Salvatore Ferragamo

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24,89 EUR 18/06/2018 17:35 Milano
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Articoli

  • Analisi
    Salvatore Ferragamo: trimestre non particolarmente brillante un mese fa - lunedì 14 maggio 2018
    Salvatore Ferragamo nelle ultime settimane si è un po’ ripresa in Borsa, ma sforna risultati poco brillanti: la società continua a produrre utili, ma questi non stanno crescendo. Inoltre, pesa un certo immobilismo.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Sospiri di sollievo: la settimana delle Borse 3 mesi fa - lunedì 12 marzo 2018
    Settimana positiva per i listini azionari: New York ha chiuso in rialzo del 3,5%. Bene anche le azioni dell’eurozona, salite, in media, del 2,9%. Su tutte svetta Milano con il suo +3,8%. Discreta, ma si ferma a un +1,4%, la Borsa giapponese.

    SPIRAGLI DI SOLE

    Tre i motivi dell’umore positivo dei mercati. Da un lato Trump è sì andato avanti con l’introduzione dei dazi sulle importazioni negli Usa di acciaio e alluminio, ma la formula scelta è stata più morbida del previsto – diversi Paesi, come il Canada, sono stati “graziati”. Questo ha un po’ dissipato le paure sullo scatenarsi di una “guerra commerciale” a livello globale. Si sono, inoltre, stemperati i timori di una guerra “reale”, e ben più tragica, in Asia: la Corea del Nord, a sorpresa, ha aperto alla possibilità di un incontro con gli Usa per valutare le operazioni di disarmo – l’indice Csi300 della Borsa cinese ha chiuso la settimana in rialzo del 2,3%. Infine, si sono allentate le paure di una rapida stretta al “doping” di liquidità: sia la Banca centrale europea, sia quella giapponese, hanno garantito tassi d’interesse bassi ancora a lungo – se i rendimenti dei bond sono bassi, il mercato tende a investire sulle Borse per sperare di spuntare qualche rendimento in più.

    Ad aiutare la Borsa di Milano ci sono state le Telecom Italia (0,832 euro), salite in settimana del 14,8% dopo la notizia dell’ingresso di un fondo d’investimento americano nel capitale della società. Potrebbero esserci accelerazioni sui progetti di separazione della rete. Se hai le azioni, mantienile.

    La Borsa di Londra ha chiuso la settimana con un progresso del 2,2%. A darle un po’ di fiato ci sono state le National Grid (783,7 pence; Isin GB00BDR05C01) risalite del 6% sulla scia del freddo record che ha colpito il Regno Unito e che dovrebbe sostenere i consumi di energia. Azione conveniente. Acquista.

    AXA: CAMBIA IL CONSIGLIO

    Nel generale clima positivo dei mercati, ci sono stati comunque alcuni titoli che non si sono comportati bene. Tra questi c’è Axa (22,49 euro; Isin FR0000120628) che ha chiuso la settimana in calo del 10,2%, dopo la notizia, a sorpresa, dell’acquisizione del gruppo assicurativo americano XL Group. L’operazione spiazza per vari motivi. Primo: mai Axa aveva acquisito una società di queste dimensioni. Questo potrebbe rendere il processo di integrazione tra i gruppi meno efficiente e veloce del previsto, limitando i possibili risparmi di costo e i ricavi aggiuntivi ottenibili. Secondo: Axa diventa prevalentemente una compagnia di assicurazione danni (50% degli utili, prima era più equilibrata anche su ramo vita e salute). Sta facendo una scommessa sulla risalita dei prezzi delle assicurazioni danni nei prossimi anni: un rischio. Terzo: per completare l’acquisizione Axa userà i proventi derivanti dalla quotazione in Borsa di una parte delle attività americane nel ramo vita – la speranza era, invece, che questi soldi andassero a irrobustire il dividendo. Alla luce di tutti questi elementi non ti consigliamo più di acquistare le Axa. Puoi, però, mantenere le azioni che hai già in mano. 

