Royal Dutch Shell A GB00B03MLX29

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Articoli

  • Analisi
    Rendita con azioni con dividendi elevati un mese fa - lunedì 29 maggio 2017
    Un ricco dividendo non basta a garantirti un futuro agiato.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Listini azionari in marcia: la settimana delle Borse 2 mesi fa - lunedì 8 maggio 2017
    Le Borse della zona euro sono andate meglio di New York.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Inquietudini: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 10 aprile 2017
    Una serie di punti interrogativi grava sull’economia e sulle Borse. Questo spiega il perché di una settimana fiacca: New York ha chiuso a -0,3%, le Borse della zona euro a -0,1%.

    Variazioni, prezzi e valutazioni al 07/04/17 

     

    New York attenta a Trump e alla banca centrale Usa

    L’attesa riforma fiscale di Trump, secondo le dichiarazioni di uno degli esponenti più importanti del partito del presidente, rischia di slittare. A contribuire a questa sensazione anche il fatto che si sia tornati a parlare della riforma del sistema sanitario (avrebbe dovuto essere accantonata per occuparsi delle tasse). In ogni caso la discussione sulla riforma sanitaria è ancora agli inizi: non tornare a speculare sulla HealthEquity (43,15 Usd; Isin US42226A1079), società che fa dei conti di deposito che potrebbero essere centrali nella nuova sanità di Trump –il titolo in settimana è salito (+1,6%), ma senza slanci particolari. A rendere nervosi i mercati ci ha pensato anche il verbale dell’ultima riunione della Banca centrale Usa: secondo alcuni membri di quest’ultima, la Borsa di New York viaggia su livelli “abbastanza elevati” – in particolare, come indicatore al di sopra della media storica, citano il rapporto tra valore di Borsa e utili fatti in media dalle società Usa. Per te questa non dovrebbe essere una novità: ti abbiamo parlato proprio di questo indicatore – e di altri – nella nostra analisi su Altroconsumo Finanza n° 1215. Se sei un investitore “prudente”, non devi avere azioni americane in mano. Altrimenti, se sei disposto a correre qualche rischio in più per spuntare un rendimento migliore, puoi ancora investire sulla Borsa Usa, ma deve pesare al massimo il 10% del portafoglio – vedi pagina 15.

     

    La frenata del settore auto

    Un altro elemento che ha messo sul chi va là Wall Street è stato il dato sulle vendite di auto negli Usa nel mese di marzo. Le grandi compagnie hanno, in media, registrato risultati inferiori alle attese. Fca (9,59 euro), in particolare, ha visto le vendite calare del 5%. Il titolo ha perso il 6,5% in settimana, un risultato peggiore rispetto a quello medio delle altre società del settore auto (-2,9%), ma secondo noi è ancora caro. Vendi. Bene sono andate le vendite del gruppo BMW (+3,5% negli Usa a marzo), ma il titolo (83,15 euro; Isin DE0005190003) ha comunque perso il 2,8% scontando la generale debolezza del settore e gli scioperi annunciati dai lavoratori nelle fabbriche delle Mini in Regno Unito – i primi scioperi in venti anni. Per ora, comunque, non c’è da spaventarsi: BMW secondo noi resta il miglior titolo nel settore. Molto rumore hanno fatto le vendite di Tesla (302,54 Usd; Isin US88160R1014), aumentate del 70% circa rispetto a quelle del primo trimestre del 2016. In realtà, i dati annunciati da Tesla sono relativi alle vendite in tutto il mondo e non solo nel mercato Usa. E c’è chi stima che sul mercato americano (il più rilevante) le vendite di Tesla siano in calo (la società non pubblica questi dati con precisione). Insomma, l’entusiasmo sul titolo (+8,7% in settimana) ci sembra esagerato. Non dimenticare che Tesla è una società che ancora non produce un solo centesimo di utile e che brucia il denaro in cassa. Non acquistare e se per caso hai le azioni, vendile.

     

    Venti di guerra in tutto il mondo…

    Prima l’attentato a San Pietroburgo, poi l’attacco americano in Siria e infine il camion sulla folla a Stoccolma: la settimana è stata costellata da eventi tragici e azioni di guerra. Ancora una volta, però, il mercato si è mostrato cinico: le Borse non hanno, di fatto, reagito alle notizie e anche i titoli del settore della Difesa hanno avuto una risposta tiepida, chiudendo, in media, con un +0,7%. Un po’ meglio della media ha fatto il nostro titolo “preferito” nel settore, Bae Systems (649 pence; Isin GB0002634946), col suo +1%. Resta conveniente. Elbit Systems (117,09 Usd; Isin IL0010811243), società israeliana del settore suggerita su Altroconsumo Finanza n° 1216, col suo +3% ha spiccato: resta un titolo buono per diversificare il tuo portafoglio. La L3 Technologies (165,8 Usd; Isin US5024131071), società Usa consigliata su Altroconsumo Finanza n° 1212 per scommettere sull’aumento delle spese militari da parte di Trump, ha fatto +0,3% in settimana, ma dall’attacco americano ha fatto +1,8% contro il +1,1% del settore: scommessa valida.

     

    … che infiammano il petrolio

    Le tensioni in Medioriente hanno ravvivato il prezzo del petrolio, che è salito del 5% circa e si è ormai riportato vicino ai valori di inizio marzo. Ovviamente, ne hanno beneficiato i titoli del settore, saliti in media dell’1,2%. Tra questi ha spiccato Total (49 euro; Isin FR0000120271) che ha fatto +3,3%, dopo le notizie sui progressi nello shale gas in Regno Unito. Buona notizia, ma che non cambia il nostro giudizio sul titolo: mantieni. Tra gli altri titoli del settore petrolifero, BP (470,4 pence; Isin GB0007980591) ha fatto +2,8% dopo la cessione di alcune infrastrutture petrolifere nel Mare del Nord, mentre Royal Dutch Shell (25,17 euro; Isin GB00B03MLX29) ha fatto +2,3% dopo la vendita di alcuni giacimenti di gas in Nuova Zelanda. Mantieni entrambi.

     

    Milano sotto la media europea, ma i titoli medio-piccoli…

    L’indice Ftsemib, che raccoglie i primi 40 titoli del nostro listino, ha chiuso a -0,9%. Andamento totalmente opposto per i titoli delle piccole (+0,8%) e medie imprese (+1,1%). Come mai? È per gli acquisti dei fondi pir

     

     

    Risposte per te

    @Antonio BP ha staccato il dividendo trimestrale lo scorso 16 febbraio (sono 4 fette ogni anno). Il pagamento, però, è partito solo dal 31 marzo. Dovresti aver ricevuto l’accredito in questi giorni.

    @Marcello Philips continua a essere un titolo della nostra selezione. Data la virata strategica del gruppo, lo trovi, però, ora nella sezione “salute e farmacia” (pagina 8) piuttosto che in quella “alta tecnologia”.

    @Vittorio Il codice Isin dell’azione Chevron è US1667641005, quello di Exxon Mobil è US30231G1022, quello di Repsol è ES0173516115. I primi due sono quotati a New York, il terzo a Madrid.

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  • Analisi
    Royal Dutch Shell A: conti 2016 5 mesi fa - lunedì 13 febbraio 2017
    I risultati del 4° trimestre sono positivi e lasciano ben sperare per l’anno in corso. L’indebitamento è un po’ diminuito grazie al piano di cessioni iniziato nel 2016, ma è ancora su livelli elevati.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Royal Dutch Shell A: piano di cessioni 6 mesi fa - lunedì 2 gennaio 2017
    Il gigante petrolifero Royal Dutch Shell intende continuare le cessioni per ridurre l’indebitamento lievitato in seguito all’acquisizione del britannico BG Group.

    Prezzo al momento dell'analisi (30/12/2016): 25,99 euro

    Nonostante la risalita degli ultimi mesi, l’azione è ancora correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    In linea con il suo obiettivo di realizzare cessioni per 30 miliardi di dollari tra il 2016 e il 2018, Royal Dutch Shell (Isin GB00B03MLX29) ha messo in vendita attivi in zone che considera ormai poco strategiche, come il Mare del Nord e il Gabon. Finora non è riuscito a trovare degli acquirenti, ma adesso con la risalita del prezzo del greggio dovrebbe riuscire più facilmente a concluderne la vendita. Mantieni questa azione correttamente valutata.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 26,67 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 20,92 EUR
ISIN GB00B03MLX29
Borsa Amsterdam
Beta 0,50
Volatilità 21,28 %
Numero di azioni 4.325.896.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 101,40 EUR
Settore Energia e servizi alle collettività
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 215.771 EUR
Punteggio corporate governance 5

Indici chiave per azione (EUR)

2017 (e) 2016 2015 2014
Dividendo 1,75 1,72 1,69 1,42
Utile corrente 1,50 0,53 0,27 1,77
Utile netto 1,50 0,53 0,27 1,77
Cash Flow corrente 3,90 3,30 4,76 4,68
Cash Flow netto 3,90 3,30 4,76 4,68
EBIT 1,89 1,00 0,06 2,86
EBITDA 4,58 3,90 3,82 5,78
Patrimonio netto 22,00 21,60 24,05 22,90
Patrimonio netto tangibile 21,00 20,12 23,75 22,58

Rendimento in euro

Royal Dutch Shell A Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -0,47 % 1,59 % -2,84 %
Rendimento ultimi 6 mesi -5,60 % 5,93 % -0,04 %
Rendimento ultimo anno 0,62 % 12,69 % 7,72 %
Rendimento ultimi 5 anni 2,22 % 8,27 % 13,68 %

Indici finanziari della società

2016 2015 2014 2013
Pay out 214,21 % 489,27 % 64,27 % 69,26 %
Current ratio 1,17 1,32 1,16 1,11
ROE 2,45 % 1,19 % 8,65 % 9,09 %
ROE netto 2,45 % 1,19 % 8,65 % 9,09 %
Margine lordo - - - -
Margine netto 1,99 % 0,82 % 3,46 % 3,65 %
EBIT margin 3,67 % 0,15 % 5,64 % 6,18 %
EBITDA margin 14,08 % 10,10 % 11,41 % 10,94 %
Tax rate 14,79 % -7,47 % 47,98 % 50,80 %
Gearing 38,91 16,22 13,85 19,25
Patrimonio netto / totale attivo 45,84 % 48,25 % 48,93 % 50,67 %

Dati di Borsa per azione

2017 (e) 2016
Rendimento da dividendo 7,47 % 7,34 %
Prezzo/utile corrente 15,63 44,23
Prezzo/cash flow corrente 6,01 7,10
Prezzo/patrimonio netto 1,07 1,09
Prezzo/patrimonio netto tangibile 1,12 1,17
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 10,83 % -

(e) : stima

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