro della vescica, è stato ora approvato anche per il trattamento del cancro del polmone. Tenendo conto di questi elementi incoraggianti, lasciamo invariate le stime sugli utili del gruppo. Mantieni questa azione correttamente valutata.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 272,60 CHF
Minimo degli ultimi 12 mesi 220,10 CHF
ISIN CH0012032048
Borsa Zurigo
Beta 0,98
Volatilità 15,41 %
Numero di azioni 702.562.600
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 174,94 CHF
Settore Salute e farmacia
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 343.126 CHF
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (CHF)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 8,40 8,20 8,10 8,00
Utile corrente 11,80 11,24 10,41 10,99
Utile netto 11,80 11,24 10,41 10,99
Cash Flow corrente 16,40 17,87 14,90 16,16
Cash Flow netto 16,40 17,87 14,90 16,16
EBIT 17,30 16,51 16,24 16,60
EBITDA 21,90 23,25 20,82 21,88
Patrimonio netto 23,20 19,76 16,42 14,93
Patrimonio netto tangibile 9,90 6,52 3,42 3,22

Rendimento in euro

Roche GS Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -7,64 % -1,45 % -4,05 %
Rendimento ultimi 6 mesi -7,83 % 1,92 % -3,27 %
Rendimento ultimo anno -1,01 % 11,80 % 8,01 %
Rendimento ultimi 5 anni 11,20 % 6,78 % 13,28 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 73,86 % 78,83 % 73,95 % 60,27 %
Current ratio 1,27 1,19 1,35 1,85
ROE 56,87 % 63,34 % 73,57 % 88,84 %
ROE netto 56,87 % 63,34 % 73,57 % 88,84 %
Margine lordo 69,26 % 69,33 % 71,81 % 74,46 %
Margine netto 18,49 % 17,97 % 20,09 % 24,31 %
EBIT margin 26,73 % 27,42 % 29,69 % 35,01 %
EBITDA margin 37,63 % 35,16 % 39,13 % 40,47 %
Tax rate 25,17 % 24,45 % 23,81 % 22,51 %
Gearing 68,54 86,31 121,12 46,22
Patrimonio netto / totale attivo 25,16 % 21,53 % 19,38 % 23,35 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 3,37 % 3,29 %
Prezzo/utile corrente 21,10 22,15
Prezzo/cash flow corrente 15,18 13,94
Prezzo/patrimonio netto 10,73 12,60
Prezzo/patrimonio netto tangibile 25,15 38,18
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 6,18 % -

(e) : stima

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