    ABERTIS: SFUMA LA GUERRA PER L'ACQUISIZIONE DEL GRUPPO

    Tra le altre azioni che potresti avere in mano e che non si sono comportate bene, ci sono le Abertis (18,64 euro; Isin ES0111845014). A sorpresa, i due pretendenti – da una parte gli italiani da Atlantia (27,85 euro), dall’altra gli spagnoli di Acs (tramite i tedeschi di Hochtief) – che sembravano pronti a battagliare a colpi di controfferte per la conquista di Abertis, sembrano aver trovato un accordo. Si potrebbe andare verso uno spezzatino di Abertis: Atlantia si prenderebbe le attività in America Latina, gli altri pretendenti quelle spagnole. Abertis verrà ritirata dal listino? E se no, che cosa avrà effettivamente in pancia? Si apre una fase di incertezza per il gruppo che potrebbe durare diversi mesi. Meglio passare all’incasso. Nonostante i cali di settimana scorsa, il titolo resta su valori superiori a quelli del nostro consiglio d’acquisto di quasi un anno fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1219 e 1220). Vendendo ora incassi tra il 17% e il 20% (tenendo conto del dividendo pagato a novembre). Non granché, ma è un buon risultato considerando che sullo stesso periodo la Borsa di Madrid è scesa e che le azioni mondiali hanno messo su tra il 4 e il 5% (in euro e dividendi inclusi).

    Lo “spezzatino” di Abertis farebbe molto bene ad Atlantia che otterrebbe il massimo possibile – le attività in Sud America – senza spendere un patrimonio. Per questo le Atlantia sono salite in settimana del 13,7%. Non è, però, per nulla scontato che lo “spezzatino” ci sia. Non acquistare e al più mantieni le azioni Atlantia che hai in mano.

    BUON RIALZO DI ENGIE E IBM 

    Torniamo alle buone notizie, in particolare per tre titoli azionari che probabilmente hai in mano. Il primo è IBM (159,31 Usd; Isin US4592001014), che ha chiuso la settimana in rialzo del 3,1% dopo aver ribadito gli obiettivi per i prossimi anni – aumento dei dividendi, continuazione del programma di acquisto di azioni proprie e utili netti in crescita a un tasso medio annuo compreso tra il 5% e il 10%. Noi confermiamo le stime prudenziali – il gruppo è tornato a registrare una crescita dei ricavi solo nell’ultimo trimestre 2017, dopo 22 trimestri di calo – ma le IBM restano comunque convenienti. Il secondo è Engie (13,18 euro; Isin FR0010208488), salito in settimana del 7,4%. I conti 2017 hanno riservato buone sorprese. Su tutte quella che il gruppo è in anticipo sul piano di risanamento: significa che i risultati del 2018 saranno migliori del previsto e che il dividendo che sarà pagato su questi conti (quindi nel 2019, salvo acconti) salirà a 0,75 euro per azione rispetto agli 0,70 previsti fino a oggi. Nonostante il recupero, l’azione resta conveniente. Il terzo è BMW (85,4 euro; Isin DE0005190003), salito in settimana dell’1,2% dopo i conti del 2017 che hanno portato la società a decidere di distribuire un dividendo di 4 euro per azione (stimavamo 3,6 euro lordi). Anche in questo caso l’azione è conveniente

    Ricorda, comunque, che il consiglio su un singolo titolo deve comunque rientrare in una generale strategia di portafoglio. Per esempio, se ti ritrovi nel portafoglio dedicato all’investitore difensivo (vedi pagina 15) non devi avere azioni IBM (e nessun’altra azione Usa) in mano, anche se sono convenienti e consigliamo di acquistarle.

    CAMBIO DI CONSIGLIO SU FERRAGAMO

    I risultati 2017 di Salvatore Ferragamo (21,35 euro) mostrano un utile industriale in calo del 28,6%. La società ha anche annunciato che nei primi mesi del 2018 persistono ancora tutte le difficoltà riscontrate a fine 2017 e per l’intero 2018 parla di “fase di transizione”. Abbiamo tagliato le attese di utile a 0,68 euro per azione nel 2018 e 0,78 euro nel 2019. Con queste prospettive, il titolo è ora caro. Vendi.

     

    Risposte per te

    @Alessandro Kraft Heinz (67,23 Usd) ha staccato l’ultimo dividendo di 0,625 dollari lordi (0,393 dollari al netto della doppia tassazione) l’8 marzo. Il pagamento è previsto dal 23 marzo. Il dividendo è pagato ogni trimestre.

