Société Générale

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35,95 EUR 21/06/2018 12:10 Parigi
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Articoli

  • Analisi
    Société Générale: uscirà dalla Polonia? 6 giorni fa - venerdì 15 giugno 2018
    Secondo alcune fonti, Société Générale vorrebbe vendere la controllata polacca Eurobank. 
     
     
     
     

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  • Analisi
    Société Générale: trimestre deludente un mese fa - lunedì 14 maggio 2018
    I risultati trimestrali poco brillanti e i problemi legali pesano sul titolo. 

    Prezzo al momento dell'analisi (11/05/2018): 42,73 euro

    Nonostante il crollo in Borsa, l’azione è ancora correttamente valutata.

    Consiglio: mantieni

    I risultati del 1° trimestre della maggior parte delle banche europee – italiane a parte - non hanno entusiasmato il mercato, ma quelli della francese Société Générale (Isin FR0000130809) hanno perfino deluso. A pesare sono state soprattutto le attività di banca d’investimento (legate all’andamento dei mercati), i cui ricavi sono crollati del 13%. Da notare che nel segmento azionario (trading, specialità del gruppo) i ricavi sono scesi dell’11% contro una crescita dell’11% per BNP Paribas e del 17% per UBS. Altro elemento poco rassicurante, la redditività dei fondi propri si è attestata al 7,4%, lontano dal 10% minimo previsto dal management per il 2020. Restano, inoltre, aperte le cause legali negli Usa per manipolazione dei tassi interbancari; un accordo sembra prossimo e dovrebbe sfociare in una multa di circa 1 miliardo di dollari (840 milioni di euro), che il gruppo potrà pagare grazie agli accantonamenti, per più di 2 miliardi di dollari, messi a bilancio negli ultimi trimestri. Per il momento, però, l’incertezza a livello giudiziario continua a pesare sul titolo. In base alle nostre stime sull’utile per azione 2018 (4,2 euro) e 2019 (4,7 euro), ai prezzi attuali l’azione resta, comunque, correttamente valutata.

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  • Analisi
    Société Générale: faro sul piano strategico 6 mesi fa - lunedì 11 dicembre 2017
    La banca francese ha presentato il piano strategico da qui al 2020, ma il mercato non sembra averlo gradito molto. Nelle scorse settimane il titolo si è comportato peggio del settore bancario europeo.

    Prezzo al momento dell'analisi (08/12/17): 43,92 EUR
    Consiglio: Mantieni

     

    Il piano 2020 di Société Générale (Isin FR0000130809) prevede una crescita dei ricavi del 3% annuo fino al 2020. Di per sé è un ritmo che potrebbe sembrare poco ambizioso, ma il gruppo non è mai riuscito a tenerlo negli ultimi anni. Visto che i bassi tassi d’interesse e la concorrenza agguerrita pesano sulle attività di banca al dettaglio in Francia (35% dei ricavi totali), il gruppo ripone le sue speranze nelle attività di banca al dettaglio all’estero e nelle attività legate ai mercati finanziari, dove, però, la concorrenza torna a rafforzarsi. Il piano prevede, inoltre, riduzioni di costi e chiusure di filiali, misure per cui il management dovrà mettere a bilancio nel 4° trimestre oneri per circa 0,4 euro per azione. Société Générale dovrà, inoltre, affrontare delle cause legali: anche se ha già messo da parte soldi per pagare eventuali multe, l’incertezza non favorisce la corsa del titolo.

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  • Analisi
    Luce a oriente: la settimana delle Borse 7 mesi fa - lunedì 13 novembre 2017
    Il bilancio settimanale delle Borse occidentali non è granché: Wall Street ha chiuso con un calo dello 0,2% e le Borse europee, in media, hanno perso l’1,8%. Migliore il bilancio delle Borse orientali: Tokio ha messo su un altro 0,6% mentre per Shangai il rialzo è stato del 3%. 

    Prezzi e variazioni al 10/11/17

     

    A pesare sull’andamento di New York ci sono stati i timori di un allungamento dei tempi per il varo della tanto attesa riforma fiscale di Trump: il Senato ha, infatti, proposto una bozza di riforma diversa da quella della Camera. Bisognerà trovare un accordo e non sarà semplice. Ce lo aspettavamo: non per nulla da tempo ti invitiamo alla prudenza nei confronti della Borsa Usa – se ti ritrovi nel nostro portafoglio dedicato all’investitore difensivo devi vendere tutte le azioni americane. In Europa, a penalizzare le Borse ci sono stati i conti di alcune banche – ne parliamo nel paragrafo successivo. La Borsa giapponese continua, invece, a beneficiare delle attese di crescita legate alla politica economica del premier appena rieletto, mentre le Borse cinesi hanno beneficiato della decisione di allentare i vincoli agli investimenti stranieri nel settore finanziario. Secondo noi sia le azioni giapponesi, sia quelle cinesi sono interessanti. Attenzione, però: non sono interessanti per tutti allo stesso modo. Dipende da che tipo di investitore sei: controlla se e quanto investirci andando qui sul nostro sito internet all’indirizzo www.altroconsumo.it/finanza/portafogli. Tra le altre Borse consigliate, segnaliamo il buon +1,2% di quella australiana e il -2,4% di quella brasiliana. Londra è andata in linea con il resto delle Borse europee, chiudendo a -1,7%. 

     

    Una settimana difficile per il settore bancario

    A trascinare al ribasso il settore bancario europeo ci sono stati i conti di alcuni colossi francesi. In particolare, le azioni di Société Générale (43,74 euro; Isin FR0000130809) hanno ceduto il 4,3% dopo la pubblicazione dei conti trimestrali che hanno mostrato il perdurare delle difficoltà nelle attività di banca al dettaglio in Francia – la banca è stata costretta a fare degli accantonamenti che hanno appesantito il bilancio. Ci aspettiamo, a questo punto, una revisione drastica della strategia: l’annuncio dovrebbe arrivare a fine novembre. Per ora limitati a mantenere queste azioni. Non solo le banche “grandi” sono andate male. Per esempio, a determinare il -2% settimanale di Piazza Affari c’è stato anche il tracollo del 47% delle azioni del Credito valtellinese (1,58 euro). La banca ha varato un maxi aumento di capitale solo per coprire le svalutazioni dei crediti marci. E il valore di queste svalutazioni è più del doppio del valore complessivo di tutta la banca in Borsa. Alla fine dell’operazione, che comprende anche la cessione di alcuni crediti, la banca sarà più solida? Mah, l’indicatore di solidità Cet1 (11% circa) non sarà tanto più alto di quello di qualche mese fa e comunque inferiore rispetto a quello di altre banche (13% circa per Intesa e Unicredit). Insomma, non ci sentiamo tranquilli: sospendiamo il giudizio sull’affidabilità e consigliamo di non avere in mano azioni Creval. Intesa Sanpaolo (2,83 euro) è stata tra le poche a presentare risultati trimestrali rassicuranti, tanto che le azioni sono riuscite a contenere il calo allo 0,7% (rosso inferiore a quello generale di Piazza Affari). Acquista.

     

    Testacoda

    Anche il settore auto non si è comportato bene in settimana (-1,5%). In particolare, ha pesato il -3,7% di BMW (86,21 euro; Isin DE0005190003). Nel terzo trimestre il gruppo ha visto le vendite salire solo di circa l’1% e l’utile (ante imposte) scendere di circa il 6%. Il mercato non ha gradito, ma noi non siamo spaventati. Il calo dell’utile è legato ai massicci investimenti per il rinnovamento della gamma (auto a guida “autonoma” compresa). Crediamo che questi investimenti daranno i frutti sperati. Inoltre, non siamo spaventati dal richiamo di alcuni veicoli fatto in Nord America – il gruppo dovrebbe risolvere il tutto con la sostituzione di una valvola, o poco più, quindi i costi del richiamo dovrebbero essere contenuti. Acquista. Altra settimana negativa per le Tesla (302,99 Usd; Isin US88160R1014) che hanno perso l’1%. Il mercato continua a dare troppa fiducia a questa società. Vendi.

     

    Coda in cassa

    Alti e bassi nel settore della grande distribuzione (+0,6%). Tra le azioni che meglio si sono comportate ci sono quelle di Ahold Delhaize (17,06 euro; Isin NL0011794037), salite del 4,9% dopo che i conti del terzo trimestre hanno dimostrato che il gruppo è in grado di sostenere la crescente concorrenza negli Stati Uniti, dove realizza più del 50% del suo giro d’affari. Noi ne siamo sempre stati convinti: ti confermiamo il consiglio. Acquista. Sainsbury (232,20 pence; Isin GB00B019KW72), al contrario, continua a pagare la concorrenza delle grandi catene di discount: gli utili dei primi sei mesi dell’anno fiscale 2017/18 (termina il 31 marzo) sono scesi di circa il 12% (elementi straordinari esclusi). Si tratta del 4° calo consecutivo. Nonostante le acquisizioni fatte per rilanciare la crescita, siamo scettici sulle prospettive: anche se le azioni hanno perso un altro 1,2%, vendile. Settimana nervosa anche per l’importante settore tecnologico (pesa per un quarto dei movimenti di Wall Street): nonostante alcune operazioni di fusione, che di solito aiutano i prezzi in Borsa, il bilancio si è chiuso con un calo dello 0,2%.

     

    Alti e bassi per Teva

    Settimana nervosa per le Teva Pharma (11,78 Usd; Isin US8816242098). All’inizio si sono impennate del 9% sulla notizia che un importante investitore potrebbe acquistare il 25% della società. Poi sono scese, chiudendo la settimana a +3,3%, sulla notizia che l’agenzia di rating Fitch ha tagliato il giudizio sull’affidabilità del gruppo. Anche altre agenzie potrebbero tagliare, ma questo non compromette le prospettive del gruppo. L’investimento è un po’ rischioso, ma mantieni le azioni che già hai. 

     

    Risposte per te

    @AlexIl fatto di comprare le Chevron su un mercato diverso da quello americano non ti mette al riparo dalla doppia tassazione dei dividendi: in ogni caso pagherai sempre prima il 15% al fisco Usa e poi il 26% al fisco italiano.

    @LuigiGli acquisti di azioni proprie sono un modo per remunerare gli azionisti, alternativo alla distribuzione di denaro contante tramite dividendo – riducendo il numero delle azioni in circolazione, i risultati “per azione” salgono.

    @SergioAprire un conto in Francia da residente italiano (più facile a dirsi che a farsi) per comprare azioni francesi non ti dà alcun vantaggio fiscale sui dividendi. Pagherai il 30% in Francia e poi, tramite modelloUnico, il 26% in Italia.

     

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  • Analisi
    Partenza buona, finale deludente: le Borse durante le settimane estive 10 mesi fa - lunedì 28 agosto 2017
    Le Borse sono andate bene tra fine luglio e inizio agosto. Poi hanno ripiegato. Il bilancio complessivo delle ultime settimane per le Borse mondiali è di una sostanziale parità.

     Variazioni settimanali su prezzi al 25/08/17

     

    Sospiro di sollievo sulle trimestrali

    Nell’ultimo numero, a fine luglio, ti avevamo dato una lista di eventi che avrebbero potuto mandare all’aria le Borse durante l’estate. Uno degli scogli fondamentali era rappresentato dai risultati trimestrali societari. Se ci hai seguito sul nostro sito internet sai già che per fortuna sotto questo fronte tutto è andato bene. Per esempio, circa il 70% delle società americane ha battuto le attese: la crescita media degli utili rispetto a un anno fa si è attestata nell’ordine del +10% rispetto al +8% che il mercato si attendeva. Questi dati sono quelli che hanno permesso alle Borse di mantenere un buon andamento tra fine luglio e inizio agosto, tanto che il 7 agosto lo storico indice Dow Jones della Borsa di New York ha fatto segnare un altro record, chiudendo per la prima volta sopra i 22.100 punti (la soglia dei 22.000 punti era stata infranta pochi giorni prima). 

    Tra i titoli che maggiormente hanno beneficiato dei conti trimestrali c’è Apple (159,86 Usd; Isin US0378331005), salito in queste settimane del 6,4%. Mantieni, a meno che tu non sia un investitore che si identifica nel portafoglio prudente: in tal caso, vendi queste azioni.

     

    Quella paura che arriva dagli usa

    E gli altri eventi? Nessuno si è concretizzato in pieno, per fortuna. Però un paio hanno iniziato a delinearsi e potrebbero scoppiare in futuro. Il primo riguarda il riacutizzarsi delle tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti, elemento che ha fatto scivolare le Borse a ridosso di ferragosto. Con il lancio dei missili nei giorni scorsi, il livello di attenzione è tornato alto. Il secondo riguarda la posizione sempre più incerta del presidente Trump, che ha determinato la debolezza dei mercati degli ultimi giorni. Per questo, dopo i massimi di inizio mese, la Borsa Usa ha ripiegato e ha finito per archiviare queste settimane con un calo complessivo dell’1,2%.

     

    L’europa delle banche…

    Le Borse della zona euro, in media, sono salite un po’ meno di quella Usa nella fase tra fine luglio e inizio agosto, ma hanno anche risentito meno delle turbolenze su Trump in questi giorni. Per questo il loro bilancio è lievemente migliore: -0,4% in media. A penalizzarle un po’, a fine luglio, sono stati i bilanci di alcuni colossi bancari che si sono dimostrati sotto le attese. Tra tutti segnaliamo quelli di Société Générale (46,93 euro; Isin FR0000130809) che hanno mostrato una forte difficoltà nelle attività di banca al dettaglio in Francia – i risultati sono peggiori dei concorrenti. Il titolo ha chiuso le ultime settimane con un calo complessivo dell’1,4%. Per il momento non ci spaventiamo, anche perché qualche motivo di ottimismo arriva comunque dalle attività legate alle assicurazioni. Confermiamo il consiglio: se hai le azioni mantienile, altrimenti non comprarle. 

    Male, in Europa, Ahold Delhaize (15,45 euro; Isin NL0011794037), che ha perso quasi l’11%. Un po’ hanno pesato i conti trimestrali, ma soprattutto ha giocato la paura che Amazon, con il suo ultimo acquisto, si metta a fare una concorrenza spietata nel settore dei supermercati. Per ora i timori sembrano eccessivi e confermiamo il consiglio.

     

    … con il balzo di milano

    Di tutt’altro tono i conti delle principali banche di Piazza Affari, andati mediamente bene: in particolare, Unicredit (17,78 euro) ha mostrato utili sopra le attese di mercato. Il titolo è salito del 7,7% – risultato rimarchevole rispetto all’andamento degli altri titoli europei del settore – ma c’è ancora spazio per salire. L’azione è conveniente. Acquista. Oltre a Unicredit, a dare la spinta a Milano, unica tra le Borse europee che ha chiuso queste settimane con bel progresso (+2,6%), ci ha pensato Fca (12,40 euro), balzata del 24% su indiscrezioni varie: dalla vendita ai cinesi, allo scorporo di Alfa Romeo e Maserati. Te lo diciamo chiaramente: se guardiamo i bilanci, l’azione ai prezzi attuali è cara. Se sei un buon padre di famiglia non devi avere in mano queste azioni. È però innegabile che qualcosa sembra bollire in pentola: se hai pelo sullo stomaco, puoi scommettere sul fatto che arrivi un’offerta ufficiale d’acquisto o che almeno continuino le indiscrezioni su possibili operazioni straordinarie. Occhio, se l’offerta non arriva o se le voci di scorporo si raffreddano sono dolori: il titolo rischia di perdere tutto quello che ha messo su fin qui – e resterebbe, dopo il calo, comunque caro.

     

    Bene i titoli legati alle materie prime

    A livello settoriale, bene i titoli delle materie prime. Il rialzo è legato alle notizie dalla Cina: da un lato ci sono stati i dati relativi al settore delle costruzioni – a luglio, nel Paese, c’è stata la maggior espansione in oltre un anno – dall’altro il premier cinese ha invitato i responsabili del settore siderurgico a continuare nel programma di riduzione della capacità produttiva. Insomma, si rischia una forte domanda con una minore offerta: scenario che non può che far rialzare i prezzi. Ne ha beneficiato Rio Tinto (3.661pence; Isin GB0007188757) che ha chiuso queste settimane con un guadagno del 9,2% Ciò nonostante, resta conveniente. Acquista.

     

    Risposte per te

    @Adriano Se compri un’azione nello stesso giorno in cui stacca il dividendo non avrai diritto a quest’ultimo. Devi comprare prima e avere l’azione in mano già la mattina dello stacco, prima che le contrattazioni di Borsa aprano.

    @Daniel Non esiste più un lotto minimo per l’acquisto di azioni. Puoi comprare anche una singola azione. Occhio, però, che su investimenti di piccola entità le commissioni bancarie di compravendita rischiano di pesare tantissimo.

    @Gianpietro Con il trading di Ing direct non puoi comprare azioni sui mercati esteri. Non hai soluzioni: devi aprire un (altro) conto titoli in un’altra banca. Per conoscere quale chiama lo 02/6961580 (lunedì-venerdì; ore 9-13).

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Informazioni chiave

Carta d'identità

Massimo degli ultimi 12 mesi 50,29 EUR
Minimo degli ultimi 12 mesi 36,49 EUR
ISIN FR0000130809
Borsa Parigi
Beta 1,94
Volatilità 32,71 %
Numero di azioni 807.713.500
Capitalizzazione di Borsa (in miliardi) 29,47 EUR
Settore Settore finanziario
Volume delle transazioni (media giornaliera, in migliaia) 171.791 EUR
Punteggio corporate governance 4

Indici chiave per azione (EUR)

2018 (e) 2017 2016 2015
Dividendo 2,35 2,20 2,20 2,00
Utile corrente 4,20 2,92 4,26 4,49
Utile netto 4,20 2,92 4,26 4,49
Cash Flow corrente 0,00 0,00 0,00 0,00
Cash Flow netto 0,00 0,00 0,00 0,00
EBIT 0,00 0,00 0,00 0,00
EBITDA 0,00 0,00 0,00 0,00
Patrimonio netto 80,60 78,86 77,79 74,39
Patrimonio netto tangibile 74,00 72,23 72,10 68,90

Rendimento in euro

Société Générale Stoxx Europe 600 S&P 500
Rendimento ultimi 3 mesi -15,25 % 2,55 % 8,58 %
Rendimento ultimi 6 mesi -11,61 % -2,00 % 5,22 %
Rendimento ultimo anno -18,06 % -2,23 % 8,74 %
Rendimento ultimi 5 anni 9,27 % 5,56 % 14,47 %

Indici finanziari della società

2017 2016 2015 2014
Pay out 118,63 % 75,84 % 53,13 % 48,40 %
Current ratio - - - -
ROE 3,94 % 5,49 % 6,03 % 4,19 %
ROE netto 3,94 % 5,49 % 6,03 % 4,19 %
Margine lordo - - - -
Margine netto - - - -
EBIT margin - - - -
EBITDA margin - - - -
Tax rate 36,56 % 33,74 % 30,25 % 34,03 %
Gearing - - - -
Patrimonio netto / totale attivo 5,02 % 4,75 % 4,70 % 4,50 %

Dati di Borsa per azione

2018 (e) 2017
Rendimento da dividendo 6,47 % 6,06 %
Prezzo/utile corrente 8,65 12,43
Prezzo/cash flow corrente - -
Prezzo/patrimonio netto 0,45 0,46
Prezzo/patrimonio netto tangibile 0,49 0,50
Prezzo per valore patrimoniale netto - -
Rendimento a lungo termine 8,36 % -

(e) : stima

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