Santander

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4,65 EUR 18/06/2018 15:29 Madrid
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Come valutiamo le azioni

Articoli

  • Analisi
    Santander: qualche segnale positivo un mese fa - lunedì 14 maggio 2018
    I conti del primo trimestre hanno riservato luci e ombre. Se da un lato il Brasile rappresenta un punto di forza del gruppo, dall’altro la situazione nel Regno Unito è più incerta. Per questo l’azione continua solo a galleggiare.
     
     
     
     

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  • Analisi
    Rimpatriati: la settimana delle Borse 5 mesi fa - lunedì 22 gennaio 2018
    La Borsa Usa ha chiuso la settimana in rialzo dello 0,9% grazie alla spinta che è arrivata dai titoli del settore tecnologico. Bene anche le Borse dell’eurozona (+1%) con l’accordo per la formazione del governo in Germania. Brusca scivolata per Albemarle.

    Variazioni settimanali su prezzi al 19/01/18

    Le Borse si sono svegliate questa settimana con la notizia che negli Usa è entrato in vigore un blocco di alcuni servizi pubblici non essenziali (shutdown). I mercati sembrano non preoccupati e noi concordiamo. Ci sono stati altri shutdown nella storia Usa e sono durati pochi giorni – mediamente la Borsa ha perso lo 0,6% durante questi periodi. L’ultimo shutdown è stato a ottobre 2013 ed è durato 16 giorni (tanto rispetto alla media storica): la Borsa Usa, al massimo, in quel periodo, ha perso l’1,5% e alla fine dei 16 giorni guadagnava il 3%. 

     

    Apple ai massimi storici

    I titoli tecnologici sono quelli che più di tutti sono saliti dall’elezione di Trump avvenuta nel novembre del 2016 – circa +50%. Buona parte di questi rialzi sono stati sostenuti dalla prospettiva di un rimpatrio della liquidità detenuta all’estero dai giganti di questo settore (rimpatrio favorito dalla riforma fiscale di Trump) – liquidità significa maggiori investimenti, più crescita e, verosimilmente, più dividendi. Ebbene, quella prospettiva sembra ora diventare realtà. Apple (178,46 Usd; Isin US0378331005) ha annunciato il rimpatrio di miliardi di dollari detenuti all’estero da investire negli Stati Uniti. Solo questa manovra dovrebbe portare alla creazione di 20.000 posti di lavoro negli Usa e dovrebbe dare un contributo alla generale crescita dell’economia di circa lo 0,4% annuo. Sono numeri e tempistiche che il mercato ha gradito, per questo il titolo è salito in settimana di un altro 0,8% portandosi sui massimi di sempre. Buona parte delle prospettive di crescita del gruppo è, però, già scontata nei prezzi. Al più mantieni le Apple che hai.

     

    Entusiasmo su tutto il settore tecnologico

    La mossa di Apple ha fatto sperare che anche altre società del settore tecnologico possano prendere decisioni simili prima del previsto. Questo spiega i rialzi di tutto il settore (+4,3% medio, per esempio, per le società che fanno microchip) e il rimbalzo del 3,7% delle azioni Intel (44,82 Usd; Isin US4581401001) – il gruppo ha ancora oggi in conti esteri circa il 50% della sua liquidità. Le cause legali intentate nei confronti del gruppo per le falle di sicurezza dei suoi chip (vedi Altroconsumo Finanza n° 1253) al momento non ci preoccupano. Il titolo resta conveniente. Acquista.

     

    Ancora un piccolo progresso per il settore bancario

    Le grandi banche Usa stanno continuano a presentare il proprio bilancio del 2017 e, nel complesso, le sorprese non sono tantissime. Bank of America (31,72 Usd; Isin US0605051046) ha dovuto mettere a bilancio svalutazioni pesanti nell’ultimo trimestre del 2017, ma si tratta di un fenomeno temporaneo e atteso, che spiana la strada a maggiori utili in futuro. Le azioni sono salite di un altro 1,7% in settimana e sono, secondo noi, da mantenere – per approfondimenti sui conti del gruppo vedi pagina 4. Anche le azioni Santander (5,93 euro; Isin ES0113900J37) sono riuscite a chiudere la settimana in rialzo (+0,2%), nonostante la controllata britannica sia tra quelle che avevano concesso finanziamenti alla fallita società di costruzioni Carillion (vedi paragrafo seguente). Vista la presenza in tanti Paesi, l’impatto totale delle difficoltà nel Regno Unito sarà limitato. Mantieni.

     

    Londra in calo

    Carillion è una società di costruzioni britannica che in settimana ha dovuto dichiarare fallimento. Se pensiamo che la società lascia in sospeso centinaia di progetti nel Paese, capiamo perché la Borsa di Londra, seppure senza drammi, sia stata una delle peggiori (ha chiuso a -0,6%). Sul listino ha pesato anche il calo del 4,8% di Pearson (688 pence; Isin GB0006776081). I primi risultati pubblicati per il 2017 sono in linea con le attese, ma le prospettive annunciate per il 2018 non sono granché: Pearson si aspetta un calo del fatturato a causa delle difficoltà sul mercato americano dell’editoria scolastica (quasi 2/3 del giro d’affari del gruppo). Abbiamo abbassato le stime sugli utili della società, ma non cambiamo il consiglio: mantieni – gli acquisti di azioni proprie dovrebbero comunque aiutare un po’ il titolo. Londra ha pagato anche il -4,7% delle azioni BP (509,9 pence; Isin GB0007980591) dopo che la società ha annunciato, a sorpresa, ulteriori costi per vecchie cause legali. Questo non dovrebbe rimettere in discussione il piano strategico del gruppo, ma potrebbe comportare qualche cessione di attività. Mantieni.

     

    La scivolata di Albemarle

    Settimana no per i titoli delle materie prime (-0,9%), in particolare per quelli del litio: una delle principali compagnie minerarie cilene ha ora la possibilità di aumentare la produzione della materia prima in una delle zone del mondo più ricche di litio. Il mercato si è un po’ spaventato, temendo che l’aumento dell’offerta possa essere eccessivo rispetto alla domanda effettiva di minerale, e ha determinato un calo dei prezzi della materia prima. Questo spiega il -13,1% registrato dalle Albemarle (116,01 Usd; Isin US0126531013), società che dipende quasi esclusivamente dalla vendita di litio e che in passato ti abbiamo consigliato per una scommessa. Non ci spaventiamo: la corsa alle auto elettriche continua e non ci sono al momento altre tecnologie che possano sostituire le batterie al litio come “carburante” di queste auto. I termini della scommessa su Albemarle (vedi Altroconsumo Finanza n° 1238) restano invariati e la stessa resta in piedi. Acquista se hai pelo sullo stomaco. Alla larga se sei un buon padre di famiglia. Anche la Umicore (42,74 euro; Isin BE0974320526) ha risentito del calo dei prezzi del litio. Estraendo anche cobalto, però, il suo ribasso in Borsa è stato inferiore (-5,3%) rispetto a quello di Albemarle. Le Umicore restano convenienti e valgono ancora una scommessa, ma non per il buon padre di famiglia.

     

    Risposte per te

    @Gianfranco L’ultimo dividendo azionario ordinario di National Grid è stato staccato il 23 novembre 2017. È stato messo in pagamento, però, solo a partire dal 10 gennaio del 2018. Dovresti, quindi, averlo ricevuto in questi giorni (verifica l’estratto conto).

    @Michele Nelle schede azioni alle pagine seguenti un livello di rischio 1 indica un investimento poco rischioso, un livello 5 indica un investimento molto rischioso. Il dividendo 2018 è quello che ci aspettiamo sia pagato (salvo acconti) nel 2019.

    @Nicola Anche se operi con broker esteri (come eToro) il bollo sugli investimenti (0,2% sul valore a fine anno) va comunque pagato. Solo che in questo caso devi farlo tu in dichiarazione dei redditi – metti in conto anche il costo di un bravo commercialista.

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  • Analisi
    Santander: in perdita negli Usa 6 mesi fa - venerdì 1 dicembre 2017
    Santander dovrà mettere a bilancio delle perdite legate alla sua controllata americana. 

     

    Prezzo al momento dell'analisi (30/11/2017): 5,64 euro

    Anche se abbiamo abbassato leggermente le stime sull’utile per azione 2017, ai prezzi attuali, il titolo è ancora correttamente valutato.

    Consiglio: mantieni

    Da due anni la controllata americana di Santander (Isin ES0113900J37) lancia segnali di debolezza, tanto che ormai rappresenta solo il 5% degli utili totali contro il 10% del 2015. Questo crollo dei risultati ha obbligato la banca spagnola a svalutare la sua controllata, mettendo a bilancio nel 4° trimestre 2017 delle perdite per circa 500 milioni di euro (un po’ più di 0,03 euro per azione dopo le imposte). Queste perdite saranno, però, almeno in parte, compensate dai 300 milioni di euro di guadagni straordinari (circa 0,02 euro per azione) provenienti dalla vendita, qualche mese fa, della piattaforma di fondi d’investimento Allfunds, che saranno messi a bilancio solo nei conti del 4° trimestre. Tenendo conto di tutto ciò, abbassiamo leggermente le stime sull’utile per azione 2017 (da 0,46 a 0,44 euro), ma le manteniamo invariate a 0,50 euro per il 2018. Mantieni questa azione correttamente valutata.

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  • Analisi
    Santander: funziona la presenza internazionale 6 mesi fa - lunedì 27 novembre 2017
    I conti trimestrali sono stati a due velocità e non hanno aiutato il titolo: da un lato il buon andamento in Brasile, dall’altro qualche difficoltà in Spagna, dove il gruppo ha acquistato Popular, banca che era sul punto di fallire.

    Prezzo al momento dell'analisi (24/11/17): 5,56 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Nei primi 9 mesi dell’anno gli utili di Santander (Isin ES0113900J37) sono cresciuti del 7%: ha pagato la presenza internazionale. In particolare, la crescita del 49% delle attività in Brasile (pesano circa per un quarto dei conti del gruppo) ha permesso di compensare il rallentamento delle attività sia nel Regno Unito (15% degli utili), sia in Spagna (15% degli utili), dove il gruppo sta ancora digerendo l’acquisizione di Banco Popular. A proposito di quest’ultima operazione, Santander ha varato due operazioni per compensare i costi di ristrutturazione della banca. Da un lato venderà al fondo d’investimento Blackstone circa la metà delle attività immobiliari di Popular, dall’altro taglierà del 20% il personale di questa banca. Alla luce di queste prospettive confermiamo le stime sull’utile per azione (0,46 euro) e sul dividendo (0,19 euro) del 2017. L’azione è correttamente valutata.

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  • Analisi
    Una settimana incolore: il punto sulle Borse 11 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017
    In attesa dell’avvio della stagione dei conti trimestrali – si comincia il 14 luglio con i risultati di alcuni colossi bancari americani – le Borse mantengono il freno a mano tirato. Wall Street ha chiuso la settimana a +0,1%, le Borse della zona euro, in media, a -0,2%. Milano è l’unica che spicca (+2,1%). Qui facciamo il punto anche sull'aumento di capitale di Santander, sul cambio di consiglio per Sainsbury e Edp Renováveis, sul calo di Tesla. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 07/07/17

     

    Incroci pericolosi tra Europa e stati Uniti

    I verbali dell’ultima riunione della Banca centrale Usa non hanno avuto particolare impatto sui mercati, anche se il piccolo riferimento ai valori “alti” raggiunti dalle Borse (già fatto in passato) non ha sicuramente agevolato una corsa dei listini. Oltre a questo, la Borsa Usa è stata frenata dal calo di uno dei suoi colossi, General Electric (26,15 Usd; Isin US3696041033). Il titolo ha perso il 3,2% dopo che la Commissione europea ha accusato la società di aver fornito informazioni scorrette nel momento in cui ha acquisito una società europea che fa le pale per gli impianti eolici. La paura è che ci siano sanzioni pesanti, anche se sicuramente la società farà ricorso e i tempi saranno lunghi. Per ora confermiamo il nostro consiglio: limitati a mantenere le azioni che già hai, ma non comprarne di nuove. La settimana si era aperta con le voci di una possibile scalata di Verizon (43,48 Usd; Isin US92343V1044) su Disney (103,32 Usd; Isin US2546871060). E’ poco credibile che accada, non per nulla l’entusiasmo è scemato presto e entrambi i titoli hanno chiuso la settimana in calo del 2,6% e 2,8%, rispettivamente. Sono, al più, da mantenere.

     

    Bene le banche del Vecchio continente

    Anche in Europa, la Banca centrale europea ha svelato i verbali della sua ultima riunione. Non ci sono state particolari sorprese, ma il mercato ha voluto comunque leggere tra le righe un atteggiamento meno “accomodante”. La prospettiva di tassi d’interesse in rialzo ha spinto i titoli bancari europei che, mediamente, hanno chiuso la settimana a +1,5%. E ancor meglio sono andati i titoli bancari italiani (+4,5% in media), galvanizzati dall’ok al piano di salvataggio del Monte Paschi (titolo sospeso dalle quotazioni) da parte dell’Europa. Questo spiega l’ottimo risultato di Milano, listino dove i titoli bancari hanno un peso rilevante: Intesa Sanpaolo (2,84 euro) e Unicredit (17,5 euro), che sono tra i primi 5 titoli della Borsa italiana, sono saliti rispettivamente del 2,3% e del 7% – quest’ultimo balzo è stato favorito anche dal perfezionamento della cessione di Pioneer. Entrambi i titoli sono da acquistare in un’ottica di lungo periodo. Nella settimana dell’avvio dell’aumento di capitale da 7 miliardi, ha retto bene anche il titolo Santander (5,81 euro, Isin ES0113900J37; +2% alla fine della settimana). Se sei azionista ti è stato dato un diritto d’opzione (0,095 euro; Isin ES06139009P1) per ogni azione Santander. Hai due scelte: o usi i diritti per comprare nuove azioni Santander al prezzo di 4,85 euro ciascuna (dovrai usare 10 diritti per ogni azione nuova) o vendi i diritti in Borsa. Ti consigliamo questa seconda scelta: con l’acquisto del Banco Popular, Santander aumenterà il suo giro d’affari, ma anche i crediti “marci” in pancia. Il titolo è al più correttamente valutato, quindi non ha senso acquistare altre azioni. Vendi al più presto i diritti in Borsa (avrai tempo solo fino al 20 luglio, ma fallo subito) e mantieni le azioni che hai. Lo sbarco a Piazza Affari di DoBank, la società che ha in gestione i crediti “marci” di Unicredit, dovrebbe avvenire prima del previsto, il 14 luglio. L’offerta non è stata aperta ai piccoli risparmiatori.

     

    Londra galleggia

    Londra è riuscita a chiudere la settimana con un piccolo attivo (+0,5%) nonostante il calo del 2,1% di Sainsbury (246,4 pence; Isin GB00B019KW72). Penalizzazione ingiusta, perché la strategia del gruppo è convincente e comincia a dare i frutti sperati – le vendite del primo trimestre dell’anno fiscale 2017/18 (finisce a marzo 2018) sono state superiori alle attese. Il mercato, però, sembra voler ignorare i buoni risultati e voler concentrarsi sui timori di un’ulteriore compressione dei margini di guadagno del gruppo per effetto sia del rialzo dei prezzi delle materie prime importate (si teme sterlina debole a lungo), sia delle minori spese da parte delle famiglie per colpa dell’inflazione. Purtroppo non crediamo che a breve termine questo atteggiamento cambierà: ti consigliamo di vendere il titolo. Comunque lo seguiremo e valuteremo se sarà il caso di tornare a investirci più avanti. A Londra ha pagato dazio anche Reckitt Benckiser (7.668 pence; Isin GB00B24CGK77): il gruppo ha rivisto al ribasso le attese sui ricavi dell’anno in corso e il titolo ha perso l’1,5%. Titolo caro, vendi.

     

    Tecnologici tra alti e bassi

    Non ha aiutato i listini l’andamento traballante del settore tecnologico (-0,3%). A pesare, questa volta, c’è stato il titolo Tesla (313,22 Usd; Isin US88160R1014), sceso del 13,4%. Doveva essere una settimana trionfale, con l’annuncio della produzione della Model 3 finalmente nei tempi previsti – Tesla non è mai stata puntuale – ma tutto è andato storto. I livelli di produzione della Model 3 per settembre sono stati abbassati. Inoltre, anche i dati di vendita degli altri modelli già in circolazione, per il primo semestre dell’anno, sono stati inferiori alle previsioni. Infine, la vettura Model S non è riuscita a ottenere la “medaglia d’oro” nei recenti test sulla sicurezza (Tesla si vantava della sicurezza). Non approfittare del calo per acquistare: Tesla è una società che non fa utili e brucia liquidità. Se hai le azioni, vendile. 

     

     

    Edp renováveis: via!

    L’Opa su EDP Renováveis (6,86 euro; Isin ES0127797019) è partita. Rilanci non ce ne sono stati e l’operazione dovrebbe portare al ritiro del titolo dal listino. Te ne devi liberare. Il prezzo in Borsa è lievemente superiore a quello d’Opa (6,75 euro), ma le commissioni di compravendita sui titoli portoghesi sono di solito elevate. Meglio, dunque, aderire all’Offerta – in questo caso non dovresti pagare commissioni. Chiedi alla banca se puoi farlo – capita che a volte gli italiani non possano partecipare alle operazioni estere. Se puoi, aderisci all’Opa. Altrimenti vendi in Borsa. Informati subito, devi fare tutto entro fine luglio. 

     

    Risposte per te

    @Carlo Vodafone ha staccato il saldo del dividendo per l’anno 2016/17 l’8 giugno. Il pagamento partirà dall’8 agosto. Lo stacco dell’acconto del dividendo per il 2017/18 è previsto il 23 novembre.

    @Giuseppe Per comprare azioni non serve aprire piattaforme in broker esteri. Basta aprire un conto titoli presso la tua banca. Scegli il regime amministrato: la banca si occuperà di curare tutta la fiscalità per te.

    @Stefano Anche se compri le azioni Telefônica Brasil sulla Borsa di New York (13,41 Usd; Isin US87936R1068), la società resta comunque brasiliana. Come tale la devi considerare ai fini del tuo portafoglio.

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 6,08 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 4,60 EUR
ISIN ES0113900J37
Borsa Madrid
Beta 1,09
Volatilità 26,08 %
Numero di azioni 16.136.150.000
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 75,52 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 220.379 EUR
Punteggio corporate governance 2

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 (e) 2016 (e) 2015
Dividendo 0,22 0,18 0,16 0,14
Utile corrente 0,50 0,43 0,39 0,41
Utile netto 0,50 0,43 0,39 0,41
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 6,62 6,34 6,09 5,86
Patrimonio netto tangibile 4,81 4,53 4,28 4,05

Rendimento in euro

Santander Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -11,45 % 3,25 % 7,30 %
Rendimento ultimi 6 mesi -15,31 % 0,24 % 5,21 %
Rendimento ultimo anno -16,46 % 0,80 % 9,69 %
Rendimento ultimi 5 anni 3,78 % 5,97 % 14,43 %

Indici finanziari della società

2017 (e) 2016 (e) 2015 2014
Pay out - - 38,02 % 19,53 %
Current ratio - - - -
ROE - - 6,83 % 7,26 %
ROE netto - - 6,83 % 7,26 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate - - 23,18 % 34,90 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo - - 7,31 % 7,03 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017 (e)
Rendimento da dividendo 4,70 % 3,85 %
Prezzo/utile corrente 9,36 10,88
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,71 0,74
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,97 1,03
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 7,92 % -

(e) : stima

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