    @Fabio Compra o vendi “al meglio” quando l’azione è molto scambiata. Quando, invece, la liquidità scarseggia, può essere opportuno inserire l’ordine con un limite di prezzo per evitare sorprese dovute alla mancanza di controparti.

    @Lucio Il calo delle Albemarle (101,76 Usd; Isin US0126531013) è legato ai timori di un calo dei prezzi del litio. Il crescente successo delle auto elettriche dovrebbe, però, sostenere i prezzi della materia prima. Scommessa valida.

     

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  • Analisi
    Il regalo di Natale: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 18 dicembre 2017
    È quello che il mercato sta aspettando da Trump con il varo definitivo della riforma fiscale – dovrebbe arrivare mentre stai leggendo queste righe. Nell’attesa New York ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,9%. Meno brillanti le Borse europee, che hanno chiuso, in media, a +0,2%.  

    Prezzi e variazioni settimanali al 15/12/17

     

    Al massimo il 5% sulla borsa Usa

    Per tutta la settimana si sono rincorse le indiscrezioni sul contenuto effettivo della riforma fiscale di Trump. Solo sul finire della settimana è stato presentato il testo definitivo, che mette insieme le versioni approvate da Camera e Senato. Nel momento in cui ci leggi questo ultimo testo dovrebbe essere al voto finale. Il mercato sembra dare per scontato che la riforma passerà – alcuni membri del partito di Trump che fin qui sono stati “scettici” si sono detti convinti dal testo finale. Non vale la pena, però, aumentare ulteriormente la quota di azioni americane in portafoglio: proprio sull’attesa della riforma fiscale, New York nel 2017 è già salita del 20% circa, molto più del resto delle altre Borse (+6% circa per le Borse europee). Se sei un investitore “difensivo” non devi avere azioni americane. Negli altri casi New York merita al massimo il 5% del tuo portafoglio. Per più informazioni vedi www.altroconsumo.it/finanza/portafogli.

     

    Banche in ritirata

    Le notizie sulla riforma fiscale hanno messo in secondo piano l’esito della riunione della Banca centrale Usa. Quest’ultimo, comunque, è stato in linea con le attese – per approfondimenti vedi pagine 11-12 – e il mercato è rimasto nel complesso indifferente. L’unico settore che è rimasto un po’ colpito è stato quello bancario: i titoli americani del settore sono scesi, mediamente, dello 0,2%. Come mai? I toni usati dalla Banca centrale Usa in merito alle prospettive future di inflazione sembrano eliminare ogni possibilità di accelerazione sul piano di rialzo dei tassi d’interesse: le banche, invece, un po’ ci speravano, visto che anni di tassi d’interesse bassi hanno ridotto i loro margini di guadagno al lumicino. Anche in Europa, comunque, i titoli bancari non sono andati benissimo. Un po’ perché la Banca centrale europea ha confermato, da attese, di voler andare avanti con la politica di tassi d’interesse bassi ancora a lungo, un po’ per problemi specifici di alcune banche. In particolare, qui da noi le azioni Ubi Banca (3,70 euro) hanno perso il 9,2%. Il mercato si è spaventato quando, in un prospetto informativo legato al collocamento di alcune obbligazioni, ha letto che Ubi dovrà aggiornare entro marzo 2018 il piano di smaltimento dei suoi crediti “marci”. Non è una novità, ma ha comunque riacceso l’attenzione del mercato sul tema. Nonostante il calo in Borsa confermiamo il nostro consiglio: se le hai in mano, vendi le azioni Ubi banca. Un po’ per il calo dei titoli bancari, che sul nostro listino pesano più che su altre Borse, un po’ per le tensioni per le prossime elezioni, Piazza Affari, col suo -3%, è stata tra le peggiori della settimana. Salvatore Ferragamo (21,15 euro) ha perso in Borsa il 9,3% dopo aver lanciato un allarme sul fatto che il 2018 sarà un anno difficile come il 2017. Abbiamo abbassato le stime ma il consiglio non cambia. Al più, mantieni.

     

    Bene la farmacia con Teva

    Tra i settori che meglio si sono comportati c’è, invece, il settore farmaceutico (+1,6%). A trainarlo ci sono state le azioni Teva Pharma (18,61 Usd; Isin US8816242098), salite in settimana del 15,9% dopo la presentazione del nuovo piano strategico. Le misure sono lacrime e sangue – licenziamento del 25% della forza lavoro e sospensione del pagamento del dividendo (non si sa fino a quando, forse a febbraio avremo aggiornamenti in merito) – ma dovrebbero permettere a Teva di risparmiare circa 3 dollari per azione di soli costi da qui al 2019 e di evitare un aumento di capitale. Quest’ultima prospettiva è quella che è piaciuta al mercato, ma noi siamo meno entusiasti. Primo: la ristrutturazione avrà comunque, a breve, un impatto negativo sui conti – stimiamo ora una perdita di 4,5 dollari per azione nel 2017 e di 0,5 dollari nel 2018. Secondo: la ristrutturazione potrebbe rallentare le attività di ricerca e sviluppo e il lancio di nuovi farmaci. Il consiglio non cambia: al più mantieni le azioni che hai già. Nel settore farmaceutico le Eli Lilly (86,54 Usd; Isin US5324571083) hanno chiuso la settimana solo a +0,1% sebbene la società abbia preannunciato per il 2018 un rialzo degli utili superiore a quanto attualmente previsto dal mercato. Il consiglio resta mantieni.

     

    Settore media +1,3% con Walt Disney

    Anche il settore media si è comportato bene grazie al +6,8% fatto segnare dalle azioni Walt Disney (111,27 Usd; Isin US2546871060). Il gruppo acquisirà le attività di intrattenimento di 21st Century Fox: il prezzo è lievemente superiore a quello da noi ritenuto come corretto, ma, visto il ritiro dell’altro pretendente, almeno non si è scatenata una guerra di prezzi come si temeva fino a qualche giorno fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1248). Insomma, alla fine è andata meglio del previsto. L’operazione è importante per rafforzare l’offerta, soprattutto in streaming, ma non avrà impatti sui conti di Disney per almeno due anni. Mantieni le azioni che hai.

     

    A Stoccolma spicca Ericsson

    In una settimana negativa per Stoccolma (-1%) spicca il +4,2% delle Ericsson (55,10 sek; Isin SE0000108656). La società ha siglato un accordo con Deutsche Telekom (15,09 euro, Isin DE0005557508; -3 %, mantieni) per la fornitura di un’infrastruttura per la rete 5G volta a coprire metà della Germania. Il gruppo svedese ha puntato molto su questa nuova tecnologia. La notizia è buona, ma il consiglio non cambia: mantieni le Ericsson. 

    Ericsson ha siglato un accordo sulla rete 5G anche con l’americana Verizon (52,67 Usd; Isin US92343V1044). Quest’ultima, in previsione di questo internet velocissimo, sta cercando anche di arricchire l’offerta di contenuti per i suoi clienti: ha siglato un accordo per trasmettere in streaming negli Usa le partite di football americano. Un bel colpo. Il titolo ha fatto in settimana +3,1%. Mantieni le azioni.

     

    Risposte per te

    @Andrea L’acquisto di azioni proprie è una pratica diffusa, soprattutto per le società Usa. È un modo per sostenere il titolo e, quindi, indirettamente remunerare gli azionisti. In genere non prelude a nessuna particolare operazione (fusioni o acquisizioni).

    @Claudio B. Nel corso del 2017 Unicredit non ha pagato alcun dividendo in contanti. Lo 0,5 euro che leggi, riguarda le nostre attese sul dividendo che sarà pagato nel 2018 a valere sul bilancio del 2017. Per ora, dunque, non ci sono né date, né importo certo.

    @Claudio C. Se hai minusvalenze in scadenza nel 2017 o le sfrutti entro la fine dell’anno o le perdi per sempre. Sono un modo per pagare meno tasse sui titoli (fondi comuni e Etf esclusi) su cui sei in guadagno – devi vendere questi ultimi per usarle.

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  • Analisi
    Salvatore Ferragamo: ricavi in discesa 6 mesi fa - lunedì 27 novembre 2017
    Il titolo Salvatore Ferragamo è in calo dallo scorso maggio. Il mercato non sembra apprezzare i risultati opachi pubblicati dal gruppo: pur restando in utile, col passare del tempo sta, infatti, riducendo i suoi margini di guadagno.

    Prezzo al momento dell'analisi (24/11/17): 22,20 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Nei primi nove mesi del 2017 i ricavi di Ferragamo sono scesi dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2016 (-5,5% nel solo terzo trimestre). La debolezza ha colpito un po’ tutti i prodotti: le calzature (-1,2%), la pelletteria (-0,6%), l’abbigliamento (-0,9%) e gli accessori (-4,6%). Sono, invece, andati bene i profumi (+3,2%). L’impatto sull’utile industriale è stato più traumatico: al lordo della quota parte dei costi pluriennali è calato del 25,1%, spingendo ancora più in basso gli utili netti (-26,8%). La società ha confermato che si tratta di un anno di transizione, quindi destinato a non essere brillante. C’è, però, anche da dire che la stagione più importante è quella che inizia ora con il Natale. Per il 2017 stimiamo un utile per azione di 0,92 euro, che dovrebbe salire a 1,02 euro nel 2018 e a 1,12 euro nel 2019. Nonostante i dati deludenti, il titolo resta correttamente valutato.

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  • Analisi
    Salvatore Ferragamo: più ombre che luci 9 mesi fa - lunedì 18 settembre 2017

    Salvatore Ferragamo è un titolo piuttosto ballerino rispetto alla Borsa italiana e ha fin qui vissuto un brutto 2017, complice anche conti trimestrali che non hanno scaldato i cuori.

    Prezzo al momento dell'analisi (15/09/17): 22,63 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Ferragamo ha chiuso un primo semestre 2017 con più ombre che luci. I ricavi sono saliti un po’ rispetto a un anno fa (+1,1%), ma i costi sono cresciuti di ben il 6,9% a causa del rafforzamento della rete di negozi e delle azioni, alcune una tantum, per razionalizzare l’organizzazione. Questi oneri hanno portato a un calo dell’utile industriale piuttosto consistente: la flessione è del 17,9% se non si tiene conto della quota parte di costi pluriennali e, addirittura, del 22,6% comprendendo anche questi oneri. L’utile netto, dal canto suo, è calato “solo” del 15,4% grazie a un miglioramento della situazione fiscale. La società, nel suo comunicato, parla di “periodo di transizione” e di “iniziative strategiche di ampio respiro”: in soldoni, lavora per recuperare. Per il 2017 ci attendiamo un utile per azione in calo a 1,08 euro, ma dovrebbe risalire a 1,22 euro nel 2018. Titolo correttamente valutato.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 25,52 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 20,94 EUR
ISIN IT0004712375
Borsa Milano
Beta 0,72
Volatilità 26,87 %
Numero di azioni 168.789.900
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 4,23 EUR
Settore Beni di consumo
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 13.012 EUR
Punteggio corporate governance 6

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 0,38 0,38 0,46 0,46
Utile corrente 0,66 0,68 1,19 1,02
Utile netto 0,66 0,68 1,19 1,02
Cash Flow corrente 1,04 1,06 1,55 1,41
Cash Flow netto 1,04 1,06 1,55 1,41
EBIT 1,08 1,10 1,60 1,57
EBITDA 1,46 1,48 1,96 1,96
Patrimonio netto 4,18 3,90 3,19 2,88
Patrimonio netto tangibile 4,18 3,90 3,19 2,88

Rendimento in euro

Salvatore Ferragamo Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 16,22 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi 20,17 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno 2,86 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 3,54 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 2015 2011
Pay out - 94,59 % 44,95 % 58,01 %
Current ratio - 2,04 1,73 1,25
ROE - 29,14 % 35,52 % 49,49 %
ROE netto - 29,14 % 35,52 % 49,49 %
Margine lordo - 67,43 % 66,65 % -
Margine netto - 13,66 % 12,07 % 10,36 %
EBIT margin - 17,96 % 18,31 % 15,72 %
EBITDA margin - 22,63 % 22,92 % 18,44 %
Tax rate - 19,26 % 30,60 % 33,10 %
Gearing - -9,07 -5,48 -13,52
Patrimonio netto / totale attivo - 60,46 % 47,26 % 30,92 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 1,52 % 1,52 %
Prezzo/utile corrente 37,92 36,81
Prezzo/cash flow corrente 24,07 23,61
Prezzo/patrimonio netto 5,99 6,42
Prezzo/patrimonio netto tangibile 5,99 6,42
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,05 % -

(e) : stima

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