Schnitzer Steel US8068821060

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Articoli

  • Analisi
    Male l'Europa, si salva Wall Street: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 24 luglio 2017

    Settimana poco esaltante per le Borse: i primi conti trimestrali societari stanno riservando qualche sorriso, ma anche amarezze. New York ha chiuso a +0,5%, le Borse europee, in media, a -1,6%. Debole anche Milano, -1,3%. Parliamo qui anche di JinkoSolar e di Atlantia. 

     

    Variazioni settimanali su prezzi al 24/07/17 

     

    Oltre ai conti societari, i mercati, in settimana, attendevano con ansia altri due eventi. Il primo: la riunione della Banca centrale europea. Chi temeva una stretta sul “doping” già fin da ora ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Non ci sono, però, stati slanci di entusiasmo dopo la decisione: è verosimile che di stretta si riparli molto presto, già in autunno. Insomma, per ora si va avanti come si è fatto finora, ma con uno spauracchio all’orizzonte: una prospettiva non proprio rassicurante per i mercati. Il secondo: il varo della riforma sanitaria di Trump negli Usa. Ancora una volta è stato un buco nell’acqua. Bisognerà, verosimilmente, ripartire da zero nella stesura del testo – significa dover aspettare ancora parecchio tempo. Questo, assieme alle notizie di ulteriori indagini sul presidente (questa volta legate alle sue aziende), ha invogliato il mercato a continuare a essere cauto: il rischio è che la tanto attesa riforma delle tasse, che dovrebbe spingere consumi e utili societari, arrivi troppo tardi (o non arrivi mai). Si tratta di un atteggiamento di prudenza che vediamo da settimane: il rialzo complessivo di Wall Street dal 1° giugno è solo dell’1,7%.

     

    IBM: -4,6% dopo i conti

    Il settore tecnologico ha chiuso la settimana con un bilancio positivo (+1,5%), ma non tutte le società che hanno presentato i conti hanno convinto. Tra le delusioni, c’è stata IBM (147,08 Usd; Isin US4592001014). I ricavi sono scesi per il 21° trimestre consecutivo. Non ci spaventiamo: il risultato era atteso in quanto legato alla trasformazione della società da un venditore di materiali informatici a un fornitore di software e servizi alle imprese. Tra l’altro, i vertici restano fiduciosi sulla possibilità di registrare un progresso degli utili a fine anno, complice il lancio di un nuovo server in autunno. Noi confermiamo le stime su un utile per azione di 12 usd nel 2017 e di 12,8 Usd nel 2018. Il titolo secondo noi è conveniente. Acquista.

     

    La cina spinge i titoli delle materie prime

    Qualche sorriso è arrivato dalla Cina, dopo che i dati sulla ricchezza prodotta dal Paese nel secondo trimestre dell’anno si sono dimostrati lievemente superiori alle attese. La Borsa (indice Csi300) ha chiuso la settimana il rialzo dello 0,7%: se sei un investitore prudente non investirci su. Altrimenti, dedicaci tra il 5% e il 10% del tuo portafoglio. I dati cinesi hanno fatto risalire i prezzi di molte materie prime, favorendo le società del settore (+1,5% il rialzo medio). Tra queste si è distinta, ancora una volta, Schnitzer Steel (26,2 Usd; Isin US8068821060), salita in settimana di un ulteriore 2,1%. Pare che un incontro tra le delegazioni americane e cinesi sia andato malissimo: la sensazione è che gli Usa vadano sempre più verso l’introduzione di dazi sulle importazioni di acciaio cinesi. Un bene per Schnitzer Steel: puoi continuare a comprare questo titolo conveniente. Poco brillante, invece, Rio Tinto (3.353 pence; Isin GB0007188757), scesa del 2,8% dopo aver ridotto gli obiettivi sui volumi di consegna del minerale di ferro nel 2017 a causa del maltempo in Australia, dove si trovano molte sue importanti miniere. Per ora non ci spaventiamo e non crediamo che questo possa portare a una revisione del dividendo pagato dal gruppo. Il titolo resta conveniente. Acquistalo in un’ottica di lungo periodo. Per sapere esattamente quanto puntare sulla Borsa cinese e con quali strumenti visita www.altroconsumo.it/finanza/portafogli. 

     

    Balzo in avanti di jinkosolar

    Tra le società cinesi, JinkoSolar (27,36 Usd; Isin US47759T1007) si è distinta con un’impennata del 18,4%. Diversi i motivi del rialzo. Dei buoni dati sull’economia cinese abbiamo già detto: quest’anno nel gigante asiatico si dovrebbe battere un nuovo record in fatto di pannelli solari installati. Poi c’è il rialzo del prezzo del greggio (+3,7% nelle ultime due settimane per quello di qualità brent): più il petrolio costa, più le aziende hanno interesse a puntare sulle energie rinnovabili. Infine, dopo San Francisco e altre 2 città californiane, anche la città di Miami ha varato una normativa che obbliga l’istallazione di pannelli solari in tutte le nuove case: fatto che lascia sperare sul fatto che altre città americane seguano questo esempio. Per questo, anche se il titolo viaggia non lontano dai massimi degli ultimi cinque anni, resta correttamente valutato. Se hai già in mano le azioni, mantienile. Se non le hai, però, non vale la pena acquistarle a questi prezzi.

     

    L’incrocio delle autostrade tra spagna e italia

    In una Milano indebolita dal rallentamento dei titoli bancari per effetto delle parole della Banca centrale europea, le Atlantia (25,39 euro, +2,3%) sono state tra le azioni protagoniste della settimana. A inizio settimana sono salite: l’offerta d’acquisto sulla spagnola Abertis (16,65 euro; Isin ES0111845014) sembrava poter procedere senza intoppi dopo che era sfumata la possibile controfferta da parte della spagnola Aena. Sul finire della settimana, però, l’umore è cambiato: un altro gruppo spagnolo, Acs, ha dichiarato di star valutando una controfferta su Abertis. Questi tentativi sembrano avere dietro una regia “politica”. È possibile che il governo spagnolo – che è della partita per via di alcune partecipazioni detenute da Abertis – chieda alla fine ad Atlantia di alzare la posta in gioco. Non è il massimo: limitati a mantenere le Atlantia senza acquistarne di nuove. Mantieni anche le Abertis, consigliate su Altroconsumo Finanza n° 1219, per beneficiare del possibile ritocco dell’offerta. Non le comprare ora se non le hai: se ci sarà, il ritocco non sarà da strapparsi i capelli e, viste le dimensioni di Abertis, le probabilità che una controfferta vada in porto restano basse.

     

    La paura di uno scandalo “dieselgate” ha fatto perdere il 3,5% alle azioni Daimler (62,42 euro; Isin DE0007100000). La società deve fare un aggiornamento del software delle auto, ma il costo dell’operazione è tutto sommato contenuto. Puoi mantenere queste azioni.

     

    Londra +1%

    Il listino britannico è andato bene grazie alla ripresa di due titoli che avevano sofferto nelle scorse settimane. Il primo è Reckitt Benckiser (7.881 pence; Isin GB00B24CGK77), salito dell'1,8% dopo che la società ha trovato l’accordo per vendere la controllata RB Food al gruppo americano MC Cormick. Il prezzo spuntato è buono, ma l’introito serve solo a ridurre i debiti. Il consiglio non cambia: vendi. Compra, piuttosto, Vodafone (226 pence; Isin GB00BH4HKS39): il gruppo ha mostrato, a perimetro aziendale costante, un progresso dei ricavi del 2,2% (la crescita si era fermata al +1,5% nel trimestre precedente). Grazie a questi risultati il titolo ha guadagnato in settimana il 3,3%, ma secondo noi è ancora conveniente.

     

    Risposte per te

    @DanieleLascia stare leopzioni binarie. Non si tratta di un vero investimento finanziario, ma di una semplice scommessa come quelle che puoi fare allaSnai– per maggiori informazioni vediAltroconsumo Finanzan° 1172.

    @FrancoLe azioni americane solitamente pagano il dividendo in quattro fette ogni anno. Quello che trovi indicato nelle schede azioni allepagine 4-6è quello complessivo annuo da noi stimato a valere sul bilancio del 2017.

    @NicolaLe minusvalenze sugli Etf azionari hanno esattamente la stessa durata delle minusvalenze sulle singole azioni: 4 anni più quello in corso. Se vendi ora l’Etf, le tue minusvalenze scadranno a fine dicembre del 2021.

     

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  • Analisi
    Parole di conforto: la settimana delle Borse 6 mesi fa - lunedì 17 luglio 2017
    Settimana positiva per i listini azionari. Wall Street ha archiviato un rialzo dell’1,4%. Bene anche le Piazze europee che, in media, hanno messo a segno un progresso dell’1,7%. Ancora una volta spicca Milano col suo +2,3%. 

    Variazioni settimanali su prezzi al 14/07/17 

     

    Banca centrale accomodante

    È stato il discorso fatto dai vertici della Banca centrale Usa a dare ottimismo al mercato. A dire la verità, il discorso non prevedeva nulla di particolarmente nuovo, ma il mercato ha comunque gradito la promessa (ribadita) di mantenere un ritmo lento e graduale nel rialzo dei tassi d’interesse. Questo, accompagnato ai dati sul progresso dell’economia Usa e sull’ulteriore miglioramento del mercato del lavoro, ha fatto bene prima a New York, che ha chiuso su nuovi massimi storici, e poi, a ruota, a tutte le Borse mondiali. A frenare un po’ il bilancio finale della Borsa Usa ci sono stati i primi risultati trimestrali arrivati da alcuni colossi bancari, come Citigroup, che non hanno pienamente convinto – gli utili sono andati meglio delle attese, ma i ricavi, soprattutto nelle attività di trading, non sono stati all’altezza delle aspettative. Vedremo come andrà il resto della stagione dei conti trimestrali: per le società Usa il mercato si attende un progresso medio degli utili di circa l’8% rispetto al secondo trimestre del 2016. Speriamo che le attese non vadano deluse. Tra i titoli che più si sono distinti c’è, invece, Schnitzer Steel (25,65 Usd; Isin US8068821060), salito del 3,9% anche per effetto delle dichiarazioni di Trump sulla possibile imposizione di limiti alle importazioni di acciaio cinese – significa far lavorare di più le acciaierie americane e quindi dare più lavoro a Schnitzer Steel (vende negli Usa oltre un terzo della ferraglia necessaria a produrre l’acciaio). Nonostante questa salita, secondo noi è ancora un titolo conveniente. Puoi acquistarlo per il lungo periodo, ma non farlo se sei un investitore “prudente” – in questo caso non devi avere nessuna azione Usa.

     

    Tra gli altri listini, segnaliamo l’ulteriore recupero della Borsa brasiliana. Il listino ha guadagnato il 5% dopo che l’ex presidente Lula è stato condannato in primo grado, fatto che rende meno probabile una sua (ri)candidatura alle prossime elezioni. Il mercato ha un giudizio negativo del suo operato e, quindi, ha festeggiato. Se sei un investitore “prudente” ti consigliamo di non puntare sulla Borsa carioca, altrimenti dedicaci un 5% dei tuoi risparmi. 

     

    Il riscatto della tecnologia

    A sostenere le Borse c’è stato anche un rimbalzo dei titoli del settore tecnologico – listino Nasdaq +2,6%. In particolare sono state le società che fanno microchip a salire tanto in Borsa (+4,7% il rialzo medio) sulla scia delle attese di maggiori ordini soprattutto da parte di chi costruisce grandi “server” e strumenti per l’archiviazione dei dati. Intel (34,68 Usd; Isin US4581401001) è rimasta un po’ indietro – è salita del 2,4% in settimana – dopo che gli ultimi dati di vendita hanno confermato che la società non è più il primo produttore di semiconduttori al mondo – è stata superata da Samsung Electronics. Non ci spaventiamo: la società è già pronta a lanciare nuovi microchip per contrastare la concorrenza e sta già puntando proprio sul mercato dei server. Resta un titolo conveniente e da acquistare.

     

    Borse europee spinte ancora una volta dai bancari

    Tra i titoli che hanno sostenuto la corsa delle europee ci sono stati quelli bancari (+1,8% in media), divenuti tonici dopo che i vertici europei hanno confermato di voler cercare una soluzione per favorire il più possibile lo smaltimento dei crediti “marci” – una manna per le banche italiane e per tutta Piazza Affari, listino dove il peso dei titoli bancari è rilevante. A sostenere la Borsa di Milano c’è stato anche il “risiko” nel settore del risparmio gestito – si parla di contattati tra diversi soggetti per la creazione di un nuovo mega gruppo. Tra questi soggetti c’è Banco Bpm (3,14 euro) che cederebbe Aletti Gestielle: la prospettiva è piaciuta al mercato che ha spinto in alto il titolo del 2,6%. Sul progetto, però, ci sono ancora diverse incognite tanto che le azioni Generali (15,39 euro), società che sarebbe in qualche modo “tallonata” da questo nuovo mega gruppo, non hanno pagato dazio, anzi sono salite del 2,6%. Il nostro consiglio è di non speculare su Banco Bpm, anzi di vendere il titolo se lo hai in mano. Piuttosto, compra Generali. 

    Debutto col botto per doBank a Milano: le azioni sono state collocate a 9 euro ciascuna e hanno chiuso la prima seduta (debutto il 14 luglio) a 10,25 euro. Significa un rialzo di quasi il 14% che a te è stato negato (quando è entrato in contrattazione in Borsa, il titolo era già sopra i 10 euro) in quanto ai piccoli risparmiatori non è stato permesso di partecipare al collocamento.

     

    Via vai nel settore farmaceutico

    Per il settore farmaceutico è stata una settimana senza slanci (+1%). Teva (31,9 Usd; Isin US8816242098) si è però distinta, salendo tanto a inizio settimana e poi ripiegando sul finale. Voci sempre più insistenti – ma non confermate – danno Teva vicina a “scippare” l’amministratore delegato (è il “capitano” dell’azienda) alla concorrente AstraZeneca (4.998,5 pence; Isin GB0009895292). Sarebbe un bel colpo: primo, perché Teva è da febbraio senza un “capitano”, secondo perché si tratta di una persona di valore, che ha portato il titolo AstraZeneca ai massimi di sempre – non per nulla queste azioni in settimana hanno perso il 2,6%. Compra Teva, vendi AstraZeneca.

     

    Londra al rilento

    Londra è rimasta attardata rispetto alle colleghe europee, chiudendo la settimana a +0,4%. È stata frenata soprattutto dal -7,3% di Pearson (635,5 pence; Isin GB0006776081). Il mercato ha preso male la decisione di vendere la controllata Penguin Random House: in particolar modo, non è stato apprezzato il prezzo di vendita, considerato un po’ da “saldo”. La situazione del gruppo non è semplice, ma nemmeno da “si salvi chi può”: puoi continuare a mantenere queste azioni se già le hai – se non le hai, invece, nonostante il calo, non è il caso di acquistarle. Settimana debole anche per Vodafone (218,80 pence; Isin GB00BH4HKS39) che potrebbe essere rallentata nel piano di rafforzamento in India dalla Consob locale. Non ci spaventiamo. Il titolo ha chiuso la settimana invariato e resta conveniente. Da acquistare.

     

    PostNL nervosa

    Le azioni delle poste olandesi, PostNL (4,03 euro; Isin NL0009739416), hanno avuto una fiammata improvvisa a inizio settimana dopo le parole del ministro dell’economia olandese che ha ventilato la possibilità di intervenire a sostegno del settore. I tempi, però, saranno lunghi e per questo il titolo nel corso della settimana ha ripiegato, chiudendo a -1,5%. Resta un titolo conveniente. Acquista. 

     

    Risposte per te

    @Attilio Di solito le azioni che consigliamo sono sempre facilmente acquistabili via internet. La tua banca, però, potrebbe offrirti un servizio limitato. Puoi provare l’acquisto via telefono o allo sportello (se non vuoi cambiar banca).

    @Cristina Nel complesso la Borsa tedesca non è conveniente. Per questo non la riportiamo come investimento da fare nei nostri portafogli, ma ci limitiamo a seguire dei singoli titoli su essa quotati che potrebbero risultare interessanti.

    @Claudio Su tutte le Piazze che la banca ti propone, le azioni Chevron sono sempre le stesse. In generale è sempre preferibile acquistare le azioni sul listino “principale”, nel caso di Chevron è la Borsa di New York.

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  • Analisi
    Schnitzer Steel: balzo in avanti 6 mesi fa - lunedì 10 luglio 2017

    La risalita dei prezzi del minerale di ferro ha recentemente messo le ali al titolo. Si tratta, infatti, di una materia prima alternativa a quella che vende Schnitzer per la produzione di acciaio, quindi il fatto che costi di più aiuta Schnitzer.

     
     
     
     

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  • Analisi
    Grazie Trump!: la settimana delle Borse un anno fa - lunedì 28 novembre 2016
    Nella settimana della festa del ringraziamento New York è salita su nuovi massimi storici.
    Variazioni settimanali su prezzi al 25/11/16

    Settimana scorsa Wall Street è salita di un altro 1,4% e dal 4 novembre – il venerdì prima delle elezioni Usa – il rialzo complessivo è del 6,1%. Molte altre Borse sono salite, ma meno di New York. Quelle della zona euro, per esempio, in media hanno fatto +0,9% settimana scorsa e +3,2% dal 4/11. Male Piazza Affari: solo grazie al +1,5% di settimana scorsa è riuscita a raddrizzare il bilancio dal 4 novembre (ora a +1,2%). A pesare sul nostro listino sono stati i titoli bancari. Bene Mosca: dal 3/11 (il 4/11 era chiusa) ha messo su in rubli il 5,3% (e il rublo ha anche guadagnato sull’euro nel frattempo). I motivi? Da un lato il rialzo del greggio – +3,6% dal 4 novembre – e dall’altro le relazioni, in apparenza, più distese con gli Usa proprio grazie all’elezione di Trump. La Russia resta comunque un Paese in recessione: non investirci più del 5% del tuo portafoglio. Una Borsa che è andata un po’ meglio di Wall Street è l’australiana: dal 4 novembre ha messo su il 6,3%. In questo caso la spinta è arrivata dai titoli delle materie prime: grazie anche agli investimenti sul settore promessi da Trump, dal 4 novembre hanno messo su ben il 16%! Ti consigliamo due titoli nel settore: l’inglese Rio Tinto (3.113 pence; Isin GB0007188757) e l’americana Schnitzer Steel (29,65 Usd; Isin US8068821060). Anche se sono saliti tanto, rispettivamente dal 4 novembre del 14,1% e del 23,8%, restano due titoli convenienti. Vedremo quanto questo ottimismo durerà: l’avvio di questa settimana è stato negativo per le Borse europee e al momento di andare in stampa anche le indicazioni sull’apertura di Wall Street sono negative…

    Risposte per te
    @Enrico Equiduct è un mercato regolamentato. Potresti aver problemi solo se la società che ha emesso le azioni che compri fa operazioni straordinarie (aumento di capitale).
    @Federico Rendimento netto atteso annuo da dividendo: 2,2% per BMW, 2,2% per Exxon, 4,6% per Vodafone e 3,4% per Zignago. È solo uno spunto di valutazione.
    @Fiorenzo Le opzioni binarie più che degli investimenti finanziari sono delle scommesse alla roulette – per approfondimenti vedi Altroconsumo Finanza n° 1172. Lascia perdere.

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  • Analisi
    Schnitzer Steel: anno fiscale in utile un anno fa - lunedì 17 ottobre 2016
    Schnitzer riesce a stare a galla in un settore in difficoltà. Stimiamo un utile per azione (elementi straordinari esclusi) di 0,84 dollari per l’anno fiscale 2016/17.
    Prezzo al momento dell'analisi (14/10/16): 20,85 USD
    Consiglio: Acquista


    Schnitzer (Isin US8068821060) ha anticipato alcuni risultati per il suo anno fiscale 2015/16 (terminato il 31 agosto): ha chiuso in utile sia il quarto trimestre, sia l’intero anno. Nonostante il crollo dei prezzi dell’acciaio, il gruppo riesce a tenere sotto controllo la situazione finanziaria e a offrire discreti dividendi (ai prezzi attuali il rendimento lordo è del 3,6%) grazie ai tagli sui costi degli ultimi anni. Le prospettive migliorano: non ci aspettiamo grandi corse dei prezzi dell’acciaio (da cui dipendono i suoi profitti), ma perlomeno il loro calo sembra essere stato arginato grazie alle iniziative prese soprattutto in Cina (per ridurre l’eccessiva capacità produttiva) e ai dazi imposti sulle importazioni di acciaio cinese e russo. Per sostenere la crescita degli utili, il management dovrà comunque continuare a tagliare i costi ancora per qualche anno.

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Altro

Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 38,70 USD
Minimo degli ultimi 12 mesi 17,65 USD
ISIN US8068821060
Borsa Nasdaq
Beta 1,68
Volatilità 41,58 %
Numero di azioni 26.857.520
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 0,98 USD
Settore Siderurgia, minerali non ferrosi, miniere
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 10.144 USD
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (USD)

2017-18 (e) 2016-17 (e) 2015-16 2014-15
Dividendo 0,75 0,75 0,75 0,75
Utile corrente 2,50 1,67 0,70 -0,12
Utile netto 2,50 1,62 -0,71 -7,29
Cash Flow corrente 4,30 3,38 2,69 2,38
Cash Flow netto 4,30 3,32 2,48 2,45
EBIT 3,00 1,83 1,02 0,08
EBITDA 5,00 3,64 3,02 2,59
Patrimonio netto 21,50 19,72 18,58 19,96
Patrimonio netto tangibile 15,30 13,52 12,35 13,40

Rendimento in euro

Schnitzer Steel Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi 21,81 % 1,83 % 5,11 %
Rendimento ultimi 6 mesi 34,38 % 4,22 % 7,59 %
Rendimento ultimo anno 38,33 % 9,82 % 7,60 %
Rendimento ultimi 5 anni 9,18 % 6,80 % 15,38 %

Indici finanziari della società

2016-17 (e) 2015-16 2014-15 2013-14
Pay out - - - 341,53 %
Current ratio - 2,24 2,68 2,62
ROE - 3,81 % -0,61 % 1,57 %
ROE netto - -3,90 % -36,86 % 0,77 %
Margine lordo - 13,05 % 9,02 % 8,60 %
Margine netto - -1,30 % -10,18 % 0,38 %
EBIT margin - 2,04 % 0,11 % 1,08 %
EBITDA margin - 6,08 % 3,66 % 4,20 %
Tax rate - - - 17,26 %
Gearing - 33,05 38,14 37,85
Patrimonio netto / totale attivo - 56,25 % 55,97 % 57,26 %

Dati di Borsa per azione

2017-18 (e) 2016-17 (e)
Rendimento da dividendo 2,06 % 2,06 %
Prezzo/utile corrente 14,56 21,80
Prezzo/cash flow corrente 8,47 10,77
Prezzo/patrimonio netto 1,69 1,85
Prezzo/patrimonio netto tangibile 2,38 2,69
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 5,25 % -

(e) : stima